Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: tribunale

  • Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    Attentato a Betori: le indagini portano alla luce accuse di pedofilia

    A cinque mesi dall’attentato al cardinale Giuseppe Betori, Panorama riapre il caso, con un’inchiesta pubblicata nel numero in edicola da domani. Il 4 novembre scorso un uomo, con il volto semicoperto entrato nel cortile della Curia di Firenze, punta la pistola alla testa dell’arcivescovo e ferisce all’addome il segretario, don Paolo Brogi.

    Per la squadra mobile e la pm Giuseppina Mione, che si appresta a chiudere le indagini, l’attentatore è Elso Baschini, un pregiudicato di 73 anni. Ma Mohamed Kahoul Toufik, il testimone che accusa Baschini, ora racconta a Panorama che mesi prima dell’agguato a Betori l’attentatore gli avrebbe mostrato 20 mila euro per convincerlo a collaborare con lui. Soldi che, secondo il marocchino, potrebbero essere stati dati a Baschini come anticipo per una missione ai danni della Curia.

    Nel frattempo le indagini hanno portato alla luce un’altra vicenda che appare totalmente estranea all’attentato ma che rischia di far tremare la Curia. Don Daniele Rialti, giudice del tribunale ecclesiastico diocesano e sacerdote dell’Opera Madonnina del Grappa (un’istituzione caritativa a favore dei bambini, molto nota a Firenze), è accusato di pedofilia da un parroco e da gruppo di fedeli.

    Le accuse risalgono a tre anni fa e a quel tempo l’arcivescovo Betori, sentito don Rialti, si è limitato a trasferirlo in un’altra parrocchia a 20 chilometri di distanza. Le accuse a don Rialti però sono state confermate da alcuni testimoni intervistati da Panorama che, nelle scorse settimane, sono stati ascoltati dalla polizia in relazione all’attentato.

    http://archivio.panorama.it/italia/Attentato-a-Betori-le-indagini-portano-alla-luce-accuse-di-pedofilia

  • PEDOFILIA: DIFESA DON SEPPIA RICORRE IN CASSAZIONE

    PEDOFILIA: DIFESA DON SEPPIA RICORRE IN CASSAZIONE

    16:27 04 LUG 2011

    (AGI) – Genova, 4 lug. – Dopo il rigetto del ricorso al tribunale del Riesame di Genova, il difensore di don Riccardo Seppia, il parroco genovese in carcere dal 13 maggio per tentata violenza sessuale su un chierichetto, offerta di droga e tentata induzione alla prostituzione minorile, il suo difensore Paolo Bonanni ha fatto ricorso in Cassazione. Chiede l’annullamento dell’ordinanza del Riesame genovese, che giudica non adeguatamente motivato. La richiesta e’ quella della scarcerazione o, in subordine, dell’attenuazione della misura cautelare in arresti domiciliari o nel trasferimento in una struttura di cura. “Si e’ qui in presenza di un pericolo di recidiva particolarmente elevato. L’indagato – avevano sottolineato i giudici del Riesame – dimostra di non preoccuparsi affatto della sofferenza che la sua condotta puo’ causare nelle vite altrui (e’ significativo, in proposito, il fatto che pur sapendo di essere sieropositivo dal 2003, nel concordare incontri, richieda che il rapporto sessuale avvenga senza protezione); ne deriva che egli non appare in grado di contenere i propri impulsi piu’ negativi e pericolosi, pur essendo consapevole del danno che da cio’ puo’ derivare ad altri”. In relazione alla tentata violenza sessuale sul chierichetto, i giudici avevano scritto: “Non vi e’ dubbio circa la sussistenza a carico dell’indagato di gravi indizi di colpevolezza”. Per quanto concerne la tentata induzione alla prostituzione minorile e l’offerta di droga, e’ opinione dei giudici che il sacerdote avrebbe portato a termine i suoi incontri con giovani extracomunitari gia’ organizzati, anche in cambio di soldi e droga: “Le sue offerte di stupefacente hanno il carattere della serieta’ e non possono quindi essere valutate come mere vanterie” cosi’ come aveva sottolineato la difesa. Avendo don Seppia avvicinato due ragazzini stranieri che vivevano in una comunita’ alloggio, sottolineano i giudici: “Seppia ha dimostrato di voler scegliere le vittime dei suoi particolari desideri sessuali tra coloro che per l’eta’ e/o per le condizioni di vita erano meno in grado di difendersi”. (AGI) ge1

    http://www.agi.it/genova/notizie/201107041…e_in_cassazione

  • Mons. Scicluna: “Abusi dei preti uccidono la fede”

