Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Sondaggio choc tra le suore, emergono violenze e abusi di potere da parte dei preti ma in Vaticano il tema è tabù

    Sondaggio choc tra le suore, emergono violenze e abusi di potere da parte dei preti ma in Vaticano il tema è tabù

    Città del Vaticano – In Vaticano resta un argomento tabù e nessuno al momento vuole affrontarlo apertamente, nemmeno le congregazioni femminili, tanto il tema delle violenze sulle suore da parte del clero e il tema dell’abuso di potere esercitato dai chierici, sia indigesto. In passato si sono ascoltate voci disomogenee, sono affiorati casi singoli, le denunce arrivate alla Congregazione dei Religiosi alla fine i sono rivelate prive di trasparenza.

    Stavolta a riprendere in mano la questione (che resta latente sotto traccia ma prima o poi sarà destinata a travolgere il Vaticano) è una delle istituzioni ecclesiali cattoliche tedesche più impegnate nell’aiuto alle missioni, Missio(Aachen), che ha avviato una prima indagine conoscitiva sulla sensibilità delle strutture e delle organizzazioni cattoliche a proposito del problema degli abusi sulle suore. Ne dà notizia il periodico cattolico Settimana precisando che non si tratta di un’indagine quantitativa, ma del risultato di un sondaggio fatto con le organizzazioni per conoscere quanto il problema sia percepito.

    Il sondaggio di fatto ha coinvolto 38 organizzazioni operanti in Africa, Asia e Oceania. Hanno risposto solo in 14, ma il  questionario è stato a sua volta rilanciato e le risposte complessive sono state 101. La maggior parte delle risposte (quasi il 70%) attribuisce all’argomento una importanza alta o molto alta e testimonia come la sensibilità sia in crescita e i casi non siano pochi e marginali.

    L’intento è di creare una rete di sostegno alle suore vittime a livello internazionale finanziando progetti formativi e terapeutici in ordine all’emergenza, anche perchè di solito le suore che denunciano o non vengono credute oppure le stesse congregazioni religiose optano per far decantare la situazione e non creare scandali.

    I paesi con le risposte più numerose sono stati l’India e il Camerun, ma con significative presenze anche in altri stati (10 in Africa e 8 in Asia). Mentre dall’Oceania è arrivato una sola risposta e quindi non ha permesso di integrarla nello studio. Il 48% delle risposte africane ha riconosciuto l’argomento come  di alta o molto alta importanza, mentre, dal versante asiatico, la risposta ha raggiunto il 75%. Come è scritto in una risposta: «Quando puoi vedere la parte emersa di iceberg, significa che quella sott’acqua è molto grande».

    Tabù, insabbiamenti, scarsa collaborazione fra le istituzioni ecclesiali e una coscienza ancora debole. Settimana annota: per alcune organizzazioni non c’è stata ancora nessuna denuncia in merito.

    Dall’Africa: «Non è stato fatto ancora nulla per affrontare un tema che è considerato un tabu. Mi dispiace che i preti che hanno commesso questi abusi non siano sanzionati dai responsabili, ma semplicemente spostati in altra parrocchia». «Dopo un abuso in un convento, abbiamo inviato una lettera a tutte le autorità interessate, ma non c’è stato nessun avviso di ricevimento».

    In Asia: «In generale il problema è nascosto sotto il tappeto e la vittima affronta il peso da sola. I vescovi hanno paura di affrontare l’argomento». «La vittima dovrebbe rivolgersi alla superiora locale e maggiore della sua congregazione, ma spesso la tendenza fra le religiose è di sopprimere il problema… e la vittima viene trasferita invece di agire contro l’attore dell’abuso».

    Sulle ragioni che facilitano le violenze si insiste molto soprattutto sulle strutture di potere e sul clericalismo. «Le persone tendono ad appoggiare il prete perché lo ritengono al di sopra di ogni sospetto. È messa in discussione la  moralità della vittima».

    «Le religiose sono collocate fra i gradini più bassi della gerarchia e questo le rende più vulnerabili agli abusi sessuali».

    Una seconda ragione è la paura e la vergogna della vittima: «Spesso la vittima viene accusata di seduzione. Il che significa perdere la fiducia per raccontare quanto è successo». «La maggior parte degli eventi è nascosta. Le donne si vergognano e i predatori clericali rimangono attivi».

