Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Perugia

  • Pedofilia, don Desio chiede scusa

    Pedofilia, don Desio chiede scusa

    Ravenna, 9 aprile 2015 – Don Desio chiede scusaalle giovani vittime, famiglie, Chiesa, Arcivescovo e alla Comunità intera per «avere praticato e diffuso il male». Ma soprattutto ha confessato di avere commesso «quei fatti che sono nei capi d’imputazione e del cui ricordo ho profonda vergogna». In una lunga lettera recapitata ai tre quotidiani locali (Il Corriere di Romagna, Il Resto del Carlino e La Voce di Romagna) don Giovanni Desio, arrestato l’anno scorso nel ravennate per avere avuto rapporti con minorenni ha ripercorso la sua vicenda.

    Il 53enne era stato per 13 anni parroco di Casalborsetti, sul litorale, dove nell’aprile 2014la polizia appunto lo arrestò. Sono in tutto quattro i reati dei quali ‘zio John’, come lo chiamavano i fedeli, deve rispondere a partire dall’avere fatto sesso con ragazzini tra gli 11 e i 15 anni a lui affidati. Ma oltre agli atti sessuali e all’adescamento di minorenni, per don Desio, sospeso a divinis, e difeso dall’avvocato Battista Cavassi, c’è anche la violenza sessuale per avere millantato qualifiche infermieristiche per visitare ragazzini. Ultimo reato a lui contestato è la sostituzione di persona per avere usato un profilo Facebook di un minore di cui aveva le password. Quattro i giovanissimi individuati dalla Procura come parti offese.

    Tra le altre cose, nella lunga lettera, don Desio – ora ai domiciliari in provincia di Perugia in una sorta di clinica per sacerdoti con problemi – non si è definito pedofilo ma ha fatto riferimento a una «pericolosa e ripugnante deriva efebofila» alla quale è stato «strappato dall’arresto». E per quanto riguarda i minori coinvolti, ha specificato che «non ho mai fatto uso né di violenza né di minacce». Si è detto inoltre «certo che Dio, che è infinita giustizia e bontà, non imputerà loro il male a cui li ho indotti». «Spero – ha sottolineato – che nessuno abbia perso la fede per causa mia».

    http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/don-desio-pedofilia-scuse-1.837554

  • Ravenna, sesso con minorenni, don Desio chiede l’abbreviato: indagini partite dopo incidente con suo Suv

    Ravenna, sesso con minorenni, don Desio chiede l’abbreviato: indagini partite dopo incidente con suo Suv

    Deve rispondere di avere fatto sesso con alcuni ragazzini tra i 12 e i 15 anni che gli erano stati affidati dai genitori. Ma, oltre che di atti sessuali e di adescamento di minorenni, nell’udienza preliminare che si è aperta oggi don Giovanni Desio – 53 anni, di Saronno (Milano) e per 13 anni parroco di Casalborsetti, sul litorale ravennate – deve rispondere di violenza sessuale per avere millantato qualifiche infermieristiche al fine di visitare, anche con un termometro usato in modo improprio, un ragazzino che si vedeva in soprappeso.

    Ultimo reato a lui contestato è la sostituzione di persona, per avere usato un profilo Fb di un minore di cui aveva le password. Quattro i giovanissimi tra le parti offese, due della provincia di Ravenna e gli altri due di quelle di Treviso e Bergamo. Due si sono costituiti parte civile sia in proprio che con i genitori (avvocati Ermanno Cicognani, Giovanni Scudellari e Carlo Cianci di Treviso)

    Via libera dal Gup Antonella Guidomei anche alla costituzione di parte civile dell’associazione ravennate «Dalla parte dei minori» (avvocato Manuela Liverani), e della Curia della città romagnola (avvocato Federica Zaccaria).

