Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Giovanni Trotta

  • “Distinto, colto”… e pedofilo. Il caso di “don Gianni” fa discutere la nazione

    “Distinto, colto”… e pedofilo. Il caso di “don Gianni” fa discutere la nazione

    È approdato su La7 il caso di Giovanni Trotta, ex parroco dei Monti Dauni (Pietramontecorvino e Casalnuovo Monterotaro) condannato a 8 anni per violenza sessuale verso un 11enne. Durante la trasmissione “Bianco e Nero” incentrata sulle cronache italiane, conduttore e ospiti hanno cercato di rispondere alla domanda: “Chi ha coperto don Giovanni?”. Eh già, perchè è emersa solo pochi giorni fa la notizia della mancata denuncia da parte della Chiesa che nel 2012 si limitò a togliere l’abito talare al 56enne non divulgando i motivi del suo allontanamento “per evitare scandalo” scrisse la Congregazione per la Dottrina della fede, l’ex Santo Uffizio, nel provvedimento di dimissione dello stato clericale. Peccato però che sottacendo l’informazione, l’uomo sia tornato a colpire. Infatti, nonostante una condanna già in capo a “don Gianni”, l’ex parroco sarà nuovamente processato per presunti altri 9 casi di abusi. Nell’udienza preliminare del 7 febbraio scorso dinanzi al gup del Tribunale di Bari Roberto Oliveri del Castillo, l’imputato ha chiesto ed ottenuto di essere processato con il rito abbreviato. Trotta è ancora accusato di abusi su minorenni tra i 12 e i 13 anni che facevano parte dello stesso gruppo di giovani calciatori del primo ragazzino.

    “Bianco e Nero” ha strappato una battuta a Raimondo Giallella, sindaco di Pietramontecorvino: “Chi è stato in silenzio è complice – ha detto il primo cittadino -. Ora attendiamo che le indagini facciano piena luce”.

    Angelo Delle Donne, invece, dirigente della squadra di calcio per la quale “don Gianni” aveva lavorato, ha lasciato tutti perplessi con le sue dichiarazioni: “Una persona distinta e colta. Un amico. Certo non lo posso giustificare, assolutamente ma l’amicizia è un’altra cosa”. Inutili i tentativi di contattare l’avvocato da parte della trasmissione. Il legale di Trotta ha insistito sulla presunzione di innocenza del suo assistito evitando altre domande: “È possibile che l’avvocato di un uomo ridotto allo stato laicale e ritratto in foto hard con dei bambini possa invocare la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio?” il quesito posto dal programma di La7 in chiusura di servizio.

    Ricordiamo, infine, che la Congregazione, all’epoca guidata dal cardinale Joseph Levada, impose al vescovo che “la nuova condizione di sacerdote dimesso non doveva provocare scandalo nei fedeli. Tuttavia – aggiunse – se sussiste il pericolo di abuso per i minori l’Ordinario può divulgare il fatto”. Silenzio, quindi. In pochi in paese sapevano, in realtà, che Trotta non era più un prete. “Al funerale del padre aveva il collarino ecclesiastico” raccontano oggi. “Frequentava la chiesa, ci aveva detto che era in attesa di una nuova destinazione”. Cominciò così ad allenare la squadra giovanile. I ragazzini furono bombardati dalle sue avance eppure nessuno denunciò. Poi la dirigenza della squadra lo allontanò per “motivi etici”, senza avvisare la polizia che arriverà qualche giorno dopo su delega della pm di Bari, Filoni. È a quel punto che si aprì uno scenario definito “agghiacciante” dagli inquirenti.

    http://www.immediato.net/2017/02/14/distinto-colto-e-pedofilo-il-caso-di-don-gianni-fa-discutere-la-nazione/

  • Foggia, la Chiesa sapeva ma non “parlò”: ex prete violenta 11 bambini

    Foggia, la Chiesa sapeva ma non “parlò”: ex prete violenta 11 bambini

    Lʼuomo era stato ridotto allo stato laicale nel 2012 per “delicta cum minoribus”, ma la Congregazione decise di mantenere segreti i motivi dellʼallontanamento

    Torna in un’aula di tribunale Giovanni Trotta, ex prete ridotto allo stato laicale, già condannato nell’ottobre 2015 a 8 anni di reclusione per violenza sessuale su un bambino di 11 anni e finito nuovamente in carcere a giugno 2016 con accuse analoghe per reati commessi su una decina di bambini. Polemiche sulla decisione della Chiesa di allontanarlo, già nel 2012, senza però divulgarne i motivi, permettendo di fatto che l’uomo trovasse nuove vittime.

