Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Savona

  • Pedofilia: Francesco Zanardi, attacco “frontale” contro la Diocesi: “Ecco la mia verità”

    Pedofilia: Francesco Zanardi, attacco “frontale” contro la Diocesi: “Ecco la mia verità”

    Savona. Come una diga che non riusciva più a sopportare il peso dell’acqua sulle sue pareti e si è spezzata, oggi, Francesco Zanardi ha scelto di smettere di stare in silenzio e ha voluto raccontare tutta la sua verità sugli abusi subiti da un sacerdote della Diocesi Savonese. Francesco è stanco di sopportare da solo il peso di certi segreti ed è stufo che le sue denunce siano inascoltate.

    Per questo, stamattina, ha deciso di aprirsi e raccontare la sua triste e dolorosa esperienza con la Diocesi savonese. Vuole che si sappia, Francesco, che lui aveva denunciato certe situazioni da anni ma che nessuno nella Chiesa ha mai fatto niente. Il suo è un attacco frontale, diretto, preciso, contro la Diocesi di Savona e contro i Vescovi che si sono alternati alla sua guida: Lanfranconi, Calcagno e, infine, Lupi.

    Zanardi non ha paura di fare nomi, fa quello del sacerdote che avrebbe abusato di lui, quando aveva 16 anni, e fa quelli delle persone che sapevano di quelle violenze ma non hanno fatto nulla. L’omosessuale savonese è un fiume in piena: ricostruisce in dettaglio le tappe della sua personale “Odissea” fatta di segnalazioni, denunce e ricatti.

    Già, ricatti, perché sarebbe così che la Diocesi lo teneva “buono”: “Lavorando per e vivendo in una casa di proprietà della Diocesi mi sono trovato abbastanza in difficoltà in questi anni a gestire la denuncia che avevo fatto contro un sacerdote. Dopo aver ripetutamente segnalato l’episodio, già molti anni fa, però nel 2008 mi sono deciso: visto che non succedeva niente ho denunciato alle autorità pubbliche queste cose” spiega Zanardi.

    “Calcagno mi ha fatto parecchie pressioni: avendomi ‘in mano’ dal lato lavorativo e da quello abitativo non gli è stato difficile. Ci sono altri giovani usciti dalle comunità della Diocesi che vivono la mia stessa situazione: hanno subito abusi ma sono tenuti ‘in pugno’ dalle autorità ecclesiastiche o perché lavorano o lavoravano, visto che il licenziamento è stato usato come arma per punire chi denunciava, per loro o perché vivono in appartamenti di loro proprietà” aggiunge Zanardi.

    Francesco non sarebbe quindi l’unico ad aver subito, negli anni, abusi da parte di un sacerdote. Violenze che hanno segnato profondamente l’esistenza di Zanardi che, in seguito a questi episodi, è anche caduto nella dipendenza da droga e ha avuto problemi ad affrontare con serenità la propria sessualità. Sul perché sia voluto uscire allo scoperto adesso e così “platealmente” il savonese spiega che si è visto costretto a farlo dato che le sue denunce, dopo anni, erano rimaste inascoltate.

    “Ho dato un ultimatum a Monsignor Lupi circa un anno fa perché io non mi voglio rendere complice degli orrori che io stesso ho subito quando ero ragazzino. Io pensavo che il Vescovo prendesse queste cose con molta più serietà ma invece i fatti parlano chiaro. Questo prete si è dimesso e dalla Diocesi non esce nessun tipo di dichiarazione” osserva Zanardi che ripete: “Ho sempre denunciato tutto a Lupi, ancora prima che arrivasse a Savona e nell’ultima lettera gli ho chiesto chiaramente o denuncia lei o lo faccio io. Il risultato è stato che dai carabinieri sono andato io nel 2008″ spiega Francesco.

    Zanardi sostiene insomma che la Diocesi sapeva ma non ha mai voluto prendere provvedimenti, anzi avrebbe affidato la gestione di una comunità per minori al sacerdote accusato di pedofilia. La Curia avrebbe cercato poi di “comperare” il silenzio dei giovani che avevano subito abusi dandogli lavoro e case, proprio come è successo a lui che ha lavorato fino al 2008 per la Diocesi.

