Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • PRETI PEDOFILI: DA RETE L’ABUSO E M5S ARRIVA IN AULA LA PRIMA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE #interrogazionepretipedofili

    PRETI PEDOFILI: DA RETE L’ABUSO E M5S ARRIVA IN AULA LA PRIMA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE #interrogazionepretipedofili

    L’Italia non sa i numeri della pedofilia in tonaca perchè non esiste una banca dati ufficiale degli abusi sessuali sui minori commessi dai sacerdoti.
    Un buco nero per il quale il Governo Prodi aveva stanziato un finanziamento caduto nel vuoto e che Rete l’Abuso cerca di colmare spulciando articoli di giornale e sentenze: “In quindici anni di attività, abbiamo censito qualcosa come 140 preti condannati in via definitiva o reo confessi, e altrettanti indagati o che hanno fatto perdere le proprie tracce”, precisa Francesco Zanardi, Presidente dell’associazione che si occupa delle vittime di abuso offrendo assistenza legale gratuita e che fa da osservatorio sul territorio stilando una mappa, sul modello del registro dei sex offender dell’FBI, con nomi, cognomi e luoghi di residenza dei preti pedofili.

    Un buco nero anche legislativo, quello italiano, che non ha visto intervenire nessuna forza politica e nessun membro del Governo nemmeno dopo lo scandalo scoppiato in Europa nel 2009:  2500 vittime di violenze, avvenute tra gli anni ’40 e gli anni ’80, solo negli istituti ecclesiastici irlandesi.

    L’interrogazione parlamentare (QUI il testo integrale) presentata il 27 novembre scorso al Parlamento italiano dal deputato savonese Matteo Mantero del M5S, è dunque “un passo molto importante per noi perché è la prima pietra posata dal Governo che, in tutti questi anni di scandali, non ha mai fatto nulla” – sottolinea Zanardi che aggiunge: “Rete l’Abuso ha redatto questa interrogazione insieme a Mantero basandosi sulle raccomandazioni rivolte dall’ONU alla Santa Sede nel 2014″. 

    Preoccupata per il rifiuto da parte della Chiesa di collaborare con le autorità giudiziarie e le commissioni d’inchiesta, infatti, la Commissione per i Diritti dei Bambini delle Nazioni Unite chiedeva, in particolare, che la Chiesa rendesse accessibili i propri archivi in modo da poter processare “non solo chi ha abusato ma anche chi ha coperto i crimini sottostando al codice del silenzio imposto ai membri del clero sotto pena di scomunica”.
    Alle raccomandazioni il Vaticano avrebbe dovuto rispondere entro il primo settembre di quest’anno ma, ad oggi, c’è stato solo silenzio.

    È anche per rompere questa omertà che “con l’interrogazione chiediamo al Governo di assumere delle iniziative per promuovere lo scambio di informazioni e introdurre strumenti di cooperazione per prevenire e reprimere gli abusi sessuali commessi su minori dai ministri di culto in Italia” conclude Zanardi che ci tiene a precisare che nascondersi dietro ai Patti Lateranensi è uno specchietto per le allodole perché “la pedofilia non è mica una libertà religiosa”.

    Simona Tarzia

    http://www.fivedabliu.it/2017/11/30/preti-pedofili-da-rete-labuso-e-m5s-arriva-in-aula-la-prima-interrogazione-parlamentare/

  • Visita psichiatrica per l’alto prelato a processo

    Visita psichiatrica per l’alto prelato a processo

    ADELAIDE – Un neuropsicologo visiterà l’arcivescovo di Adelaide (Australia) Philip Wilson, il più alto prelato cattolico al mondo imputato di aver occultato reati di pedofilia commessi da un sacerdote. Wilson, 67 anni, non ha dovuto comparire oggi davanti al tribunale di Newcastle avendo subito l’impianto di un pacemaker 10 giorni fa e sarà esaminato ad Adelaide martedì prossimo per accertare se sia in grado di comprendere il procedimento a suo carico.

    In quello che è visto come un banco di prova per la potenziale incriminazione di altri religiosi accusati di non aver rivelato tali crimini di cui erano a conoscenza, Wilson è passibile di una pena detentiva fino a due anni se condannato per “aver occultato un grave reato perseguibile”.

