Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Consiglio episcopale: «Diffamazioni e calunnie su don Albertini»

    Consiglio episcopale: «Diffamazioni e calunnie su don Albertini»

    La diocesi di Biella ha diffuso un comunicato stampa, dopo la pubblicazione di alcuni articoli dove vengono ricordate le vicende giudiziarie per pedofilia del sacerdote, durante la sua permanenza in Brasile

    BIELLA – La Diocesi di Biella ha diffuso il seguente comunicato che pubblichiamo integralmente.

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione. Riguardo alle notizie apparse riguardanti un sacerdote diocesano si deve precisare quanto segue.

    Il sacerdote Piergiorgio Albertini è nato a Ginevra (Svizzera) il 4 luglio 1940, da una famiglia biellese. Diviene religioso e sacerdote dei missionari della Consolata di Torino, ricevendo l’ordinazione il 17 dicembre 1966. Nell’anno 1997, lasciando i Missionari della Consolata, viene incardinato da mons. Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella, continuando il servizio nella prelazia di Borba, in Brasile come sacerdote fidei donum, con generosità in mezzo ai poveri.

    Nel 2010 si viene a sapere di accuse di abusi sessuali su minori. Il Vescovo di Borba in Brasile emette il decreto preventivo di ‘sospensione a divinis’ in attesa del processo civile, e invia copia per conoscenza al Vescovo di Biella. Il Vescovo di Biella chiede a don Albertini di restare in Brasile fino al termine dei processi per non sottrarsi alle responsabilità, laddove venissero accertate. Intanto il sacerdote protesta la sua innocenza. Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile. Il 17 aprile 2014 il Vescovo di Borba in Brasile annulla il decreto di sospensione e riammette nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote durante la S. Messa Crismale del Giovedì Santo.

    A conclusione definitiva del procedimento il Vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute. Di tutto questo dà comunicazione al Consiglio Presbiterale. Il Vescovo di Borba, il 7 settembre 2014 al rientro in Italia di don Albertini in Italia scrisse: ‘Trascorsi 25 anni di presenza missionaria nella Prelazia di Borba ritengo di dover ringraziare molto il Signore e padre Albertini per la sua presenza, per la sua dedizione e per la sua vita missionaria’.

    Al rientro in Italia, a don Albertini, alla soglia dei 75 anni di età, non è stato affidato alcuna responsabilità pastorale diretta. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente. La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani».

    BIELLA – La Diocesi di Biella ha diffuso il seguente comunicato che pubblichiamo integralmente.

    «Con amarezza si deve constatare l’uso della diffamazione e della calunnia come mezzo di comunicazione. Riguardo alle notizie apparse riguardanti un sacerdote diocesano si deve precisare quanto segue.

    Il sacerdote Piergiorgio Albertini è nato a Ginevra (Svizzera) il 4 luglio 1940, da una famiglia biellese. Diviene religioso e sacerdote dei missionari della Consolata di Torino, ricevendo l’ordinazione il 17 dicembre 1966. Nell’anno 1997, lasciando i Missionari della Consolata, viene incardinato da mons. Massimo Giustetti nel clero della diocesi di Biella, continuando il servizio nella prelazia di Borba, in Brasile come sacerdote fidei donum, con generosità in mezzo ai poveri.

    Nel 2010 si viene a sapere di accuse di abusi sessuali su minori. Il Vescovo di Borba in Brasile emette il decreto preventivo di ‘sospensione a divinis’ in attesa del processo civile, e invia copia per conoscenza al Vescovo di Biella. Il Vescovo di Biella chiede a don Albertini di restare in Brasile fino al termine dei processi per non sottrarsi alle responsabilità, laddove venissero accertate. Intanto il sacerdote protesta la sua innocenza. Il 7 aprile 2014 don Albertini è assolto dall’accusa dal Tribunale civile dello Stato dell’Amazzonia in Brasile. Il 17 aprile 2014 il Vescovo di Borba in Brasile annulla il decreto di sospensione e riammette nel pieno esercizio del ministero lo stesso sacerdote durante la S. Messa Crismale del Giovedì Santo.

    A conclusione definitiva del procedimento il Vescovo di Biella chiede il rientro in diocesi del sacerdote, anche a motivo dell’età e della salute. Di tutto questo dà comunicazione al Consiglio Presbiterale. Il Vescovo di Borba, il 7 settembre 2014 al rientro in Italia di don Albertini in Italia scrisse: ‘Trascorsi 25 anni di presenza missionaria nella Prelazia di Borba ritengo di dover ringraziare molto il Signore e padre Albertini per la sua presenza, per la sua dedizione e per la sua vita missionaria’.

    Al rientro in Italia, a don Albertini, alla soglia dei 75 anni di età, non è stato affidato alcuna responsabilità pastorale diretta. La Diocesi di Biella non è a conoscenza di alcun caso o di casi di pedofilia in cui siano coinvolti sacerdoti incardinati nella Diocesi. La totale trasparenza richiesta da papa Benedetto XVI, papa Francesco e da tutta la chiesa italiana trova il più pieno consenso nella nostra Diocesi, laddove i fatti vengano circostanziati e denunciati all’autorità competente. La diffamazione di persone dichiarate innocenti dal Tribunale è un pessimo metodo di comunicazione di cui si risponde davanti a Dio e, nel caso, anche davanti alla giustizia dei tribunali umani».

    http://biella.diariodelweb.it/biella/articolo/?nid=20160504_381463

  • Vaticano: Pedofilia e giochi di potere

    Vaticano: Pedofilia e giochi di potere

    VATICANO E PEDOFILIA: SCANDALO, ORRORE, PULIZIA E MANOVRE DI POTERE

    03 Marzo 2016 Fausto Carotenuto

    Il film Spotlight ha vinto l’Oscar come miglior film del 2015 occupandosi di un terribile scandalo a Boston: la struttura della diocesi ha protetto per anni ben 70 preti pedofili.

