Osservatorio della Rete L'ABUSO

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  • Decine di suore abusate per anni da preti. Erano violentate a turno

    Decine di suore abusate per anni da preti. Erano violentate a turno

    È l’Associated Press che ha raccolto per prima le denunce delle vittime: “Era ubriaco. Non sapevo come dirgli di no”. Un’inchiesta che per gravità e dimensioni corre il rischio di coinvolgere l’intero mondo cattolico indiano. Alcune suore hanno fatto riferimento ad “amicizie” e concessioni di favori sessuali che non riuscivano a negare, altre riferiscono di vere e proprie violenze e stupri sistematicamente tenuti sotto silenzio dalle gerarchie ecclesiastiche locali.

    Secondo l’Associated Press “il Vaticano, pur non essendo mai intervenuto, era tuttavia da tempo a conoscenza di abusi sessuali ai danni di suore da parte di preti e vescovi in Asia, Europa, Sud America e Africa”. In tutto l’agenzia giornalistica ha raccolto le testimonianze di due dozzine di persone – tra suore, ex monache e preti con conoscenza diretta degli abusi. (Continua dopo la foto)

    Josephine Villoonnickal, di 44 anni, è stata la prima a rompere il muro di omertà, rendendo tutto di dominio pubblico indispettita dalla inattività dei vertici ecclesiastici locali ai quali aveva ripetutamente denunciato la situazione. La suora ha denunciato alla polizia del Kerala il suo vescovo con l’accusa di averla stuprata 13 volte in due anni. Denuncia a sua volta sostenuta da altre consorelle tutte unanimi nel richiedere l’arresto del vescovo Franco Mulakkal.

    Secondo Josephine Villoonnickal la prima violenza risalirebbe al 5 maggio 2014 e l’ultima il 23 settembre 2016. Il vescovo si è però difeso negando ogni addebito, accusando a sua volta le sorelle di aver inventato tutto. Questo, però, non gli ha evitato la detenzione per tre settimane. Attualmente si trova a piede libero dopo esser stato rilasciato su cauzione. Tuttavia la Conferenza episcopale indiana al momento non avrebbe preso alcuna posizione invitando, anzi, i media locali a attendere la pronuncia degli organi giudiziari preposti. (Continua dopo la foto)

    Alcune testimonianza raccolte dall’AP risalgono anche a decine di anni fa. Una suora rivela di aver respinto una violenza quando aveva vent’anni, nel corso di un ritiro spirituale prima del rinnovo dei voti, agli inizi degli anni ’90. A tentare di abusare di lei un sacerdote che aveva circa 60 anni. Il prete era uscito per partecipare ad una festa locale e quando è tornato, di sera, ha bussato alla porta nella novizia dicendole che voleva “parlarle”.

    La suora aveva capito che era ubriaco ma l’uomo forzò la porta e provò a baciarla, tentato di toccarla dove poteva. La religiosa alla fine è riuscita a sfuggire alla morsa e a richiudere la porta. La madre superiora evitò altri incontri con il prete che fu poi trasferito, forse a seguito di una sua lettera anonima dove denunciava l’accaduto. Il prete però ha continuato a vestire la tonaca. (Continua dopo la foto)

    L’Associated Press tuttavia non demorde e incalza il Vaticano sul tema generale, sostenendo che si tratti di pratiche diffuse e accusando le gerarchie ecclesiastiche di inattività nonostante le numerose denunce. Molte suore, secodo l’AP, rinuncerebbero a denunciare episodi simili per paura di essere isolate e cacciate dalla propria congregazione. Per non parlar del fatto che nei Paesi più poveri, dove sono maggiormente presenti questi fenomeni, il ricatto economico è paralizzante in considerazione del fatto che molte congregazioni di suore sono finanziariamente sostenute dalle parrocchie e dalla curia.

  • Suora stuprata da sacerdote, i pm di Roma: «Padre Salonia a processo»

    Suora stuprata da sacerdote, i pm di Roma: «Padre Salonia a processo»

    di Franca Giansoldati e Giuseppe Scarpa

    Ci sono certe ferite destinate a non guarire. Mai. Una suora abusata da un sacerdote rischia di ammalarsi nell’anima, di precipitare in un tunnel senza luce, fino a non vedere più nemmeno Dio. Sono passati quattro mesi dal summit in Vaticano sugli abusi che un caso emblematico riaffiora dalle sabbie mobili grazie alla magistratura italiana. La Procura di Roma ha deciso di chiedere il rinvio a giudizio per padre Giovanni Salonia, tra i più affermati psicoterapeuti operanti nel mondo ecclesiale, accusato da una suora di violenza sessuale, con l’aggravante, per i pm, di «avere agito per motivi abietti».

