Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    Scritto il 04/2/12 • Categoria: Attualità,Cronaca
    Perugia, il vescovo Bassetti: «Presto mi pronuncerò sul sacerdote accusato di abusi sessuali»

    di Francesca Marruco

    Non si è tirato indietro il vescovo Monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, che sabato mattina in occasione della festa del patrono san Francesco di Sales ha incontrato i giornalisti e ha parlato autonomamente anche delle «questioni difficili e dolorose per la comunità ecclesiastica». E’ stato il presule ad annunciare che ben presto prenderà una decisione sul sacerdote perugino accusato di abusi sessuali su cui sta indagando una commissione appositamente istituita in Curia. Intanto il sacerdote non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, e non è stato interrogato né dalla commissione religiosa né dalla magistratura ordinaria.

    La vicenda del sacerdote denunciato per abusi Il sacerdote perugino era stato denunciato da alcuni ospiti delle comunità di recupero da lui gestite che hanno detto di essere stati molestati e abusati da lui. Dal momento in cui la notizia è divenuta di pubblico dominio il prete si è autosospeso e si è ritirato in un posto sconosciuto ai più. La vicenda emerse con un servizio della trasmissione Le Iene a cui fecero seguito le denunce dei giovani, italiani e stranieri. «L’anno trascorso –ha detto il presule – è stato denso di avvenimenti mondiali e locali. Anche la nostra città di Perugia è stata al centro di quel carosello mediatico che insegue ovunque i fatti eclatanti della cronaca, specie della cronaca nera. Anch’io, mio malgrado, sono stato fatto oggetto di attenzione mediatica, per un triste caso di cronaca in cui sarebbe coinvolto un nostro prete diocesano».

    La commissione sta terminando il suo lavoro «Come bene sapete – ha sostenuto ancora l’arcivescovo – è stata costituita una commissione diocesana di indagine, che sta portando a compimento il proprio lavoro, in modo che io possa pronunciarmi su tutta la vicenda in modo sereno ed equo. Il campo di indagine è stato assai ampio. Il lavoro è stato svolto con competenza, coscienza e grande delicatezza». La relazione conclusiva della commissione dovrebbe arrivare entro la fine del mese di febbraio. Poi l’incartamento passerà al vescovo, che, in base ai dati raccolti, dovrà decidere come comportarsi nei confronti del sacerdote che potrebbe essere sospeso o ridotto allo stato laicale nel caso in cui, per la commissione, le accuse fatte risultino vere. «Certi miei silenzi erano voluti – ha detto ancora il vescovo – non ero spaventato dalle “Iene”, volevo meditare».

    Le comunità del sacerdote «Ci sono circa duecento persone che vivono in sei case di accoglienza( gestite dal sacerdote indagato, ndr) – ha detto ancora il presule a questo proposito : cinque in Umbria e una in Kosovo. La nostra Chiesa le apprezza, le sostiene e le segue con grande attenzione, sempre più in esse deve crearsi il calore della famiglia. E’ vero che, i tempi camminano rapidamente e tutto può essere migliorato, perfezionato e aggiornato, ma, direbbe il filosofo Bergson anche se il fiume sulla superficie sarebbe ghiacciato, nel suo interno scorre una corrente di energia e di vita. Basta poi il tepore della primavera per far sparire tutto il ghiaccio».

    Grazie per la correttezza Il presule ha anche ringraziato « per la sobrietà e la sostanziale correttezza con cui avete seguito i casi di cronaca nei quali sono state coinvolte, purtroppo, persone di Chiesa e che tanta sofferenza hanno procurato alla comunità ecclesiale».

    Amanda e Raffaele, se innocenti, bene assoluzione Il presule su richiesta dei giornalisti ha anche parlato del processo ad Amanda e Raffaele: «Cosa resta della pressione mediatica del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito? Posso dire che la legge ha dovuto esprimersi con quello che aveva in mano – ha risposto – . Nelle persone più semplici c’erano altre attese. In occasione della sentenza ho avuto modo di dire che se erano stati incarcerati ingiustamente è giusto rallegrarci per la ritrovata libertà, ma restano aperti degli interrogativi e la sofferenza per una famiglia che ha perso la propria figlia, Meredith».

    La neve una volta non avrebbe fatto notizia Monsignor Bassetti ha ricordato infine che san Francesco di Sales andava in giro per le case dei calvinisti e infilava sotto le porte dei volantini che faceva stampare lui con il commento del Vangelo e una piccola catechesi. «Adesso la comunicazione è cambiata – ha detto -, tutto fa notizia e con i nuovi messi è velocissima. Questa nevicata una volta non avrebbe fatto notizia, era una cosa normale, oggi finisce in cronaca. Siamo frastornati dalle notizie e spesso non riusciamo a comprendere cosa è importante. Da qui l’invito di papa Benedetto XVI di riflettere sul rapporto tra parola e silenzio. Due momenti che si devono integrare, se si escludono la comunicazione si deteriora. Il silenzio è ascolto dell’altro».

