Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Palermo

  • “Sesso con dei ragazzini”  Aldo Nuvola condannato a 6 anni. E’ la terza volta

    “Sesso con dei ragazzini” Aldo Nuvola condannato a 6 anni. E’ la terza volta

     PALERMO – Avrebbe fatto leva sui bisogni dei ragazzini. Con loro parlava di amore. Un amore “deviato” che ad Aldo Nuvola è costato una condanna a sei anni. Il giudice per l’udienza preliminare Riccardo Ricciardi ha accolto la richiesta di pena dei pubblici ministeri Claudio Camilleri e Calogero Ferrara. Per l’ex prete è scatatta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di accivinarsi per due anni a luoghi frequentati da minori.

    Gli investigatori hanno individuato quattro ragazzini con i quali il prete, sospeso a divinis dopo l’arresto, avrebbe avuto rapporti a pagamento o avrebbe tentato di averli. Le relazioni del sacerdote vennero fuori nel corso dell’indagine sull’omicidio dell’imprenditore Massimo Pandolfo, ucciso il 24 aprile dello scorso anno. I carabinieri intercettarono una telefonata tra il diciassettenne arrestato per il delitto e il prete. I due avrebbero avuto una relazione. Il minorenne chiamò don Nuvola pochi minuti dopo l’assassinio.

    Interrogato dai carabinieri il 17enne confessò i suoi rapporti col sacerdote che venne intercettato: da qui la scoperta del giro di prostituzione minorile che padre Nuvola frequentava. Come ha puntualizzato il pm nella sua requisitoria, il prete avrebbe regalato i soldi per le sigarette o per la spesa e li convinceva a prostituirsi. E tra un sms hard e l’altro assicurava che avrebbe pregato per loro. Il prete è stato già condannato dalla corte d’appello a un anno di reclusione per atti sessuali a pagamento con un altro minorenne. Inizialmente il reato contestato all’ex parroco della chiesa Regina Pacis, in centro a Palermo, comprendeva anche l’induzione alla prostituzione. 

    Un recente pronunciamento delle sezioni unite della Suprema corte ha, però, risolto il contrasto sull’interpretazione dell’articolo 600bis del codice penale stabilendo che “la condotta consistente nel promettere o dare denaro o altra utilità, attraverso cui si convinca una persona tra i 14 e i 18 anni a intrattenere rapporti sessuali esclusivamente con il soggetto agente, non integra l’induzione alla prostituzione minorile”. Su questa base, la difesa dell’imputato ne ha chiesto e ottenuto la scarcerazione, avvenuta nel maggio scorso.

    Il giudice Ricciardi ha inoltre condannato Aldo Nuvola a pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di dieci mila euro ciascuno per i quattro minorenni costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Luciano Maria Sarpi, Daniele Sampino, Francesco Crescimanno, Loredana Alicata.

    http://livesicilia.it/2014/07/14/sesso-ragazzini-aldo-nuvola-condannato-palermo-prete_515997/

  • Pedofilia: nuova condanna per sacerdote, è la terza

    Pedofilia: nuova condanna per sacerdote, è la terza

    (ANSA) – PALERMO, 11 LUG – I giudici della Terza sezione d’Appello di Palermo, presieduta da Raimondo Loforti, hanno confermato la condanna a 5 anni e mezzo di padre Calcedonio Di Maggio, 65 anni, originario di Collesano per abusi su un giovane affetto da lievi disturbi psichici.

    Gli episodi sarebbero avvenuti a Campofelice di Roccella nell’estate del 2003 ed in quella del 2006, quando il ragazzo aveva 16 e 19 anni. Il sacerdote aveva già subito due condanne definitive per violenza sessuale. Padre Di Maggio, infatti, avrebbe trovato la vocazione dopo un periodo di reclusione a Torino, in seguito a una condanna per molestie su minori avvenute nel 1986.

    Ma il suo nome era finito nelle pagine di cronaca nazionale quando nel 2006 venne condannato, sempre per lo stesso reato, ma con l’aggravante questa volta di aver “abusato dei poteri e violato i doveri inerenti alla qualità di ministro di un culto”, essendo nel frattempo diventato sacerdote.

    La sentenza, definitiva dal 2008, è relativa a violenze su minori particolarmente fragili, avvenute sia a Roma che a Ventotene. Per questi episodi, Di Maggio venne anche arrestato. “La conferma di condanna della Corte di Appello di Palermo mette un sigillo di sostanziale definitività sui fatti del processo – dice l’avvocato Salvatore Sansone difensore delle parti offese, padre, madre e la vittima – Resta comunque il dolore per una vicenda che ha sconvolto la vita di una famiglia lasciando cicatrici incancellabili. Ci prepariamo senz’altro ad intraprendere azioni per i dovuti risarcimenti civili”. (ANSA).

    http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/07/11/pedofilia-nuova-condanna-per-sacerdote-e-la-terza_5fffdf16-05e2-4b05-a55f-a9b888235813.html

  • Campofelice: abusò di un disabile prete condannato per la terza volta

    Campofelice: abusò di un disabile prete condannato per la terza volta

    PALERMO – I giudici della Terza sezione d’Appello di Palermo, presieduta da Raimondo Loforti, hanno confermato la condanna a 5 anni e mezzo di padre Calcedonio Di Maggio, 65 anni, originario di Collesano per abusi su un giovane affetto da lievi disturbi psichici. Gli episodi sarebbero avvenuti a Campofelice di Roccella nell’estate del 2003 ed in quella del 2006, quando il ragazzo aveva 16 e 19 anni. Il sacerdote aveva già subito due condanne definitive per violenza sessuale.

    Padre Di Maggio, infatti, avrebbe trovato la vocazione dopo un periodo di reclusione a Torino, in seguito a una condanna per molestie su minori avvenute nel 1986. Ma il suo nome era finito nelle pagine di cronaca nazionale quando nel 2006 venne condannato, sempre per lo stesso reato, ma con l’aggravante questa volta di aver “abusato dei poteri e violato i doveri inerenti alla qualità di ministro di un culto”, essendo nel frattempo diventato sacerdote.

    La sentenza, definitiva dal 2008, è relativa a violenze su minori particolarmente fragili, avvenute sia a Roma che a Ventotene. Per questi episodi, Di Maggio venne anche arrestato. “La conferma di condanna della Corte di Appello di Palermo mette un sigillo di sostanziale  definitività sui fatti del processo – dice l’avvocato Salvatore Sansone difensore delle parti offese, padre, madre e la vittima – Resta comunque il dolore per una  vicenda che ha sconvolto la vita di una famiglia lasciando cicatrici incancellabili. Ci prepariamo senz’altro ad intraprendere azioni per i dovuti risarcimenti civili”.

    http://www.lasiciliaweb.it/articolo/119263/sicilia/campofelice-abuso-di-un-disabile-prete-condannato-per-la-terza-volta

  • La storia a due facce di don Turturro: “Prego dopo la condanna”

    La storia a due facce di don Turturro: “Prego dopo la condanna”

    Abusi su minori: sentenza della Cassazione per l’ex sacerdote antimafia. Dovrà scontare tre anni. Gli avvocati: “Speriamo lo affidino ai servizi sociali”
    di Salvo Palazzolo – 8 giugno 2014

    Il telefonino di don Paolo Turturro non smette di squillare. I siti internet hanno diffuso da qualche ora la notizia della sua condanna definitiva per pedofilia, a tre anni, ma lui continua a ricevere attestati di solidarietà. Sacerdoti, volontari, professionisti più o meno noti della città bene. Il caso dell’ex parroco antimafia del Borgo Vecchio continua a dividere, anche ufficialmente: undici anni dopo la prima accusa della procura e le sentenze di condanna la Chiesa non l’ha neanche sospeso, ma solo allontanato.
    Adesso, lui vive al Borgo della pace di Baucina, che un tempo era il cuore delle attività con i bambini a rischio. E ci resterà fino a quando i giudici non decideranno la sua sorte: «Crediamo che ci siano tutti i presupposti per l’affidamento ai servizi sociali», dicono Vincenzo Gervasi e Ninni Reina, i legali del sacerdote originario di Bari che oggi ha 68 anni. Se non dovesse andare così, Turturro rischia il carcere o i domiciliari. Lui dice, sottovoce: «Continuerò comunque il mio impegno nel sociale, nella semplicità, nel silenzio e nella preghiera». Fa una pausa e riprende: «Il mio atteggiamento è stato sempre limpido». È la frase ribadita più volte in questi anni di udienze e processi, perché don Turturro si è sempre proclamato innocente e vittima di un complotto per il suo impegno nella chiesa di Santa Lucia.

