Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: francia

  • UN MILIONE DI MINORI ITALIANI SAREBBE STATO VITTIMA DI PRETI PEDOFILI

    UN MILIONE DI MINORI ITALIANI SAREBBE STATO VITTIMA DI PRETI PEDOFILI

    Sul sito di Rete L’ABUSO, l’associazione che si occupa di chi è sopravvissuto agli abusi di preti pedofili, c’è una mappa colorata da tanti puntini. Le macchie gialle, rosse e nere riempiono tutto lo spazio, alcune, addirittura, si sovrappongono. Ogni puntino rappresenta un caso di pedofilia perpetrato da un sacerdote, da chi dice di aver consacrato la vita a Dio e al bene degli altri. «Avevo undici anni quando il prete della mia parrocchia abusò di me», racconta a VD Francesco Zanardi, presidente di Rete l’abuso. «Ho sofferto molto. Poi è venuta la voglia di ottenere giustizia». E così è nata l’unica associazione italiana che si occupa degli abusi sessuali del clero. «Siamo attivi dal 2010. Al momento abbiamo 1.300 sopravvissuti all’interno dell’associazione». Secondo i dati di Rete L’ABUSO il numero dei preti pedofili oscillerebbe tra i 1.000 e 4.000, mentre i minori violentati potrebbero essere fino a un milione, secondo un calcolo al ribasso sugli ultimi 15 anni. Ma molti dei casi, spiega Zanardi, sono andati in prescrizione. Complici buchi normativi e il diffuso servilismo delle istituzioni nei confronti della Chiesa.

    Sopravvivere a un abuso da parte di un prete pedofilo

    «Ero un ragazzino. Mi ricordo che ho lasciato amici e ogni altro tipo di legame per allontanarmi dalla parrocchia, che mia madre, da cattolica praticante, mi spingeva a frequentare come chierichetto», ci dice Francesco Zanardi. «Un anno dopo, a sedici anni, ho cominciato a drogarmi. L’ho fatto fino a trent’anni. E fino a trent’anni non ho avuto rapporti sessuali perché quando mi si avvicinava qualcuno mi veniva la pelle d’oca». Francesco era spaventato anche da un bacio. «Ero traumatizzato da quello che avevo subito da parte del parroco. La mia psiche mi impediva di avere rapporti affettivi. E di questo mi sono accorto verso i quarant’anni». Per una vittima di pedofilia è normale cadere vittima della dipendenza da alcool o droghe, spiega Francesco. «Anche se non ci si rende conto che accade a causa del trauma enorme subito. Anzi, spesso, si pensa di non aver avuto una vita normale perché si è drogati o alcolizzati». Metabolizzare quello che è accaduto ha richiesto moltissimi anni.

    «È stato un lavoro lungo e profondo, soprattutto se si è soli. Ho maturato il mio trauma a quasi quarant’anni, nel 2009». Ma quando ha deciso di denunciare, Francesco si è reso conto del primo grande ostacolo: la prescrizione. «All’epoca era ancora fissata a 10 anni», spiega. «Insieme ad altri sopravvissuti, ho quindi cercato associazioni che ci appoggiassero. E in effetti, in Italia, ci sono molte associazioni antipedofilia. Ma quando raccontavamo di essere stati abusati da un prete, ci rispondevano che non si occupavano di questioni legate al mondo clericale. Nessuno si voleva assumere l’onere, perché il rischio è quello di essere oggetto di continue querele». E così è nata Rete L’ABUSO, che all’inizio era più che altro un gruppo di auto aiuto. «Poi è sorta in noi la voglia di ottenere giustizia: nel 2012 sono riuscito a far condannare il prete che mi ha violentato non per gli abusi che ho subito io, ma per quelli perpetrati su un altro ragazzo nel 2005».

    Il rapporto francese sui casi di pedofilia nel clero

    Secondo la Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa, sono 216mila i casi di violenze contro i minori che sono stati perpetrati in Francia nel corso degli ultimi 70 anni. Una stima al ribasso, che sale a 330mila se si aggiungono anche gli aggressori laici. E intanto, al di qua delle Alpi, il Tribunale Vaticano ha prosciolto due preti accusati di abusi sessuali su un chierichetto del Papa. Secondo i giudici, infatti, se da un lato «devono ritenersi accertati i rapporti sessuali, di varia natura e intensità, tra l’imputato e la persona offesa», dall’altro mancherebbe «la prova per affermare che la vittima sia stata costretta». «Stando ai dati che abbiamo raccolto, in Italia operano 50mila preti», spiega Zanardi. «Nel nostro Paese, è probabile che ci sia una percentuale di casi di pedofilia da parte del clero molto più alta di quella francese: in Francia, infatti, i consacrati sono solo 20mila».