    Il processo doveva iniziare martedì scorso, ma i suoi avvocati hanno riferito che l’arcivescovo soffre di Alzheimer e ha difficoltà cognitive. Il tribunale ha quindi ordinato oggi che la causa torni in aula mercoledì prossimo per dare al prelato il tempo di viaggiare da Adelaide a Newcastle, se sarà certificato capace di affrontare il processo. In caso contrario, si prevede che il processo sia rinviato fino al prossimo anno.

    Secondo l’accusa Wilson aveva ricevuto informazioni fra il 2004 e il 2006 che il sacerdote della zona di Newcastle James Fletcher, poi deceduto, aveva abusato sessualmente di un ragazzino di 10 anni nel 1971. Informazioni che avrebbero consentito di perseguire legalmente il sacerdote: Wilson però non ne aveva fatto parola con la polizia.

    http://www.tio.ch/estero/cronaca/1176596/visita-psichiatrica-per-l-alto-prelato-a-processo

  • Sensualità, erotismo e dintorni Società, Istituzioni “Preti, frati e giudici. Criminalità e clero nella Repubblica di Venezia”. Giovedì alle “Conversazioni in Taverna” di Liberal Belluno, la presentazione del libro di Sante Rossetto

    Sensualità, erotismo e dintorni Società, Istituzioni “Preti, frati e giudici. Criminalità e clero nella Repubblica di Venezia”. Giovedì alle “Conversazioni in Taverna” di Liberal Belluno, la presentazione del libro di Sante Rossetto

    Appuntamento provocatorio quello che giovedì 30 novembre, alle 18.30, propone Liberal Belluno per le “Conversazioni in Taverna”. Ospite della serata il giornalista e storico Sante Rossetto che, con l’intervento del prof. Andrea Basile, parlerà del suo ultimo libro “Preti, frati e giudici. Criminalità e clero nella repubblica di Venezia”, edito da Canova.

    Il volume analizza i casi di criminalità ecclesiastica dalla metà del Cinquecento ai primi decenni del Settecento. L’autore ha consultato decine di volumi delle sentenze penali emanate dai giudici dell’epoca nei confronti di ecclesiastici coinvolti in azioni criminose.
    Il cattivo comportamento del clero dell’epoca, dai massimi agli infimi gradi, era ben conosciuto ai fedeli e alle autorità che spesso dovevano giudicare crimini e reati compiuti da preti e frati (non suore che erano sottoposte alla autorità vescovile). Il podestà trevigiano era competente, su delega del consiglio dei Dieci, su tutte le podesterie della “Trevigiana” che comprendeva anche la Mestrina e Noale, su Belluno, Feltre, Bassano e Sacile. Sono circa trecento i religiosi finiti davanti ad un giudice per i reati più diversi. Va osservato che soltanto una parte minima finiva in tribunale perché le controversie si componevano prima o con il pagamento alle vittime, quasi sempre poveracci che tacevano per qualche ducato, o con le minacce o per il timore di affrontare persone da cui avevano soltanto da perdere.
    Anche i bellunesi hanno offerto il loro contributo nelle malefatte. Nel 1646 un frate agostiniano da Feltre che, a Vas, sta tentando di violentare una bambina di nemmeno otto anni sola in casa. Anni sessanta del Seicento a Riva d’Agordo. Lucietta, in assenza del marito che lavora a Venezia, è sedotta dal curato. Dall’incontro nasce una figlia che viene uccisa, ma il delitto è scoperto. Nonostante il perdono del marito il prete è bandito per 15 anni dallo Stato veneto e la donna condannata all’ergastolo.
    Storia uguale nel primo decennio del Settecento a S. Vito di Cadore. Antonia, sola perché il marito lavora nella capitale, cede alle avances del prete. Risultato: uccide il figlioletto e deve fuggire con il sacerdote entrambi condannati al bando perpetuo dalla Serenissima.
    I cattivi comportamenti continuano con altri episodi in pieno centro cittadino, a Feltre e ad Alano.
    Uno studio che mette in rilievo le condizioni sociali nello Stato veneto negli ultimi due secoli della sua esistenza. Con un clero troppo numeroso (circa un religioso ogni 150 fedeli) alla ricerca di mezzi di sostentamento, privo quasi sempre di vocazione, dedito ai propri interessi, incurante spesso della cura delle anime. E fu proprio questa situazione una delle condizioni che portarono al desiderio di una Chiesa rinnovata “nel capo e nelle membra” da cui scaturì il concilio di Trento, i cui insegnamenti, tuttavia, furono applicati molto lentamente. Una serata che non annoierà il pubblico.

    “Preti, frati e giudici. Criminalità e clero nella Repubblica di Venezia”. Giovedì alle “Conversazioni in Taverna” di Liberal Belluno, la presentazione del libro di Sante Rossetto

  • Usa, stretta sulla pedofilia, un bollino sul passaporto degli “orchi”

    Usa, stretta sulla pedofilia, un bollino sul passaporto degli “orchi”

    D’ora in poi i pedofili americani saranno identificati come tali anche sul passaporto, per rafforzare la lotta contro il turismo sessuale con minori e lo sfruttamento infantile. Lo rende noto il Dipartimento di Stato, che applicherà una sorta di “bollino” sui documenti di chi ha commesso questo tipo di reati. Il retro del passaporto recherà la dicitur “Il proprietario è stato condannato per un reato di tipo sessuale nei confronti di minori ed è schedato secondo la legge americana”.

    La misura è una risposta alla ‘International Megan’s Law’, approvata dall’allora presidente Barack Obama per frenare lo sfruttamento infantile e il turismo sessuale di minori. Megan Kanka era una ragazzina di sette anni quando fu uccisa nel 1994 da un pedofilo condannato. Lo stesso Dipartimento ha precisato che la dicitura non impedirà di viaggiare all’estero e che riguarda solo i pedofili. Tuttavia i critici hanno affermato che i cittadini americani, così come di altri paesi, sono soggetti alle leggi d’ingresso dei Paesi che intendono visitare, molte delle quali hanno restrizioni nei confronti di coloro che hanno commesso crimini.

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/usa_pedofilia_bollino_passaporto-3341455.html

  • Pedofilia, udienza preliminare a marzo per il cardinale George Pell

    Pedofilia, udienza preliminare a marzo per il cardinale George Pell

    George Pell, il Cardinale di recente accusato di pedofilia, dovrà apparire a marzo 2018 per l’udienza preliminare. Le violenza sarebbero state commesse decenni fa.

    Marzo sarà un mese importante e decisivo per il Cardinale australiano George Pell(76 anni). Per quel mese è infatti fissata l’udienza preliminare di 4 settimane per i reati di pedofilia attribuiti a lui. C’è anche la richiesta di rinvio a giudizio. Le violenze commesse dal Cardinale George Pell avrebbero avuto luogo diversi anni fa, negli anni settanta, ottanta e fine anni novanta primi anni duemila. Ci saranno ben 50 testimoni per chiarire la situazione. Dal 2014, l’uomo è prefetto della Segreteria per l’economia.

    Cardinale Pell accusato

    George Pell è il più importante esponente della Chiesa processato per pedofilia. L’uomo era stato nominato da papa Francesco prefetto della Segreteria per l’Economia nel 2014, ma è tornato in Australia per sottoporsi al giudizio delle autorità civili e difendersi da queste accuse di pedofilia. L’accusa è partita a giugno scorso, e ha sconvolto tutti, papa Francesco compreso. Certo, almeno fino alla fine, George Pell è da considerare innocente.

    Ma l’aria che tire non è buona per lui.

    ll 6 ottobre, il cardinale è comparso di fronte al tribunale di Melbourne, in Australia durante una breve udienza per difendersi alle accuse di molestie e stupro su minori quando era sacerdote a Ballarat, tra il 1976 e il 1980, e arcivescovo a Melbourne, ossia tra il 1996 e il 2001. Sono quindi reati ‘storici’, e sono stati commessi su iù vittime. La corte ha stabilito che George Pell dovrà presentarsi il 5 marzo 2018 per un’udienza preliminare dalla durata, almeno di quattro settimane. Cinquanta testimoni sono stati chiamati all’udienza, al fine di stabilire se ci sono prove sufficientemente decisive per portare George Pell sotto processo.

