Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Genova, parroco arrestato per pedofilia. Bagnasco lo sospende: sconcerto e dolore

    Genova, parroco arrestato per pedofilia. Bagnasco lo sospende: sconcerto e dolore

    Genova -(Adnkronos/Ign) – Le ipotesi di reato per il sacerdote del Santo Spirito a Sestri Ponente sono di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. Il presidente della Cei ha officiato la messa al suo posto: “E’ stato un fulmine a ciel sereno”. La decisione dell’esonero dagli atti sacramentali presa in “via cautelativa”

    Genova, 14 mag. – (Adnkronos/Ign) – Don Riccardo Seppia, parroco della chiesa di Santo Spirito a Sestri Ponente, è stato arrestato dai carabinieri dei Nas di Milano con le ipotesi di reato di pedofilia e cessione di stupefacenti. Il reato sarebbe stato compiuto a Genova. Il Nas di Milano ha eseguito l’operazione coordinato dal comando di Roma. Il parroco ha avuto la responsabilità della parrocchia di Santo Spirito dal 1996.

    “Le ipotesi di reato contestate, – si legge sul comunicato della Curia genovese – che andranno opportunamente verificate dalla competente Autorità giudiziaria, attengono comportamenti immorali su un minore e cessione di sostanze stupefacenti”.

    Il cardinale ha deciso per don Seppia la sospensione da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale e la revoca immediata della facoltà di ascoltare le confessioni sacramentali.”Il provvedimento canonico preso a carico di don Riccardo – spiega il cardinal Bagnasco che ha officiato la messa stasera al suo posto – è necessario, seppure in modo cautelativo, in attesa dell’ accertamento delle cose”. ”Come da un fulmine a ciel sereno – ha detto il cardinale – , siamo stati colpiti da quanto è accaduto ieri”. Il cardinale ha espresso “sconcerto e dolore per quanto accaduto”. “E’ trascorso circa un anno dalla visita pastorale che ho fatto in questa parrocchia – ha detto il cardinale – e ricordo l’impressione di una comunità viva e serena. Oggi, non è solo questa comunità a essere ferita, ma l’intera chiesa di Genova. Mentre rinnoviamo la piena fiducia nella giustizia e nel suo compito di appurare la verità certa delle cose, sono venuto, cari amici, a condividere lo sgomento e il dolore del cuore, insieme alla vergogna e alla totale disapprovazione se le gravi accuse risultassero confermate”.

    L’Arcivescovo Bagnasco, aggiunge un comunicato della Curia genovese, manifesta “piena fiducia nell’operato della magistratura, fraterna vicinanza alle eventuali vittime e ai familiari, rinnovata solidarietà alla Comunità cristiana così dolorosamente provata. Per tutti prega perché il Signore illumini e conforti”.

    Pedofilia, la rete di don Riccardo Nell’inchiesta tre nuovi indagati
    C’è anche un ex seminarista 40enne. Prima notte in cella

    GENOVA – «Poiché il Signore nella sua infinita bontà versa olio sulle ferite, oggi siamo qui per ordinare due nuovi diaconi» così ieri il cardinale di Genova Angelo Bagnasco si è rivolto ai fedeli in cattedrale: la ferita è quella inferta dall’arresto venerdì sera di don Riccardo Seppia, accusato di abusi sessuali su un sedicenne con una lieve disabilità mentale e di cessione di cocaina. Il ragazzino che sarebbe stato vittima delle attenzioni di don Riccardo è un frequentatore della parrocchia del Santo Spirito a Sestri Ponente. E i dispiaceri per l’arcivescovo di Genova – che oggi sarà ricevuto dal Papa in vista dell’assemblea della Cei – non sembrano finiti. L’inchiesta che ha portato in carcere don Riccardo, sacerdote cinquantenne sulla cui moralità – passato il primo momento di sconcerto – in molti ora dichiarano di aver nutrito sospetti, promette di allargarsi. Gli indagati sono al momento altri tre, fra questi un ex seminarista quarantenne al quale sarebbe contestata la prostituzione minorile, l’uomo avrebbe scambiato con don Riccardo messaggini molto espliciti su incontri sessuali con ragazzi.

    La chiesa del Santo Spirito a genova (Ansa)

    Gli altri sono un commerciante trentenne del quartiere di Sestri Ponente e un milanese. Intercettazioni telefoniche e un fitto traffico di messaggini legano questi quattro uomini: «È proprio un bel ragazzo. Me lo …» scrive don Riccardo e, a proposito di un altro giovane: «Mi piacerebbe … ma lui non ci vuole stare». Seguono descrizioni di incontri, con un linguaggio che gli investigatori definiscono «irripetibile». E nell’ordine di custodia cautelare sono elencati anche gli inviti del sacerdote ad alcuni ragazzi: «Vieni, per te c’è il solito regalino». Il regalino era cocaina – secondo l’accusa – che don Riccardo si procurava a Milano, frequentando palestre e saune e con la quale pagava prestazioni sessuali nel suo appartamento adiacente alla parrocchia. «Un pendolare del sesso e della droga» lo descrive un investigatore. Da quanto tempo don Riccardo aveva adottato questo stile di vita? Un suo vecchio parroco, a Recco, ha lanciato pesanti accuse: quasi trent’anni fa – ha detto – avevo già messo in allarme la Curia. Ma ben più recentemente don Riccardo avrebbe chiesto aiuti economici ad altri religiosi (le serate a base di cocaina dovevano essere costose), e a qualcuno avrebbe addirittura confessato i suoi incontri con ragazzini. Dove porterà questa inchiesta? Almeno quattro nuclei familiari con adolescenti sono già stati ascoltati dai carabinieri come testimoni, diverse voci registrate nelle conversazioni telefoniche con don Riccardo non sono state ancora identificate. Quella che i carabinieri dei Nas stanno cercando di ricostruire è una rete di prostituzione, anche minorile, e di cocaina.

