Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Michele Barone

  • Casapesenna, Papa Francesco riduce allo stato laicale il prete accusato di violenza sessuale

    Casapesenna, Papa Francesco riduce allo stato laicale il prete accusato di violenza sessuale

    Don Barone, arrestato insieme ad un poliziotto e ai genitori di una ragazzina sulla quale praticava esorcismi senza alcuna autorizzazione del vescovo, è  ancora in carcere e sotto processo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

    Papa Francesco ha ridotto allo stato laicale don Michele Barone, il prete di Casapesenna, appartenente alla diocesi di Aversa e membro dell’Associazione “Piccola Casetta di Nazareth”. Don Barone, arrestato  il 23 febbraio del 2018, insieme ad un poliziotto e ai genitori di una ragazzina sulla quale praticava esorcismi senza alcuna autorizzazione del vescovo, è  ancora in carcere e sotto processo al Tribunale di Santa Maria CV  perché accusato di violenza sessuale aggravata e di maltrattamenti.

    A dare comunicazione del provvedimento nei confronti di don Michele Barone, è stata la stessa Diocesi di Aversa. “con Decreto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il Santo Padre Francesco – è scritto nella nota – con suprema e inappellabile decisione, ha decretato la dimissione dallo stato clericale del Rev. Michele Barone, di questa Diocesi di Aversa e membro dell’Associazione “Piccola Casetta di Nazareth”.

    In conseguenza del provvedimento adottato don Barone “non potrà più esercitare il ministero sacerdotale ed è dispensato dagli obblighi e dagli oneri derivanti dalla Sacra Ordinazione”.

    “La Chiesa – fa sapere l’ufficio comunicazioni della Diocesi di Aversa –  anche quando applica la legge canonica nella sua legittima severità, ha come fine la salvezza delle anime, rimane in preghiera continuando a sostenere con fraterna carità quanti sono nella sofferenza”.

    https://napoli.repubblica.it/cronaca/2019/05/06/news/casapesenna_papa_francesco_riduce_allo_stato_laicale_il_prete_che_praticava_esorcismi-225579171/
  • In aula la vittima dell’esorcista: ia 13enne finisce «sotto accusa»

    In aula la vittima dell’esorcista: ia 13enne finisce «sotto accusa»

    C’è un momento processuale e c’è un momento umano nel processo al sacerdote Michele Barone, come tutte le volte in cui si entra in un’aula di tribunale. Quei due momenti potrebbero coincidere quando sul banco dei testimoni salirà la ragazzina, oggi 15enne, al centro dello scandalo abusi ed esorcismi di Casapesenna. Il collegio ha detto sì: la vittima sarà ascoltata, ma in modalità protetta. Sarà il momento più delicato di un processo di per sé molto complesso. Con la fede al centro, ora inquisita, precedentemente usata, forse, per sottrarre una bambina con problemi psichici alle cure mediche, e sostituire i farmaci con gli esorcismi. Ieri, al tribunale di S. Maria Capua Vetere, hanno testimoniato due donne di San Marcellino, madre e figlia, che hanno ospitato la ragazzina in casa per sei mesi. La accolsero a settembre del 2017, perché l’abitazione della famiglia, a Maddaloni, fu ritenuta dal prete «infestata» dal maligno. Per sei mesi, dunque, le testi consentirono che in casa loro la ragazza venisse assistita dal prete. Hanno riferito che mai ci fu violenza, ma solo preghiere per la piccola «indemoniata». Ma è emerso anche che tra la ragazzina e la sua amica, Claudia, ieri teste al processo, ci sono stati dei contatti nel febbraio scorso. E ora gli sfoghi della vittima all’amica sono stati depositati in tribunale. E possono trasformarsi in un boomerang.

