Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • GIUSTIZIA PER LE VITTIME DI DON LUCIO GATTI NO AL PATTEGGIAMENTO! SI AL PROCESSO!

    GIUSTIZIA PER LE VITTIME DI DON LUCIO GATTI NO AL PATTEGGIAMENTO! SI AL PROCESSO!

    Perugia, Gennaio 2014.
    Il 9 Gennaio prossimo il Magistrato Alberto Avenoso deciderà sulla richiesta di patteggiamento avanzata dal legale di Don Lucio Gatti, il sacerdote accusato di molestie sessuali consumate ai danni di alcuni ospiti della struttura d’accoglienza Caritas e emerse dopo le denunce e le terribili testimonianze di cinque ragazzi e raccolte dai volontari , dell’oggi, Associazione “Libera … Mente”.

    L’entità e la gravità delle responsabilità a carico del sacerdote presero forma e sostanza dopo la trasmissione delle Iene “ La Comunità degli Orrori” che già nel suo titolo anticipava e sottolineava ciò che poi i protagonisti del filmato, ex ospiti della struttura Caritas, andarono a raccontare.
    Le denunce della situazione furono presentate anche alla Curia di Perugia che dopo un’indagine interna condannò il sacerdote ad una sospensione di soli cinque anni.
    La decisione della Curia di Perugia fu comunicata dal Vescovo Monsignor Gualtiero Bassetti, che durante un funzione religiosa lesse la lettera di scuse di Don Lucio Gatti annunciando un periodo di riflessione e pentimento.

    Risulta evidente come i volontari dell’associazione “Libera … Mente” abbiano interessato le autorità competenti in cerca di quella Verità che poteva restituire dignità e fiducia tanto nelle persone quanto nel ruolo delle strutture religiose che da sempre sono riferimento per i bisognosi.
    La già gravissima responsabilità che immediatamente salta agli occhi è infatti riferibile alla rottura proprio di quel patto di fiducia che l’abito religioso e l’accoglienza religiosa da sempre nel nostro cattolico paese hanno rappresentato.

    Appare non scontato, quindi, ricordare la fragilità di una condizione umana che, in cerca di un sostegno e aiuto, si è rifugiata nel grembo di una Chiesa in cui le speranze di una vita migliore si sono infrante nelle esecrabili condotte di un sacerdote e nella posizione dell’istituzione religiosa che appare più interessata a ricercare il silenzio sulla vicenda che la difesa di quei bisognosi che da sempre ne giustificano l’azione e l’identità.
    Nessuna giustizia senza Verità!
    In quanto esseri umani sappiamo che non si può cambiare ciò che è stato, i gesti di Lucio Gatti rimarranno impressi nelle vite di quei ragazzi in ogni caso, ma come cittadini vogliamo pretendere la Verità, chiediamo uno Stato di giustizia che dimostri tutela dei suoi cittadini e la condanna morale di gesti che se dimostrati veri non devono essere tollerati o sminuiti in alcun modo.

    La condotta morale di un popolo passa attraverso il rispetto di regole condivise e la gravità di questa situazione deve essere chiarita e misurata nella specificità di quelle responsabilità che non potranno mai essere accertate senza un processo pubblico.
    L’associazione pertanto, continuerà a perseguire la Verità rimanendo al fianco delle vittime di questa vicenda e utilizzando tutti gli strumenti consoni al raggiungimento di questo fine e contro ogni forma di silenzio.

    Associazione
    “Libera … Mente”

  • Atti sessuali con una tredicenne, torna a Fano il prete ospitato per mesi a Perugia

    Atti sessuali con una tredicenne, torna a Fano il prete ospitato per mesi a Perugia

    L’uomo era stato ripreso nel 2012 su una spiaggia di Fano mentre amoreggiava con una tredicenne

    Don Giangiacomo Ruggeri, il sacerdote accusato di aver compiuto atti sessuali sulla spiaggia di Fano nei confronti di una tredicenne, potrà tornare a casa,  dopo avere trascorso un periodo a Perugia. Ma gli è fatto divieto di dimora a Orciano, dove vive la minorenne, e di avvicinare la ‘persona offesa’. Lo ha deciso il gup di Pesaro, Maurizio Di Palma, accogliendo l’istanza presentata dal legale dell’ex portavoce del vescovo di Fano.

