Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Viterbo

  • Pedofilia, ex prete già condannato di nuovo arrestato: “Adescava minori”

    Pedofilia, ex prete già condannato di nuovo arrestato: “Adescava minori”

    Nel giugno 2013 era stato arrestato con l’accusa di avere calunniato alti prelati di pedofilia. Ma oggi l’ex sacerdote Patrizio Poggiè stato di nuovo fermato con l’accusa di prostituzione minorile: avrebbe adescato due minorenni, uno nei pressi di una scuola di Viterbo. Secondo il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Eugenio Albamonte l’ex sacerdote ha inoltre scattato foto e fatto filmini a un minorenne romeno, altra vittima di violenza sessuale. In questo caso, l’episodio è avvenuto aPavona, nella zona dei Castelli Romani.

    Poggi ha poi denunciato il ragazzino per estorsione affermando che gli aveva chiesto denaro. Accuse però non riscontrate dagli inquirenti che, quindi, gli contestano anche il reato dicalunnia, che ha fatto scattare l’arresto. A disporlo è stato il gipPaola Della Monica che ha contestato fatti accaduti lo scorso anno. Attualmente Poggi è rinchiuso nel carcere di Regina Coeli e nei prossimi giorni ci sarà l’interrogatorio di garanzia con l’assistenza dell’avvocato Federico Spuntarelli.

    Sulle vicende legate aPoggi era intervenuto indirettamente anchePapa Francesco, che a luglio 2014 aveva deciso di rispedire a Taranto, cioè nella sua diocesi d’origine, il numero due della nunziatura apostolica in Italia Luca Lorusso, che aveva preso le difese dell’ex prete. A marzo del 1999, come ha scritto Il Fatto Quotidiano, il giudice Edoardo Landi lo aveva spedito agliarresti domiciliari con l’accusa di avere abusato sessualmente di 5 ragazzini tra i 14 e i 15 anni che frequentavano la sua parrocchia,San Filippo Neri, al confine tra Boccea e Primavalle. Nello stesso anno era stato condannato a 8 anni di reclusione perpedofilia. Nei gradi successivi la pena è stata ridotta a 5 anni.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/28/pedofilia-ex-prete-gia-condannato-arrestato-per-avere-adescato-due-minori/2168354/

  • PEDOFILIA, ARRESTATO EX PRETE GIÀ CONDANNATO: “HA ADESCATO 2 MINORENNI VICINO AD UNA SCUOLA”

    PEDOFILIA, ARRESTATO EX PRETE GIÀ CONDANNATO: “HA ADESCATO 2 MINORENNI VICINO AD UNA SCUOLA”

    ROMA – È finito nuovamente in carcere Patrizio Poggi, l’ex prete arrestato nel giugno del 2013 e ora sotto processo, perchè accusato di avere calunniato alcuni alti prelati di pedofilia. L’uomo è stato fermato con l’accusa di prostituzione minorile per aver adescato due minorenni. Uno dei due sarebbe stato avvicinato dall’uomo vicino ad una scuola di Viterbo.
    Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Eugenio Albamonte contestano a Poggi anche un secondo episodio di violenza sessuale con un minorenne romeno durante il quale l’ex religioso avrebbe scattato foto e fatto filmini. Poggi ha poi denunciato il ragazzino per estorsione affermando che gli aveva chiesto denaro. Accuse però non riscontrate dagli inquirenti che, quindi, gli contestano anche il reato di calunnia, reato che ha fatto scattare l’arresto. L’arresto dell’ex religioso è avvenuto al termine dell’udienza del processo che lo vede imputato. Gli uomini della squadra mobile gli hanno notificato il provvedimento di custodia cautelare in carcere firmato dal gip Paola Della Monica. I fatti contestati risalgono al 2014. La tentata prostituzione minorile riguarda un fatto avvenuto nell’estate dell’anno scorso a Viterbo mentre il secondo a Pavona, centro dei Castelli Romani, con un minorenne romeno. L’uomo è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli. L’interrogatorio di garanzia si svolgerà nei prossimi giorni e non è escluso che Poggi, difeso dall’avvocato Federico Spuntarelli, si difenda affermando di essere stato vittima di minacce e ricatti da parte di un gruppo di cittadini romeni.

    http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/pedofilia_arrestato_prete_adescato_minorenni/notizie/1646994.shtml

  • Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

    Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

    Roma – Prostituzione minorile alla Termini, preso latitante che cercava di fuggire in Svizzera.

    Il latitante, di 54enne di origini campane ricercato per prostituzione minorile, non era più reperibile da maggio. È uno degli indagati dell’inchiesta Meeting Point, su un giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma.

