Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: processo

  • Prete antigay si masturba al parco giochi, Appartenente a congregazione evangelica

    Prete antigay si masturba al parco giochi, Appartenente a congregazione evangelica

    Condanna di tre anni per atti osceni inflitta al pastore Storms. Nel 2003 divenne noto negli Stati Uniti per aver guidato a New Orleans una marcia contro il festival gay della città
    venerdì 24 agosto 2012 09:20

    Il reverendo Grant Storms

    Un reverendo americano, Grant Storms, divenuto noto come il “patriota cristiano” per le sue iniziative anti-gay, è stato condannato per oscenità in luogo pubblico dopo esser stato sorpreso a masturbarsi in un parco di New Orleans, nei pressi di un parco giochi per bambini. Il processo, riferisce il Times Picayune, è iniziato mercoledì si è concluso in poche ore con una condanna a tre anni di libertà vigilata inflitta al reverendo, che ha 55 anni e che nella sua confessione ha descritto la masturbazione in pubblico come «un’ebbrezza», rivelando anche che il giorno che è stato arrestato, nel febbraio dello scorso anno, era il terzo in una settimana che andava a masturbarsi in quel parco. Allo stesso tempo, nonostante un testimone oculare abbia riferito di avere visto Sotrms guardare verso il paco giochi con la patta dei pantaloni slacciata, i sospetti di pedofilia che gravavano su di lui sono stati fortemente ridimensionati dal giudice. Storm, riporta l’Ansa, ottenne una certa notorietà nel 2003 per aver guidato la sua piccola congregazione evangelica in una marcia attraverso il quartiere francese di New Orleans per protestare contro il festival gay che si svolge ogni anno nella città della Louisiana. La sua iniziativa venne seguita dai media nazionali e lo portò anche ad uno scontro legale con l’associazione commercianti di Bourbon Street.

  • Don Gelmini in Aspromonte a Ferragosto

    Don Gelmini in Aspromonte a Ferragosto

    Ma non doveva stare tanto male da sospendere il processo il prete ex galeotto?

    15 Agosto 2012 18:43 CRONACHE e POLITICA

    (ANSA) – PIANI DI ZERVO’ (REGGIO CALABR – Si e’ rinnovato anche quest’anno a Zervo’, in Aspromonte, l’appuntamento di Ferragosto alla comunita’ Incontro di don Gelmini. In migliaia hanno preso parte alla messa nella ”cattedrale del cielo” e alla festa nell’agora’. Presente anche il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti. ”Non sto molto bene – ha detto don Gelmini – ma ho voluto comunque essere qui. Non potevo non esserci. Non pregate la mia salute ma per il futuro della comunita”’.

  • Polonia/ Ritrovato carbonizzato sacerdote accusato di pedofilia

    Polonia/ Ritrovato carbonizzato sacerdote accusato di pedofilia

    Polonia/ Ritrovato carbonizzato sacerdote accusato di pedofilia
    Boguslaw P. fermato e poi rilasciato qualche giorno fa
    AFP

    Varsavia, 10 ago. (TMNews) – I corpo di un sacerdote cattolico polacco di 53 anni accusato di pedofilia è stato ritrovato carbonizzato davanti alla tomba di famiglia nel cimitero del villaggio di Lopiennik Nadrzeczny, nel sud della Polonia. Lo ha reso noto la locale procura di di Zamosc. Il sacerdote, identificato solo con il nome di Boguslaw P., era imputato in un processo per molestie sessuali commesse negli anni 2004-2005 ai danni di un suo chierichetto a Pocking, in Germania, dove era parroco. Il religioso era sospettato di aver commesso lo stesso reato nei confronti di altri due ragazzi dieci anni fa a Turka, nel sudest della Polonia.