    IL PERSONAGGIO
    Salonia, appartenente all’Ordine dei cappuccini, con alle spalle amicizie importanti, tra cui l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, si è sempre proclamato innocente. «Nella veste di psicoterapeuta e nello stesso tempo di sacerdote – si legge nel capo di imputazione – costringeva la sua suora, sua paziente, a compiere e subire atti sessuali» in diverse incontri tra il 2009 e il 2013. L’incidente probatorio, disposto a marzo dal Tribunale, deve avere fugato ogni dubbio al magistrato che ha ritenuto necessario richiedere il processo. Se la giustizia italiana avanza, esaminando quanto accaduto per arrivare a una sentenza, la giustizia vaticana sembra essersi inceppata.

    SEGNALAZIONI
    Naturalmente alla Congregazione per i Religiosi il dossier era arrivato puntuale, corredato da diverse segnalazioni interne. Le vittime per il Vaticano sarebbero tre, per fatti avvenuti anni addietro. Ma come spesso succede al di là del Tevere molte carte finiscono in una specie di limbo.

    Due anni fa Papa Francesco era intenzionato a promuovere Salonia vescovo ausiliare di Palermo, dietro sponsorizzazione di Lorefice. L’investitura era già pronta poi ad un tratto è saltata la promozione. Il Pontefice aveva cambiato idea. In genere, in Vaticano, queste cose accadono solo davanti a informazioni interne ritenute gravi. In quei giorni Salonia diffondeva una lettera spiegando ai fedeli di aver rinunciato volontariamente all’incarico per non creare problemi al Papa.

    I religiosi che avevano denunciato in Vaticano certe anomalie sul frate, venivano messi da parte nelle strutture ecclesiali palermitane, accusati di calunnia. A difesa di Salonia si era mosso anche il ministro della Sicilia dei cappuccini («Le accuse sono infondate e inconsistenti»). A questo punto Papa Francesco ha convocato a Roma il generale dei cappuccini per chiedere provvedimenti su Salonia. Da quel momento, inspiegabilmente è iniziata la sua riabilitazione. L’Antonianum, come altre università cattoliche, lo ha chiamato a tenere lezioni e master, la San Paolo gli ha pubblicato un volume (con prefazione del Papa) sulla vita del beato Puglisi.

    PIETRA D’ANGOLO
    A mettere a tacere definitivamente tutto è stato un incontro il 15 settembre 2018 a Palermo durante la visita del Papa. Nel palazzo arcivescovile, il vescovo Lorefice ha presentato padre Salonia a Francesco. Un saluto breve con foto di rito, ma sufficiente a garantire al sacerdote una nuova luce. La notizia del rinvio a giudizio è rimbalzata in Vaticano amareggiando diverse persone. Una suora, in particolare, si è ricordata delle parole coraggiose che a febbraio, al summit sugli abusi, sono state pronunciate da suor Veronica Openibo, superiora generale della Società del Santo Bambino Gesù, davanti al Papa: «Al presente viviamo uno stato di crisi e di vergogna. Abbiamo gravemente offuscato la grazia della missione di Cristo. È possibile per noi passare dalla paura dello scandalo alla verità?».

    Certo dell’innocenza di Salonia è il suo avvocato, Pier Paolo Dell’Anno: «Dimostreremo l’infondatezza dell’accusa. L’eccentricità del lungo tempo trascorso tra il termine della terapia e la denuncia, più di quattro anni; la riconosciuta efficacia della stessa, sia da parte della religiosa, che anche da professionisti terzi, e infine la circostanza che vede totalmente taciuto l’asserito abuso, nonostante negli anni intercorsi dopo il termine della terapia la suora sia stata, per di più, seguita da varie figure professionali».

    https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/abusi_suora_padre_salonia_processo-4603240.html

  • Processo Suor Soledad: la suora sarà risarcita

    Processo Suor Soledad: la suora sarà risarcita

    La monaca otterrà 60mila euro per ingiusta detenzione

    VALLO DELLA LUCANIA. Suor Soledad ha ottenuto risarcimento danni per oltre 60mila euro per ingiusta detenzione. Lo ha deciso la Corte di Appello di Salerno. La religiosa, che è ritornata in Perù, era difesa dall’avvocato Vincenzo Cannavacciuolo. Era accusata di molestie sessuali su 40 bambini che frequentavano l’asilo Santa Teresa di Vallo della Lucania. Il processo penale si è chiuso con la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte di Appello di Salerno contro cui il Procuratore generale non ha presentato ricorso in Cassazione.