    «Ma in Italia nessuno si interessa di questo problema. Basti pensare che il certificato antipedofilia, previsto dalla Convenzione di Lanzarote adottata dal Consiglio d’Europa, non si applica ai sacerdoti e al mondo del volontariato. Senza contare che i vescovi, in Italia, non essendo pubblici ufficiali sono sollevati dall’obbligo della denuncia. E nessun vescovo ha voglia di dire alla propria diocesi “avevamo un pedofilo in casa”». Poi c’è il problema legato alla prescrizione. «Di solito ci vogliono almeno 30 anni per maturare il trauma. Eppure la pedofilia non è una malattia, non passa: se ce l’hai, te la porti avanti tutta la vita. Ecco perché bisognerebbe fare degli accertamenti dopo la denuncia da parte di un sopravvissuto, a prescindere dalle tempistiche per la denuncia». E soprattutto cominciare a estendere anche ai membri della Chiesa l’obbligatorietà del certificato di antipedofilia: una misura che potrebbe restituire maggiore trasparenza alle istituzioni clericali e ispirare maggiore fiducia nei religiosi.

    Il monologo sullo stupro di Franca Rame

    https://vdnews.tv/article/milione-italiani-stato-vittima-abusi-preti-pedofili

  • Il Papa “vergogna” per i fallimenti della Chiesa per gli abusi sui minori in Francia

    Il Papa “vergogna” per i fallimenti della Chiesa per gli abusi sui minori in Francia

     – Roma – Papa Francesco si è detto “vergognoso” per l’incapacità della Chiesa cattolica di trattare con i preti pedofili in Francia, poiché uno dei suoi più stretti consiglieri ha spinto per un’inchiesta sugli abusi sessuali sui bambini da parte del clero in Italia.

    Un rapporto storico di martedì ha rilevato che almeno 330.000 bambini sono stati abusati sessualmente da membri del clero e laici delle istituzioni ecclesiastiche in Francia negli ultimi 70 anni.

    Il papa ha ammesso che la chiesa non aveva messo al primo posto i bisogni delle vittime in quella che era considerata una delle sue più forti condanne degli abusi sessuali sui minori nella chiesa cattolica fino ad oggi.

    “C’è, purtroppo, un numero considerevole”, ha detto durante la sua udienza settimanale in Vaticano mercoledì. “Vorrei esprimere alle vittime la mia tristezza e il mio dolore per il trauma che hanno subito. È anche la mia vergogna, la nostra vergogna, per l’incapacità della chiesa per troppo tempo di metterli al centro delle sue preoccupazioni”.

    Francesco ha esortato tutti i vescovi ad agire per garantire che “drammi simili non si ripetano”, mentre invita i cattolici in Francia a lavorare per garantire che la chiesa sia “un luogo sicuro per tutti”.

    L’inchiesta indipendente è stata la prima grande resa dei conti francese sugli abusi sessuali su minori da parte del clero. Si stima che 216.000 bambini siano stati vittime di violenza sessuale da parte di preti cattolici francesi, diaconi e altro clero dal 1950 al 2020. Se si considerano i membri laici della chiesa, come gli insegnanti delle scuole cattoliche, la cifra è salita ad almeno 330.000.

    Sulla scia delle schiaccianti scoperte, Hans Zollner, sacerdote tedesco e stretto consigliere di papa Francesco, ha esortato i vescovi italiani a “trovare il coraggio di indagare” sugli abusi sui minori da parte del clero.

    “La Chiesa cattolica in altri Paesi deve ora trovare lo stesso coraggio che ha in Francia. Spero anche in Italia”, ha detto Zollner in un’intervista a La Repubblica . “La chiesa non è immacolata, purtroppo è fatta anche di peccato e delitti”.