    A Perugia E’ stato lo stesso avvocato fanese a dare notizia del provvedimento del gup: Gianluca Sposito, che ha seguito la vicenda fin dal giorno dell’arresto di don Ruggeri , ha parlato di un provvedimento tecnicamente ineccepibile, che fa seguito al no alla revoca della misura cautelare deciso in prima istanza dal gip di Pesaro e successivamente dal tribunale del riesame di Ancona. Don Ruggeri , subito dopo l’esperienza del carcere, aveva trascorso un periodo ai domiciliari presso un convento marchigiano e, successivamente, a Perugia, dove aveva trovato un’occupazione presso la biblioteca della diocesi.

    Il fatto Nel luglio 2012, in occasione delle sua presenza su una spiaggia del litorale fanese, don Ruggeri fu ripreso per due giorni consecutivi dalle telecamere della polizia, mentre scambiava effusioni con una minorenne, sua parrocchiana. Il sacerdote è accusato di atti sessuali con la tredicenne: nel corso delle indagini, infatti, è emerso che non ha commesso alcuna violenza.

    http://www.umbria24.it/atti-sessuali-con-una-tredicenne-torna-a-fano-il-prete-ospitato-per-mesi-a-perugia/212004.html

  • Terni, Diocesi senza pace: don Bizzarri sospeso, ‘moderatore’ già oggetto di attacchi e tanti veleni

    Terni, Diocesi senza pace: don Bizzarri sospeso, ‘moderatore’ già oggetto di attacchi e tanti veleni

    Spunta la pista che conduce alla potente associazione dei ‘neocatecumenali’, molto legata all’ex vescovo Vincenzo Paglia

    di Marco Torricelli – Una questione di famiglia, in fondo. O di famiglie. E non c’è nessuna ironia. Perché la storia ruota, anche, intorno a rapporti di parentela stretta. Vera. Tipo padri e figli, per capirci. Ma è stata in piedi anche perché, sulla famiglia e sulla sua importanza, c’è stato quello che potremmo definire qualche fraintendimento.

    Il tribunale religioso Tanto che a Perugia, dove ha sede il tribunale ecclesiastico regionale, e nella diocesi di Terni si sta indagando e «per motivi precauzionali – dicono dal tribunale – e a sua stessa garanzia», si è chiesto amonsignor Roberto Bizzarri «di astenersi dallo svolgere le normali mansioni», che poi sono quelle di giudice dello stesso tribunale. Quello, se non fosse chiaro, che decide sulle istanze di annullamento dei matrimoni e molte delle quali sarebbero state gestite con modalità sulle quali «il personale religioso, coadiuvato dai legali – spiegano – sta svolgendo un’accurata ricostruzione ed è evidente che solo alla fine di questi esami si potrà esprimere una valutazione».

    Il tribunale laico Intanto continuano a crescere di numero, e di contenuti, i faldoni sui quali sta lavorando la procura della repubblica di Terni e che si ricollegano alle tante vicende che, negli anni, hanno portato al pesante indebitamento della diocesi. Le carte – che testimoniano di un vorticoso giro di fatture, tra committenti, ditte e fornitori, sulle quali le cifre riportate spesso non corrispondono a lavori effettivamente svolti e a materiali realmente acquistati – dicono che solo per i lavori realizzati in tre chiese si sarebbero spesi cinque milioni di euro. Non è difficile capire, insomma, come si sia riusciti a dissestare il bilancio diocesano. A vantaggio di altri.

