Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: onu

  • Preti pedofili, il video choc che imbarazza Bergoglio (VIDEO)

    Preti pedofili, il video choc che imbarazza Bergoglio (VIDEO)

    Un video di 8 minuti per chie­dere giu­sti­zia. Lo hanno inviato ieri a papa Fran­ce­sco 17 donne e uomini che hanno subito abusi e vio­lenze da parte di preti e reli­giosi. L’iniziativa è stata pro­mossa dalla rete L’Abuso, l’associazione che da anni aggrega e difende le vit­time dei preti pedo­fili in Ita­lia.
    «Vogliamo solo giu­sti­zia», «chie­diamo che Ber­go­glio ci dia delle rispo­ste e fac­cia giu­sti­zia», ripe­tono nei loro bre­vis­simi video mes­saggi le 17 vittime.

    C’è Giada Vitale, 18 anni, abu­sata da un prete da quando aveva 13 anni fino ai 16, che chiede a papa Fran­ce­sco per­ché non ha rispo­sto alla sua let­tera che gli ha con­se­gnato per­so­nal­mente. Erik Zat­toni, 32enne, nato da un abuso subito dalla madre da don Pie­tro Tosi, come rico­no­sciuto dal test del dna, che domanda come mai quel prete – ora morto – non sia nem­meno stato dimesso dallo stato cle­ri­cale. E poi ci sono otto ex ospiti dell’Istituto per sor­do­muti «Pro­volo» di Verona che, insieme ad altre decine di ragazze e ragazzi accolti al «Pro­volo», hanno subito abusi e vio­lenze da parte di 26 preti e fra­telli laici fra gli anni ’50 gli anni ‘80, come sta­bi­lito anche da una com­mis­sione di inchie­sta voluta nel 2009 dal Vati­cano e pre­sie­duta da Mario San­nite, ex pre­si­dente del tri­bu­nale di Verona. «Ini­zial­mente la Curia dichiarò che non avrebbe dato impor­tanza alla pre­scri­zione, ma poi, forse visti anche i risul­tati dell’inchiesta, ritrattò», rileva la rete L’Abuso. Di quei 26 preti e reli­giosi, 12 sono dece­duti. I restanti 14 sono impu­niti, molti – pre­scritti – sono ancora preti e vivono tut­tora al Pro­volo, altri invece sono stati tra­sfe­riti nella suc­cur­sale argen­tina dell’istituto, con sede a La Plata.

    «La nostra vuole essere una denun­cia pacata ma netta, per­ché nes­suno di noi ha rice­vuto rispo­ste. Sem­bra che papa Fran­ce­sco stia facendo molto per le vit­time della pedo­fi­lia, ma dal nostro punto di vista non è cam­biato nulla», spiega Fran­ce­sco Zanardi, por­ta­voce della rete L’Abuso. La denun­cia alle auto­rità civili e alla magi­stra­tura resta, per Zanardi, l’unico stru­mento vera­mente effi­cace di giu­sti­zia e di risar­ci­mento per le vit­time. Ed è un passo che le auto­rità reli­giose non inten­dono fare. «L’istituzione eccle­sia­stica nel migliore dei casi avvia un pro­cesso cano­nico nei con­fronti del prete pedo­filo – aggiunge – e la pena più severa è la dimis­sione dalla stato cle­ri­cale. In que­sto modo, secondo noi, la Chiesa risolve il «suo» pro­blema, per­ché allon­tana da sé chi ha sba­gliato. Ma se non c’è l’intervento della magi­stra­tura, non si può dire che giu­sti­zia sia stata fatta. Per­lo­meno dal punto di vista delle vit­time. E a que­sto pro­po­sito, il fatto che le Linee guida anti­pe­do­fi­lia della Cei, rese note poche set­ti­mane fa, non pre­ve­dano per i vescovi un obbligo strin­gente di denun­cia alla magi­stra­tura ma solo un gene­rico «dovere morale di con­tri­buire al bene comune» ci sem­bra un fatto gravissimo».

