Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Papa Francesco

  • Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    Sacerdote pedofilo in processione coi bambini: è scontro sul ritorno di don Mottola, condannato per abusi su minore

    È aspra polemica nella diocesi di Aversa per il “reintegro” del sacerdote don Michele Mottola, condannato per violenze sessuali nei confronti di una bambina di 11 anni a Trentola Ducenta. Il vescovo monsignor Angelo Spinillo ha acconsentito, infatti, a che don Michele sfilasse al suo fianco nel corso della processione di Santo Stefano Protomartire a Qualiano subito dopo Natale, accanto ad altri preti e a molti bambini che fungevano da ministranti e, nei giorni seguenti, alla celebrazione della chiusura del Giubileo nella cattedrale.

    «Lasciami stare, non mi devi più toccare» o «è solo un gioco, non facciamo niente di male»: queste le frasi che don Mottola aveva rivolto alla bambina e che erano emerse grazie ad una serie di servizi televisivi de ‘Le Iene’. Don Mottola fu quindi arrestato per ordine della Procura di Napoli Nord e sospeso dalla diocesi di Aversa. Ci fu il processo e la sentenza: condanna di 9 anni in primo grado, che il sacerdote ha interamente scontato.

    C’è chi, come l’avvocato Sergio Cavaliere, da anni impegnato in una battaglia per far emergere le responsabilità della Chiesa campana contro i preti pedofili, tuona allo scandalo, ritenendo “vergognoso che ad un sacerdote condannato per pedofilia sia consentito di continuare ad esercitare, partecipando anche a pubbliche processioni accanto ai bambini”.

    Già nel 2019, don Mottola era riapparso in pubblico ed anche allora era scoppiate le proteste. Probabilmente in diocesi si pensava che il tempo avesse attenuato lo sdegno ed il dolore delle vittime, ma evidentemente non è così. Monsignor Spinillo si è, quindi affrettato ad emettere un comunicato stampa in cui ha confermato che a don Mottola è stata concessa “una deroga eccezionale” per partecipare alla processione “nella prospettiva di quella speranza cristiana di penitenza e redenzione”.

    Spinillo ha anche ricordato come don Mottola abbia «espiato le pene che gli sono state comminate dal Tribunale Statale e dal Tribunale Ecclesiastico» e che, comunque, sia ancora colpito da una serie di restrizioni. Inoltre il vescovo ha assicurato che «in nessun modo viene meno l’attenzione su eventuali abusi che potessero essere commessi da qualunque altro», all’interno della diocesi di Aversa.

    Monsignor Spinillo compirà 75 anni il prossimo primo maggio e, per prassi, dovrà presentare le proprie dimissioni dalla guida della diocesi di Aversa a papa Leone XIV. Negli scorsi anni papa Francesco aveva concesso numerose deroghe per ulteriori due anni a vescovi italiani, ma di certo il clamore su abusi sessuali potrebbe spingere il pontefice a cogliere la palla al balzo congedando nei termini il vescovo aversano.

    https://www.fanpage.it/napoli/sacerdote-pedofilo-in-processione-coi-bambini-e-scontro-sul-ritorno-di-don-mottola-condannato-per-abusi-su-minore/

  • ULTIMA ORA: Scoperti altri libri “erotici” del cardinale Fernández, nascosti dal Vaticano

    ULTIMA ORA: Scoperti altri libri “erotici” del cardinale Fernández, nascosti dal Vaticano

    CITTÀ DEL VATICANO ( PerMariam ) — È scoppiata una nuova polemica attorno al cardinale Victor Manuel Fernández dopo che sono emersi altri testi “erotici” del suo passato, alcuni dei quali erano stati nascosti dal CV ufficiale fornito dal Vaticano nel 2023.

    Intitolato ” ¿Por qué no termino de sanarme? ” ovvero ” Perché non riesco a finire di guarire me stesso?”, il libro del 2002 dell’allora padre Fernández in Argentina sembra, almeno testualmente, essere un seguito della sua opera del 1995 “Guariscimi con la bocca: l’arte del bacio”. Il libro del 1995 suscitò immense polemiche a causa del suo contenuto ripetutamente sessualmente allusivo ed esplicito, e dell’inclusione di relazioni sessuali inequivocabilmente erotiche e spesso ambigue in cui il genere dei partecipanti non è specificato.

    Poi, nel gennaio 2024, è riemersa un’altra opera , questa volta del 1998 e intitolata ” Passione mistica: spiritualità e sensualità “. Basandosi su ” Guariscimi con la bocca: l’arte del bacio “, Fernández ha fornito dettagli sessualmente espliciti sugli orgasmi maschili e femminili, paragonandoli a una relazione con Dio. In seguito al diffuso clamore suscitato dall’opera, che era stata nascosta dal suo archivio, Fernández ha affermato che si trattava di “un libro per ragazzi” che “certamente non avrebbe scritto ora”. Il sesto capitolo del libro è stato motivo di particolare preoccupazione a causa della sua apparente rappresentazione di una presunta fantasia erotica di una ragazza di 16 anni, che ha raccontato i dettagli a Fernández.

    Nominato prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) da Papa Francesco nel luglio 2023, le azioni di Fernández sono state da allora sotto esame, in gran parte a causa dell’immenso caos e delle controversie che ha causato da quando ha accettato l’incarico.

    Ma ora altre opere sono state analizzate e riportate alla luce dal sito web cattolico argentino El Wanderer, che ha raccolto fonti attendibili, scoprendo temi inquietanti simili.