    “L’identità del cadavere è stata confermata da un amico” ha detto all’Afp Miroslaw Buczek, procuratore aggiunto di Zamosc. Secondo il sito gazeta.pl, un coltello e una bottiglia di liquido infiammabile sono stati ritrovati accanto al corpo parzialmente carbonizzato. Il sacerdote era stato fermato martedì dalla polizia in seguito all’indagine sui fatti di Turka, ma rilasciato la mattina seguente a condizione di non lasciare il luogo di soggiorno abituale e di non avvicinare la sue presunte vittime. Boguslaw P., che si dichiarava non colpevole, rischiava 12 anni di prigione. Nonostante qualche caso isolato negli anni scorsi, in Polonia non è mai scoppiato un vero e proprio scandalo pedofilia nei ranghi della chiesa cattolica, in un Paese in cui il 90% degli abitanti si professa cattolico.

  • ONU: lo status del Vaticano

    ONU: lo status del Vaticano

    CHE STATUS HA IL VATICANO PRESSO L’ONU?

    La cosiddetta “Santa Sede” (l’organo di comando della chiesa mondiale) opera presso le Nazioni Unite con lo status di Osservatore Permanente di Stato non membro. In questa veste può partecipare attivamente alle conferenze organizzate dall’ONU e alzare la propria voce durante i lavori. Non è quindi rappresentato uno Stato (quello del Vaticano non avrebbe peraltro nemmeno i requisiti relativi alla “popolazione permanente”), bensì un ente religioso (la Chiesa Cattolica), che si trova così avvantaggiata rispetto ad altre religioni o correnti di pensiero non religioso che non hanno un territorio a propria disposizione. Nei fatti il Vaticano è un insieme di palazzi della superficie totale di 0,44 kmq, retto da una monarchia assoluta elettiva, con una popolazione che prescinde da donne e bambini e che non ammette cittadini di confessione diversa da quella cattolica. Lo stesso Vaticano ha affermato più volte di non agire in veste politica, quanto in veste religiosa.

    CHE VANTAGGI HA TRATTO DA QUESTO STATUS?

    Quale membro votante nelle conferenze ONU, il Vaticano ha avuto modo di influenzare direttamente i documenti delle assemblee, pilotando alcuni voti attraverso energiche pressioni sui governi “amici” e, contemporaneamente, spostando le discussioni sui temi più cari alla Chiesa, quali il divieto di aborto, contraccezione e pianificazione familiare.

    Nel 1992 a Rio De Janeiro, Brasile (sull’argomento Ambiente e sviluppo), il responsabile della delegazione vaticana Martino attaccò violentemente la tesi dominante della conferenza per cui la crescita demografica è la ragione principale dei problemi ambientali nel pianeta. Successivamente, a rimarcare l’opposizione, arrivò addirittura il segretario di Stato Sodano, secondo il quale gli Stati più forti subordinano gli aiuti alle politiche di riduzione della popolazione.

    Nel 1994 al Cairo, Egitto (conferenza su Popolazione e sviluppo), la delegazione vaticana creò un’alleanza di Stati cattolici e islamici in opposizione alle politiche di contenimento demografico e pianificazione familiare, includendo tra queste anche la sterilizzazione e l’interruzione di gravidanza. Secondo il papa i documenti della conferenza erano troppo permissivi sui diritti degli omosessuali e lasciavano eccessiva libertà individuale in materia di sessualità. Questa visione medioevale e integralista non riuscì comunque a far breccia nel documento finale.

    Nel 1995 a Pechino, Cina (forum mondiale sulle donne), il Vaticano si scontrò con l’Unione Europea per la decisione di quest’ultima di non supportare un paragrafo sul ruolo positivo della religione nella vita delle donne. Il dissidio si allargò rapidamente a matrimonio e maternità, secondo l’UE non necessari alla donna per realizzarsi, secondo il Vaticano invece fondamentali. La dichiarazione finale, nonostante l’inserimento di un riferimento alla libertà di culto, è stata approvata con le riserve scritte del Vaticano e di altre 26 nazioni.

    Per maggiori dettagli sui lavori delle conferenze, sul sito ONU sono disponibili per il download i documenti (in inglese).

    Un ampio articolo sull’argomento, tratto da The Freethinker, è stato tradotto e pubblicato sul nostro sito.

