Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Curia di Napoli: “E’ stato riaperto il caso del sacerdordote accusato di pedofilia”

    Curia di Napoli: “E’ stato riaperto il caso del sacerdordote accusato di pedofilia”

    E’ stato riaperto, per decisione di Papa Francesco, il caso relativo al sacerdote della Diocesi di Napoli accusato di pedofilia e l’indagine avviata dall’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, è in atto. Lo ricorda una nota della Curia arcivescovile di Napoli, nel giorno in cui, all’esterno del Duomo di Napoli, si è svolto un sit-in di protesta patrocinato dall’associazione Rete L’Abuso per chiedere conto dell’esito dei procedimenti canonici nei confronti dei preti accusati di violenza su minori.

     

    “Già lo scorso anno – spiega la nota – dalla Cancelleria diocesana venne precisato che la Congregazione Dottrina della Fede, alla quale la Diocesi di Napoli aveva rimesso tutta la documentazione relativa all’istruttoria fatta in loco, ‘nel 2016 riteneva non essere emersi gli elementi sufficienti per avviare un processo penale a carico’ del sacerdote in questione”.

    All’inizio di quest’anno, dopo una denuncia fatta da un’altra persona direttamente alla Santa Sede, “il Santo Padre – prosegue la nota – ha deciso la riapertura del caso, incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti, per cui, poco prima della Pasqua, alla Diocesi di Napoli è stato affidato il compito di effettuare l’indagine previa, che il cardinale arcivescovo ha immediatamente avviata ed è, quindi, in atto”. Una volta completata tale indagine, conclude la nota, “verrà tutto rimesso per competenza alla stessa Congregazione Dottrina della Fede per le valutazioni e determinazioni”

    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2018/04/07/news/curia_di_napoli_riaperto_il_caso_del_sacerdordote_accusato_di_pedofilia-193245682/?refresh_ce#gallery-slider=193232398

  • Vittime prete pedofilo, sit in a Napoli

    Vittime prete pedofilo, sit in a Napoli

    (ANSA) – NAPOLI, 7 APR – “Perché il cardinale Sepe non fa sentire la sua voce? Dove si trova il prete autore degli abusi?” hanno detto oggi esponenti della ‘Rete l’Abuso’ dinanzi alla cattedrale di Napoli per fare un volantinaggio tra i fedeli che proseguirà anche domani sul tema delle violenze subite da un presunto prete pedofilo napoletano. Tra di loro Diego Esposito (nome di fantasia) che aveva il volto coperto da una maschera di Anonimus (come altri due) e che ha denunciato di aver subito nel 1989, quando aveva 13 anni, abusi sessuali da un sacerdote a Ponticelli. Questione che, sotto il profilo penale è coperta da prescrizione ma che Diego vuole che non finisca nel dimenticatoio. Ha intrapreso una causa civile ma attende dalla Chiesa un provvedimento che “faccia giustizia, che butti fuori questo prete, come ha detto più volte il Papa”. “Quella vicenda mi ha stravolto la vita” ha detto ancora Diego che ha puntato l’indice anche contro il cardinale Sepe che, a suo dire, non avrebbe imposto alcun restrizione al sacerdote.

    http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2018/04/07/vittime-prete-pedofilo-sit-in-a-napoli_8b4fb25f-ba93-40f8-814b-a0de26cf9e10.html

  • Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale

    Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale

    (Agenzia Vista) Napoli, 07 aprile 2018
    Sit-in contro abusi su minori al Duomo di Napoli, una delle vittime: “Mi hanno rovinato”, speciale
    La Rete l’Abuso ha promosso un sit-in davanti al sagrato del Duomo per protestare contro gli abusi sui minori, con particolare riferimento alle indagini che vedono coinvolti alcuni parroci delle diocesi di Napoli e altre città italiane. Tra i partecipanti al sit-in il portavoce della Rete l’Abuso, Francesco Zanardi, una delle vittime, Giuseppe Scognamiglio, e il consigliere della Regione Campania per i Verdi, Francesco Borrelli. AltrimondiNews
    Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

    http://www.agenziavista.it/tempo-reale/2018/209848_sit-in-contro-abusi-su-minori-al-duomo-di-napoli-una-delle-vittime-mi-hanno-rovinato-speciale/

