Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: violenza sessuale

  • Il parroco sorpreso in auto con una bambina di 10 anni fa parte della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, ora è agli arresti per violenza sessuale aggravata

    Il parroco sorpreso in auto con una bambina di 10 anni fa parte della Diocesi Sabina-Poggio Mirteto, ora è agli arresti per violenza sessuale aggravata

    RIETI – Paolo Glaentzer di 70 anni, nato a Roma, ex monaco benedettino diventato nel 2003 amministratore di una parrocchia del vicariato di Sesto-Calenzano, sorpreso nel comune toscano nei giorni scorsi in auto con una bambina di soli 10 anni ed arrestato per abusi sessuali e pedofilia, è un sacerdote della diocesi Sabina-Poggio Mirteto, da cui formalmente dipende e dove ha preso i voti nel 1989. Diocesi dove negli anni 2000 ci fu un altro scandalo di natura sessuale.

    Nell’interrogatorio con il magistrato, il prete ha ammesso candidamente che quella non era la prima volta. Che tra lui e quella bimba c’è una «relazione affettiva» e che l’iniziativa non l’aveva presa lui. Ha assicurato anche che non ci sono mai stati rapporti completi, ma questo lo accerterà l’indagine. Dall’Arcidiocesi di Firenze, dove don Glaentzer è approdato nel 2003 in prestito dal Lazio, è già arrivata una prima condanna: sospensione immediata.

    Arrivato alla pensione (nel giugno scorso, ma gli è stata data una proroga di un mese, avrebbe dovuto officiare l’ultima messa a settembre), si stava preparando a un altro trasloco a Bagni di Lucca, dove ha comprato una casa e aveva cominciato a portare le valigie.

    E’ stato un passante a scoprirli vicino ad un supermercato di Calenzano. «La piccola aveva la maglietta tirata sù e le mutandine giù», ha raccontato un testimone. Il sacerdote ha rischiato il linciaggio ed è stato salvato dai carabinieri. Ora il prete è agli arresti domiciliari per violenza sessuale aggravata.

    https://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_parroco_violenza_sesso_poggio_mirteto_diocesi-3881106.html

  • Calenzano, il prete non va in carcere: «Pensavo avesse 15 anni…» La bimba fu già tolta ai genitori Il caso del fratello maggiore

    Calenzano, il prete non va in carcere: «Pensavo avesse 15 anni…» La bimba fu già tolta ai genitori Il caso del fratello maggiore

    di Antonella Mollica, Jacopo Storni

    Il gip del Tribunale di Prato ha respinto la richiesta di arresto avanzata dalla Procura per don Paolo Glaentzer, il sacerdote accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 11 anni. L’uomo, dunque, resta agli arresti domiciliari nella canonica di Sommaia, a Calenzano in provincia di Firenze. Il prete, lunedì sera, è stato sorpreso in auto con la bambina in una zona appartata del paese.

    «Ignoravo l’età, pensavo che avesse qualche anno in più, tipo 14, 15 anni». Così il sacerdote durante l’interrogatorio del 24 luglio davanti al pm. Il prete ha confessato anche di aver avuto incontri analoghi con la bimba «almeno altre tre volte», specificando poi che era sempre stata la piccola a prendere l’iniziativa. Il prete avrebbe potuto ancora abusare di lei, se non fosse stato sorpreso da due vicini di casa e poi bloccato dai carabinieri. Lo afferma il gip di Prato Francesco Pallini, nell’ordinanza che dispone per il 70enne la misura della custodia cautelare ai domiciliari nella sua abitazione in una frazione di Bagni di Lucca (Lucca). Per il gip nei fatti confessati si dimostra «un pervicace radicamento dell’indagato in siffatte devianti e illecite modalità di condotta».

