Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • DIOCESI: TORINO, COMUNICATO DELLA CURIA SULLA CONDANNA A DON ROLLE

    DIOCESI: TORINO, COMUNICATO DELLA CURIA SULLA CONDANNA A DON ROLLE

    “Profondamente meravigliati e amareggiati per la sentenza di condanna nei confronti del sacerdote Ilario Rolle, affermiamo il nostro rispetto per il lavoro della Magistratura e nello stesso tempo abbiamo motivo per confermare La stima e fiducia nei confronti del sacerdote.

    Riconosciamo infatti il valore positivo del serio lavoro educativo svolto da anni da don Ilario a tutela dei minori e il suo impegno nel ministero pastorale”.

    Un comunicato appena diffuso dall’arcidiocesi di Torino – curia metropolitana, commenta così la condanna a tre anni e otto mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale a don Ilario Rolle, il prete di Venaria da sempre impegnato nella lotta alla pedofilia, fondatore del sito Internet Davide.it che mette a disposizione delle famiglie un filtro d’accesso al web in grado di bloccare i siti illegali e potenzialmente pericolosi per i bambini. “Nello stesso tempo – prosegue la nota dell’arcidiocesi – apprezziamo il gesto di grande sensibilità pastorale di don Ilario che, vista la sentenza, ha chiesto comunque all’Arcivescovo di essere esonerato dal servizio parrocchiale nella fiducia e nell’attesa che si faccia verità nei successivi gradi di giudizio e sia riconosciuta la sua innocenza”.

  • don Ilario Rolle, cacciatore di pedofili, condannato per pedofilia

    don Ilario Rolle, cacciatore di pedofili, condannato per pedofilia

    di Sarah Martinenghi – E´ conosciuto per il suo impegno nella lotta alla pedopornografia, è il creatore di siti internet con filtri protetti per i bambini, è uno dei preti che ha ricevuto più premi e riconoscimenti, e ha sempre detto che la sua missione è quella di «proteggere i minori». Eppure proprio da un bambino è stato messo nei guai. E ieri mattina, durante un´udienza riservatissima e a porte chiuse, è stato condannato: a don Ilario Rolle sono stati inflitti tre anni e otto mesi in abbreviato con l´accusa di «violenza sessuale». Una condanna pesantissima, che va persino oltre alle richieste fatte dalla procura.

    A emettere la sentenza è stato il giudice per l´udienza preliminare Cristiano Trevisan. Il delicato fascicolo era stato assegnato dal procuratore aggiunto Pietro Forno al sostituto Stefano Demontis, che nel corso della sua requisitoria aveva chiesto la condanna del prete a un anno e otto mesi. Ma il giudice ha ritenuto che l´episodio di cui il prete era accusato fosse grave e che non sussistesse l´ipotesi «lieve» di violenza sessuale sostenuta dalla procura, infliggendo due anni di più rispetto alla richiesta della stessa accusa, forse anche perché dal passato di don Ilario sarebbero emerse altre ombre.

    L´accusa di aver abusato di un minore non è in questo caso intesa come stupro, e non si tratta nemmeno di episodi di palpeggiamento: nel capo d´accusa contro il prete di Venaria non c´è nulla di tutto ciò anche se il reato contestato rientra nella pedofilia. Sarebbe stato «solo» un bacio a far finire don Rolle alla sbarra. Un bacio sulle labbra, però, dato a un dodicenne che frequentava l´oratorio e con cui il prete aveva un rapporto di amicizia e di affetto. E questa è stata proprio la difesa del sacerdote, assistito dall´avvocato Stefano Castrale, che si è proclamato innocente, spiegando che il bambino ha confuso un suo gesto d´affetto, scambiandolo per qualcos´altro, e per effusioni che comunque non sarebbero state così intime.

    Ma quel bambino, assistito dall´avvocato Silvia Navone, secondo l´accusa, non avrebbe avuto alcun motivo per inventarsi di aver ricevuto un bacio dal prete. Lo aveva confidato una volta tornato a casa, parlandone prima con il convivente della madre, e poi con la sua mamma. E la donna aveva deciso di sporgere denuncia in procura, solamente perché venisse accertata la verità. Il giudice ha creduto al piccolo, e oltre a condannare don Ilario Rolle, ha anche disposto una provvisionale di risarcimento alla famiglia.