    Zollner era nel comitato organizzatore di un vertice vaticano, tenutosi nel febbraio 2019, per affrontare la pedofilia all’interno della chiesa cattolica. Era la prima volta che i presidenti delle conferenze episcopali si riunivano per discutere della questione, anche se il discorso conclusivo di papa Francesco è stato criticato dalle vittime di abusi per non aver assunto il tono di un’azione forte contro i preti pedofili.

    Sebbene lo scandalo di abusi ad ampio raggio e accuse di insabbiamento abbia inferto un duro colpo alla reputazione della chiesa cattolica negli Stati Uniti, in Irlanda, Cile, Australia e ora in Francia, ci sono molti paesi, tra cui l’Italia , in cui la questione è stato per lo più sepolto.

    Nel gennaio 2019, una commissione delle Nazioni Unite ha condannato l’Italia per essere complice nella protezione dei preti pedofili da accuse penali e ha chiesto al Paese di elaborare un piano nazionale per prevenire gli abusi sessuali sui bambini.

    «Vogliamo un’inchiesta anche qui, ma il papa non l’ha mai chiesta», ha detto Francesco Zanardi, fondatore di Rete l’Abuso, l’unica rete italiana di vittime di abusi clericali.

    “I numeri in Francia sono spaventosi ma qui potremmo avere fino a 1 milione di vittime. Sentire semplicemente ‘Mi dispiace’ è ridicolo”.

    Mercoledì, un tribunale vaticano ha assolto un ex chierichetto dall’accusa di aver molestato un ragazzo più giovane nel seminario giovanile del Vaticano, nel primo processo per abusi sessuali del clero ascoltato dal tribunale penale del papa.

    Il collegio di tre giudici ha assolto il Rev. Gabriele Martinelli da alcune accuse e ha stabilito che altri non potevano essere puniti. Assolto anche l’ex rettore del seminario, don Enrico Radice.

    Lo scandalo sui presunti abusi nella residenza è scoppiato nel 2017 quando gli ex chierichetti hanno reso pubbliche le accuse di cattiva condotta di Martinelli e un insabbiamento da parte dei superiori del seminario. Le loro accuse hanno fortemente minato l’impegno di Francesco di “tolleranza zero” per gli abusi poiché gli atti sarebbero avvenuti in territorio vaticano.

    Martinelli aveva negato di aver molestato la presunta vittima, LG, dicendo che le accuse erano infondate, poco plausibili e frutto della “gelosia” di altri seminaristi perché alla fine è stato ordinato sacerdote. Radice ha negato di sapere qualcosa di abusi o di intralcio alle indagini.

    https://www.theguardian.com/world/2021/oct/06/pope-francis-shamed-by-church-failures-child-abuse-france

  • “Situazione raccapricciante”: 330.000 minori rivelati vittime di abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica francese dagli anni Cinquanta

    “Situazione raccapricciante”: 330.000 minori rivelati vittime di abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica francese dagli anni Cinquanta

    La Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (Ciase) ha rivelato  martedì che oltre 300.000 minori sono stati vittime di abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica francese negli ultimi 70 anni.

    Il presidente dell’ente, Jean-Marc Sauvé, ha affermato che la stima, basata su un’attenta ricerca, include abusi da parte di sacerdoti e altro clero, nonché di persone non religiose associate alla chiesa.

    La commissione ha lavorato per due anni e mezzo ascoltando i racconti delle vittime e dei testimoni. Inoltre, sono stati studiati gli archivi della Chiesa, del tribunale, della polizia e della stampa degli anni ’50.

    Secondo il rapporto, ad oggi, 330.000 bambini e adolescenti sono stati vittime di abusi sessuali da parte di membri della Chiesa cattolica in Francia. Di questi, 216.000 sono stati abusati direttamente dai sacerdoti , mentre il resto sono state vittime di clero o laici che lavoravano per l’istituzione o nelle sue scuole.

    Sauvé ha indicato che circa l’ 80% dei minori abusati sono maschi . Inoltre, ha sottolineato che “circa il 60% degli uomini e delle donne che hanno subito abusi sessuali ha grandi problemi nella propria vita amorosa o sessuale”.

    Allo stesso modo, il rapporto rivela che circa 3.000 pedofili , di cui due terzi sacerdoti, hanno agito all’interno delle fila dell’istituzione durante quel periodo.