  • Morto il cardinale Bevilacqua, protettore di preti pedofili, Definì l’omosessualità un’aberrazione e un male morale. Ma non è finito in galera

    Morto il cardinale Bevilacqua, protettore di preti pedofili, Definì l’omosessualità un’aberrazione e un male morale. Ma non è finito in galera

    Esteri – 09 Marzo 2011 – 08:49
    Pedofilia, Usa: sospesi 21 sacerdoti

    Il provvedimento è scattato perchè 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni erano ancora impegnati nei loro incarichi pastorali

    L’arcidiocesi di Filadelfia ha sospeso dai loro incarichi Ventuno preti accusati di abusi sessuali nei confronti di minorenni sono stati sospesi dall’arcidiocesi di Filadelfia che, con 1,5 milioni di fedeli, è la sesta comunità cattolica più grande degli Stati Uniti. Il provvedimento è scattato dopo che un gran giurì aveva trovato in febbraio 37 preti accusati di condotta impropria verso i minorenni ancora impegnati nei loro incarichi pastorali. Dopo il verdetto del grand giurì l’arcidiocesi aveva designato una ispettrice esterna con l’incarico di esaminare la situazione dei 37 preti menzionati dal gran giurì; le indagini hanno quindi portato alle denunce nei confronti di un ex sacerdote e di un insegnante, che avrebbero aggredito due ragazzi. Una delle vittime avrebbe denunciato anche il cardinale Anthony Bevilacqua, che al tempo degli abusi era il capo dell’arcidiocesi, perchè avrebbe taciuto per non esporre l’istituzione allo scandalo.

    www.essenzialeonline.it/esteri/Pedo…doti_22668.html

    Usa, morto cardinale Bevilacqua, fu indagato per abusi minori

    Philadelphia (Pennsylvania, Usa), 1 feb. (LaPresse/AP) – È morto a 88 anni il cardinale di Philadelphia in pensione, Anthony Bevilacqua, noto per essere stato al centro di un’indagine per abusi sessuali su minori, in cui non fu però mai accusato formalmente. È stato a capo dell’arcidiocesi di Philadelphia, in Pennsylvania, dal 1988 al 2003. La portavoce dell’arcidiocesi, Donna Farrell, spiega che Bevilacqua è deceduto questa notte nel sonno al seminario San Carlo Borromeo di Wynnewood, dove abitava. Da anni combatteva contro la demenza e una forma di cancro. Due gran giurì di Philadelphia lo avevano indagato in relazione a denunce di abusi su minori, presentate contro decine di preti della sua arcidiocesi. Recentemente, il 30 gennaio, un giudice di Philadelphia lo aveva dichiarato in grado di testimoniare al processo, nonostante la demenza che secondo gli avvocati gli avrebbe reso impossibile la testimonianza. Nel 2002 finì nuovamente sotto accusa quando definì l’omosessualità “un’aberrazione e un male morale”. Era andato in pensione nel 2003.
    Pubblicato il 1 febbraio 2012

  • All’indomani del patteggiamento di don Nello Giraudo

    All’indomani del patteggiamento di don Nello Giraudo

    SAVONA. All’indomani del patteggiamento di don Nello Giraudo Rete L’Abuso chiede la sospensione della nomina a Cardinale per Domenico Calcagno e il Processo Canonico per i 4 Vescovi savonesi.

    Un anno con la condizionale, senza carcere, per don Nello Giraudo il prete savonese accusato di molestie sessuali ai danni di decine di minori; ad incastrarlo è stato un giovane scout. I fatti risalgono al 2005 e non sono quindi andati in prescrizione.

    “Più che una condanna – si legge in una nota de l’Abuso – sembra una assoluzione visto che dalla cronaca del giornale che da la notizia non si fa cenno ad alcun tipo di obbligo nei suoi confronti, tipo seguire una terapia riabilitativa o l’astenersi dal frequentare luoghi frequentati da bambini. Nessun addebito ai vescovi che hanno formato questo prete e che lo hanno tenuto in servizio così a lungo. Questa la sentenza che ha nuovamente violentato le vittime di don Nello Giraudo, che insieme ai legali dell’associazione annunciano battaglia”.

    “E’ partita questa mattina, indirizzata a Benedetto XVI, alla CEI e alla Congregazione dei Vescovi – prosegue la nota – la richiesta di sospensione della nomina di Domenico Calcagno a Cardinale e la richiesta di Processo Canonico per gli ultimi quattro Vescovi savonesi accusati non solo dalle vittime, ma anche da alcuni sacerdoti della Diocesi di Savona, nonché dallo stesso Giraudo di aver consapevolmente coperto reati di pedofilia a danno di decine di minori”.

