Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Rosaria Giuffrida

  • Il “santone” e gli abusi sui minori: le indagate respingono le accuse

    Il “santone” e gli abusi sui minori: le indagate respingono le accuse

    CATANIA – Hanno contestato le accuse nei loro confronti, definendole false, e dato la loro versione su intercettazioni agli atti del fascicolo al Gip di Catania, Francesca Cercone, le tre donne agli arresti domiciliari per associazione per delinquere e violenza sessuale aggravata su minorenni nell’ambito nell’inchiesta ’12 apostoli’ della Procura distrettuale. Sono Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato, che avrebbero ‘convinto’ le ragazzine ad avere rapporti sessuali con il ‘padre spirituale dell’ associazione laica di ispirazione religiosa ‘Cultura e ambiente’, Piero Alfio Capuana, 73 anni, in carcere con le stesse accuse. I loro legali hanno annunciato ricorso al Tribunale del riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare. Le indagini del compartimento Sicilia orientale della polizia postale sono coordinate dalla Procura distrettuale di Catania.

    http://www.lasicilia.it/news/cronaca/99392/il-santone-e-gli-abusi-sui-minori-le-indagate-respingono-le-accuse.html

  • Abusi nella setta, le intercettazioni  Un sacerdote avvisò gli indagati

    Abusi nella setta, le intercettazioni Un sacerdote avvisò gli indagati

    Le cimici hanno intercettato l’ex deputato regionale Mimmo Rotella, le accuse della Procura.

    CATANIA – Nella maxi inchiesta sugli abusi all’interno della comunità religiosa di Aci Bonaccorsi, un sacerdote e un noto politico sarebbero stati a conoscenza delle indagini e avrebbero avvisato gli indagati. La Procura di Catania ha iscritto sul registro degli indagati Domenico Rotella detto Mimmo, ex deputato regionale marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre donne ritenute complici del “santone” Pietro Capuana negli abusi a danno delle bambine della comunità, Salvatore Torrisi, presidente della congregazione religiosa e padre Orazio Caputo.

    Agli atti degli inquirenti c’è un’intercettazione in cui Rotella confida a Katia Scarpignato, altra donna arrestata, di avere saputo da Torrisi che un sacerdote lo aveva avvisato “della pendenza di un procedimento penale” nato in seguito alle dichiarazioni di una donna.

    Il sacerdote avrebbe violato il segreto confessionale per avvisare i vertici della comunità dell’inchiesta sugli abusi sessuali. “Ci sono delle persone – dice Rotella intercettato – che hanno fatto esposto contro Piero, mi ha parlato l’altro giorno Salvo Torrisi e mi sono fatto raccontare il resto, considera che tutto questo è stato consegnato in confessione, c’è un’iniziativa molto forte, un esposto non anonimo, firmato da due famiglie, e un altro nucleo famigliare che non mi ha saputo dire”.

    A questo punto le cimici della polizia postale registrano una frase che lascia intendere che qualcuno potesse essere a conoscenza degli abusi sessuali che si consumavano a danno di alcune bambine. “Mettono di mezzo anche la figlia, di vicende – dice Rotella alla Scarpignato – che tu puoi immaginare quali possono essere…oltre agli effetti economici, io sono molto preoccupato, se arriva a partire questa cosa e ci arriva, anche perché tu capisci, fanno fuori ministri e sottosegretari…i tempi sono cambiati, basta una cosa di questa per azzerare tutto, perché ci fa saltare il banco, io ho avuto una chiacchierata molto, molto particolare, molto lunga, è chiaro che la prima cosa che fanno è chiamano testimoni e prima si fanno fare tutte le reazioni, tu lo sai , lo capisci che per raccontare queste cose quella persona si sta esponendo molto, anche perché il suo ministero non glielo consente”.

    Rotella conferma che a svelare l’esistenza delle indagini è stato padre Orazio Caputo: “Ho parlato con Orazio…Orazio Caputo…e lui mi ha raccontato la questione, me l’ha raccontata in maniera tale che me la poteva raccontare, ovviamente mi ha dato ulteriori informazioni…questa cosa è partita già brutta sta situazione, hanno di mezzo le due questioni, la figlia e i soldi, è chiaro che lui questa cosa non me l’ha mai detta, tu lo capisci questo, no? E io devo fare finta che lui non me l’ha mai detto questo, è chiaro, quindi non lo potrò dire mai, io con lui non mi sono neanche sentito, giusto? Perché se no questo poveretto, tu lo capisci che finisce a pancia all’aria, lo capisci, no?”.