    Mons. Scicluna: “Abusi dei preti uccidono la fede”

    In una intervista pubblicata su Vatican Insider, mons. Charles J. Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la Dottrina della Fede – una sorta di Pubblico Ministero del tribunale dell’ex Sant’Uffizio – che da quasi un decennio si occupa dei dossier più scabrosi riguardanti gli abusi sui minori perpetrati da sacerdoti e religiosi dichiara che tali crimini sono ancora più esiziali se commessi da un chierico perché “uccidono la fede” delle vittime: “c’é una reazione, una rabbia nelle vittime dei preti che non si riscontra negli altri casi, perché tocca la profondità dell’anima”. Alla domanda su cosa abbia significato per lui occuparsi di questioni tanto scabrose Scicluna ha detto: “Ho compreso che se la Chiesa non è crollata, nonostante questi scandali, è proprio perché ha un fondamento soprannaturale. Altrimenti non si spiega”.
    I casi di pedofilia sono “in netta diminuzione rispetto al passato”, sostiene. Le vittime sono state “trattate per troppo tempo come ‘nemiche’ del buon nome della Chiesa”, invece che “come persone ferite nell’anima, da accogliere e da aiutare”.
    Stefano Marullo

    http://www.uaar.it/news/2011/07/03/mons-sc…cidono-la-fede/

  • Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    Provolo, gli ex allievi in corteo «Via il velo sui preti pedofili»

    PROTESTA. In piazza Bra manifestazione nazionale delle vittime di violenza sessuale. Il caso era esploso due anni fa. I sordomuti: «La Chiesa copre i religiosi». Il giudice Sannite a Matrix: «A Verona tre sacerdoti hanno ammesso gli abusi»
    02/07/2011

    La manifestazione nazionale sordomuti contro i preti pedofili FOTO MARCHIORI

    Una lunghissima corda, il filo al quale tutti si sono aggrappati percorrendo via Provolo, via Roma per arrivare infine in Bra. Un filo che ha legato gli ex allievi dell’istituto sordi Provolo ai rappresentanti dell’unione atei e agnostici razionalisti di Verona i parlamentari radicali Turco e Farina Coscioni, Pontesilli, segretario di Anticlericale.net, di associazioni come La colpa e Survivor’s voice europe. Un corteo che per la seconda volta è stato organizzato a Verona, per sostenere chi ha denunciato di aver subito violenze sessuali e fisiche e per chiedere che la Chiesa non protegga i sacerdoti che hanno commesso abusi.
    Da una parte loro, gli ex allievi sordi che dagli anni Cinquanta e fino al 1984 frequentarono il Provolo, loro e i racconti di attenzioni morbose, di percosse e umiliazioni, dall’altra la richiesta che oltrepassa il confine della città e arriva a Roma, al Vaticano.
    «Chiediamo che i cattolici italiani che hanno subito violenze da parte di religiosi siano trattati come i cattolici americani, belgi, inglesi», l’intervento del deputato Maurizio Turco, «che alle vittime di abusi italiane sia riconosciuto il diritto alla verità, che possano avere accesso agli atti redatti da commissioni indipendenti». Una marcia non solo per gli ex allievi del Provolo, una giornata per ricordare le altre vittime di religiosi pedofili. «È arrivato il momento di fare uno scatto in avanti, il silenzio deve smettere ed è indispensabile conoscere gli atti redatti dalle commissioni», ha aggiunto Carlo Pontesilli, «da sempre il nostro sostegno va a chi ha subìto e la cui vita è stata sconvolta».
    Quel filo retto da un centinaio di mani, legati gli uni agli altri e che rappresenta il simbolo di una richiesta, l’ennesima al Vaticano, avanzata dagli ex allievi dell’istituto veronese: «Roma si esprima in fretta dopo che la commissione curiale istituita nel 2010 e presieduta dal dottor Mario Sannite (il magistrato già presidente della sezione penale del tribunale di Verona, ndr) ha ascoltato le vittime». Un silenzio che per gli ex allievi del Provolo diventa ancor più difficile da accettare dopo che in maggio, nel corso di una puntata di Matrix dedicata alla pedofilia, il dottor Sannite dichiarò che «almeno tre tra preti e religiosi avevano commesso abusi. Alla commissione i sordi hanno fatto il nome dei preti e dei fratelli laici coinvolti: questi», sostengono gli ex allievi, «sono ancora all’istituto e nessun provvedimento nei loro confronti è stato preso». Chiedono che crolli quel «muro di omertà» che li offende, quel muro che si incrinò nel 2009, quando i racconti degli ex allievi vennero pubblicati. E da allora aspettano.

    http://www.larena.it/stories/Home/266449_p…preti_pedofili/

     

  • Rocca di Papa. Pedofilia, don David Solano Carpio, già condannato in 1°, assolto per prescrizione, Don Davide, parroco di Serrone e S. Cesareo. Abusi su 3 minori in comunità

    Rocca di Papa. Pedofilia, don David Solano Carpio, già condannato in 1°, assolto per prescrizione, Don Davide, parroco di Serrone e S. Cesareo. Abusi su 3 minori in comunità

    mercoledì 29 giugno 2011
    Don Davide condannato per pedofilia
    Il caso. Sentenza shock contro l’ex parroco di San Cesareo, amato da giovani e personaggi dello spettacolo
    Don Davide condannato per pedofilia

    Allegria coinvolgente ma anche tanta solidarietà. Queste le qualità per cui era conosciuto don Davide Solano, l’ex parroco colombiano di San Cesareo e Serrone, amato da giovani e personaggi dello spettacolo. Per lui i cittadini sancesaresi, oltre dieci anni fa, erano scesi pure in piazza per difenderlo da quella che definivano “una barbara cacciata del vescovo”. Don Davide aveva continuato il suo impegno in campo sociale tra Serrone e Palestrina, prodigandosi in eventi di solidarietà sportiva a favore del Terzo Mondo (sua l’organizzazione di un premio per la Colombia con Francesco Totti). Nessuno mai poteva immaginare che un giorno “il prete dei giovani” potesse “incappare” in un’accusa di pedofilia.

    I fatti contestati risalgono al 2002, ai tempi in cui era parroco di Serrone. Minorenni le tre presunte vittime di “attenzioni sessuali”. I tre, adolescenti all’epoca dei fatti, facevano parte di una casa famiglia di Rocca di Papa ed erano stati ospitati nella casa di don Davide. Qui, a Serrone, sarebbero avvenuti i fatti contestati dalla procura. Nessuna prova (pare) a sostegno delle accuse. Solo la testimonianza di tre giovani, che non si sarebbero però mai contraddetti, descrivendo con dovizia di particolari quanto accaduto. Sul caso la comunità prenestina si è chiusa nel più assoluto riserbo. Don Davide si è proclamato «innocente» ad amici e religiosi che gli sono rimasti vicini. Qualcuno ha raccontato anche di un deperimento delle sue condizioni fisiche da quel 2004, anno dell’apertura d’inchiesta. Siamo arrivati al 2011 e il tribunale si è espresso con una condanna: tre anni e 5 mesi. Una pena “lieve” visto la gravità delle accuse e il contesto processuale, che potrà comunque essere ribaltata in appello. solano carpio david antonio