    Ma tutti i giudici che si sono occupati di lui non hanno avuto dubbi, e hanno ritenuto «genuine e attendibili» le accuse dei due ragazzini del Borgo, oggi diventati giovani uomini. Il primo faceva il chierichetto, ha parlato di baci pesanti e insistenti del parroco, nella sacrestia e anche a Baucina: per questa accusa, Turturro ha avuto tre anni. Gli altre tre anni e sei mesi inflitti nel primo processo d’appello, per una violenza ancora più pesante, sono invece caduti per la prescrizione. Ma resta il racconto dell’altra vittima, che riporta alla fine degli anni Novanta, quando il sacerdote del Borgo Vecchio era il simbolo della Palermo che non si rassegnava alla violenza mafiosa.

    In quegli anni, don Turturro era già all’apice della notorietà. Innanzitutto per le sue denunce: la notte di Natale del 1993, aveva rivelato addirittura che uno degli assassini di Capaci gli aveva chiesto perdono, confessandosi. I magistrati lo interrogarono e lui si appellò al segreto.
    E i giornalisti di tutto il mondo cominciarono ad arrivare al Borgo per intervistarlo e per riprendere le sue manifestazioni. La più famosa era il giorno della celebrazione dei defunti: Turturro accendeva un grande falò davanti al carcere dell’Ucciardone e bruciava fucili e pistole giocattolo portati dai bambini del quartiere.
    Così, fra catene umane, fiaccolate e progetti di recupero per i minori lodati persino dall’allora presidente della Repubblica Cossiga, Turturro era finito al centro di tante minacce, gli fecero trovare persino due proiettili nel confessionale. E la prefettura gli assegnò subito una scorta. Due anni dopo, arrivarono i racconti dei bambini, che all’epoca avevano dieci anni, e partirono le indagini della sezione Minori della squadra mobile coordinate dal sostituto procuratore Alessia Sinatra.

    Così, la parabola di Paolo Turturro cominciò a scendere velocemente. Nonostante gli attestati di solidarietà e addirittura una fiaccolata al Borgo in sua difesa: quel giorno del settembre 2003, davanti alla chiesa di Santa Lucia, c’erano professionisti, politici ed esponenti della società civile per difendere il parroco antimafia. Erano gli stessi che fino a qualche anno prima affollavano la messa della domenica, alle 20: era diventata la messa antimafia di Palermo. Durante quella fiaccolata ripetevano: «Era un prete scomodo, hanno voluto fermarlo». Ma i processi che si sono susseguiti hanno spazzato via ogni ombra di tutti i possibili complotti. E sono rimasti i racconti dei due ragazzini di un tempo. Racconti amari di chi sperava di trovare in chiesa una via di riscatto e invece trovò l’inferno.

    http://www.antimafiaduemila.com/2014060849903/cronache-italia/la-storia-a-due-facce-di-don-turturro-prego-dopo-la-condanna.html

  • Pedofilia, cassazione conferma condanna a don Turturro

    Pedofilia, cassazione conferma condanna a don Turturro

     In primo grado il prete, di Borgo Vecchio, era stato condannato a 6 anni e 6 mesi per due episodi

    PALERMO – La Cassazione ha confermato la condanna per abusi sessuali su minori a don Paolo Turturro, ex parroco della chiesa di Santa Lucia a Palermo. In appello al sacerdote, erano stati inflitti tre anni di reclusione.

    In primo grado il prete, protagonista di iniziative per la pace destinate ai ragazzi del quartiere di Borgo vecchio, era stato condannato a 6 anni e 6 mesi per due episodi. Nella canonica della parrocchia, secondo quanto emerso dall’inchiesta, ha rivolto attenzioni sessuali a due minori di 12 e 13 anni.

    La denuncia dei familiari dei due ragazzi portò all’apertura di un’inchiesta e al contestuale allontanamento di don Turturro dal quartiere. La Cassazione dichiarò però nel 2012 prescritto il primo episodio e annullò la condanna per il secondo: in considerazione della ”minore entità del fatto” (ci sarebbe stato solo un bacio) disponendo un nuovo processo d’appello.

    Il parroco si è sempre proclamato innocente, sostenendo di essere vittima di un complotto. Turturro come scrive il Giornale di Sicilia è ora in attesa che il tribunale di sorveglianza si pronunci sulla richiesta dei suoi difensori che vogliono evitargli il carcere ipotizzando un affidamento ai servizi sociali.

    http://www.igiornalidisicilia.it/sicilia/blog/pedofilia-cassazione-conferma-condanna-per-parroco-palermo/

  • Pedofilia, definitiva la condanna del prete antimafia palermitano Turturro

    Pedofilia, definitiva la condanna del prete antimafia palermitano Turturro

    La Cassazione conferma la pena di tre anni per il sacerdote accusato di aver molestato dei ragazzini che frequentavano il suo oratorio. La parabola discendente: da simbolo della legalità a orco che ha insidiato dei bimbi.

    Alla fine la pena si è praticamente dimezzata: dai sei anni e mezzo inflitti in primo grado, ai tre di condanna in appello, adesso confermati dalla Cassazione. Ma con il visto della Suprema corte diventa definitiva la macchia su uno dei preti simbolo del dopo stragi palermitano, don Paolo Turturro. Ed è una macchia pesantissima, visto che si tratta di un sacerdote adesso condannato, in via definitiva, per pedofilia.
    Cala il sipario, undici anni dopo, su una delle vicende che più hanno scosso Palermo. Per i bimbi molestati, due ragazzini di 12 e 13 anni. Ma soprattutto per il sacerdote, uno dei volti più noti in città per l’impegno contro la mafia e per la legalità. Spaccò la città, nel 2003, la denuncia dei familiari dei ragazzini e l’apertura dell’indagine sul sacerdote. Lui, parroco all’epoca della chiesa di Santa Lucia al Borgo Vecchio, pochi passi dal carcere dell’Ucciardone, che con l’associazione Dipingi la pace si era inventato, in un quartiere dove la violenza regnava, una singolare iniziativa: il falò delle armi giocattolo, in occasione della Commemorazione dei defunti. Non solo. Forte anche l’impegno antimafia di don Paolo, barese d’origine e cugino in secondo grado dell’attore John Turturro, con ripetuti appelli ai boss a convertirsi e a pentirsi. Insomma, una vera e propria icona. Don Turturro si è sempre proclamato innocente, anzi vittima di un complotto Ma i giudici sin dall’inizio hanno creduto ai due piccoli accusatori, che avevano nove e dieci anni all’epoca dei fatti, tra il 2000 e il 2001. Complesso anche il processo. La condanna a sei anni e mezzo in Appello venne dimezzata. E nel 2012 la Cassazione ridusse ulteriormente la portata dei fatti dichiarando prescritta una delle molestie e di entità poco rilevante l’altra (si sarebbe trattato solo di un bacio). Adesso, comunque, il verdetto finale.
    Padre Turturro ha lasciato Palermo ormai da tempo. Subito dopo la notizia dell’indagine nei suoi confronti è stato allontanato dal quartiere in cui operava e trasferito a Messina. Ora la condanna definitiva, che potrebbe espiare con l’affidamento ai servizi sociali.

