Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: riccardo seppia

  • Pedofilia, 9 anni e mezzo a don Seppia La tentata violenza considerata stupro

    Pedofilia, 9 anni e mezzo a don Seppia La tentata violenza considerata stupro

    MILANO – È stato condannato a 9 anni, 6 mesi e 20 giorni, e al pagamento di 28 mila euro don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente in carcere da un anno per pedofilia. Il giudice dell’udienza preliminare Roberta Bossi lo ha condannato per violenza sessuale su minore e per tentata induzione alla prostituzione minorile. Il pubblico ministero Stefano Puppo, che riteneva di poter far equiparare la tentata violenza su minore a una violenza effettiva, aveva chiesto 11 anni e 8 mesi, mentre il legale del sacerdote aveva chiesto l’assoluzione per tutti i capi d’accusa, tranne la cessione semplice di droga.

    NON AVEVA MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO – I capi d’accusa riguardavano, appunto, la tentata violenza sessuale su minore, la tentata induzione alla prostituzione minorile, la tentata cessione di droga a minori e la detenzione di materiale pedopornografico. Per quest’ultimo reato Seppia è stato assolto, mentre il giudice ha accolto il paragone tra la tentata violenza sessuale è la violenza consumata. La violenza riguardava un chierichetto che veniva spesso abbracciato in maniera particolare, o toccato, tutte circostanze ammesse dalla vittima. La cessione di droga riguardava, invece, un ex seminarista.

    «HO SBAGLIATO» – «Chiedo scusa per il mio comportamento morale perchè ho commesso degli sbagli. Ho sbagliato a comportarmi in quel modo». Don Seppia ha voluto, prima della sentenza, chiarire la sua posizione dopo un anno in carcere. L’avvocato, Paolo Bonanni, ha comunque assicurato il ricorso in appello: «Siamo convinti che la pena possa scendere ulteriormente».

    Redazione Online3 maggio 2012 | 14:11

    http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_03/pedofilia-condannato-don-riccardo-seppia-parroco-sestri-ponente_95922bbe-9511-11e1-ad93-f55072257a20.shtml

  • Don Riccardo Seppia

    Don Riccardo Seppia

    3 maggio 2012 Riccardo Seppia

    Genova – Ha chiesto scusa don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente condannato oggi a Genova a 9 anni e mezzo per violenza su minore. Per la prima volta da quando, 12 mesi orsono, fu arrestato dai carabinieri nella sua abitazione di Sestri, l’ex parroco della chiesa di Santo Spirito ha chiesto pubblicamente scusa per il suo «comportamento morale disdicevole». Scusa «per tutti quegli sms» pieni di fantasie erotiche e bestemmie che lui inviava a minorenni,

    chierichetti e non. Davanti al gup Roberta Bossi, e prima di sapere quale sarebbe stata la sentenza nei suoi confronti, don Seppia in aula ha letto questo messaggio: «chiedo scusa per il mio comportamento morale perché ho commesso degli sbagli. Ho sbagliato a comportarmi in quel modo, a scrivere quegli sms».Le scuse non sono comunque bastate ad assolverlo, come chiedeva il suo difensore, Paolo Bonanni. L’ex sacerdote, jeans e giubbotto blu, l’ex parroco è stato condannato a 4 anni, 2 mesi e 20 giorni per violenza sessuale e per tentata induzione alla prostituzione minorile, a 4 anni e 8 mesi per offerte plurime droga, e a 8 mesi per cessione di cocaina, oltre al pagamento di 28 mila euro. Il pubblico ministero, Stefano Puppo, aveva chiesto la condanna a undici anni e otto mesi.

    Completamente rasato, don Seppia ha ascoltato la lettura del dispositivo accanto al suo legale, senza dire una parola: «Parleremo della condanna martedì o mercoledì – ha commentato il difensore – quando lo andrò a trovare in carcere. Adesso aspettiamo le motivazioni per ricorrere in appello».