    La riduzione allo stato laicale – Trotta, o don Gianni, come era conosciuto un tempo, era stato infatti ridotto allo stato laicale nel 2012 per “delicta cum minoribus”, ma la Chiesa allora non divulgò i motivi dell’allontanamento, permettendo di fatto che l’uomo potesse in seguito allenare una squadra di calcio di giovanissimi.

    Il silenzio per non dare “scandalo ai fedeli” – All’epoca la vicenda si “risolse” tutta internamente alla Curia. Le prime denunce arrivarono nel 2009 e, nel 2012, la Congregazione per la dottrina della fede decise la riduzione allo stato laicale. Nessuno però denunciò Trotta in procura e, in più, la Congregazione impose al vescovo di non divulgare le ragioni del suo allontanamento per non creare “scandalo ai fedeli”.

    Perché nessuno ha parlato quando don Trotta iniziò ad allenare una squadra di giovanissimi? – Ma è nella stessa decisione della Congregazione che si pone un limite alla riservatezza: ovvero nel caso in cui “se sussiste il pericolo di abuso per i minori, l’Ordinario può divulgare il fatto”, si legge infatti nel provvedimento. Ma perché allora nessuno ha fatto niente quando don Trotta ha iniziato ad allenare la squadra di giovanissimi? A far esplodere lo scandalo per altro non sarà nemmeno l’associazione sportiva, che infatti decide l’allontanamento dell’allora allenatore Trotta per “motivi etici”, ma senza denunciare nulla alla polizia. Sarà invece la denuncia di un padre a portare don Trotta al centro dell’indagine che gli costerà il carcere.

    I “non sapevo” della Curia – Nel frattempo nella Curia di Foggia è un rimpallo di responsabilità scanditi a suon di “non sapevo”. L’allora vescovo monsignor Domenico Cornacchia rilancia infatti la palla: “Non era un presbitero diocesano, avrebbe dovuto controllare il suo superiore generale e provinciale”.

    http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/puglia/foggia-la-chiesa-sapeva-ma-non-parlo-ex-prete-violenta-11-bambini_3055599-201702a.shtml

  • La rete degli orrori del prete pedofilo, brutalizzati altri bambini. Trotta alla sbarra

    La rete degli orrori del prete pedofilo, brutalizzati altri bambini. Trotta alla sbarra

    Per l’ex sacerdote e allenatore di calcio la storia non è ancora finita. Possibile nuovo processo a carico di Giovanni Trotta, 55enne già condannato per pedofilia e violenze nei confronti di minorenni. Ci sarebbero altri 9 presunti casi di abusi sui quali l’uomo dovrà rispondere davanti al giudice in un’aula di tribunale. Appuntamento con l’udienza preliminare il prossimo 7 febbraio al cospetto del gup Roberto Oliveri Del Castillo.

    È l’ennesima mazzata per Trotta, già condannato alla pena di 8 anni di reclusione e al pagamento di 64mila euro di multa. L’ex sacerdote ed ex allenatore di una scuola calcio giovanile di Pietramontecorvino, era accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un 11enne e di produzione, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del bambino. I fatti risalgono agli anni 2013 e 2014, commessi a Pietra ma anche a Casalnuovo Monterotaro.

    La sentenza era stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato in cui i genitori della giovane vittima si erano costituiti parte civile ottenendo dal giudice il risarcimento danni con provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro. Il gup aveva inoltre condannato Trotta all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dagli uffici attinenti la tutela dei minori, da qualunque incarico nelle scuole e da ogni ufficio pubblico o privato frequentato da minori.

