Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Pascal Manca

  • Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Viterbo – Sacerdoti con l’ossessione del sesso.

    Iniziano a essere davvero tanti i religiosi arrestati negli ultimi cinque mesi per reati connessi al sesso. Da gennaio a maggio si contano almeno nove sacerdoti finiti in manette.

    Accuse pesantissime: violenza sessuale, sfruttamento di minori, prostituzione minorile, detenzione di materiale pornografico con minore, omicidio.

    L’ultimo prete finito agli arresti è il parroco di Montecalvello e Vallebona, don Dino. Lui per il sesso aveva una vera un ossessione, come risulta dall’indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”. Non solo comprava per pochi spicci il sesso da ragazzini rom alla stazione Termini, ma scriveva romanzi pornografici e nella sua casa di Fiumicino nascondeva un mega archivio di foto porno con minori. Immagini che ritrarrebbero minorenni nell’atto di consumare rapporti sessuali. Probabilmente proprio con don Dino, ma la certezza non c’è ancora. Al momento, il sacerdote è indagato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile.

    Ma il prete di Viterbo è, appunto, solo l’ultimo di una lunga ed impressionante lista di sacerdoti arresati per reati sessuali.

    La maggior parte degli arrestati sembra essere ossessionata da minori e bambini. Sono uno di loro, padre Graziano, è in carcere  per l’omicidio di una donna, Guerrina Piscaglia.

    I reati parlano di molestie consumate negli oratori, posti dove le famiglie mandano i loro bambini a fare catechismo e a giocare.

    La lista dei sacerdoti con l’ossessione del sesso non fa differenza geografica. Si va da Nord a Sud senza tralasciare le isole.

    Il 2 gennaio finisce agli arresti Alessandro De Rossi, sacerdote di 46 anni, adesso parroco di una chiesa ai Parioli, a Roma. L’accusa è di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina.

    L’11 gennaio un sacerdote originario della provincia di Agrigento, Camillo Sessa, di 50 anni, è stato arrestato a Napoli dal nucleo tutela minori della polizia municipale per abuso sessuale su minore. Il prete sarebbe stato sorpreso in flagranza di reato con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi, a Napoli.

    Il 23 aprile ad Arezzo padre Graziano viene arrestato per l’omicidio di Guerrina Piscaglia.

    Il 24 aprile a Vercelli viene arrestato don Massimo Iuculano, sacerdote salesiano, accusato di violenza sessuale su minori.

    Sempre il 24 aprile a Foggia è finito in manette Giovanni Trotta. L‘ex sacerdote è stato arrestato per violenza sessuale aggravata e continuata commessa per induzione, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima. L’uomo è anche accusato di produzione di materiale pornografico attraverso rappresentazioni di pornografia minorile e distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del ragazzino.

    Il 6 maggio don Pascal Manca, parroco di Villamar (Sassari), è arrestato dai carabinieri con l’accusa di abusi sessuali su minori. A Brindisi il 20 maggio finisce in manette con l’accusa di violenza sessuale don Giampiero Peschiulli.

    Il 22 maggio scorso a Roma don Dino , al secolo Placido Greco, di 68 anni, viene arrestato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile nell’ambito indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”.  Nella stessa operazione è stato arrestato l’ex sacerdote, Luca Galleschi.

    Maria Letizia Riganelli

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

  • Pedofilia, don Pascal resta in carcere Massima sorveglianza per il vescovo

    Pedofilia, don Pascal resta in carcere Massima sorveglianza per il vescovo

    Resta in carcere Don Pascal Manca, l’ex parroco di Villamar e Mandas arrestato per presunti abusi sessuali su minori.

    Lo ha deciso questa mattina il Tribunale del Riesame di Cagliari.

    Il legale del religioso aveva chiesto che il suo assistito potesse stare ai domiciliari in un convento, ma i giudici hanno ritenuto che la misura non fosse sufficiente.

    Intanto, dopo l’allarme bomba scattato ieri a Mandas nel giorno dedicato alle cresime è stato deciso che l’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio verrà sottoposto a maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine durante i suoi spostamenti. Non si parla di una vera e propria scorta, ma di intensificazione della vigilanza personale.

    La stessa cosa potrebbe accadere al suo predecessore monsignor Giuseppe Mani, che da tempo non è più in Sardegna, qualora tornasse nell’Isola.

    L’allerta davanti alla chiesa di Mandas è scattato ieri mattina.