    Intanto don Riccardo, in isolamento nel carcere di Marassi, divide la cella con un altro detenuto accusato di reati su minori. Ha passato una prima notte «abbastanza tranquilla», dice il direttore del carcere, ma è controllato a vista perché si temono episodi di autolesionismo. Oggi lo visiterà uno psicologo. In mattinata, assistito dal suo avvocato Paolo Bonanni, sarà ascoltato dal magistrato per l’interrogatorio di garanzia. Potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.

    http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_…59d849f1e.shtml

  • FIRENZE: LE OMISSIONI DELL´ALLIEVO MANIAGO E QUELLA NOTTE A LUCI ROSSE IN SAGRESTIA

    FIRENZE: LE OMISSIONI DELL´ALLIEVO MANIAGO E QUELLA NOTTE A LUCI ROSSE IN SAGRESTIA

    L´inchiesta penale sugli abusi nella parrocchia della Regina della Pace deve fermarsi. Ma la questione morale resta dolorosamente aperta e investe anche il vescovo ausiliare di Firenze Claudio Maniago.
    martedì 03 maggio 2011-la Repubblica – Firenze

    Firenze – L´inchiesta penale sugli abusi nella parrocchia della Regina della Pace deve fermarsi. Ma la questione morale resta dolorosamente aperta e investe anche il vescovo ausiliare di Firenze Claudio Maniago, che di don Lelio Cantini è stato l´allievo più amato e più brillante. Scrive il gip Paola Belsito: «Restano cristallizzate nel fascicolo processuale le tante testimonianze di sopraffazione, di violenze fisiche e morali, di umiliazioni… Testimonianze che raccontano di un clima terribile, pesante, tetro, autoritario, blasfemo… perdurato per tantissimi anni». Un clima nel quale don Cantini, «approfittando evidentemente del suo carisma, della sua notevole capacità di imbonire,… riuscì a far credere a molti di essere il “Signore”». Mentre Rosanna Saveri, la perpetua, «otteneva potere ed obbedienza dichiarandosi la “Madonna”, colei che aveva le visioni».

    A questa realtà di abusi fisici e morali, il vescovo Claudio Maniago avrebbe potuto porre fine, sostengono i magistrati. A lui si erano rivolti i suoi ex compagni di parrocchia, a lui avevano chiesto di intervenire. «I fatti che riguardano don Cantini sono stati per me fonte di sconvolgimento, anzi di interiore sbigottimento», dichiarò il vescovo ausiliare il 13 ottobre 2008. Ma tre anni prima, secondo le accuse, aveva invitato un ex parrocchiano a «lasciar perdere» con le sue denunce contro il sacerdote, «aggiungendo che il tutto si poteva ritorcere contro le vittime con conseguenze negative per loro, in quanto svolgevano attività professionali legate alla diocesi». «Velate minacce», le definisce il gip. Non punibili, tuttavia, perché non è stata presentata denuncia.

    Stessa sorte per il racconto di un testimone che nell´aprile 2007, dopo aver visto su Repubblica una foto di gioventù di Claudio Maniago, fu certo di riconoscerlo come il protagonista («il padrone») di una serata sado-maso organizzata nel 1996 da alcuni sacerdoti nella sagrestia di una chiesa non lontana da Cecina. Una serata così sconvolgente che l´uomo, che pure aveva messo un annuncio nella rubrica di incontri sado-maso di una rivista gay, a un certo punto disse basta e fuggì. Il sacerdote che aveva risposto al suo annuncio lo contattò dopo qualche giorno, offrendogli del denaro. Nell´ottobre 2007 i carabinieri del Ros hanno trovato la documentazione bancaria relativa al bonifico bancario di 4 milioni di lire, «proveniente proprio da un conto intestato “parrocchia per contributo” e ricevuto, sempre a dire del testimone, al fine di facilitare una sorta di “tacitazione” per gli abusi da lui subìti». I magistrati ritengono che il testimone sia credibile. Ma anche in questo caso la giustizia deve fermarsi perché l´uomo, pur sostenendo di aver subìto violenze, non ha mai presentato querela.

    «Né d´altronde – scrive il pm Paolo Canessa – il vescovo ausiliare di Firenze Claudio Maniago, chiamato esplicitamente in causa dal testimone, risulta aver presentato, a sua volta, alcuna denuncia per calunnia per i fatti addebitatigli». Obietta l´avvocato Valerio Valignani, che assiste monsignor Maniago: «E´ una storia falsa. Ma il testimone parlava di un rapporto fra adulti, non riferiva alcun reato. Come poteva il vescovo presentare una denuncia per calunnia?». Quanto alle «velate minacce» agli ex amici di parrocchia, l´avvocato sostiene che più probabilmente si trattava di inviti alla prudenza: «Tanto erano minacce che i parrocchiani non si sono fermati». Di fronte al silenzio della Curia si sono rivolti al Vaticano (senza esito) e infine alla stampa. E soltanto allora, finalmente, sono stati ascoltati.

    www.gaynews.it/view.php?ID=86688

    Firenze, 3 mag. – (Adnkronos) – ”Presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, dove sono arrivate lettere di denuncia, non c’e’ nessun fascicolo aperto sul Vescovo ausiliare di Firenze e il fatto che monsignor Maniago sia ancora al suo posto e’ un segnale evidente che il suo mandato mantiene tutta la sua validita”’. Lo si legge in un editoriale sul settimanale dei vescovi toscani, ‘Toscanaoggi’, in merito a quanto scritto da qualche giornale fiorentino, che oggi parlava di indagini a carico del vescovo ausiliare di Firenze, monsignor Claudio Maniago, da parte della Congregazione della Dottrina della Fede.

    ”Di tutto quello che e’ emerso in questi giorni, la cosa che merita davvero attenzione – si legge nell’editoriale che riflette la posizione della Curia fiorentina – e’ la voce delle vittime, che chiedono ascolto dalla Chiesa e invocano un ‘gesto di accoglienza e di pacificazione’. A questo riguardo bisogna ricordare (e anche le vittime lo hanno sottolineato in questi giorni) che l’arcivescovo Giuseppe Betori ha gia’ avuto su questa vicenda parole chiare e forti”, in riferimento alle vittime dell’ex sacerdote don Lelio Cantini, condannato per abusi sessuali su minori.