    Ma ci sono altre ragioni: l’inferiorità culturale della donna, la stigmatizzazione delle vittime, la manipolazione del senso di appartenenza, la negazione, lo scarso sostegno delle gerarchie, la dipendenza economica.

    https://www.ilmessaggero.it/mind_the_gap/vaticano_donne_abusi_preti_violenze_mind_the_gap_sondaggio_suore-5463869.html?fbclid=IwAR2TuPK4xNUcGuGu9utv_G7AcIyTHv_zh1d5XGcMdF_F31PvsKqY0DQxOFI

  • Una nuova indagine sugli ordini religiosi tedeschi rileva decenni di accuse di abusi

    Una nuova indagine sugli ordini religiosi tedeschi rileva decenni di accuse di abusi

    BONN, GERMANIA – Un nuovo sondaggio sui capi degli ordini religiosi cattolici tedeschi ha rilevato accuse di abusi contro almeno 654 membri in un periodo di decenni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cattolica tedesca KNA.

    L’indagine su 392 ordini ha rilevato che almeno 1.412 bambini, adolescenti o reparti sono stati vittime di abusi sessuali. Delle vittime, circa l’80% erano maschi e circa il 20% femmine, ha riferito KNA.

    Suor francescana Katharina Kluitmann, presidente della Conferenza tedesca dei superiori cattolici, ha detto che c’è stato un numero aggiuntivo non quantificabile di casi non denunciati. Ha detto che le vittime hanno sofferto ulteriormente per il modo in cui sono state trattate dai leader e da altri membri degli ordini.

    “Siamo profondamente dispiaciuti di questo e riconosciamo ancora una volta il nostro fallimento”, ha detto.

    La Conferenza tedesca dei superiori cattolici ha inviato un questionario ai capi degli ordini nel 2019 e ha ricevuto risposte da circa tre quarti (291 su 392), coprendo l’88% dei membri degli ordini religiosi in Germania oggi.

    Di questi, 100 ordini hanno affermato di essere stati confrontati con accuse di varie forme di abuso. Mentre alcuni ordini hanno riportato più di 100 casi, la maggior parte degli altri ha affermato che ce ne sono stati meno di 10.

    Le accuse di abuso sono state registrate da 53 su 77 ordini religiosi maschili e 47 su 214 ordini femminili. Circa l’80% delle persone accusate di abusi è morto.

    Oltre ai 654 membri degli ordini religiosi, altri 58 membri del personale sono stati accusati.

    La sorella Kluitmann ha detto che il sondaggio è stato un ulteriore passo nell’indagine sugli abusi negli ordini religiosi. Non ha affermato che si trattasse di ricerca scientifica e ha detto che la Conferenza tedesca dei superiori cattolici non aveva le risorse finanziarie e di personale per farlo. Di conseguenza, il sondaggio non può essere paragonato allo studio sugli abusi condotto dalla conferenza episcopale tedesca.

    Il sondaggio dei vescovi tedeschi, pubblicato nel 2018, ha esaminato più di 38.000 fascicoli in 27 diocesi tedesche. Ha trovato informazioni su oltre 3.600 vittime di aggressioni sessuali e 1.670 chierici accusati nel periodo tra il 1946 e il 2014.

    La Conferenza dei Superiori Cattolici non ha fornito alcun calendario nella sua indagine, ha riferito KNA.

    Per quanto riguarda i pagamenti alle vittime in riconoscimento delle loro sofferenze, gli ordini religiosi cercano un sistema uniforme con la conferenza episcopale. Tuttavia, hanno detto che avevano bisogno di sostegno finanziario. Un concetto adottato dai vescovi in ​​primavera prevede somme comprese tra 5.000 euro ($ 5.900) e 50.000 euro a caso.

    Un’associazione di vittime, “Eckiger Tisch” (Nonround Table) ha criticato il sondaggio, dicendo che la maggior parte degli ordini religiosi si era rifiutata di assumersi la responsabilità per troppo tempo.

    “E anche ora pensano di avere tutto il tempo del mondo per entrare prima in trattative su se e come vogliono indagare sulla loro storia di violenza e abusi sessuali”, ha detto il portavoce dell’associazione, Matthias Katsch.