    E’ Francesco Zanardi, portavoce dell’associazione che accusa in particolare gli ultimi due Vescovi, l’attuale segretario dell’APSA Domenico Calcagno che verrà nominato Cardinale il prossimo 18 febbraio e Vittorio Lupi, attuale Vescovo di Savona.

    “Nel 2011 segnalai più volte – dichiara Zanardi – insieme all’allora Economo della Diocesi di Savona, al neo Vescovo Domenico Calcagno diversi casi di pedofilia, ma senza che questo prendesse alcun provvedimento, neppure cautelativo. Situazione che si sarebbe potuta sicuramente evitare”.

    “Lo stesso Giraudo denuncia che i Vescovi – incalza Zanardi – erano al corrente della sua situazione, ma non sono mai intervenuti, se non quando costretti dalla magistratura. All’inizio dell’estate del 2011 denunciai alla Magistratura, al Vescovo e al Priore dell’abazia l’anomala (in quanto la Diocesi, pur non avendo saputo produrre documenti probatori, sostiene che Giraudo sia ridotto allo stato laicale) e pericolosa presenza del Giraudo all’interno del convento dei frati Benedettini di Finalpia, ma nessuno prese provvedimenti, fino a due mesi fa quando alcuni genitori del finalese mi contattarono per denunciare la presenza del Giraudo, preoccupati perché oltre alle attività catechistiche che si svolgono all’interno del convento, che il mercoledì sfiorano la presenza di circa 120 minori, adiacente c’è una scuola elementare ed un asilo”.

    I legali dell’associazione sono ora intenzionati ad aprire un procedimento civile chiedendo anche alla Magistratura savonese e alle autorità Vaticane di accertare le responsabilità della Curia.

  • Pedofilia: prima udienza per l’ex seminarista Alfano, Don Seppia a febbraio

    Pedofilia: prima udienza per l’ex seminarista Alfano, Don Seppia a febbraio

    Genova. A quasi dieci mesi dall’arresto di Don Riccardo Seppia, il parroco della chiesa di Santo Spirito di Sestri Ponente, finito in carcere con l’accusa di abusi su minore e cessione di sostanze stupefacenti, parte domani il processo con rito ordinario a carico di Emanuele Alfano, ex seminarista e amico del sacerdote, arrestato cinque giorni dopo, il 19 maggio 2011, nell’ambito della stessa inchiesta per induzione alla prostituzione minorile continuata e favoreggiamento e detenzione di materiale pedopornografico.

    Alfano, che al momento dell’arresto stava per imbarcarsi come croupier su una nave da crociera, fu incastrato dal racconto di due minori di 17 anni che avevano ammesso di aver avuto rapporti sessuali con lui e con don Seppia. Secondo il racconto dei due, raccolto dai carabinieri del Nas di Milano, da cui è partito il filone di inchiesta, i rapporti venivano consumati in cambio di soldi.

    Per l’accusa l’ex seminarista avrebbe contattato due minori via internet e li avrebbe presentati a Don Seppia, e avrebbe anche agevolato lo scambio di telefonate tra Don Seppia e le sue presunte vittime. Ad Alfano sono stati negati gli arresti domiciliari.

    Diverso invece il percorso giudiziario per Don Seppia: l’ex parroco ha scelto il rito abbreviato con prima udienza programmata per il 14 febbraio. Attualmente si trova ancora nella speciale sezione sex offenders all’interno del carcere di Sanremo, dove fu trasferito il 23 maggio su sua richiesta in seguito a epidodi di insulti e minacce all’interno del carcere di Marassi.

    http://www.genova24.it/2012/01/pedofilia-prima-udienza-per-lex-seminarista-alfano-don-seppia-a-febbraio-26142/

  • Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    Abusi su una bambina: sotto processo in tribunale l’ex parroco di Segariu