    A febbraio la vittima e Claudia si sono scritte su Instagram. La ragazzina è in casa famiglia dopo che il tribunale l’ha allontanata dai genitori. L’amica riferisce che ora «fuma spinelli», e parla di «visite ginecologiche» dovute all’inchiesta «che l’hanno segnata per sempre». «Non sono più la stessa», avrebbe scritto la vittima a Claudia che risponde: «con Barone non può esserti successo nulla, eravamo sempre insieme». Lo scambio digital-epistolare si conclude quando, il 23 febbraio scorso, il tutore della ragazzina diffida Claudia dal contattare ancora la minore. Storie, insomma, riscritte via chat che da un lato sembrano ininfluenti sulle contestazioni oggetto del processo, dall’altro sono un’arma a doppio taglio. La difesa – Barone è rappresentato da Camillo Irace e Maurizio Zuccaro – potrebbe servirsene per svilire la figura della vittima, proprio nel momento in cui è stato autorizzato l’interrogatorio della minorenne. Ma, quelle conversazioni, provano anche un’adolescenza fortemente compromessa e possono, di riflesso, trasformarsi in un nuovo atto d’accusa nelle mani della Procura diretta da Maria Antonietta Troncone, con i pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone del pool dell’aggiunto Alessandro Milita. Dai dialoghi si potrebbe dedurre infatti anche che la ragazzina è oggi una persona estremamente provata per i maltrattamenti subiti dall’ex sacerdote dei vip, mascherati da esorcismi e benedetti dai genitori. Rituali che il gip definì «torture medievali».

    In aula non sono mancati momenti di tensione anche per il rapporto con i media che, sin dal primo momento, hanno avuto un ruolo centrale nello scandalo di Casapesenna. Un caso sollevato da Le iene, che è stato quindi prima mediatico, poi giudiziario. E, lo era, mediatico, prima ancora che Barone finisse in carcere: era già famoso perché onnipresente nei rotocalchi televisivi. Dopo il blitz, gli avvocati non si sono sottratti alla stampa e sono stati ospiti salotti dove il prete era stato di casa. Con l’inizio del processo, si è sbarrato il passo ai cronisti: porte chiuse per tutelare le vittime. Ma ciò non è basta se i difensori attaccano la stampa e chi la informa, dimenticando che il diritto di cronaca sopravvive anche ai processi a porte chiuse.

    Tornando alle testimonianze, ancora una volta esce fortemente ridimensionata in ottica processuale la figura di Luigi Schettino, il commissario di polizia. Le due testi interrogate anche dal difensore Carlo De Stavola, hanno riferito che in sei mesi è stato in casa loro per le preghiere solo una volta, alla Vigilia di Natale 2017. E lo prova un messaggio su Whatsapp in cui gli inviano l’indirizzo da raggiungere.

    https://www.ilmattino.it/caserta/la_vittima_dell_esorcista_in_aula_ora_la_13enne_finisce_sotto_accusa-4434210.html

  • Casapesenna / Maddaloni – Don Michele abusava di una 14enne: le due lettere che incastrano il prete

    Casapesenna / Maddaloni – Don Michele abusava di una 14enne: le due lettere che incastrano il prete

    Casapesenna / Maddaloni – Don Michele Barone, il sacerdote accusato di lesioni e maltrattamenti durante gli esorcismi, avrebbe abusato sessualmente anche della 14enne di Maddaloni. Durante il processo oggi in aula, la psicologa Petrillo ha esposto i frutti del suo lavoro. Insieme allo psichiatra Sperandeo, infatti, sono riusciti ad aiutare la ragazzina a ricordare e a parlare. La psicologa ha letto due lettere scritte proprio dalla ragazza. Nelle lettere indirizzate al prete, la 14enne racconta un particolare episodio molto simile a quello descritto dalle altre due adepte vittime degli abusi di Don Michele.