    Difesa e accusa

    Il Cardinale George Pell ha sempre negato le accuse e proclamato la propria assoluta innocenza. Il suo legale, l’avvocato Robert Richter, ha dichiarato alla corte come fosse “impossibile” che sul soglio di San Patrizio, quello dell’arcivescovo di Melbourne, potesse sedere qualcuno che avesse commesso questi gravissimi crimini.

    Ma secondo l’accusa, Pell avrebbe omesso di collaborare con le forze dell’ordine, insabbiando i casi di violenze sessuali perpetrati nei confronti dei minori da parte di religiosi cattolici della sua diocesi. Inoltre, il Cardinale avrebbe messo in atto il cosiddetto “Melbourne Response”, uno schema di risarcimenti piuttosto bassi per le vittime volto a disincentivare onerose cause giudiziarie contro la diocesi.

    Pedofilia e Chiesa

    Questa è un’altra storia che ci scandalizza, anche se a volte il binomio clero-pedofilia è diventato un po’ un cliché. Non tutti i preti sono pedofili, e nemmeno tutti i pedofili sono preti. Tuttavia papa Francesco ha ammesso le carenze della Chiesa in quest’ambito, dicendo di negare la grazia, il perdono, agli uomini del clero che si macchiano di questo grave reato. Anche la Cei di recente ha deciso di avere un ruolo attivo nella repressione degli abusi sessuali commessi dal clero.

    http://www.notizie.it/udienza-preliminare-george-pell/

  • Pedofilia, solo chiacchiera al Consiglio permanente della Cei

    Pedofilia, solo chiacchiera al Consiglio permanente della Cei

    Proprio il giorno in cui si concludeva il Consiglio Episcopale Permanente della CEI, il 27 settembre, ho cercato di spiegare, in un articolo sul blog “Come Gesù”, la ragione principale del grande ritardo della Chiesa nell’affrontare i crimini compiuti da ministri consacrati a danno di minori. Ne trascrivo alcune righe:
    «Si sarà chiesto il Papa come mai la Chiesa, così attenta alla morale sessuale, così presa da secoli dalla morale sessuale, non si sia mai preoccupata granché del peccato della pedofilia, al punto da non inserire neppure il termine nel Catechismo? Se lo saranno chiesto i fedeli? Perché questo grave peccato è passato quasi sotto silenzio, rispetto ad altri peccati (o presunti tali) sessuali?

    Credo che la ragione principale sia questa: la società, Chiesa compresa, non ha mai dato importanza ai bambini, nel senso che non ne ha mai tutelato i diritti”. E più avanti: “La Chiesa è sempre indietro, almeno su certi temi, rispetto alla società e, riguardo alla morale sessuale è sempre stata ciecamente legata alla Tradizione, all’Antico Testamento e a San Paolo. Nelle Scritture non si fa minimamente cenno al grave peccato della pedofilia. E anche al tempo di Gesù in Palestina la pedofilia non sembra fosse peccato e non sembra fosse reato. Non se ne parla proprio. Gesù, per fortuna,  dà importanza ai bambini, ma per sfortuna non fa mai cenno al peccato della pedofilia. Se ne avesse fatto cenno, forse la Chiesa avrebbe dato importanza a questo peccato, e anziché dedicare ingiustamente diversi paragrafi del Catechismo all’omosessualità, ne avrebbe giustamente dedicato almeno uno al peccato della pedofilia. E forse avrebbe affrontato per tempo i crimini compiuti da ministri consacrati».

    Ed ecco come la Chiesa sta recuperando il grande ritardo. Trascrivo le parole che ho ricevuto or ora da Vittorio Bellavite di “Noi Siamo Chiesa”:  «Al Consiglio Permanente della CEI… sui preti pedofili solo  parole per continuare nell’immobilismo.  Le conclusioni del Consiglio Episcopale sono del tutto deludenti alla luce di quello che riteniamo sia necessario in una situazione di emergenza che nessuno vuole riconoscere. In sostanza sono state scritte solo  parole generiche, poco costose, inutili  e dette altre volte: C’è “l’esigenza di trovare risposte sempre più puntuali ed adeguate” e poi “è necessario un “cambio di mentalità e di atteggiamenti” e via di questo passo.