    Ha tentato di fuggire sabato attraversando la frontiera con la Svizzera a Ponte Chiasso, ma non ce l’ha fatta. La polizia lo ha arrestato. E’ stato sorpreso dalla polizia in compagnia di un minore rom ed è stato rinchiuso nel carcere di Como.

    L’indagine Meeting Point è condotta dalla polizia ferroviaria e coordinata dalla procura di Roma. Nel giro di prostituzione minorile alla Termini, è coinvolto il parroco di Montecalvello don Dino, al secolo Placido Greco, che è accusato di detenzione di materiale pedopornografico e di prostituzione minorile, per aver avuto rapporti con adolescenti che avrebbe adescato alla stazione Termini.

    L’inchiesta condotta per due anni dagli agenti della Polfer ha portato a 17 indagati, nove dei quali agli arresti. Tra questi anche un ex sacerdote, Luca Galleschi, che avrebbe frequentato la casa romana di Placido Greco. Come dire un vero e proprio giro di uomini di chiesa che si dedicavano alla prostituzione minorile.

    Gli arresti furono eseguiti a Roma, Rieti, Viterbo, Napoli, Chieti e Vigevano. I fatti erano avvenuti tra il 2012 e il 2014.

    Prostituzione minorile, preso latitante in compagnia di un bambino

  • Don Placido: “1.700 foto nudi? Aiutavo ragazzi a entrare nel porno”

    Don Placido: “1.700 foto nudi? Aiutavo ragazzi a entrare nel porno”

    La presunzione di innocenza, fino a definitiva sentenza di condanna, è sacra. Per cui di Placido Greco, parroco viterbese detenuto a Regina Coeli per atti sessuali nei confronti di minori, non useremo aggettivi o qualificazioni che pur la cronaca dei fatti consiglierebbe e autorizzerebbe. Di Don Placido Greco diremo solo e senza tema di smentita che dispone e ostenta una colossale sicurezza.

    Sentitelo, nella cronaca di Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera, di fronte al giudice per le indagini preliminari Chiara Giammarco.

    Le hanno trovato a casa 1.700 foto di adolescenti nudi…

    “Vengono da me per i miei scatti, faccio foto bellissime”.

    Vuol dire che…

    “E’ iniziato tutto con un 17enne che voleva debuttare nel mondo del cinema, quello pornografico. E allora aveva bisogno di un book fotografico. Il ragazzo è rimasto soddisfatto ed è iniziato il passaparola, altri giovani si sono rivolti a me per farsi delle foto”.

    E perché con queste foto ci ha fatto un archivio casalingo?

    “Le guardavo ogni tanto, non è un reato guardare una foto”.

    A Don Placido il pm Cristiana Macchiusi contesta atti sessuali con un minorenne alla Stazione Termini, c’è la testimonianza di un minore che dice di essere stato pagato per tre volte e ogni volta con 40/50 euro e ci sono soprattutto le immagini delle telecamere della stazione che lo hanno ripreso più volte.

    “Vado spesso a Termini, lì ci sono tante persone a cui fare beneficenza”.

    Dunque nel mondo che Don Placido parroco prova a confezionare per i magistrati e, purtroppo, per i credenti nelle sue parole, funziona così: un minorenne vuole farsi fare delle foto porno e da chi va? Ma dal parroco, ovvio no? Vuoi un book per candidarti a un film porno e chi ti rivolgi? Al prete, regolare. Poi lo consigli agli amici. E che ci fa il parroco di Viterbo alla Stazione Termini? Va a fare beneficenza. Poi ci sono quelli che equivocano quando lui tira fuori 40/50 euro.

    Ma il difendersi dovrebbe avere una misura, staremmo per dire una decenza. Ma Don Placido pare non averla e quindi racconta storie come quelle avrebbe potuto scrivere Gabriele Doni, autore di romanzi pornografici. E chi è Gabriele Doni? Secondo i magistrati è sempre e ancora lui: Placido Greco che sotto pseudonimo faceva il secondo lavoro, oltre quello di prete e di parroco. Con tutta probabilità prete e pornografo per Don Placido erano lo stesso lavoro, l’uno la prosecuzione e il compimento dell’altro.

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/don-placido-faccia-tosta-foto-nudi-ragazzi-film-porno-2195066/

  • “Possibile che le autorità religiose non sapessero nulla?”

    “Possibile che le autorità religiose non sapessero nulla?”

    Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo un intervento sulla vicenda del parroco viterbese don Dino, arrestato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico – Che la misericordia divina, come giustamente asserisce don Luigi Fabbri, non sia negata a don Dino è innegabile, anche perché nessun uomo può sindacare sulla volontà di Dio. Ma c’è una misericordia degli uomini, che è certamente più imprecisa, limitata, che risente della storia e della secolarizzazione dei principi etici del Cristianesimo, come di altre religioni. Questa misericordia per esempio, per esprimersi, ha bisogno di due incentivi: non solo che chi ha sbagliato riconosca l’errore, si dichiari pentito e decida di “non peccare più”; ma anche che chi ha sbagliato paghi e, se il delitto è efferato agli occhi degli uomini, paghi anche duramente. E’ questo il motivo per cui la società, l’opinione pubblica faticherà alquanto ad esercitare la misericordia degli uomini e a perdonare quel prete, se in sede di giudizio si dimostrerà che ha effettivamente sbagliato, ed è per questo che chiederà punizioni esemplari. I delitti di cui sembrerebbe che si sia macchiato quel prete sono efferati per tanti motivi, ma ce ne è uno che ripugna in particolare; perché il suo ruolo lo avrebbe dovuto impegnare, ancor più di tanti altri, in una funzione morale, pedagogica, omiletica [3] e di carità (nel senso paolino del termine) che è propria sì di tutti i cristiani, ma soprattutto di quegli apostoli di Dio che sono i sacerdoti. Tanto i sacerdoti sono i messaggeri del Signore che, nella funzione eucaristica, solo a loro è riservata la pubblica lettura e il pubblico commento del Vangelo; tanto i sacerdoti sono i pastori del gregge del Signore, che tra qualche mese saranno impegnati in una speciale opera missionaria per recuperare le pecorelle smarrite. Se la legge degli uomini non fosse arrivata tempestiva, un personaggio del genere avrebbe continuato a lordare la mensa di Dio con le sue mani senza che nessuno se ne accorgesse? Allora, da cattolica praticante, è a questo punto che mi pongo delle domande. Nella vigna del Signore nessuno si era accorto che costui forse stava rovinando i grappoli? Beninteso, non si tratterebbe di debolezze passeggere e a stento represse, ma sembra che si sia di fronte a un sistematico sfruttamento del sesso minorile, di un untuoso compiacimento delle proprie e altrui immoralità, di un gusto quasi civettuolo di esprimere e di comunicare i propri tarli mentali. Possibile che le autorità religiose non sapessero nulla? Possibile che il setaccio della loro vigilanza presentasse maglie tanto larghe da lasciare che questo prete la facesse franca? Possibile che la congregazione dei figli di Maria immacolata non avesse occhi e orecchie abbastanza sensibili? Possibile che la diocesi non abbia mai sentito la necessità di controllare i suoi ministri? Possibile che la chiesa non sia in grado di difendere le sue pecorelle da un pastore­lupo? Poiché non credo che vi sia stata connivenza o tolleranza, devo supporre che la chiesa sia poco efficiente nella vigilanza su sé stessa; eppure non è la prima volta che accade, anzi. La Chiesa mi sembra troppo impegnata a giudicare e a combattere fuori del recinto per accorgersi che nel recinto si aggirano lupi travestiti da pastori che delle pecorelle fanno strame; mi sembra troppo autoreferenziale nel difendere certi principi non negoziabili, per accorgersi che taluni suoi rappresentanti negoziano eccome, con la propria coscienza e soprattutto con la fiducia dei fedeli.

    Cinzia Ercoli Catechista

    “Possibile che le autorità religiose non sapessero nulla?”

  • Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

    Viterbo – Sacerdoti con l’ossessione del sesso.

    Iniziano a essere davvero tanti i religiosi arrestati negli ultimi cinque mesi per reati connessi al sesso. Da gennaio a maggio si contano almeno nove sacerdoti finiti in manette.

    Accuse pesantissime: violenza sessuale, sfruttamento di minori, prostituzione minorile, detenzione di materiale pornografico con minore, omicidio.

    L’ultimo prete finito agli arresti è il parroco di Montecalvello e Vallebona, don Dino. Lui per il sesso aveva una vera un ossessione, come risulta dall’indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”. Non solo comprava per pochi spicci il sesso da ragazzini rom alla stazione Termini, ma scriveva romanzi pornografici e nella sua casa di Fiumicino nascondeva un mega archivio di foto porno con minori. Immagini che ritrarrebbero minorenni nell’atto di consumare rapporti sessuali. Probabilmente proprio con don Dino, ma la certezza non c’è ancora. Al momento, il sacerdote è indagato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile.

    Ma il prete di Viterbo è, appunto, solo l’ultimo di una lunga ed impressionante lista di sacerