Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rosaria Giuffrida

  • Inchiesta “12 Apostoli”, indagini concluse: tra indagati Mimmo Rotella

    Inchiesta “12 Apostoli”, indagini concluse: tra indagati Mimmo Rotella

    Il nome dell’ex deputato regionale, marito di una delle arrestate, compare tra le persone indagate in stato di libertà. Al centro dell’inchiesta il “santone” Alfio Capuana, che con la complicità di tre “ancelle”, avrebbe per anni abusato di minori durante riti religiosi

    CATANIA – Rapporti sessuali non come abuso, ma come purificazione compiuti da un ‘arcangelò reincarnato. Era questo il messaggio che veniva lanciato per plagiare le ragazze. Sembra la trama a tinte fosche di un thriller, sono invece i contorni di un’inchiesta della magistratura giunta alle battute finali. La Procura di Catania ha emesso infatti un avviso di conclusione indagini dell’operazione ’12 apostolì per presunti abusi sessuali su minorenni consumati all’interno di una comunità di ispirazione cattolica.

    Sono sette le persone raggiunte dal provvedimento, che si proclamano innocenti. Tra loro il “santone” Piero Alfio Caruana, bancario in pensione di 73 anni, alla guida della comunità che avrebbe abusato di ragazzine di età compresa tra 13 e 15 anni, in alcuni casi con la complicità delle madri delle vittime, sostenendo che il rapporto sessuale non era un abuso, ma un atto purificatorè compiuto da un ‘arcangelò reincarnato. L’uomo è in carcere. Avviso di conclusione indagine anche per tre donne, che sono agli arresti domiciliari, ritenute delle fiancheggiatrici del ‘santonè: Katia Concetta Scarpignato, di 57 anni, Fabiola Raciti, di 55, e Rosaria Giuffrida, di 57. Le altre tre persone raggiunte dall’avviso di conclusione indagini sono accusate di favoreggiamento e sono indagate in stato di libertà. Sono l’ex deputato e assessore regionale, Domenico ‘Mimmò Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre donne arrestate dalla polizia postale di Catania; un sacerdote, padre Orazio Caputo; e l’ex presidente dell’’Associazione Cattolica Cultura ed ambiente, di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi.

    Da intercettazioni della polizia postale di Catania emergerebbe che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività in corso Torrisi e Rotella. Nell’inchiesta sono confluiti gli incidenti probatori con gli interrogatori delle vittime. L’avviso di conclusione indagini è stato firmato dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi. Le indagini della polizia postale di Catania furono avviate nella primavera del 2016, dopo la denuncia di una madre, una delle ‘ortodossè dell’associazione, che aveva notato come la figlia non volesse avere più contatti con il resto del gruppo. Si era insospettita e aveva scoperto una chat nel cellulare della ragazza con altre vittime delle violenze sessuali. Non tutte hanno voluto denunciare gli abusi.

    Da intercettazioni e indagini è emerso il quadro di ragazzine fragili che venivano selezionate dalle tre donne per essere “offerte” all’ “arcangelo” per la loro “purificazione”. A volte, ha sostenuto la Procura, erano le stesse madri a ‘consegnarè le figlie all’uomo. Le minorenni avevano dei ‘turnì nella casa di Capuana: pensavano a lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione e a soddisfare anche le sue richieste sessuali. Le vittime sarebbero state costrette anche a sottoscrivere lettere in cui dichiaravano il loro amore per Capuana e di essere consenzienti ai rapporti sessuali. Durante alcune perquisizioni la polizia postale sequestrò documenti, comprese lettere delle minorenni e il «registro» con gli elenchi di migliaia di iscritti all’associazione. In quella occasione la Diocesi di Acireale, espresse «sconcerto e dolore per le vittime, gravemente ingannate e offese».

    http://www.lasicilia.it/news/catania/126003/inchiesta-12-apostoli-indagini-concluse-tra-indagati-mimmo-rotella.html

  • Catania. Ragazzini abusati durante riti religiosi, le madri: «E’ una purificazione». Arrestato un santone

    Catania. Ragazzini abusati durante riti religiosi, le madri: «E’ una purificazione». Arrestato un santone

    La Procura di Catania ha emesso un avviso di conclusione indagini dell’inchiesta “12 apostoli” per presunti abusi sessuali su minorenni consumati all’interno di una comunità di ispirazione cattolica. Sono sette le persone raggiunte dal provvedimento, che si proclamano innocenti. Tra loro il ‘santonè Piero Alfio Caruana, bancario in pensione di 73 anni, alla guida della comunità che avrebbe abusato di ragazzine di età compresa tra 13 e 15 anni, in alcuni casi con la complicità delle madri delle vittime, sostenendo che il rapporto sessuale non era un abuso, ma un atto purificatorè compiuto da un ‘Arcangelò reincarnato.

