Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Ratisbona

  • Coro di Ratisbona, 547 bambini vittime di violenza. La relazione choc

    Coro di Ratisbona, 547 bambini vittime di violenza. La relazione choc

    Più che raddoppiati i casi accertati secondo l’avvocato incaricato di indagare sugli abusi

    Berlino, 18 luglio 2017 – Oltre 500 bambini vittime di abusi nel luogo che più doveva tutelarli, il coro di una chiesa. E’ un numero choc che emerge dalla relazione dell’avvocato Ulrich Weber sui fatti accaduti nel corso di decenni nel coro del Duomo di San Pietro, la più grande chiesa Cattolica di Ratisbona (in Baviera), diretto per trent’anni dal fratello di Papa Ratzinger. Stando al documento divulgato dai media, 500 bambini hanno subito violenze corporali, e 67 anche violenze sessuali. Secondo Weber 49 colpevoli sono stati identificati: insegnanti ma anche preti. Due religiosi già finiti davanti alla giustizia tedesca: si tratta di un ex docente e vicedirettore dell’omonimo ginnasio-liceo, cacciato nel 1958, e di un ex direttore del convitto condannato nel 1971. Entrambi sono morti nel 1984.

    LO SCANDALO – La vicenda non è nuova. Lo scandalo emerse per la prima volta nel 2010. Ma le dimensioni del fenomeno non erano note. Poi, un anno e mezzo fa, l’avvocato Weber, incaricato dall’episcopato di indagare sulla vicenda, redasse un primo rapporto in cui si citavano oltre duecento casi di bambini picchiati e violentati (ma nell’elenco delle angherie c’è anche la privazione di cibo). L’ultimo aggiornamento, che arriva dopo due anni di indagini, fa salire il numero a 547. Più del doppio.

    COME UN LAGER – “Le vittime hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l’inferno e come un campo di concentramento – si lege nella relazione – Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della sua vita, caratterizzato da paura e violenza”. Verranno risarcite con non più di 20.000 euro.

    IL FRATELLO DI RATZINGER DIRETTORE – Il coro di voci bianchi “Regensburger Domspatzen”, il più antico del mondo, fu diretto dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, tra il 1964 e il 1994. “Se fossi stato a conoscenza dell’eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa (…) mi scuso con le vittime”, disse Georg Ratzinger in un’intervista del 2010 alla stampa tedesca. Nel rapporto di Weber si critica anche “la cultura del silenzio” che ha portato le gerarchie ecclesiastiche a tacere per decenni pur di difendere il buon nome della prestigiosa istituzione, nascondendo. come polvere sotto il tappeto, i fatti di Ratisbona.

    http://www.quotidiano.net/esteri/coro-ratisbona-1.3278131

  • Germania, Coro Ratisbona: 547 bambini vittime di violenza

    Germania, Coro Ratisbona: 547 bambini vittime di violenza

    Secondo il rapporto legale fatto dall’avvocato Ulrich Weber su incarico della Chiesa, 67 subirono anche abusi sessuali. Il fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, è stato direttore del coro per trenta anni, tra il 1964 e il 1994.

    BERLINO – Sono almeno 547 i bambini che, tra il 1945 e l’inizio degli anni ’90, hanno subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona,  il più antico coro di voci bianche del mondo e che fu anche diretto dal fratello del Papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger. A fornire questi numeri è stato l’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sullo scandalo, nel documento finale in cui indica che, tra il 1945 e l’inizio degli anni ’90, 500 bambini e ragazzi subirono violenze corporali e 67 violenze sessuali, in alcuni casi entrambe. L’indagine ha permesso di identificare 49 responsabili, anche se difficilmente ci saranno processi perchè i reati sono prescritti. nel precedente rapporto del gennaio 2016 Weber aveva riferito solo di 231 casi di abusi e maltrattamenti, con stupri, percosse e privazione del cibo.

    Stando al documento, 500 bambini hanno subito violenze corporali, e 67 anche violenze sessuali. Secondo Weber 49 colpevoli sono stati identificati. Per decenni secondo il rapporto si sarebbe creato un “sistema della paura”, con percosse e abusi sessuali. Fra le esibizioni più famose dei Regensburger Domspatzen (i “passeri” del Duomo di Ratisbona fondati mille anni fa), quello per la presa di possesso del titolo di arcivescovo di Monaco del fratello, quello per la visita di Elisabetta II nel 1978 e per quella di Giovanni Paolo II nel 1980.

