Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: tribunale

  • PEDOFILIA: PROCURA FIRENZE, ROGATORIA DA VATICANO SU ATTI DON CANTINI

    PEDOFILIA: PROCURA FIRENZE, ROGATORIA DA VATICANO SU ATTI DON CANTINI

    04-05-2011
    (ASCA) – Firenze, 4 mag – Nel corso delle indagini su don Lelio Cantini, il sacerdote fiorentino sotto inchiesta per presunte molestie e abusi su minori, ”e’ pervenuta alla Procura di Firenze richiesta di rogatoria da parte del Promotore di Giustizia presso il Tribunale della Congregazione per la Dottrina della Fede del Vaticano volta ad ottenere copia degli atti relativi agli accertamenti svolti da questa Procura”.

    Lo afferma il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, in una nota diffusa oggi dopo articoli di stampa relativi all’inchiesta su don Cantini, archiviata per prescrizione.

    La richiesta del Vaticano ”e’ stata doverosamente accolta da questa Procura”, precisa il procuratore capo.

    ”La richiesta di archiviazione – afferma ancora Quattrocchi – e’ stata formulata da questo ufficio al GIP, ai sensi dell’art. 408 C.P.P., con la dovuta elencazione dei singoli elementi di prova acquisiti nel corso delle indagini in merito alla sussistenza dei fatti addebitati all’indagato ed alle condotte di terze persone unitamente ai motivi per cui non e’ stato possibile esercitare l’azione penale, o per estinzione del reato per prescrizione (fatti addebitati al Cantini), o per mancanza di querela (fatti relativi alle asserite minacce ricevute da alcune parti offese ed agli abusi sessuali patiti da persona compiutamente identificata)”.

    afe/mau/ss

  • Pedofilia: abusi su disabile, sacerdote condannato a 6 anni

    Pedofilia: abusi su disabile, sacerdote condannato a 6 anni

    28 aprile, 11:48

    (ANSA) – ENNA, 28 APR – La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per padre Giovanni Butera, 44 anni, il sacerdote originario di Menfi accusato di avere abusato di un ragazzo disabile di 15 anni, ospite del Villaggio del Fanciullo di Pergusa.

    Gli abusi, risalenti a 14 anni fa, sarebbero avvenuti proprio nella struttura di accoglienza dove il religioso, appartenente all’ordine dei frati minori, lavorava come educatore. La Corte d’Appello ha anche confermato le pene accessorie quali l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, quella legale per la durata della pena e l’interdizione perpetua da qualunque ufficio attinente tutela e curatela, da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ da ogni servizio in istituzioni, strutture pubbliche o private frequentate da minori. Il tribunale di Enna aveva gia’ condannato l’imputato ad una pena superiore a quella richiesta dal pubblico ministero che aveva sollecitato 4 anni di reclusione; il frate era stato invece assolto ”perche’ il fatto non sussiste” dall’accusa di abusi su un altro ragazzo, per la mancanza di riscontri probatori alle dichiarazioni del giovane. (ANSA).

    www.ansa.it/web/notizie/regioni/sic…_896778986.html

    PEDOFILIA: ABUSI SU UN DISABILE IN COMUNITA’, 6 ANNI A SACERDOTE

    Condividi

    Invia ad un Amico
    Stampa
    RiduciIngrandisci Dimensione del testo

    11:30 28 APR 2011

    (AGI) – Enna, 28 apr. – La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione per il sacerdote accusato di avere abusato di un minore ospite di una struttura di accoglienza. Il religioso, Giovanni Butera, 44 anni, originario di Menfi (Agrigento), e’ stato ritenuto colpevole di abusi sessuali su un ragazzino di 15 anni portatore di handicap. Le violenze sarebbero avvenute nel “Villaggio del Fanciullo” di Pergusa, vicino a Enna, dove la vittima era ospite e dove padre Butera appartenente all’ordine dei frati minori, prestava la sua opera di educatore. Confermate le pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici, di quella legale per la durata della pena e dell’interdizione perpetua da qualunque ufficio attinente tutela e curatela, da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonche’ da ogni servizio in istituzioni, strutture pubbliche o private frequentate da minori. La condanna del Tribunale di Enna era stata superiore anche alla richiesta del Pubblico ministero che per il sacerdote aveva sollecitato una pena a 4 anni di reclusione. Il frate era stato assolto “perche’ il fatto non sussiste” dall’accusa di abusi su un secondo ragazzo, per la totale mancanza di riscontri probatori alle dichiarazioni del giovane. La vicenda risale a 14 anni fa.

    http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/2…nni_a_sacerdote

    I fatti risalgono a 15 anni fa
    0 commenti
    Abusi su minore disabile,
    sacerdote condannato a 6 anni
    di Redazione
    pedofilia4

    28 aprile 2011 – La Corte d’Appello di Caltanissetta ha confermato la condanna a sei anni di reclusione per padre Giovanni Butera, 44 anni, il sacerdote originario di Menfi accusato di avere abusato di un ragazzo disabile di 15 anni, ospite del Villaggio del Fanciullo di Pergusa.

    Gli abusi, risalenti a 14 anni fa, sarebbero avvenuti proprio nella struttura di accoglienza dove il religioso, appartenente all’ordine dei frati minori, lavorava come educatore.

    La Corte d’Appello ha anche confermato le pene accessorie quali l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, quella legale per la durata della pena e l’interdizione perpetua da qualunque ufficio attinente tutela e curatela, da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonchè da ogni servizio in istituzioni, strutture pubbliche o private frequentate da minori.

    Il tribunale di Enna aveva già condannato l’imputato ad una pena superiore a quella richiesta dal pubblico ministero che aveva sollecitato 4 anni di reclusione; il frate era stato invece assolto ”perchè il fatto non sussiste” dall’accusa di abusi su un altro ragazzo, per la mancanza di riscontri probatori alle dichiarazioni del giovane.

  • Le lucciole “vicentine” fanno arrestare il prete

    Le lucciole “vicentine” fanno arrestare il prete

    INDAGINE. Sesso con minorenni, tre catturati dalla polizia in Toscana. Il parroco, 80 anni, avrebbe preteso prestazioni dalle ragazzine romene sfruttate da aguzzini
    27/04/2011

    Quelle ragazzine venivano costrette a prostituirsi dai loro aguzzini, che le offrivano a clienti di tutte le età. Prima di “lavorare” in Toscana, erano passate per Vicenza, ma non è chiaro se anche nella provincia berica fossero state obbligate ad avere rapporti sessuali a pagamento.
    Di certo, lo avevano fatto a Massa Carrara, dove la polizia, dopo aver arrestato due cittadini romeni, ha catturato anche tre loro clienti, fra cui un sacerdote. L’indagine, come è facile comprendere, in Toscana ha suscitato un vespaio.
    Agli arresti domiciliari, in virtù di un’ordinanza di custodia firmata dal tribunale di Genova, sono finiti sabato scorso don Giuseppe Peretti, 80 anni, parroco di Turano, piccola frazione del Comune di Massa; il marocchino Mohammed Ouardi, 60 anni, custode residente a Massa, e il commerciante Guerrino Dalla Bona, 67 anni, pure di Massa. Sono accusati di aver avuto rapporti sessuali con le ragazzine che hanno meno di 15 anni. In precedenza, la squadra mobile locale aveva già arrestato i cittadini romeni Neculai Marian Irimia, 18 anni, e Ion Roman, 28 anni, che secondo l’accusa favorivano e sfruttavano la prostituzione di alcune connazionali giovanissime e le offrivano a varie persone, fra cui appunto i tre arrestati che da quanto è emerso nel corso delle indagini erano a conoscenza della loro età.
    L’arresto dell’anziano parroco alla vigilia di Pasqua è stata una bomba, in zona. Sono intervenuti sia il vescovo che i fedeli, che hanno difeso l’operato di don Giuseppe: «È anziano e malato – ha detto il vescovo di Massa e Pontremoli monsignor Giovanni Santucci -. Conosco la sua moralità, il suo percorso umano e di carità. Sono sorpreso e perplesso. Spero che tutto si risolva alla svelta e senza problemi per la sua salute». I fedeli hanno tappezzato la chiesa di striscioni di solidarietà. I legali del sacerdote hanno parlato di errore giudiziario e di indagini «senza intercettazioni telefoniche, foto o filmati: la parola delle ragazze contro quella di don Giuseppe». Di certo, le giovani frequentavano la parrocchia perchè ricevevano spesso un pasto caldo.
    Le stesse ragazzine erano state identificate sia dalla polizia che dalla Direzione distrettuale antimafia di Genova, e avevano collaborato con gli inquirenti. Avrebbero spiegato di essere state costrette a subire le avances e gli abusi da parte di adulti e anziani dai due connazionali ai quali avrebbero poi dovuto consegnare quanto guadagnavano. Ora un troncone dell’indagine potrebbe spostarsi in Veneto, se è vero che le minorenni erano state prima nel Vicentino, come sarebbe emerso nel corso dell’inchiesta, e poi si erano trasferite al confine fra la Toscana e la Liguria. È tutto da capire se le ragazzine, ancora più giovani – il riferimento alla provincia berica è per i mesi scorsi – avessero avuto o meno rapporti sessuali a pagamento. D.N.

    www.ilgiornaledivicenza.it/stories/…stare_il_prete/


    Pedofilia, Don Giuseppe Peretti arrestato: le vittime confermano le accuse

    GENOVA – Hanno ricostruito i fatti davanti al sostituto procuratore della Repubblica di Genova, Sabrina Monteverde, le due romene minorenni che hanno accusato di abusi sessuali Don Giuseppe Peretti, 83 anni, sacerdote in una frazione di Massa (Massa Carrara) e altre due persone, un commerciante e un marocchino. I tre sono agli arresti domiciliari perche’ colpiti da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip genovese Silvia Carpanini. Le accuse sono quelle di avere intrattenuto rapporti sessuali dietro compenso. Al pm le ragazzine, che hanno anche proceduto al riconoscimento dei tre dalle foto, hanno raccontato dei palpeggiamenti subiti in parrocchia da parte dell’anziano parroco dietro compenso di un po’ di denaro e di qualche genere di conforto e dei rapporti sessuali avuti, sempre a pagamento, con gli altri due indagati. Avrebbero riferito che tutti e tre erano ‘clienti’ abituali, ma avrebbero avuto incontri anche con altre persone. Il denaro sarebbe stato poi consegnato a due connazionali, presunti fidanzati, che le avevano portate in Italia dal loro Paese. L’indagine sarebbe proprio partita dal fermo di questi ultimi, che ora si trovano in carcere. L’inchiesta era partita nel gennaio scorso. Gli interrogatori di garanzia del prete e del commerciante sono avvenuti stamani davanti al gip Carpanini. Il magrebino viene sentito a Massa, per rogatoria, su delega del gip Carpanini.