  • Sesso a pagamento coi ragazzi:  “Sei anni a padre Nuvola”

    Sesso a pagamento coi ragazzi: “Sei anni a padre Nuvola”

     Il pubblico ministero Claudio Camilleri ha chiesto la condanna a sei anni di reclusione per Aldo Nuvola. L’ex sacerdote della parrocchia Regina Pacis di Palermo è sotto processo, col rito abbreviato dinanzi al Gup Riccardo Ricciardi, per i reati di induzione alla prostituzione e atti sessuali con i minori. La vicenda è emersa un anno fa nel corso dell’indagine sull’omicidio dell’imprenditore Massimo Pandolfo, ucciso il 24 aprile dell’anno scorso.

    A inchiodarlo, lo scorso luglio, furono sms, conversazioni e intercettazioni. Tutto nell’auto di Nuvola. Il prete invece di far confessare, confessava le sue voglie. Secondo quanto accertato a seguito dei rapporti, non mancava mai il pagamento che avveniva sotto forma di piccole dazioni in denaro contante (20-30 euro), ricariche telefoniche oppure l’acquisto di cibo e bevande. Il suo giro era nella zona attorno alla Stazione centrale.

    Il sacerdote si trova all’interno del carcere Pagliarelli. Parecchio noto a Palermo, Aldo Nuvola per tanti anni ha insegnato religione al liceo classico Umberto I e al Vittorio Emanuele II. E’ stato parroco di Regina Pacis fino al 2009, e precedentemente sacerdote nella chiesa dello Spirito Santo in via Juvara.

    http://www.siciliainformazioni.com/96422/sesso-pagamento-coi-ragazzi-anni-padre-nuvola

  • DON PIERINO, DROGA E ALTRE STORIE

    DON PIERINO, DROGA E ALTRE STORIE

    Un piccolo dossier con l’introduzione allo spettacolo teatrale (monologo con chitarra) «La comunità perversa, don Pappòn e i suoi figli dell’amore» di e con Angelo Maddalena, con una nota su don Gelmini e i molti buoni affari dei falsi “preti di strada” e con le altre proposte “vagabonde” – libri auroprodotti e spettacoli di strada – dell’infaticabile Angelo.
    «E ti rialzerà, ti solleverà su ali d’aquila,

    ti reggerà sulla brezza dell’alba, ti farà brillar come il sole, così come le ali vivrai». Eravamo in tanti a cantare questa canzone: avevo diciassette anni, eravamo in un teatro tenda e c’era il Raduno Festa Giovani a Piazza Armerina, la sede della diocesi… Accanto a me c’era una ragazza, gli occhi neri e grandi, la pelle liscia e bella, come la Nutella ma di colore chiaro, come la Nutella bianca. Io volevo dirle qualcosa, parlare con lei, ma Gesù non voleva, cioè mi avevano insegnato che Gesù non vuole, perché se ci parli poi ti viene da fare altre cose, ma come? così in automatico? sì così, è una cosa collegata, automatica, come un interruttore, se lo accendi accendi tutto, tutta la luce della stanza, non solo in un punto, che metafora di minchia, comunque in quel periodo credevo che Gesù fosse l’amico dei deboli, dei timidi e dei rincoglioniti e che potesse dare senso a tutte le rinunce, aveva rinunciato alla vita e preferito la morte di croce, in confronto, evitare di parlare con una ragazza di Gela o di Piazza Armerina o di Butera (queste alcune città della diocesi) che era? niente, anzi, avrei potuto anche fare di più, flagellarmi, o no? comunque, quasi era una flagellazione, perché a diciassette anni non riuscire a parlare con una ragazza seduta accanto a te per tre ore… minchia se è una flagellazione, devi darti martellate sugli ormoni a ritmi impensabili! Al centro della scena, nel palco del Teatro Tenda, fortunatamente c’era un uomo che mi aiutava a dimenticare ogni tanto la flagellazione: un uomo vestito di nero, con un microfono in mano, al centro di tutto, del mondo, del teatro, e parlava, i capelli bianchi tirati indietro, e gridava ma lievemente, la sua voce tonante e forse un po’ rauca diceva così: «Mario è andato via dalla Comunità, ma dalla Comunità non si va via, perché dentro la comunità si vive, fuori dalla comunità si muore». Che cazzo voleva dire? non lo capivo ma mi piaceva la sua voce e i suoi capelli alla Rodolfo Valentino però bianchi! «Mario è andato via dalla Comunità e gli ho dato un carillon prima che andasse via, e gli ho detto: “Mario, se lascerai questo carillon a casa di tuo madre e andrai via da casa di tua madre, vuol dire che non tornerai più”». Ma che minchia c’entra il carillon, sua madre e il fatto che lui non sarebbe tornato più? Non lo capivo, ma la sua voce e il suo capello alla Valentino ci stregavano e quando finì di parlare eravamo commossi. La ragazza era andata via nel frattempo e la flagellazione… continua!
    Al ritorno con gli altri compagni di parrocchia, sull’autobus, sapevamo che c’erano comunità dove stavano ragazzi drogati e quell’uomo lì, don Gelmini o don Pappon, li curava, li guariva e li salvava dalla droga.
    Passarono un po’ di anni, e io sto sempre in comunità: non uscivo mai perché fuori dalla comunità si muore e dentro si vive, o viceversa, ma no no, fuori si muore e dentro si vive, è giusto così. E non ci confondiamo perché se no poi comincio a entrare e a uscire e… mi metto a spendere soldi! meglio stare in comunità che lì si mangia bene e non si spendono soldi per minchiate tipo andare al pub e bere gin e coca o coca e gin, ma meglio gin e coca perché con gin e coca esci, coca e gin entri e poi entra Gino ed esce coca.
    Un mio amico mi ha portato un giorno un foglio che aveva stampato da internet e io, che dentro la comunità non guardo internet e non guardo giornali, gli ho detto «che mi porti queste cose qui pericolose».
    «Come pericolose?» mi ha detto lui: «sono notizie, i giornali ne stanno parlando in questi giorni».
    «Ecco vedi che sei pericoloso! tu mi preoccupi» gli ho detto: «perché leggi troppi giornali».
    «Ma come?» disse lui e pensava “sei tu che mi preoccupi quando dici ‘ste cose” ma lo tenne per sé e invece mi disse: «Sai che a don Gelmini lo stanno accusando, lo stanno processando, di fare cose che non si possono dire con i ragazzi drogati che stanno nelle sue comunità».
    «Ma sì, lo accusano sempre perché lui è troppo bravo e lo vogliono fare diventare meno bravo perché quando uno è troppo bravo ci sono tanti poco bravi invidiosi che lo vogliono debravizzare» gli ho detto
    Allora lui mi ha detto che non solo i giornalisti ma anche tanta gente su internet scriveva lettere su don Gelmini Pappò, per esempio un barbone scriveva una lettera che lui mi voleva leggere.
    «Sono un barbone, che la notte vado nei pachistani per connettermi a internet, di solito vado nei siti a luci rosse che ormai non mi fanno più manco effetto, me fanno addormentà, ma ieri notte me so svegliato di brutto a vedere su google news la notizia che l’hanno preso col sorcio in bocca a don Gelmini. Conosco da ‘na vita quel vecchio marpione di don Pierino, da quando negli anni ’60 veniva nel parco di Roma dove io andavo, a piazza de Spagna e piazza Navona, e arrivava col suo macchinone nero targato Vaticano. Faceva salire sulla macchina qualche ragazzo di quelli belli, coll’occhi azzurri, i cherubini, me capite, quelli più bisognosi de cure. Poi alcuni raccontavano che gli faceva le seghe e diceva che anche Gesù le faceva agli apostoli per fare l’unione spirituale. e qualcuno raccontava ridendo che proponeva di fare la comunione col cazzo al posto dell’ostia».
    Allora io gli dico al mio amico: «Ma come ti permetti? e come si permette sto barbone di dire cose così orrende e tu che ci credi e le le leggi. Don Pierino è un Santo, salva le vite di tanti giovani e anche di alcuni amici miei e anche la mia».
    «Ma tu non sei drogato» mi dice il mio amico.
    «Va bè ma che c’entra, lo potrei diventare, e per prevenire… sto in comunità».
    Senti però che dice il barbone dopo, mi dice il mio amico: «Poi non se fece più vedere don Pierino, erano gli anni fine ’60 inizio ’70. In quegli anni uscirono notizie che il don era stato arrestato, nel ’69 tipo, per alcuni affari legati a una cooperativa di costruzioni e traffici illeciti di latte e formaggio tra Parma e l’Argentina e altre cose che non so, però so e si seppe in quel periodo ‘na cosa terribile. Io sono de Frascati, don Pierino abitava all’Infernetto, vicino Frascati, lo trovarono nella sua villetta con la Jaguar e le cameriere e i cani dobermann quando lo arrestarono, però c’è n’artra cosa terribile: un suo collega, un prete come lui, magari suo amico, si prese il cianuro e si suicidò in quel periodo per non parlare, e con tutto ciò sul “Messaggero” non si fece il nome del don Pierino, andate a cercare negli archivi, ci vuole un cane d tartufi per scovà ‘sta notizia, e mo ve saluto, me ne vado. E comunque ai barboni don Gelmini manco li guarda, guarda quelli come il Berlusca, pieni di soldi, che gli venga un colpo».