    COSA SI PUÒ FARE PER MODIFICARLO?

    Sostanzialmente, fare pressioni affinché le Nazioni Unite, nell’ambito del loro processo di riorganizzazione e di riforma, rivedano lo status del Vaticano, equiparandolo a quello di una qualsiasi religione o ente non governativo.

    CHI COMBATTE QUESTA BATTAGLIA?

    Da un appello lanciato nel 1995 da alcune organizzazioni, è nata nel 1999 una campagna internazionale, che sta mobilitando molte energie e raccogliendo ampi consensi, anche all’interno del mondo cattolico.

    Tra i più importanti, Clare Short, Segretaria di Stato inglese per lo Sviluppo Internazionale, nel corso di una conferenza del luglio 2000 al palazzo dell’ONU di New York ha definito «interferenza reazionaria» l’invadenza vaticana sui temi sociali.

    Il sito ufficiale della campagna è catholicsforchoice.org (in inglese): oltre 400 associazioni da tutto il mondo vi hanno già aderito, tra cui l’UAAR. In diverse occasioni la nostra rivista l’Ateo ha pubblicato articoli sull’argomento: vedi ad esempio l’interessante Santa Sede e Nazioni Unite: in quale modo il Vaticano è riuscito a intrufolarsi nelle Nazioni Unite, di Eamon McCann, apparso sul numero 4/1999.

    https://www.uaar.it/laicita/vaticano-onu/

  • Cile. Preti pedofili, più di 200 denunce per abusi nei collegi, Le scuole cattoliche paradiso dei preti criminali

    Cile. Preti pedofili, più di 200 denunce per abusi nei collegi, Le scuole cattoliche paradiso dei preti criminali

    6/08/2012
    Giacomo Galeazzi – Città del Vaticano

    E’ soprattutto il Colegio Cumbres, uno degli istituti scolastici più rinomati di Santiago del Cile al centro della bufera. In particolare è stato sospeso dalla sua attività il sacerdote di origine irlandese John O’ Reilly, appartenente ai Legionari di Cristo, in seguito alla denuncia della famiglia di un’alunna, per presunti abusi sessuali che avrebbe commesso su di lei dal 2010 al 2012.

    Lo ha reso noto la stessa scuola in un comunicato ai genitori degli allievi, precisando che il sacerdote si è detto innocente e pronto a collaborare con la giustizia. In merito, il quotidiano on line «El Mostrador», rileva che il Colegio Cumbres, appartiene alla Congregazione dei Legionari di Cristo fondata dal messicano Marcial Maciel e che John O’Reilly è legato alle famiglie più ricche del Paese ed ha abituali contatti con l’establishment imprenditoriale. La “tolleranza zero” introdotta da Benedetto XVI ha fatto crollare ultradecennali coperture garantite dalle gerarchie ecclesiastiche agli abusi del clero. Inoltre il provvedimento dell’istituto, situato in una zona residenziale di Santiago, ha luogo nella stessa settimana in cui la Procura della Repubblica ha avviato le indagini, sempre per presunti casi di pedofilia, in altre 48 scuole della stessa aerea della capitale.

    Per altro lo stesso presidente Sebastian Pinera ha annunciato nuove misure per arginare i crescenti casi di abusi sessuali nei confronti di minorenni in tutto il Paese, situazione ritenuta da molti una sorta di piaga sociale. Intanto si estendono a macchia d’olio, in Cile, le denunce di pedofilia nelle scuole: il procuratore della Repubblica, Sabas Chahuan, ha confermato l’avvio di indagini in oltre 120 istituti scolastici di Santiago del Cile a seguito di più di 200 denunce di pedofilia registrate. «I genitori sono preoccupati, disperati ed angosciati», ha ammesso il procuratore generale Sabas Chauan, dopo una riunione con l’associazione nazionale che li rappresenta.

