Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Palermo

  • ABUSI SU MINORI, EX PARROCO AGRIGENTINO SARÀ PROCESSATO A LUGLIO

    ABUSI SU MINORI, EX PARROCO AGRIGENTINO SARÀ PROCESSATO A LUGLIO

    Mercoledì 26 Giugno 2013

    AGRIGENTO – Preti pedofili, continuano i procedimenti penali a riguardo. Davide Mordino, 42 anni, l’ex parroco della basilica di san Calogero a Sciacca accusato di aver compiuto atti sessuali con minorenni, sarà processato al tribunale della città nell’Agrigentino il prossimo 17 luglio: lo ha disposto il Gip presso il tribunale di Palermo Marina Petruzzella.

    DOMICILIARI Mordino, riferisce il ‘Giornale di Siclia’, si trova agli arresti domiciliari dopo un perodi di detenzione in carcere e per lui è arrivata da tempo la dispensa dal sacerdozio e la riduzione allo stato laicale. Secondo l’accusa, l’ex prete avrebbe compiuto atti sessuali con quattro ragazzi durante la sua permanenza a Sciacca, mentre con altri due avrebbe tentato ma non sarebbe riuscito nell’intento per il loro rifiuto. Mordino, che ha lasciato la basilica di San Calogero poco prima del Natale 2009 ed arrestato a luglio dello scorso anno per poi essere posto ai domiciliari, è accusato ance di aver indotto minori a posare nudi per delle foto che lui stesso avrebbe realizzato.

  • Pedofilia, il Pg chiede tre anni per don Paolo Turturro

    Pedofilia, il Pg chiede tre anni per don Paolo Turturro

    Pedofilia, il Pg chiede tre anni per don Paolo Turturro
    L’ex parroco della chiesa di Santa Lucia al Borgo era stato accusato di molestie sessuali da due ragazzini che frequentavano l’oratorio del Borgo Vecchio
    Ven, 14/06/2013 – 15:31 — La Redazione

    Il procuratore generale Salvatore Messina ha chiesto la condanna a tre anni di don Paolo Turturro, l’ex parroco della chiesa di Santa Lucia al Borgo, di fronte al carcere dell’Ucciardone di Palermo, imputato di pedofilia davanti alla terza Corte d’appello di Palermo, presieduta da Raimondo Lo Forti.

    Don Turturro, che ha sempre respinto le accuse – sono stati due ragazzini che frequentavano la parrocchia che hanno sostenuto di avere ricevuto molestie sessuali dal sacerdote – nel periodo in cui ha “governato” la parrocchia del Borgo, si era distinto per il suo impegno antimafia educando i ragazzi del quartiere Borgo Vecchio al rifiuto della criminalità e della violenza attraverso la fondazione dell’associazione “Dipingi la pace”. Di lui si ricorda, ad esempio, l’iniziativa di bruciare pubblicamente tutte le pistole giocattolo, “armi” preferite, allora, dai ragazzini del quartiere.

    Il processo all’ex parroco si celebra su rinvio della Cassazione, che il 28 novembre del 2012 aveva dichiarato prescritto uno dei due episodi contestati al sacerdote e aveva perciò annullato la condanna a sei anni e sei mesi che gli era stata inflitta tanto in primo quanto in secondo grado. (effemme)

  • Sicilia, Pedofilia e prostituzione a Sciacca: chiesto rinvio a giudizio per l’ex sacerdote Davide Mordino

    Sicilia, Pedofilia e prostituzione a Sciacca: chiesto rinvio a giudizio per l’ex sacerdote Davide Mordino

    La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per Davide Mordino, 42 anni, ex parroco della Basilica di San Calogero, a Sciacca.

    Arrestato nel luglio dello scorso anno dalla polizia perché accusato di aver compiuto atti sessuali con numerosi minori di sesso maschile di età compresa a tra i 14 ed i 18 anni in cambio di denaro, con l’aggravante di aver commesso i fatti in danno di minori e con l’abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la propria qualità di ministro di culto.

