25-01-2011
(ASCA) – Bolzano, 25 gen – La diocesi di Bolzano Bressanone condanna ”in modo assoluto” l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico. Lo afferma con una nota, commentando la sentenza di secondo grado di don Hansjorg Rigger. A Catania, infatti, il processo di secondo grado ha ridotto al sacerdote la condanna da un anno e sei mesi a un anno. ”Con tristezza e sgomento abbiamo appreso la notizia della condanna in seconda istanza di Hansjorg Rigger – si legge nella nota diocesana -. E’ nostra intenzione condannare in modo assoluto l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico di bambini specialmente da parte di religiosi. E’ evidente qual e’ il tormento cui sono sottoposti questi bambini, prima che appaiano le loro foto sul computer. Don Hansjorg Rigger, che si e’ sempre dichiarato innocente, rimane esonerato da ogni incarico”. ”Naturalmente rispettiamo il giudizio del tribunale, tuttavia aspettiamo le motivazioni della sentenza e ci riserviamo la possibilita’ di ricorrere alla cassazione”, conclude la nota.
Tag: tribunale
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CHIESA: DIOCESI BOLZANO CONDANNA POSSESSO MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO
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Pedofilia, prete condannato in appello
martedì 25 gennaio 2011
La Corte d’appello di Catania ha sostanzialmente confermato la condanna dell’ex decano dello studio teologico accademico di Bressanone, Hansjoerg Rigger, accusato di possesso di materiale pedopornografico. In secondo grado la pena di 18 mesi, inflitta nel novembre 2007 dal tribunale di Siracusa, è stata ridotta a un anno. “Con tristezza e sgomento abbiamo appreso la notizia della condanna”, afferma la diocesi di Bolzano e Bressanone. Il sacerdote altoatesino era coinvolto nella inchiesta della procura di Siracusa contro la pedofilia. L’operazione denominata “Video prive” nel 2005 aveva coinvolto 186 indagati in tutto il territorio nazionale. “E’ nostra intenzione – prosegue la nota – condannare in modo assoluto l’acquisizione, il possesso e la distribuzione di materiale pedopornografico di bambini specialmente da parte di religiosi. E’ evidente qual è il tormento cui sono sottoposti questi bambini, prima che appaiano le loro foto sul computer”. La diocesi ribadisce, che “don Hansjoerg Rigger, che si è sempre dichiarato innocente, rimane esonerato da ogni incarico”.
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PEDOFILIA, PRESO PRETE IN FUGA DA 15 ANNI: ERA IN BELGIO
Giovedì 20 Gennaio 2011 – 22:44
Eric Dejaeger
TORONTO – È finita la fuga di un sacerdote canadese sfuggito per 15 anni al processo per accuse di crimini sessuali nei confronti di bambini Inuit. Eric Dejaeger (foto), 63 anni, è dovuto rientrare in Canada per aver violato le leggi sull’immigrazione in Belgio, dove viveva. Dejaeger è stato accompagnato a Iqaluit, nel territorio di Nunavut, dove deve affrontare sei capi d’accusa per abusi sessuali compiuti su bambini almeno 30 anni fa. Il sindaco di Igloolik, cittadina di circa duemila abitanti vicino all’Isola di Baffin, dove i crimini sarebbero stati compiuti, ha dichiarato che i cittadini sono sollevati dall’arresto di Dejaeger. Sembra che il prete sia riuscito a sfuggire alla giustizia per tutti questi anni perchè il governo belga non era al corrente del fatto che aveva preso cittadinanza canadese nel 1977, anche se questo risulta dai documenti dell’Rcmp, la polizia canadese. Dopo aver vissuto nell’Artide dagli anni Settanta, Dejaeger era stato condannato nel 1990 a cinque anni per nove imputazioni di abusi sessuali su bambini a Baker Lake, nella costa occidentale della Baia di Hudson. Nel 1995, dopo aver terminato il periodo di carcere, altre presunte vittime provenienti da Igloolik lo hanno denunciato. Ma Dejaeger non si è presentato in tribunale ed è scappato in Belgio, suo paese natio. Dejaeger è nella lista dei ricercarti dall’Interpol dal 2002. Ma il Belgio ha un limite di dieci anni sui crimini sessuali sui bambini, dopo che la vittima ha compiuto 18 anni e perciò non ha estradato il sacerdote – che ritenevano essere ancora un cittadino belga – per essere processato in Canada, dove non c’è alcun limite di tempo per essere processati. Dejaeger ha vissuto da uomo libero fino allo scorso autunno, quando le autorità hanno scoperto che gli era scaduto il passaporto nel 1997 facendone un immigrato illegale nel suo paese di nascita.
