Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Savona

  • Il sacerdote accusato: «Non ho nulla da dire»

    Il sacerdote accusato: «Non ho nulla da dire»

    17 marzo 2010

    Il cronista del Secolo XIX lo raggiunge a casa. Il fratello: storie vecchie

    Savona. La sua voce è stata registrata, a sua insaputa, dal suo trentottenne accusatore, che, a distanza di vent’anni, lo accusa di presunti abusi sessuali subiti da piccolo. In campeggio, nella struttura parrocchiale in un piccolo centro fuori provincia, e anche nella sua casa di famiglia. Chi lo accusa gli ha parlato cercando di ottenere una confessione, pilotando la discussione su quei temi scabrosi. La pedofilia. A margine di una cena con altri sacerdoti in una società di mutuo soccorso sulle alture di Savona. Il prete accusato viene descritto come un orco con l’ombra della pedofilia già diventato un vestito su misura per le sue spalle. Nelle registrazioni si sente la sua voce, il timbro è riconosciuto da amici ed ex compagni di classe che hanno avuto occasione di ascoltarle. Sono nastri consegnati agli inquirenti che conducono le indagini sui presunti abusi segnalati.

    «Lo so, lo so, mi rendo conto, prego per voi, prego per voi quattro». È una delle frasi che gli vengono attribuite. Ce ne sono altre che potrebbero avere moltissimi significati. Parole, interpretabili, di conforto, rivolte a chi si sfoga con lui e gli parla degli abusi subiti. Parziali ammissioni secondo chi lo ha denunciato. Tutte da verificare per chi conduce l’inchiesta alla squadra mobile della Questura.

    Ieri mattina poco dopo le 13.30 il prete indagato apre la porta di casa gentile come viene descritto da tutti coloro che lo conoscono. Abita su un bricco, una casetta in pietra, muretti a secco e olivi. Pochissimi vicini, tra cui alcuni stranieri. Una vista sul mar Ligure mozzafiato. Tutt’intorno pace e presunta serenità. Il prete abita in un gruppo di case, racchiuse in una borgata isolata in un piccolo comune dell’entroterra savonese. Dove tutti sanno chi è. Conoscono il suo passato di prete, e quello attuale, di normale lavoratore in un’attività che si occupa di ristorazione nel vicino comune a quello in cui abita. Nonostante come sacerdote si sia tolto l’abito da pochi mesi per chiedere e ottenere dalla diocesi una pausa di riflessione, da tutti viene considerato ancora come un prete.

    Savona:preti e pedofilia, prosegue l’inchiesta della Procura

    Prosegue l’inchiesta della Procura coordinata dai sostituti procuratori Giovanni Battista Ferro e Alessandra Coccoli su casi di abusi sessuali su minori da parte di un noto sacerdote savonese, attualmente a riposo. Gli episodi contestati si riferiscono a vent’anni fa, quando il sacerdote che ha retto numerose parrocchie nella diocesi savonese, si occupava di un gruppo scout. Gli inquirenti stanno vagliando le testimonianze di alcuni ragazzi dell’epoca oggi tra i 30 – 40 anni.

    r.c.

    Mercoledì 17 Marzo 2010 ore 08:21

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=72008

     

  • Le Iene. Francesco Zanardi denuncia preti pedofili e malversazioni nella diocesi di Savona, Ratzinger e Vescovi sotto accusa. Spretati don Nello Giraudo e don Giorgio Barbacini. Indagato don Pietro Pinetto

    Le Iene. Francesco Zanardi denuncia preti pedofili e malversazioni nella diocesi di Savona, Ratzinger e Vescovi sotto accusa. Spretati don Nello Giraudo e don Giorgio Barbacini. Indagato don Pietro Pinetto

    Savona: sacerdote indagato per abusi sessuali su minori

    Dopo la vicenda di don Luciano Massaferro che tanto ha fatto discutere in questi mesi innocentisti e colpevolisti nel Savonese, si apre un altro fronte di indagine in Procura. Nel mirino dei giudici infatti ci sarebbe un altro noto sacerdote del Savonese che sarebbe stato indagato per abusi sessuali su minori dell’epoca, che risalirebbero a vent’anni fa. Le vittime, ex scout che hanno trovato il coraggio di raccontare le sevizie subite solo qualche mese fa, avrebbero ora tra i 30 – 40 anni. Un trentottenne che ha raccontato on – line le sevizie subite, è stato ascoltato dalla Procura.

    r.c.