    L’uomo è in carcere. Avviso di conclusione indagine anche per tre donne, che sono agli arresti domiciliari, ritenute delle fiancheggiatrici del ‘santonè: Katia Concetta Scarpignato, di 57 anni, Fabiola Raciti, di 55, e Rosaria Giuffrida, di 57. Le altre tre persone raggiunte dall’avviso di conclusione indagini sono accusate di favoreggiamento e sono indagate in stato di libertà. Sono l’ex deputato regionale, Domenico ‘Mimmò Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre donne arrestate dalla polizia postale di Catania; un sacerdote, padre Orazio Caputo; e l’ex presidente dell«Associazione Cattolica Cultura ed ambientè, di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi.

    Da intercettazioni della polizia postale di Catania emergerebbe che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività in corso Torrisi e Rotella. Nell’inchiesta sono confluiti gli incidenti probatori con gli interrogatori delle vittime. L’avviso di conclusione indagini è stato firmato dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi.

    https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/catania_abusi_minori_riti_religiosi_arrestato_santone-3416366.html

  • 12 apostoli, altre sei ragazze accusano Capuana Le testimonianze in aula interrotte dalle lacrime

    12 apostoli, altre sei ragazze accusano Capuana Le testimonianze in aula interrotte dalle lacrime

    Circa cinque ore per raccogliere le rivelazioni delle presunte vittime dell’arcangelo, al vertice di quella che è stata ribattezzata come la congrega degli orrori. Attesa anche per la decisione del tribunale del riesame per tre indagati, tra cui l’ex assessore regionale Rotella. Per loro la procura di Catania ha chiesto gli arresti domiciliari.

    Fuori dall’aula la solita folla di congiunti, mentre dentro c’è sempre lui. Il 73enne Pietro Capuana, accusato di essere al vertice della cosiddetta congrega degli orrori di Aci Bonaccorsi. Trascorsa una settimana dall’ultima udienza, l’uomo, che si trova detenuto in carcere, è ritornato nel palazzo di giustizia di Catania per ascoltare le rivelazioni di altre sei testimoni. Ragazze che gli puntano il dito contro, accusandolo di avere mischiato preghiere e violenze sessuali nelle tre case utilizzate dall’associazione cattolica Cultura e ambiente. Ribattezzato «l’arcangelo» dai suoi adepti, Capuana, secondo la procura etnea, avrebbe «soddisfatto le sue pulsioni sessuali definendosi pervaso dallo Spirito santo». Un soggetto «speciale», lo definivano le sue tre collaboratrici che adesso si trovano agli arresti domiciliari, tanto da ritenerlo particolarmente «vicino a Dio».

    Le sei ragazze chiamate oggi a testimoniare, dopo le tre che si erano alternate in tribunale la scorsa settimana, hanno parlato nascoste dietro un paravento in legno, interrompendo spesso tra le lacrime le deposizioni. L’udienza, svolta a porte chiuse con l’ingresso dell’aula presidiato dai carabinieri, si è conclusa dopo quasi cinque ore e ha come obiettivo quello di raccogliere le dichiarazioni da utilizzare come prove, nonostante manchi un vero e proprio rinvio a giudizio, essendo le indagini ancora aperte.

    A denunciare tutto è stata la madre di una presunta vittima. Che nel 2016 ha deciso di recarsi dalle forze dell’ordine segnalando che la ragazza, fin da quando aveva 11 anni, sarebbe stata destinataria di abusi sessuali da parte di Capuana. Nelle carte dell’inchiesta viene tratteggiato un periodo, quello successivo alla prima denuncia, fatto di timori e difficoltà della vittima che sarebbe stata anche avvicinata da una delle componenti della setta, ricevendo rassicurazioni su quell’esperienza mistica «fatta di amore dall’alto», che la stessa collaboratrice aveva provato da giovane.

    Passaggio preliminare a una serie di lettere che le ragazze avrebbero scritto con lo scopo di scagionare il vertice dell’associazione in caso di grane giudiziarie. Una situazione in cui si sarebbero mischiate anche pressioni e paure ma che però non hanno intimorito un’altra madre, che ha deciso di denunciare fatti analoghi a quelli subiti dalla prima vittima. Inizia così l’indagine della procura che porta a ricostruire quello che gli inquirenti hanno definito «un plagio di massa, fondato su argomenti di carattere religioso».