    27 aprile 2011 | 16:08

    www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…-accuse-836413/

  • Arrestato per le dichiarazioni di 2 ragazze ma è innocente’

    Arrestato per le dichiarazioni di 2 ragazze ma è innocente’

    L’avvocato Giacomo Bugliani spiega la posizione del parroco don Giuseppe Peretti recluso nella sua canonica

    Le parole del Vescovo: “Sono perplesso, concosco la sua moralità”

    Massa Carrara, 26 aprile 2011 – DISTRUTTO dal dolore per le pesanti accuse, don Giuseppe Peretti, parroco di Turano, guida della comunità neocatecumenale della frazione, si proclama innocente. Può parlare solo attraverso il suo avvocato, Giacomo Bugliani, perché la misura restrittiva a cui è sottoposto gli impedisce di avere contatti con l’esterno e quindi anche con il vescovo e i giornalisti. Oltre che con il suo difensore, può avere contatti in canonica solo con persone autorizzate dalla questura che si occupano della sua salute, della pulizia dei locali e della necessaria assistenza a un uomo ultraottantenne per mangiare e per altre incombenze. L’inchiesta che lo ha portato agli arresti domiciliari nella canonica la vigilia di Pasqua è collegata a un giro che ruota intorno a ragazze minorenni.

    Qual è l’accusa mossa al parroco?
    «E’ accusato di molestie — è l’avvocato Giacomo Bugliani a rispondere alle nostre domande — nei confronti di due ragazze romene minorenni».

    Cosa avrebbe commesso nei loro confronti?
    «Le due ragazzine di 16 e 17 anni affermano che in più occasioni ci siano stati tentativi di palpeggiamento e toccamenti».

    Quando sarebbero accaduti questi fatti?
    «Nei mesi di gennaio e di febbraio».

    Su cosa si basano le accuse?
    «Solo sulle dichiarazioni delle due minorenni. Le ragazzine dicono che entravano in canonica e che lì ci sarebbero stati i toccamenti. Nell’ordinanza le accuse sono vaghe. E non abbiamo altri atti».

    Don Peretti come risponde a queste accuse?
    «Dice che questi fatti non sono mai accaduti, che è innocente. La sua colpa è di avere sempre aperto a tutti la porta per fare l’elemosina».

    Ma come sono arrivati a lui?
    «Queste ragazze sono state trovate dalla polizia a compiere atti sessuali con altre persone. Essendo minorenni è stata aperta un’inchiesta in mano alla Procura di Genova. Interrogate su chi avessero conosciuto in Italia hanno fatto evidentemente anche il nome di don Peretti».

    Ed è stato arrestato per queste dichiarazioni?
    «Nell’ordinanza di custodia cautelare ci sono riferimenti generici. Certamente la Procura non pensa a un tentativo di fuga. Ritengo quindi che si sia mossa così temendo la reiterazione del reato. Devo dire che non ravviso nessuna esigenza cautelare, che non ho capito la ratio di questo provvedimento».

    Come intende muoversi?
    «Farò tutto quello che è in mio potere. Appena potrò avere accesso agli atti presenterò istanza al tribunale della libertà».

    Secondo lei perché è finito in questa inchiesta don Giuseppe?
    «Non perchè abbia commesso i fatti che gli vengono contestati ma solo per estensione, probabilmente perchè le due ragazze lo hanno conosciuto bussando alla sua porta».

    Quando gli è stato notificato il provvedimento restrittivo?
    «Sabato all’alba quando era ancora a letto. Lo hanno portato in questura e io l’ho raggiunto lì».
    Come ha reagito?
    «Non sapeva cosa volessero. Ho trovato un uomo stupito che non aveva idea di cosa gli si fosse agitato intorno».
    Aveva mai visto le due minorenni?
    «Su questo non c’è certezza perchè non ha visto le foto delle due ragazzine. Lui apriva la porta e dava l’elemosina. E’ possibile che le abbia conosciute come no».

    A due giorni dall’arresto, come sta?
    «Isolato nella canonica, è un uomo distrutto, su cui pesa un’accusa infamante. Ma ha grande forza d’animo sapendo di essere innocente. Avendo problemi di cuore è stato visitato dal medico. Si sta curando ed ha bisogno di essere monitorato».
    Cosa pensano i parrocchiani e i sacerdoti della diocesi?
    «Ho ricevuto tantissime telefonate di attestati di stima da parte dei sacerdoti della diocesi. I parrocchiani la mattina di Pasqua, dopo la messa nella piazza antistante la canonica hanno cantato la sua canzone preferita e con striscioni gli hanno manifestato affetto e sostegno. Lui li guardava dalla finestra».

    Come ha passato la Pasqua?
    «Non potendo lasciare la canonica, ha celebrato lì la messa pasquale con le poche persone che possono stargli intorno».
    Conosce gli altri due arrestati?
    «Non sa chi siano, non ha avuto con loro nessun contatto».

    di ALBERTO SACCHETTI

    http://www.lanazione.it/massa_carrara/cron…iarazioni.shtml

  • Anziano sacerdote arrestato per molestie sessuali

    Anziano sacerdote arrestato per molestie sessuali

    Ha 83 anni Anziano sacerdote arrestato per molestie sessuali
    23 aprile 2011

    Massa – Gli agenti si sono presentati questa mattina nella parrocchia di una frazione di Massa (Massa Carrara) e davanti ai fedeli hanno consegnato all’anziano sacerdote, don Giuseppe Peretti, 83 anni, un ordine di custodia cautelare.