    Poi l’espisodio che lo allontana: la Curia denuncia di aver trovato del materiale pornografico nei server della Diocesi che lui amministrava. Da quel momento Zanardi non ha più lavorato per la chiesa ma ha continuato a vivere nella casa di loro proprietà.

    “Io non invento nulla, a supporto di quello che ho raccontato ho delle registrazioni che confermano che Monsignor Calcagno sapeva, che praticamente tutto il prelato della Diocesi di Savona sapeva. Audio in cui il sacerdote ammette gli abusi..Tutti sapevano della situazione di Don Nello Giraudo. Ovviamente c’è sempre stata molta omertà dietro questi casi” dice Zanardi che poi lancia un appello: “Per questa ragione io voglio fare col cuore un invito a tutti coloro che conoscono o che più che altro hanno subito sevizie dal sacerdote in questione di non aver paura e di andarlo a denunciare alla magistratura. Non saranno costrette ad uscire pubblicamente come ho fatto io, la cosa potrà restare segreta, ma vi prego fatelo perchè è un atto di umanità”.

    Francesco Zanardi appare “provato” dopo aver raccontato tutta la sua storia. Adesso attende riscontri da Roma: “Mi aspetto qualcosa di coerente dalla Santa Sede. Oggi partirà una lettera scritta da me di denuncia di tutto ciò che sta accadendo nella Diocesi di Savona. Mi aspetto che il Santo Padre, che dice di voler combattere questo cancro della chiesa, dia un supporto alle vittime della pedofilia e che spinga i Vescovi che sanno a denunciare, ad andare dal magistrato a dire come stanno le cose”.

    Francesco ha raccontato davvero tutta la sua verità, senza timori, senza segreti, ora spetterà alla Diocesi raccontare la sua.

    http://www.ivg.it/2010/04/pedofilia-francesco-zanardi-attacco-frontale-contro-la-diocesi-ecco-tutta-la-mia-verita/

  • Pedofilia, Diocesi: “Vescovo è in Terra Santa, l’argomento verrà affrontato al suo rientro”

    Pedofilia, Diocesi: “Vescovo è in Terra Santa, l’argomento verrà affrontato al suo rientro”

    10 aprile 2010 delle ore 08:55

    Pedofilia, Diocesi: “Vescovo è in Terra Santa, l’argomento verrà affrontato al suo rientro”

    Savona. Per il momento non arriva nessuna replica dalla Diocesi di Savona al duro attacco di Francesco Zanardi. “Il Vescovo è in Terra Santa – spiega il suo portavoce Don Angelo Magnano -. Al suo ritorno certamente affronterà l’argomento. Per ora quindi non c’è altro da aggiungere rispetto a quanto era già stato detto”.

    Poche parole che però dicono che la Diocesi non si sta nascondendo e che l’argomento verrà trattato. Insomma la risposta di Monsignor Lupi alle accuse è solo posticipata a causa della sua assenza da Savona, ma arriverà.

  • Savona: mail di Nicolick sulla Diocesi savonese

    Savona: mail di Nicolick sulla Diocesi savonese

    Riceviamo e pubblichiamo una e-mail di Roberto Nicolick, riguardante alcuni temi di stringente attualità:

    “Cosa accade nella Diocesi di Savona? Da settimane si stanno rincorrendo voci, sussurri o come dice un eminente prelato Vaticano, chiacchiericci, che segnalano vittime di presunti abusi in Provincia di Savona da parte di un sacerdote. Pare che la Magistratura, alacremente, stia indagando, da tempo, su queste voci, corroborate da denunce che sarebbero state ritenute credibili dalla Procura di Savona che ha gia convocato alcune persone informate dei fatti, vittime degli abusi , testimoni e anche il presunto responsabile.
    La domanda che ci poniamo, noi tutti credenti in Santa Romana Chiesa, e questa , esiste un fondamento di verita in tutto questo? oppure si tratta di voci assolutamente prive di fondamento.

    E se gli abusi, che sarebbero avvenuti da parte di un notissimo sacerdote, sono realmente avvenuti, perche i Vertici Ecclesiastici non sono intervenuti, in tempo utile, sul responsabile per impedire il reiterare di questi odiosi ed infami reati sui giovani?.Nel frattempo le presunte vittime degli abusi, vengono ascoltati dai magistrati e vanno a talk show televisivi dove vengono intervistati e raccontano cio che e successo.

    Domani mattina saranno intervistati a Uno Mattina in diretta, inoltre una notissima emittente araba, Al Jagiazira ha chiesto una intervista ad una delle vittime, la stessa richiesta sarebbe partita da Gad Lerner, conduttore de l-infedele e da Michele Santoro su Anno Zero, e la Diocesi di Savona e Noli non rilascia dichiarazioni sugli avvenimenti. I fedeli, che sono generalmente persone intelligenti, si cominciano a chiedere cosa ci sia di vero in tutto questo polverone mediatico, forse a questo punto sarebbe interessante un pronunciamento preciso e chiarificatore da parte delle Autorità Ecclesiastiche”.

    Roberto Nicolick

    Sabato 10 Aprile 2010 ore 09:55

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=73681

     

  • Pedofilia, a Savona un’altra denuncia

    Pedofilia, a Savona un’altra denuncia

    Repubblica — 06 aprile 2010 pagina 9 sezione: GENOVA
    «SONO vittima di un sacerdote pedofilo che da più d a i trent’anni miete vittime nel savonese. La chiesa, dovrebbe essere attorno alle vittime, non al Santo Padre».

    Sono le parole accorate contenute in una lettera di Francesco Zanardi, attivista gay savonese, al cardinale Angelo Sodano, che nella messa di Pasqua ha rivolto un messaggio di vicinanza della chiesa a papa Benedetto XVI sotto attacco per gli scandali dei preti pedofili.

    Zanardi era finito sui giornali nei mesi scorsi per la lunga battaglia, con tanto di sciopero della fame, per il matrimonio gay con il compagno Manuel, ora rivela che anche lui avrebbe subito violenze sessuali all’età di tredici anni. «Proprio in questi mesi pare che la giustizia stia facendo il suo orso nei confronti di questo sacerdote», scrive Zanardi nella lettera al cardinale Sodano, e rivela anche che il caso risale al 1983 ma era finito in prescrizione per la denuncia tardiva dello stesso Zanardi, ma ora è stato recentemente riaperto.

    «Sono stato sentito dal magistrato nelle ultime ore – dice, e aggiunge – dal giudice ho accompagnato altre due vittime di quel parroco. Frequentavamo la stessa parrocchia, una chiesa nel savonese. Io avevo 13 ani, loro qualche anno meno. Tutti avevamo alle spalle famiglie sfasciate: chi non aveva il padre, chi la madre alcolizzata. Io non avevo né uno né l’altra. Facevamo i chierichetti in quella chiesa e lui ci portava a fare campeggio nei boschi, oppure ci ospitava in casa della madre anziana. Ci chiedeva di dormire con lui. Credevamo fosse il prezzo che dovevamo pagare per l’affetto che ci mostrava».

    Zanardi ammette anche che è molto difficile trovare il coraggio di denunciare i propri carnefici, «ma io come vittima – scrive nella lettera a Sodano – penso che questo atto di coraggio sia doveroso verso gli altri e verso le nostre coscienze» e invita tutti a «trovare la forza di denunciare alla magistratura queste atrocità per non permettere che queste persone facciano ad altri il male che hanno fatto a noi». Per questo motivo l’attivista gay di Savona giudica «uno spergiuro» la presa di posizione del cardinale nel giorno della Pasqua con «dichiarazioni che offendono e tendono ad infangare mediaticamente non i colpevoli ma le vittime come me», perché «chi crede in Dio chiede semplicemente la verità da Lei definita chiacchiericcio». – NADIA CAMPINI

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/06/pedofilia-savona-unaltra-denuncia.html

  • Pedofilia, Zanardi: “Anch’io vittima di abusi da parte di un prete savonese”

    Pedofilia, Zanardi: “Anch’io vittima di abusi da parte di un prete savonese”

    06 aprile 2010 delle ore 08:05

    Pedofilia, Zanardi: “Anch’io vittima di abusi da parte di un prete savonese”

    Savona. Chiesa e pedofilia: un binomio di cui ultimamente parlano spesso i giornali e che coinvolgerebbe diocesi a noi ‘vicine’. Ad entrare in questa brutta vicenda, c’è ora anche Francesco Zanardi, il gay savonese protagonista di una lunga battaglia per poter sposare il suo compagno, Manuel Incorvaia, che ha raccontato come quando era ragazzino e frequentava un campo scout del Finalese avrebbe subito violenze sessuali da un sacerdote savonese.

