Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Lecce

  • Violenza sessuale: curia parte civile a processo parroco leccese

    Violenza sessuale: curia parte civile a processo parroco leccese

    Mercoledì 06 Giugno 2012 19:06
    Antonio Romano

    NARDO’ (Lecce) – La curia di Nardo’ (Le) si e’ costituita come responsabile civile nel processo in corso a Lecce a carico di Don Quintino Sella, parroco accusato di violenza sessuale nei confronti di un marocchino di 28 anni.
    La citazione della diocesi, nella persona del vescovo reggente monsignor Domenico Caliandro, era stata chiesta dalla presunta vittima, tramite l’avvocato Salvatore Centonze, secondo cui il rapporto di lavoro che legava il prelato alla curia rendeva quest’ultima responsabile degli eventuali illeciti commessi durante lo svolgimento delle mansioni a cui era adibito. La parte civile ha chiesto un risarcimento di 20.000 euro. I fatti contestati a Don Quintino risalgono all’autunno scorso, quando il giovane marocchino – stando a quanto denunciato – sarebbe stato attirato nella sacrestia della chiesa di San Gerardo Majella di Nardo’ con la scusa di dargli vestiti e cibo e li’ il prete lo avrebbe molestato. Nel gennaio scorso il sacerdote e’ stato rinviato a giudizio dal gup di Lecce. Il processo davanti alla prima sezione del Tribunale salentino e’ iniziato oggi con la costituzione delle parti e proseguira’ il prossimo 10 ottobre.

  • Abusi sessuali, chiesti i danni alla Curia

    Abusi sessuali, chiesti i danni alla Curia

    Sotto accusa il parroco di Nardò
    Per la prima volta Chiesa in aula come responsabile civile
    Don Quintino è accusato di molestie su marocchino

    LECCE – Per la prima volta la Curia viene citata in giudizio dinanzi a un Tribunale penale. Nell’udienza di ieri, i giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce (presidente Stefano Sernia, relatore Silvia Minerva, a latere Anna Paola Capano) hanno accolto la richiesta di citare come responsabile civile la Curia diocesana di Nardò e Gallipoli, nella persona del vescovo e legale rappresentante pro tempore monsignor Domenico Caliandro.

    Il processo in questione è quello che vede come imputato don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Casarano, accusato di violenza sessuale nei confronti di un giovane marocchino di 28 anni. A chiedere la citazione del responsabile civile è stata la difesa della presunta vittima, assistita dall’avvocato Salvatore Centonze, che si è costituita come parte civile. La Corte, nonostante la richiesta di rigetto avanzata dal pubblico ministero, ha autorizzato la richiesta sulla base dell’articolo 2049 del codice civile, in virtù del rapporto di lavoro tra la Curia e il sacerdote e, di conseguenza, la responsabilità per i danni arrecati dal fatto illecito commesso nell’esercizio delle incombenze cui era adibito. La parte civile ha chiesto un risarcimento di 20mila euro. «E’ la prima volta che nel nostro sistema giudiziario avviene una cosa del genere», spiega l’avvocato Salvatore Centonze. «Nei mesi scorsi era stata l’Alta Corte di giustizia di Londra a stabilire che la Chiesa cattolica può essere ritenuta responsabile per i comportamenti illeciti e i reati condotti dai propri preti«. «Del resto – prosegue il penalista – è come se un docente abusasse di un alunno in classe e si citasse come responsabile civile il ministero dell’Istruzione. Ritengo che oltre che un atto dovuto sia una garanzia per la stessa Curia che, diventando parte nel processo, può dimostrare la propria estraneità ai fatti». I fatti contestati, secondo l’ipotesi accusatoria, risalirebbero allo scorso 15 ottobre. La presunta vittima, un ragazzo di 28 anni di nazionalità marocchina, ha sporto denuncia, indicando proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Accuse che avrebbero trovato riscontro nelle indagini condotte dai carabinieri di Nardò, chiamati a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.