    Il Tribunale di Vallo della Lucania inizialmente aveva condannato suor Soledad, alla pena di anni 8 di reclusione, ed ad un anno e mesi 4 di reclusione le altre due suore accusate di favoreggiamento. Poi in appello la svolta con l’assoluzione degli accusati.

    Suor Soledad, una giovine novizia, verso la quale erano state mosse le accuse, era stata sottoposta alla custodia cautelare in carcere per dieci giorni ed agli arresti domiciliari per quasi un anno. Nel periodo di detenzione le autorità procedenti ebbero a negarle anche il permesso di recarsi a Messa il giorno della domenica.

    Intanto prosegue il processo civile dopo il ricorso presentato dagli avvocati Felice Lentini e Carlo Di Ruocco, legali delle famiglie dei bambini. Il 4 ottobre l’udienza.

    https://www.infocilento.it/2019/07/04/processo-suor-soledad-la-suora-sara-risarcita/amp/?fbclid=IwAR0rdsDV6-xk5OoMPpTZAlQ7QI8FRxGhba8EenKssJsN2Wo0m6JR8QoszVw

  • La prima suora consultrice al Sinodo, «gli abusi sulle religiose vanno affrontati e sradicati»

    La prima suora consultrice al Sinodo, «gli abusi sulle religiose vanno affrontati e sradicati»

    https://www.ilmattino.it/mind_the_gap/news/abusi_suore_vaticano_sinodo_papa_francesco_maria_luisa_berzosa_amazzonia_donne_mind_the_gap-4548485.html?fbclid=IwAR2x7J-Wk8jymaAXucw2POafQyU8EtwDLxpU4V1mM6F6NmGrHPWbm7zMPE4
  • Sportello nei conventi delle suore per denunciare abusi

    Sportello nei conventi delle suore per denunciare abusi

    Città del Vaticano – Le suore hanno deciso di dotare i conventi di sportelli per capire fino a che punto ci possono essere abusi (anche di potere) da parte di sacerdoti, confessori, vescovi sulle religiose. «Conversazioni aperte» nei conventi e «formazione»: sono queste le due vie indicate per combattere il fenomeno degli abusi contro le religiose come è indicato nel documento finale dell’assemblea dell’Uisg, l’Unione Internazionale delle Superiore Generali, che si è riunita nei giorni scorsi a Roma.
    «Durante l’assemblea è emersa l’importanza che le Superiore Generali siano consapevoli – si legge nel documento – dei diversi tipi di abusi di potere che possono verificarsi. Esse sono state incoraggiate a dare avvio a conversazioni aperte con i membri delle loro congregazioni. L’importanza della formazione è stata continuamente sottolineata perché le suore imparino come affrontare gli abusi di qualsiasi tipo».

    Suor Carmen Sammut, la Presidente uscente della Uisg, ha parlato anche della necessità di «nuovi approcci nella risposta agli abusi su minori e adulti vulnerabili nelle congregazioni religiose e nella Chiesa» e ha proposto quattro iniziative concrete che la Uisg spera di poter realizzare nei prossimi mesi: «1. Istituire una commissione che si occupi di approfondire le varie dimensioni della ‘cura delle persone’; 2. Offrire laboratori e incontri di formazione per i membri della Uisg sulla cura delle persone e sulla creazione di ambienti sicuri; 3. Aiutare i membri delle Congregazioni ad elaborare e implementare protocolli, codici di condotta e linee guida per la protezione dei minori e degli adulti vulnerabili in collaborazione con la Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori; 4. Considerare, insieme alle Conferenze dei Religiosi, la possibilità di creare gruppi di ascolto in diverse parti del mondo, guidati da professionisti che possono offrire un accompagnamento alle persone che hanno subito abusi nella Chiesa, attraverso un processo di apertura e guarigione».

