Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Michele Barone

  • Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

    Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

    Casapesenna (Caserta) – Il sacerdote esorcista don Michele Barone, accusato di aver compiuto abusi e violenze su diverse ragazzine, almeno una delle quali minorenne, verrà sottoposto a processo a partire da metà giugno. Un processo, quello relativo alla prima ordinanza sugli abusi subiti dalla 13enne protagonista anche dei servizi de “Le Iene”, che sarà certamente delicato e che vedrà contrapposti da una parte i pm, che accuseranno Barone sulla base dei “risultati” forniti dai suoi riti esorcistici, e dall’altra i difensori del sacerdote, i quali sosterranno probabilmente che la ragazzina era posseduta dal demonio e che gli esorcismi erano l’unico modo per aiutarla.

    La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha raccolto un preciso quadro indiziario a carico di don Michele, dei genitori della ragazzina abusata e del poliziotto Schettino e per questo motivo ha chiesto il processo con rito immediato per i 4. Richiesta accettata dal gip, che ha disposto il rinvio a giudizio per gli imputati.

    Il sacerdote di Casapesenna, sospeso per un anno dal servizio, i coniugi Tramontano e il funzionario di Polizia Luigi Schettino sono accusati di maltrattamenti in concorso ai danni della ragazzina. Su don Michele pende anche l’accusa di lesioni personali dato che la minorenne in seguito ai riti praticati dal prete ha riportato una lesione forse permanente all’orecchio, oltre ad essere stata denutrita per lungo tempo a causa della decisione del prete, avallata dai genitori, di farle mangiare solo latte e biscotti seguendo “la volontà di San Michele”.

    Schettino, seguace delle attività “particolari” organizzate da don Barone, è accusato inoltre di aver tentato di ostacolare la denuncia presentata dalla sorella della ragazzina spingendola a ritirarla. La giovane ha poi raccontato tutto alla iena Gaetano Pecoraro, prima che la Procura raccogliesse in tempi record gli elementi necessari per arrestare il prelato.

    Don Michele dovrà rispondere anche dell’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di due ragazze maggiorenni, due ex adepte della sua setta che hanno dichiarato di essere state costrette in diverse occasioni a compiere o subire palpeggiamenti, rapporti orali e altri atti a sfondo sessuale sia a Casapesenna sia durante i pellegrinaggi nei luoghi sacri.

    Abusi ed esorcismi, rito con giudizio immediato per don Michele Barone e per gli altri tre imputati

  • Gli abusi e le torture medievali, l’esorcista va a processo

    Gli abusi e le torture medievali, l’esorcista va a processo

    Sarà un continuo valicare il confine tra fede e scienza il processo per don Michele Barone. Da un lato i pm, convinti che gli esorcismi sulla 13enne siano stati «delle torture medievali» e le abbiano procurato una lesione permanente. Dall’altro la difesa, che cercherà di dimostrare che la ragazzina era realmente posseduta dal demonio e per questo le benedizioni erano l’unica strada per aiutarla.

    È stato notificato ieri il decreto di giudizio immediato per il sacerdote, per i genitori della vittima e per il vicequestore di polizia Luigi Schettino. E, perlomeno per la parte che riguarda don Barone, si preannuncia un processo come quello che seguì le vicende di Annaliese Michel (nella foto in basso), la 24enne morta in Baviera nel 1975 la cui storia è diventata nota grazie al film «L’esorcismo di Emily Rose» (nella foto). La famiglia della ragazza si convinse che fosse posseduta dal demonio e l’affidò alla Chiesa. In realtà Annaliese manifestava paralisi degli arti, uno smisurato accrescimento del torace, rigidità improvvisa del corpo e l’impossibilità di parlare. Sintomi simili a quelli della 13enne portata dal sacerdote in pellegrinaggio con un collare, costretta a ingerire l’ostia e l’acqua santa nella quale il sacerdote sputava. Due storia simili, con esiti, fortunatamente, diversi. Annaliese morì a 24 anni quando ormai pesava solo 30 chili, per anni si era rifiutata di mangiare, tuttavia non venne alimentata con le flebo, ma affidata alle sole cure spirituali. Per questa ragione, i genitori e l’esorcista furono condannati per omicidio colposo. La 13enne, invece, ce l’ha fatta. Benché malridotta, con un orecchio sfregiato dal piede del prete e dalle manovre che il sacerdote esercitava per costringere il diavolo lasciare il corpo dell’adolescente. Viva, anche se sottopeso, visto che il prete la alimentava con biscotti e latte, sostenendo che quella fosse la volontà di San Michele. Per la Procura i genitori della ragazzina sono responsabili dei maltrattamenti in concorso col prete. Stessa accusa per il poliziotto Luigi Schettino che tentò anche di ostacolare la denuncia sporta dalla sorella della ragazzina.
     