    L´episodio del bacio sarebbe avvenuto un paio di anni fa, proprio nell´oratorio della parrocchia Santa Gianna Beretta Molla a Venaria Reale, in cui don Ilario è parroco. Nel corso delle indagini e del processo non sarebbero emersi altri episodi di «violenza» o altri casi di bambini abusati. La procura si è trincerata dietro il silenzio, e nessuno ha voluto commentare la condanna inflitta ieri al sacerdote. L´avvocato difensore Stefano Castrale farà senz´altro appello. Ma tre anni e otto mesi di carcere sono tanti, e l´accusa di pedofilia rischia di rovinare per sempre una vita dedicata alla lotta contro la violenza sessuale sui minori.
    (03 dicembre 2009)

    http://torino.repubblica.it/dettaglio/il-bacio-proibito-del-prete-antipedofilia/1795517

  • Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere

    Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere

    Notizia del 25/11/2009 – 11:59

    Cesenatico – Don Giacomoni finisce in carcere

    La Cassazione conferma la condanna a sei anni ed 8 mesi. Il sacerdote di Russi, arrestato nel 2006 per una brutta storia di pedofilia, è stato prelevato dalla Polizia questa mattina dal suo seminario di Forlì

    CESENATICO – La Polizia l’ha prelevato questa mattina all’alba dal suo convento forlivese, nel quale viveva dopo la condanna per violenza sessuale e pedofilia. Don Giacomoni, sacerdote di 85 anni originario di Russi, non ha opposto resistenza e si è limitato a dire: “E’ un’ingiustizia”.

    Si aprono dunque le porte del carcere per l’ex presidente dell’associazione Arcobaleno, dopo che questa mattina la Cassazione ha confermato la sentenza d’appello, che ha condannato il prete a sei anni ed 8 mesi (pena ridotta di 18 mesi rispetto al primo grado di giudizio).

  • Don Marco Redaelli, di 75 anni, il sacerdote dei Salesiani sotto accusa per violenza sessuale a una bimba di 6 anni

    Don Marco Redaelli, di 75 anni, il sacerdote dei Salesiani sotto accusa per violenza sessuale a una bimba di 6 anni

    Don Marco Redaelli, di 75 anni, il sacerdote dei Salesiani sotto accusa per violenza sessuale a una bimba di 6 anni; le udienze al tribunale di Milano riprendono con nuove testimonianze

    ARESE
    Lunedì 9 una nuova udienza per l’accusa di violenza sessuale
    IL PROCESSO A DON MARCO: PARLA LA NONNA DELLA BIMBA
    ARESE
    Riprende il processo a don Marco Redaelli , il sacerdote di 75 anni accusato di violenza sessuale nei confronti …

    06/11/09

  • Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    Don Gelmini/ Testimone conferma accuse nei confronti del sacerdote. Difesa: deposizione “generica”; parte civile: “dettagliata”

    TERNI – Si e’ concluso oggi, con l’audizione dell’ultimo testimone chiamato a deporre, l’incidente probatorio disposto dal gup del tribunale di Terni Pierluigi Panariello nell’ambito dell’udienza preliminare contro don Pierino Gelmini, accusato di violenza sessuale da alcuni ex ospiti della Comunita’ Incontro di Amelia.

    In aula, durante l’udienza a porte chiuse, e’ comparso oggi Giovanni Preziuso, figlio di Patrizia Guarino, anche lei accusata di favoreggiamento insieme al collaboratore del sacerdote Giampaolo Nicolasi.

    Il testimone era chiamato a confermare le accuse rivolte a don Pierino in merito ad alcuni tentativi di molestie che sarebbero avvenuti nel corso del 2004, quando era ancora minorenne. ”Una testimonianza contraddistinta da molti non ricordo e piuttosto generica, che non dimostra le accuse mosse a don Pierino” ha detto uno dei difensori del sacerdote, l’avvocato Lanfranco Frezza.

    Di parere opposto i legali delle parti civili: secondo l’avvocato Paola Placidi, che assiste uno degli accusatori, ”Preziuso ha fornito un racconto molto dettagliato e preciso. Il giovane – ha detto – ha confermato la sua prima versione fornita agli inquirenti, spiegando di aver poi ritrattato le accuse a causa di alcune pressioni subite dall’entourage di don Pierino”.

    Al termine dell’udienza il gup ha stabilito che il 31 marzo prossimo comincera’ la requisitoria del pm, alla quale faranno seguito quelle delle parti civili e delle difese, fissate il 13 aprile.

    Questo procedimento e’ stato inoltre integrato con un secondo procedimento che riguarda altri due ex tossicodipedenti che accusano don Pierino di violenza sessuale. L’udienza preliminare aveva preso il via nel maggio del 2008, mentre nel gennaio scorso il gup aveva accolto la richiesta del pm di concedere l’incidente probatorio per ascoltare gli accusatori di don Pierino.