    I magistrati hanno sottolineato che la congrezione religiosa all’interno della quale sarebbero avvenuti gli abusi è laica, cioè non fa parte degli apparati clericali. Qualche contatto, però, con i piani alti della Chiesa, c’è stato. L’ex deputato Rotella, a questo punto racconta che qualcuno ha avvicinato, per la questione, un importante vescovo. “Mia moglie è un po’ ammaccata – confida a padre Caputo – oggi Salvo ha incontrato il Vescovo, il fondatore dell’associazione gli ha recapitato una lettera di dimissioni, lo doveva fare lui stesso un gesto del genere, lo ha fatto, il vescovo ha apprezzato anche questo passaggio che Salvo ha fatto, i nostri colloqui sono sempre privati, io tra l’altro sono stato da Monsignor Di Bella e gli ho parlato, è un uomo con le spalle larghe, è un uomo navigato, ha capito esattamente come stanno le cose, gli ho raccontato senza tralasciare nulla, se sono rose fioriranno, se son cachi cacheranno, io devo essere da un lato ovviamente attento, sono coinvolto affettivamente, dall’altra parte devo anche dare una mano a questo ragazzo, la responsabilità della Comunità, col fondatore si sono divisi i ruoli, un fulmine a ciel sereno, bisogna allontanare il peccato e non il peccatore”.

    Fatte queste premesse, il Gip ritiene che non possa configurarsi il favoreggiamento personale, ma che “le delazioni in disamina erano certamente idonee a consentire l’elusione delle investigazioni”.

    http://catania.livesicilia.it/2017/08/03/abusi-nella-setta-le-intercettazioni-un-sacerdote-avviso-gli-indagati_427365/

  • Orrore nella setta religiosa  5.000 adepti, minori violentati

    Orrore nella setta religiosa 5.000 adepti, minori violentati

    CATANIA – Minorenni plagiate e violentate nella setta religiosa di Aci Bonaccorsi. L’orrore nella congregazione che raccoglie 5mila adepti in provincia di Catania era una via per “arrivare a Dio”. Le intercettazioni e i verbali delle vittime sono raccapriccianti. Il padre “spirituale” della congregazione religiosa “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente” è Pietro Capuana, finito in manette insieme a tre “sacerdotesse”, tutte complici, secondo gli inquirenti, degli abusi sessuali. Capuana è padre dell’ex assessore provinciale Daniele Capuana, mentre una delle sacerdotesse arrestate, Rosaria Giuffrida, posta ai domiciliari, è la moglie di un altro ex assessore, Domenico Rotella e nipote del fondatore della setta Padre Cavalli. Ai domiciliari anche Fabiola Raciti e Katia Concetta Scarpignato.

    Una violenza sottile e logorante, le vittime erano quasi sempre ragazzine fragili, con storie complesse alle spalle, Pietro Capuana si qualificava come “l’intermediario per arrivare a Dio” e la violenza sessuale veniva contrabbandata come via mistica per elevare lo spirito. La comunità fondata da Padre Cavalli, allievo spirituale di Padre Pio, è sotto choc, molti aderenti – contattati da Livesicilia – sostengono di non aver notato mai alcunché di strano.

    Secondo quanto emerge dalle indagini, sarebbe esistito un doppio binario, una sorta di corsia “preferenziale” all’interno della comunità riservata alle minorenni più deboli, che venivano poste alle “cure” spirituali del santone Capuana. La polizia ha iniziato a indagare dopo la denuncia della madre di una quindicenne, che ha scoperto una chat all’interno della quale la figlia commentava gli abusi subiti. Tutto avveniva all’interno di una setta organizzata in modo fortemente gerarchico, al cui vertice ci sono 12 apostoli.

    Scavando sui racconti delle vittime, gli inquirenti, coordinati dal Pm Marisa Scavo, che guida il pool dei reati contro i minori all’interno della Procura di Catania, hanno scoperto come funzionava il sistema. Il “santone” Capuana avrebbe avuto la capacità di plagiare alcune madri che affidavano le proprie figlie minorenni alle sue “attenzioni”. Grazie ad appostamenti e intercettazioni, gli investigatori della postale hanno documentato l’operato di una vera e propria “associazione per delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata”.