    “Le vittime – si legge nel nuovo rapporto sulla vicenda – hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l’inferno e come un campo di concentramento. Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della sua vita, caratterizzato da paura e violenza”. Dopo le denunce degli anni scorsi, la diocesi ha iniziato a cooperare con l’inchiesta sugli abusi lo scorso anno e dovrà pagare un indennizzo di 20mila euro a ciascuna vittima, in maggioranza, alunni della terza e quarta elementare.

    Il fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger, è stato direttore del coro per trenta anni, tra il 1964 e il 1994. “Se fossi stato a conoscenza dell’eccesso di violenza utilizzato, avrei fatto qualcosa (…) Mi scuso con le vittime”, disse Georg Ratzinger in un’intervista del 2010 alla stampa tedesca, ammettendo comunque di aver anche lui dato qualche schiaffo durante i primi anni da direttore.

    Nella conferenza stampa l’avvocato Weber ha attribuito a Georg Ratzinger la responsabilità di “aver chiuso gli occhi e non aver preso misure a riguardo”. I principali responsabili delle violenze e degli abusi sono stati individuati nel direttore della scuola e del suo vice, ma nel rapporto si punta il dito contro una “cultura del silenzio” che ha spinto molti della gerarchia ecclesiastica a tacere sulle aggressioni nei confronti dei minori per difendere il nome dell’istituzione.

    Nel rapporto viene poi criticato il modo in cui il cardinale Gerhard Ludwig Müller, che era vescovo di Ratisbona nel 2010, ha gestito la vicenda subito dopo le prime denunce, criticando in particolare il fatto di non aver cercato il dialogo con le vittime.

    Per gli abusi due religiosi erano già finiti davanti alla giustizia tedesca: si tratta di un ex insegnante di religione e vicedirettore dell’omonimo ginnasio-liceo, cacciato nel 1958, e di un ex direttore del convitto condannato nel 1971. Entrambi sono morti nel 1984.

    http://www.repubblica.it/esteri/2017/07/18/news/germania_547_bambini_vittime_violenza_coro_ratisbona-171058045/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

  • Papa Francesco licenzia cardinale Muller: al suo posto Ladaria. Espresso: “Coprì un prete p******o”

    Papa Francesco licenzia cardinale Muller: al suo posto Ladaria. Espresso: “Coprì un prete p******o”

    ROMA – Ancora nel pieno della tempesta scatenata dal rinvio a giudizio per abusi sessuali del cardinale George Pell, Papa Francesco procede con un altro clamoroso ribaltone in Curia. E lo fa in uno dei principali ministeri vaticani, l’ex Santo Uffizio, oggi Congregazione per la Dottrina della Fede, precedentemente affidato al cardinale tedesco Gherard Ludwig Mueller, ritenuto un conservatore. Il Papa non ha rinnovato il mandato a Mueller, il cui quinquennio canonico è scaduto ieri, 2 luglio, preferendogli l’attuale segretario del dicastero, il gesuita spagnolo Luis Francisco Ladaria Ferrer. Quest’ultimo, secondo quanto denunciato da Emiliano Fittipaldi e Giuliano Foschini su Repubblica e l’Espresso, avrebbe coperto un prete p******o a Foggia. Tale don Gianni Trotta, finito sotto processo in Vaticano nel 2009 e condannato alla pena massima: la messa in stato laicale. Ma l’arcivescovo Ladaria e l’allora prefetto Levada ordinarono altresì che “la nuova condizione del sacerdote dimesso non desse scandalo ai fedeli”. Né tantomeno si presero la briga di denunciare il prete all’autorità giudiziaria.

    Il licenziamento di Mueller, 70 anni a dicembre, ex vescovo di Ratisbona e curatore dell’Opera Omnia di Joseph Ratzinger, nominato da Benedetto XVI a capo della Congregazione che custodisce l’ortodossia cattolica il 2 luglio del 2012, è stato comunicato dal Papa all’interessato nell’udienza di venerdì mattina. Dopo di ché la notizia è filtrata su due siti cattolici tradizionalisti negli Usa e in Italia. Mueller era stato confermato al suo posto il 23 settembre 2013 da papa Francesco, che nel suo primo concistoro, il 22 febbraio 2014, lo aveva fatto cardinale (cosa che invece non aveva voluto fare Ratzinger nel suo ultimo concistoro prima della rinuncia).