    Singolare che l’industria cinematografica americana attacchi così pesantemente la potente Chiesa cattolica e che la giuria degli Oscar riesca a premiare questo attacco a maggioranza.

    Forse però non si tratta di un attacco generalizzato al Vaticano, come potrebbe apparire ad una visione superficiale, ma piuttosto ad una sua corrente da parte di un’altra, sostenuta dalla massoneria internazionale.

    Ed infatti gli autori, registi ed attori del film non hanno fatto altro che dire che uno solo può salvare la Chiesa da questa piaga: Papa Francesco… il gesuita. E che quindi la Chiesa non è morta, anzi può risorgere se una corrente “nuova” – quella ora al comando – prevarrà sulle vecchie correnti chehanno prodotto questi disastri… E allora il film diventa un grande spot pubblicitario per la chiesa “buona” di Francesco alle prese con il difficile compito di fare fuori quella “cattiva” woitiliana opusdeista. Il che fa un favore alla verità ed al bene – cosa che apprezziamo moltissimo – ma anche al potere dei gesuiti.

    Cosa che apprezziamo molto di meno, visto l’enorme potere che stanno assumendo a livello mondiale in alleanza con parti importanti della massoneria internazionale.

    Ma non basta il caso Spotlight. In questi giorni c’è anche il “Caso Pell”, proprio a Roma.

    Una commissione governativa australiana sta interrogando via web il cardinale Pell sul grave problema della pedofilia nella chiesa australiana e sulla possibilità che nella sua carriera abbia coperto e quindi consentito numerosi abusi sui minori. Le domande partono dall’Australia e Pell risponde in diretta video dall’Hotel Quirinale di Roma. Il cardinale è a Roma in quanto “Ministro dell’Economia” del Vaticano, e non si è recato in Australia a rispondere “per motivi di salute”.

    Una storia orribile, nella quale il cardinale sta facendo una orrida figura. La Royal Commission governativa sulla pedofilia è diretta da Peter Mc Kellan, che ha definito le risposte del cardinale insufficienti e “del tutto prive di senso”. Alle domande degli inquirenti ha risposto con una impressionante serie di “non ricordo”, “non sapevo”, “non mi hanno informato”, “certo forse potevo fare di più”. Quando è ormai provato che non poteva non sapere, che gli era stato detto varie volte quello che succedeva, e che lui non aveva mai approfondito. E poi ha anche detto che l’età gli crea problemi ai ricordi. Certo questa difficoltà senile non gli ha però fatto sorgere nessuno scrupolo quando ha accettato gli incarichi di Prefetto della Segreteria per l’Economia e membro del C9, il consiglio di cardinali che aiuta Papa Francesco nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa universale.

    Tra i casi eclatanti che Pell non aveva approfondito: dei preti pedofili seriali, come Peter Searson e Edward Dowlan, ed il caso terribile di Gerald Ridsdale stupratore di almeno 54 bambini. Questi preti, quando ormai tutti sapevano quello che combinavano, venivano semplicemente trasferiti in altre parrocchie. Dove potevano tranquillamente ricominciare a praticare la loro perversione.

    Pell taceva, non vedeva, non interveniva… Per lui la difesa della struttura veniva evidentemente prima del bene dei bambini, che potevano tranquillamente essere sacrificati. Anzi evidentemente questo atteggiamento era utile, perché lui intanto nella chiesa conservatrice woitiliana e ratzingeriana faceva carriera, fino a diventare primate della Chiesa australiana. E poi lui su come mantenere l’autorità ecclesiastica la sapeva lunga: si era persino laureato in teologia proprio con una tesi sul principio di autorità nella Chiesa…

    Un vero enorme scandalo, aggravato dal fatto che questo meccanismo abominio-protezione avviene un po’ ovunque nella Chiesa cattolica, ed anche in Italia, in base al principio che il primo compito che si danno i vescovi e i responsabili gerarchici è spesso quello di coprire per salvare l’autorevolezza della Chiesa. Di salvare il suo principio di autorità “morale”, e quindi anche politica ed economica, derivato direttamente dall’Impero Romano, del quale la struttura di potere Vaticana è discendente diretta, mascherata da cristianesimo.

    Certamente il primo riferimento alla base di questi comportamenti è il potere, e non l’attenzione agli esseri umani, ai quei bambini che vengono fisicamente e psichicamente massacrati da orchi protetti dalle strutture gerarchiche.

    Il problema per gente come Pell o per tanti altri cardinali e vescovi americani, austriaci, australiani, belgi, irlandesi, inglesi, tedeschi, olandesi, svizzeri, maltesi, italiani, ecc. , non è mai stato quello oggettivo e gravissimo del male fatto ai bambini, ma quello di preservare la credibilità di facciata della Chiesa cattolica. Freddi burocrati del finto amore. Del tutto privi di cuore.. . Del tutto privi di Cristo, anche se per una vita hanno campato e si sono arricchiti riempiendosene abusivamente la bocca. Mentre per una Chiesa veramente legata al Cristo, all’Essere dell’Amore, dovrebbe valere prima di tutto quello che Lui diceva: “Chi … scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina di quelle tirate da un asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!“ (Matteo 18,6-7) E quindi comportamenti del genere dovrebbero essere evitati a tutti i costi, denunciando subito penalmente ed escludendo immediatamente certi individui dalla funzione e dal ruolo sacerdotale.