  • Autopsia ed esami tossicologici per fare luce sulla morte del seminarista americano Anthony Freeman

    Autopsia ed esami tossicologici per fare luce sulla morte del seminarista americano Anthony Freeman

    Si attendo i risultati dell’autopsia sul corpo di Anthony Freeman, il giovane seminarista americano trovato morto in una residenza religiosa a Roma. Oltre alla causa della morte, si cercano risposte all’incongruenza tra lo stato di decomposizione del corpo al momento del ritrovamento e la ricostruzione delle ultime ore di vita del prete fatta dai suoi amici.

    L’orario presunto della morte, indicato dallo stato di decomposizione del corpo, sarebbe incompatibile con i racconti dei confratelli di Anthony Freeman, il seminarista 29enne trovato morto nella sua stanza nel collegio dei Legionari di Cristo in via degli Aldobrandeschi in zona Aurelia. Per questo la procura, pur non avendo elementi che portino in una direzione diversa da quella della morte naturale, ha aperto un fascicolo sul decesso del giovane prete di origine statunitense, il cui corpo è stato ritrovato nel pomeriggio di Pasquetta, quando i suoi amici si sono accorti che mancava ormai da diverse ore ed era in ritardo per la partenza che avevano in programma per una gita a Napoli.

    A condurre le indagini la pm Nadia Plastina, titolare del fascicolo, che ha affidato l’esame autoptico al medico legale Francesca Cittadini, che ha deciso di avvalersi anche della consulenza di un tossicologo. Sarà l’autopsia a stabilire con esattezza quando, ma soprattutto perché, il giovane seminarista da cinque anni residente nella capitale sia morto. Si verificherà la possibilità di una malformazione cardiaca o se avesse assunto qualche sostanza ancora non riscontrata: Anthony era uno sportivo e un giovane apparentemente in perfette condizioni di salute.

    Una delle ipotesi sull’accelerata decomposizione del corpo del ragazzo, che così quadrerebbe con i racconti degli altri seminaristi, è la temperatura della stanza, che potrebbe aver favorito il processo. In ogni caso saranno ascoltati tutti gli amici e i residenti nel collegio dell’ordine religioso per ricostruire con esattezza le ultime ore di vita del seminarista, che proprio il giorno di Pasqua aveva assistito alla messa in San Pietro con Papa Francesco, come aveva raccontato su Instagram, su cui aveva un discreto successo.

    https://roma.fanpage.it/autopsia-ed-esami-tossicologici-per-fare-luce-sulla-morte-del-seminarista-americano-anthony-freeman/

  • Roma, seminarista di 29 anni trovato morto in convento

    Roma, seminarista di 29 anni trovato morto in convento

    Era ospite dei Legionari di Cristo dove aveva trascorso la Pasqua, era atteso a Napoli

    di FRANCESCO SALVATORE

    La porta era chiusa e la luce era ancora spenta. Al centro della stanza, il letto e sotto le coperte un corpo esanime, vestito per andare a dormire. Il cadavere di un aspirante sacerdote è stato trovato così nel pomeriggio del Lunedì dell’Angelo all’interno del collegio dell’ordine religioso dei Legionari di Cristo, in via degli Aldobrandeschi, zona Aurelia. Si tratta di un seminarista di origine americana, Anthony Joseph Freeman, 29 anni, appartenente alla congregazione clericale e da cinque anni residente a Roma. Sul corpo dell’uomo non è stata trovata alcuna lesione particolare ma la procura ha deciso di aprire comunque un’indagine per capire le cause delle morte.

    A convincere gli inquirenti il primo esame compiuto sul cadavere del religioso dal medico legale, che ha fatto emergere un’anomalia rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento, ovvero una morte intervenuta nel sonno: lo stato di decomposizione del corpo dell’uomo, infatti, sarebbe superiore rispetto all’orario presunto del decesso. Il cadavere sarebbe ad uno stadio di decomposizione più avanzato rispetto a quanto atteso.

    Freeman, che era molto attivo sui social network, ha postato l’ultima foto su Instagram annunciando la fine degli otto giorni di silenzio che si era imposto prima di Pasqua e di aver servito alla messa officiata dal Papa. “Christ is Risen Alleluia! After an 8 day silent retreat I was blessed to meet Pope Francis today and serve the Easter mass!”, aveva scritto.

    Secondo le prime testimonianze, Freeman era stato visto per l’ultima volta a cena la sera di Pasqua. Dopodi ché era andato a coricarsi nel suo alloggio, al collegio dei Legionari di Cristo, per essere poi trovato senza vita nel pomeriggio di Pasquetta nella sua stanza. Un lasso di tempo di meno di 24 ore, dunque. Che secondo una prima osservazione non corrisponderebbe all’effettivo stato del cadavere.

    Da qui l’approfondimento disposto dal pubblico ministero Nadia Plastina: proprio oggi verranno incaricati i consulenti per l’autopsia. Si tratta di un esame necessario, che servirà da spartiacque per inserire la morte del seminarista fra i decessi naturali oppure ricondurla ad altro. Al momento il fascicolo è stato aperto con l’ipotesi di reato di morte come conseguenza di un altro delitto. Senza indagati. Quello che è certo è che sul suo corpo non è stato trovato alcun segno di violenza. Motivo che aveva fatto pensare subito ad una morte nel sonno: un po’ come è stato lo scorso mese per il calciatore della Fiorentina Davide Astori, deceduto presumibilmente per un problema cardiaco legato a un rallentamento del battito, una bradiaritmia.

    Sebbene non ai livelli del difensore della nazionale, infatti, anche Freeman era uno sportivo, e in forma smagliante, come testimoniato da altri componenti della congregazione. Il 29enne aveva cenato la sera di Pasqua insieme ad alcuni di loro. Con i quali si era accordato anche per trascorrere la Pasquetta: all’indomani

    mattina dovevano andare tutti a Napoli. Freeman, invece, non si è alzato dal suo letto. Solo nel pomeriggio, però, qualcuno ha bussato alla sua porta. Più volte, finché, non ricevendo risposta, non ha potuto far altro che aprire. Una volta passato l’uscio si è trovato davanti qualcosa di inaspettato. Il seminarista non rispondeva agli stimoli. Solo a quel punto sono state chiamate le forze dell’ordine che hanno constatato il decesso.

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/04/04/news/roma_seminarista_ventinovenne_trovato_morto_in_convento-192925948/

  • Sit in vittime dei preti pedofili: “Servono denunce penali contro chi ha compiuto abusi”

    Sit in vittime dei preti pedofili: “Servono denunce penali contro chi ha compiuto abusi”

    “Curia napoletana dia risposte e aiuti la Magistratura a fare chiarezza”

  • Vittime abusi, sit-in al duomo di Napoli

    Vittime abusi, sit-in al duomo di Napoli

    7-8 aprile,’per chiedere conto a Sepe di provvedimenti canonici’

    http://www.ansa.it/campania/notizie/2018/04/03/vittime-abusi-sit-in-al-duomo-di-napoli_87875fce-d2dc-4240-8b07-9743c94c7527.html
  • Italy  #ChurchToo – NAPOLI 7-8 Aprile, Sit-in delle vittime di preti pedofili davanti al Duomo

    Italy #ChurchToo – NAPOLI 7-8 Aprile, Sit-in delle vittime di preti pedofili davanti al Duomo

    Un Sit-in di due giorni davanti al Duomo di Napoli dove diverse vittime, mettendoci la faccia, protesteranno chiedendo conto al Cardinale Crescenzio Sepe e alla Diocesi napoletana, sull’esito dei loro procedimenti canonici, divenuti ormai come il segreto di Pulcinella.

