Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Don Luciano rimane prete nonostante la condanna per pedofilia

    Don Luciano rimane prete nonostante la condanna per pedofilia

    Il Vaticano ha deciso, sarà il tribunale canonico a giudicare l’ex parroco di

    Don Luciano Massaferro evita la riduzione allo stato laicale, almeno per ora. Le autorità vaticane hanno deciso che il parroco di San Vincenzo e San Giovanni dovrà essere sottoposto a un processo canonico per valutare eventuali sanzioni nei suoi confronti. Il provvedimento è stato firmato da Benedetto XVI negli ultimi giorni del suo pontificato, ma è arrivato a conoscenza della curia albenganese solo la scorsa settimana. A presiedere il collegio giudicante sarà monsignor Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova.

    Il ricorso alla giustizia religiosa rappresenta una prima vittoria per il vescovo Mario Olivieri, che si era opposto all’ipotesi di “spretare” don Massaferro senza passare attraverso il giudizio canonico. Questo provvedimento è previsto per i crimini più gravi, quando il Vaticano si allinea alle sentenze dei tribunali penali italiani perché le considera esaustive e corrette. In questo caso, evidentemente, i vertici cattolici hanno ritenuto necessario un ulteriore approfondimento rispetto alle verifiche compiute dai magistrati del tribunale di Savona, della corte d’Appello di Genova e della Corte di Cassazione a Roma.

    Lo scorso luglio, l’ultimo grado del sistema giudiziario italiano ha confermato la condanna a sette anni e otto mesi di reclusione per il sacerdote alassino. Don Massaferro è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale ai danni di una chierichetta undicenne nell’estate del 2009. In base al verdetto, il prete ha abusato della bambina (ora quindicenne) in tre distinte occasioni. A pesare sull’esito del processo sono stati anche i tentativi di bloccare la segnalazione della vicenda alle forze dell’ordine, effettuati nell’autunno del 2009 sia dall’imputato sia da un’amica, attraverso conversazioni con la piccola e i suoi familiari.

    Purtroppo per il parroco, però, la denuncia era già stata inoltrata agli investigatori dai medici che avevano visitato la bimba dopo i primi segnali di insofferenza psicologica. Le indagini della polizia hanno confermato la tesi accusatoria e la vittima ha ribadito la versione iniziale durante l’incidente probatorio.

    Nei mesi scorsi, gli avvocati del pedofilo hanno presentato ricorso alla corte europea di Strasburgo, sostenendo che il parroco è stato vittima di un caso di malagiustizia. Se il tribunale internazionale per i diritti dell’uomo accogliesse l’istanza del religioso, si aprirebbe la strada per la ripetizione del processo penale.

    Nel frattempo si svolgerà a Genova il procedimento canonico per decidere se allontanare o meno don Massaferro dall’attività religiosa. Come nelle aule giudiziarie di Savona, Genova e Roma, la difesa dell’imputato punterà sull’assenza di elementi probatori oltre alla testimonianza della bambina, considerata inattendibile dai legali del sacerdote.

  • Roma. Suora 40enne rinviata a giudizio per pedofilia, Di origine asiatica. Vittime fratellini di 4 anni in asilo

    Roma. Suora 40enne rinviata a giudizio per pedofilia, Di origine asiatica. Vittime fratellini di 4 anni in asilo

    La vicenda avvenne in un asilo all’Aurelio Denuncia dei genitori

    ROMA – Attenzioni morbose a sfondo sessuale sui bambini, ma anche punizioni per ottenerne il silenzio. A commetterli, secondo la procura di Roma che ne ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio, una insospettabile suora che fino a un paio di anni fa era in servizio in un asilo nel quartiere Aurelio. Una religiosa che avrebbe molestato e punito i suoi alunni.

    Vittime due fratellini di 4 anni, l’ultimo caso di pedofilia con sfondo religioso a finire sulle scrivanie dei magistrati di piazzale Clodio. Un caso delicato che, in base alla ricostruzione degli inquirenti, vedrebbe protagonista appunto una suora quarantenne di origine asiatica trasferita da tempo in un altro istituto. La donna a luglio dovrà difendersi in aula, davanti ai giudici della IV sezione collegiale del tribunale di Roma dalla terribile accusa di violenza sessuale e maltrattamenti sui bambini che le venivano affidati.