    La vicenda giudiziaria prosegue anche sul fronte del tribunale del Riesame. Negli scorsi giorni la procura di Catania ha fatto ricorso ai giudici per ottenere la misura degli arresti domiciliari nei confronti di altri tre indagati: Mimmo Rotella, Orazio Caputo e Salvatore Torrisi. Il primo, marito dell’indagata Rosaria Giuffrida, è accusato di avere «rivelato a Katia Scarpignato (indagata pure lei, ndr) la sussistenza di indagini in corso». C’è poi la posizione di Caputo, di professione prete. L’uomo, secondo la ricostruzione dei magistrati, avrebbe violato il segreto del confessionale. Rivelando all’ex presidente dell’associazione, Torrisi, la volontà della mamma di una presunta vittima di rivolgersi agli inquirenti.

    http://catania.meridionews.it/articolo/60383/12-apostoli-altre-sei-ragazze-accusano-capuana-le-testimonianze-in-aula-interrotte-dalle-lacrime/

  • “Dodici Apostoli”, tre ragazze raccontano al giudice gli abusi del “santone”

    “Dodici Apostoli”, tre ragazze raccontano al giudice gli abusi del “santone”

    L’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che ad Aci Catena portò all’arresto di quattro persone tra cui Pietro Alfio Capuana

    Catania – È durato quasi cinque ore il primo dei tre incidenti probatori previsti in Camera di consiglio, (Gip Anna Maria Cristaldi) dell’inchiesta “I 12 Apostoli” che il 2 febbraio scorso portò all’arresto di quattro persone e che evidenziò una serie di presunti abusi sessuali compiuti ai danni di minorenni, da Pietro Alfio Capuana, 73 anni, “guida spirituale” di una comunità laica di ispirazione cattolica finito in carcere.
    Protette da un separé, sono state ascoltate tre delle quattro ragazze (parti offese, accompagnate dall’avvocato Tommaso Tamburino) i cui interrogatori erano previsti per ieri. Le tre ragazze, due delle quali oggi appena maggiorenni, un’altra ancora minorenne, hanno raccontato quanto avrebbero subito nel tempo, rispondendo alle domande del giudice, dei due rappresentanti dell’accusa (presenti il procuratore aggiunto Marisa Scavo e il sostituto Agata Consoli) e dei difensori degli indagati, avvocati Mario Brancato e Giada Taccia. Con l’incidente probatorio (procedura che rientra ancora nella fase d’indagine) si richiede di “formare” una prova già durante la fase delle indagini preliminari (o nell’udienza preliminare) prima che queste siano concluse e che si apra il processo; prova che successivamente, ed eventualmente, verrà portata dinnanzi al giudice o al Gup.
    Massimo riserbo sui contenuti delle dichiarazioni rese ieri dalle ragazze, non sarebbero mancati però alcuni momenti delicati e di tensione, oltre che di comprensibile imbarazzo e fuori dall’aula sarebbe volato anche qualche insulto tra chi attendeva. Presente Pietro Alfio Capuana, tutt’ora detenuto e le tre donne poste dal 2 febbraio scorso, giorno degli arresti, ai domiciliari. Si tratta di Fabiola Raciti, Katia Concetta Scarpignato e Rosaria Giuffrida, quest’ultima moglie dell’ex deputato regionale Domenico “Mimmo” Rotella, coinvolto nell’inchiesta e indagato a piede libero insieme ad altre due persone: il sacerdote Orazio Caputo, accusato di avere violato il segreto del confessionale svelando l’esistenza dell’inchiesta e Salvatore Torrisi, ex presidente della congregazione “Associazione cattolica Cultura e Ambiente”. Per loro vennero richiesti gli arresti domiciliari, respinti però dal Gip. La Procura è però ricorsa a questa decisione e la settimana prossima è prevista l’udienza sul punto al tribunale del Riesame.
    http://www.lasicilia.it/news/home/118649/tre-ragazze-raccontano-al-giudice-gli-abusi-del-santone.html
  • Inchiesta 12 Apostoli, udienza choc  “Un magistrato sapeva degli abusi”

    Inchiesta 12 Apostoli, udienza choc “Un magistrato sapeva degli abusi”

    Un’ipotesi inquietante emerge dagli atti dell’inchiesta sugli abusi della setta di Aci Bonaccorsi.