    Una storia che risale a più di vent’anni fa. Ad accusare il sacerdote, N.G., non c’è solo Zanardi. Nelle ultime settimane, infatti, gli investigatori sarebbero riusciti a individuare altre due presunte vittime che presto saranno interrogate, ma i fatti sono molti vecchi nel tempo e quindi gli eventuali reati a rischio prescrizione.

    www.ivg.it/2010/04/06/pedofilia-zan…prete-savonese/

     

  • Zanardi: “Io, vittima di un prete pedofilo

    Zanardi: “Io, vittima di un prete pedofilo

    Chiesa con le vittime non con il Papa”
    L’attivista gay di Savona, sposato con il suo compagno dopo una lunga protesta, critica le parole dell’ex Segretario di Stato Vaticano Angelo Sodano che alla messa di Pasqua ha espresso solidarietà al Pontefice attaccato dopo lo scandalo dei sacerdoti pedofili. E svela: “All’età di 13 anni fu violentato da un parroco di Savona nascosto dall’omertà della Chiesa”
    di BRUNO PERSANO

    Zanardi: “Io, vittima di un prete pedofilo Chiesa con le vittime non con il Papa” Francesco Zanardi, a sinistra, il suo compagno Manuel Incorvaia, e Paola Concia, deputata Pd

    “La Chiesa, dovrebbe essere attorno alle vittime, non al Santo Padre”. In una lettera aperta inviata al cardinale Angelo Sodano, Francesco Zanardi – attivista gay di Savona che il mese scorso si è sposato con il suo compagno dopo una lunga protesta – attacca la presa di posizione del cardinale e svela: “All’età di 13 anni ho subito violenze sessuali da parte di un prete di Savona. Finalmente la giustizia sta facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente”.

    Rompendo il protocollo della messa di Pasqua, domenica l’ex Segretario di Stato aveva rivolto un messaggio di vicinanza di tutta la Chiesa al pontefice dopo lo scandalo sulla pedofilia e aveva definito “chiaccericcio” le denunce contro il silenzio usato dal Vaticano per celare gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti. “Ci stringiamo intorno a Lei”, aveva detto il cardinale rivolgendosi al Pontefice. “Il popolo di Dio non si lascia impressionare dal chiacchiericcio, dalle prove che talora vengono a colpire la comunità dei credenti”.

    Zanardi critica le parole usate dall’ex Segretario di Stato Vaticano e si indigna “davanti alla pubblica offesa fatta alla presenza del Santo Padre”: “Quelle dichiarazioni – scrive l’imprenditore savonese – infangano non i colpevoli ma le vittime come me. Sono stato anche io abusato da un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel savonese. Un sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente”.

    La procura di Savona alla quale Zanardi si è rivolto, è la stessa che sta indagando sulla vicenda di don Luciano Massaferro, il prete di Alassio rinchiuso in carcere da più di 3 mesi con l’accusa di aver abusato di una undicenne. “Dal giudice – spiega Zanardi – ho accompagnato altre due vittime di quel parrocco. Frequentavamo la stessa parrocchia, una chiesa nel savonese. Io avevo 13 ani, loro qualche anno meno. Tutti avevamo alle spalle famiglie sfasciate: chi non aveva il padre, chi la madre alcolizzata. Io non avevo né uno né l’altra. Facevamo i chierichetti in quella chiesa e lui ci portava a fare campeggio nei boschi, oppure ci ospitava in casa della madre anziana. Ci chiedeva di dormire con lui. Credevamo fosse il prezzo che dovevamo pagare per l’affetto che ci mostrava. Ci dava una famiglia, ci ascoltava, ci faceva giocare come un padre, a noi che non avevamo nessuno con cui vivere la nostra adolesenza. E alla sera ci chiamava in tenda. Per anni ho vissuto con vergogna quei ricordi e anche ora, alcune vittime, pensano che sia sbagliato denunciare il proprio carnefice perché allora ci aveva amato, in una maniera assassina, ma ci aveva dato quell’affetto che un ragazzino ha bisogno per crescere. Ora basta però: chiedo a tutti di trovare la forza e denunciare alla magistratura queste atrocità come ho fatto io. Queste persone non devono fare ad altri, il male che hanno fatto a noi”.