    I FATTI

    Abuso su minori, ben sette adescati in chat e cinque finiti letteralmente nella sua rete e convinti, in alcuni casi, a seguirlo in abitazione per avere rapporti. Fatti commessi ai danni di G.A (classe 2002), D.N. (classe 2002), F.A. (classe 2001), C.G. (classe 2001) e T.G. (classe 2002). Con l’accusa di violenza sessuale, adescamento di minori, pornografia minorile e divulgazione di materiale pedopornografico, agenti del compartimento della polizia postale di Bari notificarono in carcere un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 55enne Giovanni Trotta, ridotto allo stato laicale dal 16 marzo 2012, già detenuto dall’aprile 2015. L’uomo fu arrestato per presunti abusi sessuali commessi nei confronti di un 11enne.

    I fatti contestati, commessi a Pietramontecorvino, risalgono al 2014, epoca in cui l’indagato era già stato ridotto allo stato laicale e aveva cominciato a fare l’allenatore di una squadra di calcio. Per Trotta scattò subito l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti dei cinque minori affidati alla sua custodia in quanto dirigente e allenatore della squadra di calcio frequentata dai bambini, nonché docente di lezioni private. Per lui anche l’accusa di pornografia minorile e divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento sessuale, “che distribuiva e diffondeva agli stessi ed anche ad altri minori, – spiegò la Procura di Bari – al fine di attrarli a sé e di metterli in competizione tra di loro, per via telematica e mediante l’applicazione WhatsApp del telefono cellulare in suo uso”.

    Trotta adescò due 12enni, un ragazzo e una ragazza, attraverso la chat Messenger del loro profilo Facebook. Le vittime erano tutte di sesso maschile tranne la minorenne “utilizzata dall’arrestato – spiegò la Procura – al fine di ottenere materiale pedopornografico da spendere come esca con i bambini di sesso maschile di cui abusava e che si erano dimostrati più restii a recarsi presso la sua abitazione; dimostrando fintamente interesse per i soggetti di sesso femminile, infatti, Trotta riuscì a convincere anche i minori più diffidenti a recarsi presso la sua abitazione ed a perpetrare i suoi turpi crimini contro l’infanzia”.

    Il materiale sequestrato a don Giovanni Trotta venne definito “agghiacciante” per i contenuti sia delle foto che delle chat con le piccole vittime. Trotta, che si faceva chiamare “don Gianni” e che nascondeva alle famiglie di non essere più sacerdote, abusava di minori che venivano affidati alla sua custodia. L’uomo, infatti, impartiva lezioni private ed era conosciuto nell’ambiente sportivo quale allenatore di una Società di Calcio per minori che, a novembre 2014, prima della perquisizione domiciliare disposta dalla Procura, lo aveva allontanato per “comportamenti contrari ai principi e ai valori cui la società si ispira”, pur non presentando nessuna denuncia nei suoi confronti.

    A quanto ricostruito dagli investigatori anche grazie a computer, telefoni e macchine fotografiche sequestrati durante la perquisizione, “don Gianni” aveva continui dialoghi in chat con i minori di cui poi abusava, tutti incentrati sulla pornografia: alle vittime l’ex sacerdote avrebbe chiesto di inviare foto e a sua volta avrebbe inviato immagini che lo raffiguravano nudo, sul letto. Aveva anche “comprato” il silenzio di un bambino con la promessa che lo avrebbe aiutato a diventare un bravo calciatore oppure un modello.

    I REATI COMMESSI A CASA SUA

    Don Giovanni Trotta consumava gli abusi sessuali all’interno della sua abitazione, luogo in cui i minori si recavano per il doposcuola. Qui l’uomo, abusando delle loro condizioni di inferiorità fisica e psichica e forte dell’ascendente che aveva sui bambini, li induceva a compiere e subire atti sessuali, consumati singolarmente o in gruppo; induzione che rafforzava millantando la sua qualità di sacerdote, facendosi chiamare Don Gianni, nonché con la promessa di farli giocare al computer e a vari giochi, oppure sfruttando il social network Facebook, sul quale si accreditava come “amico degli amici“, inviando loro migliaia di chat, quasi tutte dal contenuto erotico e pedopornografico.