    La Con­gre­ga­zione per la dot­trina della fede – ha comu­ni­cato qual­che giorno fa mon­si­gnor Sil­vano Tomasi al Comi­tato Onu sulla Con­ven­zione con­tro la tor­tura – fra il 2004 e il 2013 ha rite­nuto atten­di­bili 3.420 casi di abuso su minori com­messi tra gli anni ’50 e gli anni ’80. I preti dimessi dallo stato cle­ri­cale sono 848, men­tre 2.572 sono stati puniti dalla Santa Sede con «altre misure cano­ni­che e disci­pli­nari». «Ma que­sti numeri non val­gono per l’Italia, dove le vit­time non hanno rice­vuto nes­sun soste­gno», dice Zanardi, che annun­cia: «Nelle pros­sime set­ti­mane pre­sen­te­remo un dos­sier all’Onu con i casi di 150 preti ita­liani con­dan­nati in via defi­ni­tiva per abuso e vio­lenze ses­suali su minori. Ma se con­si­de­riamo anche i pre­scritti e quelli in attesa di giu­di­zio il numero aumenta notevolmente».

  • Al Papa il video sui preti pedofili Mons. Becciu sarà “l’ambasciatore”

    Al Papa il video sui preti pedofili Mons. Becciu sarà “l’ambasciatore”

    Monsignor Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato vaticana, è stato scelto come tramite da un gruppo di vittime di atti di pedofilia da parte del clero affinché recapiti un video con un loro appello a Papa Francesco al fine di chiedere “giustizia”. A darne notizia è l’associazione “Rete L’abuso Onlus”, che ha anche annunciato, nei prossimi giorni, l’invio di un rapporto all’Onu sui preti pedofili italiani. Al suo interno, circa 150 casi di sacerdoti condannati in via definitiva dal 2000 a oggi, “molti ancora in servizio”. La lista dei nominativi è già online sul sito dell’associazione.

    Secondo la Onlus si tratta di “un atto informativo dovuto, in quanto, nel 2009 quando scoppiò anche in Europa lo scandalo dei preti pedofili, i governi di molti Paesi istituirono commissioni di inchiesta per stabilire la portata del fenomeno. In Italia purtroppo ciò non avvenne”. “Anche la recente e pesante relazione dell’Onu – si fa notare – infatti, non tiene conto della situazione italiana, in quanto non esistono dati ufficiali censiti”. Insieme a quel rapporto, l’associazione porterà anche “la denuncia dell’asse Italia-Argentina, dove il Vaticano ha nascosto 4 dei preti pedofili dell’istituto per sordi di Verona Antonio Provolo, che ha una sede proprio a La Plata in Argentina”.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2014/05/09/al_papa_il_video_sui_preti_pedofili_mons_becciu_sar_l_ambasciatore-5-366895.html

  • Preti pedofili, Vaticano rivela dati sulla pedofilia: 848 sacerdoti sospesi in 10 anni, 2.572 “punizioni minori”

    Preti pedofili, Vaticano rivela dati sulla pedofilia: 848 sacerdoti sospesi in 10 anni, 2.572 “punizioni minori”

     Per la prima volta, il Vaticano ha diffuso i dati sui provvedimenti imposti nei confronti di sacerdoti accusati di stupri e molestie nei confronti di bambini. Sono 848 i preti sospesi a divinis e 2.572 quelli cui sono state imposte “punizioni minori”, nel corso dello scorso decennio.

    In precedenza, nel suo documento annuale, la Santa Sede aveva rilasciato dati discordanti sui provvedimenti, mentre ora li ha forniti in modo dettagliato, scorporati anno per anno.