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=71919

  • Sacerdote indagato per abusi, la Diocesi: “Aspettiamo conferme dall’inchiesta”

    Sacerdote indagato per abusi, la Diocesi: “Aspettiamo conferme dall’inchiesta”

    Savona. Per ora dalla Curia savonese nessun commento, tuttavia l’inchiesta su presunti abusi sessuali che coinvolgerebbe un prete savonese non è certo passata inosservata nelle stanze della Diocesi. “Aspettiamo l’evoluzione dell’inchiesta della Procura e di verificare bene quanto trapelato sull’indagine in corso” si limitano ad affermare dalla Curia savonese.

    Un primo chiarimento arriva però sull’anno sabbatico preso dal sacerdote che risulterebbe indagato per episodi di violenza compiuti venti anni fa, e solo ora denunciate dai diretti interessati, allora minorenni.

    “Possiamo confermare che il sacerdote ha chiesto al Vescovo una pausa in quanto mostrava evidenti segni di difficoltà relativamente al suo Ministero sacerdotale, ma questa sua richiesta non è legata alla presunta inchiesta aperta dalla Procura savonese” sottolineano dalla Diocesi.

    E in attesa di conferme ufficiali da parte del procuratore capo Francantonio Granero viene da chiedersi come mai certi abusi siano stati denunciati solo poco tempo fa, avviando gli accertamenti da parte degli organi inquirenti, e non all’epoca dei fatti in questione.

    www.ivg.it/2010/03/16/sacerdote-ind…-dallinchiesta/

     

    16 mar 2010
    Info e Notizie, Liguria, Savona, featured
    Savona – Nuova indagine su presunto prete pedofilo

    Savona – Nuova indagine per una serie di violenze sessuali su un sacerdote della diocesi di Savona. Gli inquirenti sarebbero sulle tracce di un parroco di 50 anni, recentemente messo a riposo su sua richiesta. L’uomo si sarebbe reso responsabile, diversi anni fa, di violenze sessuali ai danni di persone all’epoca dei fatti ancora minorenni.
    Episodi che interessano persone che oggi avrebbero tra i 30 e i 40 anni e che avrebbero deciso di “denunciare” quanto avvenuto solo ora.
    L’indagine è comprensibilmente molto delicata. Alcuni testimoni sarebbero già stati ascoltati dagli inquirenti e avrebbero portato “a prova” anche alcune registrazioni di conversazioni intrattenute con il sacerdore.
    Nomi e luoghi non sono ancora stati resi noti anche perchè alcune delle presunte vittime sono state protagoniste, nel corso del tempo, di episodi di cronaca che potrebbero “indebolire” la loro testimonianza.

  • Savona, nuovo caso di prete-pedofilo: “no comment” dalla Procura

    Savona, nuovo caso di prete-pedofilo: “no comment” dalla Procura

    Savona. Silenzio. E’ questa la linea scelta dalla Procura di Savona in merito al nuovo caso di prete-pedofilo esploso in città. Dal sesto piano di Palazzo di Giustizia si trincerano infatti dietro ad un “no comment” e non arriva quindi nessuna conferma, ma nemmeno nessuna smentita, su questa nuovo caso di abusi che vedrebbero coinvolti dei minori.

    Le voci di una nuova inchiesta, che coinvolgerebbe un parroco savonese per episodi di violenza, risalenti a molti anni fa, però sembrano essere più che fondate. A seguire questo nuovo caso di abusi da parte di un sacerdote dovrebbero essere i sostituti Coccoli e Ferro, gli stessi che seguono la ormai nota vicenda di Don Luciano Massaferro.

    E sarebbe proprio da questa storia che, secondo indiscrezioni, prenderebbe le mosse questo nuovo filone di inchiesta. A far scattare le verifiche sul prete, che al momento però non presta servizio in nessuna parrocchia perché ha chiesto al vescovo una “pausa” dal suo Ministero, sarebbe stato un esposto presentato ai carabinieri nel 2008 da un savonese che denunciava di aver subito violenze sessuali quando aveva 14 anni.