    Mordino, ridotto allo stato laicale dalla Chiesa, si trova agli arresti domiciliari.

    http://www.canicattiweb.com/2013/04/20/sicilia-pedofilia-e-prostituzione-a-sciacca-chiesto-rinvio-a-giudizio-per-lex-sacerdote-davide-mordino/

  • Pedofilia, rinviato il processo a Don Seppia: ora chiede perdono

    Pedofilia, rinviato il processo a Don Seppia: ora chiede perdono

    Articolo n° 236714 del 14/03/2013 – 12:42

    Pedofilia, rinviato il processo a Don Seppia: ora chiede perdono

    Genova. Rinviato al prossimo 22 marzo il processo a carico di don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente già condannato, in primo grado, con rito abbreviato, a 9 anni, sei mesi e 20 giorni per violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina.

    Il rinvio è stato a causa di un impegno istituzionale del giudice. Don Seppia, vestito con jeans e un giubbotto blu era presente in aula e ha rilasciato una dichiarazione spontanea, chiedendo perdono per il tipo di comportamento tenuto e specificando “di non aver mai concretamente messo in atto le fantasie oggetto degli sms e delle telefonate”, ha spiegato il suo legale Paolo Bonanni.

    Il giudice ha inoltre disposto l’unificazione del processo a carico di don Seppia con quello a carico dell’ex seminarista Emanuele Alfano, condannato in primo grado a 5 anni e recentemente condannato a 8 anni dal tribunale di Palermo per induzione alla prostituzione minorile.

    A sostenere la pubblica accusa è stato il sostituto procuratore generale Valeria Fazio. L’inchiesta sull’ex parroco della chiesa di Santo Spirito era partita da Milano, dove i carabinieri stavano indagando su un giro di droga spacciata nelle palestre e saune frequentate soprattutto dagli omosessuali e che li portò a individuare anche don Seppia.

    A inchiodarlo vi furono le testimonianze di alcuni ragazzini che avrebbero avuto le ‘attenzioni’ dell’ex parroco, le intercettazioni, e gli sms e le chiamate con l’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano.

    http://www.ivg.it/2013/03/pedofilia-rinviato-il-processo-a-don-seppia-ora-chiede-perdono/

     

  • Pedofilia, cominciato il processo d’appello a Don Seppia

    Pedofilia, cominciato il processo d’appello a Don Seppia

    Pedofilia, cominciato il processo d’appello a Don Seppia

    Genova. E’ cominciato intorno alle 11 il processo a carico di don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente già condannato, in primo grado, con rito abbreviato, a 9 anni, sei mesi e 20 giorni per violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina.

    Don Seppia, difeso dall’avvocato Paolo Bonanni, è arrivato nell’aula della Corte d’appello, probabilmente passando dal retro. Nella scorsa udienza l’ex parroco aveva rilasciato una dichiarazione spontanea, chiedendo perdono per il tipo di comportamento tenuto e specificando “di non aver mai concretamente messo in atto le fantasie oggetto degli sms e delle telefonate”.

    Insieme a Don Seppia, questa mattina sarà giudicato in appello anche l’ex seminarista Emanuele Alfano, condannato in primo grado a 5 anni e recentemente condannato a 8 anni dal tribunale di Palermo per induzione alla prostituzione minorile.

    A sostenere la pubblica accusa è il sostituto procuratore generale Valeria Fazio. L’inchiesta sull’ex parroco della chiesa di Santo Spirito era partita da Milano, dove i carabinieri stavano indagando su un giro di droga spacciata nelle palestre e saune frequentate soprattutto dagli omosessuali e che li portò a individuare anche don Seppia.

    A inchiodarlo vi furono le testimonianze di alcuni ragazzini che avrebbero avuto le ‘attenzioni’ dell’ex parroco, le intercettazioni, e gli sms e le chiamate con l’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano.

    Redazione

    http://www.genova24.it/2013/03/pedofilia-cominciato-il-processo-dappello-a-don-seppia-48643/

  • Termini Imerese. Don Calcedonio di Maggio condannato per la 3° volta per abusi su minori, Ed è sempre al suo posto. Ha beneficiato dell’indulto

    Termini Imerese. Don Calcedonio di Maggio condannato per la 3° volta per abusi su minori, Ed è sempre al suo posto. Ha beneficiato dell’indulto

    di Viola Forti – Nonostante due condanne definitive per violenza sessuale su minori, la Chiesa non ha mai ritenuto di dover allontanare don Calcedonio Di Maggio, originario di Collesano, in provincia di Palermo, e in servizio in una parrocchia romana. E ieri, per il sacerdote, è arrivata dal tribunale di Termini Imerese una terza condanna a cinque anni e mezzo di reclusione per lo stesso reato ai danni questa volta di un ragazzo di Campofelice di Roccella, affetto da un lieve disturbo psichico.

    Il prete ha sempre respinto le accuse, sostenendo che in quei periodi, estate del 2003 ed estate del 2006, non si trovava a Campofelice, dove è solito ritornare per le vacanze, avendo dei parenti ed alcune proprietà. Il collegio presieduto dal giudice Claudia Camilleri (a latere Michele Guarnotta e Sara Marino) ha anche stabilito che il prete, difeso dall’avvocato Salvino Pantuso, debba risarcire in sede civile le parti offese, la vittima ed i suoi genitori, assistite dall’avvocato Salvatore Sansone. Per Di Maggio, il pm Giacomo Urbano aveva chiesto una pena di sette anni e mezzo.

    Durante l’estate, il sacerdote è solito tornare a Campofelice, dove in passato ha organizzato tornei di calcetto, in cui faceva l’arbitro, e gite per i ragazzi. Fra questi giovani c’è anche la presunta vittima che, nel 2003, aveva 16 anni. Ad agosto di quell’anno, secondo la sua versione, il prete (che allora insegnava anche in una scuola romana) l’avrebbe portato al mare e, col pretesto di insegnargli a nuotare, l’avrebbe costretto a toccarlo nelle parti intime. Qualche tempo dopo, sempre in spiaggia, a Torre Roccella, il sacerdote avrebbe chiesto al giovane di togliersi il costume e di farsi fotografare nudo: di fronte al rifiuto della vittima, l’avrebbe afferrata per un braccio ed obbligata ad un rapporto orale. Sempre in base al racconto del giovane, giudicato credibile da diverse perizie, don Di Maggio sarebbe tornato alla carica tre anni dopo, nell’estate del 2006, quando il ragazzo aveva 19 anni: il sacerdote l’avrebbe portato in una delle sue ville di Campofelice e gli avrebbe proposto di guardare un film porno e di “fare come l’altra volta”, riferendosi a quanto accaduto sulla spiaggia.

    Accuse gravissime, sempre respinte dall’imputato, contestate con l’aggravante per il prete di aver abusato dei poteri e violato i doveri inerenti alla qualità di ministro di un culto. La vittima raccontò dei presunti abusi che avrebbe subito nel 2007 ad alcuni assistenti sociali di Campofelice e poi ai carabinieri.

    In quel periodo, don Di Maggio era detenuto. Era stato infatti arrestato per violenza sessuale su diversi minori, psichicamente molto fragili e che frequentavano la sua parrocchia. Gli episodi erano avvenuti tra Roma e Ventotene. Per questi fatti è stato condannato in via definitiva nel 2008. Ma il prete ha anche un altro precedente della stessa natura, pure questo passato in giudicato, che risale al 1986. Di Maggio trovò la vocazione e decise di diventare sacerdote proprio mentre scontava la pena che gli era stata inflitta.

    Con la sentenza di primo grado di ieri, è stato interdetto perennemente dai pubblici uffici. La Chiesa, però, a tutt’oggi, non lo ha mai allontanato, tanto che ha partecipato alle udienze con l’abito talare. Infine, se la condanna emessa a Terimini dovesse essere confermata in tutti i gradi di giudizio, per i fatti del 2003, il sacerdote potrebbe beneficiare dell’indulto.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/35732/quel-prete-mai-scaricato-dalla-chiesa-laccusa-mi-voleva-nudo-e-abuso-di-me-al-mare

     

  • Tentò di abusare di un fedele prete condannato a Marsala

    Tentò di abusare di un fedele prete condannato a Marsala

    Il Tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala. I fatti contestati al religioso risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete è stato un uomo di 35 anni che nel corso del processo ha ribadito che don Vito lo invitò nella canonica della chiesa di San Leonardo per prendere un caffè e che mentre era “stordito” (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffè sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di violentarlo.