    Più netto l’antropologo Osvaldo Torres, sul quotidiano on line “El Mostrador”: «Che un capo di Stato debba parlare al Paese su questo tema, testimonia la gravità e la diffusione di questo tipo di reati, la debolezza delle politiche in merito ed il ritardo legislativo nella difesa dei diritti dei bambini». A spingere prima Pinera e poi Chaun è stato innanzitutto l’aumento delle denunce di pedofilia: il 22% a livello nazionale nell’ultimo semestre per ragazzi sotto i 14 anni, secondo la Procura. Ma anche l’indignazione perchè non pochi colpevoli o presunti tali finiscono per restare impuniti. Negli ultimi giorni, nei rioni in di Santiago, ci sono stati i casi di 3 bambini delle elementari e 4 di asili d’infanzia. Tutti gli accusati sono maestre o assistenti sociali. Anche se, a far più spicco mediatico nella piaga della pedofilia, sono stati esponenti della Chiesa cattolica. Come l’influente sacerdote Fernando Karadima (per il quale l’Arcivescovado ha chiesto formalmente scusa, pur se il processo è ancora in corso) o suor Paola, ex superiora di un prestigioso collegio di Santiago, deceduta nei giorni scordi per un tumore.

    Per tentare di arginare la situazione, Pinera ha annunciato, tra l’altro, la creazione di un «Ombudsman del bambino», un «Registro dei pedofili», l’assegnazione di 1,6 milioni di dollari al Servizio Medico Legale e l’aumento delle pene per i condannati. «Pur se positive sono insufficienti», ha assicura Torres. E gli organismi che si occupano dell’infanzia hanno specificato che Pinera ha praticamente ignorato la loro quotidiana esperienza in merito. I loro specialisti sottolineano però che la società cilena, proprio per questi casi, si sta squassando di dosso la sua proverbiale introversione, come evidenzia il continuo aumento delle denunce.

    «È indispensabile che il governo presenti in parlamento un progetto di legge per la protezione di diritti dei bambini», avverte Torres. Quella in vigore risale al 1929, riciclata nel 1968. Il che la dice lunga sul cammino politico del Paese. L’ultimo caso è stato appunto quello che ha coinvolto il sacerdote di origine irlandese John O’ Reilly: il prete è stato sospeso dalle attività di direttore spirituale nel «Colegio Cumbres», uno dei più rinomati della città, dopo la denuncia della famiglia di un’alunna, per presunti abusi sessuali commessi dal 2010 al 2012. Davanti all’aggravarsi della situazione, il governo di Sebastian Pinera ha nel frattempo annunciato l’applicazione di una decina di misure per rafforzare la prevenzione e la lotta alla pedofilia nel Paese.

  • ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

    ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

    Pubblicato il: sab, lug 28th, 2012

    ACIREALE, CASO PEDOFILIA: NUOVA PUNTATA DELLA STORIA INFINITA

    di Redazione – La vicenda Chiarenza – Pulvirenti non si chiuderà tanto in fretta. Lo abbiamo detto mesi fa, lo ripetiamo adesso. I riflettori si spengono per un pò e poi si riaccendono improvvisamente, senza preavviso. Ha fatto scalpore la notizia della 27°edizione della “Giornata di Fraternità della Strada”, istituita da Mondo X, con la benedizione ai convenuti da parte di Mon. Carlo Chiarenza a Milano.

    Una notizia, resa nota oggi dal mondo del web, ma a renderla clamorosa è la data a cui si riferisce: il 24 maggio. Poco, pochissmo tempo dopo la conferenza stampa d’accusa di Teo Pulvirenti e dalla fiaccolata organizzata ad Acireale per dire no alla pedofilia. Un gesto che il popolo della rete ha ritenuto essere di cattivo gusto: il sacerdote accusato di pedofilia era stato inviato dal suo Vescovo Antonino Raspanti a meditare nel silenzio.

    Così recitava un comunicato stampa ufficiale della Diocesi di Acireale. Le immagini che lo ritraggono in pompa magna, circondato da autorità civili e militari della regione Lombardia poco si sposano con il concetto di meditazione a nostro avviso. Attenzione, Chiarenza è un cittadino italiano, e un sacerdote; con una grave accusa da cui dovrà difendersi, ma pur sempre un uomo libero. Non si contesta quindi la legittimità delle azioni, semmai il dibattito verte sull’opportunità di certe scelte dopo la bufera che l’ha colpito.

    Dice di essere innocente e che proverà a tutti che Pulvirenti mente, magari ci riuscirà ma nel frattempo chi s’è sentito colpito da questa sporca storia gradirebbe meno sfrontatezza. Ma Chiarenza evidentemente la pensa in modo diverso e non fa nulla per nasconderlo. In città circolerebbe la voce di un suo imminente ritorno, forse già nelle prossime ore.

    Domani è il giorno del 44° anno di sacerdozio e Chiarenza pare sia intenzionato a festeggiare assieme ai suoi fedelissimi, quelli che non gli hanno mai voltato le spalle. Tutto lecito, per carità, nessun reato commesso.

    Ripetiamo, Chiarenza è un uomo libero di muoversi sul territorio nazionale. Ma non ci stancheremo mai di affermare che certe volte un pizzico di buon gusto non farebbe male. Ed intanto la Diocesi di Acireale che fa? Ci piacerebbe tanto saperlo.

    Pubblicato il: mer, ago 1st, 2012

    PEDOFILIA: LA CARAMELLA BUONA CHIEDE DI CONOSCERE IL PARERE DEL VESCOVO SU AZIONI CHIARENZA

    Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inoltratoci dall’ufficio stampa de La Caramella Buoba

    A seguito di quanto in allegato si riporta dichiarazione del Presidente de La Caramella Buona Onlus Roberto Mirabile:

    “Apprendo che Don Carlo Chiarenza, indagato per pedofilia, ha appena festeggiato i 44 anni di sacerdozio ad Acireale. Una fotografia testimonia che ha pure partecipato recentemente ad una cerimonia, con tanto di autorità civili e militari, a Milano. Voglio esprimere i miei complimenti per queste intelligenti apparizioni del Signor Chiarenza, libero certo di muoversi ovunque voglia e come voglia, ancora.

    Gradirei conoscere il pensiero del Vescovo Raspanti, che mi ricordo aveva consigliato al suo sacerdote la “meditazione” e pure di Mons. Scicluna, il promotore di giustizia (Pubblico Ministero) dell’ex Sant’Uffizio, colui che segue il processo canonico a carico del Signor Chiarenza. A tal proposito attendo risposta.

    Siamo tutti in attesa di un riscontro da parte della Magistratura che da mesi sta lavorando, dati i tempi, credo sul altri elementi oltre quelli denunciati da Teo Pulvirenti e per rispetto delle Autorità competenti abbiamo cercato di ridurre al minimo gli interventi favorendo un silenzio stampa doveroso; certo è, che di fronte tali immagini è impossibile restare muti e pazienti. Non possiamo e non vogliamo perché, in particolare dopo la nostra visita ad Acireale, tantissime persone ci hanno chiesto di dar voce al proprio dolore ed è un impegno a cui non vogliamo venir meno.

    Certamente con grande piacere e condivisione di intenti, mi unisco ai festeggiamenti per il lungo sacerdozio di Don Carlo Chiarenza ed esprimo i miei migliori auguri per questa esemplare carriera. Meglio ironici che sfacciati”.

  • Abusi su ragazzina a Pietra Ligure, don Fusta prosciolto: ricorso in Cassazione

    Abusi su ragazzina a Pietra Ligure, don Fusta prosciolto: ricorso in Cassazione

    Savona. Il sostituto procuratore di Savona Giovanni Battista Ferro fatto ricorso in Cassazione contro il proscioglimento di don Fusta dall’accusa di favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta su un presunto caso di pedofilia a Pietra Ligure, che vede un loanese P.P., 60enne, rinviato a giudizio per le molestie su una bambina di 10 anni.