    L’inchiesta sull’ex parroco era partita da Milano più di un anno fa. I carabinieri dei Nas stavano indagando su un giro di cocaina nei locali frequentati da omosessuali e quasi per caso si sono imbattuti nell’allora parroco di Sestri. Don Riccardo Seppia secondo l’accusa usava la coca per adescare giovanissimi ragazzi di vita, sbandati che per

    pochi soldi e un po’ di droga erano disposti ad avere rapporti sessuali. Rapporti, però, che il parroco proponeva senza mai in realtà consumarli davvero, come emerso durante il processo. A testimoniare in tal senso sono stati sia un ragazzo albanese di 16 anni (più volte hanno concordato un appuntamento, ma all’ultimo momento don Seppia ha sempre disdetto), sia un chierichetto di 15 anni, che ha confessato di aver

    subito in sacrestia `attenzioni particolari´ dall’ex sacerdote. Mai sconfinate, però, nell’atto sessuale vero e proprio.

    Ad inchiodare don Seppia però sono state le intercettazioni. Telefonate a spacciatori ai quali chiedeva «ragazzini dal collo tenero», sms all’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano, anche lui arrestato nell’ambito della stessa inchiesta, in cui l’ex sacerdote raccontava le sue fantasie sessuali con i ragazzini.

    L’unico reato per il quale l’ex parroco è stato assolto è quello di detenzione di 
    Don Seppia è tornato ora nel carcere di Sanremo, nella sezione sex offenders. Dovrà rimanerci per altri otto anni e mezzo, visto che ha già scontato un anno di carcerazione preventiva.secondo i periti del pm e del giudice, i file trovati nel suo pc sarebbero temporanei´, quindi non scaricati volontariamente dal prete.

    Leggi l’articolo completo: Pedofilia – Don Seppia condannato 

  • Pedofilia, nuovo rinvio per don Seppia: ascoltata la polizia postale sui contenuti del computer

    Pedofilia, nuovo rinvio per don Seppia: ascoltata la polizia postale sui contenuti del computer

    Articolo n° 31685 del 19/04/2012 – 09:40

    Pedofilia, nuovo rinvio per don Seppia: ascoltata la polizia postale sui contenuti del computer

    Genova. Era attesa per oggi la sentenza per don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente accusato di induzione alla prostituzione, tentata violenza sessuale e cessione di droga, ma il verdetto è stato rinviato ancora una volta, al 3 maggio.

    Stamattina il giudice Roberta Bossi ha interrogato la polizia postale, che ha analizzato i contenuti del computer dell’ex parroco, e ora dovrà valutare se si tratti effettivamente di materiale pedopornografico e se le immagini siano state scaricate e condivise volontariamente.

    Durante la precedente udienza processuale, il pubblico ministero Stefano Puppo ha chiesto 11 anni e 8 mesi di reclusione e il giudice Bossi ha accolto l’istanza del pm di trasformazione del reato di tentata induzione alla prostituzione in “reato consumato”. Questo non avrà alcuna conclusione sull’entità della pena essendo il processo con rito abbreviato, ma ha come conseguenza la dilatazione della misura cautelare. Don Seppia è tutt’ora detenuto nella sezione speciale del carcere di Sanremo riservata ai “sex offenders”.

    L’avvocato Bonanni, inoltre, in caso di condanna ha dichiarato che ricorrerà in appello proprio sul punto perché a suo avviso, una volta stabilito il procedersi con rito alternativo il capo di imputazione non può più essere cambiato.

    Redazione

    http://www.genova24.it/2012/04/pedofilia-nuovo-rinvio-per-don-seppia-ascoltata-la-polizia-postale-sui-contenuti-del-computer-31685/

  • PEDOFILIA: DON SEPPIA, PM CHIEDE NUOVA QUALIFICA REATO

    PEDOFILIA: DON SEPPIA, PM CHIEDE NUOVA QUALIFICA REATO

    (AGI) – Genova, 19 mar. – Prosegue stamani a Genova il processo a carico di don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente accusato di tentata violenza sessile su minori, cessione di stupefacenti a minori e tentata induzione alla prostituzione minorile. Il pm Stefano Puppo, che aveva gia’ chiesto 11 anni e 8 mesi di reclusione per l’imputato, oggi ha chiesto di qualificare il resto di tentativo di induzione alla prostituzione come reato consumato. Sulla modifica il difensore Paolo Bonanni si e’ opposto alla modifica del capo di imputazione. Il gup Roberta Bossi e’ rientrata in aula dopo un’ora di camera di consiglio. (AGI) Ge1/Mav

