Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • In vacanza sul lago di Garda, si sarebbe “toccato” più volte davanti a un bambino

    In vacanza sul lago di Garda, si sarebbe “toccato” più volte davanti a un bambino

    Parroco in perizoma, denunciato – Fabiana Marcolini

    L’avevano notato fin dal giorno del suo arrivo a Torri del Benaco, perché quel signore, per età e ruolo, forse avrebbe dovuto scegliere costumi da bagno meno vistosi.

    E invece il sacerdote di 69 anni, celebrante in una parrocchia del Padovano e in vacanza sul lago di Garda, indossava perizoma azzardati. Troppo appariscenti. Ma fin qui, si trattava di una scelta personale ancorché di dubbio gusto.

    Ma giovedì scorso, il prete è andato oltre a quella che poteva sembrare un’innocua forma di esibizionismo e ha iniziato a toccarsi, ignudo, davanti a un bimbetto che era entrato in acqua per fare il bagno. Il tutto in spiaggia, senza alcun ritegno. Una pratica interrotta solo perché sono intervenuti immediatamente il papà del piccolo e i gestori del lido. Sei giorni dopo, cioè ieri, la denuncia davanti ai carabinieri di Caprino per atti osceni in luogo pubblico.

    I fatti. Il sacerdote a Torri era arrivato nella seconda settimana di luglio – un periodo caratterizzato dal caldo soffocante anche sul lago del Garda – e fin dal primo giorno in spiaggia lo avevano notato per via di quei costumini solitamente indossati in altre età e da persone con particolare prestanza fisica. Sta di fatto che comunque lui, a un passo dai settant’anni, in spiaggia ci andava così, con quel costume succinto. Notato lo avevano notato tutti, magari lo tenevano anche d’occhio sta di fatto che giovedì scorso, nel tardo pomeriggio, mentre era sulla spiaggia aveva insistentemente osservato un bambino straniero, olandese per l’esattezza. Guardato con insistenza e poi quando il bimbetto è andato a fare il bagno, sotto gli occhi dei genitori, lui, il sacerdote, non ha resistito: si è denudato, è entrato in acqua e ha iniziato a toccarsi senza alcun ritegno, Davanti a tutti ma soprattutto davanti a quel bimbo. Senza alcun freno, nonostante la presenza di altra gente in spiaggia, la pratica è stata interrotta dall’intervento del padre del bambino e dei gestori del lido. Ora la denuncia ma non è escluso che la magistratura possa contestargli un addebito più pesante.

    E’ già avvenuto, infatti, durante un processo celebrato davanti al collegio Bertezzolo che il pm, richiamando un recente orientamento della Corte di Cassazione secondo cui la violenza sessuale non consiste solo nella costrizione fisica a compiere o a subire un atto ma si integra anche con la sorpresa, contestò a un uomo la violenza su minore perchè la vittima si trovò a subire una situazione che non si sarebbe mai aspettata.(26 luglio 2007)Torna indietro

  • Lago di Garda. Prete in perizoma si masturba davanti a bambino. Condannato don Armando Rizzioli

    Lago di Garda. Prete in perizoma si masturba davanti a bambino. Condannato don Armando Rizzioli

    In vacanza sul lago di Garda, si sarebbe “toccato” più volte davanti a un bambino
    Parroco in perizoma, denunciato
    Fabiana Marcolini

    L’avevano notato fin dal giorno del suo arrivo a Torri del Benaco, perché quel signore, per età e ruolo, forse avrebbe dovuto scegliere costumi da bagno meno vistosi. E invece il sacerdote di 69 anni, celebrante in una parrocchia del Padovano e in vacanza sul lago di Garda, indossava perizoma azzardati. Troppo appariscenti. Ma fin qui, si trattava di una scelta personale ancorché di dubbio gusto.

    Ma giovedì scorso, il prete è andato oltre a quella che poteva sembrare un’innocua forma di esibizionismo e ha iniziato a toccarsi, ignudo, davanti a un bimbetto che era entrato in acqua per fare il bagno. Il tutto in spiaggia, senza alcun ritegno. Una pratica interrotta solo perché sono intervenuti immediatamente il papà del piccolo e i gestori del lido. Sei giorni dopo, cioè ieri, la denuncia davanti ai carabinieri di Caprino per atti osceni in luogo pubblico.

    I fatti. Il sacerdote a Torri era arrivato nella seconda settimana di luglio – un periodo caratterizzato dal caldo soffocante anche sul lago del Garda – e fin dal primo giorno in spiaggia lo avevano notato per via di quei costumini solitamente indossati in altre età e da persone con particolare prestanza fisica. Sta di fatto che comunque lui, a un passo dai settant’anni, in spiaggia ci andava così, con quel costume succinto. Notato lo avevano notato tutti, magari lo tenevano anche d’occhio sta di fatto che giovedì scorso, nel tardo pomeriggio, mentre era sulla spiaggia aveva insistentemente osservato un bambino straniero, olandese per l’esattezza. Guardato con insistenza e poi quando il bimbetto è andato a fare il bagno, sotto gli occhi dei genitori, lui, il sacerdote, non ha resistito: si è denudato, è entrato in acqua e ha iniziato a toccarsi senza alcun ritegno, Davanti a tutti ma soprattutto davanti a quel bimbo. Senza alcun freno, nonostante la presenza di altra gente in spiaggia, la pratica è stata interrotta dall’intervento del padre del bambino e dei gestori del lido. Ora la denuncia ma non è escluso che la magistratura possa contestargli un addebito più pesante.

    E’ già avvenuto, infatti, durante un processo celebrato davanti al collegio Bertezzolo che il pm, richiamando un recente orientamento della Corte di Cassazione secondo cui la violenza sessuale non consiste solo nella costrizione fisica a compiere o a subire un atto ma si integra anche con la sorpresa, contestò a un uomo la violenza su minore perchè la vittima si trovò a subire una situazione che non si sarebbe mai aspettata.(26 luglio 2007)

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-lo…ciato/1696417/6

  • PEDOFILIA/ PRETE ARRESTATO, RAGAZZO: PORTAI LETTERA A VESCOVO ROMA

    PEDOFILIA/ PRETE ARRESTATO, RAGAZZO: PORTAI LETTERA A VESCOVO ROMA

    Roma, 19 lug. (Apcom) – “La mia ragazza mi fece fare una lettera: portala al vescovo, mi disse, in modo che poi ci pensano loro; l’ho fatto, ma non accadde nulla”.

    Così spiega uno dei ragazzi che sarebbe stato oggetto delle attenzioni morbose di don Ruggero Conti, il sacerdote arrestato per l’accusa di violenza sessuale, e per cui il riesame, oggi, ha confermato la detenzione in carcere.