    “Perché non riesco a finire di guarire me stesso?” sembra essere un libro altrettanto controverso.

    Il libro si definisce più “incisivo e audace” rispetto alle opere precedenti di Fernández e “un libro che aiuta a vivere”.

    Una sezione all’inizio del libro intitolata “Quando la sensualità offusca il mio giudizio” recita così:

    Un corpo può fare colpo se indossato con gli abiti giusti, abiti che risvegliano la sensualità accentuando i tratti interessanti, a seconda della tipologia di corpo. La sensualità di spalle e braccia abbronzate è accentuata indossando una maglietta. L’eleganza è evidenziata nascondendo il grasso con un gilet nero e maniche bianche. Un collo scoperto è più sensuale se adornato con una collana, ecc. Se a questo aggiungiamo una dose di immaginazione da parte di chi osserva, e in un momento di insoddisfazione, quando ha bisogno di emozionarsi o di godersi qualcosa, allora un corpo può apparire come qualcosa di impressionante, meraviglioso, indispensabile.

    Ma poi, con la routine e scoprendo altri corpi diversi, si scopre che quella massa di carne non era niente di fuori dal mondo, che ha imperfezioni, mancanze e dolori come tutti i corpi, che si deteriora e perde il suo fascino con il passare del tempo.

    Un’opera successiva, intitolata ” Teología espiritual encarnada. Profundidad espiritual en acción “, (” Teologia spirituale incarnata. Profondità spirituale in azione “) è stata pubblicata nel 2005. Questa figura però figura nel curriculum ufficiale fornito dal Vaticano a Fernández.

    In una sezione intitolata “Pausa”, Fernández esprime la sua opinione su come aiutare il corpo a rilassarsi se gli esercizi di respirazione non sono sufficienti:

    Consiste nell’attraversare l’intero corpo, prestando la massima attenzione a un organo alla volta. È molto importante notare che non si tratta di “pensare” a quell’organo, immaginarlo o visualizzarlo. Si tratta più precisamente di “sentirlo”, di percepirlo con sensibilità. Si tratta di sperimentare le sensazioni di ogni organo con calma, senza giudicare se siano buone o cattive, ma cercando di rilassare e distendere quell’organo.

    È meglio procedere più o meno nel seguente ordine: mascella, zigomi, gola, naso, occhi, fronte (e tutti i piccoli muscoli del viso che possiamo percepire), cuoio capelluto, collo e nuca, spalle. Proseguire con il braccio destro, il polso e la mano destra; il braccio sinistro, il polso e la mano sinistra. Quindi passare alla schiena.

    Successivo: torace, stomaco, vita, fianchi, bacino, glutei, genitali, gamba destra, gamba sinistra, piede destro, piede sinistro.

    La chiave è fermarsi senza fretta in un punto alla volta, senza lasciare che l’immaginazione si disperda verso un altro organo o un’altra idea, finché non si sente che c’è lo stesso tono in tutto il corpo. Non c’è alcuna fretta.

    In qualsiasi punto del corpo dovremmo percepire una sensazione (di calore, bruciore, piacere). Nessuna parte della pelle è insensibile, anche se le sensazioni sono molto lievi.

    Infine, è importante cercare di comprendere l’organismo nella sua interezza, prendendo coscienza dell’intero corpo e sentendolo a lungo.

    La terza opera sulla spiritualità analizzata da El Wanderer è “Para liberarte de la ansiedad y de la impaciencia”, ovvero “Per liberarti dall’ansia e dall’impazienza”. Pubblicato nel 2009 in Argentina, questo libro è un altro che il Vaticano ha accuratamente omesso dal curriculum ufficiale di Fernández quando è stato nominato prefetto della CDF nel 2023.

    In una sezione intitolata “Imparare a fermarsi”, Fernández scrive:

    Mettendoci in profondo contatto con la realtà, apre prospettive luminose, offre orizzonti vasti e ricchi, semplificando al contempo la vita, liberandola dalle complicazioni e impedendole di impigliarsi in svolte e svolte che non portano da nessuna parte. Quando siamo capaci di fermarci e un oggetto o una persona occupano per un attimo tutto il nostro interesse, quell’istante è vissuto appieno. Quando tutto il nostro essere è unificato in un’unica direzione, allora realizziamo un vero incontro, una fusione, un’unione perfetta, anche se solo per pochi minuti.

    Non si tratta necessariamente di immobilità fisica, perché questa esperienza può verificarsi anche nel mezzo dell’eccitazione di un’attività molto intensa. Questo accade, ad esempio, in un orgasmo tra due persone che si amano. Ma ci sono molte altre forme di unione che la maggior parte delle persone sperimenta solo raramente nella propria vita.

    Le ultime rivelazioni sul passato di Fernández si aggiungono alla già controversa serie di scritti che il religioso ha scritto e che in diverse occasioni il Vaticano ha cercato di nascondere.

    Le proteste suscitate dai suoi precedenti libri sui baci e sugli orgasmi si sono rivelate immense quando sono usciti rispettivamente nel 2023 e nel 2024.

    Questa nuova analisi di altri libri di Fernández, compreso il fatto che ancora una volta il Vaticano ne ha nascosti due dal suo curriculum, non fa che ribadire le questioni confuse che circondano la sua posizione di prefetto della CDF.