    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/suore_abusi_vaticano_preti_papa_francesco-4512849.html?fbclid=IwAR0_OUr1m7Ai1PC6RKKZyNptWUrD8fS2cBUgKfCDmp1IfqOT7-LPgHh02sw

  • Tengono alla vita se si parla di aborto… ma quando è pedofilia, sulla vita calano le tenebre

    Tengono alla vita se si parla di aborto… ma quando è pedofilia, sulla vita calano le tenebre

    Si legge su LA STAMPA che “Centinaia di sacerdoti, suore, militanti cattolici e politici sono scesi in piazza a Roma sabato 18 maggio per chiedere al governo l’abrogazione della legge 194 e il no alle interruzioni di gravidanza anche in caso di stupro.”

    Il valore per la vita umana, un valore immenso al quale santa romana chiesa e il suo gregge sembrano tenere molto e difendono a spada tratta. Ed è proprio in virtù di questo valore, che la chiesa legittima come in questo caso, la sua invadenza nelle scelte personali.

    Un valore molto forte sul quale però, calano le tenebre, quando a violare la vita tanto difesa in precedenza, è un sacerdote che stupra un ragazzino, uccidendolo nell’anima.

    Qui spariscono dalla scena le “centinaia di sacerdoti, suore, militanti cattolici e politici”, le piazze sono vuote, nessuno vede, sente e parla.

    Una chiesa che si piange addosso e si irrita quando gli si fa notare l’ipocrisia di questa doppia “morale”. E qui miracolosamente la situazione si capovolge, il valore per la vita del ragazzino vittima scompare e lo trasforma in un nemico della chiesa, la cui vita in questo caso non ha più valore tanto da non doverle neppure rendere giustizia.

    Neppure di fronte all’orrendum Motu proprio di papa Francesco “VOS ESTIS LUX MUNDI”, (di cui riportiamo nella foto un passaggio e il link all’articolo di Stefano Sodaro), che obbliga l’intero gregge all’omertà su questi reati, non abbiamo visto scendere in piazza indignati “centinaia di sacerdoti, suore, militanti cattolici e politici”…che di fatto tacitamente accettano questo Motu proprio contro la vita e la giustizia e un domani, magari ci accuseranno di voler fare di tutta l’erba un fascio…

    Fine del valore per la vita.

    Francesco Zanardi

  • Abusi sulle suore. Papa Francesco: grave problema, occorre combatterlo

    Abusi sulle suore. Papa Francesco: grave problema, occorre combatterlo

    “L’abuso delle religiose è un problema serio, un problema grave. Io sono cosciente, anche qui a Roma, sono cosciente dei problemi, delle informazioni che vengono. E non solo l’abuso sessuale della religiosa, anche l’abuso di potere, l’abuso di coscienza.Dobbiamo lottare contro questo”. Lo ha detto papa Francesco intervenendo ‘a braccio’, dopo aver consegnato il discorso scritto, nell’udienza alla plenaria dell’Unione internazionale delle superiore generali (Uisg). “Il problema degli abusi non si risolve, con soluzioni della Chiesa, da un giorno all’altro: si è cominciato un processo – ha osservato il Pontefice -. Ieri è uscito un altro documento, e così, lentamente, stiamo facendo un processo. Perché è una cosa che da venti anni a adesso noi non avevamo coscienza e stiamo prendendo coscienza, con tanta vergogna, ma benedetta vergogna, perché la vergogna è una grazia di Dio”. “Ma è un processo e dobbiamo andare avanti, avanti, in un processo, passo passo, per risolvere questo problema”, ha ribadito.    “Alcune delle organizzazioni antiabusi non sono rimaste contente dell’incontro a febbraio – ha riconosciuto Francesco -.’No, ma non hanno fatto nulla’. Io li capisco, perché c’è la sofferenza dentro. Io ho detto che se noi avessimo impiccato 100 preti abusatori in Piazza San Pietro sarebbero stati tutti contenti, ma il problema non sarebbe risolto”.    “I problemi nella vita si risolvono con i processi non occupando spazi”, ha aggiunto.

