Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Michele Barone

  • DON BARONE ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI/ “Sono decine le vittime del prete”

    DON BARONE ACCUSATO DI ABUSI SESSUALI/ “Sono decine le vittime del prete”

    Davide Giancristofaro Alberti

    Don Barone accusato di abusi sessuali: in studio a Storie Italiane, su Rai Uno, il legale di una delle vittime del prete

    In studio a Storie Italiane vi è l’avvocato Luigi Ferrandino, uno dei legali delle presunti vittime degli abusi sessuali di Don Barone. “Da quello che è emerso – le sue parole – queste pratiche sono andate avanti per due anni. Molte persone si erano accorte e si erano allontanate, mentre altre si avvicinavano perchè avevano paura e il terrore di don Barone. A un certo punto c’è stata una ragazza che ha denunciato i fatti, sono intervenuti i media e poi è partito il processo. Le vittime sono tre, ma il processo riguarda decine di vittime – ha proseguito il legale, che aggiunge come siano diversi gli elementi a disposizione degli inquirenti, a conferma della tesi della violenza e degli abusi sessuali – ci sono filmati, intercettazioni ambientali e telefoniche: quando si è capito che il signore faceva queste pratiche, la procura ha nascosto cimici e di conseguenza hanno raccolto elementi molto importanti”. La sentenza in primo grado arriverà il prossimo 31 gennaio. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

    DON BARONE: PROCESSO VERSO LA CONCLUSIONE

    Si sta per concludere il processo nei confronti di don Michele Barone, l’ex parroco del Tempio di Casapesenna, in quel di Caserta, che si trova in carcere da ormai due anni con l’accusa di presunti abusi sessuali. Negli scorsi giorni, come ricorda il quotidiano Il Mattino, si sono tenute le arringhe dei legali delle parti civili, in cui sono state raccontate le storie di alcune delle presunte vittime, specificando che le stesse hanno avuto paura ad uscire dal gruppo di preghiera con il parroco di cui sopra, per paura di ricevere delle punizioni divine. In poche parole, come hanno fatto sapere gli avvocati in aula, “Molti lo considerando ancora un santo”. Il pubblico ministero ha chiesto ben 22 anni di reclusione, e sono state effettuate richieste pesanti anche per i genitori della bambina vittima di abusi, che ora rischiano 8 anni e 3 mesi (il padre) e 7 anni la mamma. Chiesti infine cinque anni per Luigi Schettino, dirigente del commissariato di Maddaloni, accusato di aver fatto pressioni affinchè venisse ritirata la denuncia contro don Barone.

    DON BARONE FERMATO A FEBBRAIO 2018

    Don Barone venne fermato nel febbraio del 2018 presso l’aeroporto Capodichino di Napoli, di ritorno da un viaggio da Cracovia assieme ai genitori della minorenne presunta abusata. Il sacerdote, stando a quanto sostenuto dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, avrebbe ingenerato nelle proprie vittime la convinzione di essere possedute dal demonio, sottoponendo le proprie vittime a trattamenti ritenuti disumani e lesivi della loro dignità, come percosse, ingiurie, minacce e atti sessuali. Oggi in studio a Storie Italiane vi sarà una presunta vittima del parroco del casertano, che racconterà la sua storia rispondendo alle domande della padrona di casa del programma di Rai Uno, Eleonora Daniele.

    https://www.ilsussidiario.net/news/don-barone-accusato-di-abusi-sessuali-processo-verso-la-fine-chiesti-22-anni/1976080/

  • «Don Barone soggiogava le vittime che lo consideravano un santo»

    «Don Barone soggiogava le vittime che lo consideravano un santo»

    di ​Mary Liguori

    Hanno chiesto, associandosi alla Procura, la condanna di don Michele Barone, del poliziotto Luigi Schettino e dei genitori della vittima minorenne le parti civili costituite al processo per gli abusi spacciati per esorcismi al tempio di Casapesenna.

    È ai titoli di coda il processo all’ex sacerdote (la Santa Sede lo ha ridotto allo stato laico) che si sta dibattendo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. I legali che rappresentano le parti offese sono gli avvocati Rossella Calabritto, Claudia Sorrenti, il curatore degli interessi della minorenne, Rosario Cristiano, e l’avvocato Daniele Ferrandino che ha recente sostituito uno degli avvocati che rappresentava una delle ragazze che hanno accusato il prete di violenza sessuale.

    L’avvocato Calabritto si è soffermato sull’aspetto «fede» e sul ruolo che essa ha giocato sulle vittime, molte delle quali hanno affermato di non aver avuto il coraggio di abbandonare il gruppo di preghiera di Barone perché temevano «punizioni celesti». È stata, nel tempo, questa la vera forza di Barone: l’assoluta fiducia che i suoi adepti nutrono nei suoi confronti. Molti di loro, ancora oggi, lo considerano un santo e il processo non ha scalfito le loro convinzioni. Non c’è stata un’udienza, d’altro canto, in cui è stato lasciato solo. L’ex prete rischia 22 anni di carcere.

    https://www.ilmattino.it/caserta/don_michele_barone_santo_processo_caserta_ultime_notizie_oggi-4990026.html

  • Esorcismi e violenza sessuale, per don Michele Barone chiesti 22 anni di carcere

    Esorcismi e violenza sessuale, per don Michele Barone chiesti 22 anni di carcere

    Ventidue anni di reclusione, per maltrattamenti nei confronti di una ragazzina di 13 anni di Maddaloni durante gli esorcismi e per violenza sessuale nei confronti di altre due fedeli. È la richiesta avanzata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per Michele Barone, l’ex prete del Tempio di Casapesenna (Caserta), durante il processo che vede alla sbarra anche il dirigente del commissariato di Maddaloni e i genitori della ragazza vittima di soprusi.

    Dopo la prima parte della requisitoria, pronunciata durante la scorsa udienza dal pm Alessandro Di Vico, questa mattina, 27 dicembre, il pubblico ministero Daniela Pannone ha chiesto anche 5 anni di carcere per Luigi Schettino, dirigente del commissariato di Maddaloni (difeso da Carlo De Stavola), 8 anni e 3 mesi per il padre della ragazza e 7 anni per la madre. Si tornerà in aula a gennaio, coi difensori degli imputati. La sentenza è prevista per fine gennaio.

    Arrestato don Michele Barone

    Il prete (che non è più tale dal maggio 2019, su decisione di Papa Francesco) era stato arrestato nel febbraio 2018. Secondo la ricostruzione della Procura, “ingenerando nelle giovani donne la convinzione di essere possedute dal demonio, ha carpito la loro buona fede e le ha sottoposte a trattamenti disumani e profondamente lesivi della loro integrità fisiopsichica, nonché della loro dignità”. Nei “riti di liberazione” avrebbe percosso numerose giovani e le avrebbe costrette a subire atti sessuali, palpeggiandole, spogliandole e facendole dormire, nude, insieme a lui e alla sua amante.

    Erano arrivate anche le misure cautelari per i genitori della ragazza e per il dirigente del commissariato. Le indagini erano partite dopo un servizio mandato in onda dalla trasmissione televisiva Le Iene il 14 febbraio, in cui la sorella della 13enne denunciava di avere subìto gli stessi abusi e che la famiglia aveva abbandonato completamente la ragazzina nelle mani del prete; la giovane si era rivolta alle forze dell’ordine presentando un esposto contro Michele Barone ma, secondo la ricostruzione, la sua famiglia e il poliziotto fecero pressioni perché lo ritirasse.

    https://napoli.fanpage.it/esorcismi-e-violenza-sessuale-per-don-michele-barone-chiesti-22-anni-di-carcere/

  • «Il prete esorcista di Caserta arrestato per violenze informatore della polizia»

    «Il prete esorcista di Caserta arrestato per violenze informatore della polizia»

    Ha assistito agli esorcismi, ne è rimasto «impressionato», ma durante quelle sedute Barone si è limitato a tenere per la nuca la «posseduta» e di violenze su quelle ragazze che, secondo il prete, avevano dei disturbi spirituali, lui, il poliziotto, non ne ha mai viste. Si limitava a pregare e a tenerle ferme, Barone. «Anzi, quando ci avete mostrato quel video in udienza, quel video in cui un uomo veniva percosso brutalmente, mi sono dovuto sedere, per lo choc. Semmai avessi assistito a violenze di quel tipo io, il prete, lo avrei preso a calci nel sedere».

    E poi, ha riferito Luigi Schettino, durante l’interrogatorio dei pm Daniela Pannone e Alessandro Di Vico, e poi rispondendo al suo avvocato, Carlo De Stavola, don Michele Barone era un informatore della squadra mobile. Che ha collaborato per lungo tempo con la polizia, o meglio con il commissario Luigi Schettino (ora imputato) sia quando era a Casal di Principe che quando fu trasferito a Caserta. Le sue «informazioni» hanno avviato anche un’indagine della Dda.