    03/05/2011

  • Le lucciole “vicentine” fanno arrestare il prete

    Le lucciole “vicentine” fanno arrestare il prete

    INDAGINE. Sesso con minorenni, tre catturati dalla polizia in Toscana. Il parroco, 80 anni, avrebbe preteso prestazioni dalle ragazzine romene sfruttate da aguzzini
    27/04/2011

    Quelle ragazzine venivano costrette a prostituirsi dai loro aguzzini, che le offrivano a clienti di tutte le età. Prima di “lavorare” in Toscana, erano passate per Vicenza, ma non è chiaro se anche nella provincia berica fossero state obbligate ad avere rapporti sessuali a pagamento.
    Di certo, lo avevano fatto a Massa Carrara, dove la polizia, dopo aver arrestato due cittadini romeni, ha catturato anche tre loro clienti, fra cui un sacerdote. L’indagine, come è facile comprendere, in Toscana ha suscitato un vespaio.
    Agli arresti domiciliari, in virtù di un’ordinanza di custodia firmata dal tribunale di Genova, sono finiti sabato scorso don Giuseppe Peretti, 80 anni, parroco di Turano, piccola frazione del Comune di Massa; il marocchino Mohammed Ouardi, 60 anni, custode residente a Massa, e il commerciante Guerrino Dalla Bona, 67 anni, pure di Massa. Sono accusati di aver avuto rapporti sessuali con le ragazzine che hanno meno di 15 anni. In precedenza, la squadra mobile locale aveva già arrestato i cittadini romeni Neculai Marian Irimia, 18 anni, e Ion Roman, 28 anni, che secondo l’accusa favorivano e sfruttavano la prostituzione di alcune connazionali giovanissime e le offrivano a varie persone, fra cui appunto i tre arrestati che da quanto è emerso nel corso delle indagini erano a conoscenza della loro età.
    L’arresto dell’anziano parroco alla vigilia di Pasqua è stata una bomba, in zona. Sono intervenuti sia il vescovo che i fedeli, che hanno difeso l’operato di don Giuseppe: «È anziano e malato – ha detto il vescovo di Massa e Pontremoli monsignor Giovanni Santucci -. Conosco la sua moralità, il suo percorso umano e di carità. Sono sorpreso e perplesso. Spero che tutto si risolva alla svelta e senza problemi per la sua salute». I fedeli hanno tappezzato la chiesa di striscioni di solidarietà. I legali del sacerdote hanno parlato di errore giudiziario e di indagini «senza intercettazioni telefoniche, foto o filmati: la parola delle ragazze contro quella di don Giuseppe». Di certo, le giovani frequentavano la parrocchia perchè ricevevano spesso un pasto caldo.
    Le stesse ragazzine erano state identificate sia dalla polizia che dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, e avevano collaborato con gli inquirenti. Avrebbero spiegato di essere state costrette a subire le avances e gli abusi da parte di adulti e anziani dai due connazionali ai quali avrebbero poi dovuto consegnare quanto guadagnavano. Ora un troncone dell’indagine potrebbe spostarsi in Veneto, se è vero che le minorenni erano state prima nel Vicentino, come sarebbe emerso nel corso dell’inchiesta, e poi si erano trasferite al confine fra la Toscana e la Liguria. È tutto da capire se le ragazzine, ancora più giovani – il riferimento alla provincia berica è per i mesi scorsi – avessero avuto o meno rapporti sessuali a pagamento. D.N.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…stare_il_prete/


    Pedofilia, Don Giuseppe Peretti arrestato: le vittime confermano le accuse

    GENOVA – Hanno ricostruito i fatti davanti al sostituto procuratore della Repubblica di Genova, Sabrina Monteverde, le due romene minorenni che hanno accusato di abusi sessuali Don Giuseppe Peretti, 83 anni, sacerdote in una frazione di Massa (Massa Carrara) e altre due persone, un commerciante e un marocchino. I tre sono agli arresti domiciliari perche’ colpiti da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip genovese Silvia Carpanini. Le accuse sono quelle di avere intrattenuto rapporti sessuali dietro compenso. Al pm le ragazzine, che hanno anche proceduto al riconoscimento dei tre dalle foto, hanno raccontato dei palpeggiamenti subiti in parrocchia da parte dell’anziano parroco dietro compenso di un po’ di denaro e di qualche genere di conforto e dei rapporti sessuali avuti, sempre a pagamento, con gli altri due indagati. Avrebbero riferito che tutti e tre erano ‘clienti’ abituali, ma avrebbero avuto incontri anche con altre persone. Il denaro sarebbe stato poi consegnato a due connazionali, presunti fidanzati, che le avevano portate in Italia dal loro Paese. L’indagine sarebbe proprio partita dal fermo di questi ultimi, che ora si trovano in carcere. L’inchiesta era partita nel gennaio scorso. Gli interrogatori di garanzia del prete e del commerciante sono avvenuti stamani davanti al gip Carpanini. Il magrebino viene sentito a Massa, per rogatoria, su delega del gip Carpanini.

    27 aprile 2011 | 16:08

    www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…-accuse-836413/

  • “Il sesso orale guarirà la tua omosessualità, grazie alle mie preghiere”

    “Il sesso orale guarirà la tua omosessualità, grazie alle mie preghiere”

     

    23 marzo 2011

    Un pastore americano fermato per molestie su giovani vittime anche minorenni

    Un giovane pastore dell’Iowa voleva convincere i ragazzi a liberarsi delle loro tendenze omosessuali con un metodo particolare: molestandoli. Gli abusi sessuali sarebbero serviti per fargli raggiungere la purezza di fronte agli occhi del Signore. Le vittime delle violenze compiute da Brent Girouex sono stata almeno sei. Il pastore trentunenne ha confessato alla polizia i suoi reati e ora rischia una pena molto pesante.

    MOLESTIE PER PURIFICARE – Brent Girouex risiede a Council Bluffs, nello Stato dell’Iowa, e lavora come assistente spirituale per i giovani nella chiesa evangelica Victory Fellowship Church. Le accuse nei suoi confronti riguardano in particolare le molestie subite da un ragazzo, che sarebbe stato abusato sessualmente ripetutamente da quando aveva quattordici anni, come riferito dalla televisione locale KETV. In Iowa l’età minima per un rapporto consenziente è di sedici anni. Il caso è stato scoperto un mese fa circa, quando quattro giovani uomini hanno informato la direzione della Chiesa a proposito delle violenze sessuali subite da loro e che coivolgevano Brent Girouex. Il pastore è stato spinto allora a presentarsi alla polizia per autodenunciarsi. Girouex ha amesso di aver compiuto molestie, ma ha spiegato che tramite il sesso orale voleva curare i ragazzi che soffrivano di omosessualità. Secondo l’accusa voleva far raggiungere la purezza sessuale alle sue vittime. Nei verbali è presente questa dichiarazione: “Quando eiaculano, scompaiono anche i cattivi pensieri dalla loro mente”. Ha inoltre messo di aver pregato in continuazione durante gli atti sessuali che praticava sulle sue giovani vittime.