    Una scatola avvolta nel cellophane contenente una batteria, fili elettrici e due cartucce calibro 12 è stata ritrovata nei pressi della chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo mentre i fedeli prendevano posto per seguire la messa.

    A notare il pacco sospetto a poca distanza dal portone d’ingresso della chiesa è stata una suora che l’ha spostato e poi ha dato l’allarme. Dopo qualche istante sono arrivati i carabinieri della stazione di Mandas e i militari della compagnia di Dolianova.

    Gli uomini dell’Arma hanno chiesto l’intervento degli artificieri.

    Nel frattempo la chiesa è stata evacuata e sono state bloccate tutte le strade di accesso all’area.

    Dopo tutti gli accertamenti si è scoperto che non si trattava di un ordigno vero ma di una scatola di scarpe con batterie e fili elettrica vista avvolta nella carta stagnola. Dentro c’erano anche due cartucce calibro 12 e un foglietto con riferimenti alla vicenda di don Pascal Manca, ex parroco di Mandas arrestato con l’accusa di violenza su minori.

    Il biglietto era anche infarcito di minacce rivolte al prete finito in manette, all’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio e al suo predecessore monsignor Giuseppe Mani.

    Anche sui muri del paese della Trexenta sono comparse scritte contro il vescovo e don Pascal.

    Nel pomeriggio monsignor Miglio è arrivato a Mandas scortato dai carabinieri e ha celebreto la messa della cresime. Sui muri del paese qualcuno ha scritto: “Non presentarti”.

    “Sono fatti mai successi prima – ha detto il primo cittadino, Umberto Oppus – siamo rimasti molto sorpresi. Condanniamo questi gesti, non si era mai arrivati a un clima di questo genere. Credo che tutti debbano contribuire a riportare il clima nell’ambito della normalità”.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/25/pedofilia_don_pascal_resta_in_carcere_massima_sorveglianza_per_il-68-420139.html

  • Don Pascal, chiesta scarcerazione, il legale: “Vada in convento, non c’è pericolo di fuga”

    Don Pascal, chiesta scarcerazione, il legale: “Vada in convento, non c’è pericolo di fuga”

    Don Pascal Manca, 43 anni, è indagato per presunti abusi su ragazzi di 15 e 16 anni che – secondo la Procura – sarebbero stati drogati con l’utilizzo di psicofarmaci mescolati alle bevande

    Ha chiesto di poter lasciare il carcere per essere rinchiuso in un convento. Don Pascal Manca, ex parroco di Mandas e Villamar, accusato di violenza sessuale su minori, attraverso i suoi legali oggi davanti al Tribunale del Riesame di Cagliari ha chiesto una mitigazione della misura cautelare firmata dal Gip Mauro Grandesso, chiesta dal sostituto procuratore Liliana Ledda.
    Difeso dall’avvocato Luigi Concas, don Pascal non era presente in aula. Il suo legale ha cercato di chiarire che non esiste un pericolo di fuga del prete al collegio presieduto da Massimo Costantino Poddighe che potrebbe pronunciarsi entro martedì. Nell’ordinanza di custodia cautelare il Gip aveva sottolineato il pericolo di fuga perché il sacerdote avrebbe comprato dei biglietti Ryanair per la Spagna, sebbene poi non fosse partito.
    Don Pascal Manca, 43 anni, è indagato per presunti abusi su ragazzi di 15 e 16 anni che – secondo la Procura – sarebbero stati drogati con l’utilizzo di psicofarmaci mescolati alle bevande. Ora sarà il Riesame a decidere se il prete potrà lasciare il carcere di Uta, nel quale è rinchiuso dal giorno del suo arresto, per essere confinato in un convento.

  • Don Pascal, parla la difesa: “Scompensi sessuali colpa dei farmaci”

    Don Pascal, parla la difesa: “Scompensi sessuali colpa dei farmaci”

    I farmaci assunti da don Pascal Manca per la cura del morbo di Parkinson potrebbero avergli provocato degli scompensi sessuali: si è parlato anche di una ipotetica «ipersessualità» ieri mattina nell’aula al piano terra del Palazzo di giustizia dove, a porte chiuse, per circa due ore si è svolta l’udienza del Tribunale del riesame che entro martedì dovrà decidere se concedere gli arresti domiciliari all’ex parroco di Mandas e Villamar, come richiesto dagli avvocati Luigi e Pierluigi Concas.

