Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Prete indagato per violenza sessuale, nuovo video sequestrato

    Prete indagato per violenza sessuale, nuovo video sequestrato

    Prete indagato per violenza sessuale, nuovo video sequestrato
    Ultimo aggiornamento Sabato, 20 Aprile 2013 17:58

    Tribunale Lanciano Il sostituto procuratore di Lanciano, Rosaria Vecchi, ha disposto il sequestro del quarto video mandato in onda da AbruzzoLive.Tv in cui un testimone racconta la gestione di don Andrea Facchini, 38 anni, dell’associazione religiosa Legio Sacrorum Cordium, da lui fondata. Il religioso è indagato per una presunta violenza sessuale ad un giovane associato e per abusi, attraverso mezzi di coercizione, nello svolgimento della professione di sacerdote. Nell’ultimo video messo in rete lo scorso 16 aprile – del quale è stato disposto il sequestro – un ex adepto, in forma anonima, racconterebbe, tra l’altro, che don Andrea faceva profezie di morte e di malattie per i suoi associati.

  • Accusato di violenza, parroco assolto

    Accusato di violenza, parroco assolto

    Don Vanni gestiva una casa famiglia a Lendinara: “E’ la fine di un incubo”

    di Tommaso Moretto

    Rovigo, 19 aprile 2013 – ASSOLTO con formula piena. Per il tribunale di Rovigo, il fatto non sussiste.Don Vanni, all’anagrafe Lauro Manzin (54 anni), secondo il collegio di giudici non è stato autore né di violenza sessuale né di molestie. Quella di ieri era la terza e ultima udienza del primo grado di giudizio del processo penale contro il sacerdote. I fatti risalgono al periodo tra marzo e maggio del 2009. Il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove. Ma per Manzin il giudizio è stato ancora migliore. Il tribunale toglie anche il dubbio. La verità giudiziaria è che il fatto non sussiste: nessuna violenza sulle giovani donne che lo hanno accusato.

    C’erano anche loro ieri tra il pubblico, hanno seguito l’udienza. L’avvocato dell’accusa, Davide Perilli, commenta così: «Mi riservo di leggere le motivazioni prima di fare qualsiasi tipo di commento, il collegio si è preso 90 giorni». Questo era il tenore delle testimonianze che si sono potute ascoltare in aula il mese scorso: «Lui ci salutava sempre abbracciandoci e infilandoci le mani su per la schiena, sotto la maglietta». E ancora, «là dentro tutti si salutavano dandosi baci stampo sulla bocca». Poi «faceva sedere le ragazze accarezzando loro il fondoschiena» e «l’ho visto infilare la mano sotto i pantaloni di mia sorella». Manzin (ex parroco a Villamarzana), negli ultimi anni si era occupato, come responsabile dell’associazione ‘La Tenda onlus’, di una ‘casa famiglia’ che è a Lendinara. Una struttura in cui vengono accolte donne vittime di tratta e altre forme di sfruttamento. Era noto per il suo impegno a favore di queste persone, ex prostitute o minori, che hanno avuto vite segnate dal disagio e da problemi di tossicodipendenze. Secondo l’accusa il prete, in occasione di un incontro organizzato durante il Sinodo, cui partecipavano numerose famiglie, avrebbe palpeggiato una ragazza, minorenne all’epoca dei fatti. Secondo la minorenne, in altre occasioni come la confessione, il sacerdote le avrebbe rivolto domande sulle sue fantasie sessuali. Ieri il pm ha domandato esplicitamente all’imputato: «Le è mai capitato di dare della puttanella o della troietta alla ragazza?». Lui ha risposto: «Assolutamente no». Prima don Vanni aveva raccontato una complicata storia di prestiti chiesti dalla madre di una delle ragazze per un totale di qualche migliaio di euro. Don Vanni dopo la sentenza si è detto felice ed ha aggiunto che perdona chi lo ha accusato.
    Tommaso Moretto

    http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2013/04/19/876135-parroco-assolto-accusato-violenza.shtml

  • Pedofilia, confermati in appello 9 anni per don Seppia

    Pedofilia, confermati in appello 9 anni per don Seppia

    22 marzo 2013

    La sentenza dei giudici di Genova ribadisce la pena inflitta in primo grado. L’ex parroco di Sestri Ponente è accusato di violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina

    I giudici della Corte d’appello di Genova hanno confermato la condanna di primo grado a 9 anni, sei mesi e 20 giorni di reclusione per Don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente accusato di violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina.