    Sauvé ha sottolineato che 22 casi sono stati deferiti alle autorità per possibili procedimenti penali. Sebbene più di 40 casi siano troppo vecchi per essere perseguiti dai tribunali, riguardano sospetti che sono ancora vivi e sono stati deferiti alle autorità ecclesiastiche.

    La commissione ha inoltre emesso 45 raccomandazioni su come prevenire gli abusi . Questi includono la formazione di sacerdoti e altro clero, la revisione del diritto canonico e la promozione di politiche per riconoscere e risarcire le vittime.

    Da parte sua, il presidente della Conferenza episcopale francese, Eric de Moulins-Beaufort, ha sottolineato che il rapporto Ciase descrive “una situazione disastrosa” e si è scusato con le vittime. “Esprimo loro la mia vergogna, il mio orrore, nonché la mia determinazione ad agire” per affrontare gli abusi e denunciarli pubblicamente, ha dichiarato.

    Papa Francesco “ha appreso con dolore” il contenuto di un’inchiesta, ha  riferito  il Vaticano.

    “Innanzitutto il suo pensiero va alle vittime, con grande dolore, per le loro ferite”, si legge nel comunicato, aggiungendo che il pontefice prova anche gratitudine per il coraggio che hanno dimostrato nel denunciare ciò che hanno subito.

    https://actualidad.rt.com/actualidad/406070-investigacion-menores-abusos-iglesia-catolica-francia

  • Papa Francesco e il dossier sulla pedofilia in Francia: 200mila minori abusati da tremila preti in 70 anni

    Papa Francesco e il dossier sulla pedofilia in Francia: 200mila minori abusati da tremila preti in 70 anni

    Città del Vaticano – Di fronte al raccapricciante risultato del rapporto choc sulla pedofilia in Francia – appurando che nell’arco di 70 anni sono stati abusati più di 200mila bambini da circa tremila sacerdoti – il Papa ha manifestato enorme dolore. I numeri affiorati grazie al lavoro triennale di una commissione indipendente guidata da un autorevole giudice, di fatto erano già conosciuti in Vaticano, visto che Bergoglio era stato informato dai vescovi quattro giorni fa, durante una udienza fiume concessa ai vertici dell’episcopato d’Oltralpe.

    L’associazione delle vittime italiane Rete l’Abuso ha evidenziato che si tratterebbe di una percentuale altissima: oltre il 13 % di preti abusatori su un totale di 22 mila preti (numero attuale di sacerdoti ma rimasto sostanzialmente invariato negli anni).

    «Il suo pensiero va anzitutto alle vittime, con grande dispiacere, per le loro ferite, e gratitudine, per il loro coraggio nel denunciare, e alla Chiesa di Francia, perché, nella consapevolezza di questa terribile realtà, unita alla sofferenza del Signore per i suoi figli più vulnerabili, possa intraprendere una via di redenzione. Con la sua preghiera il Papa affida al Signore il Popolo di Dio in Francia, particolarmente le vittime, perché doni loro conforto e consolazione e con la giustizia possa giungere il miracolo della guarigione», ha fatto sapere il Vaticano.

    Il dossier

    Stamattina la pubblicazione del dossier ha sconvolto l’intero paese. La Chiesa, per lungo tempo, ha mostrato «profonda, totale e persino crudele indifferenza verso le persone abusate, proteggendo se stessa piuttosto che le vittime» ha denunciato Jean-Marc Sauve, capo della commissione che ha compilato il rapporto. La maggior parte erano ragazzi tra i 10 e i 13 anni.

    Dal rapporto emerge che la Chiesa non solo non ha preso le misure necessarie per prevenire gli abusi, ma non è nemmeno riuscita a denunciarli e talvolta ha messo consapevolmente i bambini in contatto con i predatori. Il presidente della conferenza episcopale francese, Eric de Moulins-Beaufort chinando il capo a nome di tutti i vescovi ha affermato che si tratta di una piaga della quale vergognarsi. Ha chiesto perdono e ha promesso che non accadranno più cose simili.