    Racconta che Don Michele si sarebbe steso nel letto in mezzo a lei e la segretaria e durante la notte iniziò “a muoversi avanti e indietro”. La piccola inoltre, ricorda che aveva le “parte intime gonfie” e quando chiese a sua madre il motivo, le fu risposto era a causa dell’acqua santa. La psicologa ha poi riferito che la ragazzina avrebbe usato la condizione di posseduta per tenere unita la sua famiglia, “una famiglia invischiata” , la definisce la psicologa, dove i ruoli non sono ben definiti. Ha infine raccontato che quando Don Michele è stato arrestato nel febbraio dell’anno scorso, la 14enne era stata presa in custodia da lei fin da subito e le sembrava paradossale il fatto che non fosse turbata. Solo dopo si è scoperto che la ragazza era stata già preparata dal prete, che mostrandole il video del servizio de Le Iene, le aveva chiesto di proteggerlo e di “aiutarlo come lui aveva aiutato lei.”

    Casapesenna / Maddaloni – Don Michele abusava di una 14enne: le due lettere che incastrano il prete

  • Sfregiata dall’esorcista, adesso è guerra tra le perizie

    Sfregiata dall’esorcista, adesso è guerra tra le perizie

    Il consulente della difesa sostiene che la malformazione dell’orecchio è congenita, che la piccola al centro del processo per presunti abusi mascherati da esorcisti, aveva il padiglione auricolare deformato già prima di approdare a Casapesenna dove l’ebbe in carico don Michele Barone. Quella del professor Raffaele Lambi dell’istituto di medicina legale dell’Università Vanvitelli, consulente del collegio difensivo del prete, rappresentato dagli avvocati Camillo Irace e Maurizio Zuccaro, è dunque una versione diametralmente opposta a quella dei periti della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Questi ultimi sostengono infatti che le lesioni sono subentrate in seguito ai maltrattamenti che la ragazzina avrebbe subito durante le preghiere di liberazione dal demonio. Preghiere durante le quali, allo scopo di scacciare gli spiriti maligni dal corpo dell’adolescente, il prete avrebbe esercitato una pressione col piede sull’orecchio della ragazza. Le perizie, entrambe, sono al vaglio del collegio. Agli atti depositati anche delle foto. Quelle prodotte dall’accusa, rappresentata in aula dai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, testimoniano che prima dell’approdo presso don Barone la ragazzina non aveva l’orecchio malforme. Dal canto loro, invece, i difensori sostengono di avere prova fotografica che già nei primi anni di vita la piccola presentava un orecchio deformato. Le perizie sono terreno di scontro perché tra i capi d’imputazione contestati al sacerdote dei vip, detenuto ormai da un anno e unmese, c’è quello delle lesioni permanenti che avrebbe procurato alla ragazzina. Ma non è l’unica accusa dalla quale il sacerdote deve difendersi. La Procura diretta da Maria Antonietta Troncone gli contesta anche l’abuso sessuale nei confronti di due ventenni. E l’avere proibito alla vittima minorenne di curarsi presso i centri clinici che l’hanno inizialmente accolta. Come il Bambin Gesù di Roma.

    COINVOLTO UN ALTRO ESORCISTA
    Eppure, a riascoltare la testimonianza della psicologa Vinciguerra, incaricata dalla struttura sanitaria alla cura della bimba dopo la diagnosi. La teste, ascoltata nelle udienze precedenti, ha affermato di avere appreso da entrambi i genitori della minorenne «che non volevano proseguire con la terapia e le cure farmacologiche perché avevano intenzione di seguire un prete esorcista, il quale li avrebbe posti di fronte a una scelta: o seguite me o seguite la medicina e la psicologia». Così i due, sotto processo e con la responsabilità genitoriale già sospesa «hanno scelto di interromperete le cure mediche e psicologiche per seguire il prete». Dopo l’interruzione della psicoterapia la sorella della bimba ha più volte contattato la psicologa per chiederle aiuto perché disperata per come stavano andando le cose col prete. Ma, dopo l’interruzione della psicoterapia, a quanto pare la bimba non fu affidata immediatamente a don Barone. Spunta il nome di un altro esorcista, tale Angelo, al quale la ragazzina fu affidata nei tre mesi precedenti l’arrivo a Casapesenna e quindi a don Michele Barone. Resta da stabilire se il primo esorcista o quello sotto processo abbiano determinato, insieme ai genitori e alla sorella della vittima, l’interruzione delle cure mediche in favore di quelle spirituali.