    LE MOLESTIE
    In particolare due gemelli di 4 anni, solo all’apparenza finiti nelle grazie della suora. Secondo la ricostruzione del pm Silvia Santucci e del procuratore aggiunto Maria Monteleone, le finalità della religiosa erano altre, come avrebbero confermato i due fratellini durante un delicatissimo incidente probatorio. Nei giorni scorsi il gip Maurizio Caivano ha disposto il rinvio a giudizio della religiosa che non ha mai voluto difendersi dalle accuse, tanto da non lasciarsi interrogare. L’inchiesta è stata aperta dopo la denuncia dei genitori dei piccoli, due operai che allertati proprio dai comportamenti dei bambini hanno cominciato ad indagare.

  • IL FRATE Intanto

    IL FRATE Intanto

    IL FRATE Intanto, a luglio si aprirà davanti al tribunale di Roma il processo sempre per violenza sessuale a carico di un frate francescano che per dieci anni avrebbe circuito per i suoi sfoghi un ragazzino ciociaro che gli veniva affidato per le vacanze estive dai genitori. La vittima, che si è convinta a denunciare all’età di 25 anni, aveva subito le attenzione del religioso Vito B., all’epoca in servizio nella basilica di Sant’Alessio all’Aventino. «Mi ha rubato l’adolescenza», si è disperato poi quando ha cominciato a prendere consapevolezza degli abusi subiti. Tanto da decidersi a rivolgersi alla procura solo dopo aver tentato il suicidio.

  • Abusi su bimbo, don Vito verso il processo

    Abusi su bimbo, don Vito verso il processo

    Genova – Dieci anni di orrori, di abusi inflitti a un bambino divenuto adulto e oggi incapace di cancellare quell’incubo, di rimarginare quella ferita dell’anima.

    È l’accusa per cui la procura della Repubblica di Roma intende chiedere il processo nei confronti di padre Vito Beatrice, frate ex fondatore e responsabile del centro culturale all’interno del Collegio degli Emiliani di Nervi dove, secondo l’accusa, all’insaputa dei vertici della struttura, si sarebbero ripetute le violenze su un ragazzino romano cominciate anni prima nella Capitale.

    Violenza sessuale continuata e aggravata, compiuta «abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima»: questa l’ipotesi formulata dal pm Silvia Santucci a conclusione delle indagini preliminari iniziate nel 2010, dopo che il ragazzo molestato tentò di togliersi la vita gettandosi in un fiume. Nei giorni scorsi il magistrato romano ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta al religioso che oggi vive a Torino, ospite dei padri somaschi, in una stanza già perquisita dai carabinieri e nella quale gli inquirenti trovarono foto e video riguardanti un ragazzino in atteggiamenti osceni.

    «Filmò e documentò molti dei nostri incontri» ha rivelato il giovane vittima dei presunti abusi che oramai ha 27 anni ma non riesce a dimenticare quel che gli è stato fatto. Tanto che la storia è venuta alla luce dopo un tentativo di suicidio, un anno fa, quando il giovane, 26 anni, tentò il suicidio gettandosi in un fiume per poi raccontare la storia al suo salvatore. «La prima volta che padre Beatrice mi toccò avevo solo 8 anni. Lui 41. Ho subìto per dieci anni. Poi è finita, ma non ho mai avuto il coraggio di parlare di questa storia con nessuno, almeno fino a quando quel carabiniere non mi a riportato a galla e mi ha salvato la vita».

  • La strategia delle diocesi è sempre la stessa: prendersela con chi denuncia

    La strategia delle diocesi è sempre la stessa: prendersela con chi denuncia

    In aula il confronto tra periti. Per la difesa, il ragazzo ha disagi psichici e non sarebbe attendibile

    PADOVA — Dubbi sull’attendibilità del ragazzo che dice di aver subito abusi dall’ex rettore del Seminario minore di Rubano, don Gino Temporin. A sollevarli sono gli avvocati della difesa del sacerdote che, nella prossima udienza, punteranno il dito sui problemi psicologici del giovane, già in cura presso alcune strutture psichiatriche. E intanto si allarga il fronte di chi difende l’imputato.A cominciare da don Giovanni Bortignon, che da ottobre dirige il seminario. «Ci metterei la mano sul fuoco…», dice. E intanto si dice certo che il suo predecessore, rinviato a giudizio per violenza sessuale sul seminarista all’epoca tredicenne, saprà dimostrare la sua innocenza. Non crede alla testimonianza del ragazzo, che oggi ha 22 anni e che ha raccontato ai giudici quanto successo nel 2004: carezze nelle parti intime, un rapporto sessuale completo e la promessa di non dire niente, eseguita «su una Madonnina in legno». La notizia del processo si è diffusa proprio nel giorno delle «Seminariadi », la maratona di sport ospitata giovedì a Padova per festeggiare i novant’anni del suo Seminario minore.