    Neocatecumenali Ma nella diocesi di Terni c’è un’altra questione aperta, strettamente collegata a molte di quelle relative al dissesto e che riporta a monsignor Bizzarri. Che risulta ancora essere anche ‘delegato vescovile per il cammino neocatecumenale’ e ‘codirettore della commissione di pastorale familiare’. E qui la faccenda si fa intricata e, pure, controversa. Perché questa associazione, sempre molto concentrata sul ruolo della famiglia e sempre molto cara all’ex vescovo, Vincenzo Paglia (che, va ricordato, attualmente è presidente proprio del Pontificio consiglio per la famiglia) viene spesso accusata – soprattutto la pastorale familiare – di aver sempre avuto fin troppo potere, all’interno della diocesi.

    La ‘decima’ Un potere che deriverebbe, anche, da una disponibilità economica non trascurabile, visto che ciascun membro è tenuto a versare, ogni mese, il 10% dei propri guadagni alla comunità, con un atto che, in gergo, si definisce ‘dare la decima’. La pratica, per la verità, non è citata nello statuto dell’associazione, ma non è mai stata negata dai suoi vertici: «Non è giusto fare di ogni erba un fascio – racconta chi si è staccato dall’associazione – perché io ci ho trovato persone per bene, credenti devoti, ma anche molti soggetti che lucrano sulla generosità e l’ingenuità di molti». Tanto da creare un costante flusso di denaro che, negli anni, è circolato come un fiume carsico – comparendo e scomparendo magicamente – nelle stanze di piazza del Duomo.

    Il moderatore Anche su questo sarà chiamato a sollevare il velo don Franco Fontana, a cui monsignor Ernesto Vecchi ha chiesto aiuto, chiamandolo a Terni e affidandogli l’incarico di ‘moderatore di curia’. Ufficialmente il suo mandato inizierà il 1° agosto, ma il fidato collaboratore di monsignor Vecchi (che è anche coordinatore nazionale dell’animazione missionaria e vice presidente del volontariato internazionale per lo sviluppo), si è già messo all’opera, tanto da suscitare già le prime reazioni infastidite.

    I veleni «Lo sapete che don Franco Fontana è stato indagato per falsa testimonianza, per aver cercato di coprire un prete sospettato di aver molestato una bambina?», sibila con malcelata soddisfazione chi non ha gradito che dalla diocesi si provasse a soffiar via la polvere. La storia avvenne ad Arese, quattro anni fa, e finì con un sacerdote condannato a due anni e mezzo di carcere, mentre don Franco Fontana, che era stato inviato sul posto come ‘ispettore’ venne sospettato di aver tentato di insabbiare la cosa. Aspettarsi qualche colpo basso, insomma, è il minimo.

  • Atti sessuali con una ragazzina Don Ruggeri resta “recluso” in convento

    Atti sessuali con una ragazzina Don Ruggeri resta “recluso” in convento

    FANO – Don Giacomo Ruggeri continuerà a restare all’interno del convento di Perugia dove attualmente è sottoposto all’obbligo di dimora disposto dal Gip del Tribunale di Pesaro, Mussoni.

    Il Tribunale del riesame di Ancona ha respinto l’appello presentato il 31 maggio dal legale del sacerdote, Gianluca Sposito che chiedeva la sospensione del provvedimento. Il sacerdote, 44 anni, ha ricevuto un avviso di chiusura indagini in cui gli viene contestato il reato di “atti sessuali con una minore degli anni 14”. Lo accusano due ore di filmati, girati di nascosto dalla polizia, con baci e carezza sulla spiaggia di Fano, con una ragazzina di 13 anni, sua parrocchiana.