    E stato istituito un “gruppo di lavoro” per approfondire la questione in ogni suo aspetto e per accompagnare le diocesi inviando “orientamenti e protocolli” . Ma essa non è sufficientemente conosciuta? “Prioritaria è la sfera della prevenzione e della formazione” (impegno che peraltro abbiamo sempre chiesto)  ma allora dobbiamo pensare che in secondo piano venga l’occuparsi dei casi concreti di oggi, delle vittime e dell’allontanamento definitivo e rapido del prete pedofilo dall’ordine clericale? Galantino in conferenza stampa ha detto ai giornalisti di non fare “sensazionalismo” e ha detto, in modo sconcertante,  di non avere i dati quantitativi su tutta la realtà dei preti pedofili. Gli consiglieremo come fonte utile di andare sul sito www.retelabuso.org.

    Quindi si continuerà come prima, con l’iniziativa della magistratura e con il sistema ecclesiastico ripiegato su se stesso che reagisce male e a fatica soprattutto sotto la pressione dei fatti che diventano noti ma senza un ripensamento radicale della propria storia e del proprio modo di essere. La sensibilità per le sofferenze e le cicatrici nel cuore e nella mente di chi è stato offeso è debole sotto la pressione dell’interesse del sistema ecclesiastico a non avere scandali. Ma il Vangelo (Mt 18,7) ci ammonisce: “necesse est enim ut scandala veniant”».
    C’è di che consolarsi. Ma allora la ragione principale è un’altra? Non è quella da me esposta? Semplicemente è l’interesse del sistema ecclesiastico a non avere scandali?

    http://www.affaritaliani.it/cronache/pedofilia-solo-chiacchiera-al-consiglio-permanente-della-cei-501867.html

  • Papa Francesco: «Sulla pedofilia la Chiesa ha affrontato crimini in ritardo»

    Papa Francesco: «Sulla pedofilia la Chiesa ha affrontato crimini in ritardo»

    CITTA’ DEL VATICANO “Sulla pedofilia siamo arrivati tardi”. Papa Francesco abbandona il discorso preparato per l’incontro odierno con i membri della Pontificia Commissione per la tutela dei minori. Senza troppi giri di parole affronta il tema più scabroso, relativo all’atteggiamento di protezione che i vescovi spesso accordavano ai preti orchi pur di non creare degli scandali pubblici che avrebbero leso l’immagine complessiva della Chiesa.

    “La pedofilia è una malattia e dobbiamo mettercelo bene in testa”. Bergoglio aggiunge anche che l’organo competente per risolvere il tema degli abusi, fare processi, istruire fascicoli compete alla Congregazione per la dottrina della Fede. Poi ad un tratto sembra dare una risposta indiretta a Marie Collins, una delle vittime che ora fa parte della commissione pontificia. “E’ vero che ci sono stanti casi di abusi che non avanzano alla Congregazione. Vorrà dire che prenderanno più dipendenti per fare fronte al lavoro”.

    Ha anche aggiunto che la sua linea è chiara: “Non ho mai firmato una grazia per ridurre le pene sugli abusi e mai la firmerò”. Anzi. Papa Francesco ha annunciato che se un abuso di minori è provato e ci sono le prove di colpevolezza, questo è sufficiente per non ricevere i ricorsi da parte della difesa. Infine, punta il dito sulle gerarchie ecclesiastiche perché non sembra abbiano “ancora preso coscienza. E’ grave che alcuni nella Chiesa non lo hanno ancora fatto”.

    http://www.ilmattino.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_pedofilia_crimini_chiesa_vaticano-3253132.html

  • La pedofilia, papa Francesco e le lacrime di coccodrillo

    La pedofilia, papa Francesco e le lacrime di coccodrillo

    AUSTRALIA: I sacerdoti non potranno più usare il segreto del confessionale per evitare di denunciare alla polizia informazioni rivelate su abusi sessuali a danno di minori.

    Questa è una delle 85 raccomandazioni della commissione australiana d’inchiesta sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali su minori, dopo quattro anni di udienze, nel rapporto inteso a rafforzare il sistema penale per assicurare un trattamento più giusto alle vittime di abusi sessuali.