    Secondo il racconto del giovane extracomunitario, i presunti abusi sarebbero stati consumati proprio all’interno della sacrestia. Il ragazzo sarebbe stato attirato dal sacerdote con la scusa di rifornirlo di cibo e vestiario, approfittando del fatto che fosse una persona priva di mezzi di sostentamento. L’imputato avrebbe approfittato della presunta vittima mentre era intento a vestirsi e avrebbe subito diversi e sempre più vigorosi tentativi di approccio sessuale, toccando ripetutamente gli organi genitali. I presunti abusi avrebbero determinato “nella della vittima l’insorgere di una patologia psichica consistente in un profondo stato di insicurezza, difficoltà nella vita di relazione e sessuale, ansia e depressione, tanto da far ricorso a terapie farmacologiche”. Dopo la denuncia il 28enne sarebbe stato isolato e non avrebbe ricevuto più alcun aiuto e sostentamento. Nel gennaio scorso don Quintino è stato rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare dinanzi al gup del Nicola Lariccia. In molti, nella comunità di Nardò, avevano espresso solidarietà al parroco, che da oltre un anno e mezzo era alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò, ma che è stato poi sospeso, abbandonando il suo incarico.

    Andrea Morrone
    29 marzo 2012

  • Molestato dal prete? Citata in giudizio la Chiesa

    Molestato dal prete? Citata in giudizio la Chiesa

    Giovedì 29 Marzo 2012 06:58
    Antonio Romano

    NARDO’ (Lecce) – Nell’ambito della prima udienza dibattimentale tenutasi ieri, i giudici del Tribunale di Lecce hanno ritenuto – con un provvedimento senza precedenti in Italia – la Curia di Nardò e Gallipoli responsabile civile per una presunta vicenda di abusi sessuali che, più di un anno fa, ha visto protagonista il parroco neretino Quintino De Lorenzis.

    Il fatto risale all’ottobre 2010, quando un ragazzo marocchino, clandestino e in condizioni di profonda indigenza, si rivolse alla parrocchia di San Gerardo a Nardò per chiedere aiuto. Stando alle dichiarazioni rilasciate, il giovane sarebbe stato invitato dal prelato, in tarda serata, ad entrare nelle sue stanze private con la promessa di qualche vestito e di avere del latte. In realtà, invece di normali indumenti, il giovane nordafricano sarebbe stato esortato dal parroco ad indossare capi di biancheria intima, sia da uomo che da donna. In profondo imbarazzo, soprattutto per via del suo stato di bisogno, il giovane assecondò le richieste del prete ritrovandosi ad essere vittima di palpeggiamenti e attenzioni sessuali. Da quell’episodio nacque la denuncia e De Lorenzis fu immediatamente sospeso dalla Curia.

    Il giudice aveva in seguito autorizzato la richiesta di un incidente probatorio – cioè dell’immediata acquisizione di prove per evitarne la dispersione – da parte del pubblico ministero. Il ragazzo fu quindi subito sentito come testimone. Alla conferma delle dichiarazioni, nel gennaio scorso c’è stata l’udienza preliminare chiusasi con il rinvio a giudizio del prete e, nella mattinata di ieri, l’udienza dibattimentale davanti alla prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Stefano Sernia.

    “Noi, come parte civile – ha spiegato l’avvocato del giovane marocchino Salvatore Centonze – abbiamo chiesto di essere autorizzati a citare in giudizio, come responsabile civile, la Curia di Nardò. Questo ragionamento si basa su una norma del Codice, la 2049, che stabilisce che “i padroni e i committenti sono solidalmente responsabili per gli atti illeciti commessi dai propri preposti”. Pensiamo, in buona sostanza, che fra la Curia e il parroco ci siano indici rivelatori di un vero e proprio rapporto di lavoro”. L’organizzazione delle parrocchie, il potere di nominare i prelati, il potere di decidere le retribuzioni, l’esercizio di un potere disciplinare: tutti questi elementi, che relazionano l’uomo di chiesa alla sua Curia, sono stati qualificati dal Tribunale come “rapporto di committenza”. “Dopo una camera di consiglio di oltre 40 minuti – ha aggiunto l’avvocato Centonze – il collegio ha ritenuto sussistente questo rapporto e ha messo in condizione la Curia, con un provvedimento di grande civiltà giuridica, di costituirsi nel processo per difendersi attivamente. Ora bisognerà vedere se ci sono effettive responsabilità in merito ai fatti esaminati nel processo penale in corso”. Proprio questo l’elemento di grandissima novità: è, infatti, la prima volta che si configura questo tipo di vincolo di subordinazione tra parroco e Curia. Quest’ultima sarà chiamata a rispondere in maniera solidale con l’imputato; proprio come avrebbe dovuto fare una scuola con un suo docente o un ospedale con un suo medico.