    La circostanza secondo la quale il prete avrebbe ignorato l’età della bambina sarebbe smentita, secondo il gip, dal fatto che ha dichiarato di conoscere la famiglia da molti anni, da quando la bambina era poco più che una neonata. «Ho conosciuto questa famiglia circa dieci anni fa» avrebbe detto, «andavo una volta al mese a cena a casa loro». L’uomo ha anche affermato di aver aiutato la famiglia, gravata da problematiche sia economiche che sociali – tanto che i figli erano stati affidati ai servizi sociali -, e di aver donato loro circa settemila euro nell’arco di una decina di anni.

    Una vicenda che apre scenari inquietanti. A gennaio la procura per i minori aveva chiesto l’allontanamento dalla famiglia della bambina abusata da don Paolo. Allontanamento per lei e per gli altri due fratelli più grandi. Ma la decisione del tribunale non è arrivata. O perlomeno non è arrivata in tempo per salvarla da quel sacerdote «amico» che andava a cena a casa sua e che spesso la sera la portava in giro in auto per poi abusare di lei.

    Dall’inchiesta sul prete pedofilo arrestato lunedì sera emerge uno scenario tutt’altro che rassicurante. La famiglia della bambina era seguita fin dal 2008 dai servizi sociali di Calenzano che con cadenza quasi mensile scrivevano al tribunale per i minori per raccontare delle difficili condizioni in cui versava la famiglia. Nel 2013 un decreto del tribunale per i minori mette nero su bianco l’incapacità genitoriale della coppia e così i bambini vengono mandati in una struttura.

    Le proteste del padre di fronte a quella decisione — sosteneva di essere vittima della cattiveria dei vicini di casa che amavano parlare male di lui — avevano portato all’epoca l’assessore alla sanità Enrico Panzi a prendere una posizione pubblica per spiegare che «i bambini risiedono in una comunità protetta a spese del Comune dove vengono permesse le visite dei genitori in condizioni di controllo e tutela». Si tratta di «una misura delicata e dolorosamente necessaria» — aveva sottolineato l’assessore — le ragioni dell’intervento «non le posso spiegare ma sono basate su fatti circostanziati, oggettivi e periziati. I genitori non hanno collaborato e non escludo che possano fare un po’ di teatro raccontando fischi per fiaschi: a titolo di cronaca posso affermare che nelle motivazioni del tribunale non ci sono problemi economici di alcun tipo, nè dicerie di vicini». Aveva poi proseguito il suo intervento dicendo che tre minori in struttura costano 70 mila euro l’anno: «Non potremmo sopportare quest’onere economico se i nostri servizi non fossero più che sicuri che questa è l’unica strada possibile nell’interesse dei minori».

    Contro quella decisione del tribunale per i minori la famiglia presenterà ricorso. E nel procedimento verrà allegata anche una lettera in cui don Paolo assicura il suo sostegno a quella famiglia. Nel maggio 2016 la Corte d’Appello decide il rientro dei bambini in famiglia, confermando l’affidamento ai servizi sociali. Dopo diverse segnalazioni degli assistenti sociali la Procura per i minori di Firenze lo scorso gennaio chiede un nuovo allontanamento per i bambini. Il fascicolo viene affidato al pm Filippo Focardi. Nelle relazioni degli assistenti sociali si spiega che il padre è scarsamente collaborativo, che ha comportamenti incongrui, che è aggressivo, bugiardo e che la madre non è in grado di tutelare i figli. Nell’aprile scorso il tribunale per i minori fa un’ordinanza provvisoria dando mandato di approfondimento ai servizi sociali.

    Il resto è la cronaca degli ultimi giorni. La bambina che viene trovata da un vicino di casa appartata in auto con il prete amico di famiglia, don Paolo che non prova neppure a negare e viene arrestato per poi confessare davanti al pm di aver abusato altre volte della bambina.I vicini di casa, che con la famiglia in questione non hanno mai avuto rapporti facili raccontano di una famiglia «particolare». Di un padre aggressivo che urla spesso ai figli. Aggressivo al punto da aver aggredito una volta, in passato, anche la propria madre. Sui contorni della vicenda sta cercando adesso di fare luce l’inchiesta della pm Laura Canovai. A lei spetta il compito più difficile: quello di chiarire se vi siano responsabilità per quanto accaduto, se ci siano state omissioni o leggerezze da parte di qualcuno nel valutare la situazione familiare e soprattutto se quella violenza su una bambina di undici anni si poteva evitare.

