Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Abusi su ragazzina, divieto di avvicinamento per seminarista

    Abusi su ragazzina, divieto di avvicinamento per seminarista

    L’uomo è addetto all’oratorio di una parrocchia nel milanese
    16 Luglio , 18:09
    (ANSA) – MILANO, 16 LUG – Per aver violentato una ragazzina di 15 anni un seminarista di 26 anni, aiuto del parroco e addetto alla gestione dell’oratorio in un comune del milanese, ha ricevuto una misura dell’obbligo di allontanamento e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla sua sua giovane vittima. In questo caso l’oratorio, la parrocchia e la scuola del paese.

    A firmare il provvedimento è stato il gip di Milano Alessandra Clemente che ha rigettato la richiesta di arresto avanzata dal pm Alessia Menegazzo. Da quanto si è saputo il seminarista, conosciuto da tutti nella zona e incaricato di seguire i ragazzini come educatore, nei mesi scorsi, approfittando delle insicurezze della ragazzina legate all’adolescenza, ha cominciato con l’invio insistente di messaggini, molti dei quali con i canali social, per poi andare oltre.

    La scoperta delle violenze e degli abusi è avvenuta dopo che la 15enne è finita in ospedale, dove è rimasta ricoverata per parecchie settimane a causa delle gravi conseguenze psicologiche e fisiche per quello che aveva subito. Lì, pian piano, la giovane vittima ha preso coraggio e ha raccontato quel che era accaduto. Immediatamente il seminarista è stato trasferito in una località lontana dall’oratorio dove gli è stata notificata la misura disposta dal giudice con le accuse di violenza sessuale aggravata e produzione di materiale pedopornografico.

    Lunedì prossimo si terrà l’interrogatorio di garanzia.

  • Sacerdote arrestato: sette i casi contestati ai danni di bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni

    Sacerdote arrestato: sette i casi contestati ai danni di bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni

    16 Luglio , 14:45
    Sono sette i bimbi di età compresa tra i 7 e gli 11 anni che sarebbero stati vittime di violenza sessuale da parte del sacerdote di 29 anni Emanuele Tempesta, arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Milano a Busto Garolfo (Milano). Ordinato nel 2019, il 29enne era al suo primo incarico.

    Nei prossimi giorni il pm di Busto Arsizio Flavia Salvatore sentirà i minori (già ascoltati in audizione protetta) con la formula dell’incidente probatorio.

  • Abusi su ‘chierichetti’ del Papa, chiesti 6 e 4 anni per imputati

    Abusi su ‘chierichetti’ del Papa, chiesti 6 e 4 anni per imputati

    Il Promotore di Giustizia vaticano Roberto Zannotti ha chiesto sei anni di reclusione per don Gabriele Martinelli, 29 anni, e quattro anni per don Enrico Radice, 71 anni, durante l’udienza che si è svolta nel Tribunale vaticano nell’ambito dei presunti abusi avvenuti nel Preseminario San Pio X, gestito dall’Opera don Folci della diocesi di Como, dei cosiddetti ‘chierichetti del Papa’. Martinelli è accusato di violenza carnale aggravata e atti di libidine aggravati mentre Radice di favoreggiamento. Un processo parallelo per gli stessi fatti è aperto anche al Tribunale di Roma. Il Preseminario, dove sarebbero avvenuti gli abusi, quando abusatore e vittima erano entrambi minorenni, è collocato a Palazzo San Carlo, a pochi metri da Casa Santa Marta, dove risiede Papa Francesco, il quale ha recentemente deciso che da settembre la struttura si sposti fuori dalle mura vaticane.

    Le richieste di condanna

    Zannotti ha chiesto 8 anni di reclusione, ridotti a 4 anni, per don Gabriele Martinelli per il reato di violenza carnale aggravata e altri 4 anni di reclusione, ridotti a 2, per atti di libidine aggravati. Quindi un totale di 6 anni di reclusione, ridotti a motivo della minore età dell’imputato all’epoca dei fatti. Il Pg ha delimitato il periodo punibile dal compimento dei 16 anni da parte di Martinelli il 9 agosto 2008 (quindi non dall’inizio delle violenze denunciate, tra il 2007 e il 2012). Secondo l’ordinamento vaticano, infatti, secondo quanto spiegato dal Promotore di Giustizia nel corso dell’udienza, non è punibile chi non ha compiuto 16 anni quando ha commesso il reato. Richiesti per l’ex Rettore del Preseminario, monsignor Radice, imputato per favoreggiamento, 4 anni di reclusione. Zannotti ha spiegato che tale reato è stato così configurato, dal momento che nell’ordinamento penale vaticano non è previsto il reato di concorso in violenza sessuale, per il quale indaga invece la Procura di Roma.