    Andrea GABELLONE

  • Presunti abusi nella parrocchia, la Curia citata in giudizio dalla vittima

    Presunti abusi nella parrocchia, la Curia citata in giudizio dalla vittima

    Si è aperto con un colpo di scena il processo a don Quintino De Lorenzis, ex parroco della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò, accusato di violenza sessuale. La Curia di Nardò è stata citata come responsabile civile
    di Andrea Morrone 28/03/2012

    LECCE – Si è aperto con un colpo di scena il processo a don Quintino De Lorenzis, 35enne originario di Casarano, ex parroco della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò, accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzo marocchino di 28 anni. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, infatti, hanno accolto la richiesta del legale della presunta vittima, l’avvocato Salvatore Centonze, di citare come responsabile civile la Curia di Nardò. E’ la prima volta che la Curia, attraverso il suo massimo rappresentante, il vescovo Domenico Caliandro, viene citata in giudizio. Il 28enne, che si è costituito parte civile nel processo, ha chiesto un risarcimento di 20mila euro. Secondo la difesa al Curia sarebbe responsabile in virtù del rapporto lavorativo con il sacerdote, e quindi dei danni arrecati dal parroco nell’esercizio delle sue funzioni. Anche perché, come nel caso in questione, gli illeciti sarebbero stati commessi all’interno della parrocchia.

    La presunta vittima ha denunciato di aver subito gli abusi nella sacrestia. Lì dove il 28enne si sarebbe recato per chiedere aiuto, vista la situazione di grave indigenza nella quale verteva, una volta arrivato, da clandestino, nel Salento. E proprio quel parroco nel quale avrebbe visto il suo aiuto, si sarebbe invece trasformato nel suo aguzzino. E’ questo che il ragazzo di nazionalità marocchina ha riferito agli inquirenti, quando ha denunciato gli abusi sessuali ai suoi danni da parte del parroco 35enne. I fatti contestati sarebbero avvenuti lo scorso 15 ottobre. In particolare il ragazzo di origini marocchine sarebbe stato avvicinato dal sacerdote mentre era intento a vestirsi e avrebbe subito diversi e sempre più vigorosi tentativi di approccio sessuale. Nella denuncia la presunta vittima avrebbe fatto riferimento a fatti e luoghi ben circostanziati: il sacerdote gli avrebbe toccato in più occasioni i genitali. Una condotta che avrebbe determinato “a carico della vittima l’insorgere di una patologia psichica consistente in un profondo stato di insicurezza, difficoltà nella vita di relazione e sessuale, ansia e depressione, tanto da far ricorso a terapie farmacologiche”.

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    Il parroco, che è stato sospeso dalla Curia e rimosso dal suo incarico, è stato rinviato a giudizio al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta a gennaio dinanzi al gup del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 6 giugno.

    http://nardo.lecceprima.it/abusi-nella-parrocchia-la-curia-citata-a-giudizio.html

  • Abusi su 16enne, indagato parroco

    Abusi su 16enne, indagato parroco

    (13 gennaio 2012) LECCE- Si torna a parlare di violenze sessuali e di preti. Dopo che il sacerdote di Nardò, don Quintino De Lorenzis, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un immigrato marocchino, è stata avviata una nuova indagine nei confronti di un altro giovane parroco, appartenente alla Diocesi di Lecce e che svolge la sua missione presso un paese che ricade nella Vicaria di Vernole.

    Ad accusarlo un giovane di 18 anni. Quest’ultimo, è stato ascoltato ieri in Procura per circa due ore dal magistrato a da un ufficiale della sezione di polizia giudiziaria.