    Ha chiesto che tutti i registri degli ordini religiosi siano messi al sicuro e messi a disposizione dei pubblici ministeri in caso di sospetto di abusi sessuali su minori. In nessun caso alle vittime dovrebbe essere negato un risarcimento adeguato per motivi di impoverimento degli ordini, ha sottolineato Katsch.

    https://www.ncronline.org/news/accountability/new-survey-german-religious-orders-finds-decades-abuse-accusations

  • Suore picchiano i bimbi «sulle parti intime» all’asilo a Caserta, condannate 3 religiose e la madre superiora

    Suore picchiano i bimbi «sulle parti intime» all’asilo a Caserta, condannate 3 religiose e la madre superiora

    Suore maltranno i bimbi all’asilo a Caserta, condannate 3 religiose e la madre superiore. Quattro religiose che prestavano servizio in una scuola materna di San Marcellino (Caserta), sono state condannate per maltrattamenti (rito abbreviato) a 2 anni ciascuno dal gup del tribunale di Napoli Nord. Si tratta di tre suore straniere e della madre superiora, un’italiana, direttrice della scuola accusata anche di intralcio alla giustizia. L’accusa aveva chiesto il doppio della pena.

    Le monache avrebbero percosso in alcune occasioni i bambini durante l’orario di mensa o nel corso di attività ricreative. Le indagini dei carabinieri, sono state avviate lo scorso anno su denuncia di alcuni genitori. Alcuni filmati riguardanti le intercettazioni audiovisive hanno confermato le denunce.

    https://www.ilgazzettino.it/italia/cronaca_bianca/suore_asilo_caserta_condannate_madre_superiore_oggi_ultime_notizie-4427392.html?fbclid=IwAR1O–7ci7G9zX-QdZNWWMkXQYn4vIVZJzFuWeR2mcO6XZBNlBuSTrPttX4

  • I diari di Eva, processo suor Mariangela Farè – Contiene i 3 servizi video integrali

    I diari di Eva, processo suor Mariangela Farè – Contiene i 3 servizi video integrali

    I diari di Eva – (1) processo Farè 

    Busto Arsizio: la mattina del 22 giugno 2011 Eva Sacconago, 27 anni, viene trovata impiccata nella propria abitazione.

    Il caso sembra semplice: suicidio. In realtà, immediatamente si scopre che le forze dell’ordine erano a conoscenza di uno strano rapporto tra la ragazza e una suora della Chiesa di Sant’Edoardo, suor Mariangela Faré. Partono le indagini che porteranno all’incriminazione della suora per violenza e molestie sessuali, violenza privata e stalking. La prima puntata racconterà di come tutto sia iniziato all’oratorio quando la ragazza aveva 15 anni e la suora, sua educatrice, 38. La relazione è stata svelata dai diari conservati da Eva, ma contenenti gli scritti a lei indirizzati da suor Mariangela Faré.

    I diari di Eva, processo Farè (I)


    La suora cattiva – (2) Processo Faré

    Siamo sempre nel Tribunale di Busto Arsizio presieduto dalla Dott.ssa Renata Peragallo, e continua il racconto del rapporto tra Eva Sacconago, quindici anni, e suor Mariangela Faré, trentotto. Dopo che i genitori di Eva, leggendo i diari della figlia avevano scoperto questa relazione malata, la suora era stata allontanata dall’oratorio di Sant’Edoardo e inviata in un convento di Catania con la scusa che doveva terminare gli studi di teologia. Suor Faré ritornerà al nord quando ormai Eva è maggiorenne, e la relazione riprende regolarmente. Anche se l’accusa riconosce che Eva era maggiorenne, ritiene che si possa e si debba parlare di violenza sessuale continuata, in quanto la ragazza era in condizione di inferiorità psichica. Ma c’è di più. Perché ad un certo punto Eva sembra subire con fastidio la presenza e le incursioni di suor Faré nella sua vita, incursioni che diventano sempre più insistenti e soffocanti. E’ da questo momento che nascono le ulteriori incriminazioni di violenza e molestie sessuali, violenza privata e stalking. Eva, anche dopo il rientro della suora, aveva continuato a frequentare l’oratorio di Sant’Edoardo, dove aveva costruito un gruppo che occupava totalmente la sua vita, e aveva incontrato don Alessandro Bonura che era diventato un valido sostegno per la sua anima. Ma tutto questo aveva fatto sempre di più ingelosire, infuriare e incattivire suor Mariangela Faré.