    https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/18_luglio_27/calenzano-bimbi-tolti-genitori-lettera-don-paolo-farli-tornare-casa-5c3e4f1c-916f-11e8-80c1-f30581bf3cff.shtml

  • Prete beccato con bimba, la rabbia del papà: “Era uno di famiglia…”

    Prete beccato con bimba, la rabbia del papà: “Era uno di famiglia…”

    I genitori della bambina vittima delle molestie del prete di Calenzano (Firenze), sono sotto choc.

    Urlano di rabbia e invocano giustizia. Il papà e la mamma non possono credere che quel sacerdote che conoscono da vent’anni potesse mai abusare della loro figlia di 10 anni:“Non potevamo mai immaginare una cosa del genere, proprio lui che è un prete e amico di famiglia: vergogna, vergogna…”.

    Un nucleo familiare che era già in difficoltà, per i problemi economici e la disabilità al 100% del padre, ora deve affrontare anche questo dramma.

    “Ci sentiamo in colpa” dice proprio il padre della piccola, come scrive il Corriere Fiorentino. Il papà e la mamma, insomma, si sentono in difetto (eufemismo) per non aver capito prima che quell’uomo di chiesa – che ogni mese gli donava cento e passa euro – aveva messo gli occhi con malizia sulla fanciulla. “Aveva la passione per i motori e nostra figlia si divertiva a fare un giro sulla nuova macchina. Ricordo ancora il giorno dell’acquisto, abbiamo festeggiato con un pranzo” racconta ancora il genitore disperato.

    “Conosciamo il prete da 20 anni”

    Che continua: “Credevamo di avere un amico, un confidente, un punto di riferimento spirituale, ma ha tradito la nostra fiducia. Lo conosciamo da vent’anni, da quando arrivò a Calenzano. Me lo presentarono alcuni amici, mi dicevano di andare da lui perché era una brava persona, che magari avrebbe fatto il miracolo per la mia malattia. Ha visto nascere e crescere i nostri figli, spesso veniva a cena a casa nostra, ci aiutava anche nelle faccende domestiche”.

    Il suo racconto prosegue tra le lacrime: “La nostra vita è piuttosto complicata, per questo per noi il prete era una benedizione. Ci aiutava a portare la spesa a casa, festeggiava con noi i compleanni, veniva a casa a portaci la comunione e in casa celebrava la messa usando il tavolo come altare. Parlavamo del più e del meno, guardavamo insieme la televisione, io gli raccontavo della mia passione per la pesca, lui mi diceva che era un hobby noioso, a volte aiutava i miei figli nei compiti”.

    Il prete scoperto dal vicino

    Poi, la tragica scoperta. Grazie all’intervento di un vicino, che insospettitosi per le troppe visite del parroco, e per averlo visto infrattarsi in macchina con la bimba, è andato a cercarlo, trovandolo chiuso in macchina con la giovanissima svestita: “I vicini sono venuti a chiamarmi dicendo che il prete stava abusando di mia figlia. Non ci credevo, poi ho sentito le urla delle persone e ho avuto un attacco di cuore. Adesso come potrà vivere mia figlia? Mia figlia si vergogna, non vuole farsi vedere e non vuole farsi toccare da nessuno. Spero solo di non incontrarlo perché non so come potrei reagire”.

    Il don, al momento, è in stato di arresto e accusato di violenza sessuale aggravata su minori.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/prete-beccato-bimba-rabbia-pap-era-famiglia-1558210.html?mobile_detect=false

  • Pedofilia, la confessione del prete arrestato a Calenzano „Prete arrestato confessa, l’assessore Saccardi: “Terribile, sosterremo la famiglia”

    Pedofilia, la confessione del prete arrestato a Calenzano „Prete arrestato confessa, l’assessore Saccardi: “Terribile, sosterremo la famiglia”

    Il prete arrestato lunedì sera, con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 10 anni, durante gli interrogatori in caserma avrebbe confessato ai carabinieri che l’incontro in auto con la piccola non sarebbe stato l’unico.