    (05 aprile 2010)

    http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/04/05/news/zanardi_sodano-3135190/?ref=rephp

    Pedofilia, lettera di una vittima a Sodano «La Chiesa stia con noi, non con il Papa»

    L’appello di un attivista gay di Savona che ha denunciato abusi da parte di un prete: «Dichiarazioni ci infangano»

    SAVONA – «La chiesa dovrebbe essere attorno alle vittime, non al Santo Padre». Così, in una lettera inviata al cardinale Angelo Sodano, Francesco Zanardi – attivista gay di Savona che il mese scorso si è sposato con il compagno dopo una lunga protesta – attacca la presa di posizione del cardinale che domenica, rompendo il protocollo della messa di Pasqua, ha rivolto un messaggio di vicinanza di tutta la Chiesa al Pontefice riguardo agli scandali sulla pedofilia.

    «INFANGATE LE VITTIME» – «Io e le altre vittime – scrive Zanardi nella lettera aperta a Sodano – troviamo che siano uno spergiuro le Sue dichiarazioni azzardate, davanti al Santo Padre nel giorno della resurrezione di Gesù, dichiarazioni che offendono e tendono a infangare mediaticamente non i colpevoli ma le vittime come me». «Mi rivolgo a Lei – scrive Zanardi – precisando anticipatamente che non volevo turbare assolutamente il clima della Santa Pasqua, ma mi trovo indignato davanti alla pubblica offesa fatta da Lei alla presenza del Santo Padre, nei confronti delle vittime di sacerdoti pedofili». Sono anche io – prosegue – «vittima di un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel Savonese. Proprio in questi mesi, finalmente, pare che la giustizia stia facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente».

    «CHIEDIAMO LA VERITÀ» – Dichiarazioni – si legge ancora nella lettera al cardinale Sodano – che «trovo infamanti nei nostri confronti. La chiesa questa volta non è attaccata, chi crede in Dio chiede semplicemente la verità. Mi auguro che la Chiesa si assuma con più serietà e onestà la responsabilità delle atrocità che ha coperto negli anni e risarcisca quanto possibile le vittime questi crimini, vittime hanno già subito e che ora sono costrette nuovamente a rivivere. Mi auguro che tutte le vittime come me non debbano subire altre ingiuste violenze, ma finalmente giustizia», aggiunge Zanardi che recentemente ha denunciato alla magistratura di essere stato vittima di un caso di pedofilia compiuto nei suoi confronti da un sacerdote quando era ragazzino. La magistratura ha aperto un’inchiesta e martedì Zanardi sarà ascoltato in procura a Savona. L’attivista si è sposato il mese scorso con Manuel Incorvaia, dopo uno sciopero della fame per rivendicare i diritti degli omosessuali. (Ansa)

    05 aprile 2010

    http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_05/pedofilia-chiesa-sodano-papa-lettera-gay_a3938512-409c-11df-84ba-00144f02aabe.shtml

  • L’attivista Zanardi: a 13 anni fui violentato da un parroco

    L’attivista Zanardi: a 13 anni fui violentato da un parroco

    05/04/2010 – 16:33
    L’attivista gay Zanardi: a 13 anni fui violentato da un parroco

    Rivelazione Shock di Francesco Zanardi, imprenditore savonese, e attivista radicale per la causa che riguarda i diritti degli omosessuali in Italia
    Ora, in risposta al Cardinale Angelo Sodano, al quale ha inviato una lettera aperta, l’attivista gay critica le parole dello stesso Cardinale, che aveva nel giorno della Santa Pasqua rivolto un messaggio di vicinanza a Benedetto XVI, attaccato su più fronti per gli scandali riguardanti gli episodi di pedofilia che sarebbero stati occultati dallo stesso Ratzinger.

    In tale messaggio Sodano aveva definito “chiacchericcio“ le denunce e le accuse che vedrebbero il Santo Padre ed in generale il Vaticano nascondere o comunque “tralasciare” i presunti numerosi casi di abuso sessuale a danni di minori e bambini da parte di sacerdoti o alti prelati.