    Il procuratore: “Si è trattato di violenze, non ‘cose di ragazzi’”

    Secondo Zannotti si è trattato di veri e propri “atti di violenza” e non di “cose di ragazzi”. Una delle vittime “ha riferito di molestie di vario genere caratterizzate da un crescendo. In tutto questo contesto, Martinelli manifesta un potere che lo porta ad abusare”, ha detto il Pg. Zannotti ha ricordato le minacce che Martinelli avrebbe rivolto alla vittima, a cominciare dal ricatto di concedergli ruoli importanti nel servizio liturgico delle messe papali in cambio di favori sessuali: “Dai che poi ti faccio servire la messa al Papa”. “Mi sembra una blasfemia”, ha detto il Pm, “è più che turpe”. Il magistrato ritiene che non c’è stato consenso agli atti da parte della vittima né quando era minorenne né dopo il compimento dei 18 anni. “Non bisogna confondere il consenso con la partecipazione all’atto”. Sull’ex Rettore Radice, Zannotti ha detto che il suo comportamento è “ancora più grave” delle violenze sessuali, “sia per la carica, che per l’ostinazione di coprire fatti evidenti a tutti”. “L’intera attività di Radice dal 2009 in poi era finalizzata a coprire Martinelli”, come dimostra, secondo il pm vaticano, la lettera falsa con cui Radice voleva accorciare i tempi dell’ordinazione diaconale di Martinelli.

    Legale vittima: “È la punta dell’iceberg”

    Secondo l’avvocato di una delle vittime, Dario Imparato, la vicenda dei presunti abusi nel Preseminario San Pio X non deve essere focalizzata sull’omosessualità, ma sull’abuso di potere. Il legale ha ricostruito l’intera vicenda del suo assistito, a partire dal suo ingresso nel San Pio X nel 2006 e le presunte violenze dell’imputato don Gabriele Martinelli iniziate l’anno successivo. Secondo l’avvocato l’ottica nella quale inserire la vicenda non è “l’omosessualità di Martinelli” bensì “l’ottica del potere”, “l’esercizio violento di un soggetto potente e prepotente, che prima di soddisfare la sua libido, voleva soddisfare la sua sete di potere”. Potere proveniente da “un rapporto malsano” con il rettore don Enrico Radice, l’altro imputato del processo. In particolare, Imparato ha insistito sulla mancanza di consenso da parte della vittima., richiamando anche il movimento Me Too. E ha ricordato “il clima brutto, malsano, marcio” che, a detta di diversi testimoni, caratterizzava il Preseminario. “Questa vicenda racconta il fallimento di piccole comunità chiuse, impermeabili all’esterno”, cosa che favorisce “abusi di potere”. “È la punta di un iceberg”, ha affermato. Perciò ha chiesto la condanna di entrambi gli imputati: “Non vorrei mai pensare che Martinelli nei prossimi decenni possa fregiarsi della medaglia dell’assoluzione per fatti che questa difesa ritiene gravi. Spesso per processare un sistema, bisogna processare un singolo”.

    L’avvocato di don Radice: “Mancano le prove”

    L’avvocato di don Radice, Agnese Camilli Carissimi, ha sottolineato che “dai fatti copiosamente emersi, nulla si è evidenziato” sull’ex Rettore. La legale ha sottolineato che tutte le accuse della vittima e dell’unico testimone oculare siano partite dopo l’espulsione di quest’ultimo dal Preseminario. Ha quindi parlato di “vendetta” e ha chiesto l’assoluzione di Radice con formula piena: “Difficile immaginare una sentenza di condanna con una tale mancanza di prove”.

    https://tg24.sky.it/roma/2021/07/15/abusi-chierichetti-papa-processo

  • Enna – Rito ordinario per il sacerdote Giuseppe Rugolo

    Enna – Rito ordinario per il sacerdote Giuseppe Rugolo

    Ansa – 30 giu 21 – Enna – Rito ordinario per il sacerdote Giuseppe Rugolo, arrestato ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di minori.