    Ad accusarlo «di molestie», ha poi specificato il suo difensore Giacomo Bugliani, sarebbero state due ragazze romene, di 16 e 17 anni. Il sacerdote è ora agli arresti domiciliari in canonica. Secondo quanto si è appreso le due minori frequentavano la parrocchia dove chiedevano e ricevevano soldi e pasti.

    Le ragazze, che avrebbero denunciato anche altre persone (al momento sarebbero stati eseguiti altri due arresti) sarebbero coinvolte in un traffico di prostituzione su cui la polizia di Massa stava indagando da tempo. Le prime denunce risalirebbero ad alcuni mesi fa, l’ultima ha coinvolto anche il prete. Sconvolti i parrocchiani che stamani hanno assistito al blitz della polizia. Sulle indagini c’è il più stretto riserbo: procede il tribunale dei minori di Genova. «Una misura eccessiva e un probabile errore giudiziario» ha detto l’avvocato Bugliani.

    Il legale spiega che non ci sono intercettazioni telefoniche, né foto o filmati estrapolati da computer: «Non ci sono al momento neanche le prove – conclude – c’è solo la denuncia delle due ragazze; la loro parola contro quella di don Peretti».

    www.ilsecoloxix.it/p/italia/2011/04…arrestato.shtml

    Prete arrestato per molestie
    Il vescovo di Massa lo difende
    Don Peretti ha 83 anni e sarebbe accusato da due ragazzine romene di 16 e 17 anni. Monsignor Santucci: “Conosco la sua moralità”

    Sorpreso, perplesso” e, forse, anche un pò arrabbiato. Monsignor Giovanni Santucci, vescovo di Massa Carrara e Pontremoli, a poche ore dalla veglia pasquale, commenta così l’arresto di don Giuseppe Peretti, l’anziano sacerdote (83 anni) arrestato stamani con per l’accusa di molestie dopo la denuncia presentata da due ragazze minorenni, 16 e 17 anni, di origine romena.
    “Sono riuscito a vederlo stamani solo cinque minuti in questura – ha detto monsignor Santucci -. Mi sembra incredibile anche questo. Conosco la sua moralità, il suo percorso sacerdotale, umano e di carità”.
    Non vuole entrare nel merito delle accuse, “non conosco le carte”, dice il vescovo che spiega di avere fissato un appuntamento per martedì con il difensore del sacerdote, “ma senza dubbio la sorpresa è stata tanta”.
    Il vescovo sottolinea poi come oggi sia sempre più difficile fare la carità anche per i sacerdoti perchè “non sai mai chi accogli e qualche volta si apre una vera caccia alle streghe. E sono le statistiche a dircelo – continua monsignor Santucci – perchè quasi sempre solo di caccia alle streghe si tratta visto che ‘sparare’ sui preti e sulla chiesa è facile”.
    Don Peretti “è anziano e malato – conclude il vescovo di Massa Carrara e Pontremoli -: speriamo che tutto si risolva alla svelta e senza problemi per la sua salute”.

    (23 aprile 2011)

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/…fende-15324044/

    Interni
    Il prete molesta bambine e il paese lo difende
    Redazione

    25 aprile 2011

    A Massa Carrara striscioni di solidarietà per il sacerdote accusato di aver palpeggiato e violentato due minorenni romene

    Striscioni di solidarieta’ sui muri della canonica per l’anziano sacerdote arrestato a Massa alcuni giorni fa con l’accusa di molestie, mentre il vescovo di Massa Carrara e Pontremoli Mons. Giovanni Santucci ha invitato a pregare per la Chiesa ‘in un momento cosi’ per la comunita’ di Massa Carrara’. Le parole sono state pronunciate dal vescovo durante la messa di Pasqua nel Duomo Di Carrara.

    DENTRO ANCHE UN MAGHREBINO – Don Giuseppe Peretti parroco di Turano, frazione del comune di Massa, e’ agli arresti domiciliari con l’accusa di molestie nei confronti di due ragazze minorenni romene. Assieme a lui sono stati arrestati, nell’ambito di una inchiesta che riguarda lo sfruttamento della prostituzione e la consumazione di rapporti con minori, anche un cittadino magrebino e un commerciante di Massa, entrambi ai domiciliari.

    RAPPORTI COMPLETI – Tante le manifestazioni di affetto e solidarieta’ per l’anziano parroco, 83 anni, chiuso in canonica da sabato mattina, giorno del blitz della squadra mobile di Massa. Durante la veglia pasquale sono state lette da parte dei fedeli preghiere e pensieri rivolti al parroco e questa mattina sono apparsi sulle finestre dalla canonica alcuni striscioni con scritto ‘ti vogliamo bene Don Giuseppe’ e ‘Sei un buon prete’. Le indagini sarebbero partite sei mesi fa: la squadra mobile individuo’ le due ragazze minorenni solite prostituirsi nei pressi della Stazione di Massa e le avrebbero convinte a collaborare. Pare che abbiano fatto i primi nomi di clienti e di sfruttatori, tra cui sono spuntati quelli del prete e del commerciante. Gli avvocati hanno dichiarato di avere in mano solo l’ordinanza di custodia cautelare, in cui si parlerebbe di molestie, palpeggiamenti, e consumazione di rapporti con minori.

    www.giornalettismo.com/archives/122…ese-lo-difende/

  • Teramo, violenza sessuale su una ragazzina: 10 anni al predicatore degli Zaccardiani

    Teramo, violenza sessuale su una ragazzina: 10 anni al predicatore degli Zaccardiani

    PESCARA – Dieci anni di reclusione per due anni di violenze sessuali (tra il ’98 ed il 2000) su una ragazzina, all’inizio non ancora quattordicenne: è la condanna inflitta dal Tribunale di Teramo ad un uomo, Eliseo Capriotti, 54 anni, all’epoca dei fatti predicatore della comunità teramana dei Zaccardiani. Il pubblico ministero aveva chiesto 8 anni.