    Il ragazzo, sentito nelle scorse settimane dal pm Francesco Scavo, riferisce di aver scritto la lettera un anno fa, d’estate, al rientro dalle vacanze, e di averla consegnata direttamente all’alto prelato. Sulla cui identità, però, non è sicuro. “Ho preso il motorino e gliel’ho portata. La prima volta c’era il segretario, diciamo, e non mi fidavo a dargliela in mano la lettera, e ci sono ritornato. Gli ho detto ‘Mi fissi un appuntamento quando ci posso andare di persona, a quattr’occhi, e gliela do in mano. Quando lui mi ha ricevuto l’ha letta. Mi ha detto che quelle sono accuse pesanti. ‘Sei sicuro veramente di quello che è scritto qui nella lettera?’ ha chiesto. Gli ho detto sono sicuro sì”. Il sacerdote ha risposto, secondo la ricostruzione offerta dal giovane, ‘Va bene, poi ti faremo sapere noi”.

    http://wildgreta.wordpress.com/2008/07/20/…i-smpre-saputo/

    Pedofilia/ Don Ruggero, ci scrive un ragazzo di Legnano:” Caro don Giacomo è ora di dire quello che hai sempre saputo”
    Luglio 20, 2008 at 6:10 pm (Cronaca, Pedofilia, Scandali ecclesiastici) (abusi a legnano negli anni 70, Abusi sui minori, articolo l’unità 20 luglio 08, don giacomo deve parlare, don ruggero conti, oratorio san magno legnano, Pedofilia, scuole medie Bonvesin della Riva, selva candida, una vittima scrive a wildgreta il blog)

    don Ruggero Conti

    di Wildgreta

    Oggi ho ricevuto questa importante testimonianza, che penso meriti la prima pagina. Il messaggio è integralmente quello che ho ricevuto. Non ho apportato nessuna modifica, nè censura. La battaglia contro la pedofilia si combatte con l’informazione, ma soprattutto si combatte insieme. Tutti noi possiamo contribuire a vincere questa guerra, tutti noi possiamo dare il nostro contributo affinchè si arrivi alla verità e altre vittime vengano risparmiate. Grazie a “skerianz ” per avercelo inviato.

    Messaggio ricevuto il 20 luglio 2008 su questo blog, www.wildgreta.wordpress.com

    “In merito al caso don ruggero bisognerebbe fare un passo indietro. bisognerebbe tornare nella legnano tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta. credo che il problema “Don Ruggero” affondi le sue radici in quel tempo e in quel luogo. direi; ne sono sicuro. io sono uno di quei ragazzini che hanno avuto “a che fare” con l’allora educatore Ruggero Conti. vi confesso che a legnano in molti sapevano delle tendenze del buon ruggero. sapevano delle sue attenzioni. si sapeva delle sue particolari lezioni di educazione sessuale alle scuole medie Bonvesin della Riva. si sapeva, si diceva, si mormorava. Ruggero era un punto di riferimento dell’oratorio di San Magno. la sua casa era meta di gruppi di ragazzini. i genitori si fidavano. alcuni iniziarono ad avere dei sospetti dai racconti dei loro figli. nessuno si prese la responsabilità di denunciare certi accadimenti. quello che è successo a me evito di scriverlo perché a pensarci ancora mi disgusta. per tanti anni non ho avuto il coraggio, la forza, la volontà di denunciare quel fatto e così facendo mi sento in parte responsabile di quel che Ruggero ha continuato a fare negli anni. adesso però credo che seppur in modo tardivo la mia testimonianza davanti al pm possa aprire un capito della storia importante. mi piacerebbe che altri miei vecchi amici facessero lo stesso. paolo, mauro, gigi e altri ancora. ma in particolare il mio ricordo va a Don Giacomo (nelle sedi opportune dirò anche il cognome). lui sapeva e non ha mai detto niente. Adesso ha un ruolo di tutto rispetto in Vaticano. io credo che una parte di responsabilità debba prendersela anche lui. Sapeva anche quando Ruggero da laico è diventato prete. sapeva quando Ruggero andò in missione in africa. sapeva quando ruggero diventò parroco a selva candida. Sapeva!!!! Caro Don Giacomo è arrivato il momento di dire quello che hai sempre saputo. perché Ruggero mente quando dice che che contro di lui è in atto un complotto.

    Dopo un paio di mesi, il ragazzo sarebbe stato richiamato. “C’era il segretario e mi ha detto ‘Qui la situazione è diventata pesante, dobbiamo procedere con le autorità’”. Dopo un po’ di tempo però il giovane è deluso, visto che non vengono presi provvedimenti. Un altro ragazzo poi riferisce che di pedofilia legata alla parrocchia della Natività si era già parlato in passato: “Un po’ come eco. Praticamente su alcuni muri della nostra parrocchia, chissà perché è apparsa la scritta ‘pedofilo’, circa tre o quattro anni fa. Alcuni murales. Poi sono spariti magicamente, nel senso che una settimana dopo che c’erano queste scritte, non c’erano più. Voci di una presunta pedofilia, che anche un altro ragazzo racconta ‘giravanoì: sapevamo – ha raccontato a chi indaga – che c’erano state tipo delle cose quando lui stava alla Giustiniana (alla parrocchia della Beata Vergine Immacolata, ndr) però erano tutte voci”.

    (Segue)

    PEDOFILIA/ PRETE ARRESTATO, RAGAZZO: PORTAI LETTERA A… -2-
    “Don Ruggero era persona affabile e carismatica”

    Roma, 19 lug. (Apcom) – “Io tuttora credo, credo a Gesù Cristo e tutto quanto, però dei preti non ne voglio sapere niente. Questo pareva buono. Questo pareva il top! E allora se questo è così, pensa gli altri”. E’ un racconto drammatico quello offerto da un un altro dei giovani che sarebbe stato oggetto delle attenzioni di don Ruggero Conti, 55 anni, già parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima.

    Stando a quanto accertato dagli investigatori sarebbero sette al momento gli episodi di abuso ai danni di minori che frequentavano la parrocchia della Natività, mentre altri due risulterebbero avvenuti nei confronti di ragazzi della chiesa Beata Vergine Immacolata, nella zona della Giustiniana, dove Conti era stato in precedenza. Ma in seguito agli ultimi accertamenti starebbero emergendo ulteriori casi, alcuni dei quali avvenuti più di dieci anni fa e non a Roma.

    Il sentimento di malcontento nei confronti della chiesa è comune tra la maggior parte dei ragazzi che avrebbero subito gli abusi: “Quello che è successo m’ha staccato radicalmente dalla chiesa”, afferma anche un altro. “Io ho perso totalmente fiducia nel corpo clericale e ho deciso di parlare con Dio da me stesso”, racconta un terzo giovane”. E più avanti aggiunge: “Ed inoltre – dice rivolgendosi al pm – se lei è cristiano sa che non frequentare la messa settimanale è una sofferenza unica. Immagini io a stare dieci senza la comunione, senza stare in pace con me stesso, senza una confessione di niente”.

    Il giudizio di don Ruggero, offerto da un altro giovane, è chiaro. Per qualcuno è “Un tipo molto carismatico e sensibile, uno di cui fidarsi”. Per un altro il sacerdote “era con tutti quanti una persona affabile, si ricordava subito i nomi di tutti quanti”. Ma anche una persona che “ti metteva subito a tuo agio, come se fosse una persona che conoscevi da tanto tempo”.