    Le donne finite agli arresti “si occupavano stabilmente – scrivono gli inquirenti – di reclutare le minori da sottoporre alle pratiche sessuali, vincendone le resistenze, le stesse convincevano le giovani che i rapporti con il Capuana non erano atti sessuali, bensì atti di “amore pulito” , “amore dall’alto””. Le sacerdotesse ritenute complici del santone avrebbero organizzato dei “turni – scrivono ancora gli investigatori – delle bambine presso l’abitazione dell’uomo, durante i quali le minori, oltre ad attendere alle svariate necessità dell’indagato (lavarlo, vestirlo, pulire la sua abitazione, ecc.), dovevano soddisfare anche le sue richieste sessuali, talvolta anche in gruppo”.

    Le vittime erano costrette a sottoscrivere alcune lettere in cui dichiaravano il loro amore per il Capuana, sostenendo di essere “espressamente consenzienti alle sue richieste sessuali”. Capuana avrebbe organizzato un pericoloso sistema di persuasione delle fanciulle, che quando si ribellavano, venivano accusate di “essere prive di fede in Dio e, talvolta, anche multate, con obbligo di pagamento di somme di denaro”.

    Gli inquirenti hanno sequestrato, durante le perquisizioni nell’associazione, 60mila euro in contanti. Ma gli abusi non avvenivano soltanto all’interno dell’abitazione di Capuana, i vertici della setta avevano creato un “cenacolo”, dove la comunità organizzava ritiri spirituali e il santone comunicava agli adepti di essere la reincarnazione di un Arcangelo. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli abusi sulle minori sarebbero iniziati 25 anni fa, per continuare fino ad oggi. La magistratura, però, ha messo fine a questo orrore.

    http://catania.livesicilia.it/2017/08/02/orrore-nella-setta-religiosa-5-000-adepti-violenze-sessuali_427254/

  • Dettagli Abusi su minori in nome di Dio da più di 25 anni: ad Aci Bonaccorsi la comunità che plagiava le giovani. IL VIDEO

    Dettagli Abusi su minori in nome di Dio da più di 25 anni: ad Aci Bonaccorsi la comunità che plagiava le giovani. IL VIDEO

    CATANIA – Violentava minori avvalendosi della funzione religiosa e della complicità di altre tre persone, tutte donne. Per questo, dopo lunghe indagini, gli orchi sono stati arrestati.

    I riflettori sono stati accesi sulla congregazione laica, “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente”, che si trova ad Aci Bonaccorsi in provincia di Catania. A finire nel mirino delle forze dell’ordine, come accennato, quattro personeritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori.

    Si tratta di:

    • Pietro Alfio Capuana, 73 anni (portato in carcere);
    • Fabiola Raciti, 55 anni (agli arresti domiciliari); addette alla cura giovani
    • Rosaria Giuffrida, 57 anni (agli arresti domiciliari); addette alla cura giovani
    • Katia Concetta Scarpignato, 48 anni (agli arresti domiciliari).

    Ad aprire il vaso di pandora è stata la denuncia presentata dalla madre di una 15enne che, dopo avere controllato il cellulare della figlia, ha scoperto una conversazione nella quale la minorenne si confrontava con un’altra amica riguardo alle violenze che aveva subito.

    Immediata è scattata l‘“Operazione 12 apostoli”, che il Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania ha eseguito, su coordinamento della Procura Distrettuale di Catania, durante la quale sono state ascoltate le testimonianze di sei persone: 3 di queste oggi sono ancora minorenni, le altre sono già donne mature.

    Proprio questa disparità nell’età anagrafica delle abusate, ha fatto dedurre agli inquirenti che gli abusi si sono perpetrati per 25 anni. Sempre con lo stesso metodo, con la stesso triviale appetito sessuale da soddisfare.

    In sostanza le piccole malcapitate venivano forzate psicologicamente sia da Capuana, sia da Raciti, Giuffrida e Scarpignato proprio per concedersi al 73enne.

    Le tre donne finite in manette accompagnavano le bambine a casa di Capuana, dove le vittime di abusi dovevano lavare il corpo dell’uomo ed anche il suo appartamento e poi soddisfare tutte le sue esigenze sessuali che spesso richiedevano il coinvolgimento di più bambine.

    Ma non è finita qui, le vittime erano costrette a sottoscrivere delle lettere in cui dichiaravano il loro amore per Capuana, affermando di essere felici delle violenze sessuali subite.

    Alle giovani non era consentito manifestare i loro dubbi. “Se non ti concedi vuol dire che non credi in Dio” – dicevano alle loro vittime le donne e Capuana. “È un momento di amore puro e incondizionato”. Queste le subdole parole con cui l’associazione è riuscita per lunghi anni ad ottenere il losco obiettivo.

    http://www.newsicilia.it/cronaca/abusi-minori-in-dio-25-anni-ad-aci-bonaccorsi-comunita-plagiava-giovani/255775