Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Savona

  • «Don Lu e lei, in moto, a benedir case»

    «Don Lu e lei, in moto, a benedir case»

    A maggio dell’anno scorso, quando ci furono le presunte violenze, erano andati insieme in scooter a benedire le case dei parrocchiani sulle alture di Alassio, in frazione Moglio. Don Luciano Massaferro -accusato di violenza sessuale, in carcere da più di sei mesi- e la sua chierichetta dodicenne presunta vittima, erano insieme, solo loro due. Ma sarebbero stati visti.

    «È falso, lei non c’era, e lo dimostreremo, era un’altra bambina», la tesi degli avvocati difensori.

    Ieri mattina in Tribunale al processo per violenza sessuale sono state ascoltate come testimoni non soltanto due donne, che avevano ricevuto la visita del sacerdote, ma anche quattro coetanee della presunta vittima. Le amichette del catechismo, della parrocchia, dei campi solari. Maglietta e coda di cavallo. Ragazzine dodicenni depositarie delle confidenze e dei racconti sulle violenze riferite. Hanno parlato per mezz’ora ciascuna. E poi invece dopo di loro, ma soltanto per pochi minuti, alcune residenti della frazione L.D.M. e G.S. e un altro prete, G.C., di Vigevano, a cui don Massaferro avrebbe promesso di regalare il pc, poi ritrovato dalla polizia. Accompagnate dai loro familiari ieri mattina le quattro ragazzine sono state riprese e ascoltate dai giudici in un’audizione protetta, in una saletta appartata del tribunale. Dove di solito si tiene la camera di consiglio, al secondo piano. La stanza in cui si trovavano, era collegata tramite video con l’aula in cui c’era il pubblico ministero e gli avvocati. Un’aula con finestre e porte sigillate da cartoni per celare all’esterno le immagini proiettate in diretta, e dove i microfoni, i banchi e le gabbie avrebbero potuto turbare il loro equilibrio. Il capo d’imputazione è infatti «atti sessuali con minorenne» (articolo 609 del codice penale). La pena va dai 5 ai 10 anni di reclusione. Le quattro ragazzine hanno ripetuto gli abusi riferiti dalla chierichetta. «Giochi» a cui era costretta sullo scooter, in biblioteca, nel capanno di campagna. Le domande del pm Giovanni Battista Ferro, e degli avvocati Alessandro Chirivì e Mauro Ronco (Massaferro) e Mauro Vannucci (parte civile), sono state filtrate e poste con estrema delicatezza dal presidente del collegio giudicante Giovanni Zerilli (a latere i giudici Marco Rossi e Laura De Dominicis).

    «Racconti riferiti, ma basati su fantasie e lo dimostreremo in base alle nostre indagini difensive» è la convinzione dei legali del sacerdote che ieri non era in aula, scegliendo di rimanere in carcere a Sanremo.

    «Con noi don Lu non si comportava così» hanno spiegato le piccole ai giudici.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2010/07/02/AMZL7spD-benedir_moto_case.shtml

  • Savona: don Lu presto chiamato a deporre in aula

    Savona: don Lu presto chiamato a deporre in aula

    Sarà chiamato a deporre in aula don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio da cinque mesi in carcere con l’accusa di aver molestato una sua chierichetta di 12 anni. Ma non è ancora dato sapere quando verrà convocato a palazzo di giustizia dove oggi si è svolta, a porte chiuse, la seconda udienza (si è conclusa pochi minuti fa ndr) con la sfilata dei primi dieci testimoni: il nonno, la zia e il suo findanzato, poi cinque tra agenti e funzionari di polizia, quindi due psicologi, il primario del Gaslini Enzo Casari e la collega Giovanna Cenci. Se il sacerdote si presentera’ in aula dipenderà dall’evolversi dell’istruttoria dibattimentale. Oggi invece si è assistito ad un lungo interrogatorio per il nonno e la zia della dodicenne che ancora oggi cercano di alleviare le sofferenze della nipote. Non e’ stata ascoltata invece la madre, ma sono stati ascoltati gli inquirenti che hanno spiegato come si è dipanata l’indagine prima del clamoroso arresto di dicembre. Tutto era iniziato dalla segnalazione degli specialisti del Gaslini che avevano sentito la bambina. Secondo l’avvocato del sacerdote, Alessandro Chirivì: “Non sono emerse novità rispetto a quegli elementi di cui eravamo a conoscenza. Tutti i testi non sono stati ascoltati in ordine cronologico rispetto agli eventi”.

    Lunedì 31 Maggio 2010 ore 14:09

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=77485

    Don Lu chiamato a deporre
    31 maggio 2010

    Sarà chiamato a deporre in aula don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio da cinque mesi in carcere con l’accusa di aver molestato una sua chierichetta di 12 anni. La data è ancora da definirsi. Oggi a palazzo di giustizia si è svolta a porte chiuse la seconda udienza con la deposizione dei primi dieci testimoni: il nonno della ragazzina, la zia e il suo fidanzato, poi cinque tra agenti e funzionari di polizia, quindi due psicologi, il primario del Gaslini Enzo Casari e la collega Giovanna Cenci. Se il sacerdote si presenterà in aula dipenderà dall’evolversi dell’istruttoria dibattimentale.