    Da quella denuncia però non era mai partita nessuna indagine perché dall’epoca dei presunti abusi erano ormai passati troppi anni e il reato era quindi caduto in prescrizione. Il nome del sacerdote era comunque finito nero su bianco vicino alla grave accusa di pedofilia. Per questa ragione, probabilmente, i magistrati hanno voluto, forse quando il nome di questo parroco è comparso vicino a quello di Don Luciano (?) , vederci più chiaro.

    Sono state quindi sentite altre persone che hanno frequentato, negli anni, la parrocchia nella quale prestava servizio il prete accusato di abusi e sembrano essere saltate fuori nuove testimonianze di giovani che affermano di aver subito violenza. Episodi che, stavolta, pur essendo accaduti molti anni fa, non sono in prescrizione e pertanto punibili dalla legge.

    Quello che è certo è che l’inchiesta è molto delicata e presenta ancora tanti aspetti da chiarire: per esempio perché i minori che hanno subito gli abusi abbiano aspettato così tanti anni prima di uscire allo scoperto. Aspetti sui quali la Procura, ormai sembra chiaro, sta già lavorando attivamente, ma con il massimo riserbo, da settimane. nello giraudo

  • Albenga: don “Lu”, i parrocchiani scrivono ad Alfano

    Albenga: don “Lu”, i parrocchiani scrivono ad Alfano

    Sono centinaia e centinaia le lettere che, in questi giorni, amici,
    conoscenti e fedeli di Don Luciano Massaferro, stanno spedendo al Ministro di Grazia e Giustizia, Angelo Alfano, dalla Diocesi di Albenga-Imperia.

    Un’iniziativa che parte dal Vicario Generale, Mons. Giorgio Brancaleoni, attuale amministratore parrocchiale della Chiesa di San Vincenzo in Alassio. Infatti, la scorsa settimana, durante la veglia per il sacerdote arrestato, Don Brancaleoni ha invitato i fedeli presenti a scrivere al Ministro Alfano. I firmatari del testo chiedono, dunque, al Guardasigilli che, da Roma, “si invii una forma di controllo e ispezione presso la Procura di Savona, per comprendere come stanno conducendo l’inchiesta su don Luciano”.

    “Sono un semplice cittadino – così comincia il testo della lettera
    distribuita in molte parrocchie della Diocesi di Albenga-Imperia – che desidera portare a Vs. conoscenza il caso giudiziario di Don Luciano Massaferro, parroco della Parrocchia di San Vincenzo in Alassio, in provincia di Savona. Questo sacerdote è stato arrestato per presunte molestie sessuali nei confronti di una ragazza di 12 anni, seguita dai servizi sociali”. E proseguendo, si legge ancora “gli interrogatori, duri e prolungati, effettuati su oltre 60 tra bambini, ragazzi e giovani frequentanti la parrocchia, non hanno portato a nulla. Viceversa la ragazzina, con molte problematiche, si è contraddetta in modo eclatante. Nonostante che tutte le indagini svolte fino ad ora portino ad una totale estraneità di Don Luciano rispetto ai fatti che gli vengono imputati, per ben tre volte è stata negata la scarcerazione”. E, inoltre, “dal 29 dicembre scorso Don Luciano Massaferro è rinchiuso in una cella insieme ad altre sette persone, dove, innocente, è costretto a subire ogni sorta di angherie. Mi chiedo come sia possibile ciò e come sia possibile che un giornale abbia potuto pubblicare alcune notizie, prima ancora che ne fosse messo al corrente l’avvocato difensore”.

    A coro unanime, i firmatari della lettera aggiungono tutta la loro sfiducia nella possibile scarcerazione del sacerdote: “come cittadino e come elettore, che fino ad ora ha avuto estrema fiducia nell’apparato giudiziario, attualmente non mi sento più tutelato. Infatti è evidente che chiunque decida di querelarmi può farmi stare in prigione non in base a prove, ma in base alla volontà di un giudice, sostenuta dal nulla”. Ecco perchè ciascuno chiede “gentilmente a codesto Ministero che venga effettuato
    un controllo sul comportamento della Procura della Repubblica di Savona”. Ad oggi, ancora, non è stato dato riscontro alla lettera dal Ministero di Grazia e Giustizia di Roma, ma si presume che una risposta a breve arrivi, come attendono i fedelissimi di Don Luciano.

    red.sav.