www.leggo.it/articolo.php?id=101887&sez=ESTERI
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Alassio: don Luciano è tornato a casa, accolte le richieste dei difensori
mercoledì 19 gennaio 2011
Don Luciano Massaferro assieme all’avvocato Chirivì, uno dei suoi difensoriDopo quattro mesi agli arresti domiciliari e’ tornato oggi nella sua casa ad Alassio don Luciano Massaferro, il parroco di San Vincenzo e San Giovanni, arrestato il 29 dicembre 2009 dalla squadra mobile della questura di Savona per molestie sessuali su una chierichetta di 12 anni.
Il collegio del tribunale, presieduto da Giovanni Zerilli, ha accolto l’istanza presentata la settimana scorsa dagli avvocati difensori Mauro Ronco e Alessandro Chirivi’ non sussistendo piu’ le esigenze cautelari.
‘Don Lu’, come lo chiamano i parrocchiani che da settembre era ospite del convento delle suore di Diano Castello (Imperia) potra’ anche comunicare con amici e parenti.
La settimana scorsa, durante l’udienza, erano state anche formulate le richieste dei pubblici ministeri Alessandra Coccoli e Giovanni Battista Ferro per una condanna a sette anni e mezzo del sacerdote alassino.
Ora si attendono eventuali repliche e la sentenza prevista per il 17 febbraio prossimo in tribunale a Savona.Da www.Savonanews.it del 19 Gennaio 2011
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Prete molestò catechista minorenne Chiesti 4 anni dal pm Monferini
Secondo quanto e’ emerso dal processo, quando la giovane decise di cessare il rapporto col parroco comincio’ a ricevere da parte di lui telefonate mute e sms di intimidazione e minaccia
Empoli, 13 gennaio 2011 – Sono stati chiesti quattro anni di carcere dal pm Giulio Monferini per un ex prete extracomunitario, imputato di violenza sessuale in un processo a Firenze: secondo l’accusa, quando l’ex religioso, prima di lasciare l’abito talare, ha retto una parrocchia dell’Empolese, avrebbe abusato sessualmente per anni di una catechista minorenne.
I fatti risalgono al periodo fra il 1999 – quando la ragazza aveva 15 anni e subì le prime molestie da parte dell’uomo,
40 anni all’epoca – e il 2002, quando raggiunse i 18 anni e i rapporti sessuali con il sacerdote erano nel frattempo
divenuti completi e pressoche’ quotidiani. La relazione tra prete e catechista sarebbe poi proseguita altri due anni,
dopo che lei aveva raggiunto la maggiore eta’.Secondo quanto e’ emerso dal processo, quando la giovane decise di cessare il rapporto col parroco comincio’ a ricevere da parte di lui telefonate mute e sms di intimidazione e minaccia. Impaurita, si confido’ con i familiari e con
un altro parroco della zona, il quale l’accompagno’ a Firenze in udienza dal cardinale Ennio Antonelli per denunciare
tutto. Al cardinale Antonelli, oltre al racconto di quanto accaduto, i due mostrarono il cellulare contenente gli sms.Successivamente la giovane e i suoi familiari informarono anche i carabinieri che, partendo da un’ipotesi di stalking, ricostruirono invece una storia di violenza sessuale, facendo aprire un’inchiesta della procura di Firenze.