    L’evento ha richiamato oltre 300 giovani: «È stata una coincidenza sfortunata» ammette don Bortignon. «Ai ragazzi non abbiamo detto niente, per non rovinare questa giornata di festa. E non so ancora quali parole userò per dirglielo». Negli ultimi mesi, i prelati del Seminario hanno seguito gli sviluppi dell’inchiesta con trepidazione. «Pregavamo che la vicendanon uscisse sulla stampa, perché è assolutamente infondata. DonGino sta soffrendo ingiustamente e gli siamo sempre stati vicini: in 17 anni di rettorato ha visto passare centinaia di ragazzi, e non ha mai ricevuto nessuna accusa». Don Temporin non presta più servizio in Seminario: «A ottobre l’abbiamo invitato a messa per salutarlo e ringraziarlo, poi non è più venuto. Ora continua a svolgere il suo ministero partecipando a conferenze e incontri di preghiera».

    Don Bortignon, che domenica incontrerà i genitori dei ragazzi in Seminario, rivolge anche un pensiero all’accusatore: «Non so perché si sia inventato questa storia. Spero che non si renda conto della sofferenza che ha arrecato a un prete, mettendo in dubbio la sua integritàmorale ». Anche i seminaristi si schierano in difesa di don Gino: «Se fosse vero mi cadrebbe unmito – dice Giacomo -. Don Gino è una persona devota, semplice e studiosa. Spero che questa vicenda non influenzi la vocazione, che rimane una scelta personale». «Conosco don Gino dalla quarta elementare – aggiunge Paolo, 20 anni – chi lo accusa ha certamente inventato tutto, magari per ripagare un contrasto avuto con don Gino».

    Dal punto di vista giudiziario la tappa fondamentale sarà l’udienza fissata per giugno, quando parleranno i consulenti psichiatrici chiamati a verificare l’attendibilità del ragazzo. Secondo l’accusa delpmMaria Ignazia D’Arpa e stando alle tesi della parte civile, l’ex seminarista è credibile. Parere contestato dalla difesa di don Temporin, che con l’avvocato Paolo Marson intende verificare le capacità psichiche del giovane, che ha ammesso di essere in cura a Cernusco sul Naviglio, dopo che nel 2008 erano iniziati i ricoveri in strutture psichiatriche (prima a Teolo, poi ad Appiano Gentile). La prossima udienza sarà una tappa fondamentale perché il processo si basa solo sulle dichiarazioni delle due parti: le intercettazioni ambientali e il sequestro di pc e materiale cartaceo disposto dalla Squadra Mobile, avrebbero portato a poco.

    Alessandro Macciò
    Nicola Munaro
    10 maggio 2013

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/10-maggio-2013/don-gino-dubbi-vittima-2121067436062.shtml

  • Rettore accusato di abusi su 13enne. Fece giurare silenzio su madonnina

    Rettore accusato di abusi su 13enne. Fece giurare silenzio su madonnina

    Pedofilia in seminario sul figlio 13enne di un avvocato: processo all’ex rettore
    Don Temporin lo avrebbe costretto a giurare su una madonnina
    di mantenere il silenzio. La Diocesi: “Per noi nessun sospetto”

    PADOVA – L’ex rettore del Seminario vescovile di Padova ha visto, dopo nove anni, davanti ai giudici del Tribunale, l’ex allievo che lo accusa di pedofilia. Una presunta violenza carnale che secondo l’accusa sarebbe avvenuta nel 2004 in condizioni di “inferiorità fisicopsichica”. Il ragazzo aveva tredici anni. Adesso ne ha ventidue. È figlio di un noto avvocato della provincia di Venezia.

    Don Gino Temporin, sessantaseienne, era in aula per la prima udienza. Il pubblico ministero Maria D’Arpa accusa il sacerdote di avere intimato al tredicenne il “silenzio su quanto stava per accadere mediante giuramento su una Madonnina di legno”. E il silenzio significava non rivelare una violenza carnale completa.