    “All’età di 13 anni – dice Zanardi – ho subito violenze sessuali da parte di un prete di Savona. Finalmente la giustizia sta facendo il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente”

    L’attacco di uno dei maggiori attivisti nel campo del riconoscimento dei diritti civili degli omosessuali si basa sul fatto che le dichiarazioni del Cardinal Sodano, offenderebbero le vittime ( come lui) piuttosto che invece in colpevoli ( come dovrebbe essere:

    “Quelle dichiarazioni infangano non i colpevoli ma le vittime come me. Sono stato anche io abusato da un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel savonese.”

    Zanardi si è rivolto alla stessa procura che ha recentemente provveduto all’arresto di Luciano Massaferro, un prete di Alassio, accusato di aver abusato di una bimba di 11 anni. La parte della lettera che racconta ciò che Zanardi avrebbe subìto all’età di 13 anni mette oggettivamente i brividi, anche se ovviamente risulta essere ancora tutta da verificare.

    Dal giudice ho accompagnato altre due vittime di quel parrocco. Frequentavamo la stessa parrocchia, una chiesa nel savonese. Io avevo 13 ani, loro qualche anno meno. Tutti avevamo alle spalle famiglie sfasciate: chi non aveva il padre, chi la madre alcolizzata. Io non avevo né uno né l’altra. Facevamo i chierichetti in quella chiesa e lui ci portava a fare campeggio nei boschi, oppure ci ospitava in casa della madre anziana. Ci chiedeva di dormire con lui. Credevamo fosse il prezzo che dovevamo pagare per l’affetto che ci mostrava. Ci dava una famiglia, ci ascoltava, ci faceva giocare come un padre, a noi che non avevamo nessuno con cui vivere la nostra adolesenza.
    E alla sera ci chiamava in tenda. Per anni ho vissuto con vergogna quei ricordi e anche ora, alcune vittime, pensano che sia sbagliato denunciare il proprio carnefice perché allora ci aveva amato, in una maniera assassina, ma ci aveva dato quell’affetto che un ragazzino ha bisogno per crescere. Ora basta però: chiedo a tutti di trovare la forza e denunciare alla magistratura queste atrocità come ho fatto io. Queste persone non devono fare ad altri, il male che hanno fatto a noi“

  • Savona: preti e pedofilia, Zanardi scrive a Sodano

    Savona: preti e pedofilia, Zanardi scrive a Sodano

    Una lettera aperta a Sua Eminenza Cardinale Angelo Sodano sul caso preti/pedofili è stata scritta da Francesco Zanardi, il savonese che il mese scorso si è sposato con Manuel Incorvaia.

    “Mi rivolgo a Lei precisando anticipatamente che non volevo turbare assolutamente il clima della Santa Pasqua, ma mi trovo indignato davanti alla pubblica offesa fatta da Lei signore alla presenza del Santo Padre, nei confronti delle vittime di sacerdoti pedofili.
    Mi chiamo Francesco Zanardi e sono vittima di un sacerdote pedofilo che da più di 30 anni miete vittime nel savonese.
    Proprio in questi mesi, finalmente, pare che la giustizia stia facendo finalmente il suo corso nei confronti di questo sacerdote che per anni è stato nascosto dall’omertà della Chiesa e della gente.
    Io e le altre vittime, troviamo che siano uno spergiuro le Sue dichiarazioni azzardate, davanti al Santo Padre nel giorno della resurezione di Gesù, dichiarazioni che offendono e tendono ad infangare mediaticamente non i colpevoli ma le vittime come me. La chiesa, dovrebbe essere attorno alle vittime, non al Santo Padre.
    Le stesse dichiarazioni sono apparse sulle pagine dei quotidiani da parte del Cardinale Tarcisio Bertone e le trovo infamanti nei confronti nei nostri confronti. La chiesa questa volta non è attaccata, chi crede in Dio chiede semplicemente la verità.
    Mi auguro che la Chiesa si assuma con più serietà e onestà, la responsabilità delle atrocità che ha coperto negli anni e risarcisca quanto possibile le vittime questi crimini, vittime hanno già subito e che ora sono costrette nuovamente a rivivere.
    Mi auguro che tutte le vittime come me non debbano subire altre ingiuste violenze, ma finalmente giustizia”.

    r.c.