    http://www.agi.it/genova/notizie/201203191…qualifica_reato

  • Nascosto scandalo hard nella scuola dei frati

    Nascosto scandalo hard nella scuola dei frati

    Genova – La punta dell’iceberg è una gestione scellerata della cassa del Calasanzio, prosciugata da spese pazze quando era lui ad amministrarla, e la misteriosa sparizione di alcuni quadri della scuola Rubens dalla cassaforte dell’istituto. Fatti su cui adesso indaga la Procura, che ipotizza il reato di appropriazione indebita. Dietro a quegli ammanchi, però, c’era molto di più. Forse lo scandalo sessuale più delicato per la chiesa genovese dopo quello di don Riccardo Seppia, noto ai padri Scolopi da almeno dieci anni, ma coperto fino ad oggi da una lunga catena di silenzi e omissioni.

    Ad accusare padre Gianluca Depretto, 39 anni, fino a pochi mesi fa rettore della scuola cattolica di Cornigliano (oggi sospeso), è una lunga e dettagliatissima denuncia presentata al tribunale ecclesiastico da un ex compagno di seminario molestato all’inizio degli anni Novanta: già allora, si legge nel verbale, il sacerdote «portava in bagno i ragazzi più piccoli». Era il 1992, l’inizio di una carriera nell’ordine che fa dell’insegnamento ai giovani una missione.

    Il muro del silenzio sui comportamenti di un sacerdote «stimatissimo dai superiori» e «adorato dai suoi studenti», viene scalfito per la prima volta da un esposto presentato qualche mese fa da padre Ugo Barani, 72 anni, massima autorità provinciale degli Scolopi. È lui, tramite un legale di fiducia, a denunciare il “buco” lasciato nel bilancio della scuola dall’uomo che ne era l’economo, che avrebbe utilizzato i soldi dell’istituto per fini personali.

    Il racconto è molto preciso. Si parla di carte di credito, conti di grandi alberghi e acquisti da capogiro. Fatti su cui adesso indagano il pubblico ministero Stefano Puppo e il nucleo di polizia giudiziaria genovese. Gli investigatori vengono però tenuti all’oscuro di un’altra segnalazione, rimasta per dieci anni in un cassetto, e di cui oggi si sta interessando in gran segreto il tribunale ecclesiastico. Una denuncia alquanto più imbarazzante, perché adombra il sospetto di molestie sessuali su minorenni di una persona cui gli Scolopi negli anni hanno affidato l’educazione di centinaia di ragazzi. Panni sporchi che forse qualcuno preferiva risolvere in famiglia.

    Marco Grasso
    Matteo Indice

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/03/08/AP2uAo2B-nascosto_scandalo_scuola.shtml

  • Frate accusato di abusi su minori: nuovo caso don Seppia?

    Frate accusato di abusi su minori: nuovo caso don Seppia?

    Genova – E’ una vicenda molto delicata quella che vedrebbe coinvoltopadre Gianluca Depretto, 39 anni, ex rettore dell’istituto Calasanziodi Cornigliano accusato di aver fatto sesso con alcuni ragazzini. Secondo indiscrezioni, le indagini della curia nei suoi confronti sarebbero partite da una vicenda di gestione delle casse del Calasanzio: il buco nel bilancio dell’istituto dopo l’esposto presentato nei mesi scorsi da padre Ugo Barani, 72 anni, considerato la massima autorità provinciale degli Scolopi. Sospetti ammanchi motivati da fini personali, con tanto di acquisti folli, spese eccessive come conti in alberghi di lusso e altro ancora.
    La Procura indaga anche per appropriazione indebita dopo la sparizione di diversi quadri della scuola Rubens.
    Ma successivamente sono emerse strane storie di abusi sessuali su minori. Oltre alla gravità dei presunti fatti in questione, c’è un aspetto che ancora più rabbrividire: una prima denuncia al tribunale ecclesiastico risalirebbe addirittura agli anni ’90: secondo la segnalazione presentata nella denuncia, l’allora giovanissimo sacerdone “accompagnava personalmente i ragazzi in bagno“.
    Un primo verbale che però sarebbe stato tenuto chiuso nei cassetti per tutti questi anni. A Padre Depretto in passato sono stati affidati numerosi minorenni.
    Per il momento su queste vicende non risultano accuse formali, intanto da qualche tempo è stato sospeso dall’incarico della gestione del Calasanzio.
    Se i sospetti venissero confermati, si tratterebbe del secondo caso in pochi mesi relativo ad abusi sessuali su minori. Il primo, davvero gravissimo, è riguarda don Riccardo Seppia, altro uomo di chiesa del ponente genovese finito in uno scandalo di pedofilia e droga.