    Ma contro il prelato ci sono anche le accuse di due ex adepte che sostengono di essere state abusate sessualmente sia a Casapesenna che durante i pellegrinaggi a Medjugorie. In questo caso, le vittime sono maggiorenni ed hanno già testimoniato nel corso dell’incidente probatorio che ha cristallizzato la prova e consentito ai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone di chiedere il giudizio immediato. Ma anche ciò che raccontano le due 20enni ha delle analogie sorprendenti con le vicende di Annaliese. Parlano di esorcismi filmati, e i video sono stati ritrovati, e affermano che a Casapesenna c’è una ragazzina che, dopo essere stata «liberata dal demonio» da don Barone, si è trasformata in una veggente e che «attraverso di lei parlano la Vergine Maria, l’angelo e Gesù». Anche Annaliese sostenne di aver avuto contatti con la Madonna, tanto che la sua tomba è tutt’oggi meta di pellegrinaggi.

    Se da un lato le due ragazze hanno confermato gli abusi sessuali subiti, dunque, dall’altro sembrano convinte che a Casapesenna si verificassero fenomeni paranormali. Una delle due, incalzata dall’avvocato di don Barone, durante l’incidente probatorio ha dichiarato che «nel corso delle benedizioni» le comparivano «dei tagli sulle braccia». Il penalista le ha chiesto, esibendo una dozzina di foto che appunto ritraevano le ferite, se non le si aprisse anche una specie di «s» sulla lingua, ma in questo caso la ragazza ha spiegato che quella era l’impronta dell’apparecchio per i denti. A ogni modo, dalla natura delle domande rivolte alla ragazza, sembra che la difesa intenda sostenere l’esistenza del demonio. O perlomeno documentare che quelle benedizioni erano il giusto rimedio per persone ritenute possedute dal maligno. La prima udienza è fissata per giugno dinanzi al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il quadro accusatorio è stato confezionato a tempo di record. Dal giorno dei clamorosi arresti alla fissazione del processo, sono trascorsi due mesi e dieci giorni.

    https://www.ilmattino.it/caserta/abusi_torture_medievali_barone_processo-3688399.html#

  • Lo scandalo del prete esorcista:  altri quattro minori vittime di abusi

    Lo scandalo del prete esorcista: altri quattro minori vittime di abusi

    Una voce infantile, ma decisa. Che parla di «fatture», «maledizioni» e «diavoli». Di giovanissime indemoniate picchiate e trascinate per i capelli dal loro «salvatore»: don Michele Barone. Di quattro nuove vittime forse minorenni. Tenute «col collare» e malmenate. La voce che ripercorre mesi che ricordano un film dell’orrore è quella della sorella della ragazzina di tredici anni abusata e malmenata durante gli «esorcismi» di don Barone. Quella voce, ieri, in procura a Santa Maria Capua Vetere, è stata veicolata per tutte e due e le ore e mezza dell’incidente probatorio dal gip Ivana Salvatore che ha voluto condurre l’interrogatorio con le modalità protette. Filtrando, cioè, le domande rivolte alla giovane testimone dai pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone, e degli avvocati, Carlo De Stavola, Rossella Calabritto e Giuseppe Stellato. La ragazza ha risposto da una stanza collegata in videoconferenza con quella in cui erano presenti i magistrati e i penalisti. E dove c’erano anche gli imputati. Don Barone, che è arrivato dal carcere di Vallo della Lucania dove si trova detenuto, è apparso sicuro di sé, a tratti anche spavaldo. Erano presenti, ieri, anche il commissario di polizia Luigi Schettino, ancora ai domiciliari, e il padre della vittima, che con la madre è sottoposto al divieto di avvicinamento alla minore.