    Don Desio, sospeso ‘a divinis’, che dopo sette mesi e mezzo di carcere a Forlì era andato ai domiciliari in una clinica in provincia di Perugia specializzata in preti con disagi personali, attraverso il suo legale Battista Cavassi ha chiesto di potere essere giudicato in abbreviato. Formula che ha tagliato fuori la citazione del responsabile civile, il vescovo Lorenzo Ghizzoni, citato dall’avv.

    Scudellari in qualità di legale rappresentate dell’Arcidiocesi di Ravenna-Cervia. «Dispiace – si legge nella richiesta – constatare come l’Arcidiocesi non abbia sentito la necessità di compiere nei confronti delle vittime degli abusi nemmeno un piccolo gesto».

    Le indagini della squadra Mobile, coordinate dal Pm Isabella Cavallari, erano scattate a inizio marzo 2014 poco dopo il volo dello ‘zio John’, come lo chiamavano i suoi fedeli, in un canale della zona con il suo suv Bmw nuovo da 35 mila euro e un tasso alcolemico tre volte e mezzo i limiti.

    In breve erano emerse intercettazioni di frasi dall’inequivocabile contenuto sessuale, che a inizio aprile avevano portato all’arresto di don Desio in canonica. I reati contestati vanno dall’estate 2010 al giorno dell’arresto e sarebbero stati compiuti, oltre che a Ravenna, anche a Saronno, nella casa del sacerdote, e in località di Bergamo e Treviso. Udienza aggiornata a metà aprile.

    http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/ravenna_prete_parroco_pedofilo_abusi_minori_sesso/notizie/1227912.shtml

  • Perugia. Prete messicano violenta ragazza 17enne., Inizia il processo ma il prete è sparito. Chi lo nasconde? Aiutateci a trovarlo

    Perugia. Prete messicano violenta ragazza 17enne., Inizia il processo ma il prete è sparito. Chi lo nasconde? Aiutateci a trovarlo

    Inizia il processo ma il prete è sparito. Chi lo nasconde? Aiutateci a trovarlo

    Sacerdote conquista la fiducia di una ragazzina e la violenta durante una gita parrocchiale
    „La ragazza, terrorizzata dall’uomo, aveva deciso inizialmente di non dire nulla, ma in un successivo momento ha trovato il coraggio di raccontare le verità ai genitori“

    di lui non si hanno più notizie. Sembra essersi volatizzato nel nulla, dopo che il giudice per le udienze preliminari, Luca Semeraro, ha deciso di rinviarlo a giudizio la scorsa estate. Una storia che parte da lontano è che ha per protagonisti un parroco messicano e una giovane 17enne. Stando alla versione della ragazza il religiose, approfittando della sua fiducia, avrebbe abusato di lei durante una gita parrocchiale.

    La ragazza, terrorizzata dall’uomo, aveva deciso inizialmente di non dire nulla, ma in un successivo momento ha trovato il coraggio di raccontare le verità ai genitori che hanno subito sporto denuncia nei confronti dell’uomo. Il parroco quando è scoppiata l’intera vicenda si trovava a Civitavecchia, ma successivamente, sembra essere scomparso nel nulla, non lasciando dietro di sé alcuna traccia. Le ricerche non hanno, infatti, dato alcun esito. Nel frattempo si è aperto il processo nei suoi confronti, ma qualora arrivasse una condanna, sarà difficile che il parroco la sconti.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/violenza-abuso-processo-perugia.html

     
  • Cei, appello dei vescovi: “I preti pedofili non siano abbandonati a loro stessi”

    Cei, appello dei vescovi: “I preti pedofili non siano abbandonati a loro stessi”

    E’ l’auspicio espresso dalla Conferenza Episcopale Italiana al termine dell’assemblea generale che s è tenuta ad Assisi. Una posizione da leggere alla luce della politica della tolleranza zero che sta attuando Papa Francesco nel contrasto degli uomini di Chiesa che si sono macchiati del reato.