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Abusi-sulle-suore-Papa-Francesco-grave-problema-occorre-combatterlo-08fd9ab5-26a6-4185-b29b-6170576512d2.html

  • Francia: il documentario sulle suore abusate scatena dibattito e iniziative

    Francia: il documentario sulle suore abusate scatena dibattito e iniziative

    PARIGI-ADISTA. Ha avuto molta risonanza in Francia il documentario prodotto dalla piattaforma franco-tedesca Arte.tv dal titolo “Religiose abusate: l’altro scandalo della Chiesa”, diffuso all’inizio dello scorso marzo (e visibile ancora per qualche giorno anche sul sito di Adista; v. Adista n. 10/19). Un documentario frutto di un lungo e meticoloso lavoro di indagine, nel quale le voci e i volti delle vittime hanno aggiunto drammaticità al racconto di casi di agghiacciante gravità, avvenuti in un contesto di indifferenza e omertà. Al contrario di quanto accaduto in Italia, dove il documentario non ha avuto risonanza – colpa, anche, della mancata sottotitolazione in italiano – in Francia numerose realtà cattoliche hanno alzato la voce, chiedendo trasparenza e misure preventive. Ne ha parlato sul sito Global Sisters Report la giornalista Elisabeth Auvillain (16/4), raccontando delle numerose iniziative di protesta spontanee avviate dopo la diffusione dell’inchiesta, ma anche in seguito agli sviluppi del caso che ha avuto come protagonista il card. Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, condannato a sei mesi di reclusione per insabbiamenti, le cui dimissioni sono state per ora congelate da papa Francesco (v. Adista Notizie nn. 13 e 15/19).

    A Parigi, tante sono state le parrocchie che hanno organizzato serate di dibattito e preghiera; in tutto il Paese, soprattutto nel periodo quaresimale, hanno avuto luogo ritiri, meditazioni, conferenze, imperniati sul tema degli abusi e sulla manipolazione di persone vulnerabili operata in nome di Dio. il quotidiano cattolico La Croix e la rivista Pélerin hanno lanciato una ampia consultazione che durerà fino al 7 giugno, sul tema «Ripariamo la Chiesa»: un invito «a fare una diagnosi sulla situazione attuale della Chiesa, ma anche a proporre una maggiore fedeltà al Vangelo», per rispondere al quale è stato attivato un indirizzo mail (reparons-l-eglise@bayard-presse.com).

    La Conférence des Baptisé-e-s Francophones, associazione che fa capo alla filosofa e teologa Anne Soupa, fondatrice del Comité de la Jupe (che di recente ha provocatoriamente chiesto la scanonizzazione di papa Wojtyla, sotto il cui pontificato il clima di omertà e gli insabbiamenti dei casi di abusi raggiunsero l’apice, v. Adista Notizie n. 11/19), ha organizzato incontri con esperti sul tema degli abusi, per mettere a nudo «la cultura che mescola autorità, obbedienza e silenzio», «comprenderne le radici profonde per finirla con questa cultura dell’abuso, contraria al messaggio di liberazione del Vangelo». La Conférence ha anche lanciato una petizione per «far sentire la parola delle donne nella Chiesa» (www.change.org/p/pape-françois-église-catholique- ça-suffit) che ha raccolto quasi 7mila firme in poche settimane.

    Anche le religiose si stanno mobilitando. In testa al loro fronte, c’è la presidente della Conferenza dei Religiosi e delle Religiose di Francia (Corref) suor Véronique Margron, che ha appena pubblicato un libro sul tema degli abusi sessuali nella Chiesa, Un moment de vérité (edizioni Albin Michel). Nel libro, la religiosa traccia un percorso di verità per la Chiesa in 12 punti: mettere le vittime al centro, desacralizzare la figura del prete, decostruire il sistema clericale, promuovere il ruolo della donna, trasformare la crisi in mutamento, cambiare lo stile della Chiesa, rafforzare il dialogo con la società, fare verità per ritrovare fiducia, formare i preti sulle questioni affettive, combattere i fenomeni di potere sulle persone, rivedere l’esercizio del potere nella Chiesa; tutto questo consentirà, alla fine, di mettere in atto politiche di tolleranza zero. «Sapevamo di abusi di potere da parte di alcuni preti e di superiore, ma non conoscevamo la portata di questi crimini», tuttora difficile da cogliere nella sua totalità per il rifiuto di molte vittime di denunciare, ha affermato suor Margron in ad un incontro molto affollato nella chiesa di Sainte Clotilde a Parigi, il 10 aprile scorso; «Non crediate che preti e vescovi da soli possano cambiare la Chiesa. I laici come voi devono prendere parte a questo rinnovamento».

    Quale obbedienza?