    La commissione è stata voluta e istituita dai vescovi alla fine del 2018 per far luce sugli abusi e ripristinare la fiducia pubblica nella Chiesa in un momento di calo dei fedeli e dei credenti. Il giudice Sauve ha ammesso che il problema però è ancora lì, visto che la Chiesa ha mostrato fino agli anni 2000 una completa indifferenza» nei confronti delle vittime. Tuttavia ha iniziato a cambiare veramente atteggiamento solo nel 2015-2016.

    Dai dati incrociati dai database della Chiesa, delle procure, dei mass media la stima del fenomeno potrebbe allargarsi fino a salire a 330.000 vittime se si includono gli abusi da parte di membri laici. A questo si aggiunge che i sospetti pedofili potrebbero essere da 2.900 a 3.200 in un arco temporale di 70 anni.

    https://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_bianca/papa_francesco_preti_pedofili_francia_dossier_abusi_minori-6238405.html

  • Dato attendibile e rispetta le proiezioni  Healy – La Francia ha la percentuale di preti pedofili più alta al mondo

    Dato attendibile e rispetta le proiezioni Healy – La Francia ha la percentuale di preti pedofili più alta al mondo

    Come avevamo commentato ieri le anticipazioni della CIASE, erano davvero inverosimili in quanto inattendibile su 3000 preti pedofili, solo 10.000 vittime.

    Pauroso al tempo stesso il dato di 3000 pedofili sul totale di 22.000 preti che fa balzare le solite percentuali (4-6% ad eccezione dell’8% dell’Australia) a una stima del 13,38%.  La più alta registrata per ora in tutto il mondo.

    Perchè affermiamo che il dato diffuso oggi è coerente e rispetta le proiezioni dello statistico irlandese Mark Vincent Healy?

    Perchè esistono due studi, uno meno conosciuto, quello di padre Andrew M. Greeley, monaco benedettino e Professore di sociologia all’Università di Chicago, che afferma che ci siano 50 vittime per pedofilo.

    L’altro più famoso e citato anche nel caso Spotlight, è quello di Richard Sipe, presbitero e psicoterapeuta che afferma: “Studi ben consolidati mostrano che il pedofilo medio ha 250 o più vittime nel corso della sua vita”. Dato quessta volta, riferito ai consacrati, che a differenza dei laici, vivono tra decine di minori il loro sacerdozio.

    Se guardiamo la tabella creata da Mark Vincent Healy, se pur si Fermi al dato Massimo storico fino ad oggi ottenuto nelle varie commissioni di tutto il mondo, l’8%, notiamo che se pur in difetto sulla percentuale, dai dati del CIASE, questa sale bruscamente intorno al 13,38%.

    Le cifre divulgate oggi, se pur in grosso difetto come lo stesso Presidente Jean-Marc Sauvé ammette, sono tuttavia coerenti, a differenza delle sole 10.000 vittime annunciate domenica.

    Healey infatti, sulla base dei due studi (Greeley e Sipe) ha un dato che varia (nell’ipotesi dell’8%) dalle 87.720 vittime (dato questo fuori norma nell’ipotesi di 10.000) alle 438.600, dato che rientra nella coerenza percentuale. Ora è semplice, seppur la tabella di Healy si fermi all’8%, calcolare il 13%.

    Ed ecco che il dato di 216.000 vittime annunciato oggi, torna alla perfezione, da un minimo di 150.000 (dato Greeley) a 750.000 (dato Sipe).

    Tutto ciò è stato calcolato dallo statistico irlandese, tenendo conto di alcuni parametri di doverosa coerenza, il numero dei cattolici (ovvero la parte di popolazione a rischio) e il numero dei preti nella nazione, che successivamente ha rapportato nell’esito della sua tabella.

    Nel caso Francese un dato di una popolazione cattolica di 44.449.000 persone e 21.930 preti

    L’Italia che tace ancora il problema, ha una popolazione cattolica di 57.665.000 cattolici e 50.148 preti.

    Senza arrivare a un 13% come la Francia, solo con l’8%, l’Italia potrebbe arrivare a un milione di vittime.

    Francesco Zanardi

  • Il rapporto della Ciase: “Crudele indifferenza della Chiesa francese verso vittime della pedofilia”

    Il rapporto della Ciase: “Crudele indifferenza della Chiesa francese verso vittime della pedofilia”

    La Chiesa cattolica ha manifestato “fino all’inizio degli anni 2000 un’indifferenza profonda, e anche crudele nei confronti delle vittime” della pedofilia al suo interno, ha detto Jean-Marc Sauvé, presidente della Commissione indipendente che ha diffuso oggi il suo rapporto sul fenomeno.