    Nonostante il sacerdote avesse questo carattere, i ragazzi raccontano che prestava loro particolari ‘attenzioni’. Ciò sarebbe avvenuto al termine della visione di film nella casa del sacerdote o durante i campi estivi: mentre i ragazzi dormivano nelle camerate con letti a castello, don Ruggero, incurante della presenza degli altri e aiutato dal buio, avrebbe toccato e accarezzato alcuni piccoli ospiti, ad alcuni quali faceva anche diversi regali. In alcuni casi anche il rito della confessione non avrebbe seguito la prassi prevista: “La prima domanda della confessione, dove poi si svolgeva tutta la predica, era ‘ti masturbi?’, riferisce un ragazzo.

    Un altro spiega che il sacerdote l’avrebbe attirato nella sua dimora, all’interno della canonica, dietro la promessa di soldi, cd, dvd, capi d’abbigliamento. Poi, però la scelta, di raccontare la loro verità su quanto accaduto negli anni passati: “Se fossi stato solo io colpito da questa persona, da buon cristiano avrei anche perdonato – racconta – ma visto che non sono solo io, lo faccio per tutti i bambini che stanno lì o si avvicineranno a stare lì con lui. Se vuole sapere il motivo per cui io sto qua, è perché io voglio la vera giustizia: quella divina. Lo so che lei purtroppo i miracoli non ne fa, però – dice il ragazzo rivolgendosi al pm Scavo – Non lo so, cercate, provate; i miracoli non stanno lì, stanno qua, da quanto mi è stato insegnato, perché lì c’è la giustizia, ma qua ci stanno i miracoli, e li fanno le persone”.

    «Lo odio a morte, …

    Augusto Parboni
    a.parboni@iltempo.it
    «Lo odio a morte, adesso mi posso fidare solo di me stesso, don Ruggero deve pagare per quello che ci ha fatto». A parlare è uno dei giovani che ha accusato Ruggero Conti, il parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima, di averlo costretto a subire abusi sessuali quando era minorenne.

    Un racconto fatto davanti al magistrato titolare dell’inchiesta, il pm Francesco Salvo, che indaga sulle presunte violenze sessuale che sarebbero iniziate addirittura dieci anni fa ai danni di ragazzini che frequentavano la parrocchia a Selva Candida.

    Nell’ordinanza emessa dal gip Andrea Vardaro lo scorso 30 giugno, sono contenute le dichiarazioni dei ragazzini, oggi maggiorenni, che sarebbero stati violentati mentre si trovavano nell’oratorio o nei campeggi estivi. Parole che hanno appunto convinto il giudice a emettere il provvedimento restrittivo contro don Ruggero, il quale, attraverso il suo legale, aveva chiesto di annullare l’ordinanza. Istanza che però ieri è stata respinta dal Tribunale del Riesame, che ha stabilito che il parroco deve rimanere dietro le sbarre. «Quello che è successo m’ha staccato radicalmente dalla chiesa, ho perso totalmente fiducia nel corpo clericale e ho deciso di parlare con Dio da me stesso», ha detto un giovane al pm. In base alle affermazioni dei ragazzi, mentre dormivano nelle camerate con letti a castello, don Ruggero, incurante della presenza degli altri e aiutato dal buio, avrebbe toccato e accarezzato le sue «vittime» fino a praticare ad alcuni di loro sesso orale. Ad alcuni faceva anche diversi regali. A volte anche il rito della confessione sarebbe stato poco ortodosso: «La prima domanda della confessione, dove poi si svolgeva tutta la predica, era “ti masturbi”?», ha riferito un altro ragazzo. «Dopo gli abusi non ho più rivolto parola o sguardo a un prete o a un suora, perché se questo modo di vivere la religione li rende deviati, tutti sono deviati, non uno. E allora io non mi fido più di nessuno perché quel genere di persone sono frustrate e malate».

    Secondo il racconto di un altro ragazzo, anni fa sarebbe stato anche avvertito il vescovo di quesi terribili fatti.

    20/07/2008

    Unita, L’
    “Don Ruggero, le molestie già 24 anni fa Roma, carcere confermato per il sacerdote. I ragazzi: Ci avvicinava nei campi estivi, e dopo cena…”
    Data: 20/07/2008
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    «Don Ruggero, le molestie già 24 anni fa»

    Roma, carcere confermato per il sacerdote. I ragazzi: «Ci avvicinava nei campi estivi, e dopo cena… »

    di Marcello Di Dio / Roma

    «DON RUGGERO Conti mi ha molestato ventiquattro anni fa. Mi sento in colpa per non aver denunciato prima la cosa. Forse avrei potuto impedire quanto acca-
    duto in seguito ad altre piccole vittime». Quella raccolta tre giorni fa dai carabinieri emiliani è l’ultima testimonianza contro il parroco della romana Natività di Maria Santissima, in carcere dal 30 giugno con l’accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. L’ennesimo racconto di carezze, baci e abusi. Proprio come quelli capitolini resi al pm Francesco Scavo. Nove i casi accertati sinora ma altri sono nelle mani dell’associazione La Caramella Buona onlus. Tutti parlano di approcci nei campi estivi, in oratorio ma anche durante il confessionale dopo la domanda: «Ti masturbi?». «Da allora – confessa uno dei ragazzi all’epoca dei fatti minorenne – non sono mai più entrato dentro una chiesa. Ascolto la predica di un prete e mi viene la nausea, il vomito. Penso che Dio scelga le proprie persone con la vocazione e, se la vocazione è quello, cos’è Dio? Questo pensiero mi ha tormentato per dieci anni». «La mia ragazza – spiega un altro – mi fece fare una lettera. Portala al Vescovo, mi disse, in modo che ci pensano loro. L’ho fatto ma non accadde nulla». Ieri il Tribunale del Riesame di Roma ha confermato il carcere nei confronti del sacerdote. «Abbiamo già numerose dichiarazioni di altri ragazzi di segno opposto ai racconti confusi emersi sinora» dicono i legali.
    Ventiquattro anni fa. Altra presunta molestia. A Legnano, dove don Conti, non ancora sacerdote, insegnava e faceva l’educatore nell’oratorio di San Magno. Mario, nome di fantasia, all’epoca aveva dodici anni. Alle spalle una famiglia disagiata di cui, sospetta ora, «Ruggero ha approfittato per avvicinarmi e trascinarmi verso di lui. La mia famiglia non poteva permetterselo, così pagò lui la quota per il campeggio e mi regalò un paio di scarponi». Altri ragazzi hanno spiegato che il sacerdote, «un tipo carismatico», li avrebbe attirati nella sua dimora dietro la promessa di soldi, cd, dvd e vestiti. «Organizzò una cena – ricorda Mario – Poi quella notte dormii con lui. E… ».
    Mario afferma di aver parlato degli abusi già quattro anni fa al Decano di Legnano, monsignor Galli che, secondo indiscrezioni, sarebbe stato convocato dalla Procura. Proprio com’è accaduto giorni fa a monsignor Reali, vescovo della parrocchia romana di Selva Candida. Lì in passato don Ruggero era stato infatti sospeso per un mese dalle autorità ecclesiastiche.
    Poi era tornato al suo posto e prima dell’arresto era stato nominato garante per la famiglia dal sindaco Alemanno. Alcuni blog attaccano ora don Claudio, l’altro sacerdote che lo ha denunciato. «È ora di finirla – conclude Roberto Mirabile de La Caramella Buona onlus – Dobbiamo chiederci perché tante persone erano state informate da anni e non hanno fatto nulla. Chiederemo ragione di queste responsabilità, ricordando le parole del Papa contro la pedofilia».