    I VIDEO PEDOPORNOGRAFICI

    Poi li costringeva a produrre materiale pedopornografico, che veniva realizzato, con continue sollecitazioni, all’interno della abitazione dell’uomo, su un soppalco, attraverso rappresentazioni di pornografia minorile prodotte mediante lo sfruttamento sessuale dei minori, effettuate con il telefono cellulare, con una fotocamera digitale o prodotte, su sua richiesta, dagli stessi minori. I video venivano distribuiti e divulgati dall’ex sacerdote sia alle stesse vittime, con l’unico scopo di metterle in competizione tra di loro e di insinuare in loro curiosità di natura sessuale, sia ad altri soggetti, tutti minorenni.

    LE FOTO SHOCK

    Analoghi contenuti avevano le chat con le quali intratteneva costanti dialoghi con i minori di cui poi abusava, nonché con i minori che adescava in rete, con dialoghi tutti dal contenuto pornografico e pedopornografico, avviati nonostante fosse consapevole dell’età delle vittime, cui chiedeva di inviare foto degli organi genitali ed alle quali mandava fotografie che lo raffiguravano nudo, sul letto, con l’organo genitale in erezione.

    IL PROVVEDIMENTO DELLA CHIESA

    L’arrestato riusciva a carpire la fiducia dei minori e la loro buona fede, oltre che la fiducia dei loro genitori, perché forte del suo ruolo di sacerdote, non avendo mai rivelato di essere stato ridotto allo stato laicale con provvedimento adottato dalla Congregatio Pro Doctrina Fidei Prot. N. 5/200 del 16 marzo 2012 per ragioni connesse alla commissione di delicta contra sextum Decalogi praeceptum cum minoribus con il quale era stato dispensato dallo stato del sacro celibato e dagli oneri sacerdotali, nonché perché conosciuto nell’ambiente sportivo, quale allenatore della ‘Società Calcio Pietramontecorvino’, costituita da minori tutti in età prepuberale e perché si proponeva quale insegnante di doposcuola dei bambini di cui poi abusava.

    L’ALLONTANAMENTO DALLA SOCIETÀ DI CALCIO

    L’11 novembre 2014 la società calcistica dei Monti Dauni, prima della perquisizione domiciliare disposta il 21 dello stesso mese, lo allontanava per “comportamenti contrari ai principi ed ai valori cui la società si ispira“, senza però sporgere alcuna denuncia.

    LA FRAGILITÀ DEI BAMBINI

    Tutti i bambini brutalizzati da don Giovanni Trotta hanno riferito di aver riposto nell’uomo grande fiducia, costituendo per loro, in ragione del ruolo e della età, un valido punto di riferimento. L’arrestato ha approfittato invece della loro ingenuità, connessa all’età e della loro fragilità affettiva, in quanto alcuni di loro erano figli di genitori separati o con problematiche familiari ed, in un caso, appena rimasti orfani di padre. Tutte circostanze ben note all’arrestato.

    FOTO E CONVERSAZIONI AGGHIACCHIANTI

    Il materiale acquisito dal Compartimento Polizia Postale di Bari nel corso della perquisizione disposta dalla Procura della Repubblica di Bari, che ha portato al sequestro di computer, telefoni e macchine fotografiche, è risultato agghiacciante per i suoi contenuti, sia in relazione alle foto prodotte, che ai contenuti delle chat inviate dall’ex religioso.

    La rete degli orrori del prete pedofilo, brutalizzati altri bambini. Trotta alla sbarra

  • Bari, ex sacerdote indagato per abusi su 9 ragazzini: era già stato condannato a 8 anni per pedofilia

    Bari, ex sacerdote indagato per abusi su 9 ragazzini: era già stato condannato a 8 anni per pedofilia

    Il 56enne Giovanni Trotta, ex sacerdote ed ex allenatore di una squadra di calcio giovanile, già condannato in primo grado a otto anni di carcere per violenza sessuale su un 11enne, rischia un nuovo processo per altri nove presunti casi di abusi nei confronti di altrettanti minorenni. L’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla pm barese Simona Filoni comincerà il prossimo 7 febbraio dinanzi al gup Roberto Oliveri Del Castillo.