    Giovedì 27 Giugno 2013 – 07:29 Ultimo aggiornamento: 09:38

  • Prete accusato di pedofilia, confermato il soggiorno obbligato a Perugia

    Prete accusato di pedofilia, confermato il soggiorno obbligato a Perugia

    Secondo no del tribunale alla richiesta di Don Ruggeri di revoca delle misure cautelari. L’accusa è di atti sessuali con una 13enne
    FANO – E due. Per la seconda volta il gip Lorena Mussoni ha detto no alla richiesta di revoca (o modifica in una misura più lieve) dell’obbligo di dimora a Perugia inflitta a don Giangiacomo Ruggeri, il prete accusato di aver commesso atti sessuali con una tredicenne. Nonostante il secondo parere favorevole del pm Sante Bascucci. E sempre per lo stesso motivo: don Ruggeri potrebbe ricommettere lo stesso reato (“pericolo di recidiva specifica”). Il sacerdote rimarrà quindi ancora per un po’ confinato nel capoluogo umbro. Nel frattempo però il suo difensore, l’avvocato Gianluca Sposito, non è rimasto con le mani in mano e nel giro di poche ore dal ricevimento del secondo rigetto ha subito preparato l’appello su cui deciderà il Tribunale del Riesame di Ancona. Sposito insiste nella stessa richiesta: o la revoca della misura oppure la concessione di una più lieve come l’obbligo di firma o il divieto di avvicinarsi alla presunta vittima. “Non esistono più le esigenze cautelari e dunque il provvedimento è illogico e privo di motivazione – spiega il legale – Lo hanno dimostrato le stesse conclusioni delle indagini dalle quali è chiaramente emerso che gli episodi commessi dal sacerdote sono quelli che gli vengono contestati sin dall’inizio della vicenda, solo quei due fatti, assolutamente unici e peraltro senza addebito di coazione neanche morale. Nulla è emerso su eventuali patologie psichiche, morbosità, devianze sessuali. Eppure le indagini sono state svolte con uno scrupolo senza pari. Se già a dicembre il quadro cautelare appariva ridimensionato, oggi è definitivamente azzerato. Il pericolo di reiterazione è assolutamente inesistente”. La palla passa quindi di nuovo ai giudici dorici, che dopo due sì, per la terza volta, si pronunceranno ancora su don Ruggeri.
    Sabato 01 Giugno 2013 – 10:57
    Ultimo aggiornamento: 16:09

     

  • Atti sessuali con una 13enne, chiuse le indagini per un sacerdote di Fano. Adesso vive a Perugia

    Atti sessuali con una 13enne, chiuse le indagini per un sacerdote di Fano. Adesso vive a Perugia

    Il 44enne era stato arrestato dopo essere stato filmato in atteggiamenti intimi con una 13enne in spiaggia

    Ha l’obbligo di dimora a Perugia l’ex portavoce del vescovo di Fano, don Giangiacomo Ruggeri di 44 anni, arrestato lo scorso anno perché  accusato di atti sessuali con una minore di anni 14.  Dopo essere stato arrestato nel luglio dello scorso anno e un periodo di riflessione in una località segreta, il sacerdote è arrivato a Perugia dove è impiegato in una biblioteca della diocesi.

    Chiuse le indagini Adesso il pubblico ministero Sante Bascucci della procura di Pesaro ha chiuso le indagini e ha recapitato al sacerdote l’avviso di conclusione delle indagini, di fatto, anticamera per la richiesta di rinvio a giudizio. Secondo quanto accertato dalla polizia, al sacerdote vengono contestati due episodi accaduti il 10 e il 12 luglio 2012 e filmati dai poliziotti in cui il sacerdote in costume da bagno, flirtava con la tredicenne su una spiaggia di Fano. Secondo quanto emerso durante le indagini, oltre a quei baci e quelle carezze non ci sarebbero stati altri atti tra i due, ma una relazione molto profonda questo si.

    Il bagnino A far scoprire il caso era stato un bagnino che aveva assistito alla scena e scandalizzato aveva chiamato la polizia. Il vescovo sospese il sacerdote il giorno stesso in cui venne arrestato. Dopo 44 giorni di carcere e un periodo di riflessione, adesso vive a Perugia, dove non ha contatti con parrocchiani, ma lavora in una biblioteca della diocesi.

    http://www.umbria24.it/atti-sessuali-con-una-13enne-chiuse-le-indagini-per-prete-di-fano-adesso-vive-a-perugia/176115.html