    “I preti pedofili non siano abbandonati a se stessi”. È l’appello dei vescovi italiani al termine dell’assemblea generale della Cei che si è tenuta ad Assisi. Nel comunicato finale i presuli scrivono che “se nella buona come nella cattiva sorte il presbiterio è la famiglia del sacerdote, si avverte l’importanza che anche quanti si sono resi colpevoli di delitti possano non sentirsi abbandonati a se stessi”. Una posizione da leggere alla luce della politica della tolleranza zero che sta attuando Papa Francesco nel contrasto dei sacerdoti e dei vescovi che si sono macchiati del reato della pedofilia. Bergoglio ha più volte dichiarato di considerare gli abusi del clero sui minori come un “culto sacrilego” e come una “messa nera“.

    In piena sintonia con il Papa, l’arcidiocesi di Chicago ha recentemente pubblicato sul suo sito ufficiale i nomi di 36 preti che hanno abusato di 350 minori dal 1950 a oggi. Un’operazione trasparenza, benedetta da Francesco, che però in Italia tarda ad arrivare con le linee guida della Cei sulla pedofilia nelle quali permane la mancanza dell’obbligo giuridico per i vescovi di denunciare all’autorità giudiziaria civile casi di abuso sui minori. Una posizione agli antipodi rispetto a quella di Bergoglio che ha istituito una Pontificia Commissione per la tutela dei minori coordinata dal cardinale cappuccino Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston, una delle diocesi Usa più colpite dallo scandalo, nella quale c’è anche la vittima irlandese Marie Collins.

    Ma il Papa, che ha anche incontrato nella sua residenza di Casa Santa Marta alcune persone che hanno subito abusi dai preti, sta rimuovendo e facendo processare i vescovi che si sono macchiati di questo grave reato, primo tra tutti l’ex nunzio nella Repubblica Dominicana, il polacco Jozef Wesolowski, agli arresti domiciliari in Vaticano in attesa del processo penale. Recentemente Francesco ha anche istituito all’interno della Congregazione per la dottrina della fede uno speciale collegio, formato da 7 cardinali e vescovi, per velocizzare i numerosi processi sui sacerdoti accusati di pedofilia.

    “Noi, vescovi e preti – si legge nel messaggio che i vescovi della Cei hanno voluto indirizzare al clero italiano – portiamo volentieri il peso del nostro servizio, ma sentiamo anche il timore di diventare un peso per le nostre comunità a motivo delle nostre inadeguatezze e dei nostri peccati. L’amore, cioè il desiderio di servire sempre meglio il Signore che ci ha chiamati e le persone che amiamo, ci convince a essere umili, attenti e disponibili per la conversione. Nessuna proposta formativa e nessuna forma di accompagnamento possono produrre un qualche frutto se non cresce in noi la persuasione di aver bisogno di essere aiutati, corretti, istruiti, formati”.

    Nel corso dell’assemblea generale, i presuli italiani hanno anche stabilito che in occasione della visita di Papa Francesco a Torino, il 21 giugno 2015, per l’ostensione della Sindone e il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco, le offerte raccolte saranno destinate a realizzare un hospice per l’accoglienza dei malati terminali. Sono state anche esaminate e votate alcune proposte di modifica delle “Disposizioni concernenti la concessione di contributi finanziari della Conferenza episcopale italiana per i beni culturali ecclesiastici e per l’edilizia di culto”. Ed è stato eletto il nuovo vicepresidente della Cei per il Centro Italia, il vescovo di Fiesole Mario Meini, che succede al cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti. Meini ha battuto al ballottaggio l’arcivescovo di Chieti-Vasto Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia che si è tenuto nell’ottobre 2014 in Vaticano. Confermato, invece, alla presidenza della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute l’arcivescovo di Trento Luigi Bressan.