    La suora cattiva, Processo Faré (II)


    L’oratorio dei veleni – (3) Processo Faré

    Termina il processo celebrato nel Tribunale di Busto Arsizio, presieduto dalla Dott.ssa Renata Peragallo, che vede suor Mariangela Faré imputata di violenza sessuale continuata, molestie sessuali e stalking, reati tutti commesse ai danni di Eva Sacconago, suicidatasi il 22 giugno del 2011. La perdita di questa ragazza, figlia unica, ha gettato i genitori in uno sconforto e in un buio senza speranza. Prima di rifugiarsi nel terribile gesto, Eva con l’aiuto di don Alessandro Bonura aveva tentato di liberarsi dall’abbraccio mortale di suor Faré, denunciando le violenze subite. Ma ancora una volta, secondo l’accusa, la suora era riuscita ad esercitare la sua influenza negativa sulla ragazza costringendola a ritrattare. Eva si sente sempre più sola, chiusa in una gabbia da cui non riesce a liberarsi. Ed è proprio in questo momento che delle chiacchiere velenose vengono diffuse nell’oratorio di Sant’Edoardo e provocano l’allontanamento di don Bonura, quello che era stato il suo sostegno nell’ultimo periodo della sua breve vita. Rete L’ABUSO

    L’oratorio dei veleni, Processo Faré (III)

  • Cardinale contro le suore. Ma è omertà sugli abusi

    Cardinale contro le suore. Ma è omertà sugli abusi

    Denuncia del ‘prefetto’ Braz de Aviz: “Molestie sessuali tra monache”. La realtà è che la grande maggioranza dei reati viene compiuta dai chierici

    di LUCETTA SCARAFFIA

    Roma, 26 gennaio 2020 – Un nuovo scandalo aleggia sul Vaticano, ha scritto l’Ansa dopo l’intervista del cardinale Braz de Aviz, prefetto dell’organismo vaticano che si occupa dei religiosi, al mensile femminile dell’Osservatore Romano, su un “fenomeno nascosto che ora deve emergere”, e cioè “casi di abusi sessuali fra suore” e abusi di autorità negli istituti religiosi femminili.

    Così, dopo lo scandalo della pedofilia, dopo che si è saputo che anche gli abusi sulle suore da parte di vescovi e sacerdoti costituiscono in tutto il mondo un’abitudine, arriva un’altra rivelazione, la più imprevista: anche le suore sono cattivi soggetti. E la questione sembra preoccupare talmente il cardinale che, interrogato sull’abuso di autorità nei confronti delle donne, non solo dedica quasi tutta la risposta a esempi di superiore prepotenti, ma riguardo gli abusi sessuali sulle suore racconta il suo stupore nello scoprire che vengono praticati anche dalle suore stesse: ben nove casi in una sola congregazione! È naturale che il prefetto si stupisca.

    Da anni la sua congregazione riceve numerosissime denunce di religiose sulle violenze subite da religiosi e preti di ogni ordine e grado, ma quelle denunce si fermano e si accumulano. Se invece l’accusata è una suora, la sorpresa è tanta che lo induce a muoversi immediatamente e, s’immagina, a punire con severità. L’intervista ha suscitato dolore e angoscia nel mondo delle religiose: in un momento di crisi delle vocazioni, di abbandoni sempre più frequenti, l’unica forza di cui disponevano era il rispetto e l’affetto di cui sono circondate dal popolo dei fedeli, che le conoscono bene e ammirano la loro abnegazione e la loro concreta testimonianza di vita cristiana.

    Che cosa accadrà adesso? Avranno ancora il coraggio di denunciare gli abusi, gli aborti a cui sono state sottoposte per nascondere le colpe e le carriere del clero? Avranno ancora la forza di dire che esigono rispetto e ascolto, che hanno diritto a una preparazione intellettuale uguale a quella degli uomini? I media si stanno impadronendo del lato morboso della vicenda e non sembrano accorgersi di un paradosso: le suore che abusano saranno una su mille, e comunque le loro relazioni lesbiche non inducono all’aborto. Il cardinale assicura: la “cultura che ci ha fatto entrare in queste deviazioni deve sparire, dobbiamo tornare alla testimonianza”.