    Ho chiesto ad Angelo Maddalena di presentarmi il testo e lui ha risposto così.
    «“La comunità perversa” è una metafora? Una parodia? Un pezzo di verità? Nel 1989, la prima volta che vidi don Pierino Gelmini-Pappòn, ero rimasto preso dalle sue parole, io giovane cattolico fra tanti altri affascinati o forse anche “affatturati”, come direbbero mia nonna o mia madre. Nel 2004 è uscito il romanzo di Marco Salvia, “Mara come me, omicidio in comunità” (Stampa Alternativa). Nel 2005, a gennaio, Marco Salvia dichiara che il suo romanzo è un libro-verità e il prete che lì si chiama don Luigi è in realtà don Pierino Gelmini… Dall’agosto 2007, “Mara come me” fa parte del materiale probatorio nell’inchiesta su don Gelmini che comprende 5 faldoni depositati alla Procura di Terni. Dunque il mio testo si collega a storie vere, indagando limiti e oscurità delle comunità terapeutiche per tossicodipendenti… per andare oltre. L’ho presentato nel 2014 a Pistoia, Firenze, Genova e (pochi giorni fa) a Bologna. Per approfondimenti consiglio anche «Gabbie metropolitane» di Emilio Quadrelli (Deriveapprodi editrice). Il mio racconto vuole aprire una serie di narrazioni e riflessioni per far luce sulle Comunità Incontro di don Gelmini, punta di iceberg di un mondo sconosciuto e volutamente non raccontato se non in chiave apologetica. Storia di potenti: don Gelmini e i suoi compagni di merenda Berlusconi, Casini, Giovanardi, Amedeo Minghi e il generale Speciale fra gli altri. L’impero di don Gelmini ha origini lontane, anche perché non è solo un’avventura sua ma di tanti altri preti sedicenti di strada e affaristi del “volontariato” e della sedicente cooperazione sociale: vedi l’ultimo romanzo di Luca Rastello, «I buoni» (Chiarelettere). In libreria da pochi mesi c’è anche «La Collina» (Fandango) di Andrea De Logu che parla di San Patrignano. Inquieta e sconvolge che sulle comunità terapeutiche per tossicodipendenti, a parte i già citati e recenti, non si hanno analisi critiche dagli anni ’80, cioè dai due libri di Riccardo D’Este, «Quel ramo del lago di NArco» e «Intorno al Drago» (entrambi editi da 415), oppure si deve andare ancora più indietro per trovare «Gli ostelli dello sciamano» edizioni Senzagabbie. Il mio progetto è scavare in questi meandri per fare analisi del presente, delle politiche, degli sconvolgimenti antropologici. Per farlo chiedo sostegno e contributi a chi vorrà, aiutarmi da diversi punti di vista (medico, giornalistico, letterario, politico). Gli spunti di partenza li ho chiari e ne parlerò con piacere con chi vorrà collaborare. Mi trovate qui oppure qui 388 1973465».

    LE PROPOSTE DI ANGELO MADDALENA: SPETTACOLI E LIBRI
    ciao, mi piacerebbe venirvi a trovare se c’è un festival di autoproduzione o un festival di arte di strada o di teatro vivo con spazi aperti e indipendenti nei vostri paraggi: considerate che da giugno oltre ai miei spettacoli ho un banchetto di libri autoprodotti che spesso rimandano ai miei spettacoli, i titoli li butto lì così.
    «San Giuseppe e San Piopio».
    «Alla Maddalena, la favola del 3 luglio in Val di Susa»
    «Prove di emigrazione»
    «Aspirante artista»
    «Stasera ho comprato un libro»
    «In cammino coi ladatori»
    «Autostop»
    «Lu jurnu di tutti li santi»
    Sarò in Toscana e Alto Lazio a giugno e poi si vedrà.

    Questa volta l’ho fatta grossa! Ho fatto uscire (autoproduzioni uscite fresche dalle stampatrici di Compostampa in Palermo) quattro libri in una volta anzi cinque: certo due “grandi” e tre piccoli, ma sempre 5 sono. Dato che eravamo in clima pasquale ho voluto fare questo passaggio con uno stile da agnello immolato, perché stampare i libri piccoli mi costa quasi come stampare quelli grandi con lo scoglio di non poter chiedere più di 5 euro (in realtà poi li vendo a 3 euro a copia mediamente, guadagnandoci poco o niente ma … cosa non si fa per la cultura). In breve ecco i nuovi titoli:
    «Aspirante artista, diarietti propedeutici»: 100 pagine in A5, copertina illustrata dall’autore ad acquerello con personaggio appeso a una corda di chitarra ma la chitarra è disegnata nel retrocopertina e quindi sembra che il tipo appeso stia saltando di gioia, con nello sfondo (effetto bidimensionale!) colline o terra che balla con un casolare e alberelli modello campagna senese stilizzati. Raccoglie i racconti di artista di strada o di vagabondo che cerca la sua strada: sono sette racconti, di cui quattro erano stati pubblicati in formato primitivista alcuni anni fa e, due anzi tre («Altrocioccolato? No, grazie», «Se questa (non) è un Emergency», e «Aveva un groppo alla gola o forse più di uno») inediti.
    «Stasera ho comprato un libro» (diario in forma di lettera di Andrea Speranza):
    diario di un uomo che sta cercando la sua strada e deve curarsi il trauma del suicidio di un’amica. Lo fa scrivendo, raccontando e viaggiando. Ne esce fuori un diario vivo e vero, ironico, ad ampio raggio e respiro, un po’ zibaldone, che inizia con l’incontro misterioso con uno scrittore e filosofo rumeno-francese: “l’idea del suicidio mi ha tenuto in vita”.
    «Auto-stop»: dissertazioni e vagabondaggi lungo strade asfaltate e non. E’ un racconto breve in formato A6, già pubblicato, ma stavolta con copertina illustrata ad acquerello. Un po’ diario e un po’ saggio che cita Colin Ward e Ivan Illich per smontare il mito dell’auto privata in un’epoca che si avvia sempre di più “dopo l’automobile”. Aneddotico e a tratti ironico, racconta incontri e spunti di realtà e documenti storici e di spessore. Prezzo: 5 euro spese comprese.