    Si è trattato dell’inchiesta più approfondita sulla pedofilia nella storia dell’Australia dalla quale è emerso che il 7% dei preti cattolici d’Australia è accusato di aver commesso abusi su minori dal 1950 in poi. L’inchiesta è la stessa che ha portato all’incriminazione di uno degli uomini di fiducia voluti da papa Francesco, il suo ministro delle finanze cardinale Gerge Pell accusato non solo di aver coperto gli abusi, ma in alcuni casi di esserne stato anche l’autore.

    Se le raccomandazioni saranno adottate dai governi federali e statali, la mancata denuncia diverrebbe in Australia un reato penale.

    Poche ore dopo, con una tempistica come sempre impeccabile papa Francesco torna ancora una volta a fare sentire la sua voce di denuncia nei confronti dei preti pedofili.

    La pedofilia, una “mostruosità assoluta, un peccato terribile, che contraddice tutto quello che la Chiesa insegna”. La nuova dura presa di posizione è contenuta nella prefazione – pubblicata sulla Bild in esclusiva – che il Pontefice fa per il libro di Daniel Pittet il 57enne svizzero vittima di abusi da parte di un frate dai 9 ai 13 anni.

    Qualcuno mi farà notare che la seconda notizia risponde in modo vago alla prima.

    Infatti confermo e aggiungo che la notizia della prefazione del libro è persino parecchio datata, febbraio del 2017, ma dovendo in qualche modo reagire alla notizia devastante in arrivo dall’Australia e non sapendo bene cosa dire… ecco una bella replica a rilascio ritardato.

    Tornando alla notizia, quella vera, cosa ha di così tanto preoccupante l‘annuncio che arriva da oltreoceano?

    Facendo un piccolo passo indietro, 2014, il Vaticano, in un nanosecondo vide minacciata dall’ONU l’intera politica di insabbiamento dei casi di pedofilia che la chiesa aveva messo su minuziosamente negli ultimi decenni.

    L’ONU infatti, dopo aver condannato pesantemente le politiche criminali ed omissive della chiesa, che avevano non solo permesso, ma grazie ai continui trasferimenti dei preti criminali anche favorito l’abuso di minori affidati alle cure del clero, individuò un punto cruciale nelle responsabilità dei vescovi, ovvero il fatto che in ogni diocesi i sacerdoti non possono denunciare autonomamente questi crimini e che per rispetto gerarchico sono obbligati a segnalare ai propri superiori, rende questi un punto cardine del meccanismo di insabbiamento.

    Per questo motivo l’ONU chiese, unitamente alla chiesa e al Governo Italiano, di modificare quelle parti del concordato che sollevavano i vescovi dall’obbligo della denuncia.

    Una grossa scocciatura per Bergoglio che appena eletto si era dato da subito un gran da fare per inasprire le sanzioni a coloro che violavano la gerarchia e il segreto pontificio, ma tuttavia quelle dell’ONU erano solo raccomandazioni e ricordiamo che comunque l’intera vicenda ONU nacque dal fatto che il Vaticano, quindici anni prima aveva sottoscritto la convenzione per la tutela del bambino, che non ratificò mai, probabilmente pechè sempre in quel periodo esplose lo scandalo dei preti pedofili americani, quindi pensarono che forse era meglio per il momento non mandare alcuna relazione sulla tutela dei minori.

    Ma come ho detto in quel caso erano solamente raccomandazioni, l’ONU non può obbligare nessuno ad applicarle e difatti papa Francesco chiuse, anche se con un pò di irritazione per la cattiva propaganda, ignorandoli.

    Ma la vicenda Australiana, quella si che fa “soffrire” tanto Bergoglio, qui intanto c’è il rischio di un’altra ondata di mega indennizzi alle vittime sullo stile di quello che accadde negli Stati Uniti, e anche se il denaro per la chiesa è lo sterco del diavolo è ben noto a tutti quanto questa ami tenerselo stretto. Ma questo non è l’unico grande “dolore” per Bergoglio, oltre al portafogli la commissione australiana d’inchiesta ha rincarato la dose, non si accontentano come l’ONU che solo i vescovi siano obbligati a rispondere alla giustizia, no chiedono che tutti i sacerdoti siano obbligati a farlo.