    I fatti avvennero all’interno della comunità – secondo l’accusa una setta con regole rigidissime – a cui il padre della ragazzina, seguace egli stesso, la affidava spesso, forte anche del legame di amicizia che aveva con la famiglia dell’imputato. Tra le aggravanti contestate a Capriotti, infatti, anche quella di avere approfittato dell’ospitalità.

    Il processo è scaturito dalla querela, nel 2008, della vittima degli abusi. Oggi ha 27 anni, è sposata e madre e solo nel tempo, come ha detto anche nel processo, ha acquisito consapevolezza di quanto le fosse successo da ragazzina decidendo di denunciare l’uomo.

    Determinante per la condanna, oltre alle testimonianze, anche dei famigliari della ragazza, all’epoca ignari di tutto, è stata la registrazione audio di un incontro tra vittima e carnefice, poco tempo prima del processo.

    Il tribunale ha stabilito anche un risarcimento del danno quantificato in 300 mila euro. Una decisione che sarà immediatamente esecutiva a condanna definitiva.

    14 aprile 2011 | 13:27

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…ardiani-822379/


    Crimini e violenze tra gli zaccadiani: www.zaccardi.altervista.org/

    Il predicatore pentecostale ‘zaccardiano’ Eliseo Capriotti è stato condannato a dieci anni per violenza sessuale su minorenne

    TERAMO. Dieci anni per aver abusato più volte di una giovane adepta, all’epoca dei fatti appena 13enne: è una condanna che va al di là della pena richiesta dal pm quella che il tribunale di Teramo questa mattina ha inflitto ad Eliseo Capriotti, 54enne teramano predicatore di una comunità evangelica.

    La pubblica accusa (pm Laura Colica) di anni ne aveva chiesti otto. I giudici del collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Angela Di Girolamo e Ileana Ramundo) lo hanno condannato anche al risarcimento di 300mila euro alla parte civile. La sentenza di primo grado molto probabilmente verrà impugnata in appello dai difensori dell’uomo.

    I FATTI. I fatti, secondo l’accusa, si sarebbero verificati proprio nella sede teramana del gruppo religioso, una palazzina di via Pigliacelli, tra il 1998 e il 2002. La vittima li ha raccontati personalmente davanti al collegio in una drammatica udienza di qualche mese fa.

    La donna ha raccontato di quando, 12enne e appena guarita da un tumore, venne mandata dai genitori dai confratelli teramani. Qui più volte avrebbe subito le attenzioni particolari di Eliseo Capriotti, che un paio di volte avrebbe tentato di violentarla senza riuscirvi masturbandosi ripetutamente davanti a lei e spesso svegliandola di notte. L’accusato, secondo la vittima, l’avrebbe costretta al silenzio minacciandola in vari modi (prima «Se racconti qualcosa a qualcuno ti ammazzo», poi «Io sono un predicatore, se mi denunci non ti crede nessuno. Ti cacciamo dalla comunità e ti separiamo dalla tua famiglia»). La tensione nella ragazza era salita al punto da procurarle un’emiparesi e un ricovero in neurologia.

    Poi, la svolta. La giovane riesce ad allontanarsi dalla comunità teramana, riprende gli studi in Puglia e nel 2003 sposa un confratello pugliese. Quando diventa madre, decide («perché anche mio figlio dovrà crescere nella comunità») di denunciare l’uomo che le ha fatto tutto quel male. Ne parla ai familiari, li convince ad aiutarla.

    LA REGISTRAZIONE. Contatta Capriotti con una scusa, lo vede con un registratore acceso addosso e gli fa ammettere le violenze avvenute anni prima. «Prega per me, ho sbagliato», le avrebbe detto l’uomo in quel colloquio. Una registrazione diventata uno dei capisaldi dell’accusa, ieri mattina in aula è stato ascoltato il perito fonico Piero Benedetti. Nel corso delle numerose udienze sono emerse tesi opposte da parte dei vari testimoni. Quelli dell’accusa hanno rievocato episodi della cui gravità all’epoca non si rendevano conto e che hanno compreso solo quando la ragazza ha deciso di raccontare le violenze che avrebbe subìto. Quelli della difesa hanno evidenziato il rapporto di affetto quasi paterno che Capriotti avrebbe avuto con la giovane e sottolineato di non essersi mai accorti che qualcosa non andava. Capriotti non si è presentato davanti ai giudici. Sono state acquisite le dichiarazioni rese al pm.

    di Diana Pompetti

    http://nicolaiannazzo.wordpress.com/2011/0…e-su-minorenne/

    Violenza sessuale sull’adepta
    Dieci anni al pastore evangelico

    Dovrà scontare dieci anni di carcere Eliseo Capriotti, 54 anni di Teramo, predicatore di una comunità evangelica. Per il giudice ha abusato di una fedele che all’epoca dei fatti era minorenne

    di Diana Pompetti TERAMO. Dieci anni per aver abusato più volte di una giovane adepta, all’epoca dei fatti appena 13enne: è una condanna che va al di là della pena richiesta dal pm quella che il tribunale di Teramo questa mattina ha inflitto ad Eliseo Capriotti, 54enne teramano predicatore di una comunità evangelica. La pubblica accusa (pm Laura Colica) di anni ne aveva chiesti otto. I giudici del collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Angela Di Girolamo e Ileana Ramundo) lo hanno condannato anche al risarcimento di 300mila euro alla parte civile. La sentenza di primo grado molto probabilmente verrà impugnata in appello dai difensori dell’uomo.