    Lo annunciano gli avvocati del prete Denis Lovison e Antonino Lizio  allo scadere dei termini del rito immediato stabilito dalla Procura di Enna.

    “Abbiamo optato per l’ordinario perche questo ci darà l’opportunità  di dimostrare la nostra tesi davanti ai giudici” ci dice al telefono l’avvocato Lovison del foro di Ferrara.

    Rugolo, che era stato spostato a Ferrara dalla Diocesi di Piazza Armerina, è stato arrestato il 27 aprile di quest’anno dopo la denuncia di un ventottenne che ha raccontato alla polizia di avere subito abusi dal 2009 fino al 2013. yur

  • Pedofilia, assolto dalla Chiesa

    Pedofilia, assolto dalla Chiesa

    «La sua è stata una gravissima leggerezza, un atteggiamento gravemente imprudente. Rilevante per il diritto canonico e anche dal punto di vista etico e morale, ma vi posso assicurare che non c’è davvero nulla di penalmente rilevante».

    In questi termini aveva parlato l’avvocato Mario Zanchetti durante l’arringa difensiva del processo penale di primo grado a carico di don Mauro Galli, cinquantenne sacerdote di Cislago, per alcuni mesi nel 2012 responsabile della pastorale giovanile alla chiesa di San Pietro in Canazza prima di essere rimosso perché inseguito dall’accusa di aver abusato sessualmente nel dicembre di dieci anni fa di un quindicenne mentre esercitava nella parrocchia di Sant’Ambrogio a Rozzano.

    I fatti dicono che le affermazioni del legale sono state (quantomeno per il momento) doppiamente smentite. Primo, perché sul fronte penale, in primo grado, il Tribunale di Milano ha condannato il sacerdote, che era al suo primo incarico, a sei anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale su minore. Secondo, perché il processo dinanzi al Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo si è concluso con una sentenza dimissoria nei confronti di don Mauro. Una formula, propria del diritto canonico, in base alla quale il sacerdote è stato assolto per insufficienza di prove.

    Niente è dato a sapersi né sugli atti del processo né sulle motivazioni del procedimento svoltosi negli uffici di largo Fontana a Milano. Nella lettera con la quale il Tribunale ecclesiastico in composizione collegiale (con giudici che non fanno parte della Diocesi di Milano) ha comunicato la decisione al diretto interessato, oggi venticinquenne, si oppone il segreto d’ufficio. Aldilà dell’incongruenza tra la sentenza penale (di condanna) e quella ecclesiastica (di fatto assolutoria), potrebbe lasciare perplessa anche la scelta di non trasparenza della Chiesa nonostante si sia al cospetto di un caso di pedofilia.

    Un caso che all’epoca dei fatti l’allora vicario episcopale (e oggi arcivescovo di Milano) Mario Delpini, e l’allora responsabile dei giovani sacerdoti (e ora vescovo di Brescia), Pier Augusto Tremolada, non aprirono alcun procedimento limitandosi a trasferire il sacerdote a Legnano. Un trasferimento, decisamente poco opportuno alla luce del grave precedente, avvenuto in tutta fretta e sulle cui ragioni le autorità religiose della parrocchia legnanese sarebbero state tenute all’oscuro.

    La via del silenzio adottata dai giudici ecclesiastici? È vero che c’è stata l’abolizione del segreto pontificio per delitti canonici del tipo di quello trattato nel processo che riguarda don Galli: ma altrettanto vero che l’abolizione è stata decisa da papa Francesco con una disposizione risalente al 2019, e che, codice canonico alla mano, non ha effetto retroattivo. Salvo che ciò non sia disposto espressamente. Ma non è questo il nostro caso. A quel che è dato sapere, la fase processuale in essere è quella del grado di giudizio di appello davanti alla Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano. Che cosa sia stato deciso al momento, è top secret.

    Luca Testoni

    https://www.prealpina.it/pages/legnano-pedofilia-assolto-dalla-chiesa-251461.html

  • “Il prete violentò un quindicenne, merita 6 anni e 4 mesi”

    “Il prete violentò un quindicenne, merita 6 anni e 4 mesi”

    ROZZANO, PER L’EX PARROCO LA DIFESA CHIEDE L’ASSOLUZIONE. IL 5 LUGLIO LA SENTENZA

    di MASSIMILIANO SAGGESE

    Rozzano (Milano), 23 giugno 2021 – Sei anni e quattro mesi di carcere. Questo è quanto ha chiesto la sostituta pg Bianca Bellucci nel processo davanti alla prima sezione della Corte d’appello per don Mauro Galli, ex parroco di Rozzano, accusato di aver abusato sessualmente, nel dicembre del 2011, di un ragazzino che all’epoca aveva 15 anni. In sostanza viene chiesta la conferma di quanto emerso dalla sentenza di primo grado.