    Certo, ma la testimonianza deve cominciare con la verità, con l’ammissione che finora la Chiesa, e in particolare la congregazione dei religiosi, hanno colpevolmente chiuso gli occhi davanti allo scandalo delle suore abusate dal clero proprio come nei confronti dei preti pedofili. Nell’incontro di un anno fa in Vaticano una suora nigeriana ha raccontato il suo calvario di abusi continuati da parte di un vescovo, che l’ha poi costretta a tre aborti. Ma nel volume che raccoglie gli interventi in quel seminario, non sono riportati né il paese dove il fatto è avvenuto, né il nome del vescovo: si chiama omertà.

  • ABUSAVA DEI RAGAZZINI: CONFERMATA LA CONDANNA A OTTO ANNI PER DON PASCAL

    ABUSAVA DEI RAGAZZINI: CONFERMATA LA CONDANNA A OTTO ANNI PER DON PASCAL

    Il sacerdote 47enne di Nuraminis avrebbe utilizzato sonniferi per addormentare le vittime

    E’ stata confermata in Cassazione la condanna a otto anni per don Pascal Manca, il sacerdote 47enne di Nuraminis accusato di aver abusato di diversi ragazzini della sua parrocchia.

    Il religioso, che all’epoca dei fatti contestati aveva sede a Mandas, secondo le suore e i diaconi che vivevano con lui nella casa parrocchiale consumava enormi dosi di sonniferi. Dosi che, secondo gli specialisti interpellati, sarebbero incompatibili con l’uso personale. Per i giudici della Cassazione “Don Pascal mischiava i pesanti sedativi nelle bibite che poi offriva ai ragazzi convocati nella casa parrocchiale per segrete riunioni. Quando avevano sete per i minorenni non c’era mai acqua, ma soltanto bevande allungate a loro insaputa con sonnifero incolore e insapore”.

    Secondo quanto emerso, gli incontri erano organizzate dal parroco al di fuori degli orari del catechismo e “Una volta che riusciva ad addormentare i ragazzi, don Pascal approfittava di loro”. Prosegue la ricostruzione dei giudici: “nessun dubbio sulle dichiarazioni dei ragazzi vittime degli abusi, che sentiti separatamente e in diversi frangenti hanno sempre raccontato la stessa versione dei fatti, compresi i messaggi esplicitamente pornografici ricevuti da don Pascal col tentativo di indurli a compiere atti sessuali”.

    I legali del sacerdote Gianni Faa e Paolo Loria hanno difeso il proprio assistito sostenendo che don Pascal lasciava spesso incustoditi il telefono cellulare e il tablet e che uno dei messaggi presi a esame fosse partito mentre questi celebrava messa la notte di Natale. Per i giudici il fatto non sarebbe rilevante poiché “L’ex parroco di Mandas e Villamar era solito mandare messaggi a sfondo sessuale anche a numerosi adulti, era una sua pratica molto frequente”.

    Il Tribunale ha confermato il pagamento di oltre 200mila euro di provvisionale da versare alle vittime come anticipo rispetto ai risarcimenti già chiesti in sede civile.

    https://www.sardegnalive.net/news/in-sardegna/41765/abusava-dei-ragazzini-confermata-la-condanna-a-otto-anni-per-don-pascal

  • La Cassazione conferma la condanna all’ex-suora Maria Angela Farè

    La Cassazione conferma la condanna all’ex-suora Maria Angela Farè

    La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e 6 mesi per Maria Angela Farè, l’ex-suora accusata di aver abusato sessualmente di Eva Sacconago, una giovane oratoriana di Busto Arsizio, morta suicida a soli 26 anni nel 2011. A marzo di quest’anno la Corte d’Appello aveva confermato la pena comminata in primo grado dal Tribunale di Busto Arsizio.

  • La suora denuncia: “Da anni subiamo molestie”. La sua Congregazione la espelle

    La suora denuncia: “Da anni subiamo molestie”. La sua Congregazione la espelle

    Suor Lucy Kalappura è da mesi al centro delle cronache in India. Accusa un vescovo (che viene rinviato a giudizio) di presunti abusi. La Congregazione e il Vaticano l’allontanano: ha avuto comportamenti non conformi alle regole dell’ordine

    Suor Lucy Kalappura, la religiosa “ribelle” del Kerala (India) che ha sostenuto le denunce di una consorella che accusa di stupro l’ormai ex vescovo della diocesi di Jalandhar (in Punjab) Franco Mulakkal, ha annunciato di avere scritto un’autobiografia che presto verrà pubblicata.