    La sentenza è stata letta dal presidente della Corte d’Appello, Maria Rosaria D’Angelo, al termine di una Camera di Consiglio che è durata circa due ore e mezza. Il pg Valeria Fazio aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado. Nell’ambito del processo a don Seppia è stata invece ridotta (da 5 anni a 4 anni e 8 mesi) la pena per l’ex seminarista Emanuele Alfano, che era accusato di induzione alla prostituzione minorile.

  • La storia di Padre Murphy, il sacerdote pedofilo

    La storia di Padre Murphy, il sacerdote pedofilo

    «Ero solo un bambino». Una frase semplice, eppure in grado di raccontare in modo diretto e intenso un dolore che sembra non avere mai fine.
    A pronunciare queste quattro parole nella lingua dei segni è, nel documentario diretto dal regista premio Oscar Alex Gibney Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio, una delle vittime degli abusi sessuali perpetrati per anni da Padre Lawrence Murphy ai bambini dell’istituto per sordi St. John’s School for the Deaf di St. Francis, a Milwaukee.
    I VOLTI DI UN DRAMMA.
    Pur potendo discutere eventuali errori commessi da Gibney nel ricostruire le azioni del Vaticano (accusato di aver coperto per anni gli abusi), il merito innegabile del film è quello di dare un volto al dramma della pedofilia allontanandosi da statistiche, documenti legali o dibatti di vaticanisti ed esperti, ma mostrando da vicino le ferite inguaribili inferte da chi avrebbe, al contrario, dovuto aiutare e proteggere i più deboli.
    Fin da prima dell’inizio del conclave, lo scandalo degli abusi su minori da parte di religiosi è stato uno degli argomenti più trattati e rappresenta ora uno dei problemi che papa Francesco è chiamato ad affrontare con maggiore attenzione, tenendo conto che questa pagina drammatica della storia della Chiesa rischia di far perdere la fiducia nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche.
    IL PARADISO TRADITO.
    Arthur Budzinksi, Terry Kohut, Pat Kuehn e Gary Smith in Mea Maxima Culpa confessano alle telecamere di Alex Gibney i segreti custoditi per anni, ripercorrendo la loro storia da quando arrivarono per la prima volta a scuola.
    Ai loro occhi innocenti l’istituto sembrava quasi il paradiso e si sentivano amati e protetti. La statua di Gesù raffigurato in mezzo ai più piccoli all’entrata della scuola ricordava loro ogni giorno che Dio li amava e per la prima volta non si sentivano diversi o incompresi a causa della loro sordità. La condizione che avrebbe dovuto renderli più bisognosi di cura e amore si è trasformata, invece, in una condanna.
    Padre Lawrence Murphy, a capo della scuola dal 1950 al 1974, con ognuno dei quattro bambini è passato in breve tempo dalle domande intime poste in confessionale alla violenza sessuale.
  • Pedofilia, rinviato il processo a Don Seppia: ora chiede perdono

    Pedofilia, rinviato il processo a Don Seppia: ora chiede perdono

    Articolo n° 236714 del 14/03/2013 – 12:42

    Pedofilia, rinviato il processo a Don Seppia: ora chiede perdono

    Genova. Rinviato al prossimo 22 marzo il processo a carico di don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente già condannato, in primo grado, con rito abbreviato, a 9 anni, sei mesi e 20 giorni per violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina.