  • Pedofilia, carcere a don Seppia

    Pedofilia, carcere a don Seppia

    Martedì, 28 febbraio 2012 – 16:11:00
    Don Seppia

    La custodia in carcere e’ “la misura piu’ adeguata ad impedire la prosecuzione dell’attivita’ criminosa”. Cosi’ la quarta sezione penale della Cassazione spiega perche’ ha deciso di confermare il carcere per don Riccardo Seppia, il prete genovese finito in manette nel giugno 2011 perche’ accusato di violenza sessuale ai danni di minorenni e di violazione della legge sugli stupefacenti.

    La suprema corte ha rigettato il ricorso del religioso – a carico del quale e’ gia’ iniziato il processo con rito abbreviato – contro l’ordinanza con cui il tribunale del riesame del capoluogo ligure aveva disposto la custodia in cella. I giudici di piazza Cavour, infatti, hanno condiviso le motivazioni del riesame, rilevando in particolare “la sussistenza di un pericolo di recidiva particolarmente elevato – si legge nella sentenza numero 7772 depositata oggi – in special modo in ordine ai reati a connotazione sessuale alla stregua della spiccata e perversa inclinazione del Seppia a rivolgere le proprie attenzioni omosessuali pedofile nei confronti di giovanissimi frequentatori della parrocchia, come anche ammesso dallo stesso indagato, o comunque di bambini anche dodicenni”.

  • Don Seppia, pm chiede 11 anni e 8 mesi per il prete accusato di violenza su minori

    Don Seppia, pm chiede 11 anni e 8 mesi per il prete accusato di violenza su minori

    Chieste anche sanzioni per 32mila euro. L’ex parroco di Sestri Ponente ha assisitito in silenzio alla requisitoria

    Don Seppia arriva al Tribunale di Genova (Ansa/Zennaro)

    GENOVA – Il pm di Genova Stefano Puppo ha chiesto 11 anni e 8 mesi per don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente arrestato nel maggio scorso con l’accusa di tentata violenza sessuale su minori, plurima offerta di droga anche a minori e tentata induzione alla prostituzione minorile. Il processo è stato aggiornato al prossimo 19 marzo.

    Sanzioni per 32mila euro. Il pm Stefano Puppo ha chiesto per don Seppia, oltre agli 11 anni e 8 mesi di carcere, anche sanzioni a vario titolo per 32 mila euro. L’udienza riprenderà con la parola all’avvocato del sacerdote, Paolo Bonanni. L’ex parroco di Sestri Ponente, che ha assistito all’udienza in silenzio, sta facendo ritorno al carcere di Sanremo. Nel corso dell’udienza di oggi, il gup Roberta Bossi ha respinto la richiesta della radicale Marta Palazzi, che aveva chiesto di costituirsi parte civile in sostituzione del Comune di Genova per una «operazione di trasparenza e pulizia».
    Martedì 14 Febbraio 2012 – 18:23 Ultimo aggiornamento: 18:36

    www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=181433&sez=HOME_INITALIA

  • Pedofilia: domani a Genova via al processo per don Seppia

    Pedofilia: domani a Genova via al processo per don Seppia

    Pedofilia: domani a Genova via al processo per don Seppia
    Si apre domani a Genova, di fronte al gup Roberta Bossi, il processo in abbreviato a don Riccardo Seppia, arrestato nel maggio scorso per avere offerto droga e chiesto prestazioni sessuali a un ragazzo minorenne e avere molestato sessualmente un chierichetto. L’ex sacerdote della parrocchia dello Spirito Santo di Sestri Ponente, risponde di tentata violenza sessuale pluriaggravata per i palpeggiamenti al chierichetto, plrurime offerte di cocaina, anche a minori, offerta di cocaina al complice e amico Emanuele Alfano, tentata induzione alla prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico. Don Seppia e’ difeso dall’avvocato Paolo Bonanni. L’ex seminarista e sodale di don Seppia, Emanuele Alfano, fu arrestato un mese dopo il sacerdote. Ha scelto il rito ordinario. Quattro i capi di imputazione di cui risponde: induzione alla prostituzione minorile; favoreggiamento della prostituzione minorile; prostituzione minorile; detenzione di materiale pedopornografico .