    L’ambasciatore della Santa Sede alle Nazioni Unite, l’arcivescovo Silvano Tomasi, ha riferito i dati durante il secondo giorno dell’udienza davanti alla commissione Onu che monitora l’applicazione della Convenzione contro la tortura. Tomasi ha insistito su quanto già dichiarato ieri, ovvero che il trattato si applicherebbe soltanto all’interno dei confini di Città del Vaticano. Tuttavia, i dati da lui diffusi riguardano tutto il mondo. Tomasi, inoltre, ha ammesso che gli abusi sessuali a danni di bambini “possono essere considerati tortura”.

    http://www.huffingtonpost.it/2014/05/06/preti-pedofili_0_n_5274167.html?utm_hp_ref=tw

  • Preti pedofili: quasi 3500 casi in dieci anni, 884 sacerdoti allontanati

    Preti pedofili: quasi 3500 casi in dieci anni, 884 sacerdoti allontanati

    Tra il 2004 ed il 2013, il Vaticano ha «cacciato» 884 preti accusati di pedofilia, svestendoli dell’abito talare e riducendoli allo stato di laici, cioè di comuni cittadini. Lo ha detto martedì a Ginevra il nunzio apostolico presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra, Silvano Tomasi, nel corso della seconda giornata di esame del rapporto della Santa Sede davanti ai dieci esperti del 52esimo Comitato Onu contro la tortura. Negli ultimi nove anni, sono stati 3.420 i casi giunti alla Congregazione per la Dottrina della fede, fondati su accuse credibili di abusi sessuali commessi da membri del clero contro minorenni. La maggioranza dei casi si riferisce agli anni ‘50, ‘60, 70’ e ‘80.Per stare ai provvedimenti presi solo negli ultimi due anni, Benedetto XVI aveva sospeso 384 sacerdoti negli ultimi due anni del suo pontificato.

    «La Chiesa sta affrontando il problema»

    Dal 2004, più di 3.400 casi credibili di abusi sono stati denunciati al Vaticano, di cui 401 nel solo 2013. Altre misure disciplinari sono state prese nei confronti di 2.572 sacerdoti. Tra le sanzioni minori ai 2.572 sacerdoti c’è anche l’imposizione a vivere il resto della vita in penitenza e preghiera, misura spesso usata quando il prete accusato è anziano o infermo. Non sono pochi, ma, precisa Tomasi, si tratta di sacerdoti che vengono «messi in un luogo in cui non hanno alcun contatto con bambini». Del resto, ricorda monsignore, la «Santa Sede non ha la competenza o i mezzi di avviare procedure per crimini fuori dalla Città del Vaticano». Tuttavia «compie ogni sforzo per condurre procedure ecclesiastiche nei confronti di membri del clero contro i quali sono state mosse accuse credibili di abusi sessuali contro minori, ma senza pregiudizio per le procedure giudiziarie nel Paese di residenza». «Direi che il punto più importante da fare entrare nella convinzione degli esperti – afferma Tomasi – è che la Chiesa, da una parte la Santa Sede, nel suo campo, e le Conferenze episcopali e la Chiesa in generale, da 10 anni sono sul fronte per combattere contro ogni abuso sessuale sui minori, per prevenire questo crimine, per aiutare le vittime e per punire anche chi è colpevole. Quindi, non vogliamo che rimanga fossilizzata la percezione che la Chiesa non abbia fatto abbastanza o che la Chiesa abbia cercato di evitare o che stia ancora evitando di affrontare il problema».

    Il primo rapporto davanti al comitato Onu contro la tortura

    Le conclusioni del Comitato sull’esame del rapporto della Santa Sede sono attese il 23 maggio. Si tratta del primo rapporto della Santa Sede davanti al Comitato Onu contro la tortura. Il Comitato esamina i rapporti di tutti i 155 Paesi aderenti alla Convenzione del 1984 contro la tortura e altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti. La Santa Sede ha aderito al Trattato nel 2002. Intanto, un commento del Wall Street Journal afferma che se il Comitato Onu preposto al rispetto della Convenzione contro la Tortura «dovesse accogliere la richiesta» di alcune associazioni e gruppi e «concludere che il Vaticano ha violato la Convenzione» per i casi di abusi sui minori, «questo rappresenterebbe un’interpretazione giuridicamente insostenibile e perversa del trattato» che potrebbe indebolire la sua efficacia e soprattutto «rappresenterebbe un attacco palese alla libertà religiosa». Nell’analisi firmata da David B. Rivkin Jr. e Lee A. Casey – ex funzionari del Dipartimento di Giustizia a Washington durante le presidenze Reagan e George W. Bush – si ricorda che nel passato la Chiesa non si è mossa in maniera adeguata nella lotta alla pedofilia ma «più recentemente ha invece ammesso i propri errori e ha messo in campo riforme fondamentali per risolvere il problema».Per gli editorialisti di Wsj nessuno ha dubbi nel condannare la pedofilia «ma inserire la questione nella Convenzione contro la tortura è legalmente scorretto».