    Sacerdoti dei quali per secoli la gente si è fidata lasciando nelle loro mani i propri bambini.

    Lasciando gli orchi liberi di agire, il Vaticano ha creato un meccanismo di sfiducia generalizzato tra i propri fedeli anche nei confronti di quella parte della Chiesa che è sana e fatta di gente per bene, che veramente mette la sua vita a disposizione del prossimo, dei poveri, dei deboli, dei piccoli… Quella parte dalla quale vengono i santi veri, e che “stranamente” non fa mai carriera nella struttura gerarchica e non viene mai protetta da nessuno… Anzi spesso maltrattata in tutti i modi.

    Anche figure importanti e molto venerate come grandi santi, come Papa Woityla, hanno protetto consapevolmente degli orchi, come il caso del potentissimo fondatore dei Legionari di Cristo, il pedofilo e violentatore prete messicano Marcial Maciel. Nonostante in tutti i modi Woityla fosse stato informato della doppia o tripla vita di questo individuo, non volle mai rinunciare al sostegno della sua potente organizzazione, e lo lasciò fare, riempiendolo di onori e di lodi…

    L’audizione di Pell, un vero e proprio processo mediatico diffuso in tutto il mondo, che sta esponendo il cardinale ad una pessima figura, insieme al film Spotlight, la dicono lunga sulle perversioni praticate e coperte in seno alla Chiesa per decenni, qualcuno dice per millenni. E infatti è cosa vecchia: la prima traccia già nel Concilio di Elvira del 306 dc, quando i vescovi furono costretti a dichiarare: “Stupratoribus puerorum nec in fine danda esse communionem” ( Agli stupratori di bambini la comunione va negata anche in punto di morte).

    E in questi giorni il clamore della vicenda Pell viene accresciuto dal fatto che 15 vittime degli abusi sono arrivate negli stessi giorni a Roma per parlargli e per essere ricevute dal Papa. «A Pell non importa di noi, siamo qui perché vogliamo fare qualcosa per le future generazioni di bambini».

    Lui resiste, dice che non può fare nulla per farle ricevere dal Papa e che se le riceve lui, le vuole non tutte insieme ma solo una per volta… anche accompagnate da qualcuno ma certamente non avvocati o media… Poi ne ha ricevute alcune mostrandosi contrito… Troppo forti le pressioni…

    nota: Molto significativo questo VIDEO

    GIOCHI DI POTERE DIETRO GLI SCANDALI DI PEDOFILIA

    Orribile questa perversione della pedofilia ed orribile che la si consenta e protegga nelle strutture religiose. E’ bene che questi scandali vengano fuori… perché è bene che tutti ne siano al corrente e che si prendano opportuni provvedimenti.

    Occorre tuttavia anche notare che spesso dobbiamo ringraziare di questo portare alla luce nefandezze, non tanto e solo i bravi e gli onesti, ma anche – e talvolta soprattutto – gruppi di potere oscuro che usano gli scandali per indebolire i gruppi di potere avversari.

    Nel caso della pedofilia delle gerarchie cattoliche, questo risulta con particolare evidenza. La Chiesa prima degli scandali di pedofilia e di corruzione, che la attraversano ormai da anni, era nelle mani dei conservatori opusdeisti di tipo woitiliano o ratzingeriano.

    La Chiesa dopo gli scandali è saldamente nelle mani dei loro avversari: i gesuiti. Se qualcuno “avesse voluto” facilitare la loro ascesa avrebbe avuto a disposizione creando questi scandali – sia pure su concretissime basi di verità – un formidabile strumento di manovra. E tuttora è facile notare che gli scandali di pedofilia e di corruzione – come i vari vatileaks – colpiscono in modo eclatante quei settori conservatori della Chiesa che fanno resistenza al dilagare del potere gesuita.

    Anche molti scandali italiani di politica e malaffare si possono ora interpretare facilmente in questo modo. golpe in vaticanoIl vero e proprio colpo di stato che denunciammo al momento delle dimissioni di Ratzinger, si è basato su un enorme ricatto di questo tipo. (vedi i nostri articoli precedenti su questo scottante argomento ) A conferma di questa visione, lo stesso cardinale Pell in Australia è sempre stato il protettore delle correnti e delle posizioni più conservatrici. E nel suo “regno”, dopo la nomina a Cardinale nel 2003 da parte del conservatore opusdesita Woityla, ha assegnato molte posizioni di potere a preti conservatori.

    Con il Papa gesuita invece è stato presto richiamato a Roma con un apparente “PROMOVEATUR”, che lo ha isolato dal suo regno australiano. Per essere poi ora sottoposto al ludibrio, al disprezzo internazionale ed ai giusti attacchi delle sue vittime.

    Il che significa sostanzialmente la probabile fine del suo potere – “AMOVEATUR” – e campo libero in Australia per l’influenza gesuita.

    Operazione doppia quindi: sacrosanta pulizia da una parte, che accogliamo con soddisfazione, e gioco di potere nella lotta tra piramidi imperiali in Vaticano e nel Mondo. Una ulteriore mossa del risiko, con la conquista del potente cattolicesimo australiano.