    CATANIA – Un magistrato oggi in pensione sarebbe stato a conoscenza, negli anni scorsi, degli abusi che si sarebbero consumati nella setta guidata “dall’arcangelo” Pietro Capuana sotto le spoglie dell’Associazione Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi. E’ la rivelazione choc emersa nel corso delle udienze che si sono svolte davanti al Tribunale del Riesame di Catania che ieri ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei quattro indagati: Pietro Capuana, Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato. La Procura ha portato davanti ai giudici questo nuovo e agghiacciante elemento. Questo colpo di scena potrebbe aver influito sulla decisione dei giudici di confermare il carcere per Capuana e i domiciliari per le tre donne indagate.

    Si aggiunge un altro tratto inquietante alla delicata inchiesta che ha portato alla luce un sistema di plagi e manipolazioni ai danni di vittime innocenti. Minorenni soggiogate e costrette a consumare rapporti sessuali con il leader della Comunità di Lavina che conta 5000 adepti. Attorno all’associazione si sarebbe creato una sorta di velo di silenzio e di copertura composto da uomini che hanno ricoperto ruoli pubblici, da religiosi e forse anche da un magistrato. Un particolare da brividi. Intanto, questo muro, grazie al coraggio di alcune delle vittime, è stato abbattuto.

    Il magistrato in questione avrebbe gestito un luogo che ospitava i ritiri estivi della setta guidata da Capuana. Il magistrato sarebbe venuto a conoscenza degli abusi e non avrebbe denunciato. Secondo quanto abbiamo verificato, tra il magistrato e il gruppo “religioso” guidato da Capuana ci sono stati dei contatti, ma non risulterebbe che il togato fosse a conoscenza degli abusi.

    http://catania.livesicilia.it/2017/08/25/inchiesta-12-apostoli-udienza-choc-un-magistrato-sapeva-degli-abusi_429609/

  • Gli abusi e gli orrori nella setta  Fissata l’udienza al Riesame

    Gli abusi e gli orrori nella setta Fissata l’udienza al Riesame

    Le accuse della magistratura, le indagini della difesa e i retroscena.

    CATANIA – Si apre un nuovo capitolo giudiziario dell’indagine “12 Apostoli” sui presunti abusi che si sarebbero susseguiti da due decenni all’interno dell’associazione “Cultura e Ambiente” di Aci Bonaccorsi. Gli indagati saranno davanti al Tribunale del Riesame il prossimo 22 agosto. L’udienza è stata fissata a seguito del ricorso dell’avvocato Mario Brancato che assiste Pietro Alfio Capuana e dei difensori di Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato. La pm Laura Garufi porterà ai giudici della Libertà le testimonianze, le intercettazioni, gli esiti investigativi della delicata inchiesta condotta dalla Polizia Postale che fotografa venti anni di orrori, di plagio, di manipolazioni ai danni di ragazzine, scelte e selezionate per gratificare “l’arcangelo” Capuana. La difesa, dal canto suo, cercherà di smontare le accuse una per una. Sin dall’interrogatorio di garanzia infatti sia il 73enne che le tre donne arrestate hanno contestato gli addebiti e si sono proclamati “innocenti”.

    LE ACCUSE. Sono 50 pagine che fanno accapponare la pelle quelle dell’ordinanza firmata d Gip Francesca Cercone. I racconti delle vittime, alcune minorenni, altre oggi maggiorenni, sono vere storie dell’orrore. Ragazzine soggiogate dalla promessa “dell’amore puro”, trasformate all’occorrenza in “geishe” che avrebbero dovuto (a turno) pulire, vestire e offrire prestazioni sessuali al leader dell’associazione laica. Una di loro sarebbe stata costretta a prendere la pillola del giorno dopo per evitare una gravidanza indesiderata. Negli atti della magistratura ci sono stralci delle centinaia di lettere sequestrate dagli inquirenti in cui le “ancelle” dichiaravano il loro sentimento “all’arcangelo”. Non mancano poi le intercettazioni che hanno permesso di scoprire agli investigatori come il marito di una delle indagate, Mimmo Rotella, politico catanese ed ex assessore comunale, fosse a  conoscenza dell’inchiesta in corso. Lo avrebbe saputo perché un prete avrebbe violato il segreto confessionale. Retroscena che rendono ancora più inquietante questa pagina di cronaca giudiziaria.