    http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_06/preti-pedofili-quasi-3500-casi-dieci-anni-884-sacerdoti-allontanati-b93d09f4-d54b-11e3-b55e-35440997414c.shtml

  • Pedofilia. Audizione Vaticano davanti a Commissione Onu

    Pedofilia. Audizione Vaticano davanti a Commissione Onu

    (ASCA) – Roma, 5 mag 2014 – La Commissione contro la tortura delle Nazioni Unite inizia oggi la due giorni di udienza dei rappresentanti del Vaticano, che dovranno illustrate i propri sforzi per sradicare il fenomeno dei preti pedofili. Per la Santa Sede, che ha firmato la convenzione contro la tortura nel 2002, si tratta della prima udienza del genere, dopo che l’agenzia Onu per i diritti dei bambini aveva gia’ pesantamente criticato l’operato della Chiesa Cattolica lo scorso gennaio.

    Parlando all’apertura della riunione, l’inviato del Vaticano, monsignor Silvano Tomasi, ha detto che la Santa Sede ha fatto della lotta alla tortura “una questione cruciale e morale” e che la Chiesa cattolica “non ha la giurisdizione su ogni suo membro”. (fonte AFP).

    Questa è una notizia dell’agenzia Asca.

    http://archivio.internazionale.it/news/pedofilia/2014/05/05/audizione-vaticano-davanti-a-commissione-onu

  • Il Vaticano a maggio davanti al comitato Onu anti-tortura

    Il Vaticano a maggio davanti al comitato Onu anti-tortura

    Lombardi: procedura ordinaria a cui aderiscono gli Stati parte. Le accuse dello Snap sulla pedofilia

    Il prossimo maggio la Santa Sede presenterà il suo rapporto iniziale sulla Convenzione contro la Tortura (Cat) al relativo comitato delle nazioni Unite. Lo ha confermato ai giornalisti il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. Rispondendo alle loro domande, padre Lombardi ha specificato che la presentazione del rapporto avverrà il prossimo mese, insieme con Cipro, Lituania, Guinea, Montenegro, Sierra Leone, Tailandia, Uruguay.

    “Si tratta – ha precisato il direttore della Sala Stampa Vaticana – della procedura ordinaria alla quale aderiscono tutti gli ‘Stati parte’ della Convenzione. Tenendo conto del tipo di obblighi previsti dalla Convenzione, la Santa Sede ha aderito, nel 2002, a detta Convenzione esclusivamente a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano. In ragione di ciò – ha concluso padre Lombardi – la Santa Sede continua ad attuare gli obblighi assunti per conto dello Stato della Città del Vaticano e a presentare i rapporti periodici, secondo le procedure previste dalla Convenzione”.

    Nei giorni scorsi il Center for Constitutional Rights (Ccr), che rappresenta il Survivors Network of those Abused by Priests (Snap) ha riferito in una nota di aver consegnato al comitato un rapporto “che documenta la gravità del male sofferto a lungo dai sopravvissuti delle violenze sessuali del clero cattolico”. La nota sottolineava che l’udienza di maggio, che dovrebbe svolgersi il 5 e il 6 del mese, “sarà la seconda volta in quattro mesi che alti funzionari cattolici vengono chiamati davanti all’Onu per rispondere della questione del rispetto dei diritti umani da parte del Vaticano in merito alla perdurante crisi mondiale delle violenze sessuali e degli insabbiamenti nella Chiesa cattolica”.