  • Pedofilia. Don Massimiliano Crocetti condannato a 4 anni e 4 mesi. Il vescovo lo difende

    Pedofilia. Don Massimiliano Crocetti condannato a 4 anni e 4 mesi. Il vescovo lo difende

    Per l’ex parroco di Oriolo, accusato di tentata violenza sessuale, udienza preliminare rinviata a ottobre per difetto di notifica a una delle persone offese.

    In tribunale ieri il parroco non era presente, si troverebbe in un luogo isolato in Umbria, mentre non si conosce quale sarà la strategia difensiva da parte dei suoi avvocati.

    Tra le ipotesi, c’è quella di un rito alternativo, forse il patteggiamento.

    Si costituirà parte civile, invece, la famiglia del ragazzo di Oriolo su cui il parroco avrebbe concentrato le sue attenzioni.


    Viterbo- Oriolo Romano – Tenta violenza sessuale

    Arresto del parroco, emergono altri episodi

    25 agosto 2006 – ore 8,30

    -Ha quindici anni e non sarebbe di Oriolo.

    E’ il ragazzo su cui don Massimiliano Crocetti avrebbe concentrato quelle attenzioni che martedì lo hanno portato agli arresti domiciliari. Non ci sarebbero stati fino all’intervento della polizia, contatti significativi.

    Gli investigatori tengono da tempo il sacerdote sotto controllo.

    Nel frattempo un suo compagno di studi, al Messaggero parla di una sua lettera spedita all’epoca all’allora vescovo Fiorino Tagliaferri, in ui si segnalavano episodi particolari, tali da cheidere che don Massimiliano non fosse nominato parroco. E come lui, altri suoi compagni erano a conoscenza della situazione. Il fatto che in nove anni sia stato spostato più volte da una parrocchia all’altra ella provicnia, sarebbe il segnale che qualcosa non va. 



    Un suo compagno di studi: «Conoscevamo i suoi strani comportamenti e li segnalammo alla Curia»

    «Chiedemmo di rinviarne l’ordinamento»

    Oriolo: sul prete arrestato per violenza un passato di trasferimenti

    di SIMONE CANETTIERI

    «Sì, io – come altri sacerdoti – conoscevo da tempo certi strani comportamenti di don Massimiliano. Al punto che prima che venisse ordinato sacerdote nel ’97, quando ancora era vice rettore del seminario minore di Montefiascone, scrissi insieme a loro alla Curia, retta dal vescovo di allora Fiorino Tagliaferri, affinchè rinviasse l’atto. Portando in questa lettera esempi e fatti tangibili su certe situazioni che riguardavano don Massimiliano e che ci angosciavano. Ma da quella lettera fino all’altro giorno non abbiamo mai ottenuto una risposta da parte di nessuno». A parlare, rimanendo nel più stretto anonimato, è un sacerdote coetaneo di don Massimiliano, un suo vecchio compagno di studi, ora parroco di una chiesa della Tuscia.

    Una testimonianza che non vuole essere né una sentenza nei confronti del padre di Oriolo Romano don Massimiliano Crocetti (accusato di tentata violenza su un minore del paese e ora agli arresti domiciliari), né una prova per gli inquirenti, né tantomeno un’accusa nei confronti della curia vescovile del capoluogo. Ma solo una testimonianza di chi conosce da lontano il percorso spirituale dell’attuale capo spirituale della comunità di Oriolo, un paese che ha amato e ama il suo ”don Max” e che da tre giorni è caduto nel più profondo sconcerto. Incredulo per questo arresto e per le accuse da cui è scaurito.

    Racconta ancora il sacerdote viterbese: «Alla fine Massimiliano venne ugualmente ordinato dal vescovo Tagliaferri: fu proprio uno degli ultimi e inviato ad Acquapendente; dopo due anni venne di nuovo trasferito a Cura di Vetralla come vice-parroco. Anche qui, mi risulta, ci furono alcuni episodi anomali e voci equivoche che investirono don Massimiliano, se non addirittura una denuncia. Tant’è che dopo pochi anni venne di nuovo trasferito a Oriolo Romano. Non spetta a me giudicare, ma cambiare tre parrocchie in nove anni è quantomeno singolare. E a questo punto mi viene anche il legittimo dubbio che anche l’attuale vescovo Lorenzo Chiarinelli fosse all’oscuro di tutto. Come se intorno a lui ci fosse una sorta di filtro».

  • CESENATICO – Pedofilia, chiesto rito abbreviato per don Giacomoni

    CESENATICO – Pedofilia, chiesto rito abbreviato per don Giacomoni

    Cesena, data 22.06.2007, orario 10:39.

    CESENATICO – Giancarlo Savoia, avvocato difensore di don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote di Cesenatico arrestato lo scorso 10 ottobre con l’accusa di pedofilia e sfruttamento della prostituzione ed ora ai domiciliari, ha chiesto giovedì mattina davanti al Gip Rita Chierici il rito abbreviato. Vincenzo Gallo, che assiste il rumeno Dan Joan Cilean, accusato in concorso, ha chiesto il proscioglimento da ogni ipotesi d’accusa. Assente il terzo imputato, Giuseppe Farnedi.

    Don Giuseppe Giacomoni, che ha gestito la comunità ”Arcobaleno” di Villamarina” è ritenuto come responsabile della creazione del giro di prostituzione minorile. Difeso dall’avvocato Giancarlo Savoia ha sempre respinto le accuse. Secondo la magistratura chi obbediva alle richieste a sfondo sessuale avrebbe ricevuto maggiori attenzioni all’interno della comunità.

    Il 26enne Dan Joan Cilean aveva conosciuto alcuni anni fa don Giacomoni nella struttura ”Arcobaleno” dove ci finì per reati contro il patrimonio. Difeso dall’avvocato Vincenzo Gallo, è ritenuto il braccio destro del sacerdote, con il capo d’imputazione di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. La difesa ha chiesto il proscioglimento da ogni capo d’accusa.

    Il ”commendator” Giuseppe Farnedi, noto albergatore e ristoratore, difeso dall’avvocato Roberto Roccari, è accusato di aver giovato di un rapporto sessuale a pagamento con un minore potrebbe chiedere il patteggiamento. La decisione verrà presa il prossimo 2 ottobre.

    Chiesto il rito abbreviato anche per la 55enne Denise Sansoni, coordinatrice del consultorio familiare di Cesenatico, colpevole di non aver fornito delle informazioni riservate a don Giacomoni.