Dal processo e’ anche emerso, con la testimonianza di una ginecologa, che la giovane ha anche abortito una volta,
e che l’ex sacerdote imputato avrebbe anche approcciato una suora con pesanti avances sessuali, dopo che la
catechista lo ‘aveva lasciato’.Il processo avrebbe anche evidenziato che la minorenne avrebbe patito una forte infatuazione da parte del suo parroco, tuttavia la violenza sessuale – ha chiarito il pm Monferini – e’ da ritenersi aggravata proprio dal fatto che i fatti sono cominciata quando la giovane aveva solo 15 anni, e che il sacerdote extracomunitario ha abusato sia del suo ruolo di ministro di culto, sia della fiducia con cui la famiglia gli aveva affidato la giovane.
La giovane donna, assistita dall’avvocato Antonio Voce, ha attraversato anche un lungo periodo di depressione a causa di questa esperienza; inoltre il suo legale si riserva di valutare l’atteggiamento tenuto sul caso dalla curia fiorentina e in particolare dal cardinale Antonelli. Prossima udienza, il 21 marzo.
www.lanazione.it/empoli/cronaca/201…minorenne.shtml
Prete accusato di violenza sessuale: il pm chiede 4 anni
Ivo Gagliardi Venerdì 14 Gennaio 2011 11:16
pretegrandeQuattro anni di carcere per violenza sessuale: è quanto chiesto dal pm per un ex prete.
IL PROCESSO. Il religioso si trova imputato per violenza sessuale in un processo a Firenze: secondo l’accusa, l’uomo avrebbe infatti abusato per anni di una catechista minorenne della sua parrocchia nell’Empolese.
I FATTI. I fatti, secondo l’acusa, risalirebbero al periodo fra il 1999 – quando la ragazza aveva 15 anni e avrebbe subito le prime molestie dall’uomo, 40 anni all’epoca – e il 2002, quando la giovane raggiunse i 18 anni e i rapporti sessuali con il sacerdote sarebbero stati completi e quotidiani.
LA RICHIESTA. Poi, quando la giovane decise di cessare il rapporto, il prete avrebbe inziato a perseguitarla. Ora il processo: il pm Monferini ha chiesto per l’ex prete quattro anni di carcere.
www.ilreporter.it/index.php?option=…naca&Itemid=165
Sesso con catechista,pm vuole 4 anni di carcere per ex prete
Accusato violenza sessuale;rapporti da quando ragazza era 15enne
13 gennaio, 20:58(ANSA) – FIRENZE, 13 GEN – Quattro anni di carcere sono stati chiesti dal pm Monferini per un ex prete, ora imputato di violenza sessuale in un processo a Firenze poiche’ avrebbe abusato per anni di una catechista minorenne della sua parrocchia nell’Empolese. I fatti risalgono al periodo fra il 1999 – quando la ragazza aveva 15 anni e subi’ le prime molestie dall’uomo, 40 anni all’epoca – e il 2002 quando raggiunse i 18 anni e i rapporti sessuali con il sacerdote erano completi e quotidiani. Quando la giovane decise di cessare il rapporto il prete comincio’ a perseguitarla.(ANSA).
www.ansa.it/web/notizie/regioni/tos…1640420902.html
IL PROCESSO Prete pedofilo Mavi abusò di una catechista: il pm chiede quattro anni
di Maria Vittoria GiannottiUna catechista di appena quindici anni. Un sacerdote arrivato da molto lontano. E una relazione proibita. Scenario di questa storia scabrosa, approdata nelle aule del tribunale di Firenze, una parrocchia dell’Empolese. Martedì mattina, nel corso di un’udienza a porte chiuse, il sostituto procuratore Giulio Monferini ha chiesto quattro anni per il sacerdote che da tempo ha dismesso l’abito talare. L’potesi di reato è pesante: violenza sessuale. I fatti risalgono al 1999. La ragazzina all’epoca frequentava la chiesa. Il sacerdote le fece delle avances che lei, almeno inizialmente, accettò. Di qui sarebbe nata una relazione: l’adolescente sarebbe stata consenziente e, addirittura, infatuata per molto tempo. Poi, quando la giovane compì vent’anni, qualcosa si sarebbe rotto. Lei manifestò l’intenzione di troncare quella storia, ormai ingombrante, ma l’impresa si rivelò più difficile del previsto: davanti a quel rifiuto, infatti, il sacerdote avrebbe cominciato a molestarla con sms e telefonate minatorie. E a quel punto, la vittima si decise a rompere il silenzio e a raccontare tutto ai genitori. Dopo l’iniziale e comprensibile sconcerto, i familiari si rivolsero a un altro sacerdote della zona, confidandosi e chiedendo consiglio. Sarebbe stato lui, secondo quanto ricostruito nel corso dell’inchiesta, a mettere in contatto la ragazza e i suoi genitori con il cardinale Ennio Antonelli, che ricevette la famiglia in udienza. In quell’occasione, la giovane avrebbe mostrato all’alto prelato anche il cellulare con i messaggini. Poi, la decisione di rivolgersi ai carabinieri e denunciare tutto, un’ipotesi che, secondo quanto riferito dai familiari della giovane, sarebbe stata sconsigliata dal cardinale. I militari cominciarono a indagare, con discrezione. Quegli atti sono finiti a processo: nel corso del dibattimento, è stata anche sentita una ginecologa che avrebbe testimoniato che la giovane andò incontro a un aborto. Tra i particolari emersi, anche una lunga e grave forma di depressione con cui la giovane si è trovata a fare i conti. E il fatto che l’ex sacerdote avrebbe rivolto le sue avances anche a una suora, dopo che la relazione si era interrotta. La violenza sessuale – secondo il pm Monferini – è da ritenersi aggravata proprio dal fatto che i fatti sono cominciata quando la giovane aveva solo 15 anni, e che il sacerdote ha abusato del suo ruolo e della fiducia con cui la famiglia gli aveva affidato la giovane. Il legale della donna, Antonio Voce, si riserva ora di valutare l’atteggiamento tenuto sul caso dalla curia fiorentina e in particolare dal cardinale Antonelli. FIRENZE fircro@unita.it
14 gennaio 2011 pubblicato nell’edizione di Firenze (pagina 7)John Moniz
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Savona: processo don Lu, i pm chiedono una condanna a 7 anni e mezzo
Nel corso dell’udienza di oggi, che si svolge a porte chiuse i magistrati, hanno ripercorso le fasi del processo anche basandosi sulle testimonianze arrivate in aula
Sette anni e mezzo di reclusione. E’ la pena richiesta dai pubblici ministeri Giovanni Battista Ferro e Alessandra Coccoli stamane al collegio del tribunale di Savona presieduta da Giovanni Zerilli che giudica don Luciano Massaferro, il parroco di San Giovanni e San Vincenzo di Alassio, arrestato dalla squadra mobile della questura di Savona il 29 dicembre di due anni fa perche’ accusato di presunte molestie sessuali nei confronti di una sua chierichetta di 12 anni avvenute almeno in tre diverse occasioni.
Nel corso dell’udienza di oggi, che si svolge a porte chiuse al secondo piano del palazzo di giustizia savonese, i magistrati, hanno ripercorso le fasi del processo anche basandosi sulle testimonianze arrivate in aula. Ora nel pomeriggio e’ in programma l’arringa di Mauro Ronco e Alessandro Chirivi’, i difensori del sacerdote di Alassio che attualmente si trova agli arresti domiciliari in un istituto di religiose a Diano Castello dopo essere rimasto in carcere dal dicembre 2009 al settembre 2010 prima a Chiavari poi a Sanremo.