    Il documento sottomesso dal Vaticano a dicembre del 2012 sulla Convenzione contro la Tortura e pubblicato sul sito internet del comitato si concentra sullo specifico del tema della tortura, esponendo il diritto e le procedure dello Stato vaticano in materia e riportando le affermazioni contro la tortura e “altre pene e trattamenti crudeli, inumani o degradanti nell’insegnamento e nell’attività della Santa Sede”.

  • Secondo faccia a faccia ONU Vaticano questa volta davanti al Comitato contro la tortura

    Secondo faccia a faccia ONU Vaticano questa volta davanti al Comitato contro la tortura

     Il Vaticano dovrà affrontare la seconda audizione delle Nazioni Unite sugli abusi sessuali del clero, questa volta davanti al Comitato contro la tortura

    NEW YORK, NY – Una seconda commissione delle Nazioni Unite ha in programma di interrogare funzionari del Vaticano sui fallimenti per fermare gli abusi sessuali del clero.

    L’udienza prevista per il 5-6 Maggio a Ginevra esaminerà se il rapporto del Vaticano sulla protezione dei bambini viola la Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite. La Santa Sede ha ratificato il trattato nel 2002.

    Lunedi il portavoce del Vaticano ha detto che non poteva rilasciare un immediato commento.

    Lo scorso gennaio, i funzionari del Vaticano hanno testimoniato per otto ore davanti a un comitato dei diritti umani sugli abusi sessuali del clero a livello globale.

    Il Vaticano fu costretto a comparire come firmatario della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti del fanciullo, che impone ai governi di prendere tutte le misure adeguate per proteggere i bambini dai pericoli. La Santa Sede è stato uno dei primi Stati a ratificare il trattato nel 1990.

    La commissione delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto graffiante, accusando i funzionari del Vaticano di porre sistematicamente i propri interessi rispetto a quelli delle vittime. Il Vaticano ha condannato i risultati come un riflesso delle posizioni “pregiudizi” di gruppi di difesa anti-cattoliche.

    Il Centro per i diritti costituzionali, un gruppo legale no-profit con sede a New York, hanno presentato le relazioni per conto delle vittime di entrambe le commissioni sollecitando un esame più attento delle Nazioni Unite del rapporto della chiesa sulla pedofilia. Per la prossima udienza davanti alla commissione delle Nazioni Unite contro la tortura, il Centro per i diritti costituzionali ha sostenuto che il Vaticano non ha fatto abbastanza per fermare l’abuso. lo stupro di bambini da parte del clero le torture e i trattamenti inumani.

    Venerdì scorso, il Papa Francesco si è assunto personalmente la responsabilità per il “male” degli abusi sessuali del clero, ha chiesto perdono alle vittime e ha detto che la Chiesa deve essere ancora più audace negli sforzi per proteggere i bambini. Ma Maria Caplan della Rete sopravvissuti dagli abusi da parte di sacerdoti, ha detto che i bambini sono ancora vulnerabili in chiesa perché “malsana, rigida, segreta, gerarchica, la struttura quasi tutto maschile non sta cambiando.”

    La rete dei superstiti lo scorso anno aveva separatamente chiesto alla Corte penale internazionale di indagare ex Papa Benedetto XVI e cardinali del Vaticano per possibili crimini contro l’umanità oltre gli abusi del clero. Il tribunale, con sede a L’Aja, ha respinto la richiesta.

    AP reporter Francesca D’Emilio contributed from Rome.

  • “Don Desio era sospetto, nel 2012 lo segnalai alla curia”

    “Don Desio era sospetto, nel 2012 lo segnalai alla curia”

    Ravenna, 13 aprile 2014 – «NELL’ESTATE del 2012 informai la curia circa alcuni atteggiamenti di don Giovanni Desio che mi preoccupavano. Volevo cercare di aiutarlo prima che potesse diventare pericoloso per se e per gli altri. Il messaggio è arrivato a chi di dovere ma nessuna conseguenza a questo mio gesto si ebbe nei mesi a seguire. Entro quell’estate sembrava che tutto si fosse calmato, anche perché il ragazzo – come venni a sapere – era andato ad abitare in Veneto con la famiglia. Pensai che la cosa fosse finita. Poi, durante una visita a a una coppia di parrocchiani, ho saputo che don Desio aveva addirittura informato il vescovo di allora, monsignor Verucchi, di voler diventare tutore dello stesso ragazzo. I compaesani erano scandalizzati».

