Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: sopravvissuti

  • Lo hai già fatto? Anche per il 2025 è possibile tesserarsi alla Rete L’ABUSO!

    Lo hai già fatto? Anche per il 2025 è possibile tesserarsi alla Rete L’ABUSO!

    Gentilissimi lettori, anche per il 2025 è possibile tesserarsi, con una piccola cifra a partire da €25,00.

    Il Direttivo ha deciso di riproporre la tessera plastificata che verrà spedita a tutti i Tesserati a partire dai primi giorni di gennaio 2025.

    Rete L’ABUSO non riceve alcun finanziamento pubblico, può continuare ad operare solo grazie all’attenzione di chi, come te, ha a cuore il futuro dei sopravvissuti agli abusi, e diffonde cultura di attenzione agli altri.

    Chi ha vissuto questo dramma sulla propria pelle ha un grande desiderio: CHE NON SI RIPETA AD ALTRI.

    Rete L’ABUSO dà voce a chi non ha voce, ascolta, sostiene, accoglie, non si arrende …

    Come puoi immaginare, è molto difficile sensibilizzare la gente verso questa tematica: i “luoghi comuni” da sfatare o la non conoscenza delle conseguenze di un abuso, così come le modalità con cui viene gestita la pedofilia all’interno della Chiesa e nello Stato Italiano, sono argomenti specifici non conosciuti dai più.

    Rete L’ABUSO è costantemente impegnata in questa opera di sensibilizzazione, sia promuovendola in prima persona, sia accettando gli inviti che riceviamo per interviste o partecipazione a programmi televisivi o per radio. E tutto questo ha un costo per gli spostamenti, compresi quegli dei nostri Avvocati che sostengono le vittime nei Tribunali. L’Associazione è composta interamente da volontari che dedicano il proprio tempo e le proprie energie in modo totalmente gratuito e a proprie spese.

    Osiamo chiederti di valutare la possibilità di continuare a sostenerci proponendo il Tesseramento anche ad un tuo amico o conoscente. Pensi sia possibile parlare della nostra Associazione chiedendo almeno ad una persona vicina a te di aderirvi?

    Un grandissimo grazie!

    Per TESSERARTI clicca QUI

    Per eventuali donazioni questo è il nostro IBAN: IT91K0623001632000057109243

    Puoi continuare a seguirci qui: http://retelabuso.org/

    Oppure su Facebook: https://www.facebook.com/retelabuso/

    Puoi scriverci al seguente indirizzo: segreteria@retelabuso.org


    Cogliamo l’occasione per ringraziarti per aver continuato a credere nei valori e nella lotta di civiltà portata avanti dall’Associazione Rete L’ABUSO, sezione tematica di Rete L’ABUSO Human Rights Connect.

    Il Tesseramento 2025 prosegue e sarà nostra cura aggiornare i canali di informazione in merito alle varie iniziative che verranno poste in essere anche quest’anno.

    Il link per il tesseramento è il seguente

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webptesseramento-soci/

    Puoi sostenerci anche con il 5×1000 con il seguente C.F. 92111440092 https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpsostieni-le-vittime-di-preti-pedofili-con-il-tuo-5xmille/

  • Italia: il gruppo per gli abusi in chiesa mette in luce il prezzo pagato dalle famiglie

    Italia: il gruppo per gli abusi in chiesa mette in luce il prezzo pagato dalle famiglie

    Gli organizzatori hanno affermato che si tratta della prima associazione del genere in Italia, dove la cultura del silenzio che circonda gli abusi sessuali sui minori da parte dei sacerdoti è ancora forte, nonostante gli sforzi di Papa Francesco per affrontare il problema.

    Una madre, Claudia, ha raccontato come la sua devastazione nello scoprire che i suoi due figli piccoli erano stati abusati da un prete sia stata aggravata dal fatto che “l’intera parrocchia ci ha abbandonati”.

    “È stato un inferno”, perché la comunità “ci ha voltato le spalle” e “ci ha preso in giro”, ha raccontato ai giornalisti durante una conferenza stampa organizzata dall’associazione Rete L’Abuso per lanciare la rete.

    La Chiesa cattolica in tutto il mondo sta ancora cercando di gestire un’ondata di rivelazioni su preti pedofili risalenti a decenni fa.

    Ma gli attivisti affermano che l’Italia, dove il Vaticano esercita ancora una notevole influenza, è stata lenta nell’affrontare il problema.

    Durante il lancio del nuovo gruppo “Famiglie dei sopravvissuti”, i genitori di bambini abusati hanno condiviso storie strazianti: di rammarico per non essere venuti a conoscenza dei crimini fino a molto tempo dopo, o di rabbia per il fatto che la fiducia nei loro sacerdoti era stata tradita.

    “Molti di noi hanno perso la fede a causa della Chiesa stessa”, ha affermato Cristina Balestrini, il cui figlio ha tentato il suicidio tre volte dopo essere stato abusato da un prete.