    Nominato prefetto nel 2023, Fernández avrebbe tempo fino al 2028, qualora Leone XIV decidesse di mantenerlo in carica per la durata del suo mandato quinquennale. La decisione del Pontefice di mantenerlo in carica fino ad allora avrebbe ripercussioni di vasta portata sulla chiarezza dottrinale della Chiesa, già compromessa sotto la prefettura di Fernández.

    https://www.permariam.com/p/breaking-more-erotic-books-by-cdl

  • Don Michele Barone, va in carcere il prete-esorcista casertano dopo la condanna per violenza sessuale

    Don Michele Barone, va in carcere il prete-esorcista casertano dopo la condanna per violenza sessuale

    Problemi psichici curati con un esorcismo che, vista la condanna definitiva, andò ben oltre la pratica per contrastare il demonio. Da due giorni è in carcere per scontare una condanna definitiva a tredici anni e mezzo di reclusione don Michele Barone, il prete sospeso a divinis, che nel 2018 fu arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia.
    Il sacerdote curava con l’esorcismo una ragazzina di 14 anni con problemi psichici. I fatti si verificarono a Casapesenna, in provincia di Caserta. Una vicenda giudiziaria complessa, che è giunta a conclusione in settimana con il pronunciamento della sesta sezione penale della Cassazione.

    Taormina: rispetto la sentenza ma non la condivido

    «La Corte Suprema ha stabilito che l’esorcismo è reato. Rispetto la sentenza ma non la posso condividere» ha commentato l’avvocato Carlo Taormina, che difendeva l’ex sacerdote casertano, che tra i suoi fedeli e amici aveva molti vip, tra cui Luciano Moggi e la moglie, Fabio Capello, Claudia Koll e Sara Tommasi.
    Con don Barone, sono stati condannati in via definitiva a tre anni di reclusione anche i genitori della ragazzina che, nel corso delle sedute di esorcismo, avrebbe subito abusi, violenze e lesioni.

    Pena superiore alla condanna di primo grado

    In primo grado, la pena inflitta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere fu di dodici anni, poiché i giudici non ritennero che le prove fossero sufficienti per l’accusa di abusi sessuali commessi anche nei confronti di due vittime adulte.
    A denunciare i fatti fu la sorella maggiore della vittima, che si accorse che quelle sedute esorcistiche fossero ben altra cosa e non avrebbero salvato la 14enne che i genitori ritenevano posseduta dal demonio.
    Dopo i fatti, don Barone fu sospeso a divinis dal vescovo di Aversa e rimosso da Papa Francesco, mentre l’Associazione Internazionale Esorcisti precisò che il sacerdote casertano praticava esorcismi senza alcun mandato e senza alcuna autorizzazione.
    «Il sacerdote in questione – scrisse l’associazione esorcisti – non è mai stato istituito esorcista da alcun Ordinario (Vescovo diocesano) a norma del can. 1172 del Codice di Diritto Canonico né ad alcun titolo è mai stato membro dell’Associazione Internazionale Esorcisti».

    «Legge contro l’esorcismo ma il Vaticano lo contempla»

    «A via Della Conciliazione – ha sottolineato l’avvocato Taormina – c‘è un palazzo intero in cui il Vaticano ancora oggi insegna le pratiche dell’esorcismo. Non è solo una questione tra diritto canonico e diritto penale italiano, ma una vicenda ben più ampia».
    Secondo il legale, c’è chi accetta l’intervento dell’esorcista «come si accetta che un chirurgo possa operare per curarci, ma mettendo a rischio la nostra vita. I giudici del merito hanno ritenuto vietati tutti i trattamenti esorcistici, configurando violenze e maltrattamenti a carico di genitori di una minore che, dopo aver tentato di far guarire la figlia minore con la medicina ufficiale, si erano rivolti ad un sacerdote abilitato all’esercizio degli esorcismi e accreditato dal vescovo della Diocesi e dall’esorcista ufficiale». Dopo il sigillo della Cassazione, don Michele Barone è stato arrestato e trasferito in carcere, prima a Santa Maria Capua Vetere in appoggio, poi a Vallo della Lucania, dove sconterà il residuo della pesante pena inflitta.

    https://napoli.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_06/don-michele-barone-va-in-carcere-il-prete-esorcista-casertano-dopo-la-condanna-per-violenza-sessuale-e-maltrattamenti-88c1a413-e4a3-4b34-b7f6-660b0b65dxlk.shtml

  • Cassazione conferma condanna a Don Barone. Taormina: “Una sentenza sull’esorcismo”. Come stanno le cose

    Cassazione conferma condanna a Don Barone. Taormina: “Una sentenza sull’esorcismo”. Come stanno le cose

    Una storia molto particolare e assai delicata. Una vicenda che è stata alla ribalta per parecchio tempo, cominciata nel 2018 e andata avanti negli anni con diversi processi e sentenze nei confronti di un sacerdote che, scritto nei documenti depositati, era accusato di aver abusato di una minore, con la bambina che, secondo il prete, veniva sottoposta ad esorcismi. La Suprema Corte di Cassazione nella giornata del 2 dicembre, ha confermato la condanna a 13 anni di reclusione, col prete che ne ha già scontati 7.

    Una storia che ha fatto scalpore anche perché si tratta di un ormai ex sacerdote, Michele Barone, che esercitava a Casapesenna in provincia di Caserta, ma è anche vero che è stato ridotto a stato laicale con decreto firmato da papa Francesco nel 2018 e ridotto a maggio del 2019 a stato laicale, appunto, dopo le denunce per abusi sessuali e maltrattamenti durante gli esorcismi.