    Lunedì 05 Aprile 2010 ore 07:23

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=73313

  • Savona: Preti e pedofilia: risponde Don Angelo Magnano

    Savona: Preti e pedofilia: risponde Don Angelo Magnano

    Savona, 1 aprile 2010

    di Matteo Ciangherotti – In seguito alle voci su una nuova inchiesta che riguarderebbe un parroco savonese accusato di pedofilia (i fatti risalirebbero a molti anni fa), la diocesi savonese “risponde” con un editoriale uscito oggi sulle pagine del Letimbro. Il direttore del giornale, don Angelo Magnano, affronta il delicato problema dei sacerdoti coinvolti in casi di pedofilia. Le sue parole sono rivolte ai lettori e sono lo spunto per una riflessione comune sul tema che, ultimamente, con le accuse al Papa provenienti dai giornali americani e i casi di pedofilia in Irlanda, ha acquisito una forte rilevanza mediatica.

    “I lettori sicuramente si aspetteranno che Il Letimbro si esprima sulla vicenda – di grande risonanza mediatica – che ha visto coinvolto un sacerdote della nostra diocesi nell’accusa di pedofilia”, è l’apertura dell’editoriale. “Silenzio non sia, dunque, ma discrezione sì. Perché è quanto meno imprudente esprimere giudizi su una materia che attende di essere passata al vaglio della Magistratura e presenta risvolti piuttosto complessi”, continua Magnano, fornendo una lettura precisa della lettera che Benedetto XVI, dopo i fatti perpetrati di pedofilia, ha spedito ai cattolici irlandesi: “Analisi lucida ed onesta degli abusi commessi, ma al contempo invito, rivolto a tutti, a non perdere la speranza. Che significa, per le vittime, accogliere una possibile riconciliazione con la chiesa con la rielaborazione del proprio vissuto doloroso e, per i colpevoli, riconoscere apertamente la propria colpa, sottomettersi alle esigenze della giustizia, ma non disperare della misericordia di Dio”. L’editoriale si conclude quindi con uno sguardo sul futuro della diocesi savonese, parole prive di un facile giustizialismo ma anche di un ignobile tentativo di nascondere i fatti: “Chiudere gli occhi non è evangelico. Minimizzare i problemi non è evangelico. Evitare i “no” educativi non è evangelico. Rimandare le decisioni per paura non è evangelico. Comunque andrà a finire la vicenda del sacerdote savonese, la diocesi non ne uscirà bene se si sarà limitata a “lapidarlo” metaforicamente, ma solo se avrà avviato un profondo ripensamento della qualità cristiana delle proprie scelte, nel solco del programma che è stato maturato dopo il Convegno dello scorso anno”.

    http://albengacorsara.it/2010/04/01/savona-preti-e-pedofilia-risponde-don-angelo-magnano/

  • Savona: don Lu, oggi dal gip la perizia sulla bimba

    Savona: don Lu, oggi dal gip la perizia sulla bimba

    Sarà discussa oggi davanti al giudice Emilio Fois la perizia sulla chierichetta di dodici anni effettuata da una psichiatra che aveva il compito di verificare l’attendibilita’ del racconto della ragazzina che avrebbe subito le presunte violenze da parte di don Luciano Massaferro, il parroco di San Vincenzo e San Giovanni di Alassio, in carcere dal 29 dicembre prima in quello di Chiavari poi a Sanremo. Da una prima valutazione emersa nei mesi scorsi, a detta degli avvocati, i racconti della bambina non sarebbero da ritenersi attendibili, ma stando a quanto trapelato l’esito finale della perizia ribalterebbe la versione fornita dei legali. Tra l’altro sarebbero anche stati riascoltati gli amichetti della presunta vittima delle molestie del prete. Alcuni forse influenzati dai genitori non avrebbero raccontato la verita’ su fatti e circostanze poi contestate al sacerdote.
    Intanto c’e’ attesa su un altro fronte perche’ a breve potrebbero pronunciarsi anche i giudici del Tribunale del riesame su un’ennesima richiesta di scarcerazione del prete.

    Mercoledì 17 Marzo 2010 ore 08:04

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=72009