    Il rinvio è stato a causa di un impegno istituzionale del giudice. Don Seppia, vestito con jeans e un giubbotto blu era presente in aula e ha rilasciato una dichiarazione spontanea, chiedendo perdono per il tipo di comportamento tenuto e specificando “di non aver mai concretamente messo in atto le fantasie oggetto degli sms e delle telefonate”, ha spiegato il suo legale Paolo Bonanni.

    Il giudice ha inoltre disposto l’unificazione del processo a carico di don Seppia con quello a carico dell’ex seminarista Emanuele Alfano, condannato in primo grado a 5 anni e recentemente condannato a 8 anni dal tribunale di Palermo per induzione alla prostituzione minorile.

    A sostenere la pubblica accusa è stato il sostituto procuratore generale Valeria Fazio. L’inchiesta sull’ex parroco della chiesa di Santo Spirito era partita da Milano, dove i carabinieri stavano indagando su un giro di droga spacciata nelle palestre e saune frequentate soprattutto dagli omosessuali e che li portò a individuare anche don Seppia.

    A inchiodarlo vi furono le testimonianze di alcuni ragazzini che avrebbero avuto le ‘attenzioni’ dell’ex parroco, le intercettazioni, e gli sms e le chiamate con l’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano.

    http://www.ivg.it/2013/03/pedofilia-rinviato-il-processo-a-don-seppia-ora-chiede-perdono/

     

  • Parla il padre della vittima di violenza sessuale del prete di Augusta

    Parla il padre della vittima di violenza sessuale del prete di Augusta

    Pubblicato in data 08/mar/2013

    La testimonianza del padre di una delle ragazze che hanno denunciato di aver subito abusi sessuali da Don Incardona, il parroco della chiesa Madre di Augusta.
    Video a cura di Antonio Condorelli

  • Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip

    Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip

    Augusta: Arciprete, scena muta davanti al Gip
    6 marzo 2013 – Don Gaetano Incardona, arciprete della chiesa Madre di Augusta,agli arresti domiciliari dallo scorso giovedi con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di una giovane donna , si è avvalso della facoltà di non rispondere. Scena muta dunque nel corso dell’interrogatorio di garanzia. La posizione del sacerdote pare si sia ulteriormente aggravata a causa di un’altra denuncia presentata presso la Compagnia dei Carabinieri di Piazza Carmine nei giorni scorsi. Si è appreso che il sacerdote ha presentato le dimissioni da Arciprete, un atto dovuto che consentirà all’arcivescovo Salvatore Pappalardo di procedere in maniera più spedita alla nomina di un sostituto, in vista dell’intensa attività religiosa delle tradizionali celebrazioni della Santa Pasqua.

    Augusta : Una seconda denuncia contro l’arciprete
    1 marzo 2013 – Una seconda donna pare si sia presentata nella caserma di Piazza Carmine, dal tenente Vincenzo Alfano che coordina le indagini del caso Incardona, raccontando un episodio di presunte molestie sessuali. I fatti riferiti risalirebbero ad un anno e mezzo fa circa, stesse modalità di approccio da parte del prelato. I carabinieri stanno valutando la testimonianza resa spontaneamente. Se saranno accertati i riscontri potrebbe aggravarsi la già delicata posizione del prelato che ha trascorso presso la sua residenza le prime 24 ore di arresti, in attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice con l’assistenza di un avvocato di fiducia. In città e sui social network la girandola di pettegolezzi e di particolari, come accade in simili casi, si è scatenata la gogna mediatica. C’é chi parla di antichi rancori e vendette trasversali contro un prete considerato “sopra le righe”, le voci circolano in un turbinio di sacro e profano, di fede e interessi. Inevitabilmente si spettacolarizza la vicenda, con possibili gravi ripercussioni per la stessa privacy delle vittime che dovrebbero, invece, essere più tutelate, da tutti. Volantinaggi e altre iniziative, magari in buona fede, non fanno altro che aumentare la curiosità morbosa dell’opinione pubblica che non ha volto ma che non usa mezzi termini e cautele per affondare la lama nella piaga. La città attualmente sembra prigioniera di un destino funesto, dove moralità e cultura sono al livello minimo.