    Oggetto di molte riflessioni e critiche è il voto di obbedienza delle religiose, un’obbedienza malintesa: «Significa che le religiose vogliono che la loro vita sia un dono di sé per servire gli altri, secondo il Vangelo, in una comunità riconosciuta dalla Chiesa cattolica», ha spiegato Christiane Hourticq, ex superiora delle Soeurs Auxiliatrices des âmes du Purgatoire, intervistata da Global Sisters Report. «Accettare l’obbedienza significa non decidere mai da sola dove vivere e in cosa consiste la propria missione». Ma c’è sempre un dialogo: «Quando una suora esprime speranze o desideri o timori, non sta rifiutando l’obbedienza. La superiora prende la decisione ma solo dopo una vera discussione, che fa bene a entrambe le parti». C’è un’enorme differenza, insomma, tra obbedienza e costrizione. «In un contesto di manipolazione, l’obbedienza, o piuttosto la sottomissione, è presentata in modo assoluto come una virtù fondamentale», ha spiegato suor Chantal- Marie Sorlin, ex canonista del Tribunale ecclesiastico di Digione, illustrando come molti abusi siano avvenuti in comunità nate dopo il Concilio, le cosiddette “communautés nouvelles”, che includevano laici, famiglie e religiosi, apparentemente prive di una gerarchia e di confini netti nei comportamenti, ma soprattutto guidate da personaggi magnetici che prendevano il posto di Cristo e che diventavano oggetto di venerazione. Tali comunità si trasformavano in una sorta di Chiesa parallela, autosufficiente e autoreferenziale, in cui la formazione «era basata sulla parola del fondatore, non sulla Scrittura». Tra queste vi era la Comunità di San Giovanni, fondata nel 1975, con le sue branche dei Fratelli di S. Giovanni, delle Suore apostoliche e delle suore contemplative, nate negli anni ’80. Nel 2009 emersero gli abusi che avvenivano nella comunità contemplativa, che ricadeva sotto l’autorità di Barbarin; venne sciolta nel 2013, quando la maggior parte delle suore rifiutò la nuova superiora, nominata dall’arcivescovo stesso. Ne faceva parte Marie-Laure Janssens, autrice del libro Le Silence de la Vierge, in cui descrive l’isolamento, la mancanza di comunicazione e l’abuso spirituale subito. Se ne allontanò nel 2009, chiedendo l’autorizzazione a denunciare la situazione al suo vescovo, mons. Henri Bricard (morto nel 2014), che la spinse al silenzio, spacciato per «atto di misericordia verso le persone» e «segno del dono di sé, linguaggio di servizio, come ci ha insegnato la Vergine Maria».

    https://www.adista.it/articolo/61189

  • Suore abusate, preti aguzzini sempre coperti. Per la Chiesa conta solo la fedeltà

    Suore abusate, preti aguzzini sempre coperti. Per la Chiesa conta solo la fedeltà

    di Marco Marzano

    Si è parlato a lungo in queste settimane di violenze sui minori, soprattutto maschi. Ora, grazie all’eccezionale documentario di Elizabeth Drévillon, Marie-Pierre Raimbault e Eric Quintin, “Religieuses abusées, l’autre scandale de l’Église” (che dà conto degli stupri sulle religiose in Africa e in Europa), si parla finalmente di quelle sulle donne. Gli autori sono sempre i medesimi: i preti. Omosessuali, eterossessuali, bisessuali, ma sempre e solo preti. Certo, nei confronti delle donne esiste tra i sacerdoti cattolici un disprezzo tutto particolare, quello appreso in tanti anni di frequentazione di ambienti tutti maschili e grondanti di violenta misoginia, ma le modalità di fondo degli abusi rimangono identiche.

    Identiche sono, in tutte le situazioni, le coperture di cui gli artefici delle violenze hanno goduto a tutti i livelli dentro un’organizzazione nella quale contano soprattutto la fedeltà alla gerarchia e la volontà di difendere, costi quel che costi, la buona immagine pubblica.

    Identiche sono le cause: le gravi inibizioni allo sviluppo di una normale e serena vita sessuale ed affettiva maturate in seminario, l’incapacità a costruire dei rapporti basati sulla parità e sul rispetto reciproco, la convinzione di avere il diritto di usare il prossimo come un oggetto senza alcun valore intrinseco e di essere per giunta destinati a rimanere totalmente impuniti, grazie all’appartenenza ad un gruppo sociale, la casta clericale, dotato di un potere infinitamente superiore rispetto a quello delle vittime.