    Era lei a prendere l’iniziativa”, avrebbe aggiunto don Paolo Glantzer. Parole e giustificazioni incredibili, considerando che si tratta di una bambina così piccola, che hanno lasciato increduli anche gli inquirenti.

    Il religioso, 70 anni, è agli arresti domiciliari. La diocesi di Firenze lo ha sospeso. Oggi sono arrivate anche le parole dell’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi.

    “Interverremo a sostegno delle persone più fragili, come in questo caso, di un minore e della sua famiglia. E’ una notizia allucinante, terribile. Naturalmente ora dobbiamo tenere il massimo riserbo e rispetto per le indagini in corso, ma se i fatti fossero confermati – ha detto questa mattina l’assessore a margine di un incontro stampa -, sarebbero davvero sconvolgenti“.

    http://www.firenzetoday.it/cronaca/pedofilia-prete-arrestato-calenzano-confessione.html

  • La telefonata de La Zanzara al prete pedofilo don Paolo Glaentzer.

    La telefonata de La Zanzara al prete pedofilo don Paolo Glaentzer.

    Un sacerdote di Calenzano, in provincia di Firenze , don Paolo Glaentzer, 70 anni, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina di 10 anni. L’episodio sarebbe accaduto lunedì scorso intorno alle 22,30 tra Prato e Firenze.

    Un residente della zona avrebbe notato i due e, insospettitosi, avrebbe aperto lo sportello e fatto uscire la piccola dall’auto avvisando anche i vicini. Ne sarebbe nata una colluttazione, nel corso della quale il prete avrebbe rischiato il linciaggio.

    Il parapiglia sarebbe stato poi interrotto dall’intervento dei militari. Cruciani e Parenzo de La zanzara su Radio 24, hanno provato a telefonare a don paolo, ma questi si è rifiutato di rispondere. A questo punto è scattata la trappola per farlo parlare. Incredibili le giustificazioni del prete.

  • Sospeso il sacerdote sorpreso in auto con una bimba di 10 anni

    Sospeso il sacerdote sorpreso in auto con una bimba di 10 anni

    Firenze  – L’Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori ha sospeso cautelativamente, dall’esercizio del ministero pastorale il sacerdote che  lunedì è stato sorpreso in auto con una bimba di dieci anni in un’area di sosta dietro a un supermercato e arrestato dai carabinieri dopo l’intervento di un residente della zona. La sequenza dell’arresto è stata movimentata, alcune persone sono rimaste leggermente ferite. Per la bambina, seguita da tempo dai servizi sociali, è stato disposto un sostegno psicologico.

    Il sacerdote don Paolo Glaentzer, 70 anni, è ospite della diocesi e non fa parte del clero fiorentino e svolge la funzione di amministratore parrocchiale nella parrocchia di San Rufignano a Sommaia (Calenzano). Accusato di violenza sessuale aggravata, l’arrestato avrebbe confessato durante l’interrogatorio al procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi che non sarebbe stata la prima volta a compiere simili atti di pedofilia. L’uomo avrebbe detto che altre volte si era incontrato con quella bambina.

    Nel confermare piena fiducia nell’operato degli inquirenti e della magistratura, l’arcivescovo ha precisato che alla diocesi di Firenze non erano mai arrivate informazioni o segnali che potessero lasciare intuire condotte deplorevoli né tanto meno comportamenti penalmente rilevanti; altrimenti la diocesi avrebbe immediatamente agito.

    “I fatti, così come contestati, già di per sé gravissimi,? qualora fossero confermati dalle indagini per le quali ci si affida agli inquirenti, sono resi ancora più intollerabili e sconvolgenti in quanto attribuiti ad un sacerdote e sono causa di profondo dolore per le vittime e ferita aperta per l’intera comunità”, ha dichiarato in una nota della diocesi.