    E c’è da aggiungere che, secondo quanto si apprende, la Chiesa per decisione del Vescovo di Napoli venne sospeso da qualsiasi funzione religioso, dalla celebrazione del culto e dall’amministrazione dei sacramenti, quindi anche dagli esorcismi. L’accusa che gli è sempre stata rivolta è che proprio durante gli esorcismi che lui stesso praticava sulla ragazzina accadevano gli abusi. Da non dimenticare che nel 2018, non solo Michele Barone, ma vennero arrestati anche i genitori della minore e con loro pure un funzionario di polizia che poi è stato scagionato del tutto.

    Avvocato Taormina: “Per i giudici della Cassazione l’esorcismo da contatto è reato”. Ma ci sono dubbi

    Per l’avvocato Carlo Taormina, famoso legale e penalista, la decisione presa dai giudici della Suprema Corte di Cassazione è che avrebbero deciso che “l’esorcismo da contatto sia equiparato a maltrattamenti” e secondo il legale si tratta “di una cosa assurda”. In sostanza, spiega l’avvocato penalista a Cityrumors.it che per la Cassazione “non si riconosce quanto disciplinato dall’ordinamento canonico diverso da quello statale”, a maggior ragione “se si fanno lesioni derivanti dalla pratica dell’esorcismo anche quelle lesioni come tali, nel caso di specie contestati maltrattamenti” .

    Il legale è abbastanza sicuro di quello che afferma, ma i dubbi sono tanti anche perché, e la conferma arriva direttamente dal Vaticano, Michele Barone, fino al 2018 era un sacerdote, ma fu Papa Francesco ad emettere direttamente e personalmente un’espulsione dal sacerdozio con un decreto papale firmato e sottoscritto nel 2018, poi ridotto a stato laicale.

    Ma la Chiesa, sin dall’inizio di questa storia, ha sempre disconosciuto le pratiche di Don Barone, tanto che nel giorno 24 febbraio del 2018 fu emesso un comunicato dal Vaticano e dall’Associazione nazionale esorcisti dove si spiegava “che il sacerdote in questione non è mai stato istituito esorcista da alcun Ordinario (Vescovo diocesano) a norma del can. 1172 del Codice di Diritto Canonico né ad alcun titolo è mai stato membro dell’Associazione Internazionale Esorcisti”.

    Una nota da parte dell’Associazione nazionale esorcisti, riconosciuta dal Vaticano, che fu durissima a proposito con tanto di sottolineatura all’epoca “esorta vivamente i sacerdoti esorcisti ad attenersi rigorosamente alle norme e alla prassi che la Chiesa indica nei Praenotanda del Rito degli Esorcismi, riprovando e prendendo decisamente le distanze da tutto ciò che da esse si discosta”.

    Per l’avvocato Carlo Taormina è una decisione, quella della Cassazione che va oltre e riguarda la pratica dell’esorcismo, tanto che “lo trovo assurdo” e spiega di essere “in attesa delle motivazioni della sentenza per preparare i documenti e rivolgermi alla Corte Europea“. Poi riguardo alla Chiesa, secondo il suo pensiero, “dovrebbe trovare un’intesa con lo Stato rispetto a quelle che sono gli attentati all’integrità fisica che sono connessi con l’esorcizzato”. Ma se per la Chiesa, Don Barone non doveva esercitare, forse la Cassazione si è espressa nel merito del caso e non su tutti quelli che praticano gli esorcismi.

    https://www.cityrumors.it/esclusiva/cassazione-conferma-condanna-a-don-barone-taormina-una-sentenza-sullesorcismo-come-stanno-le-cose.html

  • Caso Emanuela Orlandi, nuovo segreto di soldi in Vaticano? Il fratello Pietro: “Monsignor Balda avrebbe letto dei documenti legati a dei miliardi che ogni settimana uscivano e andavo in Polonia a Solidarnosc”. E su Francesca Immacolata Chaouqui…

    Caso Emanuela Orlandi, nuovo segreto di soldi in Vaticano? Il fratello Pietro: “Monsignor Balda avrebbe letto dei documenti legati a dei miliardi che ogni settimana uscivano e andavo in Polonia a Solidarnosc”. E su Francesca Immacolata Chaouqui…

    Pietro Orlandi, ospite di Pulp Podcast, è tornato a parlare di due figure che, da tempo, ricorrono più volte all’interno del maremagnum che ormai è diventato il caso della quindicenne cittadina vaticana scomparsa nel 1983:“Monsignor Balda, che era il collega d’ufficio di Francesca Immacolata Chaouqui, ha fatto una dichiarazione recente ancora non pubblica, ma presumo sarà pubblica a breve in qualche modo.

    Lui ha detto di aver letto dei documenti in un determinato ufficio al Vaticano in cui si parlava anche di Emanuela, ed erano documenti legati a miliardi, miliardi, miliardi che ogni settimana uscivano e andavo in Polonia a Solidarnosc”. Ma a che titolo e in che modo questo soldi sono legati alla sparizione di Emanuela?

    Un giro di soldi che in realtà nasconde molto altro? Ma facciamo un passo indietro, perché di questi due personaggi si è parlato anche a proposito nella questione “delle chat Whatsapp tra persone vicine a Papa Francesco, su telefoni legati alla Santa Sede”. Che poi si è scoperto essere proprio loro. Messaggi in cui si farebbe riferimento proprio al corpo di Emanuela.

    Discussioni, tra Francesca Immacolata Chaouqui e monsignor Angel Vallejo Balda, risalenti al 2014. Al tempo la Chaouqui era membro della Cosea, Commissione di studio e indirizzo sull’organizzazione delle strutture economiche e amministrative della Santa Sede voluta proprio da Papa Francesco, di cui Balda era il presidente e, allo stesso tempo, anche segretario della Prefettura degli Affari Economici. Ma cosa scriveva la Chaouqui di preciso in queste chat?