    www.augustaonline.it/arresto_augusta_280213.html

    28 febbraio 2013 – Questo giorno sarà ricordato nel mondo come ultimo di pontificato di Papa Benedetto XVI, ad Augusta come il giorno dell’arresto eccellente dell’arciprete Gaetano Incardona con un’accusa grave : presunta violenza sessuale. Questa mattina presto il tenente Vincenzo Alfano, della Compagnia carabinieri di Augusta ,ha bussato alla porta dell’abitazione del sacerdote per notificare un’ordinanza di custodia cautelare , agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Siracusa su richiesta del pubblico ministero Antonio Nicastro. Ad inchiodare il prelato “un quadro probatorio di assoluta gravità” come riferito dagli inquirenti che hanno portato avanti una delicata attività di indagine, con l’acquisizione di “riscontri” che vedono coinvolta una giovane donna di 21 anni. La notizia ha presto fatto il giro della città, anche per via di un volantinaggio nel centro storico che non ha risparmiato il portone centrale della chiesa Madre sulla quale, ignoti, hanno incollato un volantino che è stato poi rimosso da un cittadino che ha affermato :”trovo sconveniente questo volantinaggio che condanna una persona prima che siano confermate le accuse infamanti di cui è oggetto”. Presto fatto, come accade in questi casi, processo e condanna avvengono alla velocità della luce, in pubblica piazza e sui social network. La città si è subito divisa in innocentisti e colpevolisti, incredulità e certezze si miscelano in un vortice di pettegolezzi che per le prossime settimane occuperanno le giornate di molti augustani. Padre Incardona , originario di Buccheri, 74 anni, è molto conosciuto in città. E’ stato cappellano all’ospedale, parroco della chiesa del Sacro Cuore, da oltre sei anni è arciprete e rettore delle chiese Madre, San Domenico, Annunziata, San Giuseppe, Anime Sante e Carmine. L’indagine scaturisce dalla denuncia di una 21enne, la giovane donna ha raccontato ai Carabinieri che nel recarsi presso la chiesa Madre, per la confessione, in più circostanze e in maniera pressante, è stata oggetto delle attenzioni sessuali da parte del parroco, all’interno della sagrestia, con baci e palpeggi. A quanto pare i militari dell’Arma , con una successiva attività investigativa, hanno riscontrato quando affermato dalla giovane. Nei prossimi giorni l’arciprete sarà ascoltato, l’interrogatorio di garanzia assistito da un legale di fiducia davanti al giudice per le indagini preliminari. L’arciprete a novembre era già stato coinvolto in un altro fatto di cronaca, denunciato dai genitori di un adolescente per una presunta aggressione. Imbarazzo e sorpresa dalla curia arcivescovile, l’Arcivescovo di Siracusa, Monsignor Salvatore Pappalardo,tramite l’ufficio stampa ha rilasciato la seguente nota: “Informato dell’arresto di padre Incardona, sono rimasto sorpreso perché ho avuto modo di conoscere in questi anni l’arciprete e la sua opera pastorale nel territorio di Augusta. Lo accompagno nella preghiera, e sono fiducioso del lavoro della magistratura che chiarirà eventuali responsabilità”. Come nel caso del Pontefice , anche ad Augusta , si apre un periodo di “sede vacante” a cui la curia dovrà dare una risposta tramite un sostituto per l’ordinaria amministrazione pastorale, fino a quando la posizione giudiziaria del prelato sarà definita. – 2013 © www.augustaonline.it

    Abusi sessuali, l’arciprete tace
    Arciprete Gaetano Incardona L’arciprete Gaetano Incardona