    «Barone era i miei occhi e le mie orecchie». E quando Schettino arrivò al commissariato di Maddaloni fu attraverso l’esorcista che seppe dell’esistenza di una setta satanica che avrebbe avuto responsabilità in alcuni suicidi e nella sparizione di un bambino, oltre venti anni fa. Lo ha raccontato ieri Schettino, esaminato nel corso del processo per gli abusi e gli esorcismi che, meno di due anni fa ha sconvolto la diocesi di Aversa, la stessa che in questi giorni ha dovuto registrare l’arresto del prete pedofilo, reo confesso, don Michele Mottola. È di ieri sera anche il trasferimento in carcere, dopo la condanna a dodici mesi, di due giovani processati per ricatti sessuali all’ex parroco di Succivo, don Crescenzo Abbate da Giugliano. Si tratta di Yevheniy Borysyuk, 22enne ucraino residente a Succivo, e Mario Donadio, 24 anni, di Sant’Arpino.

    Schettino ha raccontato dell’esorcismo che si tenne nel castello diroccato di Maddaloni, dove, insieme all’altro poliziotto, Vito Esposito, che per il tribunale va indagato perché presente a tutti gli episodi che a Schettino sono costati il processo, accompagnarono Barone e la ragazza che oggi lo accusa di violenza sessuale che secondo il prete era indemoniata. «La ragazza entrò come in uno stato di trance, in precedenza ci aveva detto delle sette sataniche, di cavalli squartati e cortei di persone incappucciate sulla montagna, ma quello che accadde nel castello mi lasciò molto impressionato. Disse che le ossa che furono trovate durante le ricerche del bimbo sparito da Marcianise negli anni 90 non erano di un cane ma del piccolo… di quell’esorcismo c’è un video, io e Vito Esposito assistevamo a tutto ciò e facevamo luce con i cellulari, durò circa venti minuti poi le uscì un fiotto di sangue dalla bocca. Il prete pregava, la teneva per la nuca». Di tutto ciò, Schettino e Esposito fecero rapporto al pm Di Vico.

    «Gli mostrammo il video e ci chiese se non avessimo paura, dicemmo di solito noi poliziotti usiamo giubbini antiproiettile ma in questi casi.. e mostrammo la coroncina che entrambi portavamo al collo… Il pm comunque mi sembrò stupito, perché la ragazza sapeva cose che erano nel fascicolo che lui stesso aveva riaperto qualche anno prima sulla scomparsa del bambino. A ogni modo, ci disse che per riaprire l’indagine dovevamo indagare sulla setta satanica e mi disse di fare una relazione su quanto accaduto nel castello e di allegare il video. Io gli chiesi: «Ma dottore, devo scrivere «il diavolo ha detto che…» e lui disse di sì e di sottolineare che la ragazza aveva parlato del bambino scomparso». Iniziò tutto così, quindi, racconta Schettino, finito sotto processo con l’accusa di non aver fermato i maltrattamenti e di aver cercato di indurre la sorella della vittima a ritirare la denuncia contro il prete e contro i genitori.

    Schettino ha anche cercato di motivare certe scelte che sembrano, obiettivamente, assurde. E per questo ha prodotto delle prove. Tra queste un audio in cui si sente la voce della bambina durante una fase di trance, ovvero, per dirla con Barone, «mentre era posseduta dal diavolo». E il «demonio» annuncia: «Prete, ti farò cacciare dalla Chiesa. E tu, poliziotto, pure me la pagherai». Un audio molto suggestivo che sembra anticipare quanto è poi accaduto. Ma che soprattutto inquadra l’atmosfera surreale che nell’ottobre del 2017 avvolgeva tutti i protagonisti di questa storia. Un clima tale che il poliziotto avrebbe cercato di indurre la sorella della vittima a ritirare l’esposto contro il prete e contro i genitori. Schettino ha respinto anche questa accusa. Il processo è agli sgocciolo. La settimana prossima sul bamco salirà don Michele Barone.

  • Casapesenna, i consulenti tentano di smontare le accuse a Don Barone: ‘La ragazza è inattendibile’

    Casapesenna, i consulenti tentano di smontare le accuse a Don Barone: ‘La ragazza è inattendibile’

    La ragazzina di 14 anni vittima degli abusi da parte di Michele Barone, l’ex prete del Tempio di Casapesenna, sarebbe “inattendibile”. Questa la conclusione a cui sono arrivati i consulenti dei genitori della giovane e dell’ex sacerdote, Eduardo Giordano ed Antonino Iaccarino.