    Domenica 07 Marzo 2010 ore 08:37

  • Pedofilia, Francesco Zanardi attacca il Vescovo: “Sapeva della mia denuncia”

    Pedofilia, Francesco Zanardi attacca il Vescovo: “Sapeva della mia denuncia”

    Savona. Il vescovo della Diocesi di Savona-Noli, Monsignor Lupi, sapeva della denuncia di abusi sessuali e pedofilia mossa contro un sacerdote savonese. A rivelare questo dettaglio è la stessa persona dalla quale questa denuncia è partita, ovvero Francesco Zanardi. L’uomo da giorni, aveva ormai smesso di nascondersi ed era venuto allo scoperto dicendo che la denuncia nei confronti di un prete savonese, Nello Giraudo, era partita da lui, ma ora sembra voler “picchiare” ancora più duro.

    Zanardi ha infatti, dalle pagine del suo profilo Facebook, pubblicato la copia integrale della lettera inviata a Monsignor Lupi, il 9 giugno del 2009, nella quale denuncia di aver subito abusi da parte del sacerdote al centro della bufera. Zanardi ha pubblicato la missiva con tanto di foto della ricevuta di ritorno della raccomandata a dimostrazione del fatto che quella richiesta di aiuto all’interno della Diocesi era arrivata.

    Ecco cosa scriveva a Monsignor Lupi: “Gentile Vescovo, le scrivo questa lettera allo scopo di denunciare formalmente Nello Giraudo, che come sa sia lei che il suo predecessore Domenico Calcagno è un pedofilo e io sono una delle tante vittime che questo mostro è riuscito a seminare in più di trenta anni per la Diocesi di Savona, la quale fino ad ora malgrado le molteplici denunce fatte da me e da diversi altri sacerdoti è rimasta a guardare diventando complice di questo povero sfortunato”.

    “Ho affrontato sia con Lei che con Calcagno più volte questo argomento ma senza che nessuno intervenisse sia nei confronti di don Nello, tanto meno nei miei. Non è vero, nei miei si, perchè le mie denunce mi anno portato anzi che alla giustizia da parte della diocesi ad essere allontanato come lei sa bene, arrivando addirittura alla calunnia nei miei confronti tramite quelle famose foto, che a dire poco sono di dubbia provenienza” si legge ancora nella lettera.

    “Vede Monsignore, dopo il comportamento che avete avuto comincio seriamente a dubitare nella buona fede di questa Chiesa, il Santo Padre predica tramite i media di denunciare i preti pedofili, io l’ho fatto ma non è accaduto nulla, comincio a dubitare nella coincidenza che Mons. Dante Lafranconi nel suo mandato a Savona abbia fatto aprire guarda caso ben due comunità per minori in difficoltà entrambe dirette da due pedofili, don Giorgio Barbacini condannato a tre anni e mezzo per pedofilia il 15 ottobre del 2004 e don Nello Giraudo non ancora condannato ma al momento semplicemente denunciato dal sottoscritto” scriveva ancora Zanardi.

    “Ma nessuno si è accorto di nulla? Non ci credo Monsignore. Comunque lasciamo stare Barbacini, quella oramai è fatta, cerchiamo di parlare e soprattutto di intervenire nei confronti di questo mostro che è ancora in circolazione, sia lei che Mons. Andrea Giusto avete avuto non solo da me la testimonianza che è pedofilo, ve lo ha testimoniato Don Rebagliati allora Parroco di Spotorno dove avvennero le violenze, dopo diventato Economo della Diocesi di Savona il quale tentò di dare a me un lavoro presso la Diocesi come accadde per altre vittime” proseguiva la denuncia.

    “Abbiamo più volte, con tutte le mie buone intenzioni, cercato di affrontare a tavolino, sia con Lei che con Don Giusto questo vergognoso capitolo. Non dico di arrivare ad una conclusione, ma qui non c’è stato neppure un inizio Monsignore. Comunque tutti i fatti, le disavventure che mi riguardano le conosce bene, sono ampliamente documentate nelle varie lettere che le ho inviato e nei colloqui che abbiamo avuto. Le chiedo formalmente di mettere fine alle mostruosità di don Nell Giraudo e di impegnarsi nella veste di Vescovo a risarcire tutte le vittime fino ad ora conosciute, perché, come sa bene della mia storia e della realtà di tante altre come la mia, le vittime di un pedofilo vengono private dalla giovinezza di una parte di vita e subiscono un trauma che prima o poi nella vita uscirà come sta accadendo a me” aggiungeva Zanardi.