    L’iniziativa non violenta partita dalle vittime e patrocinata dall’Associazione Rete L’ABUSO, nasce soprattutto a seguito dell’ultimo scandalo napoletano, quello del sacerdote Silverio Mura recentemente scoperto a fare il prete sotto falso nome in un piccolo paesino del nord, Montù Beccaria, dove da un anno circa, malgrado le denunce, operava ancora a stretto contatto con i minori.

    La Rete L’ABUSO ha svolto alcune indagini sul caso scoprendo che don Silverio Mura arriva nel piccolo cento di Montù Beccaria poco più di un anno fa, dopo la morte della madre.

    A proporlo come aiuto al parroco di Montù – don Simone Baggio – sarà padre Egidio Pittiglio, un sacerdote della Diocesi di Cremona che ha fatto carriera, oggi è Superiore Generale della Congregazione dei Missionari della Divina Redenzione e vive proprio a Napoli, per esattezza a Nola e assegnato alla Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano, Carbonara di Nola.

    Da quanto apprendiamo, padre Pittiglio avrebbe proposto da subito don Silverio Mura con un nome falso (Saverio Aversano) al parroco di Montù, che così riuscirà ancora una volta a nascondersi insieme ai suoi scheletri, fino allo scorso 7 marzo, quando un servizio delle IENE lo smaschera.

    Di qui la rabbia delle vittime di don Silverio Mura, quella delle mamme di Montù Beccaria, ma in particolare quella della vittima Diego Esposito, che da otto anni, dopo essersi sottoposto ad un processo canonico, poi insabbiato dalla Diocesi e riaperto lo scorso 17 febbraio da Papa Francesco, scopre l’ennesima presa in giro, che questa volta potrebbe essere costata cara anche ad altri minori, cosa per lui e per noi tutti inaccettabile.

    Un’iniziativa rara in Italia dove generalmente siamo abituati a vedere i fedeli in processione per difendere il pedofilo, mai nessuno per la vittima.

    L’iniziativa coinvolgerà le vittime di due casi insabbiati nel napoletano, quello di don Silverio Mura e quello di don Maurizio Palmieri.

    Sarà presente nei due giorni di Sit-in anche il Presidente della Rete L’ABUSO Francesco Zanardi, anche lui vittima di abusi, che personalmente vuole sostenere in questa lodevole iniziativa civile e non violenta le vittime napoletane e le loro famiglie che saranno presenti al Sit-in del 7 e 8 aprile.

    L’iniziativa è patrocinata dalla Rete L’ABUSO (Associazione italiana dei sopravvissuti agli abusi sessuali del clero) e rientra nelle iniziative internazionali del programma #ItalyChurchToo

    L’Ufficio di Presidenza

    contattaci: info@retelabuso.org

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  • Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    Prete esorcista arrestato, Moggi sentito in Procura: «Don Barone ha contatti importanti in Vaticano»

    L’ex dg della Juventus sentito dai pm come persona informata dei fatti. E spunta il nome di un cardinale e un giro di soldi per pellegrinaggi all’estero

    Don Michele Barone, il prete-esorcista di Casapesenna – nel Casertano – arrestato per i maltrattamenti ai danni di una 13enne che i genitori ritenevano fosse posseduta dal diavolo, avrebbe avuto contatti e protezione anche nel Vaticano. Non solo un circuito di amici vip, sia del mondo dello spettacolo e della tv o del calcio, ma anche rapporti stretti con persone influenti tra le mura pontificie. Il particolare emerge di verbali, desecretati, dell’interrogatorio di Luciano Moggi – l’ex direttore generale di Juventus e Napoli – ascoltato come persona informata dei fatti dai magistrati.

    L’alto prelato

    I pm di Santa Maria Capua Vetere, come anticipato dal Mattino, ha chiarito le ragioni delle telefonate continue con don Barone e le motivazioni delle richieste di denaro da parte del sacerdote. «Erano soldi che gli dovevo per un pellegrinaggio», ha risposto Moggi ai magistrati. E poi ha aggiunto: «Io non avevo motivo di sospettare di don Michele Barone, lo credevo una persona degna di stima in quanto molto accreditato in Vaticano». Tant’è che l’ex dg bianconero fa anche il nome di un cardinale. Don Barone, per Moggi, era «vicino a Liberio Andreatta», per anni responsabile dell’Opera romana pellegrinaggi, l’agenzia che si occupa di turismo religioso per il Vaticano. «Mi ero fidato – insiste Moggi – perché avevo avuto modo di notare il rapporto personale con un prelato di tale calibro».