    I fatti, secondo l’accusa, si sarebbero verificati proprio nella sede teramana del gruppo religioso, una palazzina di via Pigliacelli, tra il 1998 e il 2001. La vittima li ha raccontati personalmente davanti al collegio in una drammatica udienza. La donna ha raccontato di quando, 13enne e appena guarita da un tumore, venne mandata dai genitori dai confratelli teramani. Qui più volte avrebbe subito le attenzioni particolari di Capriotti, che un paio di volte avrebbe tentato di violentarla senza riuscirvi masturbandosi ripetutamente davanti a lei e spesso svegliandola di notte. L’accusato, secondo la vittima, l’avrebbe costretta al silenzio minacciandola in vari modi (prima «Se racconti qualcosa a qualcuno ti ammazzo», poi «Io sono un predicatore, se mi denunci non ti crede nessuno. Ti cacciamo dalla comunità e ti separiamo dalla tua famiglia»).

    Pastore evangelico: il pm chiede 8 anni

    Slitta il verdetto per l’uomo accusato di aver abusato di un’adepta minorenne

    Giovanni Spinosa presidente del tribunale di Teramo
    Sullo stesso tema

    Violentata dal pastore evangelico

    TERAMO. Per la pubblica accusa è colpevole di aver abusato più volte di un’adepta, all’epoca dei fatti minorenne, e per questo va condannato ad otto anni. E’ la richiesta del pm Laura Colica per Eliseo Capriotti, il predicatore di una comunità evangelica di Teramo. Per la sentenza bisognerà attendere il 13 aprile, data in cui i giudici del collegio (presidente Giovanni Spinosa, a latere Angela Di Girolamo e Ileana Ramundo) si riuniranno in camera di consiglio.

    Ieri pomeriggio parte civile, pm e difesa si sono dati battaglia in arringhe e requisitorie andate avanti per più di cinque ore. Il pubblico ministero ha ripercorso tutta la vicenda, rimarcando con forza le accuse contro l’uomo. L’avvocato di parte civile Ernesto Bucci ha chiesto anche l’invio degli atti al pm per falsa testimonianza a carico di alcuni esponenti della comunità che hanno testimoniato nel corso delle varie udienze. Gli avvocati Fabrizio Acronzio e Gennaro Lettieri, difensori dell’uomo, hanno ribadito la totale estraneità del loro assistito ai fatti.

    I FATTI. I fatti, secondo l’accusa, si sarebbero verificati proprio nella sede teramana del gruppo religioso, una palazzina di via Pigliacelli, tra il 1998 e il 2002. La vittima li raccontati personalmente davanti al collegio in una drammatica udienza di qualche mese fa. La donna ha raccontato di quando, 12enne e appena guarita da un tumore, venne mandata dai genitori dai confratelli teramani. Qui più volte avrebbe subito le attenzioni particolari di Eliseo Capriotti, che un paio di volte avrebbe tentato di violentarla senza riuscirvi masturbandosi ripetutamente davanti a lei e spesso svegliandola di notte. L’accusato, secondo la vittima, l’avrebbe costretta al silenzio minacciandola in vari modi (prima «Se racconti qualcosa a qualcuno ti ammazzo», poi «Io sono un predicatore, se mi denunci non ti crede nessuno. Ti cacciamo dalla comunità e ti separiamo dalla tua famiglia»). La tensione nella ragazza era salita al punto da procurarle un’emiparesi e un ricovero in neurologia.

    Poi, la svolta. La giovane riesce ad allontanarsi dalla comunità teramana, riprende gli studi in Puglia e nel 2003 sposa un confratello pugliese. Quando diventa madre, decide («perché anche mio figlio dovrà crescere nella comunità») di denunciare l’uomo che le ha fatto tutto quel male. Ne parla ai familiari, li convince ad aiutarla.

    LA REGISTRAZIONE. Contatta Capriotti con una scusa, lo vede con un registratore acceso addosso e gli fa ammettere le violenze avvenute anni prima. «Prega per me, ho sbagliato», le avrebbe detto l’uomo in quel colloquio. Una registrazione diventata uno dei capisaldi dell’accusa ieri mattina in aula è stato ascoltato il perito fonico Piero Benedetti. Nel corso delle numerose udienze sono emerse tesi opposte da parte dei vari testimoni. Quelli dell’accusa hanno rievocato episodi della cui gravità all’epoca non si rendevano conto e che hanno compreso solo quando la ragazza ha deciso di raccontare le violenze che avrebbe subìto. Quelli della difesa hanno evidenziato il rapporto di affetto quasi paterno che Capriotti avrebbe avuto con la giovane e sottolineato di non essersi mai accorti che qualcosa non andava. Capriotti non si è presentato davanti ai giudici. Sono state acquisite le dichiarazioni rese al pm.