    Nel deprecare ripugnanti comportamenti, la diocesi ribadisce il dovere della ricerca della verità, l’attenzione e la cura per le vittime, l’impegno ad evitare ogni possibilità di reiterazione dei reati, la salvaguardia delle comunità, la fiducia nel clero, la certezza che il Signore non abbandona la sua Chiesa.

    http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/sospeso-il-sacerdote-sorpreso-in-auto-con-una-bimba-di-10-anni

  • L’uomo che ha sorpreso il presunto prete pedofilo: “La bimba aveva i pantaloni abbassati”

    L’uomo che ha sorpreso il presunto prete pedofilo: “La bimba aveva i pantaloni abbassati”

    Si chiama Simone, è un operatore sanitario ed è lui l’uomo che ha scoperto un parroco di Calenzano, in provincia di Firenze, intento ad abusare di una bambina: “Ho visto un prete uscire dalla casa dei vicini, dopo un po’ non l’ho visto tornare e ho pensato di andare a controllare. Ho notato la bambina in macchina con lui e con il mio babbo siamo intervenuti”. Il sacerdote è accusato di violenza sessuale aggravata, violenza che sarebbe stata praticata in un’automobile a una bimba di 10 anni. “La piccola aveva i pantaloni e la maglietta tirati giù e noi – racconta – abbiamo bloccato il prete”. L’uomo ha le voci di uno scontro con il religioso, “nonostante tutti i vicini lo volessero linciare”. Il sacerdote non avrebbe detto nulla, né avrebbe cercato di fuggire. “Ha guardato verso l’infinito – aggiunge Simone – e ha pianto senza cambiare espressione”. La bambina “ha avuto un attacco di isteria e spavento” ma “abbiamo cercato di tranquillizzarla creando una situazione per fargli affrontare quei terribili momenti”.

    Don Paolo G., questo il nome del sacerdote, è stato posto agli arresti domiciliari: i fatti a lui addebitati risalgono a lunedì scorso, intorno alle 10 e 30 di sera, in un parcheggio dietro a un supermercato di Calenzano, tra Prato e Firenze. A notare la scena è stato per l’appunto un residente della zona che ha poi subito dato l’allarme.

    Per la giovanissima vittima, da tempo seguita dai servizi sociali, è stato disposto un sostegno psicologico. La Procura di Prato, che coordina l’inchiesta, si è attivata dopo la denuncia sporta da alcuni conoscenti della famiglia della bambina. Sulla vicenda, gli investigatori stanno mantenendo il massimo riserbo. Nei prossimi giorni la presunta vittima sarà ascoltata dai magistrati con l’aiuto di una psicologa. La bimba sarà anche sottoposta alle visite ginecologiche.

    https://www.fanpage.it/luomo-che-ha-sorpreso-il-presunto-prete-pedofilo-la-bimba-aveva-i-pantaloni-abbassati/

  • Prete settantenne molesta una bambina in auto. «Era lei a prendere l’iniziativa»

    Prete settantenne molesta una bambina in auto. «Era lei a prendere l’iniziativa»

    Un prete settantenne appartato in auto, in atteggiamenti intimi, con una bambina di 10 anni, una sua parrocchiana che i genitori, come altre volte, gli avevano affidato. Sorpreso da una persona, l’uomo, don Paolo Glaentzer, ha rischiato il linciaggio da parte dei residenti della zona che lo hanno scoperto. A salvarlo è stato solo l’intervento di una pattuglia di carabinieri che passava in zona. È accaduto lunedì scorso, intorno alle 22.30, in un comune della provincia di Firenze, al confine col territorio di Prato, in un’area di sosta dietro a un supermercato.