    L’INDAGINE DIFENSIVA. “Noi abbiamo depositato da tempo delle indagini difensive che avevamo avviato dopo una perquisizione. E’ un processo difficile, con molti lati oscuri da chiarire e solo il tempo farà giustizia”. Queste le parole di Mario Brancato dopo l’interrogatorio di garanzia di Pietro Capuana, accusato di violenza sessuale. Il difensore ha avviato un’indagine di parte che servirebbe a confutare la ricostruzione dell’accusa. Il leader della Comunità di Lavina, che conta 5000 adepti, ha ribadito la sua innocenza e ha “risposto puntualmente a tutte spiegazioni e alle contestazioni che gli sono state mosse dal Gip Cercone”. Nel corso dell’udienza davanti al Tribunale del riesame l’avvocato sicuramente porrà in evidenza l’incompatibilità della detenzione carceraria con le condizioni di salute del suo assistito. “E’ una persona anziana gravemente malata – sottolinea – è un invalido al 100% che soffre di una grave forma di diabete ed è cardiopatica: le sue condizioni di salute non sono compatibili col la detenzione, in carcere rischia la vita”. Il difensore aveva già depositato una istanza di scarcerazione e in subordine la detenzione domiciliare. Le tre donne accusate di aver “convinto” le giovani vittime ad avere rapporti sessuali con Capuana hanno definito “false” le accuse nei loro confronti. E già in sede di interrogatorio di garanzia hanno fornito la loro versione dei fatti in merito alle intercettazioni contenute nel fascicolo.

    I RETROSCENA. L’inchiesta 12 Apostoli ha portato diversi strascichi, molti che esulano dalla cronaca giudiziaria. Ha dovuto dire la sua anche Daniele Capuana, figlio del “padre spirituale” accusato degli abusi sessuali. L’ex assessore provinciale è fiducioso nell’operato della magistratura, così come lo è Domenico Rotella. Candida Fassiolo, assessore alla famiglia del comune di Motta Sant’Anastasia, ha deciso di dimettersi dal suo ruolo politico dopo che sono stati pubblicati passaggi delle intercettazioni che la vedono tra le protagoniste anche se non in veste di indagata. E infine sono arrivati gli insulti, le offese e le minacce ad alcune delle vittime che hanno deciso di denunciare. Sono state accusate di essersi inventate tutto. Dalla comunità di Lavina ci sono stati molti giorni di silenzio, poi è arrivata ai media una breve nota.L’associazione sceglie di non prendere le distanze, anzi. “Il direttivo auspica che si possa arrivare presto alla verità, nella convinzione dell’estraneità degli attuali indagati”, scrivono.

    Scritto da Laura Distefano

  • Inchiesta “12 apostoli”: l’azienda, il lavoro nei campi e la “paura” di Rotella per i soldi

    Inchiesta “12 apostoli”: l’azienda, il lavoro nei campi e la “paura” di Rotella per i soldi

    Il racconto dettagliato dei presunti abusi subiti dalle ragazzine, i particolari disturbanti sui probabili plagi messi in atto dalle donne della Comunità di Lavina e dal suo capo, Pietro Capuana, sono il fulcro dell’inchiesta ’12 apostoli’. Le intercettazioni e i verbali delle sei vittime che hanno deciso di collaborare con la polizia, mettono in luce quella che i magistrati inquirenti indentificano come una vera e propria associazione a delinquere. Finalizzata, sostanzialmente, al soddisfacimento degli appetiti sessuali dell’anziano leader e sedicente arcangelo, ritenuto figura di contatto tra Dio e gli uomini dai cinquemila adepti dell’Associazione Cattolica Cultura e Ambiente.

    Una ricostruzione, quella prettamente religiosa, che potrebbe di per sé bastare a spiegare la pressione psicologica sulle ragazzine, ma che tuttavia appare troppo semplicistica per comprendere a fondo l’organizzazione della comunità come una sorta di azienda, l’organizzazione scientifica dei cosiddetti “turni“, le sanzioni comminate alle famiglie. Ma soprattutto, il sequestro di una somma di denaro, 67mila euro in contanti, nell’abitazione di Rosaria Giuffrida, una dei dodici apostoli e moglie dell’ex assessore regionale Mimmo Rotella. 

    Proprio da lui, intercettato dalle forze dell’ordine, e per questo indagato per favoreggiamento, partono i dubbi sulla reale entità della faccenda. In una conversazione telefonica con Katia Scarpignato, una delle tre donne indagate, il politico rivela di essere a conoscenza dell’indagine in corso e la avverte: ”Ci sono due aspetti che vengono richiamati…potremmo avere la pedofilia e …l’aspetto economico….”, e ormai sicuro sull’ineluttabilità della vicenda, spiega: “Mi hanno detto anche che ci puoi levare mano…deve per forza procedere, stavolta non c’è la possibilità che si nasconde…ti ripeto non c’è niente da fare…”. Oltre a destare particolare inquietudine la locuzione “stavolta“, supponendo quindi che ci siano state altre volte in cui i fatti siano stati occultati, il politico parla chiaramente di un aspetto economico. Ma quale?