    1 aprile 2011

    Tutta la setta dei Santissimi sotto scacco
    L’intera setta degli zaccardiani (o “santissimi”) di Teramo si sente sotto scacco a causa del processo per violenza sessuale che vede imputato uno dei suoi predicatori di riferimento, il 50enne Eliseo Capriotti. “Vogliono distruggerci”, sussurrano preoccupati fuori dall’aula ogni volta che il giudice Spinosa interrompe il dibattimento per ritirarsi in camera di consiglio. dai banchi mormorano mentre i familiari della presunta vittima rilasciano le loro dichiarazioni di fronte al giudice. Fanno fronte comune davanti alla ragazzina di 13 anni, oggi cresciuta, sposata e madre di due figli, che con la sua denuncia nei confronti di uno dei loro massimi rappresentanti, ha violato la regole. Rompendo il beato isolamento della comunità protestante pentecostale di Teramo. Un tempo riferimento in Italia e oggi abbandonata dalla maggior parte delle altre comunità proprio per questo processo. Ieri pomeriggio di fronte al collegio del Tribunale di Teramo, presieduto dal giudice Giovanni Spinosa e composto dai giudici Ileana Ramundo ed Angela Di Girolamo, sono andate a confronto le versioni tra accusa, parte offesa e difesa. Leggi l’articolo completo sull’edizione de La Città oggi in edicola.

     

  • Pedofilia: dagli Usa consegnata denuncia a Benedetto XVI, Ma non finirà mai in galera: ha l’immunità

    Pedofilia: dagli Usa consegnata denuncia a Benedetto XVI, Ma non finirà mai in galera: ha l’immunità

    NEW YORK – Il testo di una denuncia contro Papa Benedetto XVI e due cardinali, a nome di un uomo che dice di essere stato vittima negli Usa di un prete pedofilo, è stato consegnato al Vaticano attraverso i canali diplomatici ufficiali. E’ quanto sostiene il legale dell’uomo, Jeff Anderson, secondo cui un precedente tentativo dello stesso tipo era andato a vuoto, dato che l’assessore per gli affari generali del Segretariato di Stato, Monsignor Brian Wells, aveva respinto al mittente la busta consegnatagli da un corriere, definendola”indesiderata”.

    L’uomo che ha sporto denuncia, Terry Kohut, di Chicago, è una delle vittime in Wisconsin di Padre Lawrence Murphy, che abusò di numerosi giovani in un collegio per sordomuti di Milwaukee negli anni settanta. Anderson sostiene che papa Benedetto XVI (in quanto prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede ai quei tempi), i cardinali Angelo Sodano e Tarcisio Bertone, devono essere considerati legalmente responsabili per le molestie, in quanto il Vaticano non prese a suo tempo le misure necessarie per neutralizzare i preti pedofili.

    Il caso in Wisconsin è uno dei due casi di spicco che oppone Anderson al Vaticano. L’altro è in Oregon: la tesi dell’ accusa è che la Santa Sede approvò il trasferimento internazionale dall’Irlanda a Chicago e poi a Portland di un sacerdote molestatore, Andrew Ronan, rendendosi in questo modo corresponsabile. All’inizio dell’estate scorsa il caso dell’Oregon era approdato alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dato il nulla osta all’eventualità di un processo contro la Santa Sede decidendo di non esprimersi sull’istanza, e rimettendo quindi la palla in mano al tribunale di Portland.

    13 aprile 2011 | 00:45

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mond…enuncia-820620/

  • Don Gelmini Rinviata la prima udienza del processo per molestie

    Don Gelmini Rinviata la prima udienza del processo per molestie

    Rinviata la prima udienza del processo per molestie, La motivazione è legata ai suoi problemi di salute
    Mar, 29/03/2011 – 13:27

    E’ stata subito rinviata al 25 ottobre la prima udienza davanti al tribunale di Terni del processo a don Pierino Gelmini per molestie sessuali su alcuni giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia. I giudici hanno così accolto una richiesta dei difensori del sacerdote legata ai problemi di salute di quest’ultimo. Nel corso dell’udienza i legali hanno anche depositato alcuni documenti che attestano la necessità di un periodo di riposo per don Gelmini che ha sempre respinto tutte le accuse, rivendicando la correttezza del proprio comportamento. (VM)

    http://www.ilsitodiperugia.it/content/960-…ocesso-molestie

  • Rnviato a giudizio sacerdote accusato di violenza sessuale

    Rnviato a giudizio sacerdote accusato di violenza sessuale

    (24 Marzo) E’ stato rinviato a giudizio il sacerdote sudamericano, residente nel Sannio, accusato di molestie sessuali nei confronti di due ragazzi della provincia di Benevento. Il collegio penale è in programma il prossimo 29 giugno. L’udienza preliminare si è tenuta oggi presso il tribunale di Benevento, dinanzi al giudice Flavio Cusani. Gli episodi sarebbero avvenuti tra il 2008 ed il 2009. In particolare, il reato contestato è quello previsto dall’articolo 609 bis del codice penale, che parla di violenza sessuale. Inoltre, la norma fa riferimento anche alle ipotesi di abuso delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto. In questo caso, nello specifico, sulla base dell’accusa, non si tratta di veri e propri abusi quanto di episodi di palpeggiamento nei confronti dei due ragazzi che erano minorenni all’epoca dei fatti ed erano soliti frequentare la parrocchia, laddove operava il prete di origini sudamericane. In ogni caso, l’ipotesi rientra in quanto prevede il 609 bis del codice penale. Intanto, attualmente il sacerdote non officia più la santa messa e risiede sempre in provincia di Benevento.

    www.lunaset.it/politica-salerno-e-b…a-sessuale.html

  • Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Arese – ieri in onda sulle Iene il servizio sugli scandali della parrocchia e la condanna per pedofilia di don Marco Redaelli – censurato il sito delle Iene, il filmato del servizio sui salesiani è sparito

    Parrocchia di Arese

    Censurato il sito delle Iene, ci sono tutti i video della puntata di ieri meno quello sui preti di Arese?????, anche su facebook ci si chiede come mai.