    Gli scandali per la pedofilia e la corruzione, molto eclatanti e accuratissimi nella raccolta e dimostrazione di prove in tutto il mondo occidentale – ma soprattutto dove i gesuiti sono più potenti ed in accordo con la massoneria – hanno prodotto un enorme indebolimento del fronte conservatore opusdeista woitiliano. Infarcito da mille vizi di corruzione e pedofilia.

    Quasi del tutto assenti nel morigerato esercito del potere professorale gesuita.

    La pedofilia e gli scandali per corruzione puntano il dito su una parte oscura e rivoltante della Chiesa, che non vediamo l’ora finisca. Ma dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che viene adoperata come una clava per raggiungere il potere da parte di un gruppo di potere.

    Non ci troviamo di fronte allo scontro tra il Bene ed il Male, ma tra due piramidi oscure in competizione tra loro. E spesso è proprio da questi scontri che viene fuori per noi un po’ di verità ed un po’ di bene. Ma questo non significa che dobbiamo lasciarci sedurre da chi attacca in questo momento. Non è necessariamente buono chi attacca un male. Ci fa un piacere certamente in un dato momento, ma occorre vedere perché lo fa. Per non rischiare di affidarci nelle mani sbagliate.

    E’ poi evidente che interesse dei gesuiti è anche che questa Chiesa – finalmente agguantata al suo vertice dopo secoli di inutili tentativi – non crolli sotto i colpi della dilagante sfiducia nelle sue istituzioni, e che quindi certi comportamenti distruttivi, come la pedofilia, abbiano a cessare veramente. Per non compromettere la struttura nelle sue basi, che sono tuttora nell’indispensabile consenso dei fedeli. Ricercato ogni giorno in tutti i modi da Bergoglio.

    Bene che certe cose vengano fuori, e ringraziamo chi lo sta facendo, anche se non apprezziamo affatto i suoi secondi fini: la realizzazione di un dilagante superpotere gesuita-massonico, già ora al comando di buona parte della politica, della finanza, della cultura e delle religioni mondiali.

    Non diventeremo “papisti” a seguito di questi scandali e delle sia pur opportune decisioni che Bergoglio potrebbe prendere.

    Per noi la spiritualità non ha nulla a che fare con il potere e con le manovre per mantenerlo e rafforzarlo.

    Per noi la spiritualità è la voglia di fare il bene vero nostro e di chi ci circonda contemporaneamente.

    Senza strumentalizzazioni, senza idolatranti culti della personalità e senza principio di autorità di nessuno.

    Nel rispetto del bene, della pari dignità, e della libertà di tutti.

    A cominciare dai più piccoli e dai più deboli.

    http://www.oggitreviso.it/vaticano-pedofilia-giochi-di-potere-134684

     

  • Pedofilia:Iori, obbligo trattamento terapeutico condannati

    Pedofilia:Iori, obbligo trattamento terapeutico condannati

    (ANSA) – ROMA, 4 MAG – “L’arresto di un uomo che a Roma e’ accusato di violenza sessuale ai danni di due bambine di 5 e 9 anni e che aveva gia’ scontato una pena di sette anni di reclusione per pedofilia rende evidente la necessita’ di prevedere in Italia l’obbligo del trattamento terapeutico per chi commette abusi sui minori: deve diventare un elemento vincolante per ottenere la scarcerazione”. Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd e responsabile nazionale del partito per l’infanzia e l’adolescenza, Vanna Iori. “Se vogliamo contrastare la recidiva dobbiamo mettere in campo strumenti adeguati: l’obbligo del trattamento terapeutico, previsto nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, manca in Italia, eppure questa tipologia di terapie e’ essenziale come dimostra la vicenda che ha coinvolto oggi l’uomo che ha nuovamente abusato nonostante la condanna scontata”, prosegue Iori.
    “E’ evidente che l’obbligo del trattamento terapeutico non basta: bisogna inasprire le norme penali, eliminando ad esempio gli sconti di pena per chi sceglie il rito abbreviato, ma se quell’uomo fosse stato obbligato a un trattamento terapeutico prima di uscire dal carcere forse oggi non ci saremmo ritrovati a dover commentare l’ennesimo episodio indegno che vede due bambine nelle vesti di vittime di abusi”, conclude Iori.(ANSA).

  • Abusa di due bambine in parrocchia, arrestato pedofilo a Roma

    Abusa di due bambine in parrocchia, arrestato pedofilo a Roma

    L’uomo aveva già scontato una pena a sette anni di reclusione per una condanna definitiva inflitta nel 2008 per lo stesso reato.

    Arrestato dalla polizia un romano di 45 anni con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di due bambine di 9 e 5 anni e di tentata violenza nei confronti di una 15enne. L’uomo, fingendo di essere un insegnante di ginnastica artistica che stava selezionando bambine per uno spettacolo di una festa parrocchiale, avrebbe invitato il padre in una parrocchia e abusato di una bambina nel teatro annesso alla struttura.

    Gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato Casilino hanno eseguito la misura cautelare in carcere nei confronti di P. L., romano di 45 anni, accusato di violenza sessuale e corruzione di minorenne ai danni di due bambine di 9 e 5 anni nonché di tentata violenza sessuale nei confronti di una 15enne. L’uomo aveva già scontato una pena a sette anni di reclusione per una condanna definitiva inflitta nel 2008 per gli stessi reati.