    Per la Procura di Savona resta valido l’impianto accusatorio a carico del prete, contestando quindi la decisione del Gup del Tribunale di Savona che aveva emesso una sentenza di non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”. Don Fusta si è sempre difeso dicendo che l’uomo accusato delle molestie non ha mai frequentato la parrocchia di San Nicolò, dimostrando nel corso dell’udienza preliminare di essere estraneo alla conoscenza della vicenda. Non così per gli organi inquirenti, che ritengono don Fusta responsabile di aver coperto i fatti, avvenuti nel 2006, consigliando alla madre della bambina di non fare denuncia.

    Ora spetterà alla Suprema Corte decidere se riaprire o meno il caso giudiziario del prete pietrese. Intanto l’inizio del processo a carico del sessantenne loanese è stato fissato per il 6 febbraio prossimo. L’uomo, assistito dagli avvocati Nazareno Siccardi e Roberta Gabei, continua a respingere le accuse a suo carico.

    http://www.ivg.it/2012/07/abusi-su-ragazzina-a-pietra-ligure-don-fusta-prosciolto-ricorso-in-cassazione/

  • Processo al parroco del Pantano. Parla il brigadiere che raccolse la denuncia della donna

    Processo al parroco del Pantano. Parla il brigadiere che raccolse la denuncia della donna

    Giovedì, 12 Luglio 2012 10:54
    Scritto da Frabrizio Di Vito

    POTENZA – “Don Antonio Meliante telefonava a casa della signora diverse volte al giorno, spesso anche di notte”.

    A parlare è il brigadiere che raccolse la denuncia di una signora di Pignola contro il parroco del Santuario della Madonna del Pantano di Pignola. Il carabiniere è stato ascoltato ieri mattina in aula, alla ripresa del processo a carico del sacerdote, accusato di violenza sessuale e molestie ai danni di una sua parrocchiana. I fatti incriminati risalgono al 2007, quando, secondo l’accusa, i due intrapresero una relazione sentimentale andata avanti per almeno un anno. Ad un certo punto, però, la donna, sposata con figli, avrebbe deciso di interrompere quella scottante relazione extraconiugale. Da quel momento per lei sarebbe cominciato un incubo: il giovane parroco, infatti, avrebbe cominciato a perseguitarla, minacciando la donna di raccontare tutto al marito se non avesse continuato a stare con lui. Don Antonio avrebbe tempestato, per almeno un anno, la donna di telefonate e messaggi. In una delle prime udienze del processo che si sta celebrando davanti al collegio del tribunale di Potenza, il pubblico ministero Sergio Marotta aveva chiesto ed ottenuto l’acquisizione dei tabulati telefonici relativi alle conversazioni tra il parroco e la giovane donna. Ed è proprio su quei tabulati che ieri mattina il brigadiere dei carabinieri ha risposto alle domande del pubblico ministero. Il periodo analizzato attraverso i tabulati va dall’aprile del 2008 al marzo del 2009. “Le telefonate partivano dal cellulare in uso al parroco verso il numero fisso dell’abitazione dove viveva la signora”, ha commentato il carabiniere in aula. Per undici mesi, quindi, il parroco avrebbe continuato a cercare la parrocchiana che viveva a poche decine di metri dal Santuario della Madonna del Pantano. Don Antonio avrebbe cercato la donna almeno tre- quattro volte al giorno, ma in alcuni casi il telefono della vittima squillava anche in piena notte. Agli atti del processo, nelle scorse udienze, era stata acquisita anche la revisione della querela. Ad un certo punto, infatti, la donna decise di ritirare la denuncia nei confronti del parroco. Ma a quel punto il processo a carico del sacerdote era inevitabile perchè in casi del genere, le indagini della procura proseguono d’ufficio.