    Twitter: @FrancescoGrana

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/13/cei-appello-dei-vescovi-i-preti-pedofili-non-siano-abbandonati-se-stessi/1210245/

  • Vicenda don Gatti, alla curia chiesto un milione di euro

    Vicenda don Gatti, alla curia chiesto un milione di euro

     PERUGIA – Mediazione da 1 milione di euro per chiudere la vicenda degli abusi sessuali perpetrati da don Lucio Gatti a danno di alcuni ospiti delle strutture gestite dal sacerdote della diocesi di Perugia-Città della Pieve. E la chiamata in mediazione, che precede obbligatoriamente qualsiasi citazione civilistica davanti al giudice, è stata fatta non solo a carico del sacerdote, ma anche della curia perugina.

    Il processo penale a carico del sacerdote si è concluso con un patteggiamento a due anni di reclusione (con sospensione della pena): l’episodio incriminato sarebbe avvenuto a Cenerente una sera in cui il sacerdote avrebbe costretto uno degli ospiti della struttura a dormire con lui) e non di violenza consumata. Le cinque persone che accusavano il sacerdote avevano sempre parlato di tentativi di approcci sessuali, di toccamenti, della dura vita in comunità, della doccia calda a giorni alterni e dei vestiti in comune, compreso l’?intimo.

    L’accusa era di molestie sessuali e abuso dei mezzi di correzione. La giustizia ecclesiastica ha deciso per la sospensione per cinque anni dalle funzioni religiose. Il patteggiamento, inoltre, è stata una scelta processuale per uscirne senza tanto rumore e tagliando fuori proprio le vittime come parti civili. Le quali hanno tutte le intenzioni di rivalersi in sede civile. Prima, però, c’è la mediazione. Le parti si siederanno davanti ad un tavolo e decideranno se procedere con la mediazione.

    Se una delle parti rifiuta si va in causa. Secondo gli avvocati Alessandro Fratini e Federico Mazzi, difensore di uno dei ragazzi che denunciò le molestie, i vertici della curia perugina non potevano non sapere dei comportamenti del sacerdote e, quindi, sarebbero responsabili dell’omessa vigilanza o di non aver provveduto a fermare tali molestie. Da qui la richiesta di 1 milione di euro. Una richiesta che ricalca un po’ quelle che si fanno in un procedimento per un incidente stradale si cita l’assicurazione come responsabile civile. Al momento solo un ragazzo camerunense, residente in Belgio, che aveva raccontato degli abusi davanti alle telecamere delle Iene, ha presentato una domanda risarcitoria da discutere in mediazione il 2 luglio.

    Le altre vittime, nel processo penale assistite dagli avvocati David Zaganelli, Massimo Brazzi, non hanno ancora presentato alcuna richiesta. Altre vittime si sono affidate allo studio legale Bagianti e le notifiche della mediazione saranno effettuate nei prossimi giorni.

  • Abusi su minori, sacerdote rimane in carcere: respinta la richiesta dei domiciliari

    Abusi su minori, sacerdote rimane in carcere: respinta la richiesta dei domiciliari

    Don Giovanni Desio è accusato di avere fatto sesso con alcuni ragazzini tra i 14 e i 15 anni. L’uomo, originario di Milano, da 13 anni era parroco a Casalborsetti vicino a Ravenna. Era finito in un canale a febbraio con il suo suv nuovo da 35 mila euro e un tasso alcolemico di quasi tre volte e mezzo i limiti.

    Don Giovanni Desio, prete di Casalborsetti, sul litorale ravennate, deve restare in carcere. Il sacerdote era stato arrestato in aprile con l’accusa di avere fatto sesso con alcuni ragazzini tra i 14 e i 15 anni. Il giudice Rossella Materia, lo stesso che aveva emesso la misura carceraria, ha respinto l’istanza per i domiciliari avanzata dal legale del sacerdote, l’avvocato Battista Cavassi, in quanto non garantirebbe l’isolamento dai mezzi di comunicazione.