    Alla vittima che ha accusato il prete, il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento danni di 25 mila euro. Don Vito Caradonna – che è stato anno trasferito dal vescovo di Mazara a Santa Ninfa (Trapani) – è attualmente sotto processo anche per circonvenzione di incapace: avrebbe impiegato giocandoli i risparmi di un altro fedele.

    (18 febbraio 2013)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2013/02/18/news/tent_di_abusare_di_un_fedele_prete_condannato_a_marsala-52914836/

    Prete condannato a due anni per tentata violenza sessuale

    18/02/2013
    Il Tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala
    Prete condannato a due anni per tentata violenza sessuale

    Il Tribunale di Marsala ha condannato a due anni di reclusione, per tentativo di violenza sessuale, un prete di 38 anni, don Vito Caradonna, ex parroco della chiesa di contrada San Leonardo ed ex cappellano del carcere di Marsala. I fatti contestati al religioso risalgono al febbraio 2005. Ad accusare il prete è stato un uomo di 35 anni che nel corso del processo ha ribadito che don Vito lo invitò nella canonica della chiesa di San Leonardo per prendere un caffé e che mentre era “stordito” (l’uomo ha sempre avuto il sospetto che nel caffé sia stato messo del sonnifero) avrebbe tentato di violentarlo. Alla vittima che ha accusato il prete, il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento danni di 25 mila euro. Don Vito Caradonna – che è stato anno trasferito dal vescovo di Mazara a Santa Ninfa (TP) – è attualmente sotto processo anche per circonvenzione di incapace.(ANSA).

  • PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA PERDE IL SACERDOZIO

    PRETE ACCUSATO DI PEDOFILIA PERDE IL SACERDOZIO

    di Margherita Ingoglia – Perde il sacerdozio Davide Mordino, ex parroco di Sciacca, accusato di pedofilia. Don Mordino era stato arrestato il 23 luglio scorso con l’accusa di violenza su minore fino alla data del 30 Dicembre 2009, e trasferito per direttissima al carcere Ucciardone di Palermo. Il 18 Settembre 2012, il Tribunale del Riesame di Palermo aveva concesso a padre Mordino gli arresti domiciliari. Giunge oggi invece la notizia del provvedimento della perdita del sacerdozio emesso dal Vaticano dopo che l’Ordine religioso a cui Mordino appartiene, il Terz’Ordine Regolare, lo aveva allontanato da Sciacca per un periodo di riflessione e aveva avviato un’indagine interna. La difesa di Mordino affidata agli avvocati Antonio Lizio e Antonino Agnello avrebbe sempre ritenuto non colpevole il suo cliente.

    L’inchiesta, che si avvia alla fase conclusiva, è svolta dalla procura della Repubblica di Palermo e coordinata dai sostituti Laura Vaccaro e Alessia Sinatra. Secondo le indagini svolte dagli agenti del commissariato di polizia di Sciacca l’ex parroco avrebbe compiuto atti sessuali con minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio di denaro. Secondo gli inquirenti, infatti, avrebbe avvicinato i ragazzi con la scusa di fargli fare un test sulla sensibilità corporea per conto dell’universita di palermo ed a questo sarebbero seguiti gli atti sessuali, con pagamento da parte dell’ex parroco, di somme tra i 50 ed i 300 euro.

    Il sacerdote, inoltre, secondo gli inquirenti avrebbe fatto sottoscrivere un modulo apparentemente intestato alla società Mediaset di Milano, che avrebbe consentito ai giovani la partecipazione a programmi televisivi, oltre che una giusta ‘raccomandazione’ data la parentela del parroco con un noto intrattenitore televisivo, impegnato in trasmissioni condotte da Maria De Filippi, rendendosi, così , facilmente credibile ai ragazzi, che ambivano al mondo dello spettacolo. L’indagine a suo carico è scattata nell’ambito dell’operazione antidroga “Mata Hari”. Gli agenti avrebbero appurato che Mordino intratteneva rapporti sessuali a pagamento con uno degli indagati. Nulla di rilevante rispetto alle indagini in corso, ma uno spunto sufficiente per approfondire l’attività, come rilevato dagli agenti di polizia di Sciacca, e stabilire eventuali rapporti di Mordino, nei locali della Basilica, anche con minorenni.

    https://siciliainformazioni.com/redazione/73420/sciacca-prete-accusato-di-pedofilia-perde-il-sacerdozio

  • Sciacca, prete accusato di pedofilia e prostituzione perde il sacerdozio

    Sciacca, prete accusato di pedofilia e prostituzione perde il sacerdozio

    Nuovi guai per Davide Mordino, 41 anni, originario di Palermo, ex parroco della Basilica di San Calogero, a Sciacca, arrestato nel luglio scorso dalla polizia perché accusato di aver compiuto atti sessuali, con numerosi minori di sesso maschile di età compresa a tra i 14 ed i 18 anni in cambio di denaro, con l’aggravante di aver commesso i fatti in danno di minori e con l’abuso di poteri e con violazione dei doveri inerenti la propria qualità di ministro di culto. Mordino, attualmente agli arresti domiciliari in attesa che la Procura di Palermo chiuda le indagini preliminari, ha perso di fatto il sacerdozio. Nei giorni scorsi, infatti, gli è stata notificata la dispenza dal sacerdozio e la riduzione allo stato laicale. Il provvedimento è stato emesso dal Vaticano dopo che l’Ordine religioso a cui Mordino appartiene, il Terz’Ordine Regolare, lo aveva allontanato da Sciacca per un periodo di riflessione e aveva avviato un’indagine interna.

  • Marsala. Arrestato prete pedofilo recidivo. Abusi a Pantelleria. Domiciliari all’Aquila, Frate già condannato definitivamente per abusi su bimbo di 10 anni

    Marsala. Arrestato prete pedofilo recidivo. Abusi a Pantelleria. Domiciliari all’Aquila, Frate già condannato definitivamente per abusi su bimbo di 10 anni

    Marsala, abusa di un dodicenne arrestato frate già condannato
    Il religioso avrebbe abusato del figlio di una coppia di amici. Il gip gli ha concesso i domiciliari presso il convento della provincia de L’Aquila dove ha preso i voti dopo essere stato coinvolto anni fa in un’altra vicenda di pedofilia.
    Lo leggo dopo
    Un frate è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente a Marsala di un dodicenne, figlio di amici. Le indagini della squadra mobile di Trapani erano state avviate dopo una segnalazione di “Telefono Azzurro” e sono state coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, D’Alessandro che ha chiesto e ottenuto dal gip, Parrinello, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato notificato all’indagato in Abruzzo, presso l’istituto religioso della provincia dell’Aquila dove aveva preso i voti di frate anni fa, dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia, per la quale è stato condannato con sentenza definitiva dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione aveva dieci anni.

    (28 novembre 2012)

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/11/28/news/marsala_abusa_di_un_dodicenne_arrestato_frate_gi_condannato-47604301/

    Frate marsalese arrestato con l’accusa di pedofilia

    Mercoledì 28 Novembre 2012 17:06

    Un altra storia di abusi su minori torna a sconvolgere Marsala. Un frate originario del luogo è stato arrestato con l’accusa di avere abusato di un ragazzino di 12 anni, figlio di amici di famiglia. Le indagini sono state avviate dalla Squadra mobile di Trapani, dopo una segnalazione fatta al “Telefono Azzurro”. Secondo quanto si è appreso da agenzie di stampa, i fatti, avvenuti a Pantelleria, risalgono a prima che l’uomo prendesse i voti e si trasferisse in un convento dell’Abruzzo. Il frate, che…

    attualmente si trova proprio in questo istituto religioso in provincia dell’Aquila, ha ricevuto la notifica del provvedimento d’arresto. A quanto pare, il frate qualche anno fa, per lo stesso reato di abusi su minore, era stato condannato, con sentenza definitiva, dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione era un bambino di 10 anni. Le indagini che hanno portato al nuovo arresto sono state coordinate dal sostituto procuratore Giulia D’Alessandro che ha ottenuto dal Gip Francesco Parrinello l’ordinanza di custodia cautelare.

    http://www.marsalace.it/web/cronaca/7775-frate-marsalese-arrestato-con-laccusa-di-pedofilia

    Arrestato un uomo: viveva in convento
    Abusava di un 12 enne, ora è frate: scandalo a Pantelleria
    28 novembre 2012 – 18:02 – Cronaca Regionale
    Avrebbe abusato sessualmente di un 12enne, figlio di alcuni amici, poi si e’ trasferito in un convento dell’Abruzzo, dove ha preso i voti. Adesso per lui sono scattate le manette con l’accusa di violenza sessuale aggravata su un minore.