    www.ilgiornalenuovo.it/2013/02/12/s…-davide-solano/

  • Accusato di abusi sessuali, sacerdote condannato a 7 anni

    Accusato di abusi sessuali, sacerdote condannato a 7 anni

    09 Giugno 2011 12:52

    BENEVENTO – Sette anni, così come chiesto dal pm Marilia Capitanio, il pagamento di una provvisionale di 7.500 euro in favore di ciascuna delle parti civili (oltre al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede), l’interdizione dai pubblici uffici.
    E’ la condanna decisa ieri sera dal Tribunale, che ha escluso la lieve entità, al termine del processo a carico dell’ex parroco di San Nicola Manfredi, imputato di abusi sessuali che avrebbe commesso su due minori. Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, l’intervento dell’avvocato Angelo Leone, legale di una delle parti civili (l’altra è stata rappresentata dall’avvocato Sergio Rando), e l’arringa degli avvocati Umberto Del Basso De Caro e Marcello D’Auria, difensori dell’imputato, che avevano chiesto l’assoluzione del loro assistito per non aver commesso il fatto o, in subordine, perchè il fatto non sussiste.
    Il processo, scaturito da un’indagine avviata dopo le querele presentate dai genitori dei ragazzi alla Squadra mobile diretta dal vicequestore Giuseppe Moschella, era centrato su due distinti episodi che si sarebbero verificati nel settembre 2008 e nell’aprile 2009. Quando il prete, che ha sempre sostenuto la sua estraneità ad ogni contestazione, avrebbe costretto un 13enne ed un 14enne a subire atti sessuali. Una vicenda, quella al centro dell’attività degli investigatori della seconda sezione della Mobile, che aveva destato notevole clamore nel piccolo centro e non solo, e che ieri sera, come detto, ha fatto registrare la conclusione del giudizio di primo grado e la condanna del sacerdote. Entro novanta giorni il deposito delle motivazioni della sentenza.

    http://www.ilsannioquotidiano.it/primo-pia…o-a-7-anni.html

  • BENEVENTO. EX PARROCO CONDANNATO PER ABUSI SESSUALI SU MINORI.

    BENEVENTO. EX PARROCO CONDANNATO PER ABUSI SESSUALI SU MINORI.

    Giovedì 9 Giugno 2011 – 11:39.

    Condanna pesante quella emessa dal Tribunale di Benevento ai danni di don Jesus Vasquez, già parroco di San Nicola Manfredi, riconosciuto colpevole di abusi sessuali commessi ai danni di due minori.
    I fatti risalgono al 2008 ed al 2009 ed hanno dato origine a delle querele presentate dai genitori dei ragazzi da cui hanno poi preso le mosse le indagini della Squadra Mobile.
    Oltre al carcere per il sacerdote è stato stabilito anche il pagamento di 7.500 euro a ciascuna delle parti, provvisionalmente, e l’interdizione dai pubblici uffici.
    Le richieste del pubblico ministero Marilia Capitanio sono state dunque accolte dal Tribunale che ha emesso questa prima sentenza.

    www.retesei.com/2011/35362.html

  • Il Belgio denuncia il Vaticano

    Il Belgio denuncia il Vaticano

    Decine di vittime dei preti pedofili presenteranno una denuncia contro la Santa Sede

    Sarà depositata il 16 settembre prossimo davanti al tribunale di Gand, Belgio, la denuncia collettiva contro il Vaticano di un gruppo di vittime dei preti pedofili. Lo scrive oggi il quotidiano De Morgen, citando il legale delle vittime, Christiane Mussche. L’avvocato sottolinea come la Santa Sede non sia riuscita ad intervenire anche dopo che sono emersi i casi di pedofilia nella Chiesa belga. Sarebbero più di 500 le storie di molestie emerse negli anni passati. “Ci sono state indicazioni del Papa di tenere quelle cose segrete, di stare in silenzio”, ha aggiunto Mussche accusando la Chiesa di una negligenza che sarebbe in conflitto con il diritto belga.

    LE VITTIME DENUNCIANO – Ma delle ottanta vittime che, all’inizio, erano pronte ad affrontare il processo civile, molte hanno già rinunciato, ha ammesso l’avvocato. Un effetto dissuasivo, ha spiegato Mussche, sarebbe stato provocato dalle affermazioni del senatore cristiano-democratico, Rik Torfs, esperto di diritto canonico, secondo il quale le vittime avrebbero poche possibilità di riuscita. “E’ uno scandalo – ha commentato l’avvocato – perché questo non è altro che ripetere l’intimidazione esercitata dalla Chiesa di cui le vittime hanno già sofferto”.

