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  • Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignor Scotti (1889)

    Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignor Scotti (1889)

    a cura di Armando Pepe

    Pagina principale di riferimento: Documenti sulla Diocesi di Alife in età moderna e contemporanea

    ABBREVIAZIONI

    ASCe= Archivio di Stato di Caserta

    ASCe, Prefettura Gabinetto (1° Versamento), busta 52, fascicolo 622 “Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignore Scotti”

    Inchiesta sul Seminario di Piedimonte d’Alife e sul vescovo Monsignore Scotti

    Piedimonte d’Alife, 29 dicembre 1889

    Regia Sotto-Prefettura di Piedimonte d’Alife
    Oggetto: Vescovo di Piedimonte d’Alife

    Illustrissimo signor Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli

    In risposta alla pregevole nota di V. S. Illustrissima del 22 c. m. N° 34577, mi pregio dichiararle quanto appresso:

    1° È purtroppo vero che l’Ordinario di questa Diocesi Monsignor [Antonio] Scotti tiene un contegno di vita e di rapporti col suo clero non rispondente ai bisogni religiosi ed all’Ufficio che a lui è demandato; infatti egli vive completamente isolato e riesce a tutti difficilissimo il poterlo avvicinare; se qualcuno dei Sacerdoti da lui dipendente ha la rara fortuna di essere ricevuto, il prelodato Monsignor Scotti, dopo di averlo ascoltato attentamente, senza interloquire sull’argomento del discorso, lo accomiata con le seguenti parole: “Ha qualcos’altro da dire? A rivederla”.

    2° Non si cura affatto dell’andamento delle cose della sua Diocesi, che egli lascia in completo abbandono; mi si riferisce che in alcune chiese Parrocchiali mancano gli oggetti necessari per celebrare messe.

    3° Non vi è relazione alcuna fra lui e le Autorità locali e fra lui e i principali cittadini del paese. Nel principio del corrente anno [1889] furono a visitarlo l’onorevole Senatore Principe di Piedimonte, l’onorevole Conte Gaetani, il Sottoprefetto del tempo, il Commendatore Ventriglia ed altri, ma Monsignor Scotti non si compiacque di mandar loro neanche un biglietto da visita.

    4° È vero purtroppo che nel decorso anno [1888], in occasione della Festa del Santo Patrono [2 giugno], il Vescovo si pose in urto col Sindaco, che desiderava compiere un’antica ritualità. Per protestare contro questo fatto, ricorrendo nello stesso giorno la Festa dello Statuto, si organizzò una imponentissima dimostrazione al grido di “Viva il Re, viva l’Italia”. In quell’occasione fu scongiurato qualche serio pericolo di disordine, ma fu scongiurato per i prudenti provvedimenti adottati dalle Autorità locali.

    5° Recentemente, per essersi rifiutato al pagamento del nolo di una carrozza da lui richiesto, questa cittadinanza ebbe ad assistere al poco edificante spettacolo di un giudizio intentato contro Monsignor Scotti; vi fu sentenza di condanna e conseguente precetto di pignoramento; il prelodato Monsignor Scotti si decise a pagare soltanto il giorno in cui dovevasi effettuare il detto pignoramento.

    6° Nel decorso mese di Novembre cominciò a circolare la voce pel paese che nel Seminario si commettevano atti immorali da un tal Giuseppe Maietta, Prefetto di camerata e nipote del Rettore signor Gennaro Maietta.
    Per appurare quel che vi fosse di vero nelle dicerie suddette ed anche per conoscere la causa dell’avvenuta espulsione di tre Seminaristi, diedi ordine al Delegato Capo di Pubblica Sicurezza di procedere ad una severa inchiesta.
    Dalle deposizioni raccolte è risultato che realmente il signor Maietta si è reso colpevole del reato di corruzione e di attentato al pudore. Non ho deferito il fatto all’Autorità Giudiziaria perché col nuovo Codice Penale si può contro tali reati procedere soltanto per querela di parte; e ciò è difficile ottenere.
    Monsignor Scotti dichiara che egli ignorava completamente tutto ciò che avveniva di scandaloso nel Seminario; ciò prova, se è vero quello che asserisce, quanto poco si curi delle istituzioni da lui dipendenti.

    7° Il regime del Seminario è affidato a persone incapaci, le quali per il contegno loro mantengono i giovani ricoverati in istato di permanente rivolta, provocata da scarsa vittitazione, da insufficiente insegnamento e da esagerate punizioni.
    Questo stato normale di cose mantiene in continua tensione gli animi e può essere occasione di eventuali disordini.
    Ond’è che io, facendomi interprete dei voti dell’intera cittadinanza, propongo che sia sollecitamente provveduto alla rimozione di Monsignor Scotti come Vescovo di Piedimonte d’Alife essendo tornati inutili i reclami fatti a Sua Eminenza il Cardinale di Benevento.

    Con i sensi della più perfetta considerazione
    Il Sottoprefetto Magaldi

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    Nell’ottobre 1779 nella Curia di Caserta fu affisso l’editto concorsuale per occupare la parrocchia di Sant’Eligio in Biancano1, rimasta, nel frattempo, vacante. Il sacerdote Giovanni Jannucci, per dodici anni Prefetto del Seminario, provvide celeriter a formalizzare la sua solida candidatura:

    Il sacerdote Giovanni Jannucci della villa di Recale Diocesi di Caserta umilisismo suddito ed oratore dell’Eccellenza Vostra Reverendissima supplicando umilmente l’esporre, come essendo stato affisso l’editto per concorso della vacante chiesa Parocchiale di S. Eligio di Biancano, desidera essere ammesso tra concorrenti a detta chiesa; Ma perché il tutto sa dipendere da (altro…)