    «In cammino coi ladatori». Da una riflessione sulla mancanza di curiosità dei miei compaesani nei confronti dei ladatori che facevano le prove errando per le strade di Pietraperzia, nasce questo istant book, scritto a inizio aprile e stampato pochi giorni dopo. Una via crucis inedita e curiosa attraverso il cammino, la passeggiata, e l’incontro con questioni scottanti che a Pietraperzia vengono fuori per la possibilità di accogliere un gruppo di richiedenti asilo. Diventa un documento che fotografa ansie e paure, trovando luce nella testimonianza di Rosa, una mia compaesana che ha vissuto l’emigrazione in Francia e si racconta apertamente. Dal dolore e dal pianto nasce la vita, per scoprire che siamo tutti… poveri e pazzi! Formato A6, 44 pagine.

    «Lu jurnu di tutti li santi», testo integrale del monologo teatrale. Sono storie di lotte popolari siciliane ma anche di Marco Camenischa attualmente detenuto nel carcere di Lenzburg in Svizzera.
    La mia richiesta è di sostenermi in questo progetto di auto-produzione iniziato a settembre del 2013 e che continua lungo le date dei miei spettacoli e attraverso i contatti e gli amici che vogliono sostenermi, in un’epoca in cui l’editoria ufficiale è sempre più in perdita e l’auto-produzione diventa sempre una necessità. Chiedo un’offerta di 30 euro per quattro titoli e di 35 euro per 5.

    Don Pierino, droga e altre storie

  • “RAPPORTO SULLA PROTEZIONE DEI MINORI CONTRO GLI ECCESSI DELLE SETTE”

    “RAPPORTO SULLA PROTEZIONE DEI MINORI CONTRO GLI ECCESSI DELLE SETTE”

    Madame Anne Brasseur

    President of the Parliamentary Assembly

    of the Council of Europe

    Mr. Wojciech Sawicki

    Secretary General of PACE

    Members of PACE

    Palais de l’Europe

    67075       Strasbourg Cedex

    Report  Mr. Rudy SALLES “The protection of minors against excesses of sects”

    ITALY, the 2nd of April 2014

    Preg.mi Signori,

    in data 3 marzo 2014 è stato adottato dalla Commissione Affari Giuridici e dei Diritti dell’Uomo dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, un importante Rapporto sulla protezione dei bambini dagli eccessi delle cosiddette derive settarie, frutto del lungo e accurato impegno del relatore francese Rudy Salles.

    Gli studiosi, le associazioni italiane di tutela dei diritti dei bambini, i centri e le associazioni di ricerca, informazione e difesa dell’individuo e delle famiglie da gruppi ad alto rischio che unitamente sottoscrivono questa lettera, desiderano esprimere sentita gratitudine e apprezzamento per il contenuto del Rapporto, che, nella fattispecie, individua e suggerisce indispensabili programmi e politiche d’intervento e/o il loro rafforzamento, col fine di fronteggiare con efficacia il pericolo rappresentato delle cosiddette derive settarie e tutelare concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza.

    Non possiamo che auspicarne l’approvazione, certi che l’Assemblea Parlamentare e il Consiglio d’Europa rivestono un ruolo fondamentale per il contrasto a un inquietante fenomeno sociale che risulta in costante crescita e coinvolge, anche attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet, un numero sempre maggiore di adolescenti e minorenni.

    Contributi scientifici internazionali, riferiscono concordemente che minori inseriti in contesti settari abusanti subiscono sovente la sistematica violazione di tutti i loro diritti fondamentali (Paul Martin, Michael D. Langone e Gary Eisenberg, Markowits e Halperin, Susan Landa, Stephen A. Kent e Doni Whitsett, Singer e Lalich, etc. ), così come la recente ricerca di Jill Mytton pubblicata dalla The British Psycological Society (1), ha rilevato che bambini nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio presenteranno significativi problemi di natura psicologica e psico-sociale non solo dopo l’uscita dal gruppo ma anche in età adulta. Inoltre, sulla base dei risultati dell’accurato studio condotto dall’Università di Toronto (2), i bambini vittime di realtà coercitive presenteranno tempi di remissione prolungati delle sindromi depressive, rispetto coloro che non hanno subito tale tipo di traumi. Per quanto di conoscenza, è inoltre in corso un altro importante progetto di ricerca approvato dalla  Human Subjects in Research Committee at California State University,  titolato “On Our Own: How Children of Cults Manage to Survive in the ‘Outside’ World” a cura della dott.ssa Jania Lalich, riconosciuta esperta internazionale di culti e gruppi estremisti.

    Nella nostra attività sul campo siamo quotidianamente a contatto con persone vittime di organizzazioni totalitarie e dinamiche relazionali manipolative, nonché con individui nati o cresciuti in gruppi ad alto rischio che hanno sperimentato abusi e violenze non di rado raccapriccianti. D’altra parte le stesse cronache giudiziarie ci informano di casi agghiaccianti avvenuti nell’alveo di movimenti cultistici abusanti. Un esempio balzato alle cronache internazionali è quello del gruppo omicida denominato Le Bestie di Satana, i cui adepti si sono macchiati del macabro assassinio di alcuni giovani, anche affiliati alla stessa organizzazione, tra cui il minore Fabio Tollis (3)

    Nello stesso momento in cui redigiamo questa lettera, è in corso un procedimento penale contro il fondatore della comunità il Forteto, Rodolfo Fiesoli più altri, accusati di maltrattamenti e abusi sessuali su minori. Il Forteto è una comunità di affido minori, ma, come  inequivocabilmente evidenziato nella recente e corposa indagine svolta dalla Commissione d’inchiesta della Regione Toscana (4), si caratterizzava come una vera e propria setta abusante. Il fondatore, soprannominato “il Profeta”, ha potuto agire indisturbato per oltre quarant’anni nonostante già nel lontano 1976 l’uomo fosse stato arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali avvenuti nella comunità. Negli anni ’80 alcune interrogazione consiliari e parlamentari ponevano già in luce l’azione di indebita influenza posta in essere verso i piccoli ospiti della comunità. Successivamente, nel 1985 la Corte di Appello di Firenze aveva emesso contro Fiesoli sentenza di condanna, -confermata in Cassazione-, a due anni di reclusione per maltrattamenti, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne. (Sentenza che evidenziò, tra l’altro,  “l’istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici”, e l’istigazione a “una pratica diffusa di omosessualità”).  Ancora in data 13 luglio 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia al pagamento di una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali a seguito dell’affidamento alla comunità Forteto di due bambini. Nella sentenza (caso Scozzari e Giunta contro Italia – ricorso n. 39221/98 et 41963/98), la Corte ritenne opportuno commentare che suscitava serie riserve il fatto che persone condannate per maltrattamenti e abusi su minori potessero ancora svolgere un ruolo attivo nella comunità. Nel dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli è stato infine nuovamente arrestato con l’accusa di maltrattamenti e abusi su bambini affidati al Forteto e il 4 ottobre 2013 si è aperto a Firenze il processo contro il leader di questa “comunità-setta” e altri 22 indagati.

    In Italia, a seguito di un’eccezione di incostituzionalità, la Corte Costituzionale, con sentenza n. 96 dell’8 giugno 1981,  ha opportunamente cassato il reato di plagio dall’ordinamento giuridico penale perché in contrasto «con il principio di tassatività della fattispecie, contenuto nella riserva assoluta di legge in materia penale, consacrato nell’articolo 25 della Costituzione ». La Corte Costituzionale ha pertanto sancito l’indeterminatezza della formulazione della fattispecie criminosa del reato di plagio <<adducendo essenzialmente l’inverificabilità del fatto contemplato dalla fattispecie, l’impossibilità comunque del suo accertamento con criteri logico-razionali, l’intollerabile rischio di arbìtri dell’organo>>.