    Trotta, in carcere dall’aprile 2015 per la prima vicenda e destinatario di una seconda ordinanza d’arresto nel luglio scorso per le nuove accuse, risponde di violenza sessuale aggravata, produzione e diffusione di materiale pedopornografico, adescamento di minori. I fatti contestati, tutti avvenuti in provincia di Foggia, risalgono al 2014.

    In particolare Trotta risponde dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque minori di età compresa fra i 12 e i 13 anni, affidati alla sua custodia in quanto dirigente e allenatore della squadra di calcio frequentata dai bambini, nonché di loro docente di lezioni private, dei quali avrebbe abusato nella sua abitazione singolarmente o in gruppo, fotografandoli durante gli atti sessuali.

    E’ inoltre accusato di pornografia minorile
    e divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento sessuale, che “distribuiva e diffondeva agli stessi ed anche ad altri minori – si legge nell’imputazione – al fine di attrarli a sé e di metterli in competizione tra di loro, per via telematica e mediante l’applicazione WhatsApp del telefono cellulare in suo uso”. Risponde infine di adescamento di due 12enni, un ragazzo e una ragazza, attraverso la chat Messenger del loro profilo Facebook.

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/01/27/news/bari_violenza_sessuale-157008403/

  • Pedofilia, ex prete condannato a otto anni di reclusione

    Pedofilia, ex prete condannato a otto anni di reclusione

    Il gup di Bari Giovanni Anglana ha condannato alla pena di 8 anni di reclusione e al pagamento di 64mila euro di multa il 55enne Giovanni Trotta, ex sacerdote ed ex allenatore di una scuola calcio giovanile, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un 11enne e di produzione, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del bambino. I fatti risalgono agli anni 2013 e 2014 e sarebbero stati commessi in una cittadina del Foggiano. La sentenza è stata emessa al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato in cui i genitori della giovane vittima si sono costituiti parte civile ottenendo dal giudice il risarcimento danni con provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro. Il gup ha inoltre condannato Trotta all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dagli uffici attinenti la tutela dei minori, da qualunque incarico nelle scuole e da ogni ufficio pubblico o privato frequentato da minori. A pena espiata il 55enne, per un anno, avrà il divieto di avvicinarsi a luoghi frequentati da minori e di svolgere lavori che prevedano contatti con minori.
    La ricostruzione

    Stando alle indagini coordinate dal pm Simona Filoni, Trotta avrebbe abusato sessualmente del ragazzo «millantando la sua qualità di sacerdote (sebbene invece ridotto da alcuni anni allo stato laico), nonché con la promessa di un ingaggio come fotomodello nel mondo della moda e con quella di un provino per una importante società calcistica romana». Per questi fatti il 55enne è stato arrestato nell’aprile 2015 ed è tuttora detenuto in carcere. Nei suoi confronti è attualmente in corso un’altra indagine per pornografia minorile e violenza sessuale su altri sette ragazzi di età compresa fra i 12 e i 13 anni che l’ex sacerdote avrebbe adescato in chat convincendoli a seguirlo nella sua abitazione per compiere con loro, singolarmente o in gruppo, atti sessuali.

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/cronaca/16_luglio_20/pedofilia-ex-prete-condannato-otto-anni-reclusione-46841968-4e9b-11e6-8229-32ef5b5ad36c.shtml

  • Pedofilia, otto anni a ex sacerdote: violenze sessuali su un ragazzino nel Foggiano

    Pedofilia, otto anni a ex sacerdote: violenze sessuali su un ragazzino nel Foggiano

    di GABRIELLA DE MATTEIS

    Otto anni. E’ la condanna inflitta in tribunale a Bari all’allenatore di calcio ed ex sacerdote Giovanni Trotta, finito sotto processo con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di 14 anni. Il gup Giovanni Anglana, accogliendo la tesi del pm Simona Filoni, ha inflitto una pena esemplare all’ex sacerdote della provincia di Foggia, attualmente in carcere con l’accusa di aver sottoposto ad abusi anche altri cinque ragazzi tra i 12 e i 13 anni. Trotta era stato ridotto allo stato laicale dal 16 marzo 2012.