    Dal 1950 al 2000, “le vittime non vengono credute, ascoltate – ha detto Sauvé – si ritiene abbiano un po’ contribuito a quello che è loro accaduto”.

    Secondo il rapporto della Ciase (Commissione sugli abusi sessuali nella Chiesa) voluto dai vescovi francesi, sono state 216.000 le vittime di violenze o aggressioni quando erano minorenni da parte di preti o religiosi cattolici in Francia fra il 1950 e il 2020.

    Secondo le cifre anticipate domenica scorsa, i preti pedofili sono stati in questi 70 anni fra i 2.900 e i 3.200. Il numero delle vittime sale a “330.000 se vi si aggiungono gli aggressori laici che lavorano nelle istituzioni della chiesa cattolica”, come sagrestani, insegnanti nelle scuole cattoliche, responsabili di movimenti giovanili), ha aggiunto Sauvé – alto dirigente francese, già membro del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia Ue – illustrando ai giornalisti le conclusioni della commissione da lui presieduta.

    “Queste cifre – ha commentato – sono ben più preoccupanti, sono agghiaccianti e non possono in nessun caso rimanere senza conseguenze”.

    Le cifre citate sono il risultato di una stima statistica comprendente un margine di circa 50.000 persone, ha precisato Sauvé.

    Chiesa Francia esprime vergogna e chiede perdono Il presidente della Conferenza episcopale francese, Eric de Moulins-Beaufort, esprime “vergogna” e “spavento” e chiede “perdono” alle vittime della pedocriminalità in seguito alla pubblicazione del rapporto sugli abusi.

    “Il mio desidero, oggi, è di chiedervi perdono, perdono ad ognuna e dognuno di voi”, ha dichiarato Moulins-Beaufort davanti alla stampa, aggiungendo che la voce delle vittime “ci sconvolge, il loro numero ci devasta”.

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Pedofilia-crudele-indifferenza-della-Chiesa-francese-nei-confronti-delle-vittime-d5e6bba3-39a7-4581-b388-f88ae0c4c0c4.html

  • Presentazione del rapporto CIASE – 05 ottobre 2021 – Video integrale

    Presentazione del rapporto CIASE – 05 ottobre 2021 – Video integrale

    Questo martedì 5 ottobre 2021 dalle 9:00, Jean-Marc Sauvé, presidente della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (CIASE), presenta la sua relazione all’auditorium Marceau Long di Parigi.

    KTO trasmette in diretta sulla sua antenna e piattaforme digitali: – Sintesi del rapporto: Le tappe e le conclusioni, di Jean-Marc Sauvé – Presentazione del rapporto ai presidenti della Conferenza dei Vescovi di Francia (CEF) e della Conferenza dei religiosi e religiosi di Francia (CORREF) – Conferenza stampa e domande dei giornalisti, con Jean-Marc Sauvé e membri del CIASE Questa commissione indipendente è stata creata nel novembre 2018, su richiesta della Conferenza dei Vescovi di Francia e della Conferenza Uomini e Donne religiosi dalla Francia.

    La sua missione era far luce sugli abusi sessuali sui minori nel Chiesa cattolica in Francia dal 1950, per studiare come sono stati gestiti questi casi, per valutare le misure adottate dalla Chiesa e per formulare raccomandazioni. ► Il nostro programma speciale: https://www.ktotv.com/page/remise-rap…

  • Pedofilia, report sugli abusi nella Chiesa francese: 216mila vittime in 70 anni

    Pedofilia, report sugli abusi nella Chiesa francese: 216mila vittime in 70 anni

    Dal 1950 ad oggi sono state 216mila le vittime di pedofilia nella Chiesa francese. Il dato emerge dal rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali voluto dai vescovi francesi. In questi 70 anni i preti pedofili sono stati fra i 2.900 e i 3.200. Secondo il presidente della Commissione, “la Chiesa cattolica ha manifestato fino all’inizio degli anni 2000 un’indifferenza profonda ed anche crudele nei confronti delle vittime”.