    LE TESTIMONIANZE – Lunedì scorso la conferenza episcopale belga ha affermato di essere intenzionata ad istituire una commissione per risarcire le vittime molestate molto tempo fa. Molte persone accusate degli abusi infatti non possono essere più processate. “Tutta la sicurezza della quale potevo godere nel corso della mia vita era svanita perché il sacerdote che ha abusato di me e del quale mi fidavo mi ha scosso nel profondo”, racconta oggi Walter Franckaert, una delle vittime. Jeroen Vyncke, 41 anni, lacrime agli occhi, dice di volere “una risarcimento per le opportunità professionali e i rapporti sociali persi”.

    IL VATICANO RESPINGE LE ACCUSE – I legali belgi sono intenzionati a seguire la strategia degli avvocati americani che difendono le vittime degli abusi del clero negli Stati Uniti. La denuncia per le molestie di un sacerdote di Milwaukee è stata notificata alla Santa Sede sfruttando i canali diplomatici degli States dopo che in Vaticano avevano in un primo momento rifiutato. Un’altra denuncia è stata presentata a Chicago il mese scorso. La citazione di Mussche sarà tradotta in italiano e consegnata in Vaticano. I legali della Santa Sede sostengono che le vittime non possono denunciare il Papa, perché protetto dall’immunità diplomatica. Allfermano che il Vaticano non può essere coinvolto in casi esteri perché è la diocesi locale non la sede mondiale, ad impiegare i sacerdoti.
    Publy

    http://www.giornalettismo.com/archives/135…preti-pedofili/

     

  • PEDOFILIA: DON SEPPIA TENTO’ DI ADESCARE ALTRI 3 CHIERICHETTI

    PEDOFILIA: DON SEPPIA TENTO’ DI ADESCARE ALTRI 3 CHIERICHETTI

    31 MAG 2011

    (AGI) – Genova, 31 mag. – “Durante la confessione, eravamo seduti l’uno di fronte all’altro. Non eravamo nel confessionale ne’ c’era la sua scrivania a dividerci. Ricordo che mi mise una mano sul ginocchio e prese a dondolarsi avanti a indietro, strusciando la mano. Mi disse che mi pensava molto”. E ancora: “Qualche volta, scherzando, mi toccava per farmi il solletico” e “Don Riccardo ha dimostrato un interesse specifico per me.

    Voleva incontrami da solo. Mi ha chiesto incontri personali. E, una volta, un mio amico lo ha visto in ufficio mentre guardava immagini pornografiche in internet”. Sono queste alcune delle testimonianze rese da tre chierichetti ai carabinieri del Nas di Milano nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi sessuali e cessione di stupefacente da parte del parroco della chiesa dello Spirito Santo di Sestri Ponente, don Riccardo Seppia. I chierichetti, secondo quanto emerge dalle annotazioni dei militari, gravitavano nella chiesa di don Seppia. Avevano tutti eta’ compresa tra i 14 ed i 16 anni. Don Seppia, secondo quanto risulta dagli atti d’inchiesta – attraverso una fitta corrispondenza sms li coinvolgeva inizialmente nelle attivita’ della chiesa, passando quasi immediatamente ad inviare loro messaggi tesi a creare un rapporto personale diretto. Quindi li invitava a trascorrere del tempo da soli con lui. Questi tre ragazzini si affiancavano al chierichetto che don Seppia avrebbe tentato di violentare, episodio per cui il sacerdote e’ attualmente detenuto. (AGI) Ge1/Mav (Segue)

    Genova, 31 mag. – Ecco il racconto del ragazzino: “Si dondolava lateralmente alle mie spalle da una parte e dall’altra – riferisce agli inquirenti – con un contatto fisico tra la sua pancia e la mia schiena. In quell’occasione mi sono molto arrabbiato”. Il giovane nega tuttavia che vi sia mai stato un bacio tra lui e il sacerdote, fatto che invece don Seppia riferisce chiaramente in un sms al suo confidente e complice, l’ex seminarista Emanuele Alfano. “Non ha mai provato a baciarmi – dice il ragazzo nell’interrogatorio del 14 maggio scorso – o a fare qualcosa del genere se non in una circostanza in cui mi diede una pacca sul sedere” e “nella circostanza in cui siamo rimasti soli in sacrestia non ha fatto nulla del genere perche’ mi sarei divincolato e me ne sarei andato”.