    VITTIME NUMEROSE – La cura non è però arrivata la prima volta, e allora le molestie sessuali sono proseguite. La sua prima vittima è stata abusata sessualmente tra le venticinque e le cinquanta volte secondo il pastore, mentre il ragazzo, che ora è diventato maggiorenne, ha parlato di un centinaio di incontri. Il giovane pastore avrebbe inoltre affermato che le sue vittime avevano acconsentito agli atti sessuali. I ragazzi molestati sarebbero almeno sei, anche se le autorità sostengono che data la natura del caso le violenze potrebbero essere state molto più numerose. Secondo le carte della procura Girouex avrebbe cercato di curare sessualmente anche gli adulti, per esempio un uomo di ventitre anni che aveva problemi con la propria compagna e si era rivolta al giovane sacerdote per un aiuto. Il pastore gli avrebbe tirato giù i calzoni iniziando a toccargli le parti intime, sempre per raggiungere la purezza sessuale. In questo momento Girouex è stato liberato pagando una cauzione di oltre 30 mila dollari, ma rischia una pena severa dato che potrebbe ricevere cinque anni di prigione per vittima.

    http://www.giornalettismo.com/archives/118…-mie-preghiere/

    Prete molesta ragazzi: “Con sesso orale non sarete più gay”

    NEW YORK – Ennesimo caso di molestie sessuali da parte di un prete a dei ragazzi americani: è successo a Des Moines, città dello Iowa.

    Sesso orale – “Con il sesso orale guarirete dall’omosessualità: io pregherò per voi”. Erano queste le parole con cui Brent Girouex riusciva i ragazzi della chiesa evangelica Victory Fellowship Church a farsi molestare. Le vittime degli abusi di Girouex sono almeno sei e lo stesso pastore ha confessato tutto alla polizia, per poi essere liberato su pagamento di una cauzione di 30 mila euro. Rischia comunque 5 anni di carcere per ogni vittima. Secondo quanto emerso dagli interrogatori, Girouex avrebbe tentato lo stesso approccio “curativo” anche con gli adulti.

  • PRETE MOLESTA RAGAZZINI: “NON SARETE PIÙ GAY”

    PRETE MOLESTA RAGAZZINI: “NON SARETE PIÙ GAY”

    DES MOINES – Con il sesso orale guarirete dall’omosessualità: io pregherò per voi. Era questa la promessa di un giovane sacerdote, Brent Girouex, che molestava i ragazzi convincendoli che in quel modo si sarebbero liberati del loro orientamento sessuale. Quegli abusi, secondo sacerdote, avrebbero permesso ai ragazzi di raggiungere la purezza di fronte agli occhi del Signore. Le vittime dei soprusi sono state almeno sei. Il pastore trentunenne ha confessato alla polizia i suoi reati. Girouex è stato liberato pagando una cauzione di oltre 30 mila dollari, ma potrebbe essere condannato a cinque anni di prigione per vittima. Girouex risiede a Council Bluffs, nello Stato dell’Iowa, e lavorava come assistente spirituale per i giovani nella chiesa evangelica Victory Fellowship Church. Uno dei ragazzi sarebbe stato abusato sessualmente da quando aveva quattordici anni, come riferito dalla televisione locale Ketv. In Iowa l’età minima per un rapporto consenziente è di sedici anni. Girouex ha ribadito di aver compiuto molestie e che tramite il sesso orale voleva curare i ragazzi che soffrivano di omosessualità. Nei verbali ha dichiarato: “Quando eiaculano, scompaiono anche i cattivi pensieri dalla loro mente”. Ha inoltre messo di aver pregato in continuazione durante gli atti sessuali che praticava sulle sue giovani vittime. La sua prima vittima è stata abusata sessualmente tra le venticinque e le cinquanta volte secondo il sacerdote, mentre il ragazzo, che ora è diventato maggiorenne, ha parlato di un centinaio di incontri. Il giovane pastore avrebbe inoltre affermato che le sue vittime avevano acconsentito agli atti sessuali. Secondo le carte della procura Girouex avrebbe cercato di curare sessualmente anche gli adulti, per esempio un uomo di ventitre anni che aveva problemi con la propria compagna e si era rivolta al giovane sacerdote per un aiuto. Il pastore gli avrebbe tirato giù i calzoni iniziando a toccargli le parti intime, sempre per raggiungere la purezza sessuale.

    www.leggo.it/articolo.php?id=113161

  • Mons. Angelo Mustazza patteggia

    Mons. Angelo Mustazza patteggia

    Mons. Angelo Mustazza, sacerdote trapanese accusato di atti di libidine e induzione alla prostituzione nei confronti di alcune minorenni, è stato condannato a un anno e dieci mesi di reclusione con il patteggiamento.

    È stato lo stesso difensore dell’imputato a chiedere il patteggiamento davanti al Gup, con il consenso del Pm Giusi Mione. Mons. Mustazza, ex insegnante di religione e parroco delle Chiese di Sant’Andrea e Misericordia ad Erice, era stato arrestato sei mesi fa dai carabinieri sulla base delle testimonianze di alcune ragazzine.

    Il sacerdote avrebbe pagato cifre oscillanti intorno alle 50 mila lire per potere «toccare» le giovani.foggia

    http://edicola.unionesarda.it/Articolo.asp…Articolo=220768

    SICILIA – I TESORI DI MONSIGNORE
    di GIUSEPPE PIPITONE [ 18/01/2011]

    Ma al di la’ delle voci, che possono o meno trovare conferma, c’e’ un altro fatto che ancora oggi meriterebbe piu’ di un approfondimento. Padre Angelo Mustazza fino al 1998 era parroco a Valderice, la stessa cittadina che ospita l’Auxilium. Su Mustazza i fedeli erano sempre stati d’accordo, un prete per bene. Ma improvvisamente il presule si trovo’ al centro di voci su una brutta storia di pedofilia e sfruttamento della prostituzione. Alcune ragazzine, anche di dodici anni, appartenenti alle famiglie meno abbienti della zona, raccontarono come il prete le conducesse spesso in sacrestia abusando ripetutamente di loro. Poi, per lavarsi la coscienza, le pagava con poche lire.