    A quanto accertato dagli investigatori le modalità di approccio sarebbero sempre le stesse: fingeva, a seconda delle circostanze, di essere un fisioterapista o un insegnante di ginnastica artistica, per ottenere la fiducia delle minori e poi abusarne. Nel caso della bambina di 9 anni, l’avrebbe avvicinata mentre si trovava in compagnia di suo padre e della sorellina di 5 anni con la scusa di essere un insegnante di ginnastica artistica che stava selezionando bambine per uno spettacolo in occasione di una festa parrocchiale. Con l’inganno avrebbe invitato il padre delle minori in una parrocchia e condotto le due bambine nel teatro annesso alla struttura. Rimasto solo con la più grande avrebbe abusato di lei. Sono in corso ulteriori indagini e approfondimenti.

    http://www.lastampa.it/2016/05/04/italia/cronache/abusa-di-due-bambine-in-parrocchia-arrestato-pedofilo-a-roma-omVYtXjPzH9Pf7FjlciNSK/pagina.html

  • Nasce il telegiornale tematico sulla pedofilia clericale in Italia

    Nasce il telegiornale tematico sulla pedofilia clericale in Italia

    Watch live streaming video from retelabuso at livestream.com

    Unico e primo al mondo, rivoluzionario e a detta di alcuni giornalisti geniale.

    Nel mese di maggio partirà in via sperimentale il TG della Rete L’ABUSO, diretto dalla giornalista Francesca Lagatta e trasmesso in 3 lingue, italiano, inglese e spagnolo. Un servizio di informazione tematica che ha l’obiettivo di informare l’opinione pubblica sulla reale entità di quello che è in Italia il problema sociale dei preti pedofili.

    Un tema che l’Italia non ha mai affrontato a partire dalle istituzioni, le quali dallo scandalo iniziato nel 2009 ad oggi non solo hanno dimostrato l’incapacità di prendere una posizione seria e coscienziosa che tutelasse i cittadini, come contrariamente è accaduto negli Stati Uniti e negli altri paesi dell’UE, ultima tra questi la Francia, che per un vescovo che ha coperto solamente 3 preti pedofili, si è immediatamente attivata avviando una commissione di inchiesta indipendente. Il governo italiano invece, dal 2009 non è ancora riuscito a quantificare l’entità del problema.

    Molti di voi si sono domandati perché nei titoli di coda del film Spotlight non appare l’Italia. La risposta è molto semplice, in Italia l’unico dato che quantifica parzialmente l’entità del fenomeno siamo noi, la Rete L’ABUSO. Sembra paradossale ma è così, malgrado che l’UE abbia stanziato da tempo fondi per creare un database nazionale, in Italia non è mai stato creato.

    Vanno ricordati almeno due aspetti inquietanti accaduti nel nostro paese, il primo risale al 2007 quando Santoro ad Anno Zero propose il documentario della BBC “Sex crimes and the Vatican”, il programma fu sospeso dopo la messa in onda di quel servizio.

    L’altro invece riguarda l’autorità giudiziaria, parlo del caso del Procuratore Aggiunto di Milano dott. Pietro Forno che nel 2010 ventilò l’ipotesi già accertata e consolidata negli Stati Uniti, ovvero che le coperture della chiesa cattolica nei confronti degli abusi commessi da membri del clero, fossero sistematici. In quella occasione il ministro Angelino Alfano ordinò un’ispezione nei confronti del Procuratore Aggiunto Forno.

    L’obiettivo di questo TG è quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica decine di casi che emergono in continuazione nel nostro paese, ma di cui non se ne sa nulla  perché le notizie vengono divulgate troppo spesso solamente a livello locale.

    Un caso in particolare ci ha spinti a tentare questo esperimento, il caso di don Francesco Zappella, un sacerdote della diocesi di Albenga, tra le altre cose l’unica commissariata dal Vaticano. Il caso Zappella è emblematico perché si svolge non solo in Italia, ma anche in Uruguay, ma con modalità davvero distanti anni luce tra loro.

    Zappella in Uruguay faceva il missionario, portava “cultura e civiltà” in un paese che invece dovrebbe insegnare a noi e non al contrario. Nello stesso procedimento penale, attualmente in corso, è accaduto, in Italia che il sacerdote, il giorno stesso che è stato indagato, ha ricevuto dal vescovo di Albenga Guglielmo Borghetti, la promozione a dirigente della Caritas. Non è mai stato sospeso dai suoi incarichi, malgrado sia emerso che era già stato condannato nel 1992 per abusi sessuali a danno di 2 infraquattordicenni. Il vescovo Borghetti ha sempre manifestato nei suoi confronti la massima stima e fiducia. Attualmente ha lasciato la parrocchia, ma lo ha fatto volontariamente.

    Anche la politica, malgrado la notizia di una precedente condanna e le nuove indagini, o non si è pronunciata, o lo ha fatto con modalità davvero tristi. Ricordiamo le dichiarazioni del consigliere comunale Paolo Villa alla Zanzara su Radio 24.

    In Uruguay invece le cose sono andate diversamente.

    Appena si è saputo che il missionario italiano era formalmente indagato anche dall’autorità giudiziaria Uruguagia, insieme a lui altri casi che la Rete L’ABUSO aveva segnalato, la stampa ha iniziato (stile Spotlight) a verificare le nostre segnalazioni, risultate poi fondate. La TV nazionale allora ha deciso di dedicare un appuntamento settimanale di 2 ore per informare i cittadini e raccogliere segnalazioni. Persino la Conferenza Episcopale Uruguagia è intervenuta istituendo un numero per le vittime e aprendo anche nel caso del missionario Zappella, un’indagine canonica.