    Nell’interrogatorio del 17 maggio, racconta ancora il ragazzo: “Tutto e’ iniziato quando don Seppia mi ha chiesto il cellulare per aiutare i chierichetti piu’ giovani. Ha iniziato a mandarmi sms e a farmi telefonate anche in tarda serata che mi davano fastidio”. Don Seppia si firmava “Don”. Diceva al ragazzo di essergli “vicino”, di pensarlo “molto”. Gli chiedeva di andare a trovarlo a casa, di dire alla madre di andare a scuola e invece di andare da lui. “Mi chiedeva come mai un ragazzino carino come me non avesse la fidanzata – riferisce ai Nas – Poi mi e’ stato detto che il Don e’ omosessuale. Non lo sapevo, con lui ero impreparato”. I quattro chierichetti compaiono nel fitto scambio di telefonate e messaggi con Alfano. In queste conversazioni scompare ogni forma di censura. Don Seppia e Alfano scambiano commenti, cercano strategie per avvicinare i ragazzini. “Invitalo a mangiare una pizza, vedrai che ci sta” scrive il sacerdote all’ex seminarista.

    “Magari, non mi considera proprio” replica Alfano. Domani intanto il gip di Genova Annalisa Giacalone depositera’ la nuova ordinanza con cui dovrebbe disporre la custodia cautelare del sacerdote, accusato di tentata violenza sessuale, induzione alla prostituzione minorile, offerta di stupefacenti a minori e detenzione di materiale pedopornografico. Venedi’ l’avvocato difensore Paolo Bonanni discutera’ il Riesame al tribunale di Milano. “Don Seppia non ha mai consumato rapporti sessuali con minorenni – dice Bonanni – Le cessioni di droga sono solo verso adulti. In quanto all’induzione alla prostituzione minorile, non esiste alcuna prova per dimostrare che lo abbia fatto”.
    (AGI) Ge1/Mav

    www.agi.it/genova/notizie/201105311…_3_chierichetti

  • In arrivo nuova ordinanza per don Seppia, contestata induzione prostituzione minori

    In arrivo nuova ordinanza per don Seppia, contestata induzione prostituzione minori

    Genova, 30 mag. – (Adnkronos) – Nuova ordinanza di custodia cautelare in arrivo per don Seppia, il parroco genovese arrestato per tentata violenza sessuale su minore e cessione di stupefacente. L’ordinanza che ha portato in carcere il sacerdote era stata emessa dal gip di Milano con una dichiarazione di incompetenza territoriale. Il gip genovese ha a disposizione ancora due giorni per emettere un’ordinanza di custodia cautelare sostitutiva.

    Nella richiesta del nuovo provvedimento il pm Stefano Puppo contesterebbe anche il reato di induzione alla prostituzione minorile e don Seppia dovrebbe sostenere un nuovo interrogatorio di garanzia. L’episodio di tentata violenza sessuale sul chierichetto sedicenne, anche in base alle dichiarazioni del ragazzo, dovrebbe essere stato ridimensionato. L’induzione alla prostituzione riguarda un diciassettenne albanese a cui don Seppia avrebbe offerto denaro in cambio di rapporti sessuali.

    Nell’inchiesta sono state arrestate dai carabinieri del Nas di Milano altre due persone, un finanziere e uno spacciatore. Entrambi avrebbero fornito cocaina al sacerdote. Intanto la curia genovese sta raccogliendo il materiale che riguarda il sacerdote per trasmetterlo eventualmente alla Congregazione della dottrina per la fede.

    www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Ligur…2075657896.html

    Potrebbe essere scomunicato
    Nuove accuse per don Riccardo Seppia
    30 maggio 2011

    Genova – Stefano Puppo, pubblico ministero del tribunale del capoluogo ligure, ha depositato una nuova richiesta di custodia cautelare in carcere per don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente arrestato lo scorso 14 di maggio.

    Nei confronti del sacerdote, sinora le accuse erano di abusi su minore e cessione di droga. Ora la nuova richiesta del magistrato ipotizzerebbe i reati di offerta plurima di stupefacenti a minorenni e maggiorenni e induzione alla prostituzione; inoltre, l’originario reato di abusi su minore verrebbe derubricato in tentata violenza sessuale su minore.