    Oltre ad aver chiarito perché non esiste il pericolo di fuga paventato nell’ordinanza del gip che aveva disposto l’arresto come richiesto dal pm Liliana Ledda, i difensori del sacerdote hanno introdotto un altro aspetto, delicatissimo: i problemi di salute del prete.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/23/don_pascal_parla_la_difesa_scompensi_sessuali_colpa_dei_farmaci-68-419918.html

  • La registrazione di monsignor Mani:  “Andate a morì ammazzati”

    La registrazione di monsignor Mani: “Andate a morì ammazzati”

    “Andate a morì ammazzati, voi e il vostro proprietario, il giornale è un porcaio. Scrivete questo”. Giuseppe Mani, ex arcivescovo di Cagliari, risponde così a chi gli chiede un commento sulle vicende che riguardano la sua vecchia diocesi.

    In una telefonata di dieci minuti, l’ex arcivescovo condensa modi curiali e insulti ai cronisti. Dice di non sapere nulla della vicenda di don Pascal Manca: “È finito in carcere, come Gesù Cristo”. Poi spiega: “Non è vero che dirigo la curia cagliaritana da Roma”.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/16/l_ex_arcivescovo_mani_andate_a_mor_ammazzati_voi_e_il_vostro_gior-68-419186.html

  • Chiesa tra pedofilia, veleni e arresti In campo gli ispettori del Vaticano

    Chiesa tra pedofilia, veleni e arresti In campo gli ispettori del Vaticano

    L’arresto di don Pascal Manca ha aperto una breccia. Accuse di pedofilia, diffamazioni, veleni, inchieste, arresti, ombre nel passato di alcuni sacerdoti, il giallo sull’allontanamento di don Alberto Manca da parroco della Cattedrale di Cagliari.

    Si espande a macchia d’olio l’inchiesta su pedofilia e dintorni. E tornano a galla vecchi “cold case” nati sull’asse Cagliari-Vallermosa-Mandas e forse archiviati troppo in fretta.

    C’è il tanto per scomodare gli ispettori del Vaticano che starebbero per arrivare nell’Isola per fare luce e tentare di riportare serenità nella comunità cattolica isolana.

    Sono settimane difficili per i vertici della Chiesa cagliaritana. L’ultimo sofferto conflitto è quello che si sta consumando all’interno della Cattedrale, nel cuore di Castello, a Cagliari. Un posto da sempre molto ambito. Tradizionalmente riservato a preti giunti a fine sacerdozio, dunque esperti e meritevoli di un riconoscimento per il loro servizio nella Chiesa. Ma anche una parrocchia dai tanti misteri come lo strano incidente stradale, nel 1988, in cui morì l’allora parroco don Antonio Pittau (mai del tutto chiarita) e il clamoroso furto, miliardario (in lire) di un ostensorio d’oro tempestato di diamanti e un boccale del Cellini.

    Nel 2009 un nuovo fatto di cronaca aveva riportato le attenzioni sulla Cattedrale: l’auto di don Alberto Pala, giovane parroco pronto per una brillante carriera (monsignor Giuseppe Mani lo aveva anche nominato direttore dell’ufficio liturgico Diocesano), era stata distrutta in un attentato incendiario. Il parroco aveva fatto il nome di Michele Piras, all’epoca diacono (mai nemmeno indagato per quella vicenda), diventato poi uno degli accusatori di don Pascal Manca. Lo stesso don Alberto al centro in questi giorni di una sospensione per motivi di salute che assomiglia molto a un allontanamento.

    Oggi don Pascal Manca, ex parroco di Villamar, trascorre il compleanno in carcere. Da una settimana si trova in una cella ad Uta con l’accusa di abusi sessuali su minori. Intanto un gruppo di cittadini di Villamar ha pronta una lettera da inviare a papa Francesco per chiedergli di fare luce ed individuare eventuali responsabilità «in una brutta vicenda dalla quale il paese si è ritrovato travolto». Nessun intento di condanna per il sacerdote. Ma bensì quello di individuare colpe ed omissioni dei superiori che, secondo il comitato spontaneo villamarese, pur a conoscenza dei fatti, non avrebbero agito. Dito puntato soprattutto contro l’arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio.

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/05/15/cagliari_uno_007_del_vaticano_dopo_gli_scandali_in_parrocchia-68-418997.html

     

  • Abusi sessuali, un nonno minacciò don Pascal

    Abusi sessuali, un nonno minacciò don Pascal

    Il parroco di Villamar fu avvertito: «Se tocchi mio nipote ti ammazzo». Ma non si fece intimorire e continuò a molestare ragazzini.