    LA PERSONA che ha denunciato i rischi alla curia preferisce non comparire, ma racconta di una segnalazione precisa e circostanziata che risale al 2012. «Ho conosciuto don Giovanni Desio più di dieci anni fa.Un’amicizia duratura anche se incostante. L’ho sempre considerato un prete ‘sopra le righe’, ma conuna verve intellettuale e una cultura che risultava piacevole condividere. Due episodi però mi colpirono:nel 2008 si era interessato a un ragazzo, preoccupandosi di intercedere anche presso la curia perché venisse ospitato in strutture a disposizione della diocesi.

    Il minore andò ad abitare con la famiglia in un appartamento in carico alla curia. Il rapporto molto forte, quasi simbiotico, del sacerdote col ragazzo lo mise in urto prima con la madre naturale, poi con lo stesso giovane, che, appena maggiorenne si allontanò da quel contesto. Il secondo episodio è più recente, può essere ricondotto al 2010-2011 e arriva sino ai giorni nostri. Nel 2010 Don Giovannisegue assiduamente un gruppo di ragazzi allora tredicenni, e mi accorgo che tra i suoi favoriti c’è un ragazzo che diventa in breve il preferito, al punto da permettergli di frequentare anche ambienti estranei alla parrocchia o all’oratorio. L’atteggiamento mi preoccupa un po’, ma non do peso alla cosa fino all’estate 2012 quando incontrai il prete in un bar del paese di sera che stava discutendo animatamente con una cliente. Cercai di ricondurlo alla ragione. In confidenza parlò di sé stesso e del rapporto che aveva col piccolo borgo di cui era pastore. 

    Non capivo i termini che utilizzava, senza essere osceni o volgari erano più adeguati a descrivere ‘amore’ che non impegno civile. La cosa mi preoccupò al punto da cercare di aiutarlo prima che potesse diventare pericoloso per se e per gli altri. Informai la Curia, per intercessione di una persona di assoluta fiducia, perché non volevo che la faccenda degenerasse. Il messaggio è arrivato a chi di dovere ma nessuna conseguenza a questo mio gesto si ebbe nei mesi a seguire».

    SABATO della scorsa settimana, come è noto, don Desio, parroco di Casal Borsetti è stato accusato di adescamento, atti sessuali con minorenni e sostituzione di persona. La squadra mobile sta continuando le indagini.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/provincia/2014/04/13/1052493-don-desio-pedofilia-segnalazione.shtml

  • Pedofilia, Papa: “Chiedo perdono per abusi del clero”. Ma quando risarcirà le vittime? Con le scuse ci fanno un po poco !!

    Pedofilia, Papa: “Chiedo perdono per abusi del clero”. Ma quando risarcirà le vittime? Con le scuse ci fanno un po poco !!

    Pedofilia, Papa: “Chiedo perdono per abusi del clero”

     Il pontefice assicura: “Non faremo nessun passo indietro”. “Chiesa cosciente del danno che ha provocato”. E ribadisce “diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma”

    CITTA’ DEL VATICANO – Usa parole dure il Papa e chiede perdono per la prima volta in maniera così esplicita a nome della Chiesa per i sacerdoti che si sono macchiati di pedofilia. Lo fa incontrando la delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia. Le sue parole richiamano il ‘mea culpa’ a nome della Chiesa che Joseph Ratzinger pronunciò il 12 giugno 2010.