  • Chiuse le indagini su don Ruggeri: atti sessuali, ma senza violenza

    Chiuse le indagini su don Ruggeri: atti sessuali, ma senza violenza

    L’ex parroco di Orciano era stato arrestato dopo essere stato filmato in atteggiamenti compromettenti con una minore di 14 anni
    Orciano (Pesaro-Urbino), 18 maggio 2013 – Il sostituto Sante Bascucci sta depositanto, in queste ore, l’avviso di chiusura delle indagini su don Giacomo Ruggeri, l’ex parroco di Orciano arrestato nel luglio scorso dopo essere stato filmato mentre compiva atti sessuali con una minorenne di anni 14, sua parrocchiana, sulla spiaggia di Torrette. Il religioso è ora in stato di libertà, con obbligo di dimora a Perugia.

    La Procura ha integrato le indagini, aggiungendo ai filmati, espliciti, dell’incontro tra i due, le deposizioni di altre persone (le amiche della ragazza), oltre ai genitori, ma quello che diventava importante era capire se la Procura avesse mantenuto l’imputazione originaria, cioè l’articolo 609 quater del codice penale, gli atti sessuali con minore, anche di 14 anni, come in quel caso, che non prevedeva l’uso della violenza e della costrizione da parte del prete; oppure se, come poteva essere, dopo le deposizioni abbastanza drammatiche della ragazzina nell’estate scorsa, la Procura imputasse don Ruggeri del reato che prevede, invece, l’uso della violenza o l’abuso di autorità per compiere quegli atti sessuali.

    La cosa cambia: sia in termini di eventuale pena, sia in termini di risarcimento in sede civile. La Procura ha deciso di mantenere l’imputazione originaria: forse anche giudicando dai filmati, nei quali la ragazzina non sembra subire un atto violento. Sarà comunque il giudice del dibattimento a stabilire poi qual è stato il reato effettivamente commesso.

    http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2013/05/18/890416-pedofilia-don-ruggeri-chiusa-indagine.shtml

  • Molestie su una tredicenne, obbligo di dimora a Perugia per il sacerdote

    Molestie su una tredicenne, obbligo di dimora a Perugia per il sacerdote

    L’uomo, portavoce del vescovo di Fano, era stato arrestato il 13 luglio del 2012. Contro di lui approcci filmati da agenti di polizia in borghese
    16/04/2013 09:20:13

    Ha l’obbligo di dimora a Perugia, dove lavora presso la biblioteca diocesana, un religioso di 44 anni accusato di aver commesso atti sessuali su una ragazzina di 13 anni. L’uomo, portavoce del vescovo di Fano, era stato arrestato il 13 luglio del 2012. Contro di lui approcci filmati da agenti di polizia in borghese lungo la spiaggia di Torrette in due diverse occasioni.
    A breve dovrebbe arrivare l’avviso di chiusura delle indagini, e la probabile richiesta di rinvio a giudizio, da parte della procura di Pesaro. “Non so cosa mi sia successo”, ha sempre detto agli inquirenti l’indagato.

  • Prete accusato di pedofilia per sesso con 13enne: ora rimesso in servizio a Perugia

    Prete accusato di pedofilia per sesso con 13enne: ora rimesso in servizio a Perugia

    Don Ruggeri, 44 anni, nell’estate scorsa si fece beccare a fare del sesso su una spiaggia di Torrette con una 13enne della sua parrocchia. A metà aprile chiuderà l’inchiesta ma lui è ancora in servizio: trasferito in Umbria
    Redazione 15 aprile 2013

    E’ pensantemente accusato di pedofilia Don Giacomo Ruggeri – 44 anni – ed è stato trasferito a Perugia dove lavora direttamente nella biblioteca della diocesi. Un luogo di fatto destinato ad essere a contatto con il pubblico anche se questa situazione varia a secondo delle mansioni e non si conoscono quelle del parroco. Don Ruggeri è stato filmato, seguito e arrestato da agenti in borghese dopo che aveva fatto del sesso sulla spiaggia di Torrette con una minorenne di 13 anni della sua parrocchia.