    Mustazza dovette arrendersi di fronte all’evidenza dei fatti, patteggiando una condanna per violenza carnale su ultraminorenni e invito alla prostituzione. Secondo le norme del diritto canonico un sacerdote che arriva addirittura alla condanna per reati del genere dovrebbe essere allontanato dal suo territorio, e magari collocato a riposo.

    Per questo appare singolare il fatto che Mustazza, un tempo proprietario di diversi appartamenti a Trapani, oggi sia il parroco della Chiesa di Purgatorio. Per la cronaca, Purgatorio e’ il nome di una frazone che si trova a un tiro di schioppo da Valderice, la cittadina dove Mustazza ha consumato il grave reato pochi anni fa. Ma a Trapani nessuno sembra porsi domande. Da Canepa fino agli affari della Fondazione Auxilium, passando per il caso di padre Mustazza, sono tutte coincidenze. Fatti curiosi, utilizzati ad hoc da chi vuole attaccare la Chiesa trapanese e il suo pastore.

    www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=368

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    Nelle mani dei magistrati anche foto scottanti. Ma molti fedeli difendono il prelato: ” e’ vittima di una vendetta ”
    ” Violentava minorenni ” , parroco in cella
    Trapani, monsignor Mustazza arrestato dopo le rivelazioni di alcune ragazzine

    —————————————————————– Nelle mani dei magistrati anche foto scottanti. Ma molti fedeli difendono il prelato: ” + vittima di una vendetta” “Violentava minorenni”, parroco in cella Trapani, monsignor Mustazza arrestato dopo le rivelazioni di alcune ragazzine TRAPANI – Apriva la sacrestia per accogliere adolescenti di tredici, quattordici anni che una ma – itresse del quartiere reclutava tra le famiglie dei disperati. Poi, sprangata la porta, quella stanzetta tappezzata di immagini sacre diventava una alcova. L’alcova del parroco, monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, sacerdote popolarissimo nella comunita’ religiosa di Valderice. Sussurri e chiacchiere di paese hanno fatto presto ad alimentare la leggenda del prete pedofilo, schiavo del vizio, pronto a compensare con un paio di banconote le ragazzine trascinate sul divano. Sembrano solo pettegolezzi messi in giro dagli immancabili mangiapreti, capaci di ogni diavoleria pur di sporcare l’immagine del clero siciliano, gia’ squassato da vicende devastanti: l’incriminazione per mafia del sacerdote di Giardinello don Francesco Salvia, l’arresto del carmelitano don Mario Frittitta per favoreggiamento del boss Pietro Aglieri, la richiesta di rinvio a giudizio per stupro e usura del parroco di Mascalucia don Pasqualino Di Stefano. Ma, per i giudici, padre Mustazza aveva davvero un debole per le ragazzine, che riusciva a comprare a prezzi stracciati: bastava scucire da 30 a 50 mila lire e l’incontro era assicurato. Cosi’, almeno, assicurano i magistrati che hanno firmato un ordine di carcerazione per il monsignore, da ieri rinchiuso in una cella del “San Giuliano”. Un evento traumatico per la Chiesa di Trapani, anticipato lunedi’ dal vescovo Francesco Micciche’ durante un incontro con le maestranze della processione di misteri. “E’ accaduto un fatto gravissimo, che mi ha molto colpito”, ha mormorato il prelato che si e’ chiuso poi nel silenzio.

    Ma quando le agenzie hanno cominciato a battere i primi dispacci sull’arresto di don Mustazza, la notizia si e’ subito diffusa a Valderice creando sconcerto fra i parrocchiani, pronti a ricordare le buone abitudini del monsignore che da 35 anni vive nella canonica con la sorella Maria conducendo una vita discreta e irreprensibile, scandita da preghiere e opere di bene, sempre al servizio dei diseredati. Ogni mattina il Rosario, le Confessioni, la Messa. Quindi in sacrestia ad ascoltare le litanie degli sventurati, a dare una parola di speranza all’esercito dei questuanti. Un maledetto equivoco, giurano i fedeli ignorando, forse, il blitz dei carabinieri che hanno sequestrato materiale definito “interessante” in un paio dei 15 ruderi acquistati qualche tempo fa dal parrocco nella borgata di San Francesco. La svolta sarebbe arrivata all’inizio di aprile quando una sedicenne ha denunciato la madre per sfruttamento della prostituzione. A poco a poco, il giro delle testimonianze si e’ allargato, sono state sentite altre ragazze finche’ qualcuna non ha fatto il nome del monsignore. “State attenti a buttare fango sulle persone, sono tutte calunnie – grida Pietro Minaudo, uno dei piu’ strenui difensori di padre Mustazza -: e’ un angelo, gli affiderei anche mia figlia. Ma lui e’ troppo buono e forse per questo oggi si trova nei guai”. Spiega Minaudo, imprenditore: “Questo e’ un porto di mare, qui vengono spesso prostitute, donne bisognose d’aiuto che sono separate o hanno il marito in carcere. Qualche settimana fa s’e’ rifiutato di dare denaro a una ragazza e lei ha giurato di fargliela pagare”.

    Ma dal fronte investigativo non trapelano incertezze. Piuttosto, dicono i carabinieri, ci sono riscontri e testimonianze precise, alludendo forse ad alcune foto compromettenti, una delle quali ritrarrebbe il sacerdote con la mano tesa verso una ragazza seminuda. “E’ falso anche questo”, sbottano i parrocchiani in difesa del prete e spiattellando la loro verita’: “Sono venute in parrocchia due ragazze, a un certo punto una ha tirato dalla borsetta la macchina fotografica e mentre l’altra si spogliava ha fatto il clic. Era una trappola, ma don Angelo non c’e’ caduto”.