    Oggi, invece, si è assistito ad un lungo interrogatorio per il nonno e la zia della dodicenne. Non è stata ascoltata invece la madre, ma sono stati sentiti gli inquirenti che hanno spiegato come si è dipanata l’indagine prima del clamoroso arresto di dicembre. Tutto era iniziato dalla segnalazione degli specialisti del Gaslini che avevano sentito la bambina. Secondo il legale del sacerdote, avv. Alessandro Chirivì, «non sono emerse novità rispetto a quegli elementi di cui eravamo a conoscenza. Tutti i testi non sono stati ascoltati in ordine cronologico rispetto agli eventi».

    31 maggio 2010 delle ore 15:22

    Processo “Don Lu”, secondo la parte civile “la struttura accusatoria è solida”

    Savona. Erano da poco passate le 14 quando anche l’ultimo dei testimoni chiamati a testimoniare nel processo che vede imputato Don Luciano Massaferro ha lasciato l’aula numero 4 del secondo piano del Palazzo di Giustizia di Savona. Di lì a pochi minuti è quindi calato il sipario anche sulla seconda udienza del processo al sacerdote alassino e i giudici del collegio, il sostituto procuratore Alessandra Coccoli e gli avvocati, sia della parte civile che dell’accusa, hanno abbandonato l’aula.

    “Oggi abbiamo gettato le basi per il processo e, a mio parere, la struttura accusatoria è abbastanza solida”. E’ questo il primo commento, a “caldo”, rilasciato dall’avvocato Mauro Vannucci che tutela gli interessi della piccola e della sua famiglia. “Questa mattina abbiamo sentito gli operatori della polizia giudiziaria, la famiglia della piccola, la dottoressa Lenci (psicologa del Gaslini), e il dottor Casari (primario di psicologia del nosocomio genovese), ovvero i soggetti dai quali è nata la notizia di reato, sia direttamente che indirettamente” ha aggiunto il legale della parte civile.

    “Posso dire che l’impianto è solido perché sono state confermate le risultanze delle indagini preliminari, le stesse che erano emerse anche nel corso dell’incidente probatorio” ha proseguito Vannucci che sulle deposizioni dei parenti della piccola ha commentato: “Potete immaginare per una persona che entra per la prima volta in tribunale quale possa essere la situazione psicologica. Il nonno e la zia sono due persone che hanno sempre svolto un ruolo preminente nell’ambito della famiglia e quindi hanno dovuto spiegare anche i minimi particolari e le sfumature che possono sembrare irrilevanti ma che il collegio ha voluto far emergere proprio al fine di accertare la verità”.

    “La bambina sta meglio anche perché piano piano sta uscendo fuori dalla vicenda del processo. Questo favorisce la piccola a riprendere lentamente i suoi rapporti sociali” ha spiegato l’avvocato Vannucci che alla domanda sulla futura presenza in aula dell’imputato ha risposto: “Don Luciano dovrà comparire perché la difesa ha chiesto il suo interrogatorio, adesso non si può dire ancora quando ma certamente verrà sentito”.

    Più cauto l’avvocato Mauro Ronco che con il collega Alessandro Chirivì difende Don Luciano: “Ciascuno fa le sue valutazioni, non si può adesso fare la cosa contraria perché sembrerebbe proprio il gioco della parti. Direi che mass-mediaticamente sarebbe conveniente dire questo ma dal punto di vista della mia serietà professionale penso che sia opportuno non fare nessun commento. Si tratterà di vedere nello sviluppo del processo come vanno le cose e quali sono i buchi neri nell’impianto accusatorio”.

    “I familiari della bambina hanno ricordato quello che la piccola ha detto loro e quindi è stato piuttosto laborioso, tenendo presente che si tratta del nucleo dell’accusa. Non mi pare ci sia però nulla di nuovo” ha aggiunto Ronco che sulla presenza dei giornalisti ha detto: “Preferirei che non ci fossero le telecamere a seguire questo processo sia per il sacerdote, che ha un grande bisogno di essere sereno e tranquillo, e lo sta dimostrando nella sua vita carceraria, ma anche per la bambina”.

    “In definitiva tutta questa pubblicità finisce per gravare sulla bimba e ad aumentare le aspettative di accusa da un lato. Perché come si fa poi ad assolvere quando una bambina è stata messa in gioco così pesantemente? Credo che effettivamente meriti di essere protetta in modo migliore. Quindi da due punti di vista vorrei che non ci fosse così tanta attenzione dei media. Ormai Don Luciano è stato messo in croce e quindi lui offre questo sacrificio a Dio, accettando questa ingiustizia. Ma tutta questa attenzione dilatata davvero mi spiace per la bambina. Più si diffonde questa notizia più la bimba viene messa in gioco e poi perché, lo ribadisco, più si coltiva la tendenza pubblica a dire ‘condanniamo’ e più si danneggia il nostro assistito” conlcude l’avvocato del sacerdote alassino.

    Prossimo passaggio del processo il 14 giugno quando, nell’aula savonese, saranno sentiti altri quindici testimoni chiamati dall’accusa

    www.ivg.it/2010/05/31/processo-don-…toria-e-solida/

     

  • Savona: aggredito Francesco Zanardi, il gay che denunciò un prete per molestie

    Savona: aggredito Francesco Zanardi, il gay che denunciò un prete per molestie

    Francesco Zanardi, il gay savonese che ha denunciato di essere stato vittima, da adolescente, di un prete pedofilo, è stato aggredito  per strada mentre stava tornando a casa. L’episodio risale alla settimana scorsa ma la notizia, riportata giovedì 20 maggio dalla Stampa, è emersa solo nelle ultime ore.