    Dal dicembre scorso è stato rimesso in liberà ed è in servizio al Vescovado di Perugia. E tutto questo quando il Pm intorno al 20 aprile deciderà di chiudere le indagini e molto probabilmente chiedere il rinvio a giudizio. Molte le polemiche in questi giorni arrivano anche dalle Marche, sponda Fano, dato che il prete dopo essere stato sospeso dalla Curia di Fano e stato riportato in servizio in quella perugina.

    Don Ruggeri era stato denunciato dal bagnino testimone delle effusioni con la minore, una delle parrocchiane del sacerdote ad Orciano. Il 2 agosto scorso la tredicenne era stata ascoltata con la formula dell’incidente probatorio e l’assistenza di una psicologa. Una testimonianza secretata, nella quale la vittima avrebbe descritto un rapporto privilegiato con il sacerdote. “Non so cosa mi sia successo”: ha sempre detto agli inquirenti l’ indagato, che all’epoca dei fatti era anche direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e della web tv della Diocesi, oltre che assistente regionale delle Scolte Scout. E adesso sta da noi.

    http://www.perugiatoday.it/cronaca/prete-sesso-spiaggia-minori-don-ruggeri.html

  • PERUGIA/ CASO DON LUCIO GATTI. CHIUSE LE INDAGINI PER ABUSI SESSUALI IN COMUNITA’

    PERUGIA/ CASO DON LUCIO GATTI. CHIUSE LE INDAGINI PER ABUSI SESSUALI IN COMUNITA’

    Scritto da Redazione on 12 marzo 2013. Postato in IL FATTO

    don lucio gatti PERUGIA/ CASO DON LUCIO GATTI. CHIUSE LE INDAGINI PER ABUSI SESSUALI IN COMUNITA’

    L’indagine sui presunti abusi commessi nelle strutture Caritas della diocesi di Perugia e che vede indagati don Lucio Gatti, sospeso per 5 anni dalle funzioni sacerdotali dall’arcivescovo Gualtiero Bassetti e Agostino Cruciani, collaboratore della struttura di Massa Martana è arrivata ad un primo punto fermo: la conclusione delle indagini con la notifica del 415 bis. Il passo della Procura era inevitabile dopo quanto emerso al termine dell’incidente probatorio nel corso del quale hanno testimoniato i ragazzi che accusano il sacerdote. Testimonianze che sono diventate prove da portare in aula. La vicenda dei presunti abusi in alcune strutture della Caritas di Perugia e provincia, all’epoca gestite dal sacerdote, era emersa dopo una puntata della trasmissione “Le Iene”. I giovani avrebbero confermato quanto dichiarato al pm o in denuncia, descrivendo un quadro di molestie sessuali e di maltrattamenti, tipo metodi coercitivi sul lavoro. Dopo la denuncia la Curia di Perugia aveva istituito una commissione d’inchiesta e i ragazzi erano stati ascoltati. Alla fine don Lucio è stato sospeso per cinque anni. “In data 30 aprile 2012- si legge nota della curia- è stato emanato il decreto arcivescovile riguardante il sacerdote diocesano don Lucio Gatti(foto giornale dell’Umbria) in seguito ai risultati dell’indagine avviata dall’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti il 24 ottobre 2011. Nel decreto si stabilisce la sospensione del sacerdote da ogni attività pastorale per un periodo di cinque anni. L’annuncio del suddetto decreto arcivescovile avviene attraverso il presente comunicato stampa dopo l’espletamento delle relative procedure canoniche. La nostra Chiesa diocesana rinnova la sua richiesta di perdono a chi si sia sentito offeso”. Il pm Casucci ha chiuso l’indagine, adesso i difensori hanno venti giorni di tempo per presentare nuovi testimoni, documenti o fare richieste probatorie. Poi tutto l’incartamento passerà davanti al giudice per l’udienza preliminare che dovrà decidere per il rinvio a giudizio, salvo riti alternativi, o per il proscioglimento degli indagati.