    “Confido in lei come uomo e come Vescovo, e spero che come hanno fatto i suoi predecessori non si voglia rendere anche lei complice di un pedofilo come tutta la Diocesi si è resa complice da trenta anni ad ora. È l’ultima volta che cerco un dialogo con questa Diocesi, sono molto determinato nella mia decisione maturata dopo questo lungo menefreghismo e sono disposto ad arrivare a Roma” erano le ultime parole della denuncia.

    Francesco Zanardi, che ha detto ormai di trovarsi in “guerra” ha anche annunciato che oggi partirà un duro attacco alla Diocesi e che tutto verrà denunciato alle più alte autorità ecclesiastiche. C’è da stare sicuri che questa triste storia non finisce qui ed è destinata a fare molto “rumore”.

  • I “sostenitori” di Don “Lu” pronti a scrivere al Ministero della Giustizia

    I “sostenitori” di Don “Lu” pronti a scrivere al Ministero della Giustizia

    Alassio. Scrivere una lettera al Ministero della Giustizia. Potrebbe essere questa la prossima “mossa” degli amici di Don Luciano Massaferro, il parroco alassino accusato di violenza sessuale su una bambina di 12 anni, per sostenerlo. L’iniziativa ancora una volta parte dal gruppo su Facebook “Don Luciano libero!” dove una delle fedeli di Don Lu lancia l’idea: “Carissimi, ieri sera ho inviato a qualcuno di voi un messaggio contenente la traccia di una lettera che si potrebbe scrivere e scriveremo al Ministero di grazia e giustizia”.

    Prosegue C.B. nel suo messaggio: “Non per mettere parole sull’indagine in corso ma per informare il nostro Ministro sul generale comportamento della Procura di Savona. Le ultime lettere che ho ricevuto oggi da Don Luciano mi spingono a rivolgermi atutti voi! Ma voi sapete che gli stato concesso un Rosario dopo due mesi? Così come dopo due mesi gli è stato concesso di celebrare sS.Messa a porte chiuse? Ma non voglio divagare. Vi dicevo dell’iniziativa per informare il Ministero di Grazia e giustizia. Da più parti mi sono sentita dire che iniziative simili devono essere avvalorate da professionisti per non incorrere in errori che potrebbero essere usati contro di lui…”.

    “Molto pacatamente vi dico invece il mio pensiero. Iniziative simili, proprio perchè non avvalorate da professionisti, ma semplicemente nate da comuni cittadini, possono permettersi di contenere nei mezzi usati per portarle a termine, piccoli errori di forma e contenuto, non perseguibili e che nulla possono cambiare in una storia costruita sì, questo dobbiamo dirlo, più su ipotesi e dubbi che su certezze inconfutabili. D’altra parte ritengo che sia un dovere oltre che un diritto, per ogni cittadino, rivogersi con spontaneità e chiarezza a coloro che ha eletto per essere governato, quando sente la necessità di informare su fatti e comportamenti che screditano e mortificano la nostra democrazia” prosegue ancora la sostenitrice di Don Luciano.

    “Abbiamo eletto delle persone che ci rappresentano e che devono quindi essere informate delle nostre difficoltà e di ciò di cui da soli non riusciamo ad occuparci. Non penso che per fare questo occorra essere laureati o competenti a 360 gradi, e qualche termine improprio o non opportuno ci verrà senz’altro scusato proprio perchè scritto da semplici e comuni cittadini. Sottolineo inoltre come proprio l’iniziativa singola e privata sia alla base di ogni vera democrazia quando non va a ledere la democrazia stessa!”.

    Il messaggio prosegue poi con alcuni dettagli “organizzativi” destinati a tutti i fedeli e gli amici di Don Lu che vogliono aderire alla manifestazione di solidarietà. Insomma sul social network gli “innocentisti” sembrano proprio non volersi arrendere: non credono alle accuse mosse dalla Procura, continuano a sostenere il sacerdote alassino e lo difendono a spada tratta.

  • “Don Lu”, dalle e-mail ora spunta un’amante

    “Don Lu”, dalle e-mail ora spunta un’amante

    “Don Lu”, dalle e-mail ora spunta un’amante

    27 febbraio 2010

    Don Luciano Massaferro resta in carcere nonostante la duplice istanza della difesa alla scarcerazione, ma l’inchiesta si arricchisce di particolari curiosi. Da uno dei computer del prete sequestrati e sottoposti a perizia sarebbe scaturita la presenza di un rapporto sentimentale abbastanza stretto tra il sacerdote e una delle frequentatrici della parrocchia.