    “Non so chi fossero e neppure mi spiego i motivi dell’aggressione – ha detto Zanardi -. Spero che non c’entrino con la battaglia che sto conducendo in questi mesi sulla questione dei preti e della pedofilia. Ma né le minacce che ricevo continuamente né la violenza, potranno farmi recedere dalla mia iniziativa”.

    Zanardi, secondo la ricostruzione fatta, è stato avvicinato da due individui che dopo averlo aggredito gli hanno sferrato un pugno in pieno volto. Poi si sono allontanati indisturbati.

    L’aggressione si è verificata nella zona di via Torino, nel quartiere savonese di Villapiana. “Affinché l’episodio non venisse strumentalizzato non sono neppure andato a farmi medicare in ospedale, anche se il pugno è stato davvero forte – ha detto zanardi -. Per fortuna sono riuscito ad entrare nel portone e a chiudermi dentro, così quei due sono stati costretti alla fuga”.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/gay-zanardi-aggredito-savona-384293/#sthash.hMgfKDIl.dpuf

  • Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Alassio: presto una fiaccolta contro don Luciano

    Dopo la fiaccolata per don Luciano Massaferro è pronta ora la controfiaccolata che potrebbe essere organizzata addirittura per domani sera sempre ad Alassio. Ad organizzarla potrebbe essere il neonato gruppo su Fb “Dalla parte delle bambine di Alassio”, che chiede appunto la tutela della bambina, vittima dei presunti abusi da parte del sacerdote.

    r.c.

    Giovedì 29 Aprile 2010 ore 10:09

  • I parroci promuovono una fiaccolata per don Luciano

    I parroci promuovono una fiaccolata per don Luciano

    25 aprile 2010

    Una fiaccolata dei fedeli per don Luciano Massaferro, il parroco di Alassio arrestato il 29 dicembre scorso con l’accusa di aver violentato una sua chierichetta di 12 anni, è stata promossa dalle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni insieme alla diocesi di Albenga/Imperia per domani sera. Hanno annunciato l’adesione sia i parrocchiani sia diversi sacerdoti della stessa diocesi.

    Il prete attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Valle Armea a Sanremo e il prossimo 24 maggio dovrà presentarsi in tribunale a Savona per la prima udienza del processo. A difendere il prete saranno gli avvocati Mauro Ronco e Alessandro Chirivì che più volte hanno presentato istanza di scarcerazione per il loro assistito. Inizialmente detenuto nel carcere di Chiavari, don Luciano Massaferro era stato poi trasferito in quello sanremese ospite in una cella dove sono detenute altre sette persone.

  • Chiesa e pedofilia: nuove accuse per don Martin

    Chiesa e pedofilia: nuove accuse per don Martin

    21 aprile 2012
    Savona – Si aggrava la posizione di don Martin Viktor Parappillil, il sacerdote di 45 anni viceparroco a Murazzano e Marsaglia (ma in passato anche a Mallare), arrestato a metà marzo perché accusato di atti sessuali nei confronti di una minorenne.

    Il confronto con i magistrati (alla presenza dei difensori Antonio Viglione e Giorgio Giaccardi) ha fatto emergere una seconda contestazione da parte della Procura: il sacerdote ha ammesso un caso di atti sessuali anche nei confronti di un’altra minorenne, della Langa monregalese.

    L’episodio risale ad alcuni anni fa, quando don Martin era viceparroco a Mondovì, nella casa parrocchiale di Carassone.

  • Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta

    Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta

    Don Luciano Massaferro verso il processo: è accusato di aver abusato di una chierichetta
    *Ida Artiaco

    È stata fissata per il prossimo ventiquattro luglio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro Don Luciano Massaferro, il parroco arrestato lo scorso dicembre con l’accusa di abusi sessuali nei confronti di una chierichetta undicenne.

    La procura della Repubblica ha chiuso l’inchiesta sul sacerdote quarantacinquenne e avanzato l’istanza di giudizio immediato al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Savona, Emilio Flois, che ha fissato l’udienza davanti al collegio.

    Don Luciano Massaferro, 45 anni

    Don Luciano, che si dichiara innocente, attualmente è detenuto nel carcere di Villa Armea a Sanremo. Tre sarebbero gli episodi descritti dalla vittima, per i quali il reggente delle parrocchie di San Vincenzo e San Giovanni Battista, nonché responsabile dell’ufficio scolastico della Diocesi, è stato indagato.

    Episodi avvenuti sullo scooter del prete, nella biblioteca dell’ufficio parrocchiale e nella baracca dell’orto gestita da Don Lu, come è chiamato dai suoi fedeli, dove avrebbe fatto giurare alla ragazzina in un momento di intimità di non raccontare nulla di quegli incontri proibiti.

    Ma, secondo i legali del prete, la ragazzina si sarebbe contraddetta più volte e le relazioni effettuate dagli psicologi del Gaslini di Genova sarebbero contraddittorie. “Ovviamente per un sacerdote il regime carcerario è pesante- ha detto Alessandro Chirivì, legale di Don Luciano- e vive in una cella insieme ad altri sette detenuti a seconda delle esigenze del carcere”. Intanto è stata depositata anche la perizia psichiatrica ordinata dalla Procura su Don Massaferro, dalla quale si evince, secondo l’avvocato, che il prete era capace di intendere e di volere.