    CAGLIARI. Il nonno di un ragazzino di Mandas l’aveva avvertito: «Non toccare il mio nipotino altrimenti ti ammazzo». Ma lui, il parroco quarantatreenne di origine belga Pascal Manca, l’aveva preso come lo sfogo di un vecchio. Così, a leggere la ricostruzione dei fatti contenuta nell’ordinanza di cutodia cautelare in carcere firmata dal gip Mauro Grandesso, il prete «incapace di controllare i propri impulsi sessuali» continuò imperterrito a invitare quindici-sedicenni nel suo appartamento, a drogarli con bibite in cui erano disciolte dosi pesanti di Delorazepam e ad approfittare della sonnolenza indotta dal farmaco per metter loro le mani addosso.

    Abitudine consolidata e nota, considerato che da Mandas e poi da Villamar dove si trasferì, erano partite segnalazioni ripetute, compresa la pesante minaccia lanciata dal nonno in un bar del paese. Persino le suore che gli compravano il sedativo si erano accorte che qualcosa non quadrava: Pascal consumava un flacone intero alla settimana, che a suo dire gli serviva per dormire.

    Invece i racconti dei ragazzi hanno messo il pm Liliana Ledda su una pista diversa e inquietante: non era don Pascal a prendere le gocce, ma le sue inconsapevoli vittime. Le invitava a casa, invariabilmente offriva coca-cola, aranciata o chinotto («l’acqua ho dimenticato di comprerla..») perchè il gusto mascherava l’amaro del sedativo, infine si sedeva al loro fianco sul divano e il resto è facile da immaginare.

    Si va dalle mani infilate sotto la maglietta, qualche volta con la scusa di spalmare un lenitivo. Ai jeans sbottonati per andare al di là delle semplici coccole paterne. Spesso i ragazzi non capivano, altre volte se la svignavano con un pretesto prima che le cose prendessero una piega sgradevole.

    Domani è previsto l’esame di garanzia: il sacerdote, arrestato avantieri e rinchiuso nel carcere di Uta nella stessa cella di un catechista condannato anni fa per violenza sessuali su minori, dovrà presentarsi davanti al gip Grandesso insieme al difensore, l’avvocato Luigi Concas. Parlerà o si rifugierà nel silenzio? A leggere l’ordinanza del giudice le domande non dovrebbero mancare, per quanto il pm Ledda abbia già scritto molte risposte.

    I capi d’imputazione sono tre, tutti riferiti al 609 bis aggravato: la violenza sessuale, il reato nel quale dopo la riforma sono stati accorpate tutte le fattispecie sessuali, come le molestie e gli atti di libidine. Stando agli atti disponibili il prete si sarebbe limitato a usare le mani, i dubbi sono legati al fatto che i ragazzi finiti inconsapevolmente nel suo harem avrebbero subìto le attenzioni in stato di sedazione.

    Per questo i ricordi sono nitidi solo in qualche caso, mentre i racconti coincidono perfettamente quando si tratta di descrivere lo scenario: la casa del parroco, la bibita col retrogusto amarognolo, il risveglio seguito da uno stato confusionale. Infine i rimproveri di don Pascal a chi riusciva a uscire dalla sua orbita.

    C’è poi il capitolo delle immagini pornografiche, che Pascal – secondo l’accusa – trasmetteva ad alcuni ragazzi via sms. Qualcuno se l’era cavata spiegando al parroco che il cellulare era rotto, altri facevano finta di nulla. Ma per capire quanto materiale imbarazzante – e illegale – sia stato manipolato dal sacerdote indagato bisognerà attendere l’esame dei tre cellulari, del tablet e dei due notebook sequestrati il 20 aprile scorso durante la perquisizione della sua casa.

    Pochi giorni dopo Pascal ha acquistato un biglietto aereo per Barcellona, che ha indotto il gip a valutare a suo carico un evidente pericolo di fuga e di conseguenza la misura della custodia in carcere. (m.l)