    https://www.ilmattino.it/caserta/prete_esorcista_casapesenna_quattro_minori_abusi-3662378.html

  • I poliziotti nella setta dell’esorcista: agenti-adepti per fermare l’inchiesta su don Michele

    I poliziotti nella setta dell’esorcista: agenti-adepti per fermare l’inchiesta su don Michele

    Dove può arrivare una ragnatela intessuta in lunghi anni di silenzi, omissioni, con la complicità di amicizie influenti? Lontano, molto lontano, a leggere ciò che emerge, giorno dopo giorno, dall’inchiesta su don Michele Barone, il prete dei vip arrestato per avere picchiato una minorenne dopo aver fatto credere a lei, e ai suoi genitori, che fosse indemoniata. La si può fare franca, almeno fino a un certo punto. Poliziotti-adepti, e il gioco è fatto. Dagli atti depositati al Riesame si parla di almeno tre ispettori che «pregano con i gruppi carismatici» e che, quando si sono trovati di fronte l’esposto contro don Barone, potrebbero aver deciso, deliberatamente, di chiudere un occhio. Perché, prima degli arresti dello scorso febbraio, la denuncia contro il sacerdote è passata per una questura e due commissariati, attraverso i servizi sociali di Maddaloni ed è finita finanche nelle mani del sindaco di Novara, al quale scrisse la zia della vittima per chiedere aiuto quando si rese conto che la nipote veniva maltrattata e, nonostante le denunce sporte dalla sorella, né il prete né i genitori venivano fermati. Influenze e amicizie che pesano, dunque. Ma andiamo con ordine.

    Luciano Moggi ha riferito che lui e Barone erano amici perché «quel prete era accreditato in Vaticano e amico del cardinale Liberio Andreatta», potente prelato già a capo dell’Opera pontificia per i pellegrinaggi e tra i religiosi più ricchi del mondo. Un caso, forse. Come gli anni di «indifferenza» che si sono vissuti in Curia, ad Aversa, rispetto a quanto il prete, e non solo lui, facevano a Casapesenna e dintorni, e fino a Medjugorie e Cracovia. Perché, a sentire i tanti fedeli del Napoletano e del Sannio, certi sacerdoti del Casertano sono conosciuti proprio per le presunte capacità di «guaritori» dalle possessioni demoniache. Ma della fama di quei preti e delle gesta di don Barone nessuno si era accorto ai piani alti della Chiesa locale. Il vescovo, secondo il gip, cercò anche di insabbiare la faccenda. Angelo Spinillo chiese alla ragazza di ritirare la denuncia. Poi il prelato ha chiarito, dicendo che in quel momento faceva riferimento «alle diatribe familiari». E che il prete fu punito con l’ammonizione. Ma era già troppo tardi. Barone è andato avanti, per anni e anni e, forse non solo dentro la Chiesa, aveva trovato una rete di protezione. Altrettanto «blindato» sembra infatti fosse all’esterno, quel sacerdote cugino omonimo del camorrista Michele Barone, oggi pentito.

    La sua rete oltrepassava le mura sacre per arrivare fin dentro la polizia. Il vicequestore Luigi Schettino è finito agli arresti con lui con l’accusa di non aver fermato quelle pratiche «medievali», che in realtà erano abusi e maltrattamenti, e di aver tentato di indurre la sorella della vittima a ritirare l’esposto contro il sacerdote. Eppure, durante l’udienza di Riesame, il poliziotto è apparso «turbato» di fronte alle immagini di un cruento esorcismo contenute in un filmato sequestrato nel corso delle indagini. Di quei rituali violenti ha detto di non sapere nulla Schettino che, difeso dall’avvocato Carlo De Stavola, ha ottenuto l’annullamento della seconda ordinanza per la lesione permanente alla 13enne. Di quella denuncia sfociata in arresto solo a febbraio, erano però al corrente almeno tre uffici di polizia, non il solo Schettino che comunque si difende spiegando che non tentò di far ritirare la denuncia ma cercò di dirimere la diatriba familiare nato dopo l’esposto della sorella della vittima.