  • Como – Don Marco Mangiacasale subirà processo per abusi su minorenni

    Como – Don Marco Mangiacasale subirà processo per abusi su minorenni

    La Procura di Como ha deciso di non fare sconti nemmeno davanti a un sacerdote e ha così deciso che Don Marco Mangiacasale subirà un prospetto per presunti abusi su minorenni. Non è la prima volta che emergono sospetti sulla condotta di un sacerdote, ma raramente si era arrivati a decidere di mettere in atto un processo come capiterà presto a Don Marco Mangiacasale, sacerdote di 48 anni arrestato lo scorso 7 marzo con l’accusa di violenza sessuale continuata nei confronti di alcune ragazzine minorenni che frequentavano la sua parrocchia. Secondo il testo che ha portato all’accusa nei confronti di Don Marco e formulato dal sostituto procuratore di Como Simona De Salvo i fatti sarebbero iniziati nel 2008 e continuati fino a poco prima del suo arresto a dimostrazione di un comportamento non isolato.
    Un ruolo importante nella vicenda l’avrà ora però anche l’ex economo della Diocesi di Como, che ha già avuto diversi contatti con le famiglie delle presunte vittime e che si occuperà non solo da aiutarle a superare quanto vissuto ma anche di stabilire quale possa essere il risarcimento migliore nei loro confronti. Sarà quindi ora compito del sacerdote cercare di difendersi da un accusa certamente infamante, ma che lascerà un segno indelebile nelle piccole vittime.
    Fonte MILANO

  • Don Vito Caradonna trasferito a Santa Ninfa. È bufera

    Don Vito Caradonna trasferito a Santa Ninfa. È bufera

    Venerdì 06 Luglio 2012 00:56
    Non sta passando vita facile don Vito Caradonna, il prete 38enne marsalese raggiunto da un divieto di dimora a Marsala, sotto processo per tentata violenza sessuale e indagato per truffa.

    Caradonna non potendo stare a Marsala è stato trasferito a Santa Ninfa. I cittadini però non hanno preso di buon occhio la presenza del prete. E si è scatenato il putiferio.
    Caradonna è stato sospeso da amministratore parrocchiale ma può comunque svolgere tutte le attività che competono il suo ministero. Prima di prendere servizio a Santa Ninfa, il prete della parrocchia “Cristo risorto”, don Franco Caruso, ha informato sia il consiglio pastorale parrocchiale che il sindaco Paolo Pellicane dell’arrivo di Caradonna.
    Ai cittadini però la cosa non è andata giù. E i malumori in questi giorni sono cresciuti. Sul gruppo Facebook della città parecchi utenti non le hanno mandate a dire né a Caradonna né a chi ha deciso di stanziarlo a Santa Ninfa. Parole pesanti per il sacerdote che si sta difendendo nel processo in cui è imputato per tentata violenza sessuale ai danni di un ragazzo maggiorenne. Tant’è che lo stesso Caradonna è intervenuto su Facebook tentando di difendersi dai commenti degli utenti che sapevano di processo sommario. Prima cita l’articolo 595 del codice penale, quello sulla diffamazione: un avviso ai naviganti. Poi cita alcuni passi del Vangelo “con la misura con cui giudicate, sarete giudicati voi in cambio”. Alla fine decide di non rispondere più: “ai posteri l’ardua sentenza”.
    L’ex parroco della chiesa di San Leonardo, ha sempre respinto tutte le accuse avanzate da Paolo L.C., il ragazzo marsalese che lo ha portato in tribunale. Lo accusa di averlo invitato a casa e di avergli offerto un caffè con del sonnifero per poi aver tentato di violentarlo. I fatti risalgono al 2005. “Nulla di vero – ha sempre replicato la difesa di Caradonna – perchè non ha senso mettere del calmante in una sostanza di per sè eccitante come il caffè”. Per la difesa la vittima si sarebbe inventata tutto: vuole solo spillare soldi al prete. “La rettoscopia effettuata – dichiara il legale – ha dimostrato che l’accusatore di Don Vito non ha mai subito violenza di alcun tipo”.
    Caradonna è inoltre indagato per appropriazione indebita, truffa e circonvenzione di incapace, da qui è partito il divieto di dimora a Marsala. Secondo gli inquirenti Caradonna si sarebbe fatto dare da un ex militare in congedo con problemi psichici la somma di 70 mila euro per spenderli ai Gratta e vinci.