    “Le motivazioni della sentenza di primo grado sono chiare – ha detto la pg –: la sofferenza della parte lesa è stata così evidente che non c’era necessità di fare appello”. Il difensore del prelato, l’avvocato Mario Zanchetti, ha invece chiesto l’assoluzione in quanto non vi sarebbe la prova dell’atto sessuale. In subordine ha proposto la concessione delle attenuanti generiche. Udienza a porte chiuse per decisione della presidente Chiara Nobili.

    A differenza del processo di primo grado, l’udienza si è svolta a porte chiuse e fuori dall’aula la madre della vittima ha commentato: “Mio figlio vuole voltare pagina, lasciarsi tutto alle spalle. Siamo qui perché venga fatta giustizia e perché queste cose non accadano ad altri”. Come riporta il capo d’imputazione, il religioso, accusato di violenza sessuale aggravata, avrebbe abusato del ragazzo nella propria abitazione a Rozzano, dove il giovane aveva trascorso la notte “in vista delle attività di preghiera previste per il giorno successivo”. Don Galli, secondo le accuse, avrebbe approfittato delle “condizioni di inferiorità fisica e psichica” del 15enne “in relazione al divario di età, allo stato di soggezione e affidamento legato al ruolo di sacerdote, padre spirituale, educatore e insegnante del ragazzo”.

    Ora bisogna attendere la sentenza prevista per il 5 luglio. Don Mauro Galli, all’epoca sacerdote a Rozzano, fu trasferito a Legnano quando emerse lo scandalo. Il religioso venne ascoltato per la prima volta in aula il 22 maggio 2018. I fatti si sarebbero verificati il 19 dicembre 2011.

  • Esperti Onu, il Papa fermi gli abusi sui bambini

    Esperti Onu, il Papa fermi gli abusi sui bambini

    Un gruppo di esperti dei diritti umani delle Nazioni Unite hanno inviato una lettera al Papa esprimendo “grande preoccupazione” per le accuse di violenza sessuale contro i bambini nelle istituzioni cattoliche ed hanno chiesto al Pontefice di agire.

    Gli esperti, che non parlano per le Nazioni Unite ma riferiscono le loro conclusioni all’organizzazione, hanno chiesto alla “Santa Sede di prendere tutte le misure necessarie per fermare e prevenire il ripetersi di violenze e abusi sessuali contro i bambini nelle istituzioni cattoliche, garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere e le vittime risarcite”.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2021/06/21/esperti-onu-il-papa-fermi-gli-abusi-sui-bambini-_7d7d3636-99ad-4162-b612-d9b3e6bb0993.html

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webpwp-content/uploads/2026/01/il-vescovo-di-bilbao-riconosce-il-lavoro-di-el-pais-per-indagare-sulla-pedofilia-e-gli-sforzi-delle-vittime-per-denunciare.webp2018/10/07/quanti-sono-i-preti-pedofili-in-italia-dalle-proiezioni-litalia-ha-il-potenziale-piu-alto-di-qualsiasi-paese/

  • Pedofilia e Chiesa, fondo prolungato

    Pedofilia e Chiesa, fondo prolungato

    Il Fondo di riparazione creato nel 2016 dalla Chiesa cattolica svizzera per indennizzare le vittime di preti pedofili per casi caduti in prescrizione continuerà la propria attività per altri cinque anni. Lo ha comunicato la Conferenza dei vescovi svizzeri, annunciando anche novità per accedere ai risarcimenti dal primo luglio.

    Finora per presentare la richiesta di riparazione al Fondo la vittima doveva in genere rivolgersi alla propria diocesi oppure alla CECAR (la Commissione indipendente di ascolto e sostegno) attiva in Romandia. L’indennizzo poi variava a seconda degli abusi subiti e raggiungeva fino a 20’000 franchi nei casi più gravi. Una prima grande novità è che in futuro le richieste di risarcimento potranno essere avanzate da tutti i servizi di aiuto alle vittime riconosciuti dallo Stato.