    CAGLIARI. Un tentativo di baciarla sulla bocca, poi di palparle il seno, infine la mano afferrata saldamente per costringerla a toccargli i genitali: da una parte Raimondo Meloni, ex parroco di Segariu con esperienze passate a Uta e Arixi, nella parte della vittima una bambina che quel giorno – era il 16 giugno 2009 – aveva appena dieci anni. Ieri si è aperto davanti ai giudici della prima sezione del tribunale il processo al sacerdote accusato di violenza sessuale su minore infraquattordicenne e la ragazzina, con le porte dell’aula chiuse al pubblico, ha risposto alle domande del pm Guido Pani confermando quanto accadde quell’estate.  Racconto semplice, nella sua indiscutibile gravità: lei si trovava nella piazza della parrocchia, a Segariu. Bussò alla porta della sagrestia, forse voleva parlare col sacerdote. Lui, don Meloni, le aprì e subito manifestò le sue intenzioni: la afferrò, cercò di baciarla sulla bocca, poi il resto. La bambina non si perse d’animo e tentò di divincolarsi, di sfuggire alla stretta del reliogioso che appariva colto da un impulso irrefrenabile. Alla fine riuscì a liberarsi e a correre verso casa, davanti allo sguardo del parroco che probabilmente in quell’attimo si rese conto di quello che aveva fatto e delle conseguenze che avrebbe avuto. La bambina tornò a casa sconvolta e raccontò tutto alla madre. Da quel momento l’episodio diventa un caso giudiziario: i carabinieri indagano e trasmettono un primo rapporto alla Procura della Repubblica. Il pm Sandro Pili sente la piccola vittima secondo le procedure, in forma protetta e sotto la vigilanza di una psicologa infantile. Il racconto della bambina è preciso, circostanziato, non sembrano emergere contraddizioni e zone d’ombra. Mentre don Meloni viene prontamente mandato in pensione dall’arcivescovo Giuseppe Mani l’inchiesta volge alla conclusione e l’ormai ex parroco di Segariu finisce a giudizio. Viene difeso dall’avvocato Sebastiano Cheri e fin dal primo momento ha sempre negato di aver messo le mani addosso alla ragazzina. Quella di ieri era la seconda udienza del dibattimento, ma la prima era saltata perché la vittima non si è presentata e neppure alcuno tra i familiari. Il processo andràò avanti il 23 febbraio con l’esame della madre e di altri parenti della bambina, che dovranno riferire al tribunale presieduto da Massimo Poddighe i particolari della vicenda, raccolti nel corso delle indagini.  L’ex parroco di Segariu rischia una condanna da sei a dodici anni, ma la scelta del rito ordinario malgrado gli elementi d’accusa raccolti dalla Procura indica che la difesa ritiene la sua posizione tutt’altro che compromessa. Il sacerdote sarà sentito in aula alla conclusione della fase dibattimentale ed è certo che il suo sarà un racconto alternativo dei fatti accaduti quel giorno, per i quali si trova a dover rispondere di reati gravissimi e ancora più gravi se rapportati al ruolo che don Meloni svolgeva nella comunità di Segariu, dov’era conosciuto anche per le sue esternazioni a volte provocatorie sui metodi educativi da usare coi ragazzi.

  • «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    «Non ho avuto rapporti, solo qualche carezza»

    18/01/2012

    «L’ho accarezzato, ma non ho commesso nei suoi confronti alcuno stupro». Don Sergio Rappo, 59 anni, originario di Nanto, dal 2001 a S. Croce di Schio, è stato interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo. Come previsto dal Concordato fra Stato e Chiesa, il sacerdote è stato ascoltato non in procura ma in Curia a Vicenza. Con lui il suo difensore. Da quanto è trapelato l’indagato avrebbe ammesso dei contatti con il giovane, ma avrebbe negato qualsiasi forma di violenza sessuale. Sarà l’indagine a delineare meglio i contorni di quanto è accaduto. I carabinieri, infatti, proseguono gli accertamenti e non è escluso che nei prossimi giorni ci possano essere sviluppi nell’inchiesta. Se la Curia non avesse spostato il coparroco, probabilmente sarebbe stata la procura a sollecitare qualche misura del genere per evitare che il religioso non solo potesse tornare in contatto con il ventenne, ma anche con altri suoi amici che vengono ascoltati in questi giorni in caserma. Fra l’altro, pare che sia stato proprio uno degli amici del giovane a indicargli l’oratorio come luogo in cui poter svolgere qualche lavoretto retribuito. «Ma mi disse anche – ha spiegato il denunciante – che a lui non pareva una buona idea, perchè il prete avrebbe preteso dei massaggi non meglio definiti». Don Sergio, davanti al magistrato, sarebbe parso molto provato per quelle accuse, e profondamente turbato. Da molti anni il sacerdote lavora a fianco dei giovani, meritandosi la stima di tanti ragazzi e delle loro famiglie, oltre che delle associazioni con le quali collabora. Educatori, animatori e laici che frequentano la parrocchia, oltre a tanti amici sacerdoti, sono rimasti increduli alla notizia di un’indagine nei confronti del prete. Il compito degli inquirenti sarà tutt’altro che semplice. Nel frattempo, è probabile che il giovane si rivolga ad un legale che lo assista nel corso delle indagini e dell’eventuale processo. D.N.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…ualche_carezza/

    IL CASO

    Prete accusato di violenza sessuale
    Allontanato dalla parrocchia
    Lo denuncia un ventenne. Il religioso avrebbe preteso massaggi, carezze e rapporti