    Trotta, che reclutava le proprie potenziali vittime sfruttando il suo ruolo di allenatore di calcio, dovrà pagare una provvisionale alla famiglia della piccola vittima. Il giudice lo ha condannato al divieto di frequentare luoghi in cui ci sono abitualmente. L’ex sacerdote è accusato anche di aver diffuso materiale pedopornografico e di aver approfittato delle particolari condizioni psichiche del ragazzino.

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2016/07/20/news/pedofilia_ex_sacerdote_condannato_foggia-144512243/

  • DOVE GIRO PER IL «BOSTON GLOBE»?

    DOVE GIRO PER IL «BOSTON GLOBE»?

    Preti pedofili in Italia? Centinaia a dir poco e sempre ben coperti.

    Incontro per caso un paio di giornalist*, insomma di collegh* (dovrei dire ex, ormai io sono un pensionato) e non resisto: «Scusate se cammino dritto fino a che mi fanno male i piedi arrivo a Boston o a un certo punto devo girare?». Mi guardano straniti, del resto fa caldo. Chiarisco: «Avete visto Spotlight, il film? Ecco si lavora più o meno così. Dunque se voi faceste giornalismo in Italia invece che a Boston potreste andare a Foggia, a Brindisi oppure in molte altre parti d’Italia. Se non avete una cartina per orientarvi vi consiglio quella della rete L’Abuso…

    Chiarisco?

    Il 20 giugno da Foggia arriva la notizia dell’arresto di Giovanni Trotta, ex sacerdote, per abusi sessuali e reati “connessi”. Invece da Brindisi, il 15 giugno si apprende che il parroco Francesco Caramia finisce in manette per atti sessuali continuati e pluriaggravati su un bambino di 10 anni; è il terzo prete brindisino in carcere per abusi su minori, un quarto resta indagato.

    Ma potreste anche andare a Roma o in Sardegna. Sì, adesso – dopo anni di oscuramento quasi totale – le notizie dei preti pedofili italiani arrivano sui media del “Bel Paese” ma durano poco, non vengono approfondite e soprattutto nessuno tenta di vedere quante sono. Perché è evidente – ecco cosa insegna il film «Spotlight» – che se molti casi vengono coperti c’è un”sistema”. Quello bisogna scoperchiare.

    SE NON SAPETE CHE CI SONO IN ITALIA PRETI PEDOFILI, magari toglietevi la sabbia da occhi, bocca e testa. Perfino la regina delle notizie “di corsa” cioè Wikipedia ha una “voce” … seppure confusa. Si parla di don Ruggero Conti, di Giorgio Govoni, di don Lelio Cantini, di don Pierangelo Bertagna – 38 bambini abusati – e di Gualtiero Bassetti, ma anche di don Bruno Puleo cioè di una storiaccia che viene resa nota dall’agenzia Adista ma poi finisce a «Mi manda Raitre» e così per una volta… “Boston” è qui, dietro il primo angolo. Poche notizie e con un plin-plon: «questa voce o sezione sull’argomento religione è ritenuta da controllare». Beh, controlliamola.

    SE NON SAPETE COS’E’ «SPOTLIGHT» partite magari dalla “bottega”: qui Spotlight (Il caso Spotlight) – Tom McCarthy. E se non trovate in giro il film magari comprate il libro.

    Il 17 marzo in “bottega” ho scritto questo post: Preti pedofili: in Italia “200 casi insabbiati” che iniziava così: «Se Spotlight ci riguarda: una mappa – della rete L’abuso – per una riflessione e per indagini quasi tutte da fare». Dopo tre mesi potrei ripubblicarlo pari-pari. Qualcosa non va… Lei, sì lei signore e anche lei signora: sapete mica se c’è una scorciatoia per Boston? Di qua, dite che vado bene o devo prendere quella lì, la strada più dritta?

    Daniele Barbieri

    Dove giro per il «Boston Globe»?