    In questi anni, però, raramente le posizioni del prefetto della Dottrina hanno coinciso con lo spirito innovatore del Pontefice argentino: il contrasto si è manifestato in modo evidente soprattutto sul duplice Sinodo sulla famiglia, in cui Mueller ha sposato le tesi dei cardinali contrari alle aperture (tra cui lo stesso Pell), e sull’esortazione Amoris Laetitia, a proposito della quale il porporato tedesco non ha mai nascosto la contrarietà a che si desse la comunione ai divorziati risposati al di fuori dei canoni fissati della dottrina e dal precedente Magistero. Un contrasto che non poteva che portare a una separazione, che però Bergoglio ha aspettato a sancire fino alla scadenza del mandato quinquennale del cardinale prefetto.

    Ora nella carica che per 24 anni fu proprio di Ratzinger (e a capo anche della Commissione Ecclesia Dei e della Pontificia Commissione Biblica) siederà l’arcivescovo Ladaria, nato 73 anni fa a Manacor, sull’isola di Maiorca, gesuita come papa Bergoglio, laureatosi in giurisprudenza a Madrid nel ’66 subito prima di entrare nella Compagnia di Gesù. Dopo il dottorato in teologia alla Gregoriana, nell’Università dei Gesuiti è stato docente di teologia dogmatica (oltre che a Madrid) e poi anche vice rettore dal 1986 al ’94. E’ stato membro e poi segretario generale della Commissione teologica internazionale.

    Consultore dell’ex Sant’Uffizio, ne è diventato segretario nel 2008 su nomina di Benedetto XVI. Il 2 agosto dello scorso anno, papa Francesco lo ha nominato presidente della Commissione di studio sul Diaconato delle donne: parlando a Radio Vaticana sottolineò che volontà del Papa è far sì che “il ruolo delle donne sia sempre più valorizzato” in ambito ecclesiale. La Chiesa, diceva, “deve trovare il modo di farsi sempre più presente” e qui “la presenza della donna può essere decisiva”.

    In lui Bergoglio ha visto una personalità in grado di elaborare una teologia più conforme e in linea con la sua idea di “Chiesa in uscita”, con la conversione pastorale e missionaria a cui sprona la comunità ecclesiale. Magari meno rigida sui principi e più attenta alle persone, in particolare alle esigenze specifiche di chi più è in difficoltà. Dovrà essere meno duro, meno sordo e meno intransigente di quanto non sia stato Muller. E sui p******i?

    http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/papa-francesco-licenzia-cardinale-muller-al-suo-posto-ladaria-espresso-copri-un-prete-pedofilo-2717742/

  • GERMANIA: CRESCE IL NUMERO DEGLI ABUSI SUI MINORI A RATISBONA, 422 I CASI

    GERMANIA: CRESCE IL NUMERO DEGLI ABUSI SUI MINORI A RATISBONA, 422 I CASI

    In Germania lo scandalo degli abusi sessuali sui minorenni a Ratisbona, nel coro di voci bianche, è più grande di quanto si pensasse fino a ora. Sono 422 i casi emersi nel corso dell’inchiesta e si sono verificati tra il 1953 e il 1992. A partire dal 1964 il direttore del coro è stato padre Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI. La Chiesta ha deciso di indennizzare le vittime con una cifra che va dai 5mila ai 20mila euro.

    “C‘è stato un riconoscimento. Ora so che non sono più quello che sta danneggiando la reputazione di un vescovo, ma una persona alla pari degna di rispetto. Non importa quale sarà l’esito. La cosa fondamentale è che c‘è stata un’ ammissione di responsabilità”, dice una delle vittime.