    Potrebbe essere aperto anche un processo canonico nei confronti del sacerdote di Alassio. A decidere sarà il vescovo della Diocesi di Albenga e Imperia, Mario Oliveri, che già al tempo dell’arresto, aveva inviato una segnalazione alla Congregazione dei Vescovi in Vaticano. In caso di eventuale avvio del processo canonico, e in caso di condanna, il massimo della pena che rischia don Luciano sarebbe la riduzione allo stato laicale. Intanto l’intera Diocesi e le parrocchie di Alassio si mobilitano per il parroco, organizzando una fiaccolata per il prossimo ventisei aprile.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/don-luciano-massaferro-verso-il-processo-e-accusato-di-aver-abusato-di-una-chierichetta-335176/

  • Don Lu, processo a maggio

    Don Lu, processo a maggio

    16 aprile 2010

    È stata fissata al prossimo 24 maggio la prima udienza in Tribunale a Savona del processo contro don Luciano Massaferro, il parroco in carcere dal 29 dicembre scorso con l’accusa di aver abusato sessualmente di una chierichetta di 11 anni (all’epoca dei fatti).

    «Questa mattina – ha riferito il suo legale Alessandro Chirivì – ho ricevuto il fax dal tribunale che ha fissato l’udienza dopo la richiesta avanzata dalla Procura pochissimi giorni fa. Ora avremo quaranta giorni di tempo per presentare al meglio la difesa del nostro assistito».

  • Anamnesi di una vittima.

    Anamnesi di una vittima.

     «Mai avere una relazione con bambini ricchi»

    «Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo […] Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto.

    Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure […] Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito.

    Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia… saremo felici per sempre […] Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società mai. » 

    Padre Tarcisio Tadeu Spricigo ha compilato un manuale sequestrato dagli inquirenti con le dieci regole per restare impuniti.

    Credo che da questo breve ma significativo pezzo possiamo avere un quadro piuttosto chiaro del pedofilo, si nota la lucidità e la consapevolezza delle sue azioni, come cercare e quali caratteristiche deve avere la vittima in modo di garantirsi il “totale segreto”, sa di essere un seduttore.

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webpwp-content/uploads/2025/02/domenica-15-a-celle-ligure-gianluigi-nuzzi-presenta-il-suo-ultimo-libro-inchiesta-peccato-originale-interverra-francesco-zanardi-presidente-della-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2025/02/preti-pedofili-e-adulti-complici-il-corto-di-cammuso-illumina-la-sala-farina-gesti-orrendi-camuffati-da-abito-religioso.webpwp-content/uploads/2025/02/dettagli-abusi-su-minori-in-nome-di-dio-da-piu-di-25-anni-ad-aci-bonaccorsi-la-comunita-che-plagiava-le-giovani-il-video.webpwp-content/uploads/2025/02/caso-vitale-processo-rinviato-a-dicembre-messere-a-telemolise-fatti-gravissimi-perche-commessi-da-chi-ha-una-funzione-educativa.webpwp-content/uploads/2025/02/chi-lha-visto-affronta-il-prete-che-ha-abusato-di-lui-la-risposta-preghiamo-insieme-un-caso-denunciato-dalla-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2024/09/il-primo-film-sui-preti-pedofili-girato-a-savona-e-verona-sara-al-bari-international-film-festival-domenica-6-aprile.webpwp-content/uploads/2025/02/conclave-2013-petizione-contro-il-cardinale-domenico-calcagno-non-denuncio-prete-pedofilo-non-e-degno-del-conclave-il-secolo-xix-ratzinger-sapeva-video.webp2005/11/21/scandalo-in-brasile-i-diari-dei-preti-pedofili/

    Perche le vittime soprattutto quelle dei preti non denunciano?

    Intanto bisogna dire che la figura del sacerdote è sempre stata una figura guida molto importante in molte culture, fino a pochi anni fa si andava dal parroco per esporre molti problemi familiari, un approdo sicuro, sapeva spesso mettere pace tra l’anima e il corpo. La visione impressa nella cultura, quella di un uomo al di sopra di noi.

    Nel caso di una vittima di un sacerdote (teniamo presente le caratteristiche della vittima) una eventuale denuncia da parte di un adolescente, potrebbe essere fatta, eventualmente ad un altro sacerdote estraneo agli abusi (Qualora vi fosse la possibilità) magari in un confessionale, perché no.

    In questo caso vigerebbe il “Segreto di confessione” e la denuncia finirebbe li, anche se il sacerdote volesse non può denunciare, pena la scomunica.

    Difficilmente il ragazzino denuncerà nuovamente, almeno per un po’ di anni, fino a che i traumi cominceranno a venire fuori, al momento è più semplice per un adolescente affrontare gli altri problemi che la crescita impone. Naturalmente non ne parlerà mai in casa, capisce che in quelle attenzioni qualcosa non va, si sente sporco adesso, si sente anche in colpa di non permettere più a quella figura paterna di concederle attenzioni. Ci rimette la vittima, ora è sola.

    Ora entriamo un attimo nella testa di un ragazzino/a di età tra i 10 e i 16 anni.

    Un’età importante nella quale gli ormoni si scatenano, il corpo cresce si diventa uomo o donna, accadono fatti e sensazioni sconosciute all’adolescente, comincia il percorso di sperimentazione che formerà il carattere del ragazzo, carattere che subirà nel caso di violenze un indebolimento e una mancanza di autonomia devastanti per la crescita. l’adolescente in questo vulcano di novità, forse percepisce appena che qualcosa non va, ma lo terrà segreto, mai ne parlerà in famiglia.