    Abusi su minori, parroco di 81 anni arrestato a Forlì
    Un solo attimo di nervosismo nel tentativo di coprirsi il volto. Don Giuseppe Giacomoni, 81 anni, romagnolo, esce dalla Questura di Forlì con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e abusi sessuali ai danni di minori. Il prete degli “immigrati”, come lo chiama la gente, accusato di ricatti e violenze, assieme a Giuseppe Farnedi, 62 anni, noto ristoratore di Cesenatico, commendatore della repubblica, e a un giovane rumeno. Il sacerdote, presidente dell’associazione Arcobaleno, accreditata presso il tribunale dei minori di Bologna, invece di avviarli al recupero, avrebbe indotto i ragazzi alla prostituzione. Per chi si ribellava, un sordido ricatto. A Villa Novella, la sede dell’associazione Arcobaleno, il sacerdote avrebbe fatto prostituire alcuni giovani, organizzando gli incontri personalmente, abusando di loro. A commettere violenze anche il ristoratore. Incontri che si svolgevano negli appartamenti della comunità. I volontari dell’associazione cadono dalle nuvole. “Non so, non capisco”, ha detto il sacerdote davanti al magistrato. Poi Don Giuseppe si è chiuso in un ostinato silenzio.



    http://www.onemoreblog.org/archives/013014.html

    don Giuseppe Giacomoni
    sezione la faccia come il culo
    «Secondo indiscrezioni raccolte dai poliziotti un ragazzino di 16 anni è stato sottoposto a ripetute violenze sessuali dal prete e ceduto al «commendatore» dall’ottobre del 2005 all’agosto 2006, quando poi il ragazzo è stato finalmente allontanato dalla falsa struttura umanitaria. Sembra inoltre che il prete si recasse spesso dai carabinieri e dalla polizia per denunciare il comportamento sospetto di alcuni degli ospiti da lui accolti, fatto che, alla luce dei risultati dell’indagine, sembrerebbe confermare che la prostituzione fosse sorretta dalle minacce di allontanamento delle vittime».

    da l’Unità del 12 ottobre 2006
    Il monsignore gestiva giro di prostituzione
    di Manuela Modica

    «O vi prostituite o vi sbatto fuori e addio regolarizzazione», questa, grosso modo, la minaccia con cui venivano vessati gli ospiti dell’Associazione Arcobaleno di Villa Marina di Cesenatico. Minori, stranieri, persone indigenti accolti apparentemente per scopi umanitari ma poi sfruttati per ben altre finalità: 100 o 200 euro a prestazione «consumata» in uno degli appartamenti dell’Associazione, al sesto piano di un edificio di Gatteo Mare, o all’interno della struttura comunitaria.
    Dietro l’abito di un sacerdote si celavano così articolate dinamiche di abusi sessuali. La vicenda, emersa a seguito dell’indagine della Squadra Mobile della Questura di Forlì, ha infatti portato all’arresto di tre persone, tra cui il fondatore dell’Associazione umanitaria, don Giuseppe Giacomoni, 81 anni, parroco supplente a Ruffio. Sotto arresto anche Giuseppe Farnedi, meglio noto come «Commendator Roberto», 62 anni, proprietario di uno dei piu’ noti ristoranti della riviera di Cesenatico, e Dan Joan Cilean, romeno di 25 anni, al quale pare fosse affidato il compito di reperire gli ospiti costretti sotto minaccia alla prostituzione.
    Secondo quanto accertato dalla Questura di Forlì l’Associazione di cui don Giacomoni era oltre che il fondatore anche il presidente e il gestore era il fulcro del giro di prostituzione. Il prete, proprietario di alcuni appartamenti nella zona li aveva trasformati in case-alloggio per ospitare sotto l’egida dell’Associazione umanitaria persone in difficoltà, di nazionalità italiana o estera, donne bisognose di assistenza o detenuti agli arresti domiciliari. Una struttura accreditata al Tribunale per i minorenni di Bologna, creata per dare aiuto alle persone in stato di emarginazione sociale. Il parroco abusava sessualmente dei minori ospitati minacciati di non regolarizzare la loro permanenza in Italia e li spingeva a prostituirsi organizzando incontri con clienti che lui stesso reperiva. Secondo indiscrezioni raccolte dai poliziotti un ragazzino di 16 anni è stato sottoposto a ripetute violenze sessuali dal prete e ceduto al «commendatore» dall’ottobre del 2005 all’agosto 2006, quando poi il ragazzo è stato finalmente allontanato dalla falsa struttura umanitaria. Sembra inoltre che il prete si recasse spesso dai carabinieri e dalla polizia per denunciare il comportamento sospetto di alcuni degli ospiti da lui accolti, fatto che, alla luce dei risultati dell’indagine, sembrerebbe confermare che la prostituzione fosse sorretta dalle minacce di allontanamento delle vittime. Il Pm Alessandra Serra e il Gip Michele Leoni hanno firmato i provvedimenti di custodia cautelare in carcere. Don Giacomoni è accusato di violenza sessuale, induzione e sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Farnedi deve rispondere di violenza sessuale ai danni del ragazzo sedicenne, Cilean invece di concorso con il sacerdote nell’attività di sfruttamento dei suoi compagni di comunità.

    (12 Ottobre 2006)



    L’INCHIESTA SUGLI ORCHI
    Il sacerdote resta in carcere
    Il day after è il giorno del confronto con il magistrato: don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote arrestato per abusi sessuali su un ragazzino di 15 anni e di aver trasformato la casa d’accoglienza che gestiva in una sorta di casa d’appuntamento

    Cesenatico, 13 ottobre 2006 – Il day after è il giorno del confronto con il magistrato: don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote arrestato per abusi sessuali su un ragazzino di 15 anni e di aver trasformato la casa d’accoglienza che gestiva in una sorta di casa d’appuntamento per incontri per lo più omosessuali, è comparso ieri mattina davanti al gip di Forlì per l’udienza di convalida.

    Don Giacomoni, secondo alquni coscenti, è apparso un uomo disperato e prostrato. Qualche ora dopo era di nuovo in carcere. Non si resterà verosimilmente molto perché, vista l’età — 81 anni suonati — godrà quanto prima dei domiciliari. In ogni caso, dopo gli interrogatori di garanzia, il gip Michele Leoni — un magistrato scrittore, che salì alla ribalta rinviando Marco Pantani per frode sportiva — ha rispedito dietro le sbarre anche gli altri due implicati in questa storiaccia che ha sconvolto Cesenatico: il ristoratore Giuseppe Farnedi, al quale il sacerdote avrebbe passato l’adolescente costretto a prostituirsi (è bulgaro, da quanto si è appreso), e il muratore rumeno dan Joan Cilean, che avrebbe fatto da spalla al prete nel ricattare i malcapitati ospiti della sedicente associazione umanitaria ‘Arcobaleno’.

    Oscar Ghetti, il capo della Mobile di Forlì, intanto non molla la presa. Improbabile però che il giro si allarghi (“Altri indagati? Non mi risulta” taglia corto). I due appartamenti della casa d’accoglienza di Villamarina di Cesenatico sono stati sgomberati e passati al setaccio. Gli ospiti erano una dozzina, in gran parte stranieri. Potenzialmente sono tutti testi d’accusa. Un paio di loro tuttavia sono già stati proposti per l’espulsione. Un altro, un tunisino, il ventenne Zied Zairi, si è visto revocare gli arresti domiciliari ed è finito anche lui in carcere a Forlì.