    «DON MICHELE STA MALE»
    Il prete sotto processo, dal canto suo, sta vivendo male la detenzione. Arrestato nel febbraio 2018, è transitato per le carceri di Vallo della Lucania e Secondigliano prima di approdare a Carinola. Nel frangente ha perso trenta chili e ha subito l’abbassamento della vista. Don Barone, che si professa innocente, sta affrontando anche un altro procedimento, scaturito dalle aggressioni in carcere, a Vallo, che hanno portato poi al trasferimento.

    https://www.ilmattino.it/caserta/sfregiata_dall_esorcista_adesso_e_guerra_tra_le_perizie-4366637.html
     
     
     
     
     
     
     
     

  • Processo Don Barone. Ascoltato il perito della difesa. “Lesione all’orecchio…”

    Processo Don Barone. Ascoltato il perito della difesa. “Lesione all’orecchio…”

    CASAPESENNA – Nell’ultima udienza del processo a carico di Don Michele Barone è stato ascoltato il perito di parte dell’imputato.

    Il prete del Tempio di Casapesenna è accusato di lesioni su di una 14enne di Maddaloni e di violenza sessuale nei confronti di due giovani fedeli.

    Il medico Landi, consulente della difesa ha tentato di smontare la ricostruzione della perizia fatta dal professionista nominato dalla Procura, il quale riconducente la deformazione dell’orecchio della ragazzina ai violenti esorcismi a cui la sottoponeva il sacerdote.

    Per il medico Landi, invece, la lesione sarebbe riconducibile ad una malformazione del lobo dell’orecchio di natura congenita.

    Nella prossima udienza verrà ascoltata anche la psicologa che ha raccolto la testimonianza della bimba.

    https://www.cronacacaserta.it/processo-don-barone-ascoltato-il-perito-della-difesa-lesione-allorecchio/44399

  • Don Barone, clan e abusi «Era amico di Belforte jr»

    Don Barone, clan e abusi «Era amico di Belforte jr»

    Piove sul bagnato al processo al prete Michele Barone. Piove a dirotto, per la precisione, proprio sul sacerdote che rischia incriminazioni nuove, questa volta di profilo mafioso, qualora le accuse del cugino camorrista pentito, nonché omonimo, dovessero essere riscontrate. Le accuse di abusi sulla minorenne trattata per possessione demoniaca e sottratta alle cure mediche di cui aveva bisogno si sono incanalate su binari abbastanza blindati dal punto di vista dell’accusa, ma il profilo che del sacerdote traccia il pentito getta nuove ombre su Barone. Che, dice suo cugino, non solo era dedito alla bella vita, ma «frequentava anche assiduamente diversi malavitosi, tra i quali Camillo Belforte, figlio del capoclan di Marcianise, Salvatore». «A casa del padre, – continua il pentito nel verbale acquisito ieri – riuniva gruppi di preghiera di 20-30 persone ma non so cosa facessero perché non me ne sono mai occupato». Non solo esorcismi, dunque, ma anche camorra. «Mio cugino portava imbasciate fuori dalle carcere – continua il pentito – non solo a Santa Maria Capua Vetere, ma anche dai penitenziari di Taranto e Secondigliano per conto di detenuti di San Cipriano D’Aversa e Casapesenna»: di lui, stando a quanto dice il collaboratore di giustizia «si servì anche Nicola Panaro» oggi pentito, ma in passato reggente dell’ala Schiavone del clan dei Casalesi. AI pm Daniela Pannone e Alessandro Di Vico, coordinati dall’aggiunto Alessandro Milita, il pentito ha anche parlato dei «viaggi organizzati a Medjugorje e a Lourdes» affermando che «Barone si serviva della tunica per i suoi interessi» anche per avere rapporti «con esponenti delle forze dell’ordine e in particolar con un finanziere di San Marcellino».