    Il giovane ha lasciato il Seminario di Padova dopo la quinta ginnasio. La sua “inferiorità fisicopsichica” è emersa del tutto nel 2008. In quell’anno sono iniziati i ricoveri in una struttura psichiatrica di Teolo (Padova), e poi ad Appiano Gentile (Como). È stato all’inizio del 2009, durante una seduta con una psichiatra, che il giovane ha raccontato della presunta violenza carnale subita in seminario a tredici anni. E anche di “pratiche sessuali in cui era stato coinvolto da altri seminaristi”, si legge nel capo d’imputazione. Insomma, in seminario le “pratiche sessuali” avvenivano anche tra ragazzi durante le ore del riposo.

    Era l’agosto 2004 quando don Temporin era stato scelto dal vescovo Antonio Mattiazzo nel ruolo di dirigente scolastico della scuola media paritaria del Seminario minore. In quel periodo si stavano ultimando i lavori delle nuove aule e alle medie del Seminario erano iscritti una cinquantina di alunni. I fatti contestati sarebbero accaduti proprio in quel periodo.

    “Fin dalle prime indagini il vescovo di Padova – dichiaratamente sorpreso della natura delle accuse e confermando piena fiducia nella persona e nell’operato di don Temporin – ha dato piena disponibilità agli inquirenti nella raccolta di informazioni per fugare qualsiasi dubbio potesse interessare la figura di don Temporin o dell’istituzione Seminario”, si legge in una nota della Diocesi.

    “Contestualmente il vescovo ha assunto le dovute informazioni e non ritrovando alcun sospetto di comportamento moralmente scorretto dell’allora rettore del Seminario minore lo aveva confermato nell’incarico fino al termine previsto del mandato”.
    Giovedì 09 Maggio 2013 – 09:25 Ultimo aggiornamento: 19:42

    Padova, abusi in seminario Ex rettore a processo: “Mi fece giurare su madonnina”

    Pubblicato il 9 maggio 2013 11.40 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2013 16.34
    di Daniela Lauria

    L’ex rettore del seminario vescovile di Padova. Don Gino Temporin

    PADOVA – Tredici anni, tanti dubbi nella testa. Forse ha sentito la vocazione, forse una voce dall’alto lo ha portato fin dentro quel seminario degli abusi. “Mi ha fatto giurare sulla madonnina” ha raccontato sul banco dei testimoni, a distanza di quasi dieci anni. E ha puntato il dito contro Don Gino Temporin, 67 anni, ex rettore del Seminario vescovile di Padova, quello che lo aveva accolto appena adolescente e in cerca di risposte su quel cammino spirituale, brutalmente interrotto.

    Don Gino Temporin è stato per questo rinviato a giudizio per pedofilia e violenza sessuale nei confronti di quel ragazzino, ormai ventiduenne. L’accusa formulata dal pm euganeo Maria D’Arpa è stata accolta dal gup. I fatti risalgono al 2004 quando il ragazzo, oggi ventiduenne, residente in provincia di Venezia, ha frequentato il seminario vescovile a Rubano, per un mese o poco più.

    L’udienza si è svolta rigorosamente a porte chiuse. Si cerca di mantenere il massimo riserbo su un caso così delicato, ma la sentenza, attesa per luglio, dovrà per forza di cose essere pronunciata pubblicamente. Qualunque essa sia, di colpevolezza o di assoluzione, ci dirà dove sta la verità, almeno quella processuale.

    La storia è venuta a galla quando la presunta vittima era ricoverata in un istituto in provincia di Como. La sua “diversità psicofisica” è emersa del tutto nel 2008. In quell’anno sono iniziati i ricoveri in una struttura psichiatrica di Teolo (Padova), e poi ad Appiano Gentile (Como). È stato all’inizio del 2009, durante una seduta psichiatrica, che il giovane ha raccontato della presunta violenza carnale subita in seminario a tredici anni. E anche di “pratiche sessuali in cui era stato coinvolto da altri seminaristi“, si legge nel capo d’imputazione. In seminario, secondo i suoi racconti, le “pratiche sessuali” avvenivano anche tra ragazzi durante la notte.

    Ai medici che lo aiutavano a superare il difficile momento, il giovane aveva raccontato che quando aveva 13 anni monsignor Temporin, rettore del seminario minore di Padova, aveva abusato di lui con carezze nelle parti intime, obbligandolo in un caso a subire anche un rapporto sessuale completo.