    Del resto l’inchiesta sul don, 52 anni, di Milano e da 13 anni nella località rivierasca, era partita dopo che l’uomo, con l’identità di un ragazzino, su Facebook si era scagliato contro la stampa locale in seguito agli articoli pubblicati dopo essere finito in un canale a febbraio con il suo suv nuovo da 35 mila euro e un tasso alcolemico di quasi tre volte e mezzo i limiti. Il centro che aveva dato disponibilità a ospitarlo è una sorta di clinica psichiatrica per sacerdoti che si trova sulle colline umbre in provincia di Perugia. La difesa si è riservata di rivolgersi al Riesame.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/17/abusi-su-minori-sacerdote-rimane-in-carcere-respinta-la-richiesta-dei-domiciliari/1031504/

  • “Una sorta di clinica psichiatrica per curare i preti pedofili”. Comoda menzogna per far far uscire un prete di galera.

    “Una sorta di clinica psichiatrica per curare i preti pedofili”. Comoda menzogna per far far uscire un prete di galera.

    Pedofilia/ Sulle colline umbre una sorta di clinica psichiatrica per sacerdoti.

    RAVENNA – Dopo due mesi di carcere, Don Desio, 52 anni, originario di Milano e per 13 anni parroco di Casalborsetti sulla costa ravennate arrestato in canonica ad aprile per adescamento e atti sessuali con ragazzini di 14 e 15 anni, spera di poter ottenere presto i domiciliari in un’idonea struttura. Lo ha fatto sapere il suo avvocato, Battista Cavassi, che lo ha visitato in carcere a Forli’ poche ore fa.

    “E’ abbattuto ma fiducioso che la proposta sul percorso di recupero individuato possa essere accolta dal giudice”, ha riferito il legale. Il centro individuato e’ una sorta di clinica psichiatrica per sacerdoti – ha spiegato l’avvocato – e si trova sulle colline umbre in provincia di Perugia. E’ stato inaugurato pochi anni fa e attualmente ospita una quindicina di sacerdoti.

    Gestito dalla congregazione Figli dell’Amore Misericordioso, il direttore e’ un sacerdote psicologo e psicoterapeuta. Il percorso individuato per don Desio ha una durata di anni e prevede un’assistenza psicologica mirata. Tanto che, all’istanza presentata al Tribunale di Ravenna, e’ stata allegata la
    relazione che il centro ha stilato su di lui dopo avere esaminato le carte fornite dalla difesa. Da parte sua il Pm titolare del fascicolo, Isabella Cavallari, gia’ a suo tempo aveva informalmente espresso la propria contrarieta’ a dare parere positivo a misure alternative al carcere. La decisione del Gip Materia dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

  • Parroco arrestato sospeso da incarichi: è accusato di sesso con 4-5 minorenni

    Parroco arrestato sospeso da incarichi: è accusato di sesso con 4-5 minorenni

     Gli abusi sessuali attribuiti a don Giovanni Desio, il parroco di Casalborsetti arrestato ieri dalla squadra Mobile, vengono ricondotti ad almeno 4-5 ragazzini di età tra i 14 e i 15 anni, non tutti della medesima parrocchia. Il sacerdote è accusato di adescamento, atti sessuali con minorenni e sostituzione di persona. Le indagini, oltre che sull’esame delle intercettazioni, proseguono sugli elementi sequestrati in canonica, tuttora sigillata.

    Tra il materiale sequestrato figurano il computer del prete, diverse foto, appunti, agende, materiale tecnologico e alcuni giochi. L’ipotesi di reato di sostituzione di persona, a quanto si è appreso, fa riferimento alle circostanze nelle quali poche settimane fa si era aperta l’inchiesta, coordinata dal Pm Isabella Cavallari. In quell’occasione il padre di un giovane aveva notato un messaggio sul profilo Facebook del figlio che aveva attirato la sua attenzione: il sospetto è che possa averlo scritto don Desio, utilizzando l’identità e la password del ragazzo al fine di autosostenersi, a nome del giovane, dopo l’incidente che a febbraio lo aveva visto finire ubriaco nel canale con il suo costoso suv Bmw da 35.000 euro.

    L’interrogatorio di garanzia del sacerdote, difeso dall’avvocato Enrico Maria Saviotti, è stato fissato per domani mattina davanti al Gip Rossella Materia, la stessa che aveva firmato la misura cautelare carceraria scrivendo, tra l’altro, che «di fronte a figura con spiccata spregiudicatezza e capacità a delinquere» e con «totale assenza di freni inibitori», la sua condotta «poteva essere contrastata solo attraverso la misura estrema di cautela».

    Sulla vicenda di don Desio è tornato questa mattina, con un nuovo tweet, il sindaco Fabrizio Matteucci. Ieri aveva scritto che «il cuore della città sanguina», oggi aggiunge che «Ravenna è attonita. I bambini sono il bene più prezioso. La comunità chiede verità limpide, assunzione di responsabilità, giustizia severa».

    È stato sospeso da tutti gli incarichi ecclesiastici, e sarà anche «oggetto di un procedimento al nostro interno», don Giovanni Desio, il parroco di 52 anni, da 13 in servizio alla chiesa di Casalborsetti, sul litorale ravennate, arrestato ieri mattina dalla polizia nell’ambito di un’indagine anti-pedofilia. Ad annunciarlo è stato il vescovo, monsignor Lorenzo Ghizzoni, poco prima di celebrare in mattinata la messa nella parrocchia rivierasca di fronte a poche decine di fedeli. «I fatti sono gravissimi. È vero che c’erano state polemiche dopo l’incidente», ha aggiunto il vescovo, alludendo alla notte del febbraio scorso in cui don Desio, con un suv Bwm nuovo da 35 mila euro e un tasso alcolemico di quasi quattro volte il limite (1.81), era finito nel canale di Casalborsetti dopo avere urtato un’auto in sosta. «Tuttavia non mi potevo certo aspettare nulla di quanto accaduto. Chiederemo un momento di preghiera per le vittime e le loro famiglie. E anche per don Giovanni, perché per lui c’è la necessità di recuperare un percorso normale». Monsignor Ghizzoni, tornato apposta da una ‘due giornì ad Assisi (Perugia) con i ragazzi della Diocesi, ha anche esortato i fedeli a essere uniti: «Siamo di fronte a un peccato dal punto di vista morale e a un reato dal punto di vista penale, oltre che a un disturbo di qualche tipo perchè certamente occorre curare una persona così». Il vescovo ha infine sottolineato che «ci dobbiamo impegnare a dare sostegno alle vittime e collaborazione agli inquirenti».

    http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/parroco-arrestato-atti-sessuali-minori/notizie/617921.shtml