    https://www.ilmattino.it/caserta/i_poliziotti_nella_setta_dell_esorcista_agenti_adepti_per_fermare_l_inchiesta_su_don_michele-3640659.html

  • Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    L’ex dg della Juventus sentito dai pm come persona informata dei fatti. E spunta il nome di un cardinale e un giro di soldi per pellegrinaggi all’estero

    Don Michele Barone, il prete-esorcista di Casapesenna – nel Casertano – arrestato per i maltrattamenti ai danni di una 13enne che i genitori ritenevano fosse posseduta dal diavolo, avrebbe avuto contatti e protezione anche nel Vaticano. Non solo un circuito di amici vip, sia del mondo dello spettacolo e della tv o del calcio, ma anche rapporti stretti con persone influenti tra le mura pontificie. Il particolare emerge di verbali, desecretati, dell’interrogatorio di Luciano Moggi – l’ex direttore generale di Juventus e Napoli – ascoltato come persona informata dei fatti dai magistrati.

    L’alto prelato

    I pm di Santa Maria Capua Vetere, come anticipato dal Mattino, ha chiarito le ragioni delle telefonate continue con don Barone e le motivazioni delle richieste di denaro da parte del sacerdote. «Erano soldi che gli dovevo per un pellegrinaggio», ha risposto Moggi ai magistrati. E poi ha aggiunto: «Io non avevo motivo di sospettare di don Michele Barone, lo credevo una persona degna di stima in quanto molto accreditato in Vaticano». Tant’è che l’ex dg bianconero fa anche il nome di un cardinale. Don Barone, per Moggi, era «vicino a Liberio Andreatta», per anni responsabile dell’Opera romana pellegrinaggi, l’agenzia che si occupa di turismo religioso per il Vaticano. «Mi ero fidato – insiste Moggi – perché avevo avuto modo di notare il rapporto personale con un prelato di tale calibro».

    Controlli sui conti correnti

    Proprio sui soldi dei pellegrinaggi, soprattutto all’estero, si starebbero ora focalizzando le attenzioni dei pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I magistrati stanno effettuando verifiche e incroci di dati, ma anche numerosi accertamenti bancari che interessano diverse persone. Alcune molto importanti.

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_marzo_30/prete-esorcista-arrestato-moggi-sentito-procura-don-barone-ha-contatti-importanti-vaticano-64fb0482-33fb-11e8-a818-49218ffab94d.shtml

  • Pasqua dietro le sbarre per don Michele Barone

    Pasqua dietro le sbarre per don Michele Barone

    Il sacerdote del Tempio è in carcere per le accuse di lesioni ai danni di una 14enne “esorcizzata”

    Resterà in carcere a Vallo della Lucania anche durante il periodo pasquale don Michele Barone, il prete di Casapesenna accusato di avere praticato esorcismi violenti su una 14enne, tanto da procurarle lesioni.

    Il tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta di scarcerazione presentata dal suo legale, l’avvocato Carlo Taormina, in merito alla seconda ordinanza di arresto subita dal sacerdote del Tempio di Casapesenna. In quest’ultima ordinanza di custodia era contestato al prete anche l’aggravante delle lesioni permanenti alla 14enne vittima del suo esorcismo.

    Anche nel caso in cui i giudici del Riesame avessero accettato l’istanza presentata da Taormina, don Michele non avrebbe potuto lasciare il carcere: i giudici della Libertà avevano infatti respinto la prima richiesta del legale relativa alla precedente misura cautelare, in cui il sacerdote era accusato maltrattamenti e abusi e di violenza sessuale di due 20enni.

     

    http://www.casertanews.it/cronaca/don-michele-barone-carcere-riesame-casapesenna.html

  • SCANDALO ESORCISMI | Nuovo arresto per don Michele e Schettino. Ai genitori della 13enne, sospesa la podestà genitoriale

    SCANDALO ESORCISMI | Nuovo arresto per don Michele e Schettino. Ai genitori della 13enne, sospesa la podestà genitoriale