    «Rapporto spirituale particolarmente intenso scaturito dall’appoggio morale ricevuto in un momento particolare della vita», avrebbe sostenuto la donna, mentre le trascrizioni delle e-mail (non è un caso che all’ultimo faccia a faccia fosse presente anche il perito informatico della procura) hanno convinto gli inquirenti dell’opposto.

    I dettagli sul Secolo XIX in edicola

    Alassio: don Luciano Massaferro aveva una amante

    Don Luciano Massaferro, il prete arrestato per presunte violenze su una sua chierichetta il 29 dicembre scorso, aveva un’amante. Lo si sarebbe scoperto analizzando i computer che il prete utilizzava per la sua attivita’ nelle parrocchie di San Vincenzo e di San Giovanni ad Alassio. A riportare la notizia è Il Secolo XIX oggi in edicola. La donna, ascoltata dagli inquirenti, si sarebbe detta totalmente estranea alla vicenda. “Si tratta di un rapporto spirituale particolarmente intenso scaturito dall’appoggio morale ricevuto in un momento particolare della vita”. Ma secondo quanto avrebbero appurato gli inquirenti il legame tra il sacerdote e la donna sarebbe decisamente diverso. Intanto i legali del prete, Alessandro Chirivi’ e Mauro Ronco, hanno annunciato il ricorso in appello contro l’istanza bocciata dal giudice Emilio Fois per la scarcerazione di don Luciano che accusa anche problemi di salute. Sottoposto a perizia psichiatrica nel carcere di Valle Armea a Sanremo, il prete continua a ricevere la visita dell’avvocato Chirivi’. ‘Il mio cliente e’ provato per questa esperienza carceraria ed e’ immaginabile-dice il legale- Riteniamo che sia innocente e quindi il regime carcerario per lui e’ piu’ difficile da sopportare’.

    r.c.

    Sabato 27 Febbraio 2010 ore 10:24

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=70756

  • Don Lu resta in carcere: respinta istanza di scarcerazione

    Don Lu resta in carcere: respinta istanza di scarcerazione

    Savona. Don Luciano resta in carcere. E’ stata infatti respinta per la terza volta la richiesta di scarcerazione presentata dai legali Mauro Ronco e Alessandro Chirivì che difendono il prete alassino accusato di abusi sessuali nei confronti di una ragazzina 12enne di Albenga.

    Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Savona Emilio Fois si è quindi pronunciato ancora una volta per la custodia cautelare nei confronti di Don Lu, motivandola con la presenza di “gravi indizi di colpevolezza” a suo carico, oltre al pericolo di reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Il quadro indiziario e accusatorio emerso nell’inchiesta della Procura sembra quindi solido.

    Agli avvocati difensori non è bastato portare al vaglio del giudice il racconto, a loro dire contradditorio, fornito dalla ragazzina durante l’incidente probatorio. Per l’accusa, invece, gli elementi di prova raccolti sarebbero schiaccianti: non solo i riscontri incrociati su testimonianze e persone interrogate, ma anche le analisi peritali svolte sui quattro pc sequestrati al prete alassino.

  • Alassio: don Luciano, per lui anche un processo canonico

    Alassio: don Luciano, per lui anche un processo canonico

    Resta in carcere don Luciano Massaferro accusato di aver violentato una sua chierichetta ora sottoposto anche a perizia psichiatrica. Negli ambienti della Curia di Albenga-Imperia si sta ragionando anche sul «dopo». Intanto perché la «reggenza» delle parrochie di don Luciano, al momento affidata al vicario mons. Brancaleoni, non può protrarsi all’infinito. E quindi il vescovo prima o poi dovrà decidere se e a chi affidare le parrocchie stesse a un amministratore in «sede plena». L’altra questione è legata alla valutazione che la Curia dovrà prendere sulla posizione di don Luciano. La prassi sembra suggerire l’apertura di una «indagine previa» (equivalente all’indagine preliminare) quindi un processo canonico. Per le accuse più gravi (e tra queste la violenza sessuale e la pedofilia) può essere avocato, e comunque viene «monitorato», dalla Santa Sede.

    r.c.

    Mercoledì 10 Febbraio 2010 ore 07:00

    www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=69663