  • Pedofilia, sabato interrogatorio parroco

    Pedofilia, sabato interrogatorio parroco

    (ANSA) – CAGLIARI, 7 MAG -Don Pascal Manca dovrá presentarsi sabato mattina davanti al Gip del Tribunale di Cagliari, Mauro Grandesso, per l’interrogatorio di garanzia. Arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata su ragazzini tra i 15 e i 16 anni, l’ex parroco di Mandas e Villamar si trova ora nella sezione speciale del carcere di Uta. Difeso dall’avvocato Luigi Concas il sacerdote sarà sentito anche dal sostituto procuratore Liliana Ledda, titolare delle indagini sui presunti abusi sessuali compiuti dal prete sui ragazzini della parrocchia. È stata proprio il magistrato a chiedere e ottenere in tempi da record l’ordinanza di custodia cautelare che ieri ha fatto scattare le manette ai polsi di don Pascal. Temeva che il sacerdote volesse scappare perché aveva prenotato un volo per Barcellona, ma anche una reiterazione del reato.
    IN INTERVISTA DISSE, “MI RITENGO INNOCENTE” – “Io ritengo di essere innocente. Non conosco ancora i fatti che mi vengono contestati. Non ho letto l’esposto anonimo contro la mia persona”. Sono le dichiarazioni rilasciate da don Pascal Manca, l’ex sacerdote di Villamar e Mandas arrestato ieri per violenza sessuale su minori, ai giornalisti de L’Unione Sarda il 22 aprile scorso, poco tempo dopo che i carabinieri gli avevano notificato l’avviso di garanzia e avevano perquisito la sua abitazione. Alla domanda se si ritenesse vittima di un complotto aveva preferito non rispondere, mentre aveva confermato che secondo lui si trattava di accuse ingiuste. “Faccio il parroco da una vita – aveva sottolineato – e sempre nella maniera più normale. Mi sono sempre trovato bene in qualsiasi comunità affidatami”. Aveva poi dichiarato di vivere la bufera piombata su di lui “serenamente, ma con molta sofferenza e tristezza nel cuore”.

    DON PASCAL IN CELLA CON CATECHISTA CONDANNATO PER ABUSI – E’ in cella nel carcere di Uta con il catechista condannato alcuni anni fa per abusi su minori, don Pascal Manca, l’ex parroco di Villamar e Mandas arrestato ieri per violenza sessuale nei confronti di alcuni ragazzini. Sabato 9, assistito dal suo legale, professor Luigi Concas, si presenterà davanti al Gip del Tribunale di Cagliari, Mauro Grandesso, per l’interrogatorio di garanzia. E potrebbe fornire la sua versione dei fatti, ribattere alle pesanti accuse che vengono mosse a suo carico. Il giudice nell’ordinanza scrive a chiare lettere che il sacerdote potrebbe reiterare i reati: “è un soggetto privo di scrupoli – si legge – e totalmente incapace di controllare i propri impulsi sessuali che lo spingono a porre in essere, senza alcuna remora, reati connessi alla sfera sessuale analoghi ai gravi fatti contestati”. Da qui la necessità della custodia cautelare in carcere. “Una misura di natura prescrittiva, anche quella degli arresti domiciliari – spiega il Gip – si pone in deciso contrasto con la mancanza di freni inibitori e la perversa familiarità con i crimini di offesa sessuale propria del Manca che realizza anche mediante l’utilizzo di strumenti di comunicazione”.

    OSSERVATORIO MINORI, GIUSTIZIA ALLE VITTIME – “Somministrare ai bambini sonniferi per agevolare l’abuso sessuale è da autentico criminale”. È il duro atto d’accusa del sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in merito all’arresto in Sardegna di Don Pascal Manca, accusato di una lunga serie di abusi su ragazzini dai 12 ai 17 anni. “La finiscano adesso i soliti difensori d’ufficio di tirare fuori la ritrita tiritera della malattia – attacca Marziale – è tempo di finirla con attenuanti pseudo-scientifiche, è tempo di badare a garantire giustizia alle vittime e non impunibilità ai rei”. Il presidente dell’Osservatorio chiede anche l’intervento del Papa. “Un rispettosissimo richiamo al Santo Padre Francesco I, per sapere – spiega il sociologo – cosa stia facendo la famosa commissione di studio sulla pedofilia istituita in Vaticano, perché mentre Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.

    http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/05/07/pedofilia-sabato-interrogatorio-parroco_53b45f16-4ba9-4bc7-a316-803d5bbd4f49.html

  • Cagliari, abusi sessuali su quattro adolescenti: l’ex parroco finisce in carcere

    Cagliari, abusi sessuali su quattro adolescenti: l’ex parroco finisce in carcere

    Era stato già sospeso dalla Curia quando la notizia dell’indagine era circolata giorni fa. Ora don Manca è finito in carcere con l’accusa gravissima di pedofilia.
    I primi abusi, secondo i carabinieri, risalirebbero a tre anni fa quando don Pascal Manca, ex parroco di Villamar prestava servizio a Mandas, due piccoli centri del Cagliaritano.