    “A settembre dobbiamo far sparire quella cosa della Orlandi e pagare i tombaroli. Questo devi dire al Papa. Ora che torniamo si lavora all’archivio. E basta giornali e follie varie. Quella roba della Orlandi deve sparire e tu devi farti gli affari tuoi. Ho visto Giani (capo della gendarmeria ndr), io non credo che sia come dici tu su di lui. Quello che hanno fatto è un reato e lui lo deve sapere. Fra poco vengo, ma tu dove sei?”.

    E ancora: “Brucia questa conversazione appena leggi. Fai le copie almeno di quella cosa di Orlandi e le mando in procura in forma anonima. Questa roba finisce male”. Ma c’è di più. Infatti, nei vari messaggi, i due fanno riferimento anche al pagamento di un marmista che, alla fine degli anni novanta, avrebbe scolpito un angelo per adornare una tomba che si trova nel Cimitero Teutonico. Sempre in Vaticano. E qui si accede una lampadina. Ricordate la tomba che nel 2019 fu aperta su richiesta della famiglia Orlandi? Motivo?

    La ricezione di una lettera anonima che indicava proprio quella tomba come il luogo in cui erano sepolti i resti di Emanuela. Ma nulla di riconducibile a lei fu trovato. Eppure, dai messaggi, è possibile ipotizzare che qualcuno si sia mosso con tanto di “tombaroli” e “georadar” per identificare quale fosse la tomba di Emanuela in Vaticano. È il dubbio resta: nella Città del Vaticano questa tomba esiste oppure no?

    Poi la Chaouqui parla di una cassa con all’interno dei documenti segreti. E qui sorge il dubbio: che sia quella di cui tanto si è parlato, e che si è ipotizzato si trovi nella Basilica di Santa Maria Maggiore? Al momento tutto tace, ma la nuova dichiarazione fatta da Pietro Orlandi lascia aperto uno spiraglio: che qualcosa su questo fronte si stia muovendo?

    https://mowmag.com/attualita/caso-emanuela-orlandi-nuovo-segreto-di-soldi-in-vaticano-il-fratello-pietro-monsignor-balda-avrebbe-letto-dei-documenti-legati-a-dei-miliardi-che-ogni-settimana-uscivano-e-andavo-in-polonia-a-solidarnosc-e-su-francesca-immacolata-chaouqui

  • Papa Leone XVI tirato in ballo (quando era vescovo) dalla vittima di abusi un ex prete peruviano

    Papa Leone XVI tirato in ballo (quando era vescovo) dalla vittima di abusi un ex prete peruviano

    Si chiama Ana Maria Quispe Diaz ed è una delle tre sorelle che hanno denunciato presunti abusi da parte di un prete peruviano avvenuti nella diocesi di Chiclayo quando erano bambine, tirando in ballo anche l’allora vescovo Robert Prevost per come avrebbegestito le denunce in base alle leggi canoniche. Il caso in questione che da mesi è oggetto di speculazioni e polemiche riguarda oggettivamente fatti poco chiari e lontani nel tempo che per la magistratura civile peruviana (ma non per quella canonica) sono caduti in prescrizione nel 2023.

    Ana Maria in un comunicato inviato in diverse lingue ha informato che  il 13 novembre scorso, le è stato comunicato dalla Chiesa per iscritto che «il Papa ha concesso la dispensa dallo stato clericale al sacerdote di Chiclayo, Eleuterio Vásquez González, che abusò sessualmente di noi quando eravamo bambine. Questa decisione implica che i fatti da noi denunciati —e che la Chiesa non ha mai nemmeno minimamente investigato— rimarranno definitivamente senza chiarimento. Con questa dispensa significa che non ci sarà un’indagine canonica, non ci sarà un processo, non ci sarà un giudizio.

    E, quindi, non ci sarà mai né giustizia né una vera riparazione morale» ha fatto sapere la signora Quespe Diaz , aggiungendo a nome di tutte le altre vittime che saranno avviate azioni legali presso le autorità canoniche competenti contro tutti «i funzionari ecclesiastici che hanno partecipato o sono stati responsabili di tali negligenze», in parallelo ha annunciato che presenterà il suo caso alle associazioni di vittime di abusi di tutto il mondo, affinché sia ascoltato e «per lavorare insieme a un vero cambiamento all’interno della Chiesa». Non solo.

    Manderà comunicazione immediata del caso alla Commissione per la Protezione dei Minori del Vaticano, chiedendo che analizzi quanto accaduto e adotti misure di fronte all’abuso subito e per finire faranno domanda per avere una udienza personale con Leone XIV «per spiegargli il dolore che situazioni come questa causano alle vittime e chiedergli un cambiamento di rotta nel modo in cui la Chiesa affronta i casi di abuso».Per la vittima di questo ormai ex sacerdote, ridotto allo stato laicale, la Chiesa avrebbe dovuto «far scattare l’allarme, e richiedeva un’indagine profonda e urgente, non la chiusura definitiva del caso. È incomprensibile – si legge nell anota  – che invece di cercare la verità e riparare le vittime, si sia scelto di porre fine al caso tramite una misura papale che solleva l’abusatore dall’affrontare le responsabilità canoniche che gli competono e che ci lascia in una situazione di vulnerabilità, senza riparazione, con la sola offerta di coprire un trattamento terapeutico».