    «BIMBA SOTTRATTA ALLE CURE»
    L’udienza di ieri è servita anche ad ascoltare la psicologa Vinciguerra che ha affermato di avere appreso da entrambi i genitori ella minorenne al centro della vicenda «che non volevano proseguire con la terapia e le cure farmacologiche perché avevano intenzione di seguire un prete esorcista, il quale li avrebbe posti di fronte a una scelta: o seguite me o seguite la medicina e la psicologia». Così i due, sotto processo e con la responsabilità genitoriale già sospesa «hanno scelto di interromperete le cure mediche e psicologiche per seguire il prete». Dopo l’interruzione della psicoterapia la sorella della bimba ha più volte contattato la psicologa per chiederle aiuto perché disperata per come stavano andando le cose col prete.

    https://www.ilmattino.it/caserta/don_barone_clan_e_abusi_era_amico_di_belforte_jr-4296060.html

  • Nuove accuse a Don Barone, il prete pedofilo: «Era tutto un teatrino, mi toccava spesso il seno»

    Nuove accuse a Don Barone, il prete pedofilo: «Era tutto un teatrino, mi toccava spesso il seno»

    «Oggi definirei teatro tutto quello che vedevo fare a Don Michele – ha detto ai giudici – mentre allora mi sembrava tutto frutto di un dono che lui aveva. Era tutto folclore e bugie. Compresa la sua promessa di guarirmi dalla celiachia, cosa che ovviamente non è avvenuta». Queste alcune dichiarazioni rilasciate da una delle vittime di Don Michele Barone, il parroco del Tempio di Casapesenna accusato di molestie sessuali, falso e pedofilia. La donna che è stata ascoltata dai giudici ha ricostruito alcune vicende che hanno dell’incredibile. Vissute tutte in prima persona, sulla propria pelle. La lettura dei verbali processuali riescono a rendere fedelmente l’immagine di Don Barone. Soprattutto quella nascosta sotto la maschera del parroco sensitivo, esorcista e amico della gente.

    Non erano esorcismi, era una farsa costruita ad hoc da Don Barone

    La donna, all’epoca dei fatti, era solo una ragazza. Era riuscita a laurearsi senza andare oltre il tempo prestabilito. Aveva progetti importanti per se, come tutti i ragazzi della sua età. Si era iscritta anche ai corsi per conseguire la laurea magistrale. Ma, poi, Don Barone le mise i bastoni tra le ruote. «In quel periodo ebbi una crisi spirituale. Avevo interrotto la relazione con il mio fidanzato. Mi parlarono di un prete carismatico e vicino alla gente: decisi di rivolgermi a lui. Cominciò a dirmi che ero impossessata dal demonio. Mi costrinse ad abbandonare gli studi. Durante gli esorcismi che faceva alla gente insisteva sulle parti intime e, spesso, eccedeva con la violenza vera e propria». Ovviamente, non esisteva nessun demonio: era tutto un teatrino messo in atto per soddisfare il suo piacere sadico.

    Lessi un sms che inviò ad un’altra fedele: “Ti amo, mi manchi”

    Un giorno, la fedele stava usando il cellulare di Don Barone. Le capitò di leggere un sms che il prete inviò ad un’altra fedele. Era un messaggio d’amore, una manifestazione di affetto intimo. Il problema era che Don Barone era un prete. Quando fu scoperta, cominciò la campagna di odio contro di lei. Don Barone convinse la schiera di fedeli ad emarginare la ragazza, colpevole di aver visto la vera faccia del prete. Addirittura, ha raccontato ai giudici, il parroco chiese ad uno dei suoi fedeli di bruciare la pizzeria di proprietà della ragazza (ad Aversa, nda). L’impunità del prete cominciò a franare solo grazie all’inchiesta de Le Iene, che ha fatto emergere gli atti di pedofilia su una ragazzina di appena 13 anni di Maddaloni. A febbraio, Don Michele Barone verrà ascoltato dai giudici per l’ennesimo atto del processo a suo carico. Prima, però, verrà ascoltato Michele Barone, cugino omonimo del parroco e parte integrante del clan dei Casalesi (oggi, collaboratore di giustizia).