    —————————————————————– MONSIGNOR MAGGIOLINI “Piu’ attenzione quando si ammette al sacerdozio” MILANO – Che fra 64 mila tra preti e religiosi ci siano due o tre casi di deviazioni non deve stupire, ma non per questo giustificare quanto accaduto. “Ma in fase di ammissione al sacerdozio meglio un prete in meno in diocesi che un cuore sospeso”. A pronunciare il monito, commentando i fatti di Sicilia, e’ monsignor Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, che pur premettendo di parlare con “ritrosia” dell’argomento chiede anche una riflessione a Chiesa e societa’ laica. “Aspettiamo comunque a giudicare sin che non c’e’ condanna”, commenta sul caso. Poi la prima riflessione: “Ci sono 37 mila preti e 27 mila religiosi, non stupiamoci di tre casi, comunque gravi, ma non generalizziamo”. “Teniamo quindi conto – continua il prelato – che probabilmente si sono allentate le remore, le regole di prudenza che venivano insegnate ai maestri dello spirito, come quelle di non toccare mai i bambini”. E qui monsignor Maggiolini arriva a quello che lui definisce il quarto punto: “E’ vero che c’e’ crisi di vocazione ma non bisogna prendere chiunque per paura che la diocesi resti senza preti.

    Se ci si accorge di una tendenza e’ giusto allontanare senza remore”. La societa’ entra in gioco alla fine: “Chiederei che la macchina culturale, le agenzie del consenso non si stupiscano per questi episodi perche’ non puo’ non accadere quando si continua a mettere, vedi per esempio i film, la sessualita’ ovunque, come fosse un bicchier d’acqua. E le remore cadono anche la’ dove non dovrebbero cadere. Dunque la societa’ laica stia attenta e renda conto di queste scelte”.

    —————————————————————– I PRECEDENTI * SEMPRE IN SICILIA Sabato scorso, a Mascalucia, in provincia di Catania, scattano le manette per l’arciprete della parrocchia don Pasqualino Di Stefano, 62 anni: tra le accuse, abusi sessuali e usura * IN PUGLIA Tre settimane prima aveva celebrato i funerali di Nadia Roccia, la ragazza uccisa dalle sue due migliori amiche. Ma il 2 aprile, per don Giorgio Mazzoccato, 61 anni, sacerdote del piccolo Comune di Castelluccio dei Sauri, e’ arrivato l’ordine di arresto per violenza sessuale su dei bambini di Arpinova, dove don Giorgio era stato parroco sino al ’96 * NELLA BASSA MODENESE Nella bassa modenese un sacerdote, don G., venne bersagliato, nel settembre scorso da accuse e sospetti che lo collegavanao a un giro di pedofili. Il prete si difese pubblicamente durante l’omelia nella sua chiesa. * A MASSA Prima una serie di “voci”, poi l’allontanamento dalla parrocchia e infine gli arresti domiciliari e nell’agosto ’97 don Roberto Marianelli, 47 anni, viene confinato in canonica. Contro di lui l’accusa di atti di libidine su alcuni bambini della parrocchia di Capanne, del comune di Montignoso.

    Mignosi Enzo

    Pagina 17
    (29 aprile 1998) – Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/ap…804291522.shtml

    Arrestato a Trapani il prete pedofilo

    29 aprile 1998 — pagina 23 sezione: CRONACA
    TRAPANI – Monsignor Angelo Mustazza, 63 anni, parroco a Valderice (Trapani) è stato arrestato con l’ accusa di pedofilia. Il prelato avrebbe avuto rapporti sessuali con bambine di 12 anni e con ragazze maggiorenni. Gli incontri a luci rosse sarebbero avvenuti nella sacrestia e nell’ abitazione di monsignor Mustazza, nel centro di Trapani. Per ogni rapporto sessuale il prete avrebbe pagato dalle 50 alle centomila lire. A reclutare le bambine sarebbe stata una donna.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/ar…e-pedofilo.html

    monsignor Angelo Mustazza, parroco di Valderice, diocesi di Trapani, arrestato nel 1998 con l’accusa di violenza sessuale su minore e prostituzione minorile, per aver abusato in sagrestia di ragazzine dai 12 ai 16 anni. Al termine delle violenze pagava le ragazzine con pochi spiccioli. Ha patteggiato la condanna per violenza sessuale e induzione alla prostituzione minorile. Attualmente dice messa a Custonaci, località Purgatorio, nella parrocchia Maria Santissima del Suffragio, a poca distanza dalla sua ex parrocchia. [209] [210]

  • Silenzi e bugie: per l’accusa tutti elementi ”contro” il parroco

    Silenzi e bugie: per l’accusa tutti elementi ”contro” il parroco

    Un pc misterioso, un capanno di attrezzi, la biblioteca della parrocchia, lo scooterone del prete. Se non ci fosse di mezzo una bambina di dodici anni con i suoi delicatissimi equilibri di preadolescente, e quindi una situazione tutt’altro che «letteraria» , nel caso di DON Massaferro ci sarebbero tutti gli ingredienti di un noir d’autore. Con tanto di testimoni che, nel chiuso di un’aula blindata e prima ancora nei verbali della Squadra mobile, delineano una biografia del parroco di San Vincenzo un po’ differente da quella gridata a gran voce dai suoi parrocchiani. «DON Luciano ha mentito ai giudici» dicono pm e parte civile. Nel senso che a molte domande «personali» che lo hanno riguardato, sul suo passato recente e non, il parroco non avrebbe dato le risposte «giuste». Mettendosi quindi, subito, dalla parte del torto, di chi ha qualcosa da nascondere. Ma anche limitandosi ai fatti noti, il giallo del pc SCOMPARSO, poi ritrovato perche’ regalato a un parrocchiano, non ha giovato all’immagine del sacerdote. Un pc «pulito», anche troppo, «senza nulla di compromettente», del quale pero’ DON Luciano aveva negato l’esistenza («l’avro’ buttato») perche’ voleva, questa la spiegazione davanti all’evidenza, tutelare il parrocchiano disabile al quale l’aveva regalato. Il capanno degli attrezzi, dove sarebbe avvenuto uno degli abusi: troppo piccolo per starci in due, ma la ragazzina lo avrebbe descritto e riconosciuto. Lo scooterone, teatro di un altro abuso dalle modalita’ tanto stravaganti dal rasentare il grottesco, ma che i giudici hanno considerato assolutamente reale. Infine la biblioteca, dove il prete avrebbe consumato un rapporto di qualche tipo con la ragazzina, salvo farle promettere di non parlarne con nessuno. Incontro ad alto rischio, con la possibilita’ di essere scoperto, ma anche in questo caso i giudici hanno dato credito al racconto della piccola vittima. Racconto – racconti – che gia’ da tempo circolavano tra le ragazzine della parrocchia, destinatarie delle confidenze della chierichetta. Qualcuna, in aula, ha ammesso di non averle creduto, all’epoca. Altre avevano preso molto sul serio la sua storia, parlanDONe a casa. Infine un’altra bugia, quella sull’incontro in parrocchia con la madre, il nonno e altri familiari della ragazzina, lei presente, per contestare al prete quegli incontri «a luci rosse». Accuse pesantissime, che DON Luciano avrebbe liquidato senza preoccuparsene troppo, anzi consigliando ai familiari di portare la ragazzina da qualcuno in grado di aiutarla. Gli psicologi, da cui poi sono partite le denunce. Salvo poi negare, interrogato in prima battuta, che quell’incontro fosse mai avvenuto. Negare, e comunque non reagire, magari parlanDONe al proprio vescovo: perche’? Segnale di coscienza assolutamente pulita o tentativo di confondere le acque, sperando che nessuno mai desse credito alla ragazzina?