  • Foggia, ex prete arrestato per pedofilia: “Sequestrato materiale agghiacciante”

    Foggia, ex prete arrestato per pedofilia: “Sequestrato materiale agghiacciante”

    È stato definito “agghiacciante” per i contenuti sia delle foto che delle chat con i ragazzini il materiale acquisito dalla Polizia Postale nel corso della perquisizione disposta dalla Procura di Bari nei confronti di Giovanni Trotta, 56 anni, ex sacerdote ridotto allo stato laicale dal 16 marzo 2012.

    L’uomo è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque ragazzini tra i dodici anni e i tredici anni per fatti che sarebbero stati commessi nel 2014 nel foggiano.

    L’uomo, che si faceva chiamare “don Gianni” e che nascondeva alle famiglie di non essere più sacerdote, abusava di minori che venivano affidati alla sua custodia.

    Trotta, infatti, impartiva lezioni private ed era conosciuto nell’ambiente sportivo quale allenatore di una Società di Calcio per minori che, a novembre 2014, prima della perquisizione domiciliare disposta dalla Procura, lo aveva allontanato per “comportamenti contrari ai principi e ai valori cui la società si ispira”, pur non presentando nessuna denuncia nei suoi confronti.

    L’uomo deve rispondere anche di pornografia minorile ai danni dei cinque minori e di divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento sessuale dei ragazzini.

    A quanto ricostruito dagli investigatori anche grazie a computer, telefoni e macchine fotografiche sequestrati durante la perquisizione, “don Gianni” aveva continui dialoghi in chat con i minori di cui poi abusava tutti incentrati sulla pornografia: alle vittime l’ex sacerdote avrebbe chiesto di inviare foto e a sua volta avrebbe inviato immagini che lo raffiguravano nudo, sul letto.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/06/21/foggia_ex_prete_arrestato_per_pedofilia_sequestrato_materiale_agg-68-507976.html

  • Bambini costretti a far sesso e a filmarsi con lo smartphone: arrestato “Don Gianni”

    Bambini costretti a far sesso e a filmarsi con lo smartphone: arrestato “Don Gianni”

    FOGGIA – Abusi sessuali su minori, rapporti di gruppo filmati con gli smartphone e foto scabrose scambiate in chat: sono alcune delle accuse da cui dovrà difendersi Giovanni Trotta, ex sacerdote di 56 anni ed ex allenatore di una squadra di giovanissimi in provincia di Foggia. “Don Gianni”, come lo conoscevano tutti (l’uomo era stato ridotto allo stato laicale, ma si presentava ancora come “sacerdote”), è stato arrestato questa mattina con un’ordinanza di custodia cautelare convalidata dal gip di Bari su richiesta del pm Simona Filoni.

    Le accuse sono pesantissime: l’indagato è accusato di violenza sessuale aggravata e continuata ai danni di ragazzini di età compresa tra i dodici anni ed i tredici anni, che gli erano stati ‘affidati’ in quanto allenatore di una squadra di calcio, nonché di loro docente di lezioni private. I reati sarebbero stati commessi a Pietramontecorvino e Casalnuovo Monterotaro nel 2014. 

    I REATI COMMESSI A CASA SUA – L’arrestato consumava gli abusi sessuali all’interno della sua abitazione, luogo in cui i minori si recavano per il doposcuola; qui l’uomo, abusando delle loro condizioni di inferiorità fisica e psichica e forte dell’ascendente che aveva sui  bambini, li induceva a compiere e subire atti sessuali, consumati singolarmente o in gruppo; induzione che rafforzava millantando la sua qualità di sacerdote, facendosi chiamare Don Gianni, nonché con la promessa di farli giocare computer e a vari giochi, oppure sfruttando il social network Facebook, sul quale si accreditava come “amico degli amici”, inviando loro migliaia di chat, quasi tutte dal contenuto erotico e  pedopornografico.

    I VIDEO PEDOPORNOGRAFICI – A volte l’ex sacerdote costringeva le vittime a filmare i loro “incontri” con un telefonino o con una videocamera. I video, realizzati su un soppalco a casa dell’ex prete, venivano distribuiti e divulgati da Giovanni Trotta sia alle stesse vittime, con l’unico scopo di metterle in competizione tra di loro e di insinuare in loro curiosità di natura sessuale, oppure ad altri soggetti, tutti minorenni.