    Un secondo cambiamento è che l’importo concesso non dipenderà più solo dalla gravità della violenza sessuale subita: si terrà conto anche delle conseguenze mediche, familiari, professionali e sociali subite dalla vittima. Ed è soprattutto per questa piccola rivoluzione che il Gruppo SAPEC, associazione svizzera di sostegno alle vittime, si rallegra: “D’ora in poi si metterà l’accento sul vissuto della persona, ed è questa la cosa più importante –  afferma Jacques Nuoffer, presidente del Gruppo SAPEC. Perché finalmente si riconosce che un colpo di martello non ha lo stesso effetto su una bambola di pezza e su una bambola di porcellana”

    Un’immagine molto forte che fa capire bene come due persone vittime di un’esperienza negativa simile possono subire conseguenze molto diverse. Ma il Gruppo SAPEC non è del tutto soddisfatto: “Noi cercheremo di migliorare l’informazione per aiutare più persone a uscire dal silenzio – prosegue Nuoffer, che si aspetta però uno sforzo maggiore anche dalla Chiesa: “Dovrebbe organizzare una giornata dedicata alle vittime per incitarle a denunciare. Le diocesi, i vescovi devono essere più attivi”

    Il fondo speciale finora ha versato indennizzi a 140 vittime dal 2016, quasi tutte romande. Alla luce dei cambiamenti annunciati c’è da attendersi un aumento.

    RG-Fornasier/Red. MM https://www.rsi.ch/news/svizzera/Pedofilia-e-Chiesa-fondo-prolungato-14148669.html
  • Prete arrestato: gip a Enna dispone giudizio immediato

    Prete arrestato: gip a Enna dispone giudizio immediato

    (ANSA) – ENNA, 11 GIU – Giudizio immediato per Giuseppe Rugolo, il sacerdote di Enna arrestato ai domiciliari lo scorso 27 aprile con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di minori. Lo ha disposto il Gip del Tribunale di Enna, Maria Luisa Bruno su richiesta dei pm, Stefania Leonte e Orazio Longo, al termine della indagine avviata dalla squadra mobile della questura di Enna e dopo la denuncia di un giovane.

    L’imputato è chiamato a rispondere dei reati di violenza sessuale aggravata dall’aver approfittato delle condizioni di inferiorità psichica della persona offesa sottoposta al momento del fatto a limitazioni della libertà personale, nonché per aver provocato alle giovani vittime un grave pregiudizio, nonché per aver commesso atti sessuali con minori a lui affidati per ragioni di istruzione alla religione cattolica.
    L’inizio del processo è fissato per il prossimo 7 ottobre 2021, ma l’imputato ha facoltà di chiedere un rito alternativo entro 15 giorni dalla notifica del decreto di fissazione dell’udienza.
    (ANSA).

    https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2021/06/11/prete-arrestato-gip-a-enna-dispone-giudizio-immediato_f0e30191-5c5b-41ec-b4bc-2d7021ea1878.html

  • Processo contro il cardinale Pell in Australia, dodici media sanzionati per la violazione del silenzio stampa chiesto dalla Corte

    Processo contro il cardinale Pell in Australia, dodici media sanzionati per la violazione del silenzio stampa chiesto dalla Corte

    Dodici media australiani sono stati sanzionati per aver violato il blackout mediatico del 2018 imposto dalla giustizia sul processo per pedofilia del cardinale George Pell, che poi fu assolto. Come riporta Ansa, sono stati giudicati colpevoli di 21 capi di imputazione per oltraggio alla Corte per non aver rispettato un “ordine” che imponeva ai media di non parlare del processo all’ex Prefetto dell’Economia del Vaticano, al fine di evitare di influenzare i giurati. Il cardinale, accusato di violenza sessuale su due adolescenti negli anni ’90, è stato infine assolto in appello nell’aprile 2020. I media sono stati multati per un totale di 1,1 milioni di dollari australiani (circa 700.000 euro) e dovranno pagare ulteriori 650.000 dollari per le spese legali.

    La maggior parte delle multe sono state inflitte a giornali e siti web appartenenti ai due maggiori gruppi di media australiani, News Corp di Rupert Murdoch e il suo concorrente Fairfax Media, ora di proprietà di Nine Group.

    https://www.primaonline.it/2021/06/04/325887/processo-contro-il-cardinale-pell-in-australia-dodici-media-sanzionati-per-la-violazione-del-silenzio-stampa-chiesto-dalla-corte/