    Era l’agosto 2004 quando don Temporin era stato scelto dal vescovo Antonio Mattiazzo nel ruolo di dirigente scolastico della scuola media paritaria del Seminario minore. In quel periodo si stavano ultimando i lavori delle nuove aule e alle medie del Seminario erano iscritti una cinquantina di alunni. I fatti contestati sarebbero accaduti proprio in quel periodo.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/padova-abusi-seminario-ex-rettore-processo-mi-fece-giurare-madonnina-1555427/

  • Padova, abusi nel seminario minore Il rettore finisce a processo

    Padova, abusi nel seminario minore Il rettore finisce a processo

    PADOVA – Tredici anni e i primi dubbi sul futuro: nel suo caso, su una chiamata di Dio a seguirlo. Così dalla provincia di Venezia quel ragazzino aveva preso la valigia e raggiunto Rubano, a pochi chilometri da Padova, perché lì – lungo la strada che collega la città del Santo con Vicenza – ha sede il seminario minore vescovile, dove i ragazzi possono frequentare la scuola media e capire un po’ di più della loro vocazione. Ma quel luogo di preghiera e formazione in cui il tredicenne, figlio di un avvocato e politico del Veneziano, cercava una risposta, si è rivelato la peggiore prigione possibile e lui, giovane seminarista, si è ritrovato vittima di chi doveva crescerlo e fargli capire la sua strada. Perché ad essere accusato di violenza sessuale e atti sessuali con minorenne è un nome noto della chiesa padovana: don Gino Temporin, 66 anni, monsignore, insegnante di filosofia morale al seminario maggiore, storico rettore del seminario minore di Rubano (incarico che ha lasciato per raggiunti limiti d’età in ottobre) e ora a processo (le udienze si stanno svolgendo a porte chiuse) con le accuse più infamanti per un uomo di Dio.

    In udienza ha deposto la vittima, che ai giudici ha ricostruito la vicenda secondo la sua denuncia, la stessa utilizzata dalla procura patavina per costruire il capo d’imputazione con cui il sacerdote è stato rinviato a giudizio. I fatti, venuti a galla quando la vittima era ricoverata in un istituto in provincia di Como (come avrebbe ammesso mattina lo stesso ragazzo) risalgono al 2004, anche se la denuncia è arrivata al quarto piano del palazzo di Giustizia di Padova solo cinque anni più tardi. Il giovane, diventato nel frattempo maggiorenne, si era confidato con un’assistente e con i medici del reparto dov’era ricoverato, dopo avere lasciato il seminario alla conclusione della V ginnasio – il secondo anno del liceo classico – e avere trascorso alcuni anni in un centro dei Colli Euganei. Ai medici che lo aiutavano a superare il difficile momento, il giovane aveva raccontato che quando aveva 13 anni monsignor Temporin, rettore del seminario minore di Padova, aveva abusato di lui con carezze nelle parti intime, obbligandolo in un caso a subire anche un rapporto sessuale completo. Scrive nel capo d’imputazione il pubblico ministero Maria Ignazia D’Arpa, titolare del fascicolo d’indagine, che don Temporin «agendo con abuso di autorità spirituale e con minaccia» avrebbe fatto giurare il silenzio al tredicenne «su quanto stava per accadere » con una promessa solenne «su una Madonnina in legno », avvertendolo sulle conseguenze a cui andava incontro se avesse raccontato le violenze subite.

    Oltretutto, si legge ancora nel capo d’accusa, il rettore del seminario avrebbe approfittato della labile condizione psichica dello studente, facendo leva sulla grande differenza d’età, sulla soggezione psicologica e sul fatto che il ragazzino «versava in condizioni psichiche debilitate, anche in ragione delle pratiche sessuali in cui era stato coinvolto da altri seminaristi, alle quali non era avvezzo». Queste pratiche, durante la sua deposizione in aula, sono tornate alla luce, aprendo uno squarcio anche su quanto accadeva tra i giovani seminaristi all’interno delle camere da letto della struttura di Rubano, nonostante – è bene chiarirlo – non ci sia su questo fronte alcun risvolto penale. Le violenze che avrebbe messo in atto monsignor Temporin, sono aggravate nell’imputazione dal fatto di avere abusato di un minore di 14 anni che gli era stato affidato per ragioni d’istruzione e formazione, e di «aver agito con abuso dei poteri e violazione dei doveri inerenti alla qualità di ministro di culto». Sarà quindi compito del tribunale collegiale di Padova, presieduto dal giudice Claudio Marassi, accertare come sono andati i fatti e cercare la verità. Intanto però l’avvocato Paolo Marson, legale del sacerdote, spiega che «don Gino Temporin prova un grande dolore per le difficoltà del ragazzo». Non c’è nessuna rabbia nel sacerdote, conferma ancora il penalista, «perché il mio assistito si sente estraneo alla vicenda. L’unica cosa che prova è un grande dolore per il ragazzo, per la sua storia e per i problemi che ha e che deve affrontare ogni giorno».