    La versione della suora

    «lo sanno tutti, gli abusi sessuali dei sacerdoti verso le suore sono all’ordine del giorno», ha detto al quotidiano Hindustan Times. «Ho iniziato a tenere un diario nel 2004, quando attorno a me, in convento, ci furono i primi episodi di molestie ai danni delle suore. Mi ripromisi di annotare tutti quei gesti orrendi, per non dimenticarne nessuno. Gli abusi nel nostro mondo sono più che noti, ma i colpevoli vengono protetti e continuano ad agire nell’impunità».

    Il processo

    Il processo contro il vescovo Mulakkal, il primo esponente cattolico arrestato in India, è in corso in Kerala: per ottenerne l’arresto e il rinvio a giudizio, nel settembre del 2018, l’accusatrice, e le quattro consorelle che la affiancano, tra cui suor Lucy, hanno dovuto manifestare pubblicamente per mesi (Ansa, 3 dicembre).

    La comunicazione del Nunzio

    Suor Lucy, la più combattiva e la più presente sui media, è stata prima richiamata (con la sospensione di tutte le attività che svolgeva in parrocchia) e poi espulsa dalla case delle Clarisse francescane, l’ordine cui appartiene, insieme alle altre consorelle che avevano protestato con lei (Lettera Donna, 4 dicembre).

    A quel punto suor Lucy ha fatto appello alla Pontificia Congregazione per le Chiese orientali contro il suo allontanamento.

    Ma il Vaticano, scrive Adista (18 ottobre), attraverso una comunicazione consegnatale dal Nunzio apostolico, monsignor Giambattista Diquattro, nel mese di agosto ha confermato l’espulsione dalla congregazione «per aver assunto atteggiamenti ritenuti non conformi alle regole dell’ordine»: la pubblicazione di libri, brani musicali e della raccolta di denaro per la loro vendita; oltre all’acquisto e la guida di un’automobile utilizzata proprio per le manifestazioni pubbliche contro mons. Mulakkal.

    Botta e risposta

    Secondo il Vaticano, scrive Asianews (18 ottobre), suor Lucy «non ha fornito spiegazioni soddisfacenti sul suo stile di vita in violazione delle norme della Fcc» che l’aveva ammonita con «giusti avvertimenti canonici».

    «La maggior parte del comunicato è in una lingua che non comprendo. Aspetterò una lettera più chiara da parte delle superiore della congregazione con la comunicazione di eventuali scadenze per un secondo appello», ha dichiarato alla televisione indiana Ndtv suor Lucy.

    Una querelle che sta interessando da mesi la stampa indiana e sta ledendo, non di poco, l’immagine della chiesa cattolica nel Kerala, lo Stato indiano con più cattolici.

    https://it.aleteia.org/2019/12/11/suora-denuncia-da-anni-subiamo-molestie-congregazione-espulsione/

  • Live Non è la D’Urso, Paolo Brosio: “Preti che abusano di minori? Chi se ne frega di questi casi”

    Live Non è la D’Urso, Paolo Brosio: “Preti che abusano di minori? Chi se ne frega di questi casi”

    È stato questo il tema su cui si è dibattuto lunedì sera nell’ultima puntata di “Live – Non è la D’Urso”

    Sesso e Chiesa. È stato questo il tema su cui si è dibattuto lunedì sera nell’ultima puntata di “Live – Non è la D’Urso“: in studio c’era da una parte chi accusava il Vaticano di nascondere gli episodi di abusi su minori e di suore e preti che praticano sesso consenziente, mentre dall’altra c’era chi lo difendeva a spada tratta come Paolo Brosio. Proprio quest’ultimo, preso dalla discussione, ha fatto una considerazione che gli è costato un duro rimprovero da parte della conduttrice, Barbara D’Urso.

    Il dibattito si è aperto con lo scandalo dei due casi di suore incinte in Sicilia e poi è proseguito con Serena Grandi che ha raccontato ancora una volta quanto le è accaduto da bambina, quando il prete della sua parrocchia la costringeva a baciare una sua amica. Barbara D’Urso è intervenuta per sottolineare che non si poteva generalizzare estendendo il discorso a tutta la Chiesa ma che si trattava solo di casi isolati ma è stata interrotta da Manuela Villa: “Per paura dei preti i genitori non portano più i propri figli all’oratorio“, ha detto la showgirl.