    Per lui è scattato l’arresto in flagranza per violenza sessuale su minore. L’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, lo ha sospeso ‘cautelativamentè dall’esercizio del ministero pastorale. La scena è stata vista, secondo quanto appreso, da un uomo che è intervenuto aprendo la portiera, afferrando la bimba e portandola fuori dall’auto. Poi ha iniziato a gridare chiamando i vicini. Ne è nato un parapiglia, interrotto dai militari. Sul posto anche i sanitari del 118, per soccorrere la bambina e alcune persone rimaste ferite. Interrogato, il sacerdote avrebbe ammesso tutto, confessando anche di aver avuto più di un incontro con la bimba. «Era lei a prendere l’iniziativa», avrebbe detto agli investigatori e al procuratore capo di Prato, Giuseppe Nicolosi, che coordina le indagini.

    Avrebbe anche dichiarato di intendere il loro rapporto come una relazione affettiva. Anche gli altri episodi sarebbero avvenuti sempre nella sua auto, durante il tragitto tra la parrocchia e la casa della piccola, a cui lui avrebbe dato assistenza vista la situazione disagiata della famiglia. Paolo Glaentzer, nato a Roma, è incardinato in una diocesi del Lazio ed è ospite di quella fiorentina. Come precisato dalla curia del capoluogo toscano, «non fa parte del clero fiorentino». In una nota la curia, esprimendo piena fiducia negli inquirenti e vicinanza alla piccola e alla sua famiglia, ha precisato che in passato «non erano mai arrivate informazioni o segnali che potessero lasciare intuire condotte deplorevoli né tanto meno comportamenti penalmente rilevanti».

    I fatti contestati, «se confermati», sono definiti dalla curia fiorentina «intollerabili e sconvolgenti». Domani mattina don Paolo Glaentzer, difeso dagli avvocati Valeria Fontana e Filippo Bellagamba, comparirà davanti al gip del tribunale di Prato Francesco Pallini per l’interrogatorio di convalida dell’arresto.

    Paolo Glaentzer

    https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/prete_violenza_sessuale_bimba_auto_25_luglio_2018-3876699.html

  • Calenzano, prete sorpreso in auto con una bambina: rischia il linciaggio

    Calenzano, prete sorpreso in auto con una bambina: rischia il linciaggio

    E’ stato un passante a scoprirli in macchina, nel parcheggio di un supermercato lunedì a tarda sera a Calenzano, paese alla periferia di Firenze. Si è avvicinato alla macchina, insospettito dalla presenza di una bambina, e ha visto il prete seminudo. Il tempo di cacciare un grido e intorno all’auto si è radunato un gruppetto di residenti inferociti: solo l’intervento dei carabinieri ha evitato il linciaggio.
    Il prete, 70 anni, è parroco di una chiesa che si trova nel Comune di Calenzano. L’uomo è stato sottoposto a fermo con l’accusa di violenza sessuale aggravata: durante l’interrogatorio ha confessato, spiegando anche che non si trattava della prima volta che si appartava con la bambina. Dieci anni, la piccola era già da tempo seguita dagli assistenti sociali. Vista l’età avanzata del sacerdotre, la Procura ha scelto per lui la misura degli arresti domiciliari.

    Indagini a tappeto sono ora in corso da parte dei carabinieri per chiarire se altri giovani vittime siano finite nella rete del parroco. Secondo le prime ricostruzioni, tutto è accaduto lunedì scorso poco prima delle 23. Il passante ha notato la macchina ferma in una zona isolata, e quando ha visto le sagome di un adulto e di una bambina ha deciso di controllare. Pochi istanti sono bastati per confermare il peggiore dei sospetti. L’uomo a quel punto ha dato l’allarme ai vicini, ha trascinato fuori dall’auto il religioso e chiamato i carabinieri. La tensione è andata alle stelle: oltre ai militari della compagnia di Signa sul posto sono intervenute anche 3 ambulanze. Poi le manette strette ai polsi, l’interrogatorio e le prime sconcertanti ammissioni. Le indagini, coordinate dalla procura di Prato guidata da Giuseppe Nicolosi, proseguono ora nel massimo riserbo per approfondire un caso che ha sconvolto la comunità di fedeli della zona e non solo.