    Per i due psichiatri la ragazza sarebbe stata “isterica”, o meglio affetta da “disturbo di conversione” ed “amnesia dissociativa”. Patologie che avrebbero avuto conseguenze sulle sue attività fisiologiche, “guarite” per un effetto emozionale. Insomma la suggestione le avrebbe fatto scomparire i sintomi.

    I due professionisti hanno provato così a smontare le tesi dello psichiatra nominato dalla Procura, Raffaele Sperandeo, che aveva parlato di amnesie provocate dai traumi subiti per gli esorcismi violenti. Per Iaccarino, invece, i traumi sarebbero sopravvenuti in un secondo momento, dopo che la ragazza avrebbe concluso il suo percorso con Barone.

    Il processo riprenderà all’inizio di novembre quando dovranno sottoporsi all’esame i genitori della 14enne ed il dirigente del commissariato di Maddaloni, Luigi Schettino. Nell’udienza successiva, invece, si sarà l’atteso esame di Barone.Secondo l’accusa l’ex sacerdote avrebbe provocato lesioni all’orecchio della ragazza durante pratiche esorcistiche medievali. Barone risponde anche di violenza sessuale nei confronti di altre due fedeli.

    Casapesenna, i consulenti tentano di smontare le accuse a Don Barone: ‘La ragazza è inattendibile’

  • Il prete-esorcista resta in carcere, la Cassazione ‘gela’ don Michele Barone

    Il prete-esorcista resta in carcere, la Cassazione ‘gela’ don Michele Barone

    E’ stata confermata dalla Cassazione la detenzione in carcere per Michele Barone, l’ex sacerdote di Casapesenna (Caserta) espulso dalla Chiesa con decreto firmato da papa Francesco e ridotto, lo scorso maggio, allo stato laicale dopo le denunce per abusi sessuali e maltrattamenti durante gli esorcismi. A suo carico è in corso il processo a porte chiuse davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

    Con un verdetto depositato oggi, i supremi giudici – sentenza 39972 – hanno respinto il ricorso della difesa di Barone contro la misura cautelare degli arresti in cella. L’ex prete, che è in prigione da più di un anno e mezzo, è stato arrestato nel febbraio 2018. E’ accusato di violenza sessuale e lesioni commesse ai danni di tre donne, tra cui una ragazzina di 15 anni, che avrebbero subito gli abusi durante riti di liberazione dal ‘male’. Barone venne fermato dalla Polizia all’Aeroporto di Napoli Capodichino, insieme ai genitori della minorenne, di ritorno da un viaggio a Cracovia nel febbraio 2018.

    Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, il sacerdote avrebbe ingenerato nelle vittime la convinzione di essere possedute dal demonio, e le avrebbe sottoposto a trattamenti disumani e lesivi della loro dignità dopo essersi approfittato della loro fiducia. Nel corso dei quotidiani riti di ‘liberazione e purificazione dell’anima’, le vittime – secondo gli inquirenti – sarebbero state violentemente percosse, ingiuriate, minacciate e costrette a subire atti sessuali e pratiche degradanti.

    Il prete-esorcista resta in carcere, la Cassazione ‘gela’ don Michele Barone

  • Casapesenna – Processo al parroco Don Michele Barone, ascoltato il Poliziotto Esposito

    Casapesenna – Processo al parroco Don Michele Barone, ascoltato il Poliziotto Esposito

    Casapesenna – Udienza a porte chiuse ieri mattina per il processo all’ex sacerdote di Casapesenna, Don Michele Barone, accusato di violenze sessuali e violenza ai danni di una minorenne di Maddaloni. Davanti ai giudici è comparso Vito Esposito, poliziotto in servizio presso il commissariato di Maddaloni all’epoca dello scoppio del caso, su cui posero attenzione Le Iene. Esposito ha testimoniato su richiesta dell’avvocato Carlo de Stavola, difensore dell’ex dirigente del commissariato, Luigi Schettino. Secondo le ipotesi del legale, Esposito avrebbe gestito la denuncia della sorella della vittima, tentando perfino di farle ritirare la denuncia stessa. L’interrogatorio del poliziotto, si è concentrato sulla relazione da lui scritta la sera del 19 febbraio, appena dopo il servizio delle Iene, e sui messaggi telefonici scambiati tra l’allora commissario Schettino ed Esposito, la sera stessa della trasmissione. Quest’ultimo ha ribadito il suo ruolo marginale nella gestione della denuncia in considerazione del fatto che la vicenda era stata seguita dallo stesso Schettino in quanto suo superiore. L’udienza è stata poi rimandata ad altra data, per ascoltare altri testimoni.