    “Per le famiglie è difficile spiegare che un crimine di abuso crea una vittima ma [colpisce] anche tante altre persone a loro vicine”, ha affermato.

    ‘Carenze sistemiche’

    La creazione della nuova rete è stata motivata dal recente suicidio di una coppia di Torino, che si batteva per una maggiore tutela dei minori.

    Sono morti due anni dopo che la loro figlia, abusata da un parente quando aveva cinque o sei anni, si è uccisa all’età di 28 anni.

    Papa Francesco ha adottato numerose misure per contrastare gli abusi, dall’apertura di documenti interni alla Chiesa all’obbligo di segnalare alle autorità ecclesiastiche i sospetti di violenza sessuale.

    Tuttavia, i gruppi per i diritti delle vittime affermano che c’è ancora molto da fare.

    Inchieste nazionali hanno evidenziato la portata degli abusi in molti Paesi, tra cui Stati Uniti, Francia e Australia, ma non ancora in Italia.

    A gennaio, la diocesi settentrionale di Bolzano-Bressanone ha pubblicato il suo studio indipendente, segnalando 60 casi di abusi sessuali da parte di sacerdoti dal 1964. Ha messo in guardia dalle “carenze sistemiche” all’interno della Chiesa che hanno permesso che ciò accadesse.

    https://www.france24.com/en/live-news/20250207-italy-church-abuse-group-highlights-toll-on-families

  • Giovanna e Roberto – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Giovanna e Roberto – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    purtroppo noi io e Giovanna non siamo nella vostra situazione per il semplice fatto che siamo sopravvissuti ma senza avere più la nostra nostra figlia Ecco e e ad oggi io conto sempre i giorni siamo a 13 anni 6 mesi oggi è il 7 e 15 giorni Giovanna scrive mattina e sera AV Eva le sue le sue impressioni le sue cose io conto i giorni e e andiamo a trovarla Dove si trova adesso con con solo la fortuna di di di avere il mercoledì giorno di riposo perché è chiuso la sua nuova abitazione chiusa no però il problema di base è sempre lo stesso eh come…

  • Claudia – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Claudia – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Appunto io sono la mamma di due ragazzi che da piccolini sono stati abusati Come avete letto nel corriere io un anno e mezzo fa ho avuto la possibilità di avere un colloquio privato con il papa l’impressione che ha avuto con con il papa è stata molto positiva perché lui fin dall’inizio Ci ha ringraziato perché io ero lì dal Papa con uno dei miei figli e con mio marito…

  • Conclusione conferenza – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Conclusione conferenza – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Allora siamo in conclusione direi se nessun altro sopravvissuto, famiglia vuole parlare

    …Beh farei una riflessione.

    Siamo arrivati a questo punto? Cioè dopo quello che è stato detto, di chiedere alle vittime e alle famiglie di sostituirsi a altri?

    Come vedete è straziante questa cosa eppure quello che oggi fanno le famiglie dei Sopravvissuti e fanno benissimo a farlo però, come comunità, come Stato, come Vaticano, possibile che nessuno abbia neppure un vago senso di vergogna di quello che sta accadendo?

  • Daniele Colonnelli – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Daniele Colonnelli – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Daniele Eccomi Francesco buongiorno era avevo un problema di collegamento con la cam però adesso penso che ci sono vero Sì sì sì Ci sei Ci sei Ci sei ok Eh dicevi tu praticamente io non non non sono una vittima sono eh entrato in questo coordinamento Grazie a te e sono onorato di questo anche se poi ho anch’io un piccolo trascorso legato alla mia infanzia Ma si parla di una di una violenza fisica che che diciamo che ho subito in in tenerità…

  • Genitori anonimi – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Genitori anonimi – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    E allora raccontiamo in breve In brevissimo la nostra storia anche noi io e mio marito siamo e devo dire anche gli altri figli siamo dei sopravvissuti Mio figlio è stato molestato da da un da un nostro carissimo amico devo dire perché tutti i giorni non dico tutti i giorni ma se non era a pranzo era a cena che era a casa nostra a mangiare e facevamo parte eravamo parte attiva della famiglia lui non perdeva occasione a darci incarichi di qualsiasi genere a noi ai nostri figli Insomma un po’ di tutto e ma avevo uno scopo ben preciso purtroppo l’abbiamo capito troppo tardi e E che devo dire che purtroppo quando…

  • Ex suora – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Ex suora – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Allora io sono stata suara per molti anni sono entrata Bambina a 12 anni perché qui si entrava da piccole e i miei genitori pagavano pure la scuola invece di scuola non se n’è parlato proprio va bene lasciamo stare tutto questo la mia idea era sempre di andare in Congo come missionaria come infermiera come ostetrica tralascio tutto a 38 anni Finalmente dopo 12 anni di caposala in una famosissima clinica Romana Finalmente mi mandarono in Congo…

  • I parenti dei ragazzi  abusati dal clero  fanno rete  “Non lasciateci soli”

    I parenti dei ragazzi abusati dal clero fanno rete “Non lasciateci soli”

    Si sono sentiti soli e traditi. Il pi delle volte derisi e additati come se fossero loro i colpevoli e c’è voluto tantissimo tempo per trovare la forza di combattere e provare a recuperare i brandelli dellinfanzia e delladolescenza dei loro figli, violati da sacerdoti che sedevano alla loro stessa tavola.