  • Processo rinviato al 24 giugno per il prete accusato di tentata violenza

    Processo rinviato al 24 giugno per il prete accusato di tentata violenza

     Colpo di scena ieri mattina all’apertura del processo davanti al Gup di Perugia nei confronti del viceparroco della chiesa dell’Annunziata di Giulianova, don Elvio Re, che deve rispondere di tentata violenza carnale da una donna di Santa Maria degli Angeli, sua conoscente. Il processo è stato aggiornato al 24 giugno in quanto il sacerdote ha deciso di cambiare uno dei due avocati, quello che gli era stato assegnato «di fiducia» dal Tribunale quando venne tratto in arresto, Concetta Colleoni. Al suo posto l’avvocato Simone Pillon, esperto di problemi sociali e della famiglia. Naturalmente il nuovo legale ha chiesto i termini a difesa, in pratica di leggere le carte processuali, anche se un’idea della situazione se l’è fatta: «Non credo che ci siano le condizioni per condannare Don Elvio», ha dichiarato ieri Segno che deve sentirsi abbastanza sicuro, sostenendo anche che «il rito abbreviato si chiede proprio quando si è convinti dell’innocenza dell’imputato. Il processo è stato in gran parte impostato, ora lavorerò su questo». Il sostituto procuratore Gemma Miliani il 24 febbraio scorso aveva chiesto per il viceparroco dell’Annunziata il giudizio immediato, richiesta alla quale i difensori del prelato, Massimo Spaccasassi e Concetta Colleoni, avevano opposto quella propria di giudizio abbreviato. Il sacerdote originario del Maceratese, ma era da anni in servizio presso la parrocchia giuliese, si trova ai domiciliari in una struttura religiosa di Città di Castello dopo un mese e mezzo trascorso in carcere, in seguito all’arresto avvenuto il 17 settembre dell’anno scorso.
    Ad accusare il parroco, secondo la difesa con un tranello ben orchestrato, la donna, conoscente del parroco per una frequentazione famigliare con la figlia quando questa abitava in una roulotte a Giulianova e oggi parte civile nel prossimo processo. La 50enne, che vive ad Assisi, ha sostenuto che don Elvio quella mattina sarebbe andato a trovare a casa, racconta che l’uomo avrebbe tentato di stuprarla dopo averle strappato i vestiti. Si era rivolta ai carabinieri della stazione di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi, dove sarebbe arrivata con le vesti strappate e in stato confusionale, raccontando ai militari quanto le fosse accaduto. Secondo quanto si è appreso, tra la donna e il sacerdote c’era stato un precedente: una denuncia presentata dalla donna poche settimane prima per molestie telefoniche.

    http://www.ilmessaggero.it/ABRUZZO/prete_violenza_sessuale_processo_giulianova/notizie/556821.shtml

  • PERUGIA: Denunciati monsignor Giuseppe Chiaretti e monsignor Gualtiero Bassetti per presunte responsabilità nella vicenda di don Lucio Gatti

    PERUGIA: Denunciati monsignor Giuseppe Chiaretti e monsignor Gualtiero Bassetti per presunte responsabilità nella vicenda di don Lucio Gatti

    Sarà depositata domani mattina dalla Rete L’ABUSO, presso la Procura della Repubblica di Perugia documentazione nella quale si chiede di esaminare sotto il profilo penale, eventuali responsabilità “omissive e di controllo” dei vescovi, relative al caso di don Lucio Gatti, condannato lo scorso 31 gennaio.

    I due vescovi per i quali si chiede di indagare, sono monsignor Giuseppe Chiaretti e monsignor Gualtiero Bassetti.

    Come abbiamo avuto conferma dal caso savonese di monsignor Dante Lafranconi, all’interno degli uffici delle diocesi, ci sono i fascicoli personali di ogni sacerdote, accessibili solo ai vescovi, ed è verosimile ritenere che anche presso la diocesi di Perugia il vescovo disponga del fascicolo di Lucio Gatti.

    Per i vescovi che vengono a conoscenza dei crimini commessi dai sacerdoti appartenenti alle loro diocesi, dovrà valere pur sempre la responsabilità stabilita dal secondo comma dell’art.40 del codice penale secondo il quale “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo.”

    E’ quanto emerge dalla ordinanza del GIP del Tribunale di Savona dell’8 maggio 2012, che ha ravvisato la responsabilità di un vescovo. Dante Lafranconi, il quale ha coperto pedofili e non ha fatto nulla per impedire che potessero continuare ad abusare di minori.

    Da quanto emerge anche nelle denunce, dalle conversazioni con i vescovi registrate da alcuni testimoni, emergerebbe chiaramente che la Diocesi fosse informata, lo dimostrerebbe altrettanto chiaramente il meccanismo “da manuale” che la diocesi ha applicato, solo dopo che il caso è balzato agli onori della cronaca.

    Per questo motivo è molto importante che venga fatta chiarezza, che siano verificate le eventuali responsabilità della Diocesi e dei suoi legali rappresentanti.

    Francesco Zanardi

    Portavoce Nazionale della Rete L’ABUSO

    Genova 10-02-2014