    Una scelta apparentemente estrema perchè in realtà è una conseguenza alle negligenze e all’omertà che la chiesa vuole mantenere sui casi di abuso a danno di minori, basterebbe che papa Francesco inserisse come dice il buonsenso e come chiedono tutti da anni, ONU compresa, l’obbligo della denuncia per i vescovi, ed ecco che il segreto confessionale non sarebbe più necessario violarlo. Ma come si dice, è dura avere la botte piena e la moglie ubriaca.

    Questa richiesta è anche il frutto dell’abuso sistematico che da sempre la chiesa fa dei privilegi acquisiti tramite i vari concordati in tutto il mondo, privilegi che hanno un fine religioso, usati invece e spesso con spregiudicatezza dal prelato di turno per fini decisamente poco religiosi.

    Grosso guaio in Vaticano perche questa volta Bergoglio non può fare come sempre bel viso a cattivo gioco in quanto la commissione non ha avanzato la richiesta al Vaticano, che probabilmente l’avrebbe ignorata come  fece con l’ONU, l’ha avanzata alle istituzioni australiane e saranno loro a decidere, non papa Francesco e se le raccomandazioni, come ci auguriamo, saranno adottate dai governi federali e statali, la mancata denuncia diverrebbe un reato penale.

  • Abusi su minori, Mons Raspanti  costituisce commissione interna

    Abusi su minori, Mons Raspanti costituisce commissione interna

    L’istituzione del Vescovo di Acireale per “contribuire alla verità dei fatti”, in merito all’operazione “12 apostoli”. Condanna per chi disorienta i fedeli spacciando per religioso ciò che è perverso.

    ACIREALE (CATANIA) – “Per contribuire alla verità dei fatti” il Vescovo di Acireale Mons. Antonino Raspanti ha costituito una Commissione interna su quanto emerso dall’operazione della Polizia Postale di Catania, coordinata dalla Procura distrettuale etnea, su una comunità di circa 5.000 adepti fondata da un sacerdote deceduto, che il 2 agosto scorso ha portato all’arresto di quattro persone con l’accusa di atti di violenza sessuale commessi su minorenni all’interno di una congregazione religiosa, ‘giustificando’ gli abusi come azioni mistiche spirituali.

    Lo afferma la Diocesi in una nota a firma del direttore Don Marco Catalano nella quale si aggiunge che “quanti ritengono di essere a conoscenza di elementi utili, potranno rilasciare alla Commissione la propria dichiarazione o testimonianza concordandone le modalità scrivendo ad una delle seguentie-mail: vicariogenerale@diocesiacireale.it – cancelliere@diocesiacireale.it.

    La commissione, presieduta dal Vicario generale Mons.Giovanni Mammino, “avrà tra l’altro il compito di raccogliere elementi utili a fare chiarezza sulla eventuale violazione del sigillo sacramentale e su tutto ciò che concerne la materia ecclesiale, morale e dottrinale dei fatti occorsi attorno all’Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente, così da tutelare tutti quei fedeli che hanno subìto un torto o sono stati lesi nei propri diritti”.

    “A seguito dei nuovi, raccapriccianti dettagli appresi dai media in merito all’inchiesta sulla ‘Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente’ di Lavina in Bonaccorsi – sottolinea la nota – la Diocesi di Acireale ribadisce che la natura dell’Associazione in questione è civile, condanna ogni forma di ambiguità tesa a disorientare i fedeli su ciò che può essere definito religioso e ciò che invece appartiene alla sfera della perversione ed esprime ancora una volta dolore e solidarietà verso tutte le vittime, sia in quanto abusate, sia in quanto gravemente ingannate ed offese”.

    “Come previsto dal Codice di diritto canonico al can. 1399 – continua la nota – quanti si macchiano di gravi crimini e danno occasione di scandalo incorrono in pesanti pene canoniche quali l’esclusione dai sacramenti”.

    “Ribadendo piena fiducia nel lavoro della Magistratura – conclude la nota – si auspica che si possa giungere nel minor tempo possibile all’accertamento di ogni responsabilità”.

  • Perché tanti preti sono pedofili?