    LE FOTO SHOCK SUL PC – Don Gianni era attivo anche in Rete, terreno adatto per adescare minori: nelle sue chat gli inquirenti hanno trovato dialoghi dal contenuto pornografico e pedopornografico, avviati nonostante fosse consapevole dell’età delle vittime, cui chiedeva di inviare foto degli organi genitali ed alle quali mandava fotografie che lo raffiguravano nudo, sul letto, con l’organo genitale in erezione.

    IL PROVVEDIMENTO DELLA CHIESA – Eppure i genitori delle vittime si fidavano di “Don Gianni”: lui, d’altra parte, non rivelava mai di essere stato ridotto allo stato laicale con un provvedimento del 2012 per ragioni connesse alla commissione di delicta contra sextum Decalogi praeceptum cum minoribus; l’uomo in poche parole era stato dispensato dallo stato del sacro celibato e dagli oneri sacerdotali.

    L’ALLONTANAMENTO DELLA SOCIETA’ DI CALCIO – L’11 novembre 2014 la stessa società di calcio dei Monti Dauni, prima della perquisizione domiciliare disposta il 21 dello stesso mese, lo aveva allontanato per “comportamenti contrari ai principi ed ai valori cui la società si ispira”, senza però sporgere alcuna denuncia.
    Dal 4 aprile 2015 ‘Don Gianni’ si trova in stadio di custodia cautelare per analoghi crimini ai danni di un altro minore. Nell’ambito del primo processo, Giovanni Trotta sarà giudicato con rito abbreviato il prossimo 14 luglio.

    http://www.today.it/citta/giovanni-trotta-ex-prete-arrestato-foggia-pedofilia.html

  • Bari, ex sacerdote allenatore di calcio arrestato per abusi sessuali su 7 minorenni adescati in chat

    Bari, ex sacerdote allenatore di calcio arrestato per abusi sessuali su 7 minorenni adescati in chat

    Avrebbe abusato di sette minorenni adescandoli in chat e convincendoli in alcuni casi a seguirlo nella sua abitazione per compiere con loro, singolarmente o in gruppo, atti sessuali.
    Con l’accusa di violenza sessuale, adescamento di minori, pornografia minorile e divulgazione di materiale pedopornografico, agenti del compartimento della Polizia postale di Bari hanno notificato in carcere un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 55enne Giovanni Trotta, ex sacerdote, ridotto allo stato laicale dal 16 marzo 2012, già detenuto dall’aprile 2015. L’uomo fu arrestato per presunti abusi sessuali commessi nei confronti di un 11enne, fatti per i quali è ora a processo a Bari con rito abbreviato e sarà giudicato il prossimo 14 luglio.

    La misura cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi su richiesta del pm Simona Filoni. I fatti contestati, commessi in due piccoli centri del foggiano, risalgono al 2014, epoca in cui l’indagato era già stato ridotto allo stato laicale e aveva cominciato a fare l’allenatore di una squadra di calcio. Trotta risponde dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque minori di età compresa fra i 12 e i 13 anni, affidati alla sua custodia in quanto dirigente e allenatore della squadra di calcio frequentata dai bambini, nonché di loro docente di lezioni private.

    È inoltre accusato di pornografia minorile e divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento sessuale, «che distribuiva e diffondeva agli stessi ed anche ad altri minori, – spiega la Procura di Bari – al fine di attrarli a sé e di metterli in competizione tra di loro, per via telematica e mediante l’applicazione ‘whatsapp’ del telefono cellulare in suo uso». Risponde infine di adescamento di due 12enni, un ragazzo e una ragazza, attraverso la chat Messenger del loro profilo Facebook.

    Le vittime sarebbero state tutte maschi, tranne la minorenne «utilizzata dall’arrestato – spiega la Procura – al fine di ottenere materiale pedopornografico da spendere come esca con i bambini di sesso maschile di cui abusava e che si erano dimostrati più restii a recarsi presso la sua abitazione; dimostrando fintamente interesse per i soggetti di sesso femminile, infatti, Trotta riusciva a convincere anche i minori più diffidenti a recarsi presso la sua abitazione».

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/bari_sacerdote_abusi_sessuali_minorenne-1808746.html