http://www.savonanews.it/2011/01/13/leggi-…ni-e-mezzo.html
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Malta, agghiaccianti storie di abusi in un orfanotrofio gestito dai preti
Malta, agghiaccianti storie di abusi in un orfanotrofio gestito dai preti
Un ragazzino che subì violenza è diventato anni dopo un efferato assassinoLA VALLETTA – Ancora gli stessi preti e lo stesso orfanotrofio. A una settimana dalla visita di papa Benedetto XVI, nuove accuse pesanti sono state sollevate verso la Chiesa maltese per atti di pedofilia ed abusi su minori nell’Istituto San Giuseppe di Santa Venera. Questa volta a puntare il dito è un abusato divenuto un efferato assassino, che, in un raptus di rabbia per essere stato toccato, ha ucciso e fatto a pezzi un omosessuale: un “mostro”, come lui stesso si definisce, che ha appena scontato 20 anni di carcere per quel delitto macabro che aveva sconvolto l’isola nel 1991.
Gaetano Scerri, 46 anni, conosciuto meglio con il soprannome “l’uomo”, parla per la prima volta e rivela i dettagli della sua infanzia nelle mani dei preti pedofili nell’Istituto di San Giuseppe. La sua storia verrà pubblicata oggi anche sulla prima pagina del domenicale di Malta “Illum”. L’orfanotrofio è lo stesso da dove sono partite le denunce di altri dieci vittime degli abusi, tra cui Lawrence Grech e Joseph Magro che stanno preparando una protesta tra la folla che accoglierà il Pontefice per la messa domenica prossima a Floriana.
Scerri racconta di una “infanzia rubata” e di essere diventato un “mostro omofobico” per colpa dei preti che lo abusarono per anni, spiegando che «gli abusi, gli stupri, la deprivazione e le botte hanno fatto di me un omicida spietato, pieno di rabbia verso la società».
«Non ho meritato niente di questo», lamenta Gaetano Scerri che ricorda quella tragica notte del 7 aprile 1991 quando insieme ad un suo complice Reno Mercieca, uccise un uomo, e lo tagliò a pezzi con il vetro di una bottiglia rotta. I brandelli del cadavere furono buttati in mare ed altri invece sono state trovate sparsi in varie posti della capitale La Valletta.
Il delitto, col suo sfondo omosessuale, aveva scioccato l’opinione pubblica. Ma mai nessuno aveva capito che Scerri aveva agito d’istinto contro un uomo che lo voleva “toccare”.
«La vittima mi voleva toccare, ed io ho solamente reagito, il resto lo sapete com’è finito?», dice oggi. Scerri ricorda che da piccolo veniva forzato a dormire nudo e senza lenzuola, picchiato duramente dai preti tanto di fargli perdere un dente.
«Io e gli altri – spiega – siamo cresciuti avendo paura delle donne, perché eravamo sempre esposti al sesso tra uomini, abbiamo creduto per molto tempo di essere omosessuali». Disoccupato e senza soldi, Gaetano Scerri adesso chiede che la giustizia sia fatta. «Io sono stato processato perché mi hanno fatto un mostro, ho pagato per i miei sbagli, ma adesso tocca ad altri di assumere le loro responsabilità davanti alla giustizia, e chiedo alla Chiesa che questi preti vengono processati e condannati senza nessuna pietà».
Scerri insiste che non serve a niente se i vescovi di Malta si limitano a esprimere «dolore e pentimento: serve giustizia».