    A oltre trent’anni dall’abrogazione del reato di plagio è tuttavia sempre più avvertita, nella comunità sociale, l’esigenza di una protezione della personalità individuale dell’uomo e della sua integrità psico-fisica: in sintesi, la necessità di una tutela dell’identità di essere pensante, unico e irripetibile dell’individuo. Ciò vuol dire, in primis, proteggere l’essere umano, nel momento di formazione e sviluppo della sua personalità  da ingerenze “ossessive” e inoltre tutelarlo dai vari comportamenti che ne possano compromettere la sua integrità, quella della sua psiche oltre alla sua funzionalità sociale. Peraltro, tutte queste esigenze, oltre a trovare implicito riconoscimento negli artt. 2 e 3 della Costituzione, costituiscono il presupposto di base perché possano essere effettivamente fruiti quei diritti di libertà e consapevolmente adempiuti i doveri di solidarietà che la Costituzione garantisce e impone (*). Come del resto rilevato anche da insigni giuristi, dopo l’abrogazione del reato si è dunque venuto a creare un pericoloso vuoto di tutela della personalità nei riguardi delle dinamiche plagiarie, né le norme contemplate nel vigente codice penale, quali la circonvenzione di incapaci (art.643 c.p.) risultano di fatto applicabili a situazioni comportanti il condizionamento psicologico, comportamentale e fisiologico degli adepti di movimenti a carattere settario. (**) Lo stesso Segretariato Generale della presidenza della Repubblica -Ufficio Affari Giuridici e Relazioni costituzionali- (Protocollo SGPR 13/6/2007 0066076 P UAG),  ha così  riferito “..si condivide che l’abrogazione del reato di plagio per difetto di determinatezza abbia comportato un pericoloso vuoto normativo che avrebbe dovuto essere colmato da adeguate e sollecite iniziative legislative”.

    Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5° Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes, (prestigioso istituto italiano che opera nel campo della ricerca), rilevava che “Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale “

    Altresì nel 9° Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza (5) pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come “i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate”, e altresì constatato che “ i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subìto abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità..”

    Nel marzo 2006  veniva discussa e approvata dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia, una importante relazione realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali titolata “Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia”. Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette “sette”, si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse  presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini. Nel testo si sottolineava inoltre come dopo la diffusione del  Rapporto denominato “Sette Religiose e nuovi movimenti magici in Italia” predisposto dal Comitato esecutivo dei servizi di informazione di sicurezza del Ministero dell’Interno nel febbraio 1998, si fossero “moltiplicate le iniziative a “difesa” dei nuovi culti, i quali, con intraprendente aggressività hanno iniziato una controffensiva in nome delle libertà religiose… Oltre alla strategia di difesa palese, alcuni culti hanno messo in atto tattiche per rendere più rigorosi i segreti nei vari circuiti di iniziazione e mentre svolgono campagne pubbliche a favore della libertà religiosa sulla stampa e in TV, nei circoli interni “privati” degli iniziati, i giuramenti di segretezza e gli obblighi al silenzio si fanno più pressanti” e come analoghe “reazioni si ebbero anche in seguito alla pubblicazione nel 1999 del rapporto in materia di sette predisposto dal Consiglio d’Europa” (6)

    Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’Istruzione, Ricerca e Università), ben 240mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con  “sette” e gruppi legati al satanismo (7).

    In una recente intervista rilasciata al noto periodico italiano Panorama, la stessa dott.ssa Maria Carla Bocchino, I° dirigente Responsabile Divisione Analisi dello Sco, Servizio Centrale Operativo, della Polizia di Stato, ha riferito del preoccupante aumento nel nostro paese, di giovani attirati, in particolare attraverso la rete web, da gruppi di satanismo acido; dati che trovano peraltro conferma anche dall’attività di Polizia Postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi “simpatizzanti” risulta quella compresa  tra i 12 e 22 anni. (8)

    Ciò nonostante, come riferito dal deputato Rudy Salles, purtroppo solo alcuni Stati membri risultano aver recepito, a oggi, le indicazioni contenute nelle molteplici Raccomandazioni dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa sul fenomeno settario e in particolare quelle previste nella Raccomandazione n.1412 (1999), e con amarezza dobbiamo confermare che anche il nostro Paese non ha purtroppo adottato misure volte, in particolare, alla tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei bambini inseriti in movimenti a carattere settario.

    In Italia non sono mai state attivate commissioni parlamentari aventi a oggetto i minori vittime di derive settarie, ma unicamente una Indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette (9),  purtroppo non pervenuta a conclusione. Proprio l’audizione tenutasi presso l’Aula della 2a Commissione permanente Giustizia del Senato, di una giovane che aveva fatto parte da bambina, insieme alla madre e alla sorella anch’ella minore, di un piccolo gruppo sincretico a carattere settario capeggiato da una leader carismatica, ha indubitabilmente costituito il momento più intenso e drammatico dell’indagine svolta dalla commissione parlamentare. Nel caso accennato,  la Corte di Cassazione VI Sezione penale (10),  aveva evidenziato che “la sentenza di secondo grado ha ricostruito i fatti di causa ed evidenziato la condotta antigiuridica tenuta per un lungo periodo di tempo (circa tre anni) dell’imputata nei confronti delle parti lese (fra le quali, due minorenni), attraverso la forzata imposizione del cibo nei confronti di una minore, anche mediante un atto di violenza fisica, quale la chiusura del naso, nonostante l’evidente intolleranza alla sua assunzione, la costrizione a mangiare di nuovo quanto da lai veniva vomitato, i continui risvegli notturni o l’assoluto impedimento al riposo per partecipare a rituali salvifici, il condizionamento delle più elementari manifestazioni di vita, nonché le minacce di punizioni divine o di gravi accadimenti in caso di disobbedienza alle sue direttive”

    Sconvolgenti vicende, analoghe a quelle descritte, ovvero inerenti il coinvolgimento di soggetti minori in gruppi od organizzazioni a carattere settario, sono state richiamate  nell’Atto di Sindacato Ispettivo  n. 4-08890  seduta n. 855 del 18 dicembre 2012, (16° Legislatura),  presentato dalle senatrici Gallone e Allegrini. Tuttavia l’interrogazione in questione è rimasta lettera morta (11)

    Al momento  non sono state fornite risposte da parte dei dicasteri interpellati neanche alle nuove interrogazioni presentate da altri parlamentari italiani che più volte hanno inteso sollecitare i nostri governanti alla dovuta attenzione verso il fenomeno in oggetto, osservando inoltre, come si legge nei testi degli atti di sindacato ispettivo in questione (12 e 13), che unicamente le associazioni di volontariato e i centri di informazione e ricerca attivi sul territorio nazionale svolgono “una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie e in tal senso realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza”.

    Per di più, come si evince dal seguente estratto dai medesimi testi, è in corso “una pressante e reiterata campagna dai toni marcatamente diffamatori attraverso cui alcuni soggetti, oltre a minimizzare il suddetto fenomeno sociale, screditano sistematicamente con argomentazioni tendenziose e palesemente mendaci i rappresentanti del mondo del volontariato, delle forze dell’ordine e delle istituzioni impegnati in questo specifico e delicato settore, nonché le stesse vittime di realtà controverse e/o abusanti “;

    Non è nostro intento entrare nel merito di considerazioni inerenti le varie missive di critica al Rapporto del deputato Rudy Salles, inoltrate alla vostra attenzione e di cui apprendiamo dalla rete internet, consapevoli che le opportune valutazioni competono esclusivamente ai destinatari, tuttavia, in riferimento a quanto si può leggere nella lettera della studiosa italiana dott.ssa Raffaella Di Marzio, che, nello specifico, riferisce di  fenomeni di discriminazione che si verificherebbero da un trentennio nel nostro paese nei confronti delle  minoranze religiose e/o spirituali e verso i bambini appartenenti a tali minoranze, non possiamo certamente esimerci dall’evidenziare che si tratta di asserzioni prive di qualunque fondamento e riscontro oggettivo. Nessun rapporto nazionale né europeo così come lo stesso rapporto americano sulla libertà religiosa, hanno mai denunciato l’esistenza di atti discriminatori verificatisi in Italia nei confronti delle minoranze religiose e/o spirituali e dei minori appartenenti a gruppi minoritari; sono stati invero segnalati rari episodi di intolleranza in particolare nei confronti di fedeli affiliati a confessioni maggioritarie. La promozione e la tutela degli appartenenti a minoranze religiose e spirituali e la difesa della libertà religiosa e di culto costituiscono, per contro, una delle grandi priorità della politica interna ed estera italiana. Sostenere pubblicamente fatti del tutto infondati non solo sconcerta gli scriventi ma può ingenerare, a livello di pubblica opinione, perniciosi allarmismi.