    SCHIO— Aveva bisogno di un lavoro e lo ha trovato in parrocchia, accolto da un sacerdote che poi però avrebbe voluto da lui massaggi, effusioni, carezze intime, molto intime, e rapporti sessuali. Un incubo vissuto a dicembre da un ventenne di Schio e raccontato alla famiglia e agli amici che hanno convinto il ragazzo a rivolgersi ai carabinieri per far sapere cosa era successo in quella canonica e per presentare denuncia. La querela è dei primi giorni dell’anno. Uno dei preti che era alla parrocchia di Santa Croce ora è indagato. Interrogato dal pubblico ministero Antonella Toniolo che coordina l’inchiesta – in un confronto che avrebbe portato il religioso a qualche parziale ammissione – il sacerdote è già stato allontanato dalla sua parrocchia. L’intera vicenda spiegata dal giovane ai militari di Schio sarebbe accaduta lo scorso dicembre, dopo aver saputo da un amico che la parrocchia di Santa Croce cercava un aiutante per pulire la chiesa e la canonica. Il ventenne, disoccupato, a quel punto ha pensato di proporsi nonostante l’amico gli avesse riferito di ventilate tendenze omosessuali del prete e ha preso contatto con il religioso 59enne, ottenendo un posto di lavoro che gli mancava da tempo e dieci euro l’ora per le pulizie.

    I primi giorni non ci sarebbero stati problemi. Il sacerdote si era addirittura preoccupato di andarlo a prendere con la sua auto, gli aveva mostrato cosa fare, lo aveva pagato regolarmente. Presto però, il religioso si sarebbe offerto per massaggi al giovane che sarebbe anche stato pagato di più per questo. Massaggi subiti, racconta il ventenne, senza avere la forza di reagire. Ma i massaggi, poi, non sarebbero più stati sufficienti. Il sacerdote avrebbe infatti chiesto con insistenza carezze intime, sopra i pantaloni e poi dentro. La avrebbe pretese e ricambiate. Ma non bastava ancora. La vigilia di Natale le avances più pesanti. Il religioso avrebbe chiesto al giovane (che agli amici e alla famiglia ha detto di sentirsi soggiogato da quel prete) di recarsi in oratorio al pomeriggio per spostare alcune sedie, assieme ad un secondo ragazzo.

    La violenza si sarebbe verificata nel momento in cui il prete è riuscito a rimanere solo con il 20enne. Il religioso lo avrebbe immobilizzato, costretto ad essere sodomizzato e poi obbligato a non dire nulla a nessuno.Quella violenza, però, avrebbe dato la forza al ventenne di interrompere il lavoro in canonica e di raccontare quello che gli stava succedendo. Dopo la denuncia, sono iniziate le indagini per capire cosa sia successo al ragazzo e se ci siamo altre vittime di quel sacerdote accusato di violenza sessuale. Nelle scorse settimane al comando dei carabinieri di Schio sono stati sentiti numerosi residenti del quartiere, sia famiglie che ragazzini, alla ricerca di eventuali testimonianze su episodi simili. La parrocchia, dal canto suo, non ha voluto commentare.

    Andrea Alba
    18 gennaio 2012

    http://corrieredelveneto.corriere.it/venet…912682154.shtml

    mercoledì 18.01.2012 ore 11.06


    «Già da tempo giravano strane voci Ora si faccia chiarezza sul suo conto»

    LE REAZIONI. Parrocchiani increduli. Stupore fra gli animatori dell’Azione cattolica ma c’è anche chi non si sorprende