    Casapesenna – Nel pomeriggio di ieri, 12 marzo, la Squadra Mobile della Questura di Caserta, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di: – BARONE MICHELE, nato a Caserta il 20.2.1976, sacerdote appartenente alla diocesi di Aversa – attinto dalla misura cautelare della custodia in carcere; – SCHETTINO Luigi, nato a Caserta il 28.5.1978, dirigente della Polizia di Stato – attinto dalla misura cautelare degli arresti domiciliari; – TRAMONTANO Cesare, nato a Maddaloni il 26/10/1967 – attinto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e della sospensione della potestà genitoriale; – CARANGELO Lorenza, nata a Maddaloni il 25.2.1970 – attinto dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e della sospensione della potestà genitorìale; Le indagini, dirette dalla Procura e curate dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta e, per la parte relativa ad alcuni accertamenti tecnici, dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, hanno consentito di approfondire ulteriormente le censure relative alle gravissime condotte perpetrate dal sacerdote Michele BARONE, appartenente alla diocesi di Aversa, in concorso con le altre persone attinte dai provvedimenti cautelari.

    Il sacerdote, infatti – già colpito da un’ordinanza cautelare per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale – agendo senza l’autorizzazione del Vescovo diocesano e, dunque, in totale spregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale, ha perpetrato su numerose donne – tra le quali la minore T.A. – riti esorcisti posti in essere con modalità violente, in tal modo concretizzando la realizzazione delle fattispecie incriminatrici dei maltrattamenti in famiglia aggravati dalla realizzazione, ai danni della minore T.A., di una lesione gravissima. Le ordinanze cautelari hanno, altresì, riguardato, TRAMONTANO Cesare e CARANGELO Lorenza, genitori della minore T.A., i quali hanno partecipato a numerosi episodi di maltrattamento, contribuendo consapevolmente e volontariamente alla realizzazione dei soprusi ai danni della figlia e alla realizzazione, ai suoi danni, di uno sfregio permanente del viso. Infine, attinto da misura cautelare è stato anche il vice questore aggiunto della P.S. Luigi SCHETTINO, seguace di don Michele BARONE, ritenuto responsabile, in concorso, anche dei maltrattamenti subiti da T.A., non avendo impedito il protrarsi della condotta criminosa, pur avendone piena contezza e avendo l’obbligo giuridico di impedire l’ulteriore protrazione dell’evento criminale e, in particolare, la realizzazione dello sfregio permanente del viso della minore. Le indagini, sono state condotte attraverso l’escussione di numerose persone informate sui fatti, l’acquisizione di documentazione sanitaria, la realizzazione e l’acquisizione di videofilmati — anche oggetto di servizi di trasmissioni televisive – una consulenza medico/legale e intercettazioni telefoniche e ambientali.

    http://noicaserta.it/don_michele_barone_cesare_tramontano_lorenza_carangelo_schettino_luigi_esorcismo.html

  • Caserta, esorcismo e violenza su quattordicenne, resta in carcere il prete arrestato

    Caserta, esorcismo e violenza su quattordicenne, resta in carcere il prete arrestato

    Resterà in carcere don Michele Barone, sacerdote di Casapesenna (Caserta), arrestato per maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di tre donne, tra cui una minore di 14 anni. Tornano invece in libertà i genitori di quest’ultima, finiti agli arresti domiciliari perché non avrebbero impedito gli abusi. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, cui si era rivolto Carlo Taormina, legale del pretechiedendo i domiciliari, anche la procura aveva dato parere contrario.

    Lo stesso legale, che assiste anche i genitori della piccola, aveva poi chiesto per i coniugi l’annullamento dell’ordinanza e la concessione della libertà, ricevendo l’avallo dei pm che aveva dato parere favorevole ad una misura meno afflittiva. Per don Michele la partita si sposterà ora al Tribunale del Riesame, cui Taormina ha già presentato istanza. L’altro indagato arrestato, il funzionario di polizia Luigi Schettino, resta ai domiciliari in attesa che si pronunci il Tribunale del Riesame, al quale si è rivolto il suo legale Carlo De Stavola.