    Stando a quanto pervenuto, avrebbe fatto riferimento a due episodi avvenuti circa due anni fa, quindi quando era ancora16enne,  durante i quali il parroco lo avrebbe palpeggiato contro la sua volontà. Inoltre, in un’occasione, si sarebbe divincolato per evitare che ci fosse dell’altro.

    Al momento sono state avviate le indagini, ma mancano ancora diversi elementi. Sulla vicenda viene mantenuto il massimo riservo

  • Lecce. Anonimo parroco indagato per abusi su 16enne, Diocesi di Lecce, vicaria di Vernole

    Lecce. Anonimo parroco indagato per abusi su 16enne, Diocesi di Lecce, vicaria di Vernole

     

    (13 gennaio 2012) LECCE- Si torna a parlare di violenze sessuali e di preti. Dopo che il sacerdote di Nardò, don Quintino De Lorenzis, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di un immigrato marocchino, è stata avviata una nuova indagine nei confronti di un altro giovane parroco, appartenente alla Diocesi di Lecce e che svolge la sua missione presso un paese che ricade nella Vicaria di Vernole.
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    Ad accusarlo un giovane di 18 anni. Quest’ultimo, è stato ascoltato ieri in Procura per circa due ore dal magistrato a da un ufficiale della sezione di polizia giudiziaria.

    Stando a quanto pervenuto, avrebbe fatto riferimento a due episodi avvenuti circa due anni fa, quindi quando era ancora16enne, durante i quali il parroco lo avrebbe palpeggiato contro la sua volontà. Inoltre, in un’occasione, si sarebbe divincolato per evitare che ci fosse dell’altro.

    Al momento sono state avviate le indagini, ma mancano ancora diversi elementi. Sulla vicenda viene mantenuto il massimo riservo.

  • Il vescovo è profondamente addolorato per il prete…. mica per la (presunta) vittima

    Il vescovo è profondamente addolorato per il prete…. mica per la (presunta) vittima

    Il vescovo è profondamente addolorato per il prete…. mica per la (presunta) vittima

    www.agi.it/bari/notizie/20120111152…iato_a_giudizio

    VIOLENZA SESSUALE: SACERDOTE LECCESE RINVIATO A GIUDIZIO

    15:28 11 GEN 2012

    (AGI) – Lecce, 11 gen.- Un sacerdote di Nardo’ (Le) e’ stato rinviato a giudizio a Lecce con l’accusa di violenza sessuale in danno di un adulto. Il vescovo di Nardo’-Gallipoli, mons. Domenico Caliandro, esprime sconcerto e profondo dolore per la notizia di rinvio a giudizio del prelato, accusato di violenza sessuale nei confronti di un uomo adulto in un singolo episodio. La vicenda, che tanto clamore ha destato negli organi di stampa, rappresenta una grave prova per il parroco, “colpito e offeso nella sua dignita’ personale e onorabilita’ sacerdotale dalle accuse, cosi’ infamanti e ancora tutte da provare”. “Comprendendo lo stato d’animo del sacerdote e il suo bisogno di maggiore serenita’ per affrontare questo delicato momento e il processo a cui sara’ sottoposto”, il vescovo ha accolto la domanda di dimissione dall’incarico di parroco che ha presentato lo stesso sacerdote e provvedera’ entro breve termine a nominare un amministratore parrocchiale. Al sacerdote e alla comunita’ parrocchiale di Nardo’, anch’essa dolorosamente provata e fortemente unita nella solidarieta’ al proprio parroco, mons. Caliandro esprime sentimenti di vicinanza nella preghiera. Allo stesso tempo la Chiesa di Nardo’-Gallipoli manifesta piena fiducia nell’operato della Magistratura e auspica che la vicenda giudiziaria possa concludersi nel piu’ breve tempo possibile, dimostrando la totale estraneita’ ai fatti e tutelando l’onorabilita’ del sacerdote chiamato in giudizio.

    http://nardo.lecceprima.it/parroco-violenza-naro.html

    Travolto dall’inchiesta per violenza sessuale, il parroco rimette il suo incarico
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    Travolto dall’inchiesta per molestia sessuale, il parroco rimette il suo incarico
    Don Quintino De Lorenzis, 34enne, originario di Alliste, lascia la chiesa di San Gerardo Maiella. Il vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli, monsignor Domenico Caliandro, ha accettato la decisione. “Confidiamo nella magistratura”
    di Redazione 11/01/2012