I quattro preti, Charles Pulis, Joseph Bonnett, Godwin Scerri e Conrad Sciberras – accusa – rimangono protetti dalla Chiesa, con il loro processo messo in “Sine Die”, a causa di un accordo raggiunto tra lo Stato Maltese e la Chiesa negli anni sessanta, secondo cui i membri del clero rispondono solo alla giurisdizione del Tribunale Ecclesiatico e non quella criminale. Sabato e domenica prossima, Gaetano Scerri sarà presente insieme alle altre vittime dell’Istituto San Giuseppe alla protesta che viene preparata durante la visita del Papa.(f.a.) -

Chianche (AV). Violenza sessuale. Don Costantino Mubanda patteggia 2 anni e 4 mesi, Con la scusa della comunione molestò parente di una ammalata
Da Il Mattino, edizione di Avellino del 12/01/2011, pag. 35
Attenzioni morbose, condannato parroco
Clamore L’episodio destò notevole sconcerto fra i fedeli
Chianche. Un sacerdote impegnato nella località prossima al capoluogo, appartenente alla diocesi di Benevento, è stato condannato a due anni e quattro mesi, col rito del patteggiamento, per aver tentato approcci sessuali nei confronti di una donna che non solo non aveva accettato le proposte del sacerdote, ma lo aveva denunciato. Il parroco, proveniente da una comunità religiosa estera, secondo l’accusa si era recato nell’abitazione di una donna ammalata gravemente, quindi non in condizioni di recarsi in chiesa, per somministragli la comunione. In quell’occasione aveva incalzato una parente della donna malata con una serie di approcci valutati dal giudice di natura sessuale.
La donna aveva respinto le attenzioni morbose del religioso, inducendolo ad allontanarsi precipitosamente dall’abitazione. L’episodio, che ha destato notevole sconcerto nell’opinione pubblica, non è passato in silenzio. La donna vittima delle attenzioni oscene aveva presentato infatti denuncia. Da qui l’avvio dell’inchiesta da parte dell’autorità giudiziaria sannita, approdata alla acquisizione di riscontri concreti. È seguito il rinvio a giudizio. Ieri mattina l’udienza davanti al Gup del Tribunale di Benevento Pezza. Il parroco, difeso dall’avvocato Montefusco, ha rappresentato la propria posizione. La vittima delle attenzioni si è costituita parte civile. La pena è stata ridotta considerando la scelta dell’avvocato difensore, definita con l’imputato, di fare ricorso al patteggiamento. La vicenda potrebbe ora avere un seguito in sede civile, con la definizione del risarcimento a favore della vittima dell’episodio.
La chiesa della Madonna delle Grazie di Chianche
Attenzioni morbose nei confronti di una donna, condannato prete
Mercoledì 12 Gennaio 2011 07:58Attenzioni morbose, avances esplicite: condannato parroco. Si tratta di un sacerdote appartenente alla diocesi di Benevento. L’episodio avvenne a Chianche, ma il religioso proveniva da una comunità esterna a quella del piccolo centro irpino. Il gup del tribunale di Benevento lo ha condannato a due anni e otto mesi. Sentenza che è arrivata dopo la richiesta di patteggiamento da parte del parroco. Stando a quanto sostenuto dall’accusa, il prete si recò presso l’abitazione di una donna gravemente ammalata per somministrare la comunione. Qui rivolse una serie di attenzioni nei confronti di una parente che respinse le avances del parroco in maniera veemente a tal punto da indurlo ad allontanarsi frettolosamente dalla casa. La signora presentò denuncia. Dopo le indagini del caso, il religioso è stato anche rinviato a giudizio. La donna vittima delle oscene proposte si è costituita parte civile nel processo.
www.irpiniaoggi.it/index.php/cronac…nato-prete.html
12/01/2011 :: 9:12:16
Molestie sessuali su una donna: pena patteggiata per un parrocoIl Tribunale di Benevento
Udienza ieri mattina presso il tribunale di Benevento, davanti al gup Segio Pezza, a carico di un parroco di 48 anni accusato di presunte molestie sessuali su una donna. La pena patteggiata e poi sospesa è di due anni e quattro mesi.