    18/01/2012

    Un uomo alto e dal fisico possente. Aspetti che uniti al colletto sacerdotale potevano per certi versi offrire un’immagine rassicurante, come lo è stato per parecchi decenni di servizio sacerdotale. Un’immagine positiva che il religioso dava di sè e che è compromessa (la verità emergerà dall’aula) alla luce della clamorosa inchiesta. Don Sergio Rappo, sacerdote presente nella parrocchia di Santa Croce da una decina d’anni, avrebbe avuto un lato “oscuro” che nessuno poteva immaginare. Ma su questo punto le posizioni divergono, perché c’è chi sostiene che il sacerdote si è sempre comportato correttamente.
    Certo, dalle testimonianze raccolte tra i residenti, fedeli e commercianti del quartiere, è emerso che già da un paio d’anni circolavano voci sul suo conto, ma erano rimaste tali, senza che vi fosse mai stata una segnalazione da parte di presunte vittime. In più di un’occasione il sacerdote sarebbe stato gentile nei confronti di alcuni giovani parrocchiani, avvicinandoli con una certa facilità, e questo aveva dato adito a qualche sospetto subito però rientrato. Anche perché tra i suoi incarichi c’era anche quello relativo alla gestione dei gruppi dell’azione cattolica (Acr e Acg), oltre a quelli dei chierichetti e dell’organizzazione della sagra annuale. Per questo quelle indiscrezioni negative erano rimaste allo stato di chiacchiera.
    Come la presunta violenza sessuale subita la vigilia di Natale dal ragazzo ventunenne, anche le altre ipotizzate molestie, sulle quali i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze per verificare l’attendibilità, si sarebbero verificate all’interno delle mura dell’oratorio, in un ambiente ritenuto da genitori e fedeli teoricamente “protetto”.
    Il sospetto, da provare, è che il sacerdote avrebbe allungato le mani in altre occasioni, come durante i campi estivi organizzati ogni anno dalla parrocchia. «Era ora che questa faccenda saltasse fuori – ha dichiarato un parrocchiano accigliato -. Già da qualche tempo si sentivano strane voci, speriamo che ora venga fatta chiarezza e soprattutto giustizia».
    «Sapevamo di qualche divergenza d’opinioni con l’altro parroco, don Alessandro Burati – hanno affermato alcuni clienti in un negozio di via Strasseggiare – ma su questioni organizzative, non certo per cose così gravi, di cui onestamente non sapevamo nulla».
    Da alcuni giorni don Sergio non è più presente in parrocchia e dal consiglio pastorale di Santa Croce fanno sapere che è partito per degli esercizi spirituali. Tra le ultime attività svolte dal sacerdote ce n’è anche una relativa alla 26^ Giornata mondiale della gioventù di agosto. In quell’occasione il prete accompagnò una quarantina di giovani del vicariato di Schio per una veglia di preghiera al Santuario del Summano.
    Stupore da parte del mondo dell’Azione cattolica. «Ci sembra incredibile – affermano alcuni animatori -. Abbiamo sempre lavorato bene con don Sergio, e si è sempre dimostrato affidabile. Questa notizia ci lascia davvero sbigottiti»

    Silvia Dal Ceredo

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…_sul_suo_conto/

    Cappellano militare e responsabile dei gruppi giovanili
    IL PERSONAGGIO. La figura del sacerdote

    18/01/2012

    Il capitano Massimo Ferrari e il luogotenente Sergio Asciolla| Don Rappo benedice il Famila

    Don Sergio Rappo, sacerdote di 59 anni, prestava servizio pastorale nella chiesa di Santa Croce da una decina d’anni, al fianco dell’altro parroco della comunità, don Alessandro Burati di una decina d’anni più vecchio, ma già da circa un anno si vociferava su un suo presunto spostamento dovuto ad una redistribuzione voluta dalla Diocesi.
    Tra le varie attività parrocchiali di cui si occupava c’erano anche quelle relative ai settori giovanili, come i gruppi dell’azione cattolica in oratorio, quelli per l’organizzazione della sagra annuale o ancora i chierichetti per le celebrazioni delle messe.
    Dai fedeli viene descritto come un uomo energico, preciso,dai modi a volte un po’ duri e diretti. Caratteristica particolare sarebbe la sua attenzione, definita da alcuni “maniacale”, per la pulizia e l’igiene, manifestata più volte e con toni severi in occasione della preparazione di pranzi parrocchiali.
    Da diversi anni inoltre don Sergio Rappo era entrato in contatto con il Famila Basket, per il quale benediceva la squadra ad ogni inizio stagione, visto che il Palacampagnola si trova nella parrocchia di S.Croce.
    Risulta inoltre iscritto all’Associazione nazionale cappellani militari d’Italia. S.D.C.

    http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…uppi_giovanili/

  • Segariu. Minore accusa

    Segariu. Minore accusa

    Da L’Unione Sarda del 13 gennaio 2012 pagina 33

    Per tre volte il processo era saltato perché non si era presentata a testimoniare, per cui è stata accompagnata in aula dai Carabinieri. Quando però la tredicenne che accusa l’ex parroco di Segariu, don Raimondo Meloni di aver tentato di abusare di lei si è seduta di fronte ai giudici del Tribunale di Cagliari, non si è certo tirata indietro. Anzi ha ripetuto il racconto che aveva fatto tre anni fa ai carabinieri, ribadendo ogni singola virgola. “Ha tentato di baciarmi e di toccarmi, ma io sono riuscita a fuggire”.

    Un’udienza molto tesa, che si è svolta a porte chiuse e non si è esaurita con la deposizione della ragazzina. Dopo di lei sono state interrogate infatti anche la madre e la sorella, che avevano raccolto le sue confidenze. E – almeno secondo la difesa, rappresentata dall’avvocato Sebastiano Cheri – dalle loro testimonianze sarebbero emerse alcune incongruenze.