    Sono le mamme e i papà di bambini e ragazzi, vittime di abusi sessuali in parrocchia, in seminario, durante le ore di catechismo o dei giochi alloratorio che, adesso, hanno deciso di fare rete.

    Il primo coordinamento nazionale delle “Famiglie dei sopravvissuti”, come si definiscono, costola della rete “Labuso”, raccoglie gi una trentina di genitori in tutta Italia, una decina di voci arrivano dalla Sicilia. Dai dati più recenti emerge che in 15 anni sono state 90 le vitti me di abusi sessuali sullIsola: 27 da parte di sacerdoti e 6 da laici che gravitavano nellambito della chiesa.

    Michele Messina, pap di Antonio che a Enna fra gli animatori del comitato “Non accetto prediche da chi copre un abuso” dopo avere denunciato gli abusi subiti quando era minorenne da don Giuseppe Rugolo, condannato a quattro anni per violenza sessuale aggravata su minori, sa che la sua battaglia andrà avanti fino allultimo dei suoi giorni.

    «Abbiamo perso linfanzia e ladolescenza di nostro figlio persempre — dice Messina — Nessuno dovrebbe mai subire quello che ha dovuto subire lui. Lo appoggerò fino alla fine dei miei giorni. Non è una ferita che si
    può rimarginare. Allinizio ho potuto affidarmi soltanto a me stesso. Mio figlio minorenne non era pronto, si senti
    va in colpa e mi sono sentito tradito da chi, invece, avrebbe dovuto stare al nostro fianco. Quando si decide di denunciare si resta soli e si sta male due volte».

    Per il vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, accusato di aver taciuto o negato in aula, sotto giuramento, quanto sapeva sullo scandalo sessuale che ha investito la sua diocesi culminato con la condanna in primo grado Rugolo, il 26 maggio comincerà il processo per falsa testimonianza.

    Una mamma e un pap di Randazzo, nel Catanese, ancora non riescono a perdonarsi il fatto di non avere subito denunciato gli abusi di cui il figlio minorenne stato vittima per colpa di un sacerdote, considerato parte della famiglia. Il ragazzo, a 18 anni, ha deciso di fare da sè .

    «Sedeva alla nostra tavola — raccontano i genitori — Pensavano fosse una persona fragile da accogliere, invece,
    aveva delle mire su nostro figlio.

    Non siamo stati subito pronti a aiutarlo, quando abbiamo cominciato a parlare siamo stati presi in giro: “Forse vostro figlio si innamorato di lui”, diceva qualcuno. Pensavamo di risolvere tutto nellambito della chiesa, ma ci chiudevano le porte in faccia. Quando abbiamo denunciato siamo diventati la pecora nera del paese, ci hanno abbandonato tutti».

    Il neonato coordinamento della rete “Labuso” nasce per rompere il muro di solitudine e abbandonano con sui spesso si scontrano i genitori delle vittime. Basta mandare una mail allindirizzo coordinamento@retelabuso.org per farne parte.

    «A parte rarissime eccezioni, quasi tutti siamo passati da considerare la parrocchia come la seconda casa allessere allontanati come persone sgradite, soprattutto dopo aver denunciato — dice Cristina Balestrini, coordinatrice del gruppo genitori — Qualcuno è stato anche minacciato: vittime due volte quindi. Molti di noi hanno perso amici, siamo stati giudicati proprio da chi consideravamo una famiglia».

    Il dramma di un abuso sessuale crea una vittima, ma anche tante altre vittime nelle persone che stanno attorno. Il gruppo serve a parlare la stessa lingua, a sostenersi, ma anche del ripetersi delle storie con le stesse tragiche dinamiche. «Il dolore dei familiari incompreso — dice Balestrini — Essere accanto a un familiare che soffre un dolore doppio.

    Anche noi famigliari siamo dei sopravvissuti».

    REPUBBLICA Palermo

  • Yolanda – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Yolanda – COORDINAMENTO Famiglie Sopravvissuti

    Buongiorno sono la mamma di una di un sopravvissuto aveva 12 anni e, è una congregazione della chiesa, sono i Legionari di Cristo e lui entra in seminario a 12 anni perché si sente si sente pronto a a intraprendere un cammino e niente subito l’anno che è entrato hanno abusato di lui.

    Il percorso è un po’ uguale come diceva il dottor Ghezzi per tutti arrivo a saperlo tramite ….