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Attenzioni morbose, condannato parroco
Da Il Mattino, edizione di Avellino del 12/01/2011, pag. 35
Clamore L’episodio destò notevole sconcerto fra i fedeliChianche. Un sacerdote impegnato nella località prossima al capoluogo, appartenente alla diocesi di Benevento, è stato condannato a due anni e quattro mesi, col rito del patteggiamento, per aver tentato approcci sessuali nei confronti di una donna che non solo non aveva accettato le proposte del sacerdote, ma lo aveva denunciato. Il parroco, proveniente da una comunità religiosa estera, secondo l’accusa si era recato nell’abitazione di una donna ammalata gravemente, quindi non in condizioni di recarsi in chiesa, per somministragli la comunione. In quell’occasione aveva incalzato una parente della donna malata con una serie di approcci valutati dal giudice di natura sessuale. La donna aveva respinto le attenzioni morbose del religioso, inducendolo ad allontanarsi precipitosamente dall’abitazione. L’episodio, che ha destato notevole sconcerto nell’opinione pubblica, non è passato in silenzio. La donna vittima delle attenzioni oscene aveva presentato infatti denuncia. Da qui l’avvio dell’inchiesta da parte dell’autorità giudiziaria sannita, approdata alla acquisizione di riscontri concreti. È seguito il rinvio a giudizio. Ieri mattina l’udienza davanti al Gup del Tribunale di Benevento Pezza. Il parroco, difeso dall’avvocato Montefusco, ha rappresentato la propria posizione. La vittima delle attenzioni si è costituita parte civile. La pena è stata ridotta considerando la scelta dell’avvocato difensore, definita con l’imputato, di fare ricorso al patteggiamento. La vicenda potrebbe ora avere un seguito in sede civile, con la definizione del risarcimento a favore della vittima dell’episodio.
Attenzioni morbose nei confronti di una donna, condannato prete
Mercoledì 12 Gennaio 2011 07:58Attenzioni morbose, avances esplicite: condannato parroco. Si tratta di un sacerdote appartenente alla diocesi di Benevento. L’episodio avvenne a Chianche, ma il religioso proveniva da una comunità esterna a quella del piccolo centro irpino. Il gup del tribunale di Benevento lo ha condannato a due anni e otto mesi. Sentenza che è arrivata dopo la richiesta di patteggiamento da parte del parroco. Stando a quanto sostenuto dall’accusa, il prete si recò presso l’abitazione di una donna gravemente ammalata per somministrare la comunione. Qui rivolse una serie di attenzioni nei confronti di una parente che respinse le avances del parroco in maniera veemente a tal punto da indurlo ad allontanarsi frettolosamente dalla casa. La signora presentò denuncia. Dopo le indagini del caso, il religioso è stato anche rinviato a giudizio. La donna vittima delle oscene proposte si è costituita parte civile nel processo.
www.irpiniaoggi.it/index.php/cronac…nato-prete.html
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Pedofilia: Vaticano Ordina a Chiesa Malta Di Creare Tribunale Per Abusi
(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 11 gen – Dopo la protesta di un gruppo di vittime che ha scritto una lettera a papa Benedetto XVI lamentando la lentezza dei tempi della giustizia ecclesiastica, la Congregazione vaticana per la dottrina della fede ha ordinato alla Chiesa cattolica di Malta di creare uno speciale tribunale per giudicare i preti responsabili di pedofilia. Lo scrive il Times of Malta, sottolineando che una inchiesta preliminare da parte dell’arcidiocesi di Malta ha trovato fondato le accuse di otto uomini. Ma i tempi per l’apertura del processo canonico vero e proprio si stanno allungando indefinitamente. Nel processo civile, la Curia ha presentato un ricorso contro le vittime contestando l’eccessiva ”esposizione mediatica” delle vittime, che pregiudicherebbe la correttezza del verdetto. In seguito alla lettera delle vittime, ”l’arcidiocesi ha ricevuto istruzioni dal Vaticano per creare un tribale che condurra’ il processo contro i tre preti accusati”, ha dichiarato un portavoce dell’arcidiocesi. Il caso riguarda gli abusi subiti da un gruppo di ragazzi in un orfantrofio cattolico, St. Joseph’s Home a St. Venera, una ventina di anni fa. Alcune delle vittime hanno incontrato papa Ratzinger durante il suo viaggio a Malta l’anno scorso