    Credo che fino a qui sia abbastanza chiaro, ho cercato di fornire una visione semplice e abbastanza completa del pedofilo, della vittima, e di cosa accade nel caso che il pedofilo sia un sacerdote.

    A questo punto trovo doveroso esaminare una differenza sostanziale tra il pedofilo laico e il pedofilo sacerdote.

    Viene subito agli occhi che il sacerdote ha una rete di copertura e il laico no, nel caso il pedofilo venga indagato e condannato accadrà che il laico andrà in carcere, il sacerdote malgrado la condanna no, continuerà a commettere crimini. Verrà spostato altrove e si ricomincia da capo, nuove vite spezzate. Riporto di seguito un recentissimo caso savonese, quello di don Giorgio Barbacini che riprenderemo più avanti. https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webpwp-content/uploads/2025/02/domenica-15-a-celle-ligure-gianluigi-nuzzi-presenta-il-suo-ultimo-libro-inchiesta-peccato-originale-interverra-francesco-zanardi-presidente-della-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2025/02/preti-pedofili-e-adulti-complici-il-corto-di-cammuso-illumina-la-sala-farina-gesti-orrendi-camuffati-da-abito-religioso.webpwp-content/uploads/2025/02/dettagli-abusi-su-minori-in-nome-di-dio-da-piu-di-25-anni-ad-aci-bonaccorsi-la-comunita-che-plagiava-le-giovani-il-video.webpwp-content/uploads/2025/02/caso-vitale-processo-rinviato-a-dicembre-messere-a-telemolise-fatti-gravissimi-perche-commessi-da-chi-ha-una-funzione-educativa.webpwp-content/uploads/2025/02/chi-lha-visto-affronta-il-prete-che-ha-abusato-di-lui-la-risposta-preghiamo-insieme-un-caso-denunciato-dalla-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2024/09/il-primo-film-sui-preti-pedofili-girato-a-savona-e-verona-sara-al-bari-international-film-festival-domenica-6-aprile.webpwp-content/uploads/2025/02/conclave-2013-petizione-contro-il-cardinale-domenico-calcagno-non-denuncio-prete-pedofilo-non-e-degno-del-conclave-il-secolo-xix-ratzinger-sapeva-video.webp?s=giorgio+barbacini

    La mia personale esperienza nella Diocesi di Savona dal 1980 a oggi.

    Avevo 10 anni circa, Spotorno un piccolo paese della riviera ligure, nemmeno 5000 abitanti, cominciavo con gli amici Franco e Fabrizio ad uscire soli, le nostre situazioni familiari, la mia e quella di Franco pressappoco uguali, Fabrizio invece orfano di padre.

    Cominciammo, un po’ così un po’ per fare piacere alle nostre madri a frequentare la domenica la parrocchia, andavamo a servire messa, con le nostre situazioni familiari li ci sentivamo importanti, si faceva a gara per aggiudicarsi i vari servizi durante la messa ed era un’ottima scusa per distrarsi dall’ambiente familiare.

    Il parroco don Gianni Decia all’epoca già molto anziano non conduceva molte attività parrocchiali, da li a poco andò in pensione ritirandosi.

    1. Arriva il grande giorno, a Spotorno due giovani nuovi parroci, Carlo Rebagliati e Giovanni Busoni pieni di voglia di fare pieni di voglia di trasmettere Dio come appreso nel Vangelo. Le opere parrocchiali, di nuova costruzione e molto ampie divennero presto un punto di incontro, l’unico per i giovani della piccola e noiosa cittadina.

    I primi anni furono fantastici, pieni di emozioni, Carlo che aveva notato il mio modo di fare molto introverso e l’importanza per me di avere un luogo sereno, dove potermi esprimere (ero agli antipodi della mia vita professionale, ancora smontavo radio, sveglie senza mai riparare nulla) e trovare il mio spazio, che a casa non avevo. Mi diede un sottoscala, li ero solo io, non mi pareva vero.

    1. Un giorno arrivò un nuovo vice parroco, Nello Giraudo molto giovane, arrivava da Roviasca una piccola parrocchia nell’entroterra savonese (Solo anni dopo, scoprimmo che lo mandarono a Spotorno per essere controllato da Carlo e Gianni, perche sorpreso a Valleggia mentre molestava un minore), di tanto in tanto, piccole probabili vittime di circa 14-16 anni venivano a trovarlo da Roviasca in motorino, (solo per un breve periodo) ridacchiavano con noi dicendo che “toccava” ma non capivamo bene il significato di quelle frasi. Molto presto però capimmo.

    Nel frattempo in parrocchia le attività erano numerose, anche fuori dalla parrocchia, proprio con lui io Franco Fabrizio Andrea Romeo e altri andavamo alle escursioni nella casa piemontese, (ricordo la prima volta che vidi in quella casa, il dormitorio, era un enorme letto di tavole poggiate su due putrelle di ferro, su due piani, il suo altare sacrificale) si mangiava, da buoni lupetti ripulivamo la cucina e si andava a dormire, si spegneva la luce e il mostro cominciava, quasi sempre uno alla volta, in questo caso ingenuamente trasportati al di sotto del piano dove si dormiva,  sentivamo il rumore e tutti sapevamo cosa accadeva, attendevamo solo il nostro turno. Continuò per anni, con vari stratagemmi e in luoghi differenti, verso i 16 anni cominciai ad allontanarmi dalla parrocchia, trovai un lavoro e interruppi gli studi a 18 presi la patente e mi allontanai definitivamente dalla Chiesa, non passai momenti facili, all’età di 24 anni, mia madre si suicidò. Fu un periodo molto buio per me, non riuscii mai a parlare a Carlo degli abusi di quel prete, mi faceva paura anche lui, (premetto che non provò mai a toccarmi) malgrado fosse stato un po’ il mio papa, la mia guida lo chiamavo Popi, fu un grande trauma lasciare la parrocchia. Era il 1988 festeggiavo i miei 18 anni.