    Non si sono fatte attendere neppure le istituzioni, che in precedenza avevano assegnato al missionario italiano la cittadinanza onoraria, immediatamente revocata.

    Questo è un caso emblematico che la Rete L’ABUSO ha sollevato, ma in Italia ne abbiamo tanti come questo .

    Con il nostro TG settimanale vogliamo portare a conoscenza l’opinione pubblica, non solo di quanto accade nel nostro paese, ma anche confrontarci con quelle che sono negli altri paesi, le realtà della società della quale anche noi facciamo parte.

    Il materiale da proporre è molto, darà a tutti voi l’opportunità di poter sapere, valutare, ed eventualmente potersi tutelare.

    Ci auguriamo di fornire un servizio gradito e di pubblica utilità.

    L’Ufficio di Presidenza della Rete L’ABUSO Onlus.

    Direttore responsabile Francesca Lagatta

    Per info tg@retelabuso.org

    Diretta streaming TV http://retelabuso.org/live-tv/

  • Don Francesco Zappella. Revocata la cittadinanza onoraria. Avviata un’indagine canonica in Uruguay.

    Don Francesco Zappella. Revocata la cittadinanza onoraria. Avviata un’indagine canonica in Uruguay.

    Nella seconda puntata di SANTO Y SEÑA (qui la puntata del 20-4) andata in onda ieri sera su Montecarlo TV abbiamo assistito ad uno spettacolo che in Italia non siamo certo abituati a vedere. In una sola settimana non solo l’autorità giudiziaria, ma anche chiesa e politica hanno preso chiarissime posizioni nei confronti di don Francesco Zappella, il missionario italiano già condannato nel 1992 per molestie su due minori infraquattordicenni e oggi nuovamente sotto accusa.

    Il vescovo di Melo ha immediatamente avviato un’indagine canonica nei confronti del sacerdote, indagine che a quanto pare non vedrà come oggetto solo le accuse di molestie a danno di minori, ma da quanto emerge dalla stampa locale sembra che i punti da chiarire siano più di uno.

    Il nostro assistito Luis Mario Acuna, nel frattempo è già stato convocato dal tribunale canonico che lo sentirà nella giornata di oggi, 22 aprile 2016.

    Anche la reazione delle istituzioni non si è lasciata attendere. Immediatamente revocata l’onorificenza di Cittadino Illustre che le istituzioni della città di Trenta y Tre avevano conferito al missionario nell’aprile del 2014.

    Anche l’opinione pubblica non è rimasta in silenzio ed è rimasta commossa dal racconto e dal coraggio che Luis Mario ha mostrato, un coraggio che in questi giorni ha stimolato decine di vittime da tutto il paese a denunciare gli abusi subiti da preti cattolici.

    Certo che dire, sbalordisce la rapidità con la quale le Istituzioni Ecclesiastiche uruguagie sono intervenute, soprattutto se pensiamo che lo stesso sacerdote è accusato anche qui in Italia per motivi identici. Ma qui l’intervento della chiesa non si può certo dire sia stato così celere. Quello della politica, ricordiamo le dichiarazioni del consigliere comunale Pier Paolo Villa.

    Ieri vescovo Guglielmo Borghetti che attualmente ha in carico don Francesco Zappella è stato convocato con urgenza da Bergoglio, lunedì toccherà all’ex vescovo di Albenga Mario Olivieri. Nell’incontro che la stampa locale definisce Top Sicret, non possiamo escludere che i due abbiano affrontato anche questo pasticcio internazionale che sta creando non pochi problemi alla Conferenza Episcopale Uruguagia.

    Francesco Zanardi.