    https://internapoli.it/accuse-don-barone-pedofilo-seno/

  • Esorcismi e abusi: stop contatti tra la vittima 14enne e i genitori

    Esorcismi e abusi: stop contatti tra la vittima 14enne e i genitori

    Per il tribunale dei minori di Napoli non hanno più diritti sulla figlia 14enne. Perché, di fronte ai suoi malesseri, nonostante una diagnosi medica, hanno deciso che doveva essere assistita da un esorcista e, con questa scelta, le hanno da un lato negato le terapie cliniche di cui necessitava, dall’altro hanno consentito che venisse sottoposta a rituali religiosi che i giudici di Santa Maria Capua Vetere hanno definito «pratiche da tortura medievale». E che, ancora, si sono tradotte in accuse di maltrattamenti, circostanze per le quali è in corso un processo che vede alla sbarra il sacerdote, un poliziotto e gli stessi genitori della ragazzina. Decade su decisione del tribunale presieduto da Maurizio Baruffo, la responsabilità genitoriale per il padre e la madre della 14enne al centro dello scandalo esorcismi e abusi a Casapesenna. Con la minore delle loro tre figlie, ha stabilito il tribunale, non potranno avere alcun tipo di rapporto. Negato anche il solo contatto telefonico. La misura cautelare della sospensione della responsabilità genitoriale fu disposta già dal Riesame che scarcerò i genitori della 14enne dopo l’arresto avvenuto nel febbraio scorso. I due finirono ai domiciliari insieme al commissario di polizia Luigi Schettino, poi a sua volta scarcerato, mentre per il prete fu deciso il carcere, misura tutt’ora in vigore.

    Il tribunale dei minori, decretando la revoca della responsabilità genitoriale, attribuisce alla coppia di coniugi di San Marcellino responsabilità gravi nella gestione della figlia adolescente che inizialmente fu curata presso il Bambin Gesù di Roma, sottoposta a terapie farmacologiche e seguita da specialisti perché affetta da disturbo della conversione, depressione e atteggiamenti di autolesionismo. Dopo alcuni mesi, la famiglia decise che bisognava consultare anche un prete ritenendo che la ragazzina non migliorasse perché in preda a un maleficio. Da quel momento, la piccola fu affidata alle sole cure di don Michele Barone. Durante gli esorcismi, sempre secondo l’accusa, veniva picchiata e immobilizzata con l’utilizzo di un tutore e il prete la teneva ferma mettendole un piede sulla testa. Quasi sempre, stando a quanto sta emergendo nel corso del processo, ai rituali erano presenti i genitori che hanno accettato quelli che per i pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone erano maltrattamenti e non rituali di liberazione dal demonio. Alla luce di tutto ciò, evidentemente, il tribunale per i minori ha ritenuto inopportuno consentire la ripresa dei rapporti tra l’adolescente e i suoi genitori. Questi ultimi, peraltro, sono stati anche allontanati dalla loro primogenita. Si tratta della ragazza che per prima fece incontrare la ragazzina e il sacerdote e che poi, ritenendo le pratiche del don violente, denunciò tutto alla polizia. Secondo il prete, peraltro, tra le cause de malessere spirituale dell’adolescente c’era l’omosessualità di sua sorella maggiore. È quanto emerso sia in fase di indagini preliminari che durante il dibattimento a porte chiuse tutt’ora in corso, che vede imputati Michele Barone, i genitori della ragazzina e il poliziotto Luigi Schettino. Proprio al processo sono stati sentiti numerosi testimoni, tra i quali anche i parenti della famiglia coinvolta, che hanno confermato la violenza dei riti cui veniva sottoposta la piccola e non solo lei. Oltre che per i maltrattamenti sulla minore, il sacerdote è sotto processo anche per abusi sessuali su due ventenni. Il processo riprenderà a gennaio.