    (13 febbraio 2012)

  • Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    03/02/2012 15.47.56

    Alla Gregoriana, presentazione del Simposio sugli abusi del clero. Intervista con padre Zollner

    E’ in programma questo pomeriggio, alla Pontificia Università Gregoriana, la conferenza stampa di presentazione del Simposio internazionale “Verso la guarigione e il rinnovamento”, un’iniziativa dell’Ateneo rivolta ai vescovi cattolici e agli ordini religiosi, dedicata al tema degli abusi sessuali commessi da chierici. Sugli scopi del convegno – che si svolgerà dal 6 al 9 febbraio alla Gregoriana – Fabio Colagrande ha intervistato padre Hans Zollner, presidente del comitato organizzativo e Preside dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana: RealAudioMP3

    R. – Come Università, affidata dalla Santa Sede alla Compagnia di Gesù, ci siamo posti la domanda sul come possiamo “agire” – e non solo “reagire” – a fronte di questa che il Papa stesso definisce “la piaga aperta nel corpo della Chiesa”. Abbiamo voluto offrire un forum di scambio tra le responsabilità, per persone di autorità nella Chiesa in tutto il mondo.

    D. – Dunque, a chi è rivolto questo Simposio internazionale? Chi saranno i partecipanti?

    R. – Innanzitutto, ci saranno rappresentanti delle varie Conferenze episcopali del mondo, cioè un rappresentante per ciascun Paese o per ciascuna Conferenza episcopale, e siamo molto contenti dell’altissimo numero di adesioni – quasi tutte le Conferenze episcopali invieranno un rappresentante che, in linea di massima, è lo stesso vescovo incaricato proprio di trattare i casi di abuso nell’ambito della rispettiva Conferenza. Poi, una trentina di superiori e superiore generali delle grandi Congregazioni, dei grandi Ordini religiosi. E infine, ci saranno tra 70 e 80 esperti, dal diritto canonico alla psichiatria e alla psicoterapia: persone che già da decenni lavorano con le vittime e anche con le persone che hanno compiuto gli abusi.

    D. – Lo scopo specifico di questo Simposio, padre Zollner, possiamo dire che si ricollega alla Lettera circolare della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicata lo scorso anno e rivolta a tutte le Conferenze episcopali del mondo?

    R. – Sì, e anche agli Ordini religiosi, che debbono presentare alla Congregazione per la Dottrina della Fede un cosiddetto “protocollo” – linee guida – su come trattare i casi di abuso, come gestire la domanda, come trattare gli abusatori, come aiutare le vittime, come dare voce alle vittime e come prevenire meglio. Certamente, la nostra intenzione è anche di dare lo spazio ad uno scambio, perché in tutto il mondo – dal Sud Africa al Brasile e alle Filippine – ci sono tantissime iniziative all’interno della Chiesa per aiutare le vittime e per prevenire l’abuso, di cui il grande pubblico non è a conoscenza. Nemmeno all’interno della Chiesa stessa, a volte, sappiamo del bene che si sta facendo in altre parti del mondo.

    D. – Tra i relatori al Simposio ci sarà anche la testimonianza di una vittima di abuso. Perché questa scelta?

    R. – Certamente, un altro scopo del nostro convegno è dare voce alle vittime ed è molto difficile trovare persone in grado di parlare pubblicamente della loro sofferenza. Abbiamo trovato una signora irlandese che è disposta a parlare di fronte ai partecipanti. Certamente, questo indica una grande svolta, perché anche pubblicamente sarà presente la voce del dolore, della sofferenza: i partecipanti ascolteranno questa voce. E’ un segno molto forte, il fatto che questa persona sia disposta a parlare; sarà accompagnata da una psichiatra inglese che negli ultimi mesi ha ascoltato decine – per non dire centinaia – di persone vittime di abusi in Irlanda: era stata incaricata dalla Chiesa irlandese di ascoltare queste vittime e anche di dare testimonianza di questa esperienza.