    Crediamo che le preoccupate parole di uno dei massimi esperti mondiali del fenomeno, il dott. Michael Langone, Direttore Esecutivo dell’International Cultic Studies Association (ICSA), possano riassumere la grave situazione in cui si trovano tanti bambini vittime di gruppi ad alto rischio “L’Indagine in questo campo è stata talora sconvolgente. Gli abusi cui i bambini sono stati sottoposti possono essere orrendi … E la mancanza di preoccupazione e di azione rispetto a questo problema è vergognoso” (14)

    Certi di interpretare, anche e soprattutto, il sentire di coloro che con la nostra attività siamo impegnati ad assistere e tutelare, auspichiamo che il lavoro encomiabile svolto dal relatore Rudy Salles in tema di protezione dei minori dagli eccessi delle derive settarie, trovi favorevole accoglimento affinché ogni individuo possa concretamente godere del diritto di esistere come bambino e di crescere come uomo libero.

    Con rispetto,

    FA.VI.S.  Associazione Familiari delle vittime delle sette, Onlus – Rimini

    Maurizio ALESSANDRINI, Presidente

    Ce.SAP Centro Studi sugli Abusi psicologici, Onlus – Noci (BA)

    D.ssa Lorita TINELLI, Presidente

    Osservatorio sui diritti dei Minori – Milano

    Dr. Antonio MARZIALE, Presidente

    O.N.A.P. Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici – Firenze

    D.ssa Patrizia SANTOVECCHI, Presidente

    Associazione Prometeo Onlus,  Lotta alla pedofilia e tutela infanzia violata – Bergamo

    Massimiliano FRASSI, Presidente

    Centro Studi Giù Le Mani Dai Bambini – San Benedetto del Tronto (AP)

    Aldo VERDECCHIA , Presidente

    Associazione SOS Antiplagio Novara

    Giovanni RISTUCCIA, Presidente

    Associazione Tutor onlus – Potenza

    Dino POTENZA, Presidente

    Associazione Arciragazzi Bologna – Prevenzione e tutela contro gli abusi sui minori -Prevenzione del disagio giovanile

    Serena FRASCAROLI, Presidente

    Gruppo Educhiamoci alla Pace – Bari

    Gianpaolo PETRUCCI, Presidente

    ANSFO Associazione Nazionale “Sostenitori delle Forze dell’Ordine”  – Roma

    Massimo MARTINI, Presidente

    Associazione Genitori Separati per la Tutela dei minori – Città di Castello (PG)

    Prof. Ugo VALENTINI,  Presidente

    Prof. Giovanni PANUNZIO, idr, fondatore dell’Osservatorio Antiplagio – Cagliari

    Dr. Giampiero MARCATO, presidente Associazione Menti Libere di Nichelino (To)

    Prof.ssa  Anna Maria GIANNINI – Psicoterapeuta, ordinario al Dipartimento di Psicologia – Facoltà di Medicina e Psicologia –  Direttore dell’Osservatorio di Psicologa della Legalità e della Sicurezza  della Università  “La Sapienza” di  Roma.  Responsabile dei Corsi CEPOL (Accademia di Polizia Europea) per quanto riguarda i moduli Dealing with Victims of Crime.

    Prof.ssa Anna OLIVERIO FERRARIS, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo presso Università degli Studi La Sapienza di Roma – Psicologa, psicoterapeuta, scrittrice – Già membro della Consulta Qualità della Rai e del Comitato Nazionale di Bioetica. Direttore della rivista degli psicologi italiani “Psicologia Contemporanea”

    Dr. Prof. Alessandro MELUZZI,  medico chirurgo, specialista in psichiatra. Psicologo, psicoterapeuta – Torino. Docente Incaricato di Psichiatria – Università Cattolica Sacro Cuore di Roma sede di Moncrivello (VC). Professore a Contratto in Genetica del Comportamento Umano Facoltà di Medicina e Chirurgia – Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica della Università di Siena

    Prof. Alberto FORTI, Specialista in Neuropsichiatria Infantile, Neurologia e Medicina Interna.

    Docente alla Università degli Studi di Urbino “Carlo Bò”

    Prof. Francesco BRUNO – Criminologo, docente di Pedagogia Speciale, Dipartimento di Lingue straniere e Scienza dell’Educazione – Università della Calabria

    Prof. Natale FUSARO – Specialista in Diritto Penale e Criminologia – esperto nella Formazione Post-Univeritaria presso l’Università degli Studi La Sapienza –  Roma

    Gen. B. dei Carabinieri  Avv. Ernesto DI SERIO, docente di “Criminologia” presso l’ Università Internazionale Scienze Sociali – Roma

    Prof. Vincenzo MASTRONARDI, psichiatra – Titolare della Cattedra di Psicopatologia forense e Direttore dell’Osservatorio dei comportamenti e della devianza Facoltà di Medicina e Odontoiatria -Università La Sapienza di Roma

    Prof.ssa Simonetta Costanzo –  Criminologa, psicoanalista, psicologa. Ricercatore e Docente di Psicopedagogia all’Università degli Studi della Calabria (Unical)

    Prof. Nunzio di NUNNO, medico legale, docente di Criminologia presso l’Università del Salento

    Prof. Matteo VILLANOVA, titolare di Neuropsichiatria infantile, Criminologia , Medicina preventiva e psicopatologia forense – Presidente di “OLTREE” Osservatorio Laboratorio Tutela e Rispetto Emozionale dell’Età Evolutiva dell’ Università ROMA 3 Roma – Didatta nazionale Centro Italiano Ipnosi Clinica sperimentale di Torino

    Dr. Luigi CORVAGLIA, dirigente psicologo presso il DDP ASL Bari, saggista, cultore d.m. di Criminologia e Psichiatria presso l’Università del Salento – Lecce

    Prof. Roberto MONGARDINI, docente di “Principi filosofici dei diritti umani” Facoltà di Giurisprudenza – Università telematica “Niccolò Cusano” di Roma;   Docente di “Diritti umani” in Master 2° liv

    Dr.ssa Beatrice UGOLINI, Criminologa – Bologna

    Dr. Giorgio GAGLIARDI, medico psicoterapeuta – Como

    Dr. Armando DE VINCENTIIS,  Psicologo e Psicoterapeuta –  consulente CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e coordinatore del Gruppo Cicap Puglia

    Dr.ssa Alessandra LUMACHELLI  Presidente di  ETTAsos,  collaboratrice della FONDAZIONE MOVIMENTO BAMBINO onlus

    U.P.R.C. Unità Prevenzione Rischio Criminologico – Roma

    Dott.ssa Imma GIULIANI, Responsabile Nazionale

    Sindacato Autonomo della Polizia di Stato SAP – Roma

    Gianni TONELLI, Presidente

    Dr.ssa Barbara DE SERIO co-responsabile Laboratorio di Studi e Ricerche per l’Infanzia

    presso l’Università di Foggia

    Dr.ssa Olimpia QUATTROMINI, psicologa clinica, dello sviluppo e delle relazioni, Human Resources, esperta in Criminologia generale, minorile e penitenziaria, presidente Associazione Malattie Rare Alta Murgia