  • Don Gelmini torna ad Amelia nel giorno del suo 86° compleanno

    Don Gelmini torna ad Amelia nel giorno del suo 86° compleanno

    Don Gelmini torna ad Amelia nel giorno del suo 86° compleanno
    Al sacerdote gli auguri di Amedeo Minghi, Meluzzi e del primo ministro tailandese

    Scritto il 20/1/11 • Categoria: Attualità
    Don Gelmini torna ad Amelia nel giorno del suo 86° compleanno

    Silvio Berlusconi e Don Gelmini in uno dei tanti incontri del premier con il fondatore della comunità di Amelia

    Don Pierino Gelmini è tornato a casa dopo i giorni in ospedale che hanno tenuto in apprensione i suoi ragazzi a Molino Silla. Il sacerdote ha lasciato nella mattinata di giovedì 20 gennaio il reparto cardiologia dell’ospedale di Terni, proprio nel giorno del suo 86° compleanno.

    «Nel giorno del suo 86° compleanno – fanno sapere dalla Comunità Incontro – circondato dai suoi ragazzi, dagli amici, dai suoi collaboratori, Don Pierino si è stretto in un grande ed affettuoso abbraccio, sinceramente commosso dal calore con cui è stato accolto nella “sua casa”». Un mazzo di fiori dei ragazzi Thai residenti a Molino Silla è stato il primo segno di “bentornato”, sottolineato dalle parole del professor Alessandro Meluzzi, cui sono seguiti il crocefisso e l’anello della Comunità che i suoi stretti collaboratori come anziani e rappresentanti dei residenti di ieri e di oggi, hanno voluto far benedire e donare al loro padre dell’amore.

    Don Pierino, molto commosso, ha poi voluto ringraziare tutti dal palco del Palazzetto “Alfredo Nunzi”, dove Amedeo Minghi ha cantato per lui, e dove erano presenti , tra gli altri, anche il sindaco di Pompei. Don Gelmini ha ricevuto anche gli auguri del primo ministro Thailandese che ha donato a Don Pierino una collana con un medaglione, simbolo della grande amicizia e stima. «Don Pierino Padre e Sacerdote per sempre», ha concluso la breve cerimonia Meluzzi.

    http://www.umbria24.it/don-gelmini-torna-a…anno/16436.html

  • Nuove denunce per don Giovanni Usai

    Nuove denunce per don Giovanni Usai

    Nuove denunce per don Giovanni Usai, il sacerdote da due giorni agli arresti domiciliari in una comunità religiosa di Oristano, con l’accusa di violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione.

    I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni (Nas) e i colleghi del Nucleo ecologico addebitano, infatti, a don Usai numerose irregolarità nella gestione della comunità di recupero dei detenuti “Il Samaritano” di Arborea, di cui il sacerdote è fondatore e responsabile, e al cui interno opera una cooperativa agricola.

    In particolare, a don Usai è stata contestata la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e la macellazione clandestina, per le precarie condizioni igieniche dei locali (cucina e deposito), e per la presenza di vecchi residui di lavorazione e sporcizia varia, ed anche per la macellazione di bovini e ovi-caprini in locali non autorizzati. A don Giovanni Usai, inoltre, sono state contestate alcune violazioni di natura amministrativa: la mancanza di autorizzazione sanitaria per la preparazione di alimenti del personale preposto; e la detenzione nell’allevamento di quindici suini, privi del marchio aziendale e non inseriti nel registro di carico e scarico. I carabinieri hanno,quiondi, posto sotto sequestro beni per un valore di circa sessantamila euro. Tra questi, una cella frigo, quattro congelatori, animali d’allevamento (15 maiali) e un ingente quantitativo di carne (300 chili), formaggi (50 chili) e latte (260 litri).

    www.angeloporcheddu.it/dblog/storico.asp

    Don Usai il sacerdote accusato di violenza sessuale, comparirà oggi in tribunale l’interrogatorio .
    Gexplorer.net Notizie Italiane

    Comparirà oggi in tribunale per l’interrogatorio di garanzia don Giovanni Usai, il sacerdote che gestisce la casa per ex detenuti Il Samaritano, arrestato martedì con l’accusa di violenza sessuale e favoreggiamento della prostituzione. A queste accuse si sono aggiunte anche quelle dei Nas che hanno sequestrato nella comunità merci e attrezzature per 60mila euro.

    don Giovanni Usai

    L’interrogatorio del sacerdote, inizialmente previsto per ieri , si terrà dunqueoggi, su richiesta dell’avvocato Anna Maria Uras. Il rinvio è stato motivato con la necessità di esaminare la documentazione presentata dall’accusa e nella quale si sostiene che don Usai, da più di 30 anni impegnato a favore dei detenuti, soprattutto di quelli extracomunitari, non avrebbe esercitato il necessario controllo sugli ospiti della Comunità “Il Samaritano”, in particolare sulle donne, che erano detenute in affidamento e dovevano rispettare precisi obblighi imposti dal Tribunale di sorveglianza.