    LuogoNardò

    NARDO’ – Don Quintino De Lorenzis, 34enne, originario di Alliste, ha lasciato il suo incarico di parroco della chiesa di San Gerardo Maiella di Nardò. Il vescovo della diocesi Nardò-Gallipoli, monsignor Domenico Caliandro, ha accettato la decisione, che giunge a seguito della notizia del suo rinvio a giudizio, per accuse particolarmente pesanti, di violenza sessuale nei confronti di un marocchino 24enne. “Sconcerto e profondo dolore per la notizia del rinvio a giudizio”, sono le sensazioni provate ed espresse pubblicamente dal vescovo, in una nota.

    “La vicenda che tanto clamore ha destato negli organi di stampa – afferma – rappresenta una grave prova per il parroco, colpito e offeso nella sua dignità personale e onorabilità sacerdotale dalle accuse, così infamanti e ancora tutte da provare”. C’è quindi solidarietà, da parte della comunità parrocchiale, e fiducia nell’operato della magistratura, affinché si chiariscano i contorni della vicenda. L’auspicio di monsignor Caliandro è che “la vicenda giudiziaria possa concludersi nel più breve tempo possibile, dimostrando la totale estraneità ai fatti e tutelando l’onorabilità del sacerdote chiamato in giudizio”.

    “Alla Curia Vescovile, infatti – conclude la nota – non è mai pervenuta alcuna segnalazione o denuncia da parte di fedeli circa eventuali comportamenti disdicevoli o immorali di don Quintino. Al contrario, si ricorda che il suddetto sacerdote è stato sempre conosciuto come presbitero esemplare, generoso nell’impegno pastorale e vicino ai bisognosi”.
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  • Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    Don Quintino de Lorenzis rinviato a giudizio.

    In prima pagina su “Il quotidiano di Puglia” edizione di Lecce, del 11/01/2012


    www.iltaccoditalia.info/sito/index-a.asp?id=19432

    11 gennaio 2012
    Abusi su un giovane. Don Quintino a processo
    Il tribunale di Lecce

    Lecce. Avrebbe abusato di un giovane marocchino, che si sarebbe rivolto a lui in cerca di aiuto per la sua condizione di povertà

    LECCE – Gli abusi si sarebbero consumati in parrocchia. Lì dove il giovane marocchino si sarebbe recato per chiedere aiuto, vista la situazione di grave indigenza nella quale verteva, una volta arrivato, da clandestino, nel Salento. E proprio quel parroco nel quale avrebbe visto il suo aiuto, si sarebbe invece trasformato nel suo aguzzino. E’ questo che il 26enne di nazionalità marocchina ha riferito agli inquirenti, quando ha denunciato gli abusi sessuali ai suoi danni da parte del parroco, don Quintino De Lorenzis, 35enne originario di Alliste e da più di un anno alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò.

    Il processo nei confronti del sacerdote si aprirà il prossimo 28 marzo. Il rinvio al giudizio è arrivato al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta ieri dinanzi al gup del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia.

    http://www.lecceprima.it/cronaca/abusi-su-…a-processo.html

    Abusi su un extracomunitario? Il giovane parroco finisce a processo
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    Abusi su un extracomunitario? Il giovane parroco finisce a processo
    Si aprirà il prossimo 28 marzo il processo a don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Alliste, accusato di molestie nei confronti di un giovane marocchino. I presunti abusi consumati proprio nella parrocchia
    di A.M. 10/01/2012