    “Nessun passo indietro”. La riflessione è partita innanzitutto dagli abusi commessi su minori da esponenti della Chiesa. Mi sento chiamato a farmi carico” e “a chiedere perdono” per il male che alcuni sacerdoti “hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini”, ha detto il pontefice, assicurando che non verrà fatto nessun “passo indietro” nel “trattamento di questo problema” e nelle “sanzioni”. “La Chiesa è cosciente di questo danno! E’ un danno personale e morale loro… ma di uomini di Chiesa! E noi non vogliamo compiere un passo indietro in ciò che riguarda il trattamento di questo problema e le sanzioni che devono essere comminate. Al contrario credo che dobbiamo essere molto forti! Con i bambini non si gioca!”.

    I bambini-soldato. Poi Papa Francesco ha parlato delle condizioni dei bambini in tante aree del mondo. “Ai nostri giorni è importante portare avanti i progetti contro il lavoro-schiavo, contro il reclutamento dei bambini-soldato e ogni tipo di violenza sui minori, ha detto ringraziando i rappresentanti dell’organismo che si occupa dei minori per il loro impegno. “E’ una espressione concreta e attuale – ha detto a loro il Papa – della predilezione che il Signore Gesù ha per loro”.

    “Bambini hanno diritto a un padre e una madre”.
     “Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare in relazione alla mascolinità e alla femminilità di un padre e di una madre”.  La “impostazione dei progetti educativi”, ha detto il papa, è innanzitutto necessario “sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli”: “a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti. Conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del ‘pensiero unico’”.

    http://www.repubblica.it/esteri/2014/04/11/news/pedofilia_papa_chiedo_perdono_per_abusi_del_clero-83321769/?ref=HREC1-2

  • Pedofilia: L’associazione A. Provolo di Verona a Roma per la conferenza stampa della Camera dei Deputati

    Pedofilia: L’associazione A. Provolo di Verona a Roma per la conferenza stampa della Camera dei Deputati

     Comunicato stampa: Il 9 aprile 2014, a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati alle ore 9:45 si terrà la conferenza stampa delle vittime di pedofilia clericale dell’Istituto per Sordomuti “Antonio Provolo” di Verona nella quale saranno trattati i seguenti argomenti:

    1. Commissione d’indagine voluta dal Vaticano e provvedimenti presi dallo stesso
    2. Riunione con la Special Rapporteur dell’ONU, dott.ssa Rashida Manjoo, tenutasi a Milano presso l’Università Bicocca il 20/01/2012 su invito dell’ONU-Commissione per i Diritti dei Bambini
    3. Articolo de “il Fatto Quotidiano” del 14/12/2012. Accuse di un altro sordomuto al Vescovo Giuseppe Carraro.
    4. Nostra querela per diffamazione al giornale “L’Avvenire”
    5. Lettera del Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti, del 14/02/2013 indirizzata ai presbiteri nella quale si raccomanda la ri-servatezza qualora si venga a conoscenza di “qualche situazione di turbolenza”
    6. Lettera dell’Associazione Sordi “Antonio Provolo” a Papa Francesco del 31/12/2013
    7. Riunione del 16/01/2014 presso l’ONU-Commissione per i Diritti dei Bambini e relative reprimende dell’ONU nei confronti del Vaticano
    8. Richiesta di risarcimento al Vaticano per le vittime di pedofilia cleri-cale
    9. Ricorso delle vittime alla Commissione Europea per i Diritti Umani
    10. Si chiede l’ apertura degli archivi vaticani inerenti i casi di pedofili-a, l’allontanamento dei preti coinvolti o sospettati di abusi come ri-chiesto dalla Commissione ONU

    Verona, 05 aprile 2014

    ASSOCIAZIONE SORDI “ANTONIO PROVOLO” – ONLUS ASSOCIATA ALLA F.I.A.D.D.A. FAMIGLIE ITALIANE ASSOCIATE PER LA DIFESA DEI DIRITTI DEGLI AUDIOLESI – ONLUS Sede Legale: Via Marin Faliero, 10/C – 37138 Verona – Tel. 045/8026956 – Fax 045/591580 e.mail: info@associazionesordiprovolo.it – C.F. 03088110238

    Associazione non lucrativa che ha per scopo l’integrazione delle persone sorde nella società