    Dr. Sergio CARUSO, Psicopedagogista, Criminologo Clinico esperto in minori profiling e prevenzione – Cosenza

    Dr.ssa Sonia MELGIOVANNI, Psicologa, Specialista in Psicologia Clinica e  Psicoterapia Psicoanalitica, PhD in Psicologia Clinica – Bari

    Dott. Paolo POZZETTI, Psicologo clinico, specialista in Disturbi della condotta e dell’umore – Ordine Lazio

    Dr.ssa Mary GROSSI, Psicologa e psicoterapeuta – Fermo (FM)

    Dr. Fabio NESTOLA, Presidente della Fe.N.Bi. (Federazione Italiana per la Bigenitorialità), ricercatore, studioso di separazioni e minori contesi, curatore del Centro Studi per la Fe.N.Bi

    Dr.ssa Lillia D’OTTAVI, Farmacista, ex Consigliere Regione Lazio

    Sen. Avv. Antonino CARUSO, Presidente della Commissione Giustizia del Senato Italiano dal 2001 al 2006  nella XIV Legislatura

    Avv. Giselda CIANCIOLA,  dottore di ricerca in Criminologia devianza e mutamento sociale, autrice del libro  “I reati contro le donne e i minori” ( Giuffrè ed.)

    Avv. Vincenzo GALLO del Foro di Sala Consilina (SA)

    (legale della famiglia di Chiara Marino, la giovane assassinata dalle Bestie di Satana)

    Avv. Tania RIZZO penalista, Coordinatore A.I.G.A. Regione Puglia

    e Presidente di “La.P.E.C. e Giusto Processo” sezione territoriale di Lecce

    Avv. Nicola PILEGGI del Foro di Brindisi

    Avv. Carla RUFINI del Foro di Roma

    Avv. Eloisa MINOLFI del Foro di Milano

    Avv. Lia STAROPOLI del  Foro di Vibo Valentia

    Avv. Marco MARZARI del Foro di Milano

    Avv. Lorenzo IACOBBI del Foro di Taranto

    Dr.ssa Claudia VINCENZI – autrice del libro “Plagiata” (Mondadori  ed.)

    Dr.ssa Rossana PESSIONE, giornalista professionale, scrittrice, Direttore responsabile dell’agenzia stampa Omnia Group

    Ivano GAIONI, scrittore, autore del libro “Ladri di Anime” (abusi sui minori)

    —-

    POSTILLA del 3 Aprile 2014

    I promotori della lettera per la Presidente e il Segretario Generale dell’APCE, chiedono cortesemente di voler considerare  inseriti tra i firmatari del documento i seguenti nominativi:

    Associazione Nazionale  ConDivisa Sicurezza e Giustizia

    On. Tiziano ARLOTTI,  Deputato XVII Legislatura Camera dei Deputati

    —-

    References:

    1)                  The British Psycological Society http://www.bps.org.uk/news/children-cults-face-later-problems

    2)                  “Bouncing back: remission from depression in a 12-year panel study of a representative  Canadian community sample” Esme Fuller-Thomson, Marla Battiston, Tahany M. Gadalla, Sarah Brennenstuhl http://link.springer.com/article/10.1007/s00127-013-0814-8

    3)                  BESTIE DI SATANA. SENTENZA CORTE D’APPELLO

    http://www.scribd.com/doc/82108848/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-1

    http://www.scribd.com/doc/82109068/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-2

    http://www.scribd.com/doc/82109249/Bestie-Di-Satana-Sentenza-Appello-Parte-3

    4)                  RELAZIONE FINALE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA DELLA REGIONE TOSCANA SULL’AFFIDO MINORI ALLA LUCE DELLA VICENDA FORTETO. SECONDA PARTE DA PAG. 11

    http://www.consiglio.regione.toscana.it/upload/9/CM28/evidenze/evi214.pdf

    5)                  9° RAPPORTO NAZIONALE SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA (Telefono  Azzurro ed EURISPES)http://www.osservatorionazionalefamiglie.it/osservatorioprova/images/altrepubb/rapporto_nazionale_infanzia_adolescenza.pdf

    6)                  RAPPORTO SULLA CONDIZIONE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA IN ITALIA

    7)                  Articolo giornalistico tratto dal quotidiano nazionale IL GIORNO

    http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/11/20/622927-allarme_satanismo.shtml

    8)                  Articolo giornalistico con intervista alla dott.ssa Maria Carla Bocchino 

    9)                  SENATO DELLA REPUBBLICA. Audizioni in seno all’ INDAGINE CONOSCITIVA SUL FENOMENO DELLA MANIPOLAZIONE MENTALE DEI SOGGETTI DEBOLI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL FENOMENO DELLE COSIDDETTE “SETTE”

    http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/284768.pdf

    10)               Suprema Corte di Cassazione VI Sezione Penale 25701/12 Sentenza n. 631 Registro Generale n. 33260/ 2011  http://www.favis.org/favis2/images/valmaggi%20sentenza%20cassazione

    11)               SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08890

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=695872

    12)               SENATO DELLA REPUBBLICA Legislatura 17 Atto n. 4-01758 26 febbraio 2014 ;  SENATE OF THE  ITALIAN REPUBLIC Legislature 17 Judicial Inspection Act n. 4-01758 published on 26th February 2014, assembly n.198 ;   SENAT DE LA REPUBLIQUE ITALIENNE Légisature 17me Acte de Sindacat Inspectif n . 4-01758   publiqué le 26 Février 2014 dans la  réunion n. 198

    https://favisonlus.wordpress.com/2014/03/09/fenomeno-settario-legislatura-17-atto-di-sindacato-ispettivo-n-4-01758/

    13)               SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n. 4-08835

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=16&id=691624

    SENATO DELLA REPUBBLICA. Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n.4-00374 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=70375

    14)              CHILDREN AND CULTS excerpt from Recovery From Cults Help for Victims of Psychological and    Spiritual Abuse. Edited by Michael D. Langone.  W. W. Norton, NY 

    NOTA (*)   Brano liberamente tratto da GNOSIS, rivista ufficiale dei Servizi di intelligence italiani

    NOTA (**) Relazione documentale di Antonio Pagliaro (Professore emerito di Diritto Penale dell’Università di  Palermo) depositata presso la 2a Commissione permanente  Giustizia del Senato,  in seno all’Indagine conoscitiva   sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette” (anni 2011-2012) http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm02/documenti_acquisiti/569%20professor%20Pagliaro.pdf

  • Sesso con minori condannato a un anno l’ex parroco Nuvola

    Sesso con minori condannato a un anno l’ex parroco Nuvola

    Il sacerdote era stato sorpreso in auto con un quattordicenne. Condannato in primo grado a diciotto mesi per induzione alla prostituzione, ora i giudici hanno riqualificato il reato e ridotto la pena.

    La corte d’appello di Palermo ha condannato Aldo Nuvola a un anno di reclusione per atti sessuali a pagamento con un minore. I giudici hanno riqualificato il reato – inizialmente era stata contestata l’induzione alla prostituzione minorile – e ridotto la pena: in primo grado aveva avuto un anno e sei mesi. L’ex sacerdote era stato sorpreso in auto con un quattordicenne durante un rapporto sessuale.

    L’ex sacerdote è stato arrestato alcuni mesi fa e sospeso a divinis per un’altra ipotesi di induzione alla prostituzione minorile venuta fuori durante l’indagine sull’omicidio dell’imprenditore Massimo Pandolfo. Dalle intercettazioni del presunto responsabile del delitto – poi rivelatosi innocente – erano emersi i rapporti del sacerdote con una serie di minorenni che avevano rapporto sessuali a pagamento con padre Nuvola.

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/02/12/news/sesso_con_minori_condannato_a_un_anno_padre_aldo_nuvola-78398952/