    Portavoce Rete L’ABUSO Onlus

  • Pedofilia, la svolta dei vescovi francesi: ora la denuncia è immediata

    Pedofilia, la svolta dei vescovi francesi: ora la denuncia è immediata

    Città del Vaticano – I panni sporchi i vescovi francesi non li lavano più in casa. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui un cardinale di curia, Castrillon Hoyos, invocando il segreto della confessione, scriveva a un vescovo francese per complimentarsi con lui per non avere denunciato all’autorità civile un prete pedofilo (“lei ha agito bene e mi felicito di avere un confratello nell’episcopato che, agli occhi della storia, avrà preferito la prigione piuttosto che denunciare un suo figlio-prete”).
    Il cambiamento di rotta è maturato in questi mesi sotto la spinta dell’opinione pubblica, dei nuovi orientamenti vaticani e delle polemiche violentissime che hanno squassato la Chiesa d’Oltralpe per il coinvolgimento del cardinale Barbarin, accusato di essere stato palesemente omertoso nei confronti di un prete orco. Alla nuova linea trasparente – i panni sporchi non si lavano più in casa – si è adeguato il vescovo d’Orleans, monsignor Jacques Blanquart che ha convocato una conferenza stampa, facendo sapere ai giornalisti di essersi mosso con urgenza davanti ad un caso di abuso, denunciando immediatamente il parroco responsabile dei reati e ritirandolo dalla vita ecclesiale.
    Un caso, anche questo, che era noto. I vescovi che lo avevano preceduto si erano limitati a non lasciarlo più a contatto con i minori. “Il prete è accusato di otto o nove casi di molestie sui minori in una decina d’anni”. Le parole di Blanquart sono state riportate con grande enfasi sulla stampa francese. “Sono stato contattato nel 2013 da una vittima, ho fatto le verifiche e ho appurato che erano vere”. E’ chiaro, ha riconosciuto, “che avremmo dovuto accelerare questi interventi”. La diocesi d’Orleans proprio per aiutare eventuali altre vittime ad uscire allo scoperto, ha istituito un ufficio preposto all’ascolto, composto da psicologi e altri medici, in grado di accompagnare e sostenere eventuali altre vittime. In Italia, contrariamente alla Francia, prevale ancora il principio che di fronte a eventuali casi di preti pedofili è bene non creare troppo scandalo tra i fedeli. I panni in Italia si lavano ancora in casa. Persino le statistiche su quanti sono i preti pedofili finora arrestati o ridotti allo stato laicale dai tribunali vaticani mancano. Così come sono carenti le statistiche: quanti sono gli orchi, chi sono, da dove vengono, e soprattutto se potevano essere fermati prima.
    Le risposte che sono state fornite in questi anni ai giornalisti sono sempre state vaghe: “circa un centinaio, nell’arco di decenni”. E’ chiaro che sul tema della pedofilia il Vaticano e la Cei forse non parlano la stessa lingua. L’organismo che ha istituito Papa Francesco, presieduto dal cardinale Omalley, il cappuccino che ha rimesso in piedi la diocesi di Boston dopo la debacle sugli abusi degli anni Novanta, ha raccomandato l’obbligo di denuncia alle autorità civili. O’Malley si è raccomandato: “abbiamo tutti la responsabilità morale ed etica di denunciare gli abusi presunti alle autorità civili che hanno il compito di proteggere la nostra società”. Su questo punto si registra la divergenza.

    http://www.online-news.it/2016/04/19/pedofilia-la-svolta-dei-vescovi-francesi-ora-la-denuncia-e-immediata/#.Vxb_BjCLTIV

  • Caso don Zappella, arresti e fughe di preti dall’Uruguay dopo le denunce della Rete L’ABUSO

    Caso don Zappella, arresti e fughe di preti dall’Uruguay dopo le denunce della Rete L’ABUSO

    Un vero e proprio effetto domino quello che si è creato in Uruguay dopo le denunce della Rete L’ABUSO avviate nel settembre scorso. Al centro dello scandalo sopratutto la diocesi di Melo nella quale anche il sacerdote don Francesco Zappella, già condannato in Italia nel 1992 per abusi su due minori,  ha prestato per anni servizio nelle vesti di “missionario”.

    che nella prima puntata ringrazia pubblicamente la Rete L’ABUSO per l’ottimo lavoro di indagine, da mercoledì 13 aprile ha dedicato uno spazio settimanale di approfondimento della durata di 2 ore nel programma “SANTO Y SEÑA”, partendo proprio dal caso di don Zappella (che proponiamo a fine articolo) che nella cittadina di Trenta y Tre ha suscitato non poco clamore e che non pochi problemi sta creando anche alla diocesi di Melo e alla Conferenza Episcopale uruguagia.

    L’Uruguay era uno dei pochi paesi usciti indenni dai precedenti scandali mondiali, oggi però costretto ad aprire gli occhi su una triste realtà, quella dei preti pedofili.

    Dopo le denunce della Rete L’ABUSO che oltre all’italiano Zappella hanno coinvolto altri sacerdoti, uno di questi inizialmente sospeso dalla chiesa e arrestato dalla polizia locale pochi giorni fa, la Conferenza Episcopale dell’Uruguay è stata costretta a prendere immediati provvedimenti che però hanno provocato pesanti critiche e a quanto pare anche l’indignazione della comunità cattolica uruguagia.

    Nelle linee guida della C.E.U. “il protocollo sulle denunce contro clerici per abuso sessuale su minori approvato nel 2003 dai vescovi chiarisce che è compito del vescovo incaricato di indagare su un caso segnalato, anche se si tratta di una diceria o di un pettegolezzo consistente”. Cosa che la diocesi non avrebbe fatto malgrado le ripetute segnalazioni. Una “Dimenticanza” che non è sfuggita ai cattolici e alla stampa.

    Nel caso specifico del missionario ligure don Francesco Zappella , la magistratura uruguagia ha aperto un’indagine e lo scorso 30 marzo ha iniziato le udienze convocando le prime presunte vittime, vorrebbero anche sentire la versione del sacerdote italiano.

    Da quanto apprendiamo dal nostro legale in Uruguay, il nostro assistito Luis Mario Acuna, che nello scorso settembre eravamo riusciti grazie alle molte donazioni dei sostenitori a portare in Italia per essere sentito dal Sostituto Procuratore di Savona Giovanni Battista Ferro, al momento non è necessaria per lui alcuna tutela legale malgrado gli siano stati sequestrati i documenti.

    La magistratura uruguagia infatti contesta al nostro assistito il possesso di documenti di identità uruguagi falsi. Presumono siano stati fatti fare dal missionario italiano che all’epoca era tutore legale di Luis Mario. Nel racconto del nostro assistito emerge infatti che all’età di 17 anni tentò il suicidio e che don Zappella, per timore che il giovane crollasse psicologicamente e raccontasse tutto, lo fece venire in Italia .