    Secondo questa nuova ricostruzione del castello accusatorio, don Seppia sarebbe accusato di vicende meno gravi, ma di un numero di reati maggiore; inoltre, il sacerdote resta indagato per cessione di stupefacenti e detenzione di materiale pedopornografico, reati per i quali non è prevista la misura della custodia in carcere.

    Entro mercoledì, Annalisa Giacalone, giudice per le indagini preliminari, dovrà decidere se accogliere la nuova richiesta: se dovesse farlo, don Seppia sarà sottoposto a un nuovo interrogatorio di garanzia; la nuova richiesta del Pm genovese è scaturita dopo la trasmissione degli atti da Milano, la cui Procura si era dichiarata «incompetente».

    Don Seppia nel mirino della Curia
    Al di là di tutte queste accuse, don Seppia rischia anche il processo “canonico”: secondo quanto appreso, l’ufficio competente della Curia vescovile del capoluogo ligure starebbe raccogliendo le prove per quella che si chiama “indagine previa”, che saranno poi convogliate allo speciale ufficio interno alla Congregazione della Dottrina della Fede, che prenderà una decisione in merito.

    Se l’Ordinario, una sorta di giudice istruttore, decreterà che il processo debba essere avviato,, trasmetterà gli atti al “promotore di giustizia”, una sorta di pubblico ministero, che dovrà formulare l’accusa.

    Le pene ecclesiastiche sono di due tipi: le cosiddette “pene medicinali”, o censure, e le pene espiatorie; quella più grave resta comunque la scomunica, ovvero l’espulsione dalla compagine ecclesiastica.

    http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2011/05…_riccardo.shtml

    PEDOFILIA: NUOVA RICHIESTA DI CUSTODIA CAUTELARE PER DON SEPPIA

    15:17 30 MAG 2011

    (AGI) – Genova, 30 mag. – Tentata violenza sessuale, offerta di stupefacenti a minori, induzione alla prostituzione minorile.
    Per questi tre reati il pubblico ministero della procura di Genova Stefano Puppo ha chiesto stamani una nuova ordinanza di custodia cautelare a carico di don Riccardo Seppia, 51 anni, il parroco della chiesa dello Spirito Santo di Sestri Ponente arrestato venerdi’ 13 maggio per un’ipotesi di pedofilia e cessione di stupefacenti su disposizione del gip di Milano. Il sacerdote e’ inoltre indagato per detenzione di materiale pedopornografico. I primi tre reati prevedono, tutti, la custodia cautelare. Se il gip di Genova chiamato a decidere, Annalisa Giacalone, dovesse accogliere le richieste del pm don Seppia restera’ rinchiuso nel carcere di Sanremo, dove e’ attualmente rinchiuso. Don Seppia sosterra’ inoltre un nuovo interrogatorio di garanzia non avendo ancora risposto di induzione alla prostituzione minorile. Il nuovo capo di imputazione e’ stato messo a punto dal pm Puppo al termine di due settimane di febbrili indagini svolte con i carabinieri del Nas di Milano da cui il quadro probatorio a carico del sacerdote e’ risultato cambiato ed in parte ridimensionato. Non ci sono riscontri della consumata violenza sessuale su un chierichetto, che ha riferito agli inquirenti solo di approcci sessuali. Le offerte di droga del sacerdote a minorenni non hanno trovato riscontro. Solo in un caso la droga e’ stata ceduta, ma all’ex seminarista Emanuele Alfano, pure in carcere in nell’ambito della stessa indagine, maggiorenne all’epoca dei fatti. L’induzione alla prostituzione minorile e’ riferita alle richieste da parte di don seppia ad un 17enne albanese di consumare rapporti sessuali con lui in cambio di soldi e droga.
    Nel complesso sono sette i tentativi documentati dagli inquirenti di cedere droga a minorenni da parte di don Seppia mentre sono tre i tentativi di trascinare in casa propria il minorenne albanese. (AGI) ge1

    http://www.agi.it/genova/notizie/201105301…_per_don_seppia