    Ora il video del servizio delle Iene è disponibile sul loro sito

    Dopo la denuncia a Don Marco Redaelli, per avere pesantemente molestato una bimba di soli 7 anni, la parola d’ordine tra i potenti salesiani aresini, è stata massacriamo il papà, facciamogli terra bruciata intorno, dobbiamo difendere il nostro confratello.

    E così è stato, tutti in paese a parlar male del padre, la voce è arrivata anche a me che vivo ad Arese ma, che dalla parrocchia ci sto più alla larga possibile.

    Arese è una città tenuta sotto ricatto dai potentissimi e ricchissimi salesiani. Persino le sorti delle elezioni dipendono da cosa diranno i preti la domenica durante la Messa.

    Don Marco Redaelli condannato in primo grado per pedofilia, con sospensione della pena, don Mario Moriggi ex parroco di Arese e don Franco Fontana , presidente del VIS , il volontariato internazionale dello sviluppo, inviato ad Arese dai suoi superiori per cercare di capire cosa stava succedendo, vengono rinviati a giudizio per falsa testimonianza e favoreggiamento, oltre a coprire il loro confratello avevano accusato il papà della bimba di essersi inventato tutto per estorcere soldi. settegiorni.it

    Durante le indagini vengono alla luce oscene telefonate a luci rosse tra il parroco di Arese , don Mario Moriggi e una suora, pare che in paese lo sapessero in tanti, ma di questo tutti zitti e muti. Forte dell’impunità ,che Arese gli ha sempre garantito, Don Mario Moriggi denuncia il settimanale Settegiorni per avere pubblicato le sue telefonate hard, ma il tribunale dà ragione al giornale, unico ad avere pubblicato tutti i fatti .

    L’unico prete che non ci sta e vuole scoprire la verità viene isolato ed allontanato ed è costretto a vivere lontano, le Iene ieri lo hanno intervistato e rilascia una inquietante dichiarazione che lascia chiaramente intendere che quello denunciato, probabilmente, non è l’unico caso di abuso.

    E io aggiungo: don Marco andava spessissimo in Brasile ad aiutare i bambini poveri.

    Da cittadina aresina ringrazio ancora una volta il coraggioso papà della bimba che per amore della figlia e della verità è stato costretto a lasciare la città dove viveva e a subire le pressioni e le malevolenze di un paese sotto ricatto.

    Lo ringrazio anche a nome di tutti quelli che, in tutti questi anni hanno subito , ma non hanno avuto la forza di denunciare

    Qui i miei post su tutta la vicenda: 2 Febbraio 2009, 22 aprile 2009, 29 maggio 2009,
    18 settembre 2009,17 maggio 2010, 1 ottobre 2010, le motivazioni della sentenza 6 dicembre 2010

    Molestie in chiesa: un altro indagato

    Dopo don Mario Moriggi, parroco di Arese fino al 2009, compare adesso il nome di don Franco Fontana, indagato per falsa testimonianza e favoreggiamento sul caso di don Marco Redaelli

    Arese, 30 ottobre 2010 – Un altro religioso. Ancora una volta salesiano. E non uno qualunque: è un personaggio molto noto negli ambienti ecclesiastici il secondo indagato per falsa testimonianza e favoreggiamento sul caso di don Marco Redaelli, condannato in primo grado per molestie sessuali su una bambina di 7 anni. Dopo don Mario Moriggi, parroco di Arese fino al 2009, compare adesso il nome di don Franco Fontana che, in seguito alla denuncia del padre della piccola, era stato inviato ad Arese come ispettore per far luce sulle eventuali responsabilità di don Marco. Fontana è un esponente di spicco dell’Ordine, oggi vicepresidente del Volontariato internazionale per lo sviluppo (Vis) a Roma.

    Spariscono invece i sospetti sull’attuale parroco don Riccardo Respini, su cui nei mesi scorsi in paese erano corse voci incontrollate su un suo possibile coinvolgimento nella delicata vicenda. Resta, però, un pesante dato di fatto: sono tre i salesiani trascinati, anche se a diverso titolo, in una vicenda che continua a spaccare la comunità aresina. Una città da sempre legata agli eredi di Don Bosco, e che ancora accetta a fatica lo scandalo. «Non potete chiederci di condannare don Marco se in cuor nostro lo riteniamo innocente», ripeteva ieri don Ivano Mora, vicedirettore del Centro salesiano di Arese.

    Padre Redaelli 76 anni e una vita passata nelle missioni, è stato condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione con la condizionale: il racconto della piccola, che oggi ha 10 anni, è stato infatti riconosciuto veritiero e coerente dai giudici della quinta sezione penale di Milano. “Non possiamo fare altro che rimetterci alla magistratura”, ha aggiunto don Ivano. Un’ombra di imbarazzo scende quando si nominano i nuovi coinvolti: don Mario e don Franco.

    Secondo i giudici, don Mario «ha negato dal banco dei testimoni, in modo ritenuto falso, di aver affermato a suo tempo che “c’erano state lamentele per l’atteggiamento troppo esuberante e intrusivo verso i bambini di don Marco”». Nel 2009, il parroco lasciò l’incarico dopo che furono pubblicate le intercettazioni di alcune sue conversazioni «hard» con una maestra di Ferrara. Non è stato possibile, invece, parlare con don Fontana: “È in ritiro spirituale”, dicono laconici dal suo ufficio stampa.

    di Agnese Pini

    http://www.ilgiorno.it/rho/cronaca/2010/10/29/407330-molestie_chiesa.shtml