    L’associazione ‘Arcolabaleno’ era stata fondata da don Giacomoni nel 2003 e nella casetta a due piani di Villamarina, concessa in buonafede al sacerdote da dei privati, si sono alternati in questi anni decine e decine di estracomunitari in prevalenza dei paesi dell’Est. Un continuo andirivieni. Una famigliola di albanesi (moglie, marito e un bimbo in tenera età) ultimamente conviveva addirittura nell’alloggio del prete, al sesto piano di una palazzina di Gatteo Mare.

    La Squadra Mobile adesso punta a rintracciare il maggior numero possibile degli sbandati via via accolti da don Giacomoni, specie quelli che il sacerdote ha cacciato. Perché? Forse perché non ne assecondavano i piani? A Cesenatico intanto si passa dallo sbigottimento all’incredulità. Dei ‘suoi albanesi’ don Giacomoni ne parla sempre commosso nelle sue omelie.



    http://www.newsrimini.it/?sid=43027

    Cesenatico: Blitz antipedofilia: le accuse degli inquirenti e la nota della Diocesi

    Sgomento e sconcerto nel cesenate per un presunto giro di prostituzione e pedofilia legato ad un’associazione di volontariato.
    Mercoledì mattina all’alba polizia e carabinieri hanno arrestato tre persone. Tra queste un sacerdote di 81 anni, presidente dell’associazione Arcobaleno di Cesenatico, considerato dagli inquirenti il regista delle azioni criminose.

    La Diocesi di Cesena-Sarsina ha diffuso un comunicato sulla vicenda:

    Informati dell’arresto di don Giuseppe Giacomoni, nell’ambito di un’operazione di Polizia condotta dalla Questura di Forlì, la Diocesi di Cesena-Sarsina esprime tutto il dolore e l’amarezza per le pesanti accuse che vedono coinvolto, con altre persone, il sacerdote diocesano, attualmente non impegnato come parroco.
    La Diocesi riafferma piena fiducia nella giustizia e resta in attesa di ulteriori sviluppi della vicenda. Trae motivo da questo doloroso fatto per riaffermare la propria fedeltà alle radicali esigenze del Vangelo, che chiama a servire i piccoli e gli emarginati con assoluto disinteresse e limpidezza di intenzioni.
    Comunque si siano svolti i fatti, e ovunque approdi il lavoro degli inquirenti, la Chiesa di Cesena-Sarsina esprime profonda sofferenza per il coinvolgimento di un suo sacerdote e umana vicinanza alle persone offese.

    All’apparenza “L’arcobaleno” di Villamarina di Cesenatico era un’associazione di volontariato benemerita, sempre in prima linea nell’aiutare extracomunitari in difficoltà. Tanto stimata e apprezzata, da essere accreditata presso il tribunale. Così, molti extracomunitari scarcerati e affidati ai servizi sociali, venivano assegnati proprio all’Arcobaleno. Qui però, secondo polizia e carabinieri, finivano spesso in un giro di prostituzione nel quale erano coinvolti anche minori. E a gestire il tutto, secondo gli inquirenti, sarebbe stato don Giuseppe Giacomoni, l’81enne presidente dell’associazione. Il sacerdote è stato arrestato questa mattina all’alba nella sua casa di via Firenze a Gatteo. Con lui sono finiti in manette il 25enne romeno Dan Joan Cilean, considerato il braccio destro del sacerdote, e il 62enne Giuseppe Farnedi, titolare del noto ristorante “La scogliera” di Zadina di Cesenatico. Quest’ultimo, soprannominato “Commendator Roberto”, è accusato di aver abusato e in modo continuato di un ragazzino minore di 16 anni. Le prestazioni, del costo di 100-200 euro l’una, sarebbero state pagate direttamente a don Giacomoni, che era anche il tutore legale del minore. Il sacerdote è accusato di abuso sessuale di minore, con l’aggravante di esserne l’affidatario, di induzione di minori alla prostituzione e di aver agevolato il traffico mettendo a disposizione sia la sede dell’associazione che la propria abitazione. Nel giro di prostituzione legato all’Arcobaleno, sarebbero coinvolti altri quattro uomini ed una donna, di età compresa tra i 20 e i 40 anni.
    Secondo la ricostruzione della polizia, gli extracomunitari che non accettavano di prostituirsi venivano denunciati da don Giacomoni come clandestini. Le indagini della squadra mobile di Forlì, dirette dal sostituto procuratore Alessandra Serra, sono durate dall’ottobre dello scorso anno fino al mese di agosto. Ora i tre arrestati si trovano nel carcere di Forlì in attesa di essere interrogati dal giudice per le indagini preliminari.

  • Pedofilia: a processo il parroco della giovane uccisa dalle amiche

    Pedofilia: a processo il parroco della giovane uccisa dalle amiche

    —————————————————————– NEL FOGGIANO Pedofilia: a processo il parroco della giovane uccisa dalle amiche.

    FOGGIA il parroco di Castelluccio dei Sauri, il piccolo paese “teatro” dell’incredibile morte di Nadia Roccia, la 19enne assassinata dalle sue due amiche del cuore.

    Ai giornalisti che nel marzo scorso avevano cercato di parlare con lui, aveva sempre opposto un silenzio ostile. E anche e’ scappato senza dire una parola dal palazzo di Giustizia di Foggia. Don Giorgio Mazzocato, ex parroco di Castelluccio, e’ stato rinviato a giudizio per avere abusato di dieci ragazzini quand’era parroco ad Arpi Nova, una borgata a una decina di chilometri da Foggia.

    Gli abusi, secondo l’accusa, sarebbero stati compiuti nel confessionale, in sagrestia, nell’abitazione del sacerdote e durante le gite organizzate dalla parrocchia. Fatti che risalgono al periodo compreso tra l’89 e il ’96. Don Giorgio, originario di Vedelago (Treviso), sara’ processato dal tribunale di Foggia dal 17 marzo del ’99. Fu arrestato il 2 aprile scorso con l’accusa di violenza sessuale, e dopo 20 giorni ottenne gli arresti domiciliari, nel convento di Deliceto. R. B.

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/settembre/29/Pedofilia_processo_parroco_della_giovane_co_0_98092911861.shtml

  • Foggia. Abusi nel confessionale. Condannato a 2 anni e 2 mesi don Nicolangelo Rossi, A giudizio i Salesiani

    Foggia. Abusi nel confessionale. Condannato a 2 anni e 2 mesi don Nicolangelo Rossi, A giudizio i Salesiani

    FOGGIA, sabato 12 maggio 2007 – ORE 12.37
    Avrebbe molestato bambine, arrestato sacerdote

    Avrebbe molestato alcune bambine quando si andavano a confessare da lui. Un sacerdote della parrocchia Sacro Cuore, don Nicola Rossi, 75 anni, originario della provincia di Benevento, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale. L’uomo si trova ora ai domiciliari in un istituto dei salesiani in Campania.