    Prima di rispondere a questa domanda, bisogna ricordare che oltre a essere una comunità religiosa, l’Acca è un’associazione con sede legale a Motta Sant’Anastasia, regolarmente iscritta al Registro delle imprese. Come attività principali, oltre a “favorire la crescita religiosa e spirituale dei propri membri”, l’associazione si occupa di “coltivazione di pomacee e frutta a nocciolo“, “coltivazione di uva” e “coltivazione di frutti oleosi“. Insomma è attiva nella produzione e commercializzazione di uva, pomodori, olive e altro genere di frutta. Vicepresidente dell’associazione è l’ormai ex assessore di Motta Sant’Anastasia Candida Fassiolo, non indagata e ancora oggi consigliere comunale, e all’interno del consiglio direttivo è possibile leggere, tra gli altri, il nome di Rosaria Giuffrida.

    Proprio in relazione a questa sfaccettatura, per provare a capire di quali “aspetti economici” parla Rotella intercettato, si potrebbe far riferimento a una frase quasi nascosta tra i racconti degli abusi, pronunciata da una delle vittime durante un colloquio con i magistrati. La ragazza, oggi maggiorenne, parla delle motivazioni che l’hanno convinta a lasciare la comunità dicendo di essere stanca di subire le vessazioni di Pietro “gli obblighi cui ero sottoposta, e i lavori nei campi, oppure la frequenza obbligatoria della comunità”. Quella di cui si parla è solo un’ipotesi, non confermata attualmente da nessun tipo di indagine. Una cosa però è certa: a preoccupare Rotella, oltre alle questioni legate alle ragazze, sono “i soldi“.

    Ancora una volta, in un’altra occasione, parlando al telefono con Scarpignato, le spiega che a rivelargli la natura dell’indagine è stato il sacerdote cattolico Orazio Caputo, anch’egli indagato per favoreggiamento. Il prete avrebbe detto al politico che a far partire il tutto sarebbe stato un esposto in Procura: “Ho saputo…di vicende che tu puoi immaginare quali possono essere – spiega Rotella alla Scarpignato – …oltre agli effetti economici…io sono molto preoccupato“.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/inchiesta-12-apostoli-capuana-setta-pedofilia-azienda-9-agosto-2017.html

  • Abusi nella setta  Insulti alle vittime

    Abusi nella setta Insulti alle vittime

    CATANIA – Sono denigrate, offese, insultate e in alcuni casi attaccate e intimidite. E’ accaduto ad alcune delle giovanissime che hanno deciso di denunciare i fatti incresciosi, inquietanti e agghiaccianti che hanno portato all’arresto di Pietro Capuana e delle tre “apostole” Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato. “Stiamo preparando un dossier con tutti i messaggi che stanno arrivando attraverso i social che consegneremo alla Procura di Catania”, spiega l’avvocato Tommaso Tamburino che assiste quattro delle vittime che con i loro racconti hanno scoperchiato un mondo di violenza, plagio e manipolazione della religiosità che durerebbe da decenni. Il tutto, inoltre, sarebbe accaduto dietro la “copertura” dell’attività della Comunità di Lavina.

    “Accanto a tantissime persone che sostengono le giovani ci sono anche coloro che difendono l’indagato – afferma l’avvocato Tamburino – e attaccano le ragazze dicendo che si sono inventate tutto allo scopo di screditare l’attività dell’Associazione. Siamo di fronte ad atti di fanatici che tentato di intimidire le ragazze che con i loro racconti hanno consentito di fare luce su quanto accadeva”, aggiunge Tamburino.

    Era un prezzo che forse qualcuno di loro immaginava potesse accadere. L’Associazione Cattolica Cultura e Ambiente di Aci Bonaccorsi conta 5000 adepti e molti sono rimasti fermi e fedeli al “guru” Capuana, che si sarebbe “spacciato” per la reincarnazione dei “Tre Arcangeli”. Qualcuno adesso mormora che qualcosa di sospetto accadeva già da tempo nel “cenacolo” e anche nelle diverse residenze del papà dell’ex assessore provinciale Daniele Capuana (non indagato, ndr). Nelle cinquanta pagine dell’ordinanza firmata dalla Gip Francesca Cercone si fa cenno ad altre denunce che sarebbero arrivate anche alla Curia di Acireale, quando era vescovo Monsignor Pio Vigo. Ma tutto è rimasto nel silenzio fino all’inchiesta 12 apostoli della scorsa settimana. In verità una perquisizione avviata sei mesi fa aveva fatto già presagire che qualcuno aveva “vuotato il sacco”. Le intercettazioni dipingono un quadro sconfortante di “connivenze”, di “alibi”, di “persuasioni”. Come il prete che avrebbe violato il segreto della confessione per avvertire che la congregazione era nel mirino degli inquirenti.