    Controlli sui conti correnti

    Proprio sui soldi dei pellegrinaggi, soprattutto all’estero, si starebbero ora focalizzando le attenzioni dei pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere. I magistrati stanno effettuando verifiche e incroci di dati, ma anche numerosi accertamenti bancari che interessano diverse persone. Alcune molto importanti.

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_marzo_30/prete-esorcista-arrestato-moggi-sentito-procura-don-barone-ha-contatti-importanti-vaticano-64fb0482-33fb-11e8-a818-49218ffab94d.shtml

  • MONTÙ BECCARIA : SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA “GIÙ LE MANI DA MONTÙ”

    MONTÙ BECCARIA : SACERDOTE ACCUSATO DI PEDOFILIA “GIÙ LE MANI DA MONTÙ”

    Il sindaco di Montù Beccaria, Amedeo Quaroni, interviene con una lettera aperta, in merito alla vicenda  del sacerdote accusato di pedofilia.

    “Il sentimento che ho condiviso con i miei concittadini ed in particolare con i genitori di minori, dal primo momento in cui ho avuto la notizia – scrive Quaroni- che un sacerdote accusato di pedofilia era in mezzo a noi, è stato quello della preoccupazione! Come primo cittadino mi sono attivato immediatamente per trasmettere questa nostra preoccupazione agli organi ecclesiastici ed in particolare al nostro parroco Padre Simone Baggio, che mi rassicurava del fatto che il sacerdote in questione era già stato richiamato dalla sua diocesi di Napoli da dove era arrivato in prestito temporaneo e senza un incarico specifico, in seguito ad una richiesta di aiuto per mantenere il servizio alle numerose parrocchie in capo alla nostra.

    L’immediato allontanamento del religioso, la mia conoscenza personale dello stesso, la sua convivenza in comunità parrocchiale a stretto contatto con il Parroco e con altri componenti della parrocchia, la totale assenza anche minima di lamentele in questo lasso di tempo da parte dei cittadini e ancor meno da parte dei genitori di Montù, ancorché la stima che tanti riponevano in lui, mi ha concesso di allentare la morsa della preoccupazione, del resto mai sopita, riponendo la fiducia nella giustizia. Premesso che sono d’accordo sul fatto che la curia di Napoli non abbia agito con la dovuta prudenza mandando in una parrocchia un sacerdote che anche se dichiarato innocente dallo Stato e dalla Chiesa era stato pur accusato di un gravissimo reato. Purtroppo certe accuse infamanti anche se infondate ti segnano per tutta la vita ….e comunque, sono sicuro che se informati per tempo, né il nostro Vescovo di Tortona, né Padre Egidio Pittiglio Superiore dei Missionari della Divina Redenzione, né Padre Simone nostro Parroco si sarebbero accollati l’onere di un rischio simile.

    Non posso però condividere gli attacchi che mi sono stati rivolti, gratuiti, ingiustificati ed immeritati, che sono arrivati tramite i social , facebook e tramite gli organi di stampa.

    Mi è stato rimproverato di non aver provveduto a consegnare il soggetto alle autorità competenti ma di averlo fatto…. scappare! Cari signori, Don Silverio Mura per lo Stato Italiano è un uomo libero ed innocente fino a prova contraria. Si faceva chiamare Don Saverio ? Sì è vero! Probabilmente sapendo dell’accusa infamante che si portava dietro ha preferito presentarsi ai suoi nuovi confratelli e ai parrocchiani con il nome di Don Saverio anziché Silverio diverso da quello indicato dai suoi documenti che riportano fedelmente Silverio Mura con residenza a Napoli.