    Concedere la grazia al presunto abusatore Eleuterio Vásquez per la signor Ana Maria è  qualcosa di astruso. «Avrebbe richiesto un’indagine profonda e urgente, non la chiusura definitiva del caso. È incomprensibile che invece di cercare la verità e riparare le vittime, si sia scelto di porre fine al caso tramite una grazia papale che solleva l’abusatore dall’affrontare le responsabilità che gli competono e che ci lascia in una situazione di vulnerabilità, senza riparazione, con la sola offerta di coprire un trattamento terapeutico».

    Sul tema degli abusi Leone XIV nei suoi sei mesi di pontificato ha sempre parlato chiaramente, e anche nel libro biografico scritto da Elise Allen ha affrontato compiutamente la questione, sottolineando che si tratta di una battaglia enorme che va avanti rigorosa. «Ciò richiederà ancora tempo perché le vittime devono essere trattate con grande rispetto e con la consapevolezza che coloro che hanno subito ferite molto profonde a causa degli abusi, a volte portano con sé quelle ferite per tutta la vita.

    Sarebbe ingenuo da parte mia o di chiunque altro pensare che, solo perché abbiamo offerto loro un qualche tipo di risarcimento finanziario o abbiamo affrontato la causa e il sacerdote è stato licenziato, quelle ferite scompariranno».

    Tuttavia il caso dell’ormai ex prete abusatore di Chiclayo è destinato a non esaurirsi a breve. Il cardinale Prevost, infatti, quando era a capo del Dicastero dei vescovi, e con il benestare di Papa Francesco, fece di tutto per fare pulizia e far chiudere un potentissimo gruppo cattolico super conservatore peruviano – Sodalicio – che agiva con le dinamiche di una setta, causando problemi su problemi (anche a Roma). Sodalicio, secondo molte speculazioni, era legato al sacerdoteSecondo molti proprio questo fattore potrebbe aver alimentato risentimenti contro l’allora cardinale Prevost, oggi Leone XIV, avviando nei suoi confronti una campagna di stampa negativa.

    https://www.leggo.it/esteri/news/23_novembre_2025_papa_leone_bufera_abusi_denuncia_prete_peruviano_vittime_bambine_pedofilia_sodalicio_peru-9206803.html

  • Pedofilia nella Chiesa, 4.600 abusi dal 2000

    Pedofilia nella Chiesa, 4.600 abusi dal 2000

    Sono 4.623 le persone molestate da sacerdoti o figure legate alla Chiesa cattolica in Italia negli ultimi venticinque anni. Di queste, 4.451 erano minorenni al momento dei fatti. A rivelarlo è l’ultimo rapporto pubblicato da Rete l’Abuso, l’associazione che da anni raccoglie testimonianze e dati sugli abusi clericali nel Paese.

    Dal 2000, l’associazione ha censito 1.106 sacerdoti sospettati di abusi, ma solo 76 di loro sono stati sottoposti a processi canonici. Gli esiti, secondo quanto documentato, restano in gran parte blandi o opachi: 17 preti sono stati temporaneamente sospesi, 7 trasferiti in altre parrocchie, 18 ridotti allo stato laicale o dimessisi volontariamente. In cinque casi, gli imputati si sono tolti la vita.

    Diocesi silenti e risposte mancate

    Lo studio denuncia anche la scarsa collaborazione delle diocesi italiane con le autorità ecclesiastiche. Solo 81 delle 226 diocesi hanno risposto al questionario inviato dalla Commissione Vaticana per la protezione dei minori, che ha poi definito “insufficiente” l’impegno della Chiesa italiana nel prevenire e contrastare gli abusi.

    Il monito del Papa

    Nei giorni scorsi, Papa Leone XIV ha incontrato per la prima volta un gruppo di vittime di abusi da parte del clero, invitando i nuovi vescovi a non occultare le accuse e a collaborare con le autorità civili. Un appello che prosegue la linea avviata da Papa Francesco, ma che, secondo le associazioni delle vittime, non si è ancora tradotto in riforme strutturali e trasparenza reale.

    Un’emergenza morale ancora aperta

    La pedofilia nel clero resta una ferita profonda per la Chiesa cattolica. Come sottolinea Rete l’Abuso, molti sacerdoti accusati non sono mai stati allontanati dalle proprie parrocchie, e i procedimenti interni in Vaticano continuano a svolgersi nel segreto, senza conseguenze effettive.

    Lo Stato italiano, dal canto suo, non è mai intervenuto in modo deciso, lasciando che la gestione della crisi restasse in larga parte nelle mani delle stesse istituzioni ecclesiastiche.

    A più di vent’anni dallo scoppio dei primi scandali, il messaggio del rapporto è netto: una Chiesa che predica l’amore ma protegge i colpevoli ha smarrito non solo la propria autorità morale, ma anche la propria umanità.

    https://www.polesine24.it/oggi/2025/10/25/news/pedofilia-nella-chiesa-4-600-abusi-dal-2000-380810/

  • La Chiesa ha lasciato le vittime del pedofilo Lute senza un avvocato, dopo averlo squalificato con metodi poco trasparenti.

    La Chiesa ha lasciato le vittime del pedofilo Lute senza un avvocato, dopo averlo squalificato con metodi poco trasparenti.