    Al che Paolo Brosio ha fatto un salto sulla sedia mentre gli altri ospiti davano ragione alla Villa continuando a parlare di abusi sui minori e poi è sbottato: “Chi se ne frega di questi casi, gli oratori sono pieni di gente per bene“, parole forti, che hanno fatto calare il gelo in studio scatenando la dura reazione della conduttrice ma anche di Vladimir Luxuria ed Elenoire Casalegno: “È gravissimo quello che dici, è per gente che la pensa come te che dice chi se ne frega che anni dopo anni si nascondono soprusi su bambini e donne“.

    Ma la questione non è finita qui. Ripresa la discussione, Paolo Brosio è tornato poi alla carica: “Io non sono mica scemo, ho capito il tuo gioco! Parli solo delle cose negative“, ha detto rivolgendosi alla D’Urso. “Nemmeno io sono scema – gli ha replicato subito la conduttrice – Tu stai facendo un discorso fine a se stesso, portandolo completamente dalla tua parte. Io non sto parlando in generale e lo sai bene. Sono molto religiosa, vado in chiesa, ho sempre un rosario con me e non mi vergogno di dirlo. L’ho detto per quattro volte che non stiamo parlando in generale ma di notizie di cronaca. Sei insopportabile!”, ha concluso Barbara D’Urso.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/12/live-non-e-la-durso-paolo-brosio-preti-che-abusano-di-minori-chi-se-ne-frega-di-questi-casi/5559395/?fbclid=IwAR2kMMfqQjrWcxnw4_ZUx463cQRiLu49rAtnrL1yu_1ugvwapcQzDQRvxN8

  • Enna – Progetto 360, si apre la stagione delle responsabilità

    Enna – Progetto 360, si apre la stagione delle responsabilità

    Nuovo direttivo e nuovi impegni per gli oltre duecento ragazzi di Enna che fanno parte dell’associazione giovanile Progetto 360. 

    Dopo l’annunciato ritiro del fondatore e guida spirituale del gruppo, don Giuseppe Rugolo, allontanatosi dalla città per motivi di salute, i giovani hanno deciso di continuare a portare avanti le tante attività formative e sociali che li vedono coinvolti da quasi quattro anni, assumendosi un grande carico di responsabilità.

    “Faccio un grosso in bocca al lupo ai ragazzi – ha detto don Rugolo prima di andare via – per loro si apre la stagione della responsabilità e ho la profonda certezza che questi giovani faranno più e meglio di quanto io ho fatto per loro in passato”.

    Ancora ricolmi del messaggio di saluto del loro padre spirituale, i giovani nei giorni scorsi hanno rinnovato le cariche direttive e hanno subito assicurato di voler portare avanti le attività così come in passato, rendendo protagonisti gli associati – tutti adolescenti – di iniziative culturali e sociali, senza trascurare la formazione umana e spirituale. “Lavoriamo per migliorarci ancora di più e per smuovere le coscienze della nostra città”, hanno dichiarato all’unisono.

    Tra i grandi eventi già in programma, la festa di San Giovanni Bosco del 31 gennaio (compleanno del Progetto 360) e il Grest 2020.

    È Marco Greco il presidente eletto del Senato, formato da Alessia Li Muti, Marco Barbagallo e Salvatore Matraxia. Nel Consiglio direttivo ci sono Jacopo Matraxia, Emanuele Minissale, Fabriano Caruso, Federica Ingrà ed Emanuela Castaldo, coadiuvati dalla segretaria Laura Alvano. Tanti i ragazzi referenti dei diversi ambiti dell’associazione: Angelo Milazzotto per Politica e città, Daniele Vetri per Sport e tempo libero, Stefano Milano per Formazione cristiana, Roberta Caramanna per la Solidarietà, Andrea Prestifilippo è il referente per il gruppo 2.0 (giovani a partire dagli 11 anni), Luigi Varisano è il referente dell’associazione e Salvatore Cacciato è il referente per la parrocchia San Cataldo all’interno della quale rimarrà la sede del Progetto 360.

    I giovani saranno sostenuti nel loro percorso dalla parrocchia di San Cataldo, le suore clarisse francescane missionarie del Santissimo Sacramento e gli esperti laici che da sempre li affiancano nelle loro attività: Elisa Di Dio, Luca Manuli, Silvia Vicari e Mariangela Vacanti.