    Durante l’interrogatorio, il funzionario di polizia ha ricostruito il suo ruolo all’interno della vicenda, rifiutando di essere etichettato come l’adepto di don Michele, ipotesi questa avanzata dalla Procura. L’ex dirigente del commissariato di Maddaloni ha raccontato di aver conosciuto il sacerdote nel 2013, e di aver frequentato con la moglie anche il gruppo di preghiera creato da don Michele; almeno in quattro-cinque occasioni il poliziotto avrebbe assistito alle pratiche del prete, cui la Diocesi di Aversa contesta di aver praticato riti esorcistici senza autorizzazione. Schettino ha negato che il sacerdote avesse maltrattato ragazze o donne, o avesse abusato di loro, raccontando di aver preso parte con il gruppo ad un viaggio a Medjugorie dello scorso anno e ad una visita a Maddaloni presso un luogo dove si presume che si siano tenuti riti satanici; in quel caso, ha riferito il funzionario, una delle presunte vittime di don Michele, la 14enne i cui genitori sono finiti in arresto, sarebbe caduta in trance.

    Schettino ha poi negato anche l’altra accusa di aver tentato di convincere la sorella della 14enne a non presentare denuncia contro don Michele. La donna, il 19 ottobre del 2017, invece aveva deciso di rivolgersi  formalmente al commissariato di polizia di Chiaiano (Napoli), poi qualche giorno dopo si recò al commissariato di Maddaloni, comune dove risiedono i genitori e la sorella; qui si trovò di fronte Schettino, allora dirigente, e il suo vice, un sostituto commissario. Schettino ha spiegato che fu la donna a desistere e che non furono fatte pressioni nei suoi confronti, anche perché una denuncia già c’era. Qualche mese dopo, il 19 febbraio scorso, pochi giorni prima dell’arresto del prete e dello stesso Schettino, il sostituto commissario ha poi depositato una relazione in cui dava conto delle presunte pressione fatte dal suo dirigente; un documento che è servito alla procura come fondamentale riscontro alle accuse ipotizzate verso il poliziotto.

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/esorcismo_violenza_michele_barone_sacerdote_carcere_inchiesta_caserta-3589979.html

  • CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

    CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

    Nelle prossime ore  il gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere   potrebbe decidere se concedere o meno i domiciliari a don Michele Barone, il sacerdote di Casapesenna (Caserta) finito in carcere venerdì scorso con l’accusa di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti di tre ragazze, una delle quali di 13 anni, che sarebbero state sottoposte a suo dire a riti di esorcismo, in quanto «possedute».

    L’istanza è stata avanzata dal legale del prete, Carlo Taormina, che difende anche il padre e la madre della minore, finiti ai domiciliari nell’ambito della stessa indagine; per i due coniugi Taormina ha chiesto invece il ritorno in libertà. Non sono molte però le speranze che lo stesso gip che ha firmato l’ordinanza di arresto, accolga ora le richieste del difensore degli indagati; per questo Taormina ha presentato analoghe istanze al Tribunale del Riesame, la cui udienza però non è stata ancora fissata.

    L’indagine sulla vicenda incrocia più fronti: c’è quello delle presunte violenze che sarebbero state perpetrate dal sacerdote nei confronti della 13enne e delle altre due vittime, e quello dell’autorizzazione che Barone avrebbe ricevuto dalla Diocesi di Aversa per praticare i riti esorcistici. Sul primo fronte, la Procura ha ricostruito un quadro da libro dell’orrore, con il prete che avrebbe più volte abusato sessualmente delle ragazze che sottoponeva ad esorcismo; sia Don Michele che i genitori della 13enne, sentiti dal gip nel corso degli interrogatori di garanzia, hanno però categoricamente smentito le contestazioni della Procura, parlando di pratiche connesse al rito di esorcismo.

    «Abbiamo portato nostra figlia da medici specialisti, era in cura anche quando è stata presa in carico da Don Michele» hanno spiegato i coniugi, che si sono detti convinti che la figlia fosse «posseduta perché tutti i medici dicevano che non soffriva di alcun disturbo o patologia psichica, ma lei comunque non stava bene». Il legale della coppia dice oggi che «dopo le pratiche di Don Michele la piccola sta benone»; annuncia inoltre che depositerà un video del viaggio a Cracovia del 20 febbraio scorso da cui emerge «come la piccola sia guarita definitivamente». La ragazza potrebbe anche essere sentita, magari attraverso un incidente probatorio. «Non ci opporremo ad un tale eventualità» dice Taormina.