    Il cosiddetto caso Lute – dal nome di padre Eleuterio Vásquez , sacerdote della diocesi di Chiclayo – rimane una delle ferite aperte della Chiesa che deve essere affrontata il prima possibile. Vásquez fu accusato di aver abusato sessualmente di minori che aveva portato a trascorrere la notte da soli in una residenza parrocchiale sugli altopiani. Le accuse furono presentate direttamente all’allora vescovo di Chiclayo, Robert Francis Prevost , poi papa Leone XIV , ma il caso, lungi dall’essere risolto, rimane bloccato senza alcuna sanzione definitiva contro il pedofilo. Ad oggi, le vittime non hanno nemmeno potuto accedere ai documenti del caso, nonostante le ripetute richieste.

    Tuttavia, a essere punito a tempo di record è stato l’avvocato che aveva rappresentato le vittime dal maggio 2024, il sacerdote e canonista Ricardo Coronado Arrascue , la cui radiazione è diventata uno degli episodi più anomali e inquietanti del recente diritto canonico. La sua caduta è iniziata nel luglio 2024 , quando le vittime, assistite da Coronado, hanno presentato formalmente una richiesta di accesso al fascicolo del caso Lute, rimasta senza risposta per anni. Solo poche settimane dopo, il 24 agosto 2024 , la Conferenza episcopale peruviana (CEP) ha sorpreso tutti pubblicando una dichiarazione senza precedenti: ha annunciato che Coronado “non poteva ricevere l’approvazione per esercitare la professione di avvocato ecclesiastico” e gli ha proibito di agire in cause canoniche.

    La dichiarazione, rilasciata dopo la 127ª Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale Spagnola (CEP), ha citato il canone 1483 del Codice di Diritto Canonico per giustificare la misura. Tuttavia, resta il fatto che le conferenze episcopali non hanno l’autorità di radiare gli avvocati dall’albo. In pratica, un organismo privo di giurisdizione giudiziaria ha rilasciato una dichiarazione pubblica contro l’avvocato che rappresenta le vittime di abusi proprio quando chiedeva trasparenza, il che non può che essere interpretato come una manovra volta a screditarlo e neutralizzare il suo operato .

    Secondo i documenti consultati da InfoVaticana , il caso contro Coronado è stato aperto quello stesso agosto , subito dopo la dichiarazione episcopale. Il processo è stato accelerato, senza una chiara notifica delle accuse né garanzie di un giusto processo. Inoltre, le accuse sono estremamente fragili: alcune voci infondate provenienti dagli Stati Uniti su presunte visite a casa del sacerdote e la testimonianza di un adulto , identificato con le iniziali MVT , che ha raccontato di un incontro personale con Coronado a Lima di natura intima, sebbene senza “piena” consumazione, la cui natura sessuale Coronado nega, nonché alcune conversazioni oscene su Facebook. Il fascicolo stesso riconosce l’assenza di convivenza, persistenza o scandalo pubblico. Al massimo, si tratta di un’indiscrezione privata , del tutto insufficiente a giustificare qualsiasi sanzione. Attualmente, Coronado sta portando avanti una causa per diffamazione contro MVT presso i tribunali di Lima.

    Sebbene sembri incoerente essere stato radiato dall’albo degli avvocati prima di essere radiato dall’albo dei sacerdoti, il colpo più grave per il sacerdote peruviano arrivò quattro mesi dopo. Nel dicembre 2024 , Coronado ricevette la notifica della sua dimissione dallo stato clericale tramite decreto papale , ma il documento conteneva una grave irregolarità: mancava la firma autografa di Papa Francesco . Il decreto era stato elaborato attraverso i canali diplomatici, recando il sigillo vaticano, ma senza soddisfare i requisiti di autenticazione che ne garantiscono la validità. In pratica, si trattava di un’espulsione mascherata da decreto papale , priva di qualsiasi processo, sentenza o risoluzione formale.

    Anche questo episodio si svolge in un contesto ecclesiale particolarmente turbolento. Alla fine del 2024, con Francesco indebolito sia fisicamente che mentalmente , si è moltiplicata una proliferazione di decisioni assurde e insostenibili emanate dalla Curia, molte delle quali legate al Perù. Tra le più note, il decreto penale di condanna contro i giornalisti Giuliana Caccia e Sebastián Blanco , che includeva la minaccia di scomunica per aver criticato i prelati peruviani. Il provvedimento ha provocato uno scandalo globale e ha dovuto essere revocato dallo stesso Francesco , che ha sconfessato i responsabili dopo aver scoperto che il decreto era stato emanato a sua insaputa. In questo stesso clima di caos e abuso di potere, il decreto di dimissioni di Coronado sembra essere un altro prodotto dello stesso meccanismo: funzionari ecclesiastici che usano il nome del Papa per imporre sanzioni arbitrarie , come se la Chiesa fosse diventata il loro giocattolo personale.

    Il fascicolo di Coronado reca le firme del vescovo di Cajamarca, Isaac C. Martínez Chuquizana , e dell’allora segretario del Dicastero per il Clero, monsignor Andrés Gabriel Ferrada Moreira , responsabili dell’elaborazione e dell’approvazione di un provvedimento privo di giustificazione legale o di un giusto processo. La sequenza è significativa: a luglio, le vittime hanno richiesto i documenti; i documenti non sono mai stati trasmessi, ma ad agosto è stata emessa una dichiarazione episcopale contro il suo avvocato ed è stata aperta un’indagine accelerata nei suoi confronti; senza nemmeno un’udienza per garantire il suo diritto alla difesa o la presentazione di prove, a dicembre sono state emesse le sue “dimissioni” con decreto irregolare. Tutto indica che la sanzione è stata fabbricata come punizione diretta per aver richiesto l’accesso al fascicolo dell’abusante .