    Nel 2010 il vescovo di Ratisbona aveva ammesso di essere a conoscenza di abusi fisici e psicologici nel coro, un fatto sempre negato da Georg Ratzinger. Tolleranza zero verso i sacerdoti colpevoli è stata promessa sin dall’inizio da Papa Francesco. Il 7 luglio del 2014, per la prima volta in Vaticano, Papa Francesco ha incontrato privatamente un gruppo di vittime.

    http://it.euronews.com/2016/10/12/germania-cresce-il-numero-degli-abusi-sui-minori-a-ratisbona-422-i-casi

  • Raffica di abusi durante le cresime

    Raffica di abusi durante le cresime

    Una denuncia fa scoprire episodi «vecchi» di mezzo secolo in Bassa Sassonia

    «Sei stato vittima di abusi sessuali tra il 1965 e il 1976?». La singolare e inquietante domanda è contenuta in una mail che i vertici della diocesi tedesca luterana di Grafschaft Schaumburg, in Bassa Sassonia, hanno inviato a oltre trecento persone che si cresimarono cinquant’anni fa. Non è il primo caso in Germania. Era accaduto anche nel 2010 in Baviera. Gli ultimi episodi venuti alla luce dopo mezzo secolo sono emersi grazie alla denuncia di un uomo che, nel cinquantesimo anniversario della sua cresima (considerata dai protestanti un rito ma non un sacramento), ha raccontato come il sovrintendente, una carica paragonabile a quella del vescovo, tentò all’epoca di abusare di lui.

    «Vi sono ragioni di credere che l’ex sovrintendente, morto nel 1990, abusò di altre persone sotto la sua protezione», si legge nella mail che l’attuale sovrintendente, Andreas Kuehne-Glaser, ha inviato a 320 uomini e donne che si cresimarono nel periodo compreso fra il ’65 e il ’76, esortando altre eventuali vittime a venire allo scoperto. Il passo è stato lungamente meditato dopo la denuncia dell’ex cresimando, che è arrivata lo scorso settembre. «Per decenni la chiesa evangelica si è rifiutata di vedere e reagire di fronte a chi abusava del suo dovere di protezione», si legge nella mail, dove si sottolinea come ora sia stata presa la decisione «di accettare le nostre responsabilità e rifiutarci di cancellare le esperienze del passato».

    Sei anni fa esplose il caso del coro di Ratisbona, in Baviera. Il vescovo della città, Gerhard Ludwig Müller, ammise abusi sessuali nell’ambiente del celebre gruppo canoro, all’epoca in cui esso era diretto dal fratello dell’allora Papa Benedetto XVI, che però si disse estraneo e del tutto all’oscuro della vicenda. Il vescovo lo scrisse in una lettera ai genitori dei coristi pubblicata sul suo sito internet, nella quale spiegò di «essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali (…) negli anni Cinquanta» da parte del direttore del convitto dell’epoca, che fu condannato e successivamente morì. Gli abusi sarebbero stati compiuti tra il 1958 e il 1973. Il fratello di Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger (all’epoca ottantaseienne), è stato alla guida dello storico coro del duomo di Ratisbona dal 1964 al 1993.

    Secondo altre fonti, i responsabili degli abusi sessuali sarebbero stati due religiosi, ambedue morti nel 1984, che per questo sarebbero stati anche condannati a pene detentive. Uno era un ex insegnante di religione e vice direttore della scuola frequentata dai coristi, rimosso nel 1958 dall’incarico. Anche l’altro religioso era stato per alcuni mesi direttore del collegio annesso al ginnasio del coro del duomo, prima di essere condannato nel 1971.

    Prima dello «scandalo del coro», erano stati destituiti due monaci dell’abbazia benedettina di Ettal, sempre in Baviera. Al seminario dei cappuccini a Burghausen furono stati compiuti abusi nei confronti di tre giovani allievi tra il 1984 e 1985, secondo quanto affermò nel 2010 padre Josef Mittermaier, allora responsabile provinciale dei cappuccini bavaresi. Lo scandalo tedesco è iniziato con una raffica di denunce, arrivate a quasi 200 unità, a carico di sacerdoti del collegio dei gesuiti Canisius di Berlino. I vescovi tedeschi chiesero pubblicamente perdono e offrirono la loro disponibilità a collaborare con la giustizia, istituendo un apposito ufficio guidato dal vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann.

    Marzio Laghi

    http://www.iltempo.it/esteri/2016/05/24/raffica-di-abusi-durante-le-cresime-1.1542677

  • GEORG RATZINGER ERA A CONOSCENZA DEGLI ABUSI AI BAMBINI DEL CORO DI RATISBONA

    GEORG RATZINGER ERA A CONOSCENZA DEGLI ABUSI AI BAMBINI DEL CORO DI RATISBONA

    Almeno 231 i casi di abusi fisici ai bambini del coro di Ratisbona, condotto per trentanni dal fratello di Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

    L’indagine dell’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla diocesi di far luce sulla vicenda degli abusi ai bambini del coroDomsplatzen, di Ratsbona, rivela che sono231 i casi di maltrattamenti e violenze sessuali inflitte durante quattro decenni ai piccoli membri del coro di questa città della Baviera. Quello stesso coro condotto per 30 anni dal fratello di Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

    Weber avrebbe scoperto che tra il 1953 e il 1992, circa un terzo degli alunni del coro e della scuola adiacente subirono una qualche forma di abuso fisico, dalle percosse alla privazione di cibo. Ha intervistato decine delle vittime e i responsabili dell’istituzione, arrivando alla conclusione che in almeno 40 dei 231 casi registrati ci fu violenza sessuale, “dalle carezze fino allo stupro”, ha dichiarato l’avvocato al quotidiano BBC Mundo. Ha, inoltre, aggiunto che 50 vittime hanno riferito di 10 responsabili, “la maggior parte dei quali già morti”. In ogni caso non sarebbero stati condannati perchè i reati sono ormai caduti in prescrizione.

    Johan Meier, il principale responsabile

    Johan Meier, morto poco dopo essersi ritirato, è stato direttore della scuola adiacente al coro tra il 1953 e il 1992, anno in cui andò in pensione e secondo l’avvocato Weberè stato il principale responsabili degli abusi. Nel 2010 il compositore tedesco Franz Wittenbrink raccontò al quotidiano Der Spiegel che la sera Meier era solito “portare due o tre bambini tra gli 8 e i 9 anni nella sua stanza”, offriva loro del vino e po li puniva. In un’occasione venne accusato di aver colpito un bambino con uno sgabello fino a romperglielo sulla spalla.

    “Si trattava di un ingegnoso sistema di sadiche punizioni legate al piacere sessuale”, ha dichiarato il compositore.

    Georg Ratzinger ne era al corrente

    Il fratello maggiore dell’ex Papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger,  condusse il coro dal 1964 al 1994, periodo nel quale si è registrato l’apice del numero degli abusi; per questo Weber ritiene che non poteva esserne all’ oscuro.Nel 2010, in pieno…… continua 

  • Abusi sui minori e Chiesa Cattolica

    Abusi sui minori e Chiesa Cattolica

    di Matteo Cresti

    Ciclicamente spuntano nuovi casi di abusi su minori da parte di sacerdoti e consacrati della Chiesa Cattolica. Fenomeno a macchia di leopardo, che per decenni è stato coperto dalle autorità ecclesiastiche, per opportunismo, lassismo o alle volte accondiscendenza, e che negli ultimi trent’anni è emerso sempre di più alla luce del sole, grazie alle voci delle vittime, alla pressione mediatica, e alle conseguenti spinte riformatrici di Ratzinger e Bergoglio.

    Questa volta a tornare alla ribalta su alcuni quotidiani è il caso di abusi nella diocesi di Ratisbona, in Germania. Diocesi famosa per uno sfortunato quanto mal interpretato discorso di papa Benedetto XVI, e per essere stata la “sede operativa” del meno famoso di lui fratello Georg, che vi avrebbe diretto il coro delle voci bianche, “Il Coro dei Passeri” come è chiamato, dal 1964 al 1994.

    Secondo quanto dichiarato dal Ulrich Weber l’avvocato della diocesi e del coro, che è stato incaricato di seguire i fatti, sarebbero ben 231 le vittime di abusi, da collocarsi tra il 1953 e il 1992, di cui una cinquantina sarebbero di natura sessuale, dalla semplice molestia fino allo stupro. Gli abusi sarebbero avvenuti sia all’interno del coro, che in due scuole primarie ad esso collegate.

    Anche il fratello del papa emerito, come già si supponeva, è coinvolto in questa storia di abusi, che però non sarebbero di natura sessuale. Egli si difende, ammette di aver picchiato con degli schiaffi i cantori che facevano delle cattive performance, ma poi sottolinea che questo era un costume dell’epoca, comune e condiviso nelle famiglie e nelle scuole.

    Weber però sostiene che non si sarebbe trattato solo di una qualche botticella occasionale, quanto piuttosto di un metodo impiegato su larga scala, e che anche grazie alla severità del monsignore e alla sua autoritarietà, avrebbe instaurato un clima di terrore e subordinazione.
    In ogni caso anche se ci fosse davvero un reato, ormai esso risulta prescritto. Altra cosa sono invece gli abusi sessuali, del quale mons. Georg Ratzinger dice di non aver mai saputo e sospettato nulla.

    Ancora troppo spesso emergono casi si questo genere, nugoli di vittime che reclamano giustizia per i comportamenti dissennati di un sacerdote, e la compiacenza dei suoi superiori. Ma è normale che sia così, perché la chiesa ha favorito un clima omertoso, che ha nascosto questi carnefici per decenni. Purtroppo per tanto tempo l’aura di sacralità che avvolgeva gli istituti religiosi, il potere che essi rivestivano, e il senso di vergogna che hanno contribuito a diffondere hanno fatto sì che solo oggi le vittime abbiano trovato il coraggio di raccontare ciò di cui erano state vittime.

    Il caso di Ratzinger, dunque non è di per sé né nuovo né presenta degli aspetti eccezionali, se ne continua a parlare solo perché coinvolge il fratello del pontefice non più regnante. Altrimenti, come tanti altri casi, sarebbe già finito nel dimenticatoio. Sfortunatamente, perché le vittime avrebbero tutto il diritto di essere ricordate, e noi dovremmo ricordare il fenomeno, perché ci rammentiamo di sorvegliare, sempre. Per ora, infatti, in Italia mancano grandi inchieste collettive, come questa della diocesi di Ratisbona o quelle delle diocesi statunitensi. Non che non ci siano mai stati violenze sessuali ai danni di bambini e giovani, magari, quanto piuttosto perché permane il clima di vergogna e di sudditanza. Né sono mai nate commissioni d’inchiesta ad hoc, come in altri paesi.

    Ed è proprio su questo che dovremmo riflettere. La pedofilia è orribile tanto che la commetta un prete o un elettricista. Le percosse certo non sono un bell’atto, ma ricordiamo che in alcuni di questi casi esse risalgono agli inizi degli anni ’50, da parte di sacerdoti che ad occhio e croce saranno nati nei primi del ‘900, che hanno visto la crudeltà delle due guerre mondiali e del nazismo, e che i metodi educativi dell’epoca erano quelli che erano.

    Non che si debba relativizzare a tutti i costi, un atto non può cambiare la sua natura a seconda del tempo e del luogo in cui è commesso, però è anche vero che fino a qualche decennio fa anche i nostri maestri elementari entravano in classe con la bacchetta (per la quale qualche vecchio docente prova ancora nostalgia). Un’altra cosa ancora è istaurare un clima di terrore o di sottomissione psicologica, ma anche questo è stata (e talvolta è) pratica corrente.

    Insomma bisognerebbe chiederci perché talune cose fanno notizia e altre no. Perché alcuni fatti, altrettanto gravi o interessanti, finiscono nel dimenticatoio, e alcuni non ricevono nemmeno l’onore di essere menzionati, ed altri invece sono sempre sulla cresta dell’onda. Se i giornalisti, come ama definirli la nostra direttora, devono essere i “cani da guardia del potere” non indagano anche se questo, vengono meno alla loro professione.

    Il giornalismo ha avuto un grande merito nel portare a galla tanti abusi, nel dare la voce alle vittime, che non hanno mai avuto uno spazio per poter raccontare la loro vicenda, ha contribuito a creare un clima di accusa e inchiesta, che ha costretto la Chiesa Cattolica a correre ai ripari e a prendere la situazione sul serio.

    Ma il giornalismo italiano dove è? Perché si riduce a raccontare una vicenda, che ha poco di nuovo, solo perché uno dei coinvolti è il fratello del papa emerito? Perché il giornalismo italiano non indaga sui crimini della chiesa italiana? Forse che la vicenda di Nuzzi e Fittipaldi, sebbene in modo diverso, ci continua a dire, che in Italia non siamo ancora pronti per fare “i mastini” contro la chiesa?

  • Ratisbona, abusi sessuali sui bambini del coro del Duomo, oltre 200 casi

    Ratisbona, abusi sessuali sui bambini del coro del Duomo, oltre 200 casi

    La vicenda venne alla luce nel 2010, ma solo oggi è stato rivelato il numero delle vittime.

    Dal 1953 al 1992 diversi bambini del famoso coro del duomo di Ratisbona sono stati picchiati o hanno subito abusi sessuali da parte di preti o insegnanti della diocesi. La vicenda non è nuova, se ne era parlato nel 2010, quando lo scandalo era venuto alla luce. Quello che non era chiaro era l’entità di questo orrore.

    Oggi Ulrich Weber, l’avvocato incaricato dall’episcopato e dai responsabili del coro di far luce sulla vicenda, ha dichiarato che i casi di abusi sui bambini sono stati almeno 231. Molto superiori rispetto a quanto finora ritenuto: “Le aggressioni di tipo sessuale vanno dalle molestie fino a vere e proprie violenze carnali”, ha spiegato Weber, che si dice convinto che la dimensione reale delle violenze avvenute sia ancora maggiore rispetto a quel che è emerso.

    “Vigeva un sistema di paura”, ha aggiunto. La sua stima è che almeno un terzo dei 2.100 scolari tra il 1953 e il 1992 abbia subito violenze corporali di vario genere. Nel febbraio dello scorso anno, la diocesi diRatisbona aveva comunicato che 72 ex scolari del famoso coro erano stati picchiati con tanta violenza da aver subito lesioni corporali. Ad essi la chiesa aveva offerto un risarcimento economico pari a 2.500 euro ciascuno.

    Nel 2010 il vescovo di Ratisbona aveva ammesso abusi sessuali nell’ambiente del famosissimo coro (che con oltre mille anni di storia, probabilmente è il più antico del mondo). Il periodo degli abusi risale, in parte, all’epoca in cui il coro era diretto dal fratello di papa Benedetto XVI, Georg Ratzinger, che lo ha guidato dal 1964 al 1993. Ratzinger però aveva precisato di non essere a conoscenza di casi di pedofilia.

    In una lettera inviata nel 2010 ai genitori dei ragazzi del coro di Ratisbona, il vescovo sosteneva di “essere venuto a conoscenza di un caso di abusi sessuali (…) negli anni ’50”. “Il direttore del convitto dell’epoca, a quanto ci risulta, è stato condannato. Successivamente è morto”, si legge ancora nel sito del vescovado.

    La diocesi tedesca di Ratisbonaha condotto un’indagine sulla vicenda, con una commissione.

    http://www.panorama.it/news/esteri/ratisbona-abusi-sessuali-bambini-coro-duomo/

     

  • Chiesa e pedofilia, la fortuna di chiamarsi Ratzinger

    Chiesa e pedofilia, la fortuna di chiamarsi Ratzinger

    Pestaggi, torture, violenze. Pedofilia. Per almeno 40 anni i bambini del coro delle voci bianche della cattedrale di Ratisbona in Baviera hanno subito di tutto da alcuni dei loro educatori. In 231 sono stati sottoposti ad abusi di ogni genere al buio delle stanze della storica istituzione fondata nel 975 e diretta per 30 anni fino al 1994 da mons. Georg Ratzinger, fratello del papa emerito Benedetto XVI. Sono le conclusioni dell’inchiesta commissionata dalla direzione del Coro nel 2010 all’avvocato Ulrich Weber rese note venerdì 8 gennaio durante una conferenza stampa a Ratisbona. La notizia è velocemente rimbalzata dall’Europa negli Stati Uniti, dove il New York Times è uscito con un importante articolo, ma senza passare per l’Italia. Nessuna delle grandi testate nostrane le ha degnato la giusta attenzione. Non il Corriere, non Repubblica e nemmeno Vatican Insider de La Stampa. Strano, perché di solito non perdono occasione per sparare in prima anche i sacri starnuti vaticani.

    Secondo una stima di Weber gli abusi potrebbero essere stati molti di più. Un terzo dei giovani che sono passati per il coro tra il 1953 e il 1993 ha affermato di aver subito molestie. Il principale responsabile indicato dagli investigatori è stato Johann Meier, direttore dello studentato del coro dal 1953 fino al suo pensionamento avvenuto nel 1992. Meier è morto improvvisamente in quello stesso anno. Già al centro di un’inchiesta scattata nel 1987 in seguito a numerose segnalazioni Maier era rimasto al suo posto e nessuno intraprese azioni penali nei suoi confronti. Si arriva poi a marzo 2010 quando spuntano rivelazioni che arrivano a sfiorare addirittura monsignor Georg Ratzinger.

    La vicenda esplode dopo la pubblicazione di una lettera sul sito della diocesi di Ratisbona firmata dalla direzione del coro, che si rivolse a genitori, coristi e collaboratori spiegando di essere venuta a conoscenza di un caso di pedofilia avvenuto all’inizio degli anni Sessanta tra i Domspatzen (ovvero i “passeri del duomo”, così viene chiamato il coro famoso in tutto il mondo). Il fatto fu confermato dal vescovo della cittadina tedesca, Gerhard Ludwig Müller, ma non era chiaro se fossero state commesse all’interno del coro oppure in un’altra istituzione. Gli amministratori dei Domspatzen ammisero comunque che c’erano indizi concreti di abusi da parte di Meier. Quanto a monsignor Ratzinger, in un’intervista radiofonica alla BR (Bayerische Rundfunk) il fratello del papa emerito sostenne di non essere a conoscenza di casi di pedofilia commessi all’epoca in cui era direttore. In breve le accuse si moltiplicarono. In una conferenza stampa, il portavoce della diocesi di Ratisbona, Clemens Neck, parlò di «sospetti concreti» nei confronti di due ex direttori delle voci bianche del coro, vicende «che in generale erano già note» in diocesi. Smentendo così l’affermazione di Ratzinger ma nessuno ha mai voluto approfondire. I due religiosi, morti nel 1984, sarebbero anche finiti in prigione per gli abusi commessi. Il primo, un ex insegnante di religione e direttore del collegio, sarebbe stato allontanato nel 1958 mentre l’altro, direttore anch’egli del collegio per alcuni mesi, sarebbe stato condannato nel 1971.

    La responsabile della diocesi di Ratisbona per i casi di pedofilia, la psicologa Birgit Boehm, chiese quindi a tutte le vittime di farsi avanti. «Vogliamo fare un’inchiesta trasparente», disse mons. Neck, annunciando la creazione di una commissione da parte del vescovo Müller. Dal canto suo la Santa Sede, all’epoca guidata da Joseph Ratzinger, in una nota emessa dal vicedirettore della sala stampa vaticana, informò il mondo che «stava prendendo molto sul serio tutta la vicenda dello scandalo di pedofilia in Germania», pur senza intervenire direttamente sul caso Ratisbona (che come è noto non era l’unico). Dunque, mai una riga in Vaticano è stata dedicata ai Domspatzen. Nè dopo l’avvio dell’inchiesta auspicata dalla diocesi, né oggi che si è conclusa. E questo forse spiega perché la stampa italiana rimane muta e quanto sia influente, ancora, Benedetto XVI.

    Federico Tulli

  • I Preti hanno abusato di almeno 231 bimbi del coro di Ratisbona

    I Preti hanno abusato di almeno 231 bimbi del coro di Ratisbona

    Gli atti pedofili si sono consumati tra il 1953 e il 1992

    BERLINO – Dal 1953 al 1992 sono stati almeno 231 i bambini del famoso coro del duomo di Ratisbona picchiati o su cui sono stati compiuti abusi sessuali da parte di preti o insegnanti della diocesi. Lo ha reso noto Ulrich Weber, l’avvocato incaricato dall’episcopato e dai responsabili del coro di far luce sulla vicenda.

    I casi di abusi sessuali nei confronti dei bambini del coro sono stati dunque di molto superiori rispetto a quanto finora ritenuto: “Le aggressioni di tipo sessuale vanno dalle molestie fino a vere e proprie violenze carnali”, ha spiegato Weber, che si dice convinto che la dimensione reale delle violenze avvenute sia ancora maggiore rispetto a quel che è emerso. “Vigeva un sistema di paura”, ha aggiunto. La sua stima è che almeno un terzo dei 2.100 scolari tra il 1953 e il 1992 abbia subito violenze corporali di vario genere.

    Nel febbraio dello scorso anno, la diocesi di Ratisbona aveva comunicato che 72 ex scolari del famoso coro erano stati picchiati con tanta violenza da aver subito lesioni corporali. Ad essi la chiesa aveva offerto un risarcimento economico pari a 2500 euro ciascuno.

    http://www.tio.ch/News/Estero/Cronaca/1065047/I-Preti-hanno-abusato-di-almeno-231-bimbi-del-coro-di-Ratisbona/