    Si è svolto questa mattina l’interrogatorio di garanzia dell’arciprete Gaetano Incardona, 74 anni, parroco della Chiesa Madre di Augusta, finito ai domiciliari poichè accusato di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 21 anni, reato aggravato dall’essere l’indagato ministro del culto. L’anziano sacerdote, assistito dagli avvocati Puccio Piccione e Ettore Randazzo, si è avvalso della facoltà di non rispondere, lasciando con il suo pur legittimo comportamento irrisolti tutti gli interrogativi sollevati dal suo arresto eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Augusta a seguito della denuncia presentata dalla parte offesa che ha riferito di essersi recata alla Chiesa Madre per confessarsi e che l’anziano prete, uscendo dal confessionale, si è avvicinato a lei e, quando è giunto a non più di un metro da lei, ha allungato entrambe le mani, le ha palpeggiato i seni e subito dopo ha tentato di abbracciarla e di baciarla. La ragazza, pur rimanendo sconcertata dall’atteggiamento del sacerdote, ha fatto un passo indietro e, dopo aver vanificato i tentativi del suo molestatore, si è data a precipitosa fuga, rifugiandosi nella sua abitazione dove ha raccontato quanto accaduto ai propri genitori, che l’hanno accompagnata al comando della Compagnia dei Carabinieri per presentare la denuncia. Alla domanda rivoltagli dal Gip Michele Consiglio, se intendeva protestarsi innocente o colpevole dell’infamante reato contestagli nell’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari, l’anziano arciprete non ha risposto nè con un sì nè con un no, ma si si è premurato a far scrivere nel verbale la classica frase di circostanza: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Il Gip Consiglio ha confermato la misura cautelare agli arresti domiciliari e ha restituito il fascicolo al Pubblico Ministero Antonino Nicastro affinchè svolga le ulteriori indagini non solo sulla violenza sessuale ai danni della ventunenne ma anche su eventuali altri casi verificatisi all’interno della Chiesa Madre ad opera del parroco augustano, che, alla luce del suo coinvolgimento nella vicenda sessuale. potrebbe anche anticipare il pensionamento. I difensori di don Gaetano Incardona stanno svolgendo investigazioni difensive per capire bene cosa sia successo il 20 febbraio scorso all’interno della Chiesa Madre. Dopodichè decideranno se rivolgersi al Riesame oppure no.

  • Pedofilia, cominciato il processo d’appello a Don Seppia

    Pedofilia, cominciato il processo d’appello a Don Seppia

    Pedofilia, cominciato il processo d’appello a Don Seppia

    Genova. E’ cominciato intorno alle 11 il processo a carico di don Riccardo Seppia, l’ex parroco di Sestri Ponente già condannato, in primo grado, con rito abbreviato, a 9 anni, sei mesi e 20 giorni per violenza sessuale su minori, tentata induzione alla prostituzione minorile, offerte plurime di droga e cessione di cocaina.

    Don Seppia, difeso dall’avvocato Paolo Bonanni, è arrivato nell’aula della Corte d’appello, probabilmente passando dal retro. Nella scorsa udienza l’ex parroco aveva rilasciato una dichiarazione spontanea, chiedendo perdono per il tipo di comportamento tenuto e specificando “di non aver mai concretamente messo in atto le fantasie oggetto degli sms e delle telefonate”.

    Insieme a Don Seppia, questa mattina sarà giudicato in appello anche l’ex seminarista Emanuele Alfano, condannato in primo grado a 5 anni e recentemente condannato a 8 anni dal tribunale di Palermo per induzione alla prostituzione minorile.

    A sostenere la pubblica accusa è il sostituto procuratore generale Valeria Fazio. L’inchiesta sull’ex parroco della chiesa di Santo Spirito era partita da Milano, dove i carabinieri stavano indagando su un giro di droga spacciata nelle palestre e saune frequentate soprattutto dagli omosessuali e che li portò a individuare anche don Seppia.