    L’anomalia di quei documenti è che il giovane risulterebbe avere un’età maggiore di quella che il nostro assistito effettivamente ha, le autorità ipotizzano che questa variazione sia stata fatta per permettere al giovane, all’epoca minorenne, di affrontare un viaggio aereo oltre oceano, viaggio che in caso contrario avrebbe potuto affrontare solo se accompagnato. Di questa ipotesi si trova ampio riscontro anche nelle dichiarazioni fatte nel settembre scorso al SECOLO XIX proprio dal missionario Francesco Zappella, il quale non solo calunniava il nostro assistito accusandolo di aver abusato di una minorenne, dichiarando di avere ben 600 testimoni a sostegno della sua accusa, che però non ha mai trovato riscontro , ma in quella occasione dichiarò anche che il giovane aveva “due identità”.

    Si dissociano dal sacerdote italiano anche le autorità uruguagie che in precedenza avevano conferito al missionario la cittadinanza onoraria, oggi revocata da Dardo Sanchez il quale amareggiato si giustifica spiegando che “lo abbiamo nominato cittadino illustre perchè non sapevamo e pensavamo che stesse per morire, per cui abbiamo pensato di ringraziarlo con quella onorificenza”.

    Grazie al coraggio di Luis Mario che in una notevole situazione di difficoltà ha avuto il senso civico e la determinazione di non arrendersi e ai media locali che stanno dedicando da giorni un ampio spazio su questa grave piaga sociale, la redazione di Montecarlo TV e lo stesso Luis Mario ci comunicano che stanno arrivando decine di denunce da presunte vittime in tutto il paese, denunce che hanno costretto la C.E.U. ad istituire un numero al quale le vittime possono rivolgersi.

    Da quanto si apprende dai giornalisti con i quali siamo in contatto risulta che alcuni sacerdoti con “problemi” sono stati addirittura trasferiti all’estero, i più in Argentina.

    L’ufficio di Presidenza della Rete L’ABUSO Onlus ringrazia per la buona riuscita dell’operazione l’Ambasciata Italiana a Montevideo e quella dell’Uruguay a Milano che ci hanno aiutato nella gestione dei rapporti diplomatici. Ringraziamo la nostra interprete Roberta Pietra che in questi mesi si è occupata dei rapporti con le varie istituzioni e con la stampa. Si ringrazia la giornalista Karina Caputi che da 6 mesi circa sta collaborando con noi. Ringraziamo Montecarlo TV e la redazione di  “SANTO Y SEÑA”, in particolare modo nella persona di Alejandro Amaral, che pazientemente ci ha seguiti verificando quanto avevamo a livello informativo. Ringraziamo tutti coloro che in vario modo hanno contribuito alla riuscita di questa civile iniziativa.

    Francesco Zanardi

    Presidente della Rete L’ABUSO Onlus.

    La puntata riguardante il sacerdote savonese andata in onda mercoledì 13 aprile 2016

    Di seguito la puntata integrale andata in onda mercoledì 13 aprile 2016

    Di seguito la puntata integrale andata in onda mercoledì 20 aprile 2016

  • STUPRÒ UN BAMBINO DI 11 ANNI E FILMÒ TUTTO: A PROCESSO UN EX SACERDOTE NEL FOGGIANO

    STUPRÒ UN BAMBINO DI 11 ANNI E FILMÒ TUTTO: A PROCESSO UN EX SACERDOTE NEL FOGGIANO

    Sarà processato con il rito abbreviato il 55enne Giovanni Trotta, ex sacerdote ed ex socio di una scuola calcio, accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di un 11enne e di produzione, distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del bambino. I fatti risalgono al 2013-2014 e sarebbero stati commessi in una cittadina del Foggiano. In apertura dell’udienza preliminare dinanzi al gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana, si sono costituiti parte civile i genitori dell’11enne vittima dei presunti abusi. L’imputato ha poi chiesto il rito alternativo che si celebrerà davanti allo stesso giudice a partire dal prossimo 14 luglio. Stando alle indagini di carabinieri e polizia postale, coordinate dal pm Simona Filoni, Trotta avrebbe abusato sessualmente del ragazzo «millantando la sua qualità di sacerdote (sebbene invece ridotto da alcuni anni allo stato laico), nonché con la promessa di un ingaggio come fotomodello nel mondo della moda e con quella di un provino per una importante società calcistica romana». Per questi fatti il 55enne è stato arrestato nell’aprile 2015 ed è tuttora detenuto in carcere.

    http://www.leggo.it/news/italia/prete_pedofilo_stupro_bimbo_11_anni-1669971.html

  • Francia: la Chiesa affronterà la pedofilia con una commissione esterna. E in ITALIA quando ?

    Francia: la Chiesa affronterà la pedofilia con una commissione esterna. E in ITALIA quando ?

    La Chiesa cattolica francese risponde allo scandalo di pedofilia che ha coinvolto la diocesi di Lione annunciando una serie di misure. Previste la creazione di gruppi di ascolto e di accoglienza e l’istituzione di una commissione indipendente, formata da non religiosi, incaricata di fare luce sugli episodi e dare pareri alle autorità ecclesiastiche.

    “Ci sembrava importante –
    ha affermato il presidente della conferenza dei vescovi di Francia (Georges Pontier) – avere una commissione esterna di esperti, perché tra noi, con i nostri sacerdoti, abbiamo una relazione più stretta di quella che c‘è in un’azienda, tra capi e dipendenti, quindi si crea una prossimità che può essere controproducente in certe occasioni.”

    Il Cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, è oggetto di due procedimenti giudiziari per la mancata denuncia di presunti abusi sessuali compiuti da sacerdoti.

    http://it.euronews.com/2016/04/12/francia-la-chiesa-affrontera-la-pedofilia-con-una-commissione-esterna/