    Carattere “sistemico” degli abusi

    I “silenzi” e le “mancanze” della Chiesa cattolica dinanzi agli atti di pedocriminalità perpetrati al suo interno dagli anni Cinquanta presentano un carattere “sistemico”. “La Commissione ha lungamente deliberato ed è giunta ad una conclusione unanime: la Chiesa non ha saputo vedere, non ha saputo sentire, non ha saputo captare i segnali deboli”, ha dichiarato il presidente della Commissione indipendente Jean-Marc Sauvé.

    “Le vittime non vengono credute e ascoltate”

    Dal 1950 al 2000, ha aggiunto Sauvé, “le vittime non vengono credute, ascoltate e si ritiene abbiano un po’ contribuito a quello che è accaduto loro”. La Commissione ha proposto di “riconoscere la responsabilità della Chiesa”. Il primo principio raccomandato consiste nel “riconoscere la responsabilità della Chiesa in ciò che è successo dalle sue origini”.

    “La Chiesa ha il dovere di risarcire i danni”Sauvé ha lanciato un appello alla Chiesa a fornire “riparazioni” finanziarie a tutte le vittime di violenze sessuali al suo interno dal 1950 in Francia. “Bisogna risarcire i danni subiti dalle vittime anche al di là dei danni identificati, caratterizzati della Chiesa”, ha detto, auspicando che l’indennizzo non venga considerato come “un dono” ma come qualcosa di “dovuto” dalla Chiesa.

    https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/pedofilia-report-sugli-abusi-nella-chiesa-francese-216mila-vittime-in-70-anni_39058201-202102k.shtml

  • Commissione indipendente in Francia, circa 3000 preti pedofili? Se è vero, vale a dire intorno al13%

    Commissione indipendente in Francia, circa 3000 preti pedofili? Se è vero, vale a dire intorno al13%

    Il capo della commissione d’inchiesta indipendente Jean-Marc Sauvé ha spiegato il lungo lavoro sulla pedofilia all’interno della Chiesa cattolica francese dal 1950.

    L’indagine ha scoperto tra i 2.900 e 3.200 preti o altri membri della chiesa pedofili, ha detto Jean-Marc Sauvé, aggiungendo che si tratta di “una stima al ribasso”.

    Sarà pure a ribasso ma il dato percentuale sembra enorme e mai visto in precedenza.

    Stando a ai dati aggiornati al 2019 (fonte Wikipedia aggiornata C.E.F.) i sacerdoti sarebbero 13.775; i diaconi permanenti 2.967 e i religiosi non sacerdoti 5.200. Un totale complessivo di 22.000 religiosi circa. Un dato verosimile in quanto sempre la stessa fonte, questa volta nel 2008 dava circa 20.000 religiosi sul suolo francese.

    Ora, se calcoliamo la percentuale di 3000 (sacerdoti pedofili) su un numero totale di 22.000 religiosi otteniamo una cifra mostruosa, all’incirca il 15%.

    La costante dei sacerdoti pedofili che si riconferma nelle varie commissioni di inchiesta governative in tutto il mondo, che lo stesso padre Hans Zollner ammette come verosimile, viaggia tra il 4 e il 6% con l’unico dato fuori dal coro, quello dell’8% australiano.

    Se davvero il dato che verrà reso noto domani (5-10-21) fosse confermato, siamo in presenza del dato storico più elevato al mondo, con un numero di vittime che secondo il RAPPORTO SIPE – che afferma che il pedofilo medio ha 250 vittime nel corso della sua vita – arriveremmo a un potenziale di 750.000 vittime nella sola Francia.

    E mentre in tutta Europa mano a mano le Conferenze Episcopali iniziano a fare emergere i dati, in Italia vige ancora e non solo da parte della CEI, il più tombale silenzio.

    Zanardi

  • Preti pedofili, «sono oltre 3mila». Arriva il rapporto bomba e la Chiesa francese trema

    Preti pedofili, «sono oltre 3mila». Arriva il rapporto bomba e la Chiesa francese trema

    In Francia la Chiesa trema e si prepara ad accusare l’onda d’urto della imminente pubblicazione del mastodontico dossier sulla pedofilia, frutto di due anni e mezzo di lavoro da parte di una commissione indipendente (finanziata dall’episcopato).