    Casapesenna – Processo al parroco Don Michele Barone, ascoltato il Poliziotto Esposito

  • Don Michele Barone: depone un poliziotto indiziato sul caso dell’esorcista violento

    Don Michele Barone: depone un poliziotto indiziato sul caso dell’esorcista violento

    Sul caso di Don Michele Barone, il prete esorcista che usava violenza durante i riti è stato chiamato a deporre un poliziotto indiziato

    A suo tempo omise di denunciare i fatti per i quali è finito sotto processo Don Michele Barone, il prete esorcista casertano che durante un rito contro satana avrebbe picchiato una ragazzina consegnatagli letteralmente dai genitori che avevano interrotto le sue cure mediche optando per la attenzioni del sacerdote-santone, indicate dalla Procura come violente.

    Le violenze di Don Michele Barone

    In quelle stesse circostanze il sacerdote era finito in fascicolo anche per presunte violenze sessuali in danno di altre adepte della sua “setta”. In aula dovrà quindi deporre anche un dirigente della Polizia di Stato, che è stato invitato dal giudice Francica a deporre in aula accompagnato da un legale. La circostanza si è resa necessaria dopo l’escussione di un altro poliziotto, un sovrintendente che raccolse la denuncia della sorella della vittima. In quel verbale la donna mise per iscritto che sua sorella era stata brutalmente picchiata nel corso di quell’esorcismo “muscolare”, ricevendo danni seri all’orecchio. Agli atti anche “lo stato di soggezione della sorella e dei suoi genitori nei confronti del sacerdote. Erano soggiogati al punto da interrompere le cure mediche per affidarsi esclusivamente alle pratiche di liberazione dal demonio esercitate dal prete” (fonte Caserta News).

    Deporrà un poliziotto indiziato

    Doveva poi toccare al poliziotto indagato, ma un rilievo di uno dei legali ha sollevato un caso giuridico sulla scorta di una sentenza della Cassazione a Sezioni riunite, quella sul “Caso Mills”. In buona sostanza il poliziotto non era un testimone “puro” perché al contempo attenzionato per il medesimo reato su cui doveva deporre. In procedura infatti, da un lato il teste ha l’obbligo di dire la verità alle parti, mentre paradossalmente un coinvolto no. Insomma, malgrado le opposizioni dell’accusa, il giudice ha disposto che l’uomo risponda si alle domande in aula, ma in presenza di un legale di fiducia. Questo accadrà a settembre.

  • Casapesenna – Don Michele Barone, la 14enne di Maddaloni racconta ai giudici le violenze che ha subito

    Casapesenna – Don Michele Barone, la 14enne di Maddaloni racconta ai giudici le violenze che ha subito

    Casapesenna – Questa mattina la 14enne di Maddaloni, vittima di violenze da parte di Don Michele Barone, è stata ascoltata in tribunale. La ragazzina, assistita da una psicologa, ha dichiarato davanti ai giudici che i suoi genitori si fidavano ciecamente del Parroco e che credevano a tutto ciò che lui diceva, compreso il fatto che fosse indemoniata. “Dicevano che ero impossessata” ha dichiarato la ragazzina e proprio per questo motivo, i genitori l’hanno affidata alle cure dell’ex sacerdote del tempio di Casapesenna. La 14enne ha raccontato tutti gli abusi e le violenze che è stata costretta a subire e ha dichiarato: “Non volevo andarci, mi costringevano. Avevo i capelli ricci e rossi, erano belli.” (prima che Don Michele decise di tagliarglieli). Ha in seguito, raccontato di essere stata costretta a bere “acqua schifosa” in cui il prete sputava la sua “saliva benedetta”. Don Michele inoltre, decideva anche cosa e quanto la piccola dovesse mangiare: era l’Arcangelo Michele che gli suggeriva la dieta. Un atro dettaglio della vicenda, raccontato già altre volte dalla 14enne è il fatto che spesso dormiva con il prete e che lei si svegliava con le parti intime gonfie. Infine ha dichiarato di aver visto il sevizio del programma “Le Iene” in cui Don Michele veniva accusato e, che lo stesso Don Michele, le aveva chiesto aiuto per smentire quelle accuse.