    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/9-maggio-2013/padova-abusi-seminario-rettore-finisce-processo-2121050220807.shtml

  • Sacerdote arrestato per abusi su minori: domiciliari per don Marco

    Sacerdote arrestato per abusi su minori: domiciliari per don Marco

    Il prete, coadiutore della parrocchia di Omegna, era stato arrestato il 13 aprile. Il Gip ha ora accolto la richiesta della difesa. Don Marco attende lo sviluppo delle indagini dalla casa dei genitori
    Redazione 2 maggio 2013
    Il sacerdote, coadiutore della parrocchia di Omegna, era stato arrestato lo scorso 13 aprile per violenza sessuale su minori. I fatti risalirebbero ai tempi in cui il prete prestava servizio presso la parrocchia di Castelletto Ticino.

    Da martedì 30 aprile don Marco è agli arresti domiciliari; attenderà lo sviluppo delle indagini dalla casa dei genitori, a Novara. Il Gip di Novara ha infatti accolto la richiesta della difesa di attenuare la misura cautelare.

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    In una lettera indirizzata ai fedeli, il Vescovo di Novara aveva commentato la vicenda, assicurando la massima trasparenza e la più cordiale collaborazione alla Magistratura.

    http://www.novaratoday.it/cronaca/arresti-domiciliari-prete-pedofilo-novara-don-marco-rasia.html

  • Pedofilia. Milano, prete missionario F.S. arrestato per abusi su 15enne, Religioso portoghese 39enne violentava figlia di amici

    Pedofilia. Milano, prete missionario F.S. arrestato per abusi su 15enne, Religioso portoghese 39enne violentava figlia di amici

    La ragazza è stata molestata per due anni con baci e palpeggiamenti dall’uomo, un portoghese di 39 anni che frequentava abitualmente i suoi genitori, prima di decidersi a parlarne con lo psicologo della scuola

    Un missionario portoghese di 39 anni è stato arrestato a Milano per violenza sessuale nei confronti di una quindicenne, L’uomo, F. S., vive a Milano ed era molto amico della famiglia della ragazza, che ha quindi frequentato per molti anni molestandola con baci e palpeggiamenti da quando aveva 12 anni fino ai 14 anni. La quindicenne ha confessato le molestie subite allo psicologo della sua scuola media, che poi ha allertato il preside e l’Asl.

    Il missionario è stato quindi arrestato un mese fa. La notizia è stata data solo adesso, però, perché le indagini sono proseguite non senza difficoltà, anche per l’incredulità della famiglia della vittima, che mai avrebbe pensato che il religioso, abituale frequentatore della loro casa, potesse aver commesso un tale crimine. Oltre ai genitori, la squadra ha sentito gli insegnanti e il preside della scuola media della giovane, i sacerdoti dell’oratorio frequentato, non collegato al missionario arrestato, e la ragazza stessa, in audizione protetta.

    http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/04/21/news/pedofilia_in_carcere_missionario_vittima_una_15enne_figlia_di_amici-57165193/

  • Pedofilia: arrestato un missionario a Milano. Abusava di ragazzina

    Pedofilia: arrestato un missionario a Milano. Abusava di ragazzina

    Il missionario è stato quindi arrestato un mese fa anche se la notizia è stata data solo domenica perché le indagini sono proseguite non senza difficoltà.

    Un missionario portoghese di 39 anni è stato arrestato a Milano per violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 15 anni.L’uomo, F. S., vive a Milano ed era molto amico della famiglia della ragazzina che ha quindi frequentato per molti anni, molestandola con baci e palpeggiamenti da quando aveva 12 anni fino ai 14 anni, quando la ragazza ha confessato le molestie subite allo psicologo della sua scuola media che poi ha allertato il preside e l’Asl.
    Il missionario è stato quindi arrestato un mese fa anche se la notizia è stata data solo domenica perché le indagini sono proseguite non senza difficoltà, anche per l’incredulità della famiglia della vittima che mai avrebbe pensato che il religioso, abituale frequentatore della loro casa, potesse aver commesso un tale crimine.

    http://www.milanotoday.it/cronaca/missionario-pedofilo-arrestato.html