    A inchiodarlo vi furono le testimonianze di alcuni ragazzini che avrebbero avuto le ‘attenzioni’ dell’ex parroco, le intercettazioni, e gli sms e le chiamate con l’amico ed ex seminarista Emanuele Alfano.

    Redazione

    http://www.genova24.it/2013/03/pedofilia-cominciato-il-processo-dappello-a-don-seppia-48643/

  • Augusta, prete arrestato per molestie Un’altra giovane donna lo accusa

    Augusta, prete arrestato per molestie Un’altra giovane donna lo accusa

    02/03/2013 –
    La ragazza ieri sera è andata dai carabinieri dichiarando di essere rimasta vittima delle attenzioni del sacerdote

    di GAETANO SCARIOLO

    AUGUSTA. Ha raccontato nuovi dettagli ai carabinieri, spiegando come il sacerdote avrebbe approfittato di lei. La testimonianza non è quella dell’universitaria di 21 anni, la cui denuncia ha consentito ai militari di arrestare Gaetano Incardona, 73 anni, l’arciprete della chiesa Madre accusato di violenza sessuale. A parlare adesso è stata un’altra giovane donna che, ieri sera, accompagnata dai genitori, si è recata dai militari per svelare di essere rimasta vittima delle attenzioni del sacerdote.
    Secondo la sua ricostruzione, le molestie si sarebbero verificate oltre un anno fa, in un momento particolarmente delicato per lei. Aveva alcuni problemi di salute ed aveva varcato il portone della chiesa per pregare, trovando, in un primo momento, il conforto dell’arciprete che avrebbe provato a consolarla. Da quel che ha raccontato ai carabinieri, il settantatreenne l’avrebbe poi condotta in sagrestia e li, poi, sarebbero avvenute le molestie. Quel segreto lo avrebbe tenuto per sè, sigillato nei meandri dei suoi ricordi, ma la notizia dell’arresto dell’arciprete ha fatto riemergere dalla sua memoria quell’incubo. Ne avrebbe discusso con i genitori, che hanno deciso di accompagnarla nella caserma della Compagnia. I carabinieri, al comando del tenente Vincenzo Alfano, prima di prendere per oro colato la sua testimonianza, cercheranno dei riscontri. L’indagine, coordinata dal sostituto Antonio Nicastro, si fonda soprattutto sui filmati delle telecamere piazzate dagli investigatori nella sagrestia. Qui sono stati ripresi i palpeggiamenti del sacerdote nei confronti della ventunenne universitaria, che aveva subito le attenzioni dell’indagato qualche giorno prima, il 20 febbraio. Dopo la sua denuncia, i carabinieri hanno piazzato telecamere e cimici per verificare che le accuse della ragazza fossero vere. Oltre alle immagini, che gli inquirenti ritengono inequivocabili, ci sarebbe anche la voce del sacerdote e quelle parole lascerebbero spazio a pochi dubbi. Per i militari, sia nel caso della ventunenne che dell’altra presunta vittima, c’è uno stesso modus operandi, cioè quello di avvicinare le donne per poi stringerle a sè nella sagrestia.
    Questa la ricostruzione degli investigatori ma l’arciprete della chiesa Madre, che ha trascorso la sua seconda notte ai domiciliari, potrà difendersi non appena il giudice per le indagini preliminari, Michele Consiglio, lo stesso che ha spiccato il provvedimento di arresto, disporrà l’interrogatorio di garanzia. Ci sarebbero, comunque, altre testimonianze alle quali gli inquirenti non danno molto peso, perchè prive, per il momento, di solidità; ma l’appello, specie della famiglia della vittima, è quello di non avere timore di denunciare. I carabinieri della Compagnia, guidata dal comandante Giuseppe Musto, stanno compiendo nuovi accertamenti per blindare la loro inchiesta, mentre in città c’è ancora sgomento per il terremoto giudiziario che si è abbattuto sull’arciprete della chiesa Madre e sono in molti a farsi mille domande sulla vicenda.

    http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/siracusa/dettaglio/articolo/gdsid/244634/

  • Abusi sessuali su bambini adescati all’oratorio: in cella pedofilo a Torre del Greco

    Abusi sessuali su bambini adescati all’oratorio: in cella pedofilo a Torre del Greco

    Per anni aveva abusato sessualmente di alcuni ragazzini adescati con la scusa di “avvicinarli” meglio al mondo del teatro, spesso scegliendo come “riserva di caccia” l’oratorio di una nota parrocchia cittadina. Ma alla fine una delle piccole vittime non ha retto alla tensione, e ha raccontato tutto in famiglia.