    Paolo Glaentzer

    http://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/07/25/news/calenzano_prete_sorpreso_in_auto_con_una_bambina_rischia_il_linciaggio-202610447/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P9-S1.8-T1

  • Don Zanotti finisce nei guai: “Subivo abusi e mi costringeva a prendere il Viagra”

    Don Zanotti finisce nei guai: “Subivo abusi e mi costringeva a prendere il Viagra”

    Costretto a diventare l’amante di un frate cappuccino che lo minacciava e picchiava. È questo quanto accaduto a un immigrato che viveva da quattro anni nella comunità “Oasi 7”, un centro di accoglienza per profughi e minori in difficoltà di Bergamo fondata proprio da padre Antonio Zanotti, ora accusato di violenza sessuale.

    Il ragazzo racconta di aver vissuto “un’esperienza terribile per cui ho anche tentato di togliermi la vita” – riporta il Corriere – e non è l’unico: altri due stranieri, infatti, hanno già depositato la loro testimonianza e parleranno presto con i pm e le autorità ecclesiastiche.

    Il ragazzo, nella denuncia, racconta di essere arrivato all’Oasi 7 nel 2014. Inizialmente si sentii accolto dal frate, ma poi, dopo circa tre mesi, quest’ultimo iniziò ad approcciarlo sessualmente: prima con abbracci e poi invitandolo a bere nella sua stanza. “Nonostante non fosse mio desiderio avere rapporti sessuali con il frate, non riuscivo a oppormi. Padre Zanotti cominciò a farmi dei regali costosi, qualunque cosa chiedessi me la acquistava. Se accondiscendevo alle sue richieste, mi faceva trovare dei soldi“, racconta il minorenne. E dopo le violenze sessuali sono cominciate le minacce:”Mi minacciava che senza di lui e la sua bontà avrei passato la mia vita in mezzo alla strada insieme ai disperati”.

    Nella denuncia depositata emergono poi alcuni dettagli sulle avances del frate. “Mi costrinse a prendere del Viagra. Mi diceva sempre: “Ci vogliono i soldi, caro mio, io ne ho tanti e tu non hai niente”. Il degrado umano nel quale mi aveva gettato padre Zanotti fu tale che nel marzo del 2018 fui costretto, per non impazzire, ad andare a lavorare fuori dalla struttura. Due mesi fa, a causa degli ultimi gravi abusi subiti, sempre nelle stesse modalità delle minacce miste a lusinghe e ricatti, trovai la forza di andarmene definitivamente, preferendo vivere per strada piuttosto che vivere l’annullamento della mia persona. A seguito di ciò sono stato aggredito, picchiato e minacciato. Mi trovavo nella stazione di Bergamo quando due albanesi che conoscevo, perché residenti nella comunità di padre Zanotti, mi hanno circondato e riempito di pugni e schiaffi, lasciandomi a terra sanguinante, non prima di avermi detto: ‘Non tornare più là dentro e vedi di stare molto lontano da qui’. Adesso vivo in un luogo protetto, ma ho paura che possa accadermi qualcosa di brutto”. C’è poi anche del materiale, tra cui alcuni filmini e foto hard, che è già stato depositato in Vaticano e alla Procura di Roma e sarà presto esaminato.

    Don Zanotti, tra l’altro, nel 2007 ha ricevuto il “Premio per la Pace” dalla Regione Lombardia. Nel 2012, poi, si è cominciato a parlare del suo “miracolo”: “Qui c’erano solo cascine abbandonate – raccontò il frate al Giornale – e io avevo tante anime da raccogliere: prostitute, drogati e malati psichici a cui le famiglie non erano in grado di badare, ragazzi alla deriva. Hanno costruito quasi tutto loro e io, ad essere sincero, non avevo neppure i permessi… Sono andato avanti lo stesso e alla fine i Comuni mi hanno aiutato”. A quanto pare, però, dietro alla sua solidarietà c’era dell’altro.