    LuogoNardò

    Aggiornamenti via mail

    LECCE – Si aprirà il prossimo 28 marzo il processo a don Quintino De Lorenzis, il sacerdote di 35 anni originario di Alliste, accusato di molestie nei confronti di un giovane marocchino. Il rinvio al giudizio del sacerdote è arrivato al termine dell’udienza preliminare si è tenuta questa mattina dinanzi al gup del Tribunale di Lecce Nicola Lariccia. Il parroco, da oltre un anno e mezzo è alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò.
    I fatti, secondo quanto si è appreso, risalirebbero allo scorso 15 ottobre. La presunta vittima, un ragazzo di 26 anni di nazionalità marocchina, avrebbe sporto prima una denuncia contro ignoti, e poi avrebbe indicato proprio nel sacerdote, già padre spirituale del Seminario diocesano, il presunto autore delle violenze. Accuse che avrebbero trovato riscontro nelle indagini condotte dai carabinieri della locale stazione, chiamati a far luce su una vicenda che ha suscitato scalpore.
    Secondo il racconto del giovane extracomunitario, i presunti abusi sarebbero stati consumati proprio all’interno della parrocchia. Il ventiseienne sarebbe stato avvicinato dal sacerdote mentre era intento a vestirsi e avrebbe subito diversi e sempre più vigorosi tentativi di approccio sessuale. Nella denuncia la presunta vittima avrebbe fatto riferimento a fatti e luoghi ben circostanziati.
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  • Abusi sessuali, archiviata la posizione di don Stefano

    Abusi sessuali, archiviata la posizione di don Stefano

    Le quattro presunte vittime non avrebbero formulato le querele nei tempi previsti dalla legge. Negli interrogatori, il prete di Ugento avrebbe confermato i rapporti: “Ma loro erano consenzienti”

    Don Stefano Rocca.
    LECCE – Si è conclusa con un’archiviazione l’inchiesta sulle presunte molestie sessuali compiute da don Stefano Rocca, parroco di Ugento, iscritto nel registro degli indagati della Procura di Lecce con ‘’accusa di violenza sessuale. Il gip Annalisa De Benedictis ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore titolare del procedimento, Stefania Mininni, poiché le presunte vittime, quattro in tutto, pur avendo raccontato le molestie subite, per cui sarebbero stati raccolti riscontri investigativi, non avrebbero formulato le querele nei tempi previsti dalla legge.

    Si tratta di un’inchiesta nata da uno stralcio dell’indagine sull’omicidio di Pepino Basile, il consigliere dell’Idv assassinato ad Ugento la notte tra il 14 e il 15 giugno del 2008. Tra le centinaia di verbali di persone informate sui fatti raccolte dagli inquirenti, sarebbero emerse le accuse rivolte al parroco da quattro ragazzi. Racconti scottanti e dettagliati, a cui poi si sarebbero aggiunte alcune lettere recapitate direttamente negli uffici giudiziari del capoluogo salentino, raccolti in un fascicolo affidato al sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Stefania Mininni.

    Gli abusi, secondo i racconti delle presunte vittime, sarebbero stati commessi all’interno della parrocchia, dove il prelato avrebbe attirato con una scusa i giovani fedeli. Nel lungo interrogatorio sostenuto dinanzi al pubblico ministero, don Stefano avrebbe ammesso di aver avuto rapporti sessuali fugaci e non completi con le persone che l’hanno accusato, spiegando però che queste sarebbero state consenzienti. Nell’ottobre scorso il prete ha lasciato la parrocchia di Ugento per trascorrere un periodo di preghiera in Umbria.
    (giovedì 29 settembre 2011)

    www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=30237

  • «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    «Sesso con l’immigrato» Nardò, parroco a giudizio

    LECCE – La Procura ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del parroco di Nardò accusato di violenza sessuale per aver palpeggiato un marocchino. Il sostituto procuratore Stefania Mininni ritiene di aver acquisito elementi sufficienti a carico di don Quintino De Lorenzis, 34enne, di Alliste, che dal primo luglio del 2010 è alla guida della parrocchia di San Gerardo Majella di Nardò. La richiesta di rinvio a giudizio non è una condanna anticipata. E, adesso, sarà il gup che dovrà verificare se sussistano a carico dell’imputato elementi idonei a sostenere un’accusa in giudizio.

    Il marocchino sostiene di essere stato molestato dal parroco al quale si era rivolto per chiedere cibo e vestiario. L’episodio, secondo quanto raccontato dal marocchino, risale al 14 ottobre scorso.

    Tutti i particolari sull’edizione di Quotidiano Lecce oggi in edicola

    Martedì 06 Settembre 2011 – 23:50 Ultimo aggiornamento: Mercoledì 07 Settembre – 10:50

    www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=162162&sez=LECCE