    L’arresto, disposto dal gip del Tribunale di Foggia Rita Curci, su richiesta del pm Vincenzo Bafundi, è stato eseguito ieri a Taranto dove il sacerdote si era trasferito da un po’ di tempo. I fatti risalirebbero al 2006. Le indagini sono partite dalla denuncia di alcune bambine che hanno raccontato di aver ricevuto attenzioni moleste dal sacerdote, durante il corso di catechismo per la prima comunione.

    Una bambina in particolare avrebbe raccontato in lacrime alla madre cosa sarebbe avvenuto nel confessionale. E’ scattata la denuncia, le indagini, poi altri casi, a lungo vagliati dagli inquirenti con il supporto di assistenti sociali. Una brutta storia. Don Nicola era molto conosciuto non solo in parrocchia ma anche nell’intera città. Sulla vicenda c’è il massimo riserbo, soprattutto in parrocchia. Una parrocchia di frontiera conosciuta proprio per il suo servizio ai minori, tanti dei quali sottratti alla strada con l’opera dell’oratorio.

    Daniela Zazzara

  • Preti pedofili: ecco come il Vaticano protegge i religiosi

    Preti pedofili: ecco come il Vaticano protegge i religiosi

    Fù Ratzinger, su indicazione di Wojtila, a ordinare di insabbiare tutte le denunce (4000 sono negli Usa). Giuseppe Nicotri è un giornalista che si occupa da anni dei casi di pedofilia tra i preti, e di come il Vaticano abbia deciso di proteggere i religiosi accusati o condannati per violenza sessuale nei confronti di minori. In questa intervista esclusiva, realizzata dalla Voce in collaborazione con MyVideos, e pubblicata in due puntate, svela tutti i retroscena e le responsabilità degli ultimi due pontefici.

    Delio Contini è un parroco di Firenze, della parrocchia di santa Maria della salute. La vicenda è emersa perchè un gruppo di cattolici fiorentini si sono “arrabbiati” dopo aver subito per decenni le attenzioni sessuali – chiamiamole così – di questo parroco, sin da quando erano bambini e bambine. In pratica, si trattava di stupro e violenza sessuale, perché quando si è minorenni, per definizione, e per legge, non si è in grado di decidere su certe cose.

    Questi tizi (il gruppo di cattolici fiorentini) si sono incontrati qualche anno fà, ed hanno scoperto che anche altri, tra di loro, avevano sentito le stesse cose. Ne hanno parlato, si sono molto arrabbiati, e hanno denunciato i fatti alla Curia fiorentina. La Curia fiorentina non ha fatto nulla. Dopo due anni di arrabbiature, il prete pedofilo è stato
    semplicemente trasferito ad un’altra parrocchia, così che andasse a fare il pedofilo da un’altra parte, ma senza un fastidio eccessivo. A questo punto, però, un gruppo di preti fiorentini si è arrabbiato, ed ha consigliato a questi fedeli di rivolgersi direttamente al Papa tramite il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.

    Io sono rimasto sbalordito, perchè avevo appena messo in rete sul mio blog Ruota Libera un documento datato 14/05/2001, firmato da Ratzinger e da Bertone, a quell’epoca rispettivamente capo e vicecapo della Congregazione per la dottrina della Chiesa (l’ex Tribunale dell’Inquisizione). In qualità di capo e vicecapo hanno diramato ai vescovi di tutto il mondo una circolare, per ordinare il silenzio sui casi di pedofilia dei religiosi pedofili; silenzio rispetto alle autorità locali, dicendo che questi casi vanno segnalati al Santo Uffizio, alla Congregazione. Su questi casi vige il segreto pontificio: vuol dire che non se ne può parlare con le autorità civili, non se ne può parlare con nessuno. Di fatto, si tratta di una sottrazione di competenze giudiziarie nei confronti degli altri stati sovrani; è una forma di omertà.

    Questo è grave: si tratta di persone che violentano minorenni. Mi sembra una cosa grave. Tanto grave che negli Stati Uniti, nel corso di un processo a cento preti pedofili a Houston, nel Texas, Ratzinger è stato imputato per reato di cospirazione contro la giustizia, perchè si è scoperto che aveva emanato questo documento (tra l’altro, è scritto chiaro e tondo, è stato emanato su indicazione del Papa di allora, il Papa polacco). Ratzinger è stato imputato negli Stati Uniti per questa cosa, e se l’è cavata solo perché, nel frattempo, è diventato Papa. E allora, la Santa Sede, cioè il Vaticano, ha chiesto il trattamento riservato ai capi di stato, che non vengono mai ritenuti responsabili penalmente di qualcosa, finché sono capi di stato. Il Papa, capo di Stato del Vaticano, è capo di Stato a vita. Il governo degli Usa ha ordinato al Tribunale di Houston di interrompere l’azione penale contro Ratzinger, che nel frattempo è diventato Papa.

    Non dimentichiamo che negli Usa i preti accusati di pedofilia sono oltre 4000, e ho letto su un sito che quelli condannati per pedofilia sono oltre 2000. Alcune parrocchie degli Usa hanno dovuto pagare più di un milione di dollari di risarcimento danni. Tanto è vero che una parrocchia, assai poco cristianamente, ha preferito dichiarare fallimento per evitare di pagare i danni. Anche questo lo trovo sbalorditivo, e non c’entra niente né col Vangelo, né col Cristianesimo. Di questi oltre 2000 preti statunitensi condannati per pedofilia, più di 200 sono scappati all’estero, perchè i vescovi statunitensi, quando venivano a sapere del prete pedofilo, anziché allentare la giustizia, o comunque starsene zitti, lo avvertivano, in modo che se la potesse squagliare. Addirittura se ne sono squagliati nelle Filippine, tra i quali almeno un prete, che non era pedofilo, ma aveva stuprato delle donne per anni. Nelle Filippine non c’è il trattato di estradizione per questi reati, per cui, questo simpatico signore, continua a fare il prete nelle Filippine.

    Di questi oltre 200 preti che sono scappati dagli Usa, per sottrarsi al carcere in seguito a condanne per pedofilia, vari si sono rifugiati in Italia. Uno di questi, un certo Henn, viveva a Roma, tranquillo e beato, e nel settembre dell’anno scorso se l’è squagliata per evitare l’estradizione nello stato dell’Arizona, dove avrebbe dovuto scontare
    qualche anno di galera. Tutto questo lo trovo molto grave, ma è ancora più grave che in Italia non ne parli nessuno. Ho visto che i telegiornali hanno parlato della vicenda fiorentina, però senza dire che questi fedeli si sono rivolti al Papa; il Papa ed il Segretario di Stato sono proprio i responsabili del segreto, e del silenzio che ha circondato il loro caso. E non solo il loro caso. Qui non si tratta di fare del sensazionalismo, si tratta di sapere se la giustizia esiste per tutti, come recita la nostra Costituzione, oppure se uno che veste l’abito talare può fare il pedofilo impunemente. Tutto ciò solleva degli interrogativi pazzeschi, enormi, che dovrebbero inquietare la stessa Chiesa, e invece vediamo che c’è una congiura del silenzio veramente stupefacente.
    Intervista realizzata da Elisa Valt con la collaborazione di Antonio Vanzillotta
    Guarda l’intervista esclusiva a Giuseppe Nicotri sul Vaticano ed i preti pedofili sul canale MyNews di MyVideos

    Fonte – la voce d’Italia

  • Scandalo-bis nella Chiesa toscana: sacerdote lascia parrocchia ad Arezzo

    Scandalo-bis nella Chiesa toscana: sacerdote lascia parrocchia ad Arezzo

    19.04.2007 Scandalo-bis nella Chiesa toscana: sacerdote lascia parrocchia ad Arezzo E’ indagato dalla procura di Arezzo per violenza sessuale, maltrattamento e abuso di metodi correzionali.