  • Accusato di aver molestato una bimba e rinviato a giudizio, vive ancora in canonica

    Accusato di aver molestato una bimba e rinviato a giudizio, vive ancora in canonica

    Accusato di aver molestato una bimba e rinviato a giudizio, vive ancora in canonica

    MA IL SACERDOTE DON MARCO REDAELLI NON DOVEVA STARE LONTANO DALLA CITTÀ ?

    ARESE
    Mentre stavamo parlando con don Mario nel suo ufficio all’interno della casa parrocchiale, un sacerdote ha bussato ed è entrato …

    Durante l’intervista a don Mario, all’ufficio si è affacciato don Marco Redaelli il sacerdote sotto processo con l’accusa di violenza sessuale su una bimba. Era stato trasferito a Como per un periodo, poi la famiglia della piccola si è trasferita e lui è tornato in città.

  • Vescovo Raymond Lahey sorpreso in aroporto sul pc foto pedopornografiche. Nel 1980 era stato già denunciato da due fratellini!

    Vescovo Raymond Lahey sorpreso in aroporto sul pc foto pedopornografiche. Nel 1980 era stato già denunciato da due fratellini!

    Ci sono dei nuovi risvolti sull’arresto del Vescovo Raymond Lahey arrestato in aeroporto dopo che gli veniva effettuato un controllo, apparentemente casuale sul suo pc-portatile in cui gli agenti rinvenivano materiale pedo-pornografico.
    Per chi non avesse seguito il caso qui potrà leggere l’epilogo.
    Nel 1980 il Vescovo Lahey era prete e già aveva ricevuto accuse per possesso di materiale pedo-pornografico, ma il tutto non ebbe un seguito. La Polizia di Terranova oggi sta cercando di fare chiarezza sul possesso di foto pedo-pornografiche che il Vescovo sembra abbia avuto più di 20 anni fa in casa sua.
    L’inchiesta parte di alcuni uomini che sono stati abusati dai preti nella scuola Cristiana a St.John’s Mount quando erano bambini. Questa scuola era anche un orfanotrofio Cashel che fu al centro di un indagine di pedofilia in cui furono coinvolti anche due fratellini che raccontarono di aver visto nel 1980 a casa di Lahey delle foto pedo-pornografiche.
    Le persone che allora furono coinvolte nello scandalo dell’orfanotrofio, hanno raccontato giovedì, alla CBC News che esistono degli atti ufficiali sulle loro dichiarazioni di allora nei confronti di Raymond Lahey, ma che vennero tralasciate.
    Nel frattempo l’investigatore Paul Davis del Royal Terranova Constabulary riferisce che non appena è venuto a conoscenza delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da parte del Sig. Billy Earle (uno delle persone coinvolte negli abusi sessuali nell’orfanotrofio anni fa) si è attivato affinché vengano nuovamente visionate le dichiarazioni per determinare se ci siano riscontri o meno in quello che è stato detto venti anni fa. Davis ha aggiunto che la Polizia sta già rivedendo le registrazioni audio-video degli interrogatori fatti alle vittime e ai colpevoli riguardanti le indagini che erano state svolte per la vicenda degli abusi sessuali all’orfanotrofio Mount Cashel, comprese quelle dei due fratellini sul conto di padre Lahey, i Sig. Bille e Shane Earle.
    L’investigatore Davis dice che fino ad ora non si è trovato ancora alcuna prova a sostegno delle accuse formulate dai fratelli Earle.
    20 anni fa i due fratelli Earle testimoniarono a Terranova nel processo per violenza sessuale su minori avvenuta nell’orfanotrofio. I due fratelli sperano che oggi si possa scavare nel inchiesta che fu archiviata 20 anni fa nei confronti di Lahey. I due, quando erano ragazzini, raccontarono che Lahey allora era prete e che era diventato loro amico. I due frequentavano la casa del prete e in un occasione nell’ abitazione di Lahey i due fratellini trovarono dei cataloghi che gli erano stati spediti ( a Lahey) in cui venivano raffigurati bambini in situazioni pornografiche.
    Le indagini di allora confermarono che purtroppo i due fratellini avevano subito abusi sessuali nell’orfanotrofio Cristiano, l’indagine nei confronti dell’allora padre Raymond J. Lahey non ebbero nessun proseguo, ma oggi, alla luce di quanto è emerso il dubbio che sia stato un errore viene spontaneo. Per i due fratelli apprendere che oggi si è aperto un fascicolo a carico di Lahey, per i stessi motivi che 20 anni fa avevano fatto presente ha rievocato il dolore di quella ferita che sembrava ormai rimarginata, facendoli sprofondare nuovamente nel buio dei ricordi della loro adolescenza!
    Ora Lahey è accusato di detenzione e importazione di materiale pedo-pornografico, ma nonostante tutto è stato già rilasciato giovedì su cauzione che ammonta a 9.000 dollari!
    Potete risarcire con tutti i soldi che volete, ma nulla potrà lenire il dolore che le cicatrici di tale sofferenza lasciano a gli abusati e alla società.