    Nel frattempo, Eleuterio Vásquez rimane impunito , protetto dal silenzio istituzionale e dall’inerzia di un sistema che punisce il whistleblower prima dell’imputato. Coronado è stato espulso senza processo e marchiato a vita, e le vittime sono rimaste senza assistenza legale. Tra l’altro, nessuno nella Chiesa si è preso la briga di offrire loro un altro avvocato canonico dopo aver licenziato il proprio.

    Lo schema è innegabile: Roma è stata più dura con l’avvocato delle vittime che con il prete abusatore di minori . E lo ha fatto attraverso un atto giuridicamente invalido, emanato in nome di un Papa malato e manipolando i meccanismi della giustizia ecclesiastica. Il caso Lute non è più solo una storia di abusi, ma una dimostrazione di come la gerarchia possa trasformare il diritto canonico in uno strumento di repressione. La squalifica di Coronado ne è la prova: una manovra fraudolenta, crudele e calcolata , eseguita per ostacolare la giustizia e mettere a tacere le vittime .

    https://infovaticana.com/2025/10/27/la-iglesia-dejo-a-las-victimas-del-pederasta-lute-sin-abogado-tras-inhabilitarlo-con-metodos-opacos/

  • Quasi 4.400 persone abusate da preti in Italia, denuncia un gruppo di vittime

    Quasi 4.400 persone abusate da preti in Italia, denuncia un gruppo di vittime

    ROMA, 24 ottobre (Reuters) – Quasi 4.400 persone sono state abusate da preti cattolici in Italia nei casi segnalati dal 2020, ha denunciato venerdì un gruppo di vittime, rinnovando la pressione sui vescovi affinché affrontino una crisi che da tempo affligge la più grande fede cristiana del mondo.
    Il conteggio non ufficiale di Rete l’Abuso, la più grande associazione italiana per le vittime di abusi commessi in chiesa, si basa sui racconti delle vittime, su fonti giudiziarie e sui casi riportati dai media, ha affermato il fondatore dell’associazione Francesco Zanardi.
    Rete l’Abuso non ha specificato quanto tempo fa si sono verificati i presunti casi di abuso.
    La Conferenza episcopale italiana (CEI), criticata la scorsa settimana dalla Commissione per la tutela dell’infanzia del Vaticano, non ha rilasciato dichiarazioni in merito alle conclusioni, ha affermato un portavoce.

    LA MAGGIOR PARTE DELLE ACCUSE RIGUARDANO ABUSI DA PARTE DEI SACERDOTI

    La Chiesa cattolica mondiale è stata scossa per decenni dagli scandali che hanno coinvolto preti pedofili e dalla copertura dei loro crimini, ma i leader della Chiesa locale in Italia sono stati meno disponibili ad affrontare la questione.
    Il nuovo Papa Leone XIII, che questa settimana ha incontrato per la prima volta le vittime di abusi sessuali da parte del clero, ha chiesto ai nuovi vescovi della Chiesa di non nascondere le accuse di cattiva condotta . Il suo predecessore, il defunto Papa Francesco, ha fatto dell’affrontare la questione una priorità dei suoi 12 anni di pontificato, ma con risultati alterni .
    In un rapporto insolitamente critico sulla questione, pubblicato il 16 ottobre, la Commissione vaticana per la tutela dei minori ha affermato che solo 81 delle 226 diocesi italiane hanno risposto a un questionario sulle pratiche di tutela da essa redatto.
    Rete l’Abuso ha dichiarato di aver documentato 1.250 casi sospetti di abusi, alcuni con più vittime, di cui 1.106 presumibilmente commessi da sacerdoti, mentre i restanti sono attribuiti a suore, insegnanti di religione, volontari laici, educatori e membri degli scout.
    Il rapporto conteneva casi relativi a 4.625 vittime – o sopravvissuti, come li chiama l’associazione – tra cui 4.395 vittime di abusi da parte di sacerdoti.
    Il rapporto afferma che 4.451 dei sopravvissuti avevano meno di 18 anni e un numero quasi altrettanto elevato (4.108) era di sesso maschile, ha affermato Rete l’Abuso, aggiungendo che tra le vittime c’erano anche cinque suore, 156 adulti vulnerabili e 11 persone con disabilità.
    Secondo l’associazione, dei 1.106 preti predatori sospettati, solo 76 sono stati sottoposti a processi ecclesiastici, di cui 17 sospesi temporaneamente, sette trasferiti in altre parrocchie e 18 ridotti allo stato laicale o dimessi dal sacerdozio. Cinque sono morti suicidi, ha aggiunto.
    https://www.reuters.com/world/almost-4400-people-abused-by-priests-italy-victims-group-alleges-2025-10-24/
  • ADESSO IN DIRETTA – Presentazione 2° Report sugli abusi sessuali del clero

    ADESSO IN DIRETTA – Presentazione 2° Report sugli abusi sessuali del clero

    A quasi quindici anni dall’inizio delle riforme iniziate da Papa Francesco, grazie ai dati censiti abbiamo potuto vedere quale è stato l’effetto della “Tolleranza ZERO” in Italia, quale il gradimento dei sopravvissuti, l’effetto ed il cambiamento che ha avuto nelle loro vite, come le ha cambiate, se e quante di loro hanno ricevuto giustizia.

    Chiediamo anche allo Stato italiano dove è stato in questi quindici anni e cosa ha fatto in merito.

    Una interessante analisi, raccontata dai numeri.

    Relatori

    • Francesco Zanardi, Presidente Rete L’ABUSO
    • Mario Caligiuri, avvocato e responsabile dell’Osservatorio permanente Rete L’ABUSO