    Nell’inchiesta coordinata dal pm Liliana Ledda emergono abusi su quattro ragazzini nel 2012 e nel 2014: due dodicenni nel primo caso, quando era ancora a Mandas, e due sedicenni a Villamar. Si parla di atti sessuali non completi. In tutte e due le comunità il parroco aveva a disposizione delle canoniche ed è proprio lì che si sarebbero consumati gli abusi. In alcune circostanze pare che abbia usato anche dei sonniferi per agire indisturbato.

    Tutto partì da una denuncia del 2012 : i carabinieri hanno cercato di riscostruire pazientemente gli episodi di pedofilia e il giudice ha optato per il carcere. Il sacerdote è stato portato nel penitenziario di Uta e al momento dell’arresto si trovava a Nuraminis, a casa dei genitori. C’erano già sospetti su di lui. Per questo era stato allontanato da Mandas e poi anche da Monserrato, dove era ospite di un altro parroco. Ma le perquisizioni personali, da cui spunta anche materiale pedopornografico, avevano destato una sollevazione tra i residenti che si sono ribellati alla presenza del sacerdote, così, alla fine, aveva trovato rifugio solo a casa dei parenti.

    L’esigenza di custodia cautelare, motivata dal gip di Cagliari, consiste nel timore che don Manca potesse fuggire o, peggio, reiterare il reato.

    http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/cagliari_abusi_sessuali_adolescenti_ex_parroco_don_pascal_manca_carcere/notizie/1338119.shtml

  • Villamar, le accuse al parroco: drogava i ragazzi e ne abusava

    Villamar, le accuse al parroco: drogava i ragazzi e ne abusava

    Dall’ordinanza di custodia cautelare emergono le storie raccontate dalle presunte vittime. Nei paesi dove don Pascal Manca aveva esercitato il suo ministero veniva notato come si accattivasse i maschi e scoraggiasse le fermmine dal frequentare la parrocchia

    VILLAMAR – In tanti sapevano degli abusi di don Pascal Manca, il sacerdote di 43 anni, parroco di Villamar  arrestato ieri dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di diversi ragazzini. Anche i vertici della chiesa erano stati informati.

    È quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip di Cagliari Mauro Grandesso su richiesta del pm Liliana Ledda, dove il sacerdote, che viene definito «un soggetto privo di scrupoli», visto che somministrava un farmaco potenzialmente dannoso a minori di 18 anni, e «incapace di controllare i propri impulsi sessuali».

    Sia a Mandas, dove il sacerdote era rimasto fino al 2012, che a Villamar in tanti avevano notato che al prete piaceva circondarsi di adolescenti maschi. Il fatto che trattasse male e allontanasse le ragazze non era sfuggito, così in molti avevano iniziato a farsi domande su questo comportamento. Troppe le stranezze, tanto che un nonno aveva affrontato il religioso intimandogli di non toccare più suo nipote. Molti sapevano, emerge dagli atti, che don Manca praticava massaggi ai giovani lasciati a torso nudo. E di questi comportamenti erano state informate anche le alte sfere della chiesa: una delle vittime, sentita dagli inquirenti, ha detto che – una volta compreso quello che gli era successo – aveva inviato una lettera a Roma e una a monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari, dal quale avrebbe ricevuto rassicurazioni in merito a un suo intervento nella vicenda.

    Don Manca nei giorni scorsi era stato sospeso. I minorenni hanno riferito di essere stati sedati e di aver ricevuto foto e video pornografici. Il prete li invitava a fare gite, a mangiare la pizza o guardare la tv a casa sua. Ed è qui che, secondo le tante vittime sentite dagli inquirenti, che si sono consumati i fatti più gravi. Spesso il prete offriva alle sue vittime bibite – mai acqua che diceva sempre di non avere – che contenevano Delorazepam, farmaco simile al Lexotan ma più potente. I ragazzini poco dopo venivano colti da forte sonnolenza e si ritrovavano sul divano dove subivano gli abusi. Anche se semiaddormentati, i giovani ricordano e riferiscono qualche flash di quanto subito.

    Il sacerdote avrebbe poi inviato foto e video di carattere pornografico a più di un ragazzino. Uno di questi ha raccontato che per almeno tre mesi don Manca gli aveva mandato sul cellulare materiale di questo tipo ogni giorno. Lui, per cercare di farlo smettere, gli aveva raccontato di aver rotto il telefono e di non poter più ricevere i suoi messaggi, ma per tutta risposta il religioso gli aveva promesso un cellulare nuovo in regalo.