    Identica è anche la situazione delle persone oggetto delle violenze, dei bambini e delle donne. Al pari dei bambini abusati infatti, molte delle religiose vittime delle attenzioni indesiderate dei preti nutrivano in perfetta buona fede un’ammirazione incondizionata e un rispetto senza pari verso ciò che i propri aguzzini rappresentavano, cioè verso la figura del sacerdote come uomo di Dio. Sono stati proprio questi i sentimenti che gli abusatori hanno sfruttato per perpetrare le proprie violenze.

    Non mi stupirei se si venisse a sapere che, come avvenuto in altri casi di soprusi clericali, gli abusatori dei quali si parla nel documentario hanno fatto le stesse cose anche con adolescenti di entrambi i sessi o con qualche seminarista. Quel che è in gioco in queste situazioni non è infatti l’attrazione fisica, ma l’ebrezza di esercitare un potere assoluto su una persona che non può reagire, che non può sottrarsi. L’abusatore è in definitiva un vigliacco e ciò che lo eccita, ciò che rende la vittima veramente appetibile ai suoi occhi, è la sua impossibilità di reagire, la sua impotenza, la sua sottomissione psicologica o il fatto che non si renda ben conto di quel che sta avvenendo. Poco conta, da questo punto di vista, che sia maschio o femmina, bambino o giovane o adulto.

    Un bambino traumatizzato, proprio per effetto dello shock subito, faticherà a lungo ad ammettere anche a se stesso quel che è avvenuto col prete. Lo stesso farà una donna che ha deciso di consacrare la sua vita a Dio. Costei, confusa e terrorizzata, prima di denunciare l’aggressore, si torturerà chiedendosi cosa ha sbagliato, quale sia stata la sua colpa, se non sia stata per caso lei a sedurre involontariamente il prete. Si chiederà se denunciare il prete non significhi per caso gettare fango su quell’istituzione alla quale ha fatto voto di assoluta obbedienza. Per questo secondo i preti, lo si dice nel documentario francese, le religiose sono meglio delle parrocchiane e delle prostitute. Perché è più difficile che “cantino”, che riferiscano ad altri quel che hanno subito dal sacerdote.

    Gli autori del documentario hanno dichiarato di sperare che la Chiesa si adoperi per evitare che fatti come questi si ripetano. È una speranza nobile,ma vana. Perché per abolire il clericalismo alla base dei crimini che costoro hanno raccontato le dichiarazioni di intenti non servono a nulla: bisognerebbe abolire lo stesso clero, smantellare i seminari, riconoscere pari dignità e ruolo alle donne, informare il funzionamento dell’organizzazione ai principi della democrazia e dell’uguaglianza. Un’utopia.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2019/03/18/suore-abusate-preti-aguzzini-sempre-coperti-per-la-chiesa-conta-solo-la-fedelta/5045770/?utm_medium=amp&utm_source=ifq&utm_campaign=comments

  • Suore abusate dai preti: il documentario che svela tutto

    Suore abusate dai preti: il documentario che svela tutto

    Suore obbligate al silenzio: ecco l’altro scandalo della Chiesa

    Suore abusate dai preti: il documentario che svela tutto

    Non c’è pace per la Chiesa Romana che vede incombere su di sé un altro scandalo sessuale, quello delle suore abusate dai preti. A scatenare il polverone è stato un documentario dal titolo: “Religiose abusate, l’altro scandalo della Chiesa”, realizzato e diretto da Marie-Pierre Raimbault ed Eric Quintin e sostenuto dall’Unione Europea.

    “Religiose abusate, l’altro scandalo della Chiesa”: il documentario

    Il documentario è stato realizzato dopo anni di ricerca e di interviste. Lo scopo, oltre a quello di denunciare gli abusi, è quello di capire quale ruolo abbia avuto il Vaticano nel nascondere questi atteggiamenti violenti.

    Scandalo Chiesa: dopo la pedofilia arrivano gli abusi sulle suore

    Sono moltissime le suore ad aver subito abusi e ad avere deciso di raccontare la loro travagliata esperienza religiosa, ma si suppone siano ancora moltissime le religiose che ancora non hanno trovato il coraggio di denunciare gli abusi. Questo documentario, disponibile Su ARTE e online, è fruibile in sei lingue diverse fino al 3 maggio.

    http://www.affaritaliani.it/cronache/suore-abusate-dai-preti-il-documentario-che-svela-tutto-594192.html?refresh_ce