    Questo è un momento cruciale a livello giudiziario per l’inchiesta condotta dalla pm Laura Garufi, sotto il vigile coordinamento del procuratore aggiunto Marisa Scavo. In questi giorni si celebreranno le udienze davanti al Tribunale del Riesame dopo il ricorso dei difensori degli indagati Pietro Capuana, Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato che durante l’interrogatorio di garanzia hanno sostenuto “la loro estraneità alle accuse”. L’avvocato Mario Brancato ha depositato anche un’istanza di carcerazione per Capuana anche in considerazione delle sue condizioni di salute ritenute incompatibili con la detenzione carceraria.

    I pilastri fondamentali dell’inchiesta sono i racconti dell’orrore delle giovani vittime. Le intimidazioni di questi giorni potrebbero comportare qualche passo indietro? “Le ragazze sono determinate ad andare avanti e sono pronte ad affrontare il processo”, chiosa l’avvocato Tamburino.

    http://catania.livesicilia.it/2017/08/08/abusi-nella-setta-i-retroscena-insulti-e-offese-alle-vittime_427860/

  • Pedofilia nella setta di Capuana: la moglie di Rotella e i turni delle ragazzine

    Pedofilia nella setta di Capuana: la moglie di Rotella e i turni delle ragazzine

    Molto è stato ormai scritto all’indomani dell’arresto di Pietro Capuana e degli “apostoli” che gestivano la comunità della Chiesa di Lavina, ad Aci Bonaccorsi. Una storia torbida e perversa in cui si mescolano quelli che sembrano, in molti altri casi, gli elementi caratteristici di una vera e propria setta pseudo–religiosa. Sia quelli psicologici di manipolazione, sottomissione e reverenza nei confronti di una figura ritenuta carismatica e della cerchia di persone ad esso più vicine, che quelli di gestione del potere, sia economici – attraverso la costruzione di un’impresa di prodotti alimentari ben strutturata e con ottimi fatturati – che, ovviamente, politici.

    A prescindere dal coinvolgimento giudiziario nell’indagine sulle violenze sessuali nei confronti delle ragazzine minorenni – plagiate e convinte a donarsi carnalmente all’ “arcangelo” Capuana – a risaltare sono infatti i nomi degli indagati e le loro parentele dirette. Oltre al “santone” che, com’è ormai noto, è padre dell’ex assessore provinciale Daniele Capuana, l’altro volto noto è Rosaria Giuffrida, moglie dell’ex assessore regionale Mpa Mimmo Rotella, anch’egli indagato per favoreggiamento, per aver rivelato l’esistenza dell’indagine a uno degli interessati. La donna, insieme a Fabiola Raciti e a Katia Concetta Scarpignato, secondo le accuse, farebbe parte del cerchio magico deputato al convincimento e alla cooptazione delle bambine di cui Capuana avrebbe abusato, più volte, attraverso dei turni organizzati. A conferma di queste ipotesi, durante una perquisizione nell’abitazione della Giuffrida, sono stati trovati un quaderno su cui erano appuntati tutti i “turni” oggetto di indagine, all’interno del quale, tra gli altri, figuravano tutti i nominativi delle minori indicate dalle persone offese che hanno collaborato con la polizia postale. 

    In particolar modo, secondo la ricostruzione della Procura, le donne inducevano le ragazzine, tutte minorenni di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, attraverso una sorta di progressivo plagio psicologico a soddisfare le pulsioni sessuali dell’uomo che si definiva “pervaso dallo Spirito Santo” e veniva descritto proprio dalle sue collaboratrici come soggetto speciale, particolarmente vicino ai Dio e dotato di elevatissima spiritualità. Con la conseguenza che i rapporti sessuali conlo stesso intrattenuti avrebbero dovuto essere asseritamente considerati manifestazioni di “Amore dall’Alto”. Oltre a questo, in alcuni casi, le giovanissime avrebbero dovuto svolgere anche lavori domestici nell’abitazione di Capuana. Ma sono altri e ben peggiori i particolari che emergono nella gestione dei “turni”.