    Lo ha reso noto il vescovo monsignor Gualtiero Bassetti. Il sacerdote, in passato ex frate francescano, fino a pochi giorni fa prestava la sua opera in un istituto per minori.

    Il caso segue quello della parrocchia di Firenze 19.04.2007 (ANSA per intoscana.it).

    Un sacerdote indagato dalla procura di Arezzo per violenza sessuale, maltrattamento e abuso di metodi correzionali, ha lasciato l’incarico di parroco e gli altri servizi pastorali che svolgeva in una parrocchia della periferia della citta’ toscana. Ne da’ notizia, in un comunicato della diocesi, il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, monsignor Gualtiero Bassetti.

    Il caso segue, con caratteristiche simili, a pochi giorni di distanza quello avvenuto nella parrocchia Regina Pace di Firenze. Il sacerdote, in precedenza frate francescano, spiega la nota, d’ intesa con il vescovo ha preso la decisione di lasciare l’incarico di parroco ”al fine di difendersi con maggiore serenita’ nel procedimento penale che lo interessa e di non recare ulteriore turbamento alla comunita’ cristiana”. Sempre nella stessa nota monsignor Bassetti, impegnato a Roma nella visita ‘ad limina’ al Papa, conferma ”la piena fiducia nell’operato della magistratura, auspica che possa essere accertata al piu’ presto la verita’ dei fatti, manifesta la sua vicinanza paterna al sacerdote di cui in questi anni ha avuto modo di rilevare la generosita’ e la disponibilita”’. Il vescovo rivolge poi ”un pensiero particolare alle comunita’ parrocchiali e agli ospiti della casa di accoglienza fondata dal sacerdote dove, grazie anche al lavoro degli educatori e al sostegno delle istituzioni pubbliche, i ragazzi trovano una prospettiva di speranza e un’occasione di riscatto dalle situazioni di disagio, di emarginazione e di degrado”. (ANSA per intoscana.it). http://www.intoscana.it/intoscana/informar…&id_banner=1211http://www.fisicamente.net/index-1497.htm http://www.politicaonline.net/forum/showth…t=355235&page=5

    http://www.diocesi.arezzo.it/documenti/uffici/stampa/02_nota.pdf

    La nota ufficiale dell’ufficio stampa della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro

    Lascia la parrocchia il sacerdote

    indagato dalla Procura di Arezzo

    Il Vescovo: «La verità sia accertata al più presto»

    L’ufficio stampa della diocesi rende noto in anteprima la nota ufficiale della diocesi di

    Arezzo-Cortona-Sansepolcro che domani viene pubblicata sul settimanale diocesano

    Toscana Oggi.

    Il Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, monsignor Gualtiero Bassetti, e la diocesi hanno appreso con amarezza delle indagini che coinvolgono un sacerdote diocesano condotte dalla Procura di Arezzo.

    D’intesa con monsignor Gualtiero Bassetti, il sacerdote ha lasciato l’incarico di parroco e gli altri servizi pastorali al fine di difendersi con maggiore serenità nel procedimento penale che lo interessa e di non recare ulteriore turbamento alla comunità cristiana.

    Il Vescovo, confermando la piena fiducia nell’operato della magistratura, auspica che possa essere accertata al più presto la verità dei fatti.

    Monsignor Gualtiero Bassetti, che è impegnato a Roma nella visita “ad limina”, manifesta la sua vicinanza paterna al sacerdote di cui in questi anni ha avuto modo di rilevare la generosità e la disponibilità.

    In questi momenti un pensiero particolare viene rivolto dal Vescovo alle comunità parrocchiali e agli ospiti della casa di accoglienza fondata dal sacerdote dove, grazie anche al lavoro degli educatori e al sostegno delle istituzioni pubbliche, i ragazzi trovano una prospettiva di speranza e un’occasione di riscatto dalle situazioni di disagio, di emarginazione e di degrado.

    L’ufficio stampa

    della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
    19/06/2008 Pena di 2 ani e 8 mesi: il religioso ha ammesso le molestie
    Abusava dei ragazzini in oratorio: Condannato un altro prete pedofilo

  • Arezzo, prete indagato per violenza sessuale su minori in difficoltà

    Arezzo, prete indagato per violenza sessuale su minori in difficoltà

    Violenza sessuale: indagato parroco ex francescano 17/04/2007 – Il pm della procura di Arezzo Ersilia Spena ha indagato un ex francescano, adesso parroco in periferia ad Arezzo, per violenza sessuale, maltrattamento e abuso di metodi correzionali.

    L’ avviso di garanzia e’ stato recapitato al sacerdote contestualmente al mandato di perquisizione della comunita’ per minori difficili che il sacerdote gestisce assieme alla madre anche quest’ ultima indagata per maltrattamento e abuso di metodi correzionali che e’ stata effettuata dalla squadra mobile della questura di Arezzo.

    Secondo quanto appreso, la contestazione del reato di ‘violenza sessuale’ rubricata dal magistrato sarebbe relativa all’ aver fatto assistere minori ad atti sessuali.

    Cronache
    17 apr 11:15
    Arezzo: sacerdote indagato per molestie sessuali
    AREZZO – Dopo il caso dell’ex sacerdote fiorentino Don Lelio Cantini, accusato di violenze sessuali, un altro parroco finisce nei guai in Toscana. Ad Arezzo un prete che gestisce un centro per minori e’ finito sotto inchiesta. La squadra mobile aretina ha perquisito la sagrestia e il centro che accoglie ragazzi in difficolta’ gestito dal sacerdote assieme alla madre, anche lei indagata per maltrattamento e abuso di metodi correzionali. (Agr) http://www.corriere.it/ultima_ora/agrnews….4C-FB9773E07E34}

    Sacerdote aretino indagato per molestie sessuali
    Dopo il caso dell’abate di Farneta Pierangelo Bertagna, arrestato nel 2005 per una serie di abusi sessuali, un altro scandalo investe un religioso aretino: si tratta di un sacerdote che gestisce un centro per ragazzi in difficioltà, finito sotto inchiesta per molestie sessuali su minori.
    Del caso si sta occupando la Squadra Mobile di Arezzo, che ha perquisito la sacrestia e il centro assistenziale.
    Indagata anche la madre del parroco, che collabora con lui alla gestione dell’istituto, accusata di maltrattamenti.

    redazione@arezzonotizie.it – la redazione