    La vicenda risale all’estate del 2009 quando la presunta vittima, che all’epoca aveva dieci anni, dopo essersi confidata con la mamma e la sorella, bussò dai carabinieri per denunciare il tentativo di violenza subito il 16 giugno da parte del parroco dell’epoca. Stando al racconto della bambina, approfittando di un momento in cui erano rimasti da soli, il religioso avrebbe tentato di baciarla in bocca, palpandole il petto e afferrandole la mano per costringerla a toccare le sue parti intime. Lei però reagì, riuscendo così a scappare. Un racconto choc, che fece subito scattare l’inchiesta della Procura, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Pili, capo del pool che si occupa dei reati sessuali.

    La bambina era stata interrogata più volte dal magistrato inquirente per valutarne la credibilità. Col risultato che alla fine dell’inchiesta il PM aveva chiesto e ottenuto dal GUP il rinvio a giudizio di don Meloni, che si è sempre proclamato innocente e che nel frattempo è stato pensionato dalla Curia, proprio a causa di questa vicenda. Il processo proseguirà il 23 febbraio.

    www.diocesidicagliari.it/aspxPages/…c.aspx?idSac=92

    MELONI don Raimondo
    sacerdote diocesano

    Nato a: Sanluri il 22/02/1942
    Ordinazione: Cattedrale di Cagliari il 29/06/1967
    Titolo di studio: Licenza in Teologia

    Incarichi attuali:

    Note: Pensionato.

    Incarichi precedenti
    Dal Al denominazione Note
    09/08/1996 11/09/2010 Parroco S. GIORGIO MARTIRE Segariu Parrocchiale.
    01/11/1970 01/08/1996 Parroco BEATA VERGINE ASSUNTA Arixi Parrocchiale
    01/09/1967 01/11/1970 Vicario S. GIUSTA VERGINE MARTIRE Uta Parrocchiale.

  • Cagliari, violenza sessuale su una bimba Al via processo a ex parroco settantenne

    Cagliari, violenza sessuale su una bimba Al via processo a ex parroco settantenne

    Cagliari, violenza sessuale su una bimba
    Al via processo a ex parroco settantenne

    Davanti ai giudici del Tribunale di Cagliari è cominciato il processo all’ex parroco di un paese sardo, R. M., di 70 anni, accusato di violenza sessuale nei confronti di una bimba di 10 anni.

    Davanti al collegio della seconda sezione penale dei Tribunale la vittima delle presunta violenza ha rinnovato le accuse nei confronti del prelato messo in pensione dalla Curia dopo lo scoppio del caso. Sentita a porte chiuse, la bimba che ora ha 12 anni, ha risposto alle domande del pubblico ministero Guido Pani e del difensore del sacerdote, Sebastiano Cheri. Secondo l’accusa, due anni fa il parroco avrebbe palpeggiato la bambina di 10 anni nei pressi della canonica, cercando anche di baciarla senza riuscirci. L’ex parroco non era presente in aula. Dopo la deposizione della presunta vittima, il presidente Massimo Poddighe ha aggiornato l’udienza al 23 febbraio prossimo.

    Venerdì 13 gennaio 2012 07.54

    www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/249584

  • Germania. Prete pedofilo confessa 280 abusi: “Bimbi erano daccordo”, Li portava a Disneyland e a messa per violentarli

    Germania. Prete pedofilo confessa 280 abusi: “Bimbi erano daccordo”, Li portava a Disneyland e a messa per violentarli

    Succede in Germania, abusi su tre bambini – Prete pedofilo al processo: ‘Credevo i bambini fossero d’accordo’

    Sul suo pc sono state ritrovate migliaia di foto a sfondo pornografico: tra queste, anche quelle delle sue vittime.

    Padre Andreas è un sacerdote 46enne di Salzgitter che si trova sotto processo a Braunschweig, Bassa Sassonia: è accusato di avere commesso oltre 280 abusi sessuali su tre minori che preparavano la comunione. Un caso che riporta in superficie il fenomeno della pedofilia anche all’interno della chiesa.

    Incredibile la giustificazione che il prete ha dato durante il processo, una frase ripetuta più volte: “Non ho mai avuto l’impressione che i bambini non fossero d’accordo”. Ma come si può parlare di bambini consenzienti? Minori, che non sanno distinguere ancora il bene dal male, ciò che è giusto e ciò che non lo è?

    “Non avevo alcuna intenzione di avvicinarmi a loro sessualmente, ho davvero perso la testa”, ha detto ancora Padre Andreas. Sul suo pc sono state ritrovate migliaia di foto a sfondo pornografico: tra queste, anche quelle delle sue vittime.

    Il sacerdote ha cominciato nel 2004 a importunare i giovianissimi ragazzini. Il primo è stato un bambino di 9 anni, che l’uomo di chiesa invitava addirittura a dormire nel suo letto. Lo “comprava” con regali costosi, come una macchina fotografica digitale, un computer, un cellulare di ultima generazione. E intanto continuava con gli abusi.