    D. – Come è stata, padre Zollner, la collaborazione con il Vaticano nell’organizzazione di questo Simposio?

    R. – Il Simposio è un’iniziativa della Pontificia Università Gregoriana. Però, è chiaro che a Roma, rispetto a questo tema, dobbiamo avere il consenso anche dei dicasteri della Santa Sede. Siamo veramente molto lieti di avere avuto il consenso e anche l’esplicito appoggio soprattutto da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede, come anche della Segreteria di Stato, della Congregazione per i Vescovi, della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, di quella per la Vita Consacrata… Io personalmente sono molto grato a tutte le persone che abbiamo interpellato, a cui abbiamo chiesto consiglio, che abbiamo informato. Tutti ci hanno detto: “Siamo contenti che stiate organizzando questo Simposio”. E questo mi dice che veramente c’è una grande attenzione alla domanda e una grande sensibilità rispetto a ciò che possiamo e dobbiamo fare per cambiar rotta e dimostrare che la Chiesa veramente è sensibile alla questione, che vuole fare il possibile per sradicare il male, per quanto questo possa essere nelle nostre forze, all’interno della Chiesa e anche all’interno della società. (gf) www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=560173

    Pedofilia: il Vaticano si divide alla vigilia del supervertice contro i preti orchi

     

    E la Chiesa torna a confrontarsi sui preti pedofili (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

    Quattro giorni a porte chiuse con la partecipazione dei maggiori esperti internazionali, psicologi, magistrati, vescovi, cardinali e uomini di Curia per discutere della vergogna della Chiesa: lo scandalo dei preti pedofili che ha travolto migliaia di sacerdoti in tutto il mondo (3 mila le denunce presentate in Vaticano, ma i casi rimasti confinati solo a livello locale sono molti di più) con decine di migliaia di vittime.

    Ci hanno pensato i gesuiti della Pontificia Università Gregoriana a organizzare il primo simposio internazionale dedicato al fenomeno (guarda). Non un semplice incontro scientifico né un brainstorming puramente pastorale. Piuttosto un segnale preciso che la Compagnia di Gesù e una delle più autorevoli Università Pontificie hanno voluto lanciare a tutta la Chiesa: la pedofilia è un problema gravissimo e diffuso che rischia di minare il futuro del mondo cattolico, bisogna correre ai ripari con un progetto globale che coinvolga tutte le forze sane della Chiesa.

    Stati Uniti, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Australia, Belgio Messico, Austria, Gran Bretagna, Svizzera e naturalmente anche Italia: la geografia della pedofilia non conosce confini e si allarga ogni giorno di più (ultimo caso eclatante la Chiesa olandese travolta dalle rivelazioni contenute in un rapporto ufficiale sul fenomeno).

    A marzo il Papa andrà in Messico e dovrà fare i conti con le vittime del fondatore dei Legionari di Cristo padre Marcial Maciel Degollado. A maggio scadrà il termine entro il quale gli episcopati nazionali dovranno approvare le misure di prevenzione e di repressione della pedofilia nel clero a livello locale, come previsto dalle norme contro la pedofilia (leggi) varate da Benedetto XVI nel 2010.

    La Pontificia Università Gregoriana ha istituito anche un Centro per la protezione dei bambini che offrirà consulenza e aiuto a conferenze episcopali e congregazioni religiose in tutto il mondo.
    Ma non tutti ai vertici della Curia apprezzano questa mobilitazione. Per il Segretario di Stato Tarcisio Bertone e diversi capi dicastero della Curia, così come per una parte dei vertici della Cei, iniziative come quelle dell’Università Gregoriana rischiano di dare troppo rilievo ad un problema che, sostengono, resta limitato se rapportato alla generalità del clero. In Italia, il cardinale Angelo Bagnasco, travolto dalla vicenda di don Riccardo Seppia a Genova, a maggio renderà noti i codici di comportamento e le norme antipedofilia predisposte dalla Cei ma non ha mai diffuso i dati sui casi accertati di abuso sui minori tra il clero italiano.

    Tuttavia se la Curia si spacca sulle strategie da seguire il Papa sembra ormai deciso a non fare più concessioni ai preti orchi e ha dato il via libera all’iniziativa dei gesuiti.

    ignazio.ingrao
    Venerdì 3 Febbraio 2012