    INTERROGATO IL NIGERIANO E’ durato solo pochi minuti l’interrogatorio di garanzia di Alphonsus Eze, il nigeriano di 35 anni arrestato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nell’ambito dell’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari il direttore della Comunità per il recupero di detenuti ed ex detenuti “Il Samaritano”, don Giovanni Usai. L’imputato, assistito d’ufficio dall’avvocato Antonello Cosseddu, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo l’accusa faceva da palo fuori dalle stanze dove alcune ospiti della Comunità, tutte donne nigeriane, si prostituivano e in una di queste occasioni avrebbe intascato una percentuale sulla tariffa pagata dal cliente per la prestazione.

    L’INDAGINE – Secondo i Carabinieri il via vai di persone estranee nei locali del Samaritano era molto intenso e la cosa, che andava avanti almeno dal 2005, non sarebbe dovuta sfuggire al religioso. Don Usai deve rispondere anche di un’accusa particolarmente infamante per un sacerdote: violenza sessuale per un episodio avvenuto nel 2009.

    Secondo gli inquirenti avrebbe chiesto a una nigeriana una prestazione sessuale in cambio dell’assunzione a tempo indeterminato, poi concessa, che le avrebbe consentito di ottenere il permesso di soggiorno e restare in Italia. L’inchiesta scattata all’inizio del 2010 ha portato all’arresto anche di un nigeriano di 35 anni, Eze Alphonsus, il quale pare facesse da palo alle ragazze durante gli incontri a pagamento e, in almeno un’occasione, si sarebbe anche fatto consegnare una percentuale sul compenso. Solo di favoreggiamento deve rispondere anche un terzo ospite della Comunità, anche lui nigeriano, che però è sfuggito all’arresto e ora è ricercato. Nessuno dei collaboratori del sacerdote arrestato crede alle accuse e qualcuno parla addirittura di un complotto orchestrato per danneggiare la Comunità. Tutti sono rimasti al loro posto di lavoro, continuando le normali attività.

    LA DIOCESI – L’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, in ritiro nella comunità di Schoenstatt, in Germania, con una nota pubblicata ieri sul sito della Diocesi, si è detto “dispiaciuto e sorpreso” per quanto accaduto, comunque “vicino nella preghiera a don Giovanni e fiducioso nel corso della giustizia”. L’arcivescovo invita tutto “il presbiterio arborense a unirsi nella preghiera per un proprio confratello che in questo momento sta soffrendo”. Monsignor Sanna rientrerà a Oristano questo pomeriggio e spera di avere la possibilità di incontrare don Giovanni già venerdì 31. Nel frattempo ha già convocato il Collegio dei consultori della Diocesi in vista di una decisione sulla nomina di un commissario per la Comunità Il Samaritano e di un nuovo cappellano per la casa circondariale di Oristano.

    DENUNCIA DEI NAS – Nuovi guai giudiziari per il direttore della Comunità di recupero “Il Samaritano” don Usai. Il religioso è stato denunciato anche per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e macellazione clandestina. Le nuove contestazioni sono arrivate al termine di una perquisizione eseguità nella comunità dai Carabinieri della Compagnia di Oristano con la collaborazione dei colleghi del Nucleo antisofisticazioni e del Nucleo operativo ecologico. A don Usai sono state addebitate una serie di sanzioni amministrative per la preparazione di alimenti da parte di personale privo delle necessarie autorizzazioni sanitarie e per detenzione di 15 maiali privi del marchio col codice aziendale e non inseriti nel registro di carico e scarico. Durante l’operazione dei Carabinieri sono stati sequestrati alimenti e attrezzature per un valore di circa 60 mila euro.

    L’UnioneSarda

  • Preti pedofili, il Papa: dobbiamo riparare all’ingiustizia degli abusi dei sacerdoti

    Preti pedofili, il Papa: dobbiamo riparare all’ingiustizia degli abusi dei sacerdoti

    Benedetto XVI ha parlato a lungo degli abusi sessuali
    Poi l’appello a tutti i leader: fermate la cristianofobia

    CITTÀ DEL VATICANO (20 dicembre) – «Mercato della pornografia», «turismo sessuale», «droga», sono mali che con forza crescente nuocciono al mondo. Lo ha denunciato il Papa nel discorso alla Curia: «la devastazione psicologica di bambini – ha detto – in cui persone umane sono ridotte ad articolo di mercato, è uno spaventoso segno dei tempi». E il turismo sessuale minaccia «una intera generazione». Ne ha parlato a proposito del «contesto» in cui sono stati commessi abusi di preti su bimbi, peccato che resta di «particolare gravità» e per cui la Chiesa ha «responsabilità».

    Benedetto XVI nel suo consueto discorso alla Curia per gli auguri natalizi, è tornato lungamente sullo scandalo degli abusi sessuali commessi da sacerdoti e ha insistito sulla necessità che la Chiesa faccia tutto il possibile per riparare alle ingiustizie di cui si sono responsabili i preti. «Dobbiamo accogliere questa umiliazione – ha detto Ratzinger – come un’esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento. Solo la verità salva». «Dobbiamo interrogarci – ha aggiunto – su che cosa possiamo fare per riparare il più possibile l’ingiustizia avvenuta. Dobbiamo chiederci che cosa era sbagliato nel nostro annuncio, nell’intero nostro modo di configurare l’essere cristiano, così che una tale cosa potesse accadere. Dobbiamo trovare una nuova risolutezza nella fede e nel bene». «Dobbiamo essere capaci – ha aggiunto – di penitenza. Dobbiamo sforzarci di tentare tutto il possibile, nella preparazione al sacerdozio, perchè una tale cosa non possa più succedere». «È questo anche il luogo per ringraziare di cuore – ha detto ancora – tutti coloro che si impegnano per aiutare le vittime e per ridare loro la fiducia nella Chiesa, la capacità di credere al suo messaggio. Nei miei incontri con le vittime di questo peccato, ho sempre trovato anche persone che, con grande dedizione, stanno a fianco di chi soffre e ha subito danno. È questa l’occasione per ringraziare anche i tanti buoni sacerdoti che trasmettono in umiltà e fedeltà la bontà del Signore e, in mezzo alle devastazioni, sono testimoni della bellezza non perduta del sacerdozio».

    Appello del Papa a «tutte le persone con responsabilità politica e religiosa perchè fermino la cristianofobia». Lo ha rivolto ricordando la situazione del Medio oriente. I leader, ha chiesto, «si alzino a difendere i profughi e i sofferenti e a rivitalizzare lo spirito di riconciliazione».

    www.gazzettino.it/articolo.php?id=131425&sez=MONDO