    https://www.ilmattino.it/caserta/esorcismi_e_abusi_stop_contatti_tra_la_vittima_14enne_e_i_genitori-4187607.html

  • PROCESSO A DON BARONE. In aula parla una mamma: “Mia figlia soggiogata dal sacerdote. Sesso orale per liberarsi dal demonio”

    PROCESSO A DON BARONE. In aula parla una mamma: “Mia figlia soggiogata dal sacerdote. Sesso orale per liberarsi dal demonio”

    CASAPESENNA – Nell’udienza di ieri del processo a carico di don Michele Barone è stata ascoltata in aula, tra gli altri, la mamma di una ragazza, convinta di essere posseduta dal demonio. Da qui il suo completo affidarsi al religioso. La giovane percorreva ogni giorno i chilometri di distanza che separano Maddaloni e Casapesenna, pur di pregare con lui.

    Con i rituali, però, c’erano anche i rapporti sessuali.

    “Mia figlia è stata costretta ad avere rapporti orali col sacerdote – ha dichiarato la donna – Secondo Barone, tramite mia figlia parlava papa Giovanni Paolo II. Le aveva fatto un tale lavaggio del cervello che quando l’altra mia figlia ha partorito, la convinse a chiamare il figlio Karol, come il papa.”

    E ancora “Appresi dall’amica di mia figlia, che anche lei era costretta a atti sessuali della stessa natura. Io l’ho sempre saputo che era tutto finto, che mia figlia si è fatta completamente soggiogare. Tant’è che simulavo quello che faceva il prete gettandole acqua della fontana addosso, e lei sobbalzava lo stesso, come faceva con quella benedetta“.

    Sugli abusi ha detto: “Un giorno mia figlia ricevette un messaggio dalla sua amica. Poi si videro a casa mia, entrambe piangevano, le costrinsi a raccontarmi che stava succedendo e mi dissero che il prete le costringeva a rapporti orali. Il sacerdote diceva loro che era Gesù a ordinare di fare sesso orale perché da questo dipendevano la liberazione spirituale di mia figlia e del cognato della sua amica“.

    Entrambe le ragazze hanno denunciato il sacerdote per abusi sessuali avvenuti sia a Casapesenna che durante i pellegrinaggi a Medjugorje.

    PROCESSO A DON BARONE. In aula parla una mamma: “Mia figlia soggiogata dal sacerdote. Sesso orale per liberarsi dal demonio”

  • Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Processo a Don Barone. Ascoltato il Vescovo di Aversa. Mostrati i video degli esorcismi

    Procede il processo carico di don Barone

    CASAPESENNA / MADDALONI – E’ ascoltato anche il vescovo della Diocesi di Aversa, Angelo Spinillo, al processo che vede alla sbarra don Michele Barone.

    Nel corso dell’udienza presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i pubblici ministeri hanno mostrato uno dei video, trovati sul pc di don Michele, di un presunto esorcismo praticato dal religioso.

    Nel video appariva don Barone mentre praticava un esorcismo dando schiaffi alla persona ritenuta posseduta e sputandole anche in bocca. Il vescovo Spinillo ha detto senza mezzi termini che tali pratiche non sono assolutamente da ricondurre ad un esorcismo.

    Il vescovo ha anche spiegato perché i provvedimenti nei confronti del prete sono arrivati dopo il servizio delle Iene chiarendo che in certi casi sono necessarie le verifiche del caso.

    Don Barone è accusato di violenza sessuale nei confronti di due ragazze e di maltrattamenti e lesioni nei confronti di una 13enne di Maddaloni. A giudizio sono finiti anche i genitori della vittima ed il dirigente del commissariato di polizia di Maddaloni Luigi Schettino.

    https://www.cronacacaserta.it/processo-don-michele-barone-testimonianza-vescovo/38522