    Come il tenore dei messaggi analizzati dalle autorità di polizia, scambiati tra le minorenni e i vertici della comunità. Una sequenza quasi interminabile di dichiarazioni d’amore da parte delle bambine nei confronti dell’anziano e, nel caso di quelli con le donne, di raccomandazioni e indicazioni per preparasi in modo “adeguato” agli incontri. Non mancano i casi di tentennamento da parte di alcune vittime, che nonostante lo stato di pressione psicologica, riuscivano ad intravedere qualcosa di sbagliato nelle condotte degli “apostoli” o, comunque, non volevano sottoporsi alle violenze. Una di queste, proprio per questo motivo, era stata allontanata dai festeggiamenti di San Valentino, in cui come in altri casi, venivano consumati i rapporti con Capuana. “Non ci sei…per il tuo comportamento – scrive la Giuffrida alla minore – ma non vedi…tante cose non vanno…lui non è tranquillo con te….tu lo sai…io, Katia e Fabiola …San Valentino è una festa un poco più particolare, non è tipo Pasqua, Natale. Sono tutte le persone più vicine a lui…siccome tu non sei in sintonia con lui…e il discorso che ti abbiamo fatto praticamente domenica noi…te lo ricordi che domenica ti abbiamo fatto questo discorso?”.

    Proprio per l’esistenza di questo “sistema“, la procura ha chiesto anche che venga riconosciuto il reato di associazione a delinquere. Tra le altre personalità politiche che vengono citate, anche se non formalmente indagate, c’è anche l’assessore di Motta Sant’Anastasia Candida Fassiolo, intercettata in una conversazione con Fabiola Raciti dove esprimeva preoccupazione per l’esistenza dell’indagine. Come ha dichiarato sulla propria pagina Facebook, il sindaco di Motta Anastasio Carrà, da qualche ora ha accettato le dimissioni della Fassiolo dal ruolo di assessore.

    http://www.cataniatoday.it/cronaca/pedofilia-12-apostoli-capuana-giuffrida-rotella-7-agosto-2017.html

  • Catania, il santone che stuprava per purificare i minori: “turni organizzati” per gli abusi

    Catania, il santone che stuprava per purificare i minori: “turni organizzati” per gli abusi

    Emergono sempre maggiori dettagli sull’inchiesta “12 apostoli” avviata dalla Polizia postale e delle Comunicazioni di Catania e coordinata dalla Procura distrettuale etnea che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di quattro persone. Si tratta del presunto “santone” Pietro Capuana di 73 anni e tre sue collaboratrici: Fabiola Raciti di 55 anni, Rosaria Giuffrida di 57 e Katia Scarpignato di 48. Dalle indagini è emerso che l’indagato, che per un quarto di secolo ha diretto la comunità “Cultura ed Ambiente” di Aci Sant’Antonio, avrebbe abusato di maggiorenni e minorenni per “purificarle” e “iniziarle” alla vita spirituale. Secondo l’accusa le tre donne avevano invece il ruolo di plagiare le vittime per convincerle a subire le violenze, facendo credere loro che si trattasse di “azioni mistiche spirituali, aventi valenza religiosa”.

    Turni per violentare le ragazzine

    Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, le collaboratrici del “santone” organizzavano addirittura dei “turni” presso l’abitazione dell’uomo durante i quali le giovani, oltre a soddisfare svariate necessità dell’indagato come lavarlo, vestirlo e pulire casa sua, dovevano realizzare le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo. A conferma di queste ipotesi, durante una perquisizione nell’abitazione di Giuffrida sono stati trovati un quaderno su cui erano appuntati tutti i “turni” oggetto di indagine, all’interno del quale, tra gli altri, figuravano  i nominativi delle minori indicate dalle persone offese che hanno collaborato con la polizia postale. Inquietanti anche i messaggi scambiati tra le minorenni e i vertici della comunità. Una sequenza di dichiarazioni d’amore da parte delle bambine nei confronti dell’anziano e, nel caso di quelli con le donne, di raccomandazioni e indicazioni per preparasi in modo “adeguato” agli incontri.

    Gli altri indagati nell’inchiesta “12 apostoli”
    L’operazione “12 apostoli” non si è fermata ai quattro arrestati. La procura etnea indaga infatti su altre tre persone per favoreggiamento. Si tratta dell’ex assessore regionale ai Trasporti, Domenico Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, del sacerdote Orazio Caputo e di Salvatore Torrisi, ex presidente dell’associazione “Cultura e ambiente”, finita al centro dell’inchiesta. Il prete avrebbe appreso delle indagini nel segreto della confessione, avvisando poi Torrisi e Rotella di quanto stava accadendo. Lo stesso Rotella avrebbe poi messo sull’avviso la Scarpignato.

     

    http://www.fanpage.it/catania-il-santone-che-stuprava-per-purificare-i-minori-turni-organizzati-per-gli-abusi/