    Sul secondo fronte, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere guidata da Maria Antonietta Troncone ha sempre sostenuto che Barone avrebbe agito senza alcuna autorizzazione della Curia, cosa confermata dallo stesso Vescovo di Aversa Angelo Spinillo, che attraverso una nota aveva spiegato di aver già ammonito il prete nel dicembre scorso dopo aver saputo dei riti da lui praticati, e di averlo sospeso a metà febbraio.

    Peraltro la Curia ha fatto sapere che l’unico sacerdote autorizzato a compiere riti di esorcismo è don Carlo Aversano, parroco della Chiesa del Santissimo Salvatore di Casal di Principe ed ex superiore di don Peppe Diana prima che questi divenisse parroco della chiesa di San Nicola di Bari e venisse poi ucciso nella sacrestia dal killer dei Casalesi.

    Di Don Carlo hanno parlato i genitori della bimba e lo stesso Barone nel corso degli interrogatori, in cui è stato affermato a chiare lettere che i riti erano regolarmente autorizzati dalla Diocesi. «Dopo le pratiche di don Michele – hanno spiegato i genitori della presunta vittima – ci rivolgemmo a Don Carlo che confermò che nostra figlia era posseduta ma stava guarendo».

    13ENNE ALLE IENE: “STO PEGGIO DI PRIMA” Intanto Le Iene nella puntata di ieri sera hanno parlato ancora del sacerdote:  parlano sia Arianna, dalla cui denuncia è partita l’inchiesta sulla presunta setta del sacerdote, sia la sorellina Giada, vittima dello stesso don Michele. «Tutte queste cose che hanno detto su don Michele, sai come mi ero affezionata a lui… Ora sto più male di prima», dice la bambina, che difende ancora il prete. Colpisce il modo in cui Giada si mostri ancora totalmente soggiogata da lui: attualmente ha iniziato un percorso di riabilitazione con uno psicologo.

    “Aveva atteggiamenti camorristi verso di noi, ci minacciava di bruciarci”, hanno dichiarato alcune vittime,

    «Mi fa stare male il fatto che lei non voglia vedermi – si sfoga Arianna – don Michele l’ha convinta che io fossi il diavolo». Quando Arianna e Giada si rivedono, davanti alle telecamere delle Iene (che mostrano le immagini oscurate facendo sentire solo l’audio), Giada è ancora confusa: per la psicologa non ricorda molto di ciò che è successo. «Per me questo non è stato per niente un aiuto, anzi sto più male di prima – dice la ragazzina – Don Michele lo hanno messo in carcere perché dicono che mi ha violentato ma non è vero».

    CASAPESENNA . L’AVVOCATO TAORMINA CHIEDE GLI ARRESTI DOMICILIARI PER DON MICHELE BARONE

  • Fotografie ai bambini nudi, un altro prete napoletano indagato dopo don Michele

    Fotografie ai bambini nudi, un altro prete napoletano indagato dopo don Michele

    Una nuova bufera sta per scatenarsi. E si tratta ancora di preti e chiese. Dopo lo scandalo del prete don Michele Barone sembra che non si parli d’altro e, soprattutto, si sta dedicando massima attenzione ai suddetti campi (i sacerdoti e la comunità dei fedeli). Soprattutto nelle nostre zone, ossia nell’Agro Aversano e nell’area Nord di Napoli.

    Stavolta -riporta Il Mattino–  a turbare gli animi di qualsiasi persona è la storia di un prete napoletano, in servizio anche tra Casapesenna, San Cipriano d’Aversa, Caivano e Villa di Briano e che da un po’ di tempo a questa parte celebra le funzioni religiose in un comune in provincia di Napoli. Il  parroco “Tiene messe sataniche”, “Fotografa i parrocchiani a loro insaputa” e, per finire, “Fotografa i sederi dei bambini e, per avvicinarli, gli dice di essere amico dei calciatori”.

    Ovviamente prima di puntare il dito servono le prove. E ci sono, queste ultime sono finite proprio sulla scrivania del Vescovo: tutte le accuse sono state documentate.

    https://internapoli.it/fotografie-ai-bambini-nudi-un-altro-prete-napoletano-indagato-dopo-don-michele/