    Malgrado i vari traumi dovuti alle violenze, con molta fatica la mia vita andava avanti, mi licenziai e cominciai a lavorare in proprio,(era il 1994) anche se inconsciamente continuavo a subire quei traumi, me ne ero praticamente dimenticato, li avevo apparentemente rimossi. Incontravo per strada il mio carnefice, senza alcun apparente sentimento di rancore, era sempre con ragazzini, dentro di me sapevo.

    E’ inutile dire che la mia adolescenza era oramai distrutta e mai vissuta, il ricordo di quegli anni è molto vago. Ricordo che non avevo ancora una identità sessuale e avevo il terrore di avere rapporti, un classico quasi per tutte le vittime.

    Carlo nel frattempo era diventato Economo, aveva anche intuito, collegando varie situazioni, il perché mi allontanai da Spotorno, non riusciva a perdonarsi il silenzio dovuto a alle direttive interne alla chiesa che così tanto danno avevano arrecato a troppi, un silenzio nel quale tutti sapevano, e che permetteva a questi mostri di continuare le loro barbarie.

    Lo incontrai, erano passati tanti anni, ma le volevo ancora bene, aveva lasciato in me un’impronta importante, lui anche, non si era mai dimenticato di me, non ci eravamo più cercati, quelle violenze da parte di Nello Giraudo, una montagna troppo alta per tutti e due, ancora in lui come un tempo, la voglia di coltivare la sua chiesa, malgrado le difficoltà che impone.

    Eravamo contenti che le nostre strade si incrociassero ancora, mi raccontò della sua carriera ecclesiastica, io della mia. Intanto io vivevo con mio padre, non era il massimo ma cercavo di farmela andare bene, Carlo mi propose di andare a vivere con lui, la casa dove abitava era grande e un po’ di vita in comune con una persona che sentivo una guida mi avrebbe fatto bene. Era il 1996.

    Parlammo a lungo, anche delle violenze, ma per Carlo non era facile, io mi chiudevo, non riuscivo ad affrontare l’argomento. Troppa la vergogna e il peso, mi sentivo in colpa. Anche in lui il senso di colpa e d’impotenza pesava come un macigno.

    Nel frattempo Carlo mi introdusse nell’ambiente lavorativo ecclesiastico come tecnico, andavo spesso da lui in Diocesi, dal cancello vedevo un prete con abiti firmati, sempre alla moda, con auto sportive, intorno a lui dei ragazzini extracomunitari, nei suoi modi mi tornava in mente qualcosa. Scoprii presto che era un pedofilo messo a dirigere la comunità per minori in difficoltà, la comunità era situata nel Palazzo dei Canonici di Savona, stranamente, anche in questo caso nessuno si accorse mai di nulla. La comunità Migrantes di don Giorgio Barbacini, direttore anche dell’ufficio missionario diocesano fu aperta con il consenso del Vescovo Dante Lafranconi nel 1996, lo stesso Vescovo fece aprire in quegli anni al già noto Nello Giraudo, la comunità di Fegnino, sulle alture di Finale.

    Di seguito l’articolo su don Giorgio Barbacini. “il 15 ottobre (2004 n.d.r.) viene condannato a 3 anni e mezzo di reclusione don Giorgio Barbacini per aver compiuto atti sessuali nei confronti di un minorenne extracomunitario, con l’aggravante di averne avuto la custodia e la tutela. I fatti risalgono al 2000, quando don Giorgio era responsabile della comunità “Migrantes” di Savona, istituita dalla Curia per tutelare i giovani extracomunitari con problemi di ambientamento. Attualmente don Giorgio è stato trasferito in un’altra diocesi fuori dall’Italia; nei suoi confronti non è mai stata avviata alcuna procedura ecclesiastica.”

    Quando seppi che Nello Giraudo aveva ottenuto dal Vescovo il permesso di aprire una comunità per minori in difficoltà mi crollo il mondo addosso. Questi minori erano affidati dal tribunale ai comuni di residenza, ai quali non pareva neppure vero che ci fosse un pellegrino che si facesse carico loro, nessuno stette a guardare troppo per il sottile.

    Nel 2008 stanco di sentirmi complice di queste continuate atrocità, abbastanza libero dal trauma, decisi di denunciare tutto alle autorità civili. Purtroppo scoprii che la mia denuncia non sarebbe servita a nulla, era in prescrizione, nessuno tranne lo scrivente al quale la depositai l’avrebbe mai letta.

    Nel gennaio 2010 vengo convocato dal magistrato, il caso è stato riaperto, confido nella giustizia.

    Invito tutti coloro che leggono a diffondere quanto sia importante denunciare, porta un po’ di sollievo anche a noi vittime, porta una vita più sicura alle future probabili vittime.

    A questo punto vorrei fare una riflessione, prima come vittima, dopo anche come omosessuale.