    Dalle carte esaminate sarebbero emersi tra 2.900 e 3.200 preti pedofili, per un periodo che va dal 1950 ad oggi, ha affermato Jean-Marc Sauvé, il presidente della commissione che indaga sugli abusi sessuali.

    Una indiscrezione che testimonia la grande preoccupazione dell’episcopato d’Oltralpe per le conseguenze sulla immagine della Chiesa che potrebbero rivelarsi disastrose. Tema decisamente scottante e al centro di un lungo faccia-faccia tra Papa Francesco e i vertici dell’episcopato tre giorni fa.

    «È una stima minima» basata sul censimento e sull’analisi incrociata degli archivi della Chiesa, della magistratura, della polizia giudiziaria e della stampa, così come sulle testimonianze raccolte dalla commissione, ha aggiunto Sauvè, l’autorevole magistrato e presidente dell’organismo che ha firmato il dossier di 2.500 pagine.

    La cifra si riferisce a una popolazione totale di 115.000 tra sacerdoti e religiosi, conteggiata nel corso degli ultimi 70 anni. La Chiesa francese sotto la spinta dell’opinione pubblica tre anni fa aveva autorizzato l’apertura dei propri archivi dando modo ad un gruppo di esperti (giuristi, sociologi, storici) di ricostruire il quadro completo del fenomeno e aiutare a comparare la violenza sessuale nella Chiesa con quella individuata in altre istituzioni, per esempio le associazioni sportive, le scuole e le violenze maturate nell’ambito familiare.

    Il fenomeno – Il lavoro della commissione si è spinto anche a formulare una serie di percorsi per arginare questa piaga. «Le vittime non sono facili da ascoltare, le storie che ci hanno raccontato sono spesso raccapriccianti, durissime, impensabili. Parlano di sesso, di abusi, di sacro, di morte. E’ stato davvero un ascolto sconvolgente per noi tutti» ha spiegato Antoine Garapon, uno dei membri della commissione. Tra giugno 2019 e ottobre 2020 sono state ascoltate 6.500 persone. Le vittime potrebbero essere state circa 10 mila.
    La pubblicazione di questo rapporto – prevista per domani – fa affiorare il progressivo cammino di trasparenza intrapreso in questi anni da diverse conferenze episcopali (Francia, Austria, Germania, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Stati Uniti, Canada, Polonia). Un sentiero difficile ma considerato necessario da Papa Francesco. «Credo che i cattolici francesi ne saranno scioccati come tutti, anche se bisogna fare capire che non è una perversione specifica del clero cattolico» è stato il commento di monsignor Roland Minnerath, arcivescovo di Digione.
    Contrariamente alle iniziative improntate alla trasparenza dei vescovi francesi o tedeschi quelle della Chiesa italiana finora sono state decisamente insufficienti. Secondo l’associazione Rete L’Abuso la Cei è ancora restia ad aprire i propri archivi e fare luce sui vescovi che in passato hanno insabbiato casi di abuso e protetto sacerdoti.
    La scorsa settimana si è concluso un incontro internazionale in Svizzera tra decine di gruppi di vittime di tutta Europa. Da questa iniziativa partirà a breve una mozione al Consiglio d’Europa affinché i casi di abuso vengano affrontati a livello paneuropeo. In quel contesto è stato ricordato che in Italia l’argomento resta ancora tabù, persino sotto il profilo politico.

    In Parlamento – L’unica interrogazione parlamentare che sia mai stata fatta in materia risale al 2017 e ad oggi non ha mai avuto risposte. Venne promossa dal deputato grillino Mantero che chiedeva al premier, ai ministri dell’Interno, della Giustizia, degli Esteri quali iniziative volessero prendere per prevenire e reprimere il fenomeno.
    Chiedeva, inoltre, di estendere l’obbligo del cosiddetto certificato antipedofilia per tutte le categorie oggi esenti che vengono a contatto con minori, compreso i sacerdoti. Inoltre domandava di avere elementi statistici sui procedimenti ancora pendenti nelle procure che vedono indagati o imputati ministri di culto, e di istituire un fondo per i risarcimenti a favore delle vittime.

    https://www.ilmessaggero.it/italia/chiesa_pedofilia_tremila_preti_cosa_dice_dossier-6235328.html