  • Parroco marsalese accusato di violenza sessuale

    Parroco marsalese accusato di violenza sessuale

    Un giovane prete accusato di tentata violenza sessuale. E’ don Vito Caradonna, 35 anni, parroco della chiesa di contrada San Leonardo, nonché ex vice alla Chiesa Madre, e cappellano del carcere di piazza Castello.

    In Tribunale (presidente Renato Zichittella), il processo che vede imputato il religioso è iniziato nel maggio del 2008. A difendere Caradonna è l’avvocato Rosa Tumbarello, mentre ad assistere la presunta vittima, costituitasi parte civile, è l’avvocato Gianfranco Zarzana.

    Ieri, in aula, è stato ascoltato l’ispettore di polizia Cesare Mannino, al quale, a suo tempo (i fatti sarebbero accaduti il 10 febbraio 2005), si rivolse, in qualità di amico, il prete. E ciò per cercare di risolvere la ”querelle” con il suo accusatore (il 33enne P.L.C.), che poi fu contattato dal poliziotto. Il tentativo di riconciliazione, però, non andò a buon fine, tanto che, poi, fu presentata una denuncia ai carabinieri.

    Il poliziotto, con un certo imbarazzo, rispondendo alle domande del pm, degli avvocati e del presidente Zichittella, ha cercato di ricostruire i contorni della scabrosa vicenda, che scuote la chiesa marsalese.
    La violenza sessuale, secondo il racconto della presunta vittima, sarebbe avvenuta nella casa del prete, dove P.L.C. fu invitato «per prendere un caffè», nel quale, sempre secondo il racconto di chi ha sporto la denuncia, sarebbe stata versata qualche sostanza che lo avrebbe intontito. Sul punto, ieri, ha insistito l’avvocato di parte civile, che all’ispettore Mannino, apparso un po’ titubante, forse per l’imbarazzo che la vicenda senz’altro crea, ha contestato quanto dichiarato, in fase d’indagine, al sostituto procuratore Cristina Pigozzo.

    «Lei al pm Pigozzo – ha affermato l’avvocato Zarzana – ha detto che L.C. disse che fu invitato a casa da Caradonna, che gli offrì un caffè drogato e poi abusò di lui sessualmente».
    Mannino, poco prima, aveva detto che il prete all’epoca gli era sembrato ”preoccupato”. «Caradonna – ha, inoltre, affermato l’ispettore – mi disse che L.C. aveva chiesto soldi per chiudere la questione. Altrimenti, si finiva in Tribunale».
    Come, poi, è accaduto con la denuncia presentata alla caserma dei carabinieri. Finora il processo si era svolto a porte chiuse, ma il Tribunale ha deciso che erano venute meno le condizioni che imponevano la segretezza del dibattimento. E a porte aperte, il 10 novembre, dovrebbe essere ascoltato l’imputato.
    Antonio Pizzo

  • Martedì 22 settembre è prevista una nuova udienza per l’accusa di violenza sessuale

    Martedì 22 settembre è prevista una nuova udienza per l’accusa di violenza sessuale

    ARESE
    Martedì 22 settembre è prevista una nuova udienza per l’accusa di violenza sessuale
    RIPARTE IL PROCESSO A DON MARCO
    In programma il controinterrogatorio al padre della bimba e la testimonianza della nonna.

  • ARESE Un malore ha colpito un membro del collegio dei giudici

    ARESE Un malore ha colpito un membro del collegio dei giudici

    ARESE
    Un malore ha colpito un membro del collegio dei giudici

    RINVIATO IL PROCESSO A DON MARCO REDAELLI

    ARESE
    Rinviato il processo a don Marco Redaelli , il prete 75enne accusato di violenza sessuale verso una bambina di 6 anni. L’udienza è stata spostata a novembre per via di un malore.