    Nel 2005 Don Andreas prende di mira due fratellini, di 9 e 13 anni: dopo che una delle due vittime ha raccontato tutta alla madre, la donna lo ha denunciato e il prete è stato arrestato.

    http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/…accordo%20.html

    13 gennaio 2012

    Le violenze si ripetevano fin dal 2004, tre piccoli hanno subito più di 280 abusi in meno di una decina d’anni

    Ha ammesso di avere abusato di quei tre bambini per 280 volte nell’arco di otto anni. Un prete cattolico tedesco di 46 anni imputato presso la corte di Braunschweig, in Bassa Sassonia, ha confessato sperando in una sentenza più clemente.

    VACANZE PERICOLOSE – AndreaS L., questo il nome dell’uomo, ha raccontato alla corte che le violenze sui minori, di età compresa tra i nove e i quindici anni, si sono ripetute a partire dal 2004. Le tre vittime, due fratelli e un altro bambino che si preparavano alla prima comunione, sono state abusate in numerose occasioni. Compresi alcuni viaggi che il prete aveva organizzato al parco di divertimenti di Disneyland, vicino Parigi, a Salisburgo e in Egitto. Ma la maggior parte delle violenze sarebbero avvenute nella parrocchia dei Santi di Salzgitter-Lebenstedt – anche immediatamente prima della messa -, dove il prete cattolico era impegnato e dove, in alcune occasioni, le giovani vittime avevano trascorso la notte.

    L’INDIGNAZIONE – “La cosa peggiore è che ha sfruttato la loro fiducia”, ha attaccato in aula Klaus Ziehe, capo-procuratore di Braunschweig, secondo quanto riportato dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung. L’imputato ha risposto di non essersi reso conto di aver recato danni ai bambini. “Non ho avuto l’impressione che non volesse”, ha aggiunto prima di tacere di fronte alla domanda del procuratore sul perchè un bambino di nove anni avrebbe dovuto avere interesse ad atti sessuali. Tra il pubblico presente al dibattimento alcuni parrocchiani, che hanno reagito con sdegno alla lettura delle accuse contro il religioso, molto ben voluto dalla comunità prima che si scoprissero gli abusi.

    L’ALLONTANAMENTO DALLA CHIESA – Andreas L., che si trova agli arresti domiciliari dalla scorsa estate, in aula ha preferito tenere nascosto il viso dietro una cartellina. Per ottenere la piena confessione dei reati commessi, dopo alcune parziali ammissioni, la procura di Braunschweig gli ha assicurato che la pena non sarà superiore ai sei anni e mezzo di carcere. Dopo gli scandali pedofilia degli anni passati, il caso di Andreas L. potrebbe assestare un altro colpo alla fiducia dei fedeli. Secondo uno studio recente 180mila cattolici tedeschi hanno lasciato la chiesa nel 2010, il 40% in piu’ rispetto all’anno precedente. (ANSA)

    http://www.giornalettismo.com/archives/188…i-a-disneyland/

  • Vallo della Lucania. Processo Suor Soledad: condannata la suora ad 8 anni di reclusione

    Vallo della Lucania. Processo Suor Soledad: condannata la suora ad 8 anni di reclusione

    Appena emessa la sentenza di primo grado per il caso di Vallo della Lucania: condannata ad 8 anni di reclusione la suora peruviana accusata dal 2006 di atti sessuali a danno di circa 30 bambini dell’istituto religioso Santa Teresa di Vallo della Lucania.

    E’ quanto si apprende dall’avvocato Suadoni, parte civile per una delle famiglie dei minori. In seguito all’incidente probatorio durante il quale i minori sono stati sentiti in aule protette e in videoconferenza da neuropsichiatri infantili c’è stato il rinvio a giudizio e l’inizio del processo.

    Sono stati ascoltati circa 200 testimoni che avrebbero confermato gli abusi sessuali compiuti a danno dei minori  da parte di Suor Soledad e dopo aver sentito il testimonio della difesa, tra i quali spicca il nome del criminologo Bruno, è arrivata la sentenza di primo grado con la quale il collegio di Vallo della Lucania avrebbe condannato parzialmente Soledad ad 8 anni di reclusione e a 16 mesi due suore, suor Romana e suor Agnese, per favoreggiamento personale.

    Assolto il muratore con formula dubitativa e assoluzione piena per il fotografo, anch’essi coinvolti nella vicenda.

    Inoltre, su 21 persone costituite parte civile solo a 10 è stato riconosciuto un risarcimento dei danni dal tribunale con una provvisionale di 10.000 euro anche per quanto riguarda le spese legali.