    Perché tanti preti sono pedofili?

    Abbiamo tutti appreso dalle cronache che tra il 1945 e gli inizi degli anni ‘90 sono almeno 547 i bambini abusati nel coro del Duomo di Ratisbona, il più antico coro di voci bianche del mondo, diretto per trent’anni dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger.

    A fornire il dato sconcertante è stato l’avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sull’ennesimo scandalo che pone seri dubbi sull’attendibilità morale delle autorità religiose. In un documento, egli afferma che, in quel lungo periodo, bambini e ragazzi subirono numerose violenze corporali e ben 67 violenze sessuali. L’indagine ha permesso di identificare 49 responsabili, che, tuttavia, non saranno passibili di processo, essendo, i reati, prescritti. Weber aveva già riferito, in un precedente rapporto del 2016, di 231 casi di abusi e maltrattamenti, con stupri, percosse e privazione del cibo.

    Nel rapporto del legale si attribuisce all’ex direttore del coro, Georg Ratzinger, delle corresponsabilità. In pratica, gli viene rinfacciato di aver fatto finta di non vedere, e di non essere intervenuto nonostante fosse al corrente di tutto quanto succedeva. Per decenni, secondo il rapporto, vigeva un “sistema della paura” e una “atmosfera infernale” che proibiva ai bambini del coro tedesco di ribellarsi alle violenze.

    “Le vittime – si legge nel rapporto sulla vicenda – hanno descritto i loro anni di scuola come una prigione, come l’inferno e come un campo di concentramento. Molti si ricordano di quegli anni come il periodo peggiore della loro vita, caratterizzato da paura e violenza”.

    Al di là di ogni atteggiamento di rabbia e ripugnanza, ci si potrebbe domandare come mai la Chiesa non abbia mai chiarito perché fare il prete non impedisca, o perlomeno non attenui queste sciolte e raccapriccianti tendenze che, sia ben chiaro, sono da considerarsi veri e propri crimini e non peccatucci di ordine veniale. Coloro che celebrano la verità divina e si proclamano difensori di inconsapevoli embrioni e di vite ridotte all’insopportabile stato di sofferenza, sempre pronti a moralizzare su tutto e tutti, dovrebbero adottare un comportamento esemplare, dare esempio di rettitudine e dimostrare quantomeno un minimo di coerenza con quello che vanno predicando. A quanto pare, così non è.

    Dunque, perché tanti preti diventano pedofili? La risposta, che deve provenire necessariamente da specialisti del settore, attrezzati per indagare un processo psichico, si fa attendere da ormai, troppo tempo. Tra i motivi, si tenderebbe a escludere il celibato forzato, giacché se una tale condizione diventasse insopportabile per il religioso, potrebbe sempre rifugiarsi nella sessualità adulta, più o meno clandestina, naturalmente. Una cosa è certa: il prete pedofilo ha dei grossi conflitti da risolvere con la propria identità e la propria sessualità, e dovrebbe, pertanto, essere valutato come un qualsiasi individuo psichicamente problematico e finanche socialmente pericoloso, laddove esistano i presupposti scientifici per decretarne la dannosità.

    La pedofilia è, comunque, un fenomeno estremamente complesso, oltre che diffuso. Pertanto, da indagare e debellare quanto più è possibile. Resta sintomatico come in molti episodi riportati dalle cronache, si nota che i preti pedofili, in generale, non si curino di nascondere particolarmente i propri perversi comportamenti, come se nel loro delirio di onnipotenza prediligessero contare sulla paura e l’omertà delle proprie vittime.

    Vi è una cosa che, più di tutte, non comprendo, però. Perché mai i preti pedofili, una volta scoperti, non vengono mai espulsi dalla Chiesa e non si vieta loro il sacerdozio, a differenza dei preti colti in flagranza nella relazione con una donna? Quale meccanismo di giudizio si scatena in questi casi? Se il prete va con una donna, lo si condanna perché va col diavolo, se, invece, abusa di un bambino esprime un significato cattolico che ai laici e agli atei non è dato riconoscere?

    http://www.lettera43.it/it/blog/larco-di-ulisse/2017/07/20/perche-tanti-preti-sono-pedofili/4834/