    Casapesenna – Don Michele Barone, la 14enne di Maddaloni racconta ai giudici le violenze che ha subito

  • Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

    “Invitiamo il reverendo sacerdote Carmine Zaccariello a vivere la vita che il signore gli vorrà ancora donare impegnato in un cammino di revisione, di conversione e di riparazione dei danni causati nelle persone di coloro che sono stati segnati ed hanno ricevuto un’immagine distorta della Chiesa nostra madre”. Con queste parole l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, rivolgeva il suo appello a don Carmine Zaccariello, parroco di Ameglio (frazione di Marzano Appio, in provincia di Caserta). Era il 18 luglio 2013 e, al termine di un processo ecclesiastico, il sacerdote veniva allontanato e obbligato a seguire un percorso terapeutico per aver avuto rapporti sessuali con adulti e persino con un minorenne.

    L’epilogo della vicenda che riguarda questo prete pedofilo è arrivato nel gennaio scorso quando don Carmine è stato definitivamente dimesso dalla Chiesa per volere di Papa Francesco che ha firmato il decreto di espulsione. “Il sacerdote Carmine Zaccariello incardinato nella nostra diocesi di Teano-Calvi è stato dimesso dallo stato clericale. Al tempo stesso, gli è stata concessa la dispensa dal sacro celibato e da tutti gli oneri connessi alla sacra Ordinazione con decisione suprema e irrevocabile e a nessun ricorso subordinata”. Recitava così il provvedimento del vescovo Cirulli della diocesi di Teano-Calvi, pubblicato lo scorso 14 gennaio, senza tuttavia specificarne il motivo dell’espulsione di Zaccariello.

    Il sacerdote originario di Frignano, alcuni anni fa, era già finito al centro di uno scandalo di prostituzione e sesso con minori dopo un’inchiesta di Pino Grazioli, dell’emittente campana Paradise Tv. Inoltre, a don Carmine, oggi 62enne, è dedicato anche un ampio capitolo del libro di Francesco Mangiacapra ‘Il numero uno. Confessioni di un marchettaro’. Mangiacapra, noto come “l’escort dei preti”, ha rivelato a LaRampa.it come tra i suoi clienti ci fosse proprio il sacerdote casertano. Gli incontri avvenivano sia nell’appartamento di Frignano sia nell’Oasi di Santa Maria degli Angeli gestita all’epoca da Zaccariello. “La prima volta che ci incontrammo mi fece andare a casa sua, un appartamento in un condominio familiare – scrive Mangiacapra – non mi disse che era un prete, ma riconobbi sulla sua automobile il logo di quella che poi appresi essere la comunità da lui stesso fondata con il presunto scopo di reinvestire i soldi derivanti dal suo supposto patrimonio familiare”. La comunità di cui parla Mangiacapra altro non sarebbe che l’Oasi di Santa Maria degli Angeli, un presidio socio-assistenziale per persone in difficoltà sorto nel 1998 sulle colline a Ameglio di Marzano Appio. “Amava vantarsi delle sue grandi opere di bene – prosegue Mangiacapra nel suo libro – e solo dopo molte chiacchiere arrivava finalmente a dire timidamente: ʻCi riposiamo? Sotto le lenzuola’. L’espressione non è figurativa, perché realmente voleva che ci coprissimo durante l’atto, forse per non far osservare tutto ai santi e alle Madonne presenti nella sua camera da letto”.

    La decisione del Pontefice di cacciare Zaccariello dalla Chiesa con un provvedimento irrevocabile, ha preceduto un’altra espulsione: quella dell’esorcista don Michele Barone, accusato di violenze sessuali ai danni di una ragazzina di 13 anni. Il 6 maggio, infatti, la diocesi di Aversa ha reso noto che Papa Francesco ha decretato la dimissione dallo stato clericale di don Michele Barone. E ad inizio giugno entreranno in vigore le nuove norme volute dal Santo Padre per combattere gli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Nel Motu proprio papale, intitolato “Vos esist lux mundi”, letteralmente “Voi siete la luce del mondo”, frase presa dal Vangelo di Matteo, sono introdotte nuove procedure che rappresentano una rivoluzione, come l’obbligo per preti e religiosi di segnalare gli abusi alle autorità religiose. Il documento papale inoltre indica che ogni diocesi si doti di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni e affinché anche l’operato dei vescovi venga messo sotto osservazione in quanto primi responsabili di ciò che avviene nelle loro comunità.

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