    Ho parlato a lungo negli ultimi periodi con altre vittime dello stesso sacerdote, tutte stanno passando le stesse cose di cui sopra, non è stato facile convincerle che denunciare era giusto, vivono ancora la colpa e la vergogna, di essere vittime.

    Nel coro unanime che si alza dalla Chiesa, coro che offende e violenta ancora quelle vittime, coro che dice di stare tutti attorno al Pontefice ma che si dimentica e ignora chi ha subito e sta ancora subendo, a causa dell’omertà che c’è stata, un’omertà che sta continuando e permette come nel caso di Savona, di cui siamo testimoni, che il carnefice, oramai difficile da nascondere e scomodo, venga semplicemente allontanato senza che nessuna delle persone a conoscenza dei fatti denunci all’autorità giudiziaria. Il Vescovo minaccia denunce a me, non al sacerdote che per ben 30 anni la Diocesi ha coperto, eppure la cosa era ben nota. Bisognerebbe che qualcuno si preoccupasse delle vittime, queste persone hanno necessità di andare in analisi, alcune soffrono delle malattie nervose più varie a causa di questi traumi, quelle della comunità di minori, non godono neppure di un appoggio dalla famiglia.

    Credo anche, bisognerebbe assumersi le proprie responsabilità, evitare di scaricarle sugli omosessuali come è stato fatto ultimamente, nella realtà di Savona non mancano, ma a differenza dei pedofili, non nuocciono a nessuno.

    Un po’ troppo spesso ho sentito dichiarazioni del tipo “La pedofilia si può perdonare l’omosessualità e l’aborto no” oppure “Pedofilia, il problema sono i gay”. Non credo che Dio consideri i gay un mattone bruciato e dimenticato nel forno dal Signore mentre costruiva la sua chiesa, dio è amore e proprio non credo che approvi ciò che sta accadendo.

    Vittima di un pedofilo e omosessuale, due volte vittima.

    Un’altra considerazione da fare è che il limite massimo di prescrizione per questo tipo di reati è di dieci anni, in realtà ridotto a poco più di sette, non è sufficiente, la vittima nei pochi casi nei quali riesce a reagire raramente denuncia prima dei 25 anni dagli abusi.

    Le autorità ecclesiastiche nella peggiore delle ipotesi, si limiteranno ad avviare il processo di de canonizzazione del sacerdote, in questo modo si tolgono tutte le responsabilità passate e future. Anche in questo caso il pedofilo potrà continuare il suo percorso.

    Atri casi di preti nascosti dalla Chiesa in Italia, uno riguarda anche la nostra Diocesi, è il caso di Padre Yousuf Dominic nascosto ad Albisola. https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webpwp-content/uploads/2025/02/chiesa-e-pedofilia-la-condanna-del-card-pell-in-australia-lalto-prelato-mai-sfiorato-dalla-magistratura-ecclesiastica.webpwp-content/uploads/2025/02/domenica-15-a-celle-ligure-gianluigi-nuzzi-presenta-il-suo-ultimo-libro-inchiesta-peccato-originale-interverra-francesco-zanardi-presidente-della-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2025/02/preti-pedofili-e-adulti-complici-il-corto-di-cammuso-illumina-la-sala-farina-gesti-orrendi-camuffati-da-abito-religioso.webpwp-content/uploads/2025/02/dettagli-abusi-su-minori-in-nome-di-dio-da-piu-di-25-anni-ad-aci-bonaccorsi-la-comunita-che-plagiava-le-giovani-il-video.webpwp-content/uploads/2025/02/caso-vitale-processo-rinviato-a-dicembre-messere-a-telemolise-fatti-gravissimi-perche-commessi-da-chi-ha-una-funzione-educativa.webpwp-content/uploads/2025/02/chi-lha-visto-affronta-il-prete-che-ha-abusato-di-lui-la-risposta-preghiamo-insieme-un-caso-denunciato-dalla-rete-labuso.webpwp-content/uploads/2024/09/il-primo-film-sui-preti-pedofili-girato-a-savona-e-verona-sara-al-bari-international-film-festival-domenica-6-aprile.webpwp-content/uploads/2025/02/conclave-2013-petizione-contro-il-cardinale-domenico-calcagno-non-denuncio-prete-pedofilo-non-e-degno-del-conclave-il-secolo-xix-ratzinger-sapeva-video.webp?s=Yousuf+Dominic


    Mi rivolgo ora alle varie testate che diffidano spesso delle mie dichiarazioni e che mi attribuiscono un guadagno politico o economico.

    Riguardo a quello politico, che spesso viene attribuito alle mie recenti lotte per i diritti degli omosessuali, rispondo che se avessi voluto strumentalizzare la situazione e attaccare la Chiesa, sicuramente lo avrei fatto prima. Lo faccio ora semplicemente perche lo scandalo esploso lo impone.

    Riguardo quello economico è presto fatto, la mia denuncia è prescritta, non posso chiedere neppure un risarcimento, le vittime non ancora prescritte si, ma non è il mio caso.

    Rischio solamente, dopo avere già perso il lavoro, di perdere anche la casa che è della Diocesi, di aggiudicarmi querele ecc.

    Sto facendo tutto ciò perché ho una coscienza, mi rammarico di non avere trovato la forza prima di reagire, forse quelle due comunità non le avrebbero aperte, altri adolescenti non avrebbero subito i miei stessi traumi. Con quelli che conosco ho parlato, cerco di aiutarli ma non è facile, per loro non sono ancora passati 10 anni e non metabolizzano ancora, vedono in fondo il loro carnefice come una persona che li ha aiutati. Purtroppo questa è la visione che il carnefice imprime alla vittima, ci riesce solo per i motivi di cui ho parlato all’inizio di questo scritto. Non li sottovalutiamo.

  • Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Vaticano sempre alle corde per lo scandalo-pedofilia

    Le dichiarazioni del numero due vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, che ha accostato pedofilia e omosessualità citando non meglio precisati “studi” (cfr. Ultimissima di ieri) hanno suscitato vasta eco in tutto il mondo. Le parole del segretario di Stato sono state oggetto di forti critiche: il ministro degli esteri francese Bernard Kouchner le ha esplicitamente “condannate”, definendole “inaccettabili”, e anche l’ex segretario PD Walter Veltroni ha affermato che “ogni accostamento tra omosessualità e pedofilia è indebito e pericoloso”. Il portavoce della Santa Sede, padre Lombardi, si è dunque sentito in obbligo di intervenire con una dichiarazione, da cui si trarrebbe la conclusione che Bertone (peraltro non citato) si riferiva in realtà “alla problematica degli abusi da parte di sacerdoti e non nella popolazione in generale”. La dichiarazione di Lombardi cita statistiche interne, alquanto arrotondate, secondo cui gli abusi commessi da sacerdoti ricadrebbero solo per il 10% nella pedofilia, mentre il 60% costituirebbe un caso di efebofilia omosessuale e il 30%, invece, efebofilia eterosessuale. Lombardi ha altresì precisato che “le autorità ecclesiastiche non ritengono di loro competenza fare affermazioni generali di carattere specificamente psicologico o medico”.
    A Malta, dove sono stati alterati alcuni manifesti che pubblicizzavano la visita di Benedetto XVI in programma sabato e domenica, si temono nuove clamorose contestazioni alla presenza del papa stesso: la cui casa natale, in Germania, è stata a sua volta coperta da scritte oscene. Il papa, nel corso dell’udienza generale di oggi (1), ha difeso i sacerdoti, a cui spetta portare “la luce di Dio” nella “confusione dei nostri tempi”. I preti, ha detto il papa, non devono essere “mai omologati, né omologabili”: il sacerdote, ha ulteriormente precisato, “non inventa, non crea e non proclama proprie idee in quanto la dottrina che annuncia non è sua, ma di Cristo”.
    Qualche dissidio interno sembra comunque venire alla luce: la rivista dei gesuiti statunitensi America, accusandolo di aver coperto le azioni di padre Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo, ha chiesto le dimissioni del cardinale Angelo Sodano. In Argentina, scrive Horacio Verbitsky (2), il cardinale Jorge Bergoglio, anch’egli gesuita, in vista di un non lontano nuovo conclave, sta procedendo a rifarsi un’immagine, un po’ appannate dall’accusa di complicità con la dittatura militare.
    La Chiesa si sente sotto assedio, tanto da indurre le associazioni cattoliche italiane a organizzare per il prossimo 16 maggio a San Pietro una manifestazione di solidarietà nei confronti del pontefice. Sul sito Pontifex (che ha legalmente diffidato (3) mons. Babini dallo smentire le sue dichiarazioni antisemite) continuano nel frattempo a essere pubblicati interventi che parlano di complotto. Mons. Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza, ha dichiarato (4) che “contro la Chiesa si é levato un gossip, a tutto campo che non risparmia nessuno, si tratta di forze del male, al servizio del laicismo più sfrenato che vuole metterci la museruola su valori non negoziabili”. Carlo Di Pietro, webmaster dello stesso sito, è invece arrivato a definire l’omosessualità “un crimine contro l’umanità” e a chiedere l’intervento del legislatore “contro la subdola e costante opera di conversione che le lobbies omosessuali fanno nei confronti di coloro che sono sessualmente e psichicamente fragili”. (5)
    Infine, dalla Germania giungono voci, riprese dalla BBC (6), dell’imminente diffusione di notizie concernenti casi di abusi sessuali da parte di esponenti del clero tedesco. Nel corso della trasmissione L’Infedele Francesco Zanardi ha chiesto le dimissioni del vescovo di Savona Lupi, a suo dire al corrente degli abusi che avrebbe subito da un sacerdote, e oggi si è presentato (7) davanti alla stessa diocesi di Savona: il vescovo gli ha peraltro risposto annunciando (8) che il presunto abusatore sarà presto spretato. Negli USA, i vescovi del Connecticut stanno dando battaglia per contrastare l’approvazione di una legge che toglierebbe la prescrizione dal reato di abuso su minori. Ma la questione-pedofilia tocca anche l’ebraismo: un rabbino di New York è stato condannato a 32 anni di carcere per aver abusato in più occasioni di un sedicenne.

    (1) http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/25404.php?
    index=25404&po_date=14.04.2010∓lang=it
    (2) http://www.mercosurnoticias.com/index.php?…37413&Itemid=30
    (3) http://www.pontifex.roma.it/index.php/edit…i-e-don-bianchi
    (4) http://www.pontifex.roma.it/index.php/inte…a-e-solidarieta
    (5) http://www.pontifex.roma.it/index.php/news…lla-razza-umana
    (6) http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8617116.stm
    (7) http://www.ivg.it/2010/04/14/pedofilia-zan…tro+Giornale%29
    (8) www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=73952

    http://www.uaar.it/news/2010/04/14/vaticano-sempre-alle-corde-per-scandalo-pedofilia/