    L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e’ stato emessa dal gip del Tribunale di Marsala (Trapani), a seguito delle indagini della Squadra mobile di Trapani, scattate dopo una segnalazione arrivata lo scorso anno a Telefono azzurro. I fatti sarebbero avvenuti a Pantelleria, dove l’uomo avrebbe abusato piu’ volte del piccolo nei momenti in cui era rimasto da solo con lui, approfittando della frequentazione del suo nucleo familiare. L’arrestato era stato gia’ condannato dalla Corte d’appello di Milano per violenza su un bambino di eta’ inferiore di 10 anni.

    http://www.siciliainformazioni.com/sicilia-informazioni/27737/abusava-di-un-12-enne-poi-diventa-frate-scandalo-a-pantelleria

    Pantelleria, frate arrestato per abusi su minori
    Pantelleria (Tp), 28 NOV – Accusato di aver abusato di un ragazzino di 12 anni, un frate è stato arrestato ieri a l’Aquila dalla Polizia, su ordine del Gip di Marsala. Ora si trova ai domiciliari. L’indagine è scaturita da una segnalazione arrivata lo scorso anno a”Telefono azzurro”. I fatti, avvenuti a Pantelleria, risalgono a prima che l’uomo prendesse i voti e si trasferisse in un convento dell’Abruzzo.

    ABRUZZO. Violenza sessuale su minore: frate già condannato arrestato a L’Aquila
    Avrebbe abusato del figlio di amici

    L’AQUILA. Era già stato condannato con sentenza passata in giudicato per violenza sessuale su minori di 10 anni poi aveva deciso di cambiare vita, cambiare aria e ritirarsi in convento.

    La struttura religiosa non l’ha potuto proteggere tuttavia da un nuovo arresto che è piombato addosso al frate ieri, quando la squadra mobile de L’Aquila ha bussato per notificare un ordine di arresto all’uomo di cui la questura non rende note le generalità.
    L’ordinanza di arresto (domiciliari) è stata eseguita dagli agenti coordinati dal capo della Mobile, Maurilio Grasso, mentre le indagini sono state svolte dal pm D’Alessandro della procura di Marsala e controfirmate dal gip Parrinello. Il reato da cui il religioso dovrà difendersi è violenza sessuale aggravata in danno di minore all’epoca dei fatti 12enne.
    Le indagini sono state eseguite dalla Mobile di Trapani e sono iniziate da una segnalazione pervenuta al “Telefono azzurro”. La segnalazione è stata riscontrata dagli investigatori che hanno scoperto che all’epoca dei fatti l’uomo era un amico di famiglia del minore e durante le normali frequentazioni avrebbe approfittato di quest’ultimo nei momenti in cui rimaneva da solo.
    L’uomo era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano per gli stessi reati (violenza sessuale nei confronti di minori). Solo dopo questa condanna l’uomo aveva deciso di prendere i voti e trasferirsi in Abruzzo dove è stato accolto in un convento di cui non si specifica l’ubicazione. ieri mattina però è stato rintracciato dagli investigatori che lo hanno tratto in arresto potendo rimanere recluso nello stesso convento.

    Pedofilia, abusi su un dodicenne: frate arrestato a Trasacco

    È accusato di aver abusato di un ragazzino a Marsala (Trapani). Aveva preso i voti due anni fa dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia

    L’AQUILA. Un frate è stato arrestato con l’accusa di aver abusato sessualmente a Marsala (Trapani) di un dodicenne, figlio di amici. Le indagini della Squadra Mobile di Trapani erano state avviate dopo una segnalazione di «Telefono Azzurro» e sono state coordinate dal sostituto procuratore di Marsala, D’Alessandro che ha chiesto e ottenuto dal Gip, Parrinello, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato notificato all’indagato in Abruzzo, presso un istituto religioso di Trasacco dove aveva preso i voti di frate anni fa, dopo essere stato coinvolto in un’altra vicenda di pedofilia, per la quale è stato condannato con sentenza definitiva dalla Corte di Appello di Milano. La vittima in quell’occasione aveva dieci anni.

    28 novembre 2012