    In qualità di Sindaco e di cittadino anche se avessi saputo del nome Saverio-Silverio non avrei potuto denunciare nessuno solo perché si fa chiamare con un nome diverso, nel nostro stesso comune ci sono montuesi che si fanno chiamare e sono conosciuti con nomi che non corrispondono alla loro carta di identità ma non per questo sono perseguibili per legge. Tanto meno potevo consegnare all’autorità giudiziaria o trattenere un uomo che non è ricercato da nessuno se non da qualche testata giornalistica o scandalistica.

    Ribadisco la mia vicinanza alla comunità montuese, anche se mi hanno fatto male frasi del tipo …”sapevano tutto” …”il Sindaco non poteva non sapere”…”il Sindaco non si interessa perché ha i figli grandi”…. “c’è omertà perché non è periodo di elezioni” …e altre perle ben più gravi, di questo genere!

    Ma per questo perdono tutti, perché comprendo che nella foga del momento e della condanna generale di uno dei peggiori crimini che un uomo possa commettere, la pedofilia, si possa perdere anche il lume della ragione e lasciarsi andare a pesanti ed inopportune quanto imperdonabili accuse gratuite anche contro pubblici ufficiali ed autorità, lo capisco!

    A proposito di “ omertà” io sono stato il primo a rispondere ai giornalisti su “Il Giorno” che ringrazio per la bellissima foto mai in 30 anni di “carriera politica“ mi avevano riservato una pagina intera con una mia gigantografia….carini vero? Grazie!

    Il giorno dopo ho risposto a ”La Provincia Pavese” ed in entrambe i casi ho detto quello che sapevo raccomandando a tutti prudenza nel giudicare e nell’esprimersi….ma non sono stato ascoltato !

    Un tornado mediatico ha messo il nostro paese nell’occhio del ciclone per volere stesso di alcuni suoi cittadini che, pur non avendo niente di concreto da denunciare, han pensato bene di fare una bella pubblicità gratuita al loro paese.

    Adesso però si sta esagerando .

    Ho visto che gli accusatori di Don Silverio: la presunta vittima che si presenta con nome di fantasia senza mai mostrare il suo volto e i suoi avvocati e i suoi collaboratori, accettati inopportunamente nel nostro gruppo di facebook : ….“ sei di Montù Beccaria se…” , costoro stanno mettendo in atto un attacco vero e proprio, teso a minare la tranquillità delle nostre famiglie ed il buon nome del nostro paese!

    Montù Beccaria, se Don Silverio sarà giudicato colpevole delle accuse che gli vengono contestate, si augura che gli venga inflitta la peggior condanna che lo Stato Italiano possa commutare!

    Ma se qualcuno pensa di strumentalizzarci e di voler utilizzare la serenità dei nostri ragazzi e delle loro famiglie per trovare facili appigli al fine di consolidare un castello accusatorio che scricchiola, prego rivolgersi altrove! La richiesta di indennizzo che chiedono lor signori alla curia di Napoli mi è stato detto essere pari a circa un milione e mezzo di euro, non siamo della partita, grazie!!

    Mi avvalerò se necessario anche della tutela di un legale per difendere la nostra immagine. Diffido già da ora chiunque , che in forme diverse, persista nell’infangare il nome di Montù Beccaria, la sua storia, la sua gente, la serenità dei suoi ragazzi e delle loro famiglie .

    Siamo nella settimana Santa – conclude Quaroni-  credo che mai come adesso dobbiamo tutti insieme trovarci solidali intorno al nostro Parroco, una persona di un’umanità , di una sensibilità e di una bontà straordinaria! Don Simone ha bisogno di noi, del nostro conforto, della nostra solidarietà! Diamogliela!

    Da parte mia, come sempre, sapete dove trovarmi, sono disponibile per qualsiasi chiarimento ed aiuto per il bene del nostro paese e dei nostri ragazzi che sono il nostro futuro e la ragione della nostra vita!

    Amedeo Quaroni

    Sindaco di Montù Beccaria”


    Leggi anche la risposta di Diego Esposito

    Lettera aperta della vittima Diego Esposito al sindaco di Montù Beccaria Amedeo Quaroni