    Così, dopo una delicatissima indagine, è finito in cella L. C., accusato di violenza sessuale ai danni di almeno due minorenni. E le indagini proseguono per verificare se l’uomo possa aver intrappolato nella sua rete anche altri ragazzini. Le manette, per il pedofilo, sono scattate mercoledì. A serrargliele ai polsi, gli uomini della squadra mobile della Questura di Napoli, in applicazione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal sostituto procuratore Francesco Vittorio De Tommasi della procura di Torre Annunziata e firmata dal gip Giovanni De Angelis.

    Ieri, nel carcere di Poggioreale, l’interrogatorio di garanzia per l’indagato che davanti ai magistrati ha vuotato il sacco, confessando le proprie responsabilità rispetto alle accuse contestate. Per lui, al termine dell’interrogatorio, la difesa ha chiesto l’attenuazione della misura cautelare e, quantomeno, la concessione degli arresti domiciliari, in considerazione della “pericolosità” dell’ambiente carcerario per la sicurezza di quanti vengano reclusi per accuse di pedofilia. La riserva sulla richiesta verrà sciolta nei prossimi giorni.

    Secondo le indagini della polizia, l’uomo che svolgeva anche l’attività di regista teatrale adescava le sue piccole vittime anche in ambienti come l’oratorio della chiesa di Portosalvo. Inizialmente erano solo offerte di amicizia e lusinghe sulle possibilità “artistiche” della vittima di turno. Poi, almeno secondo quanto denunciato, riusciva a organizzare incontri con il ragazzino che aveva preso di mira nella propria abitazione. E qui dava sfogo alle sue particolari “voglie”. Alla base dell’arresto di mercoledì, la denuncia della famiglia di un ragazzino di circa dieci anni, che  – turbato da quanto accaduto – aveva poi raccontato tutto alla mamma. Alla donna aveva detto di come, in casa del “regista”, fosse stato spogliato, palpeggiato, poi masturbato mentre l’uomo a sua volta traeva piacere dalla cosa. Una violenza che aveva segnato profondissimamente il bambino. Era scattata la denuncia e avviate le indagini.

    I controlli avevano portato a individuare poi un secondo caso di violenza, molto simile, ai danni di un altro ragazzino. Un caso risalente a diverso tempo fa, la cui vittima è ora maggiorenne. Il materiale raccolto dagli investigatori, a giudizio della procura, era risultato sufficiente a costruire un “castello accusatorio” abbastanza solido e stabile da poter richiedere una misura cautelare a carico dell´uomo. Così era scattata la richiesta del pm, basata soprattutto sul timore di una eventuale reiterazione del reato a danno di altre possibili vittime. E il gip ha concordato in pieno. Così è scattato l´arresto. Ieri, durante l´interrogatorio in carcere, L.C. non ha potuto smentire i fatti e ha confessato, dicendosi pentito.

    Ora si lavora per individuare altri possibili vittime. Gli investigatori si preparano a raccogliere qualsiasi notizia utile in merito dovesse arrivare da chi, eventualmente, in passato fosse stato “avvicinato” dall´uomo nell´ambito di simili contesti, e ora trovasse il coraggio di raccontare la propria storia.

    http://www.metropolisweb.it/Notizie/Torrese/Cronaca/abusi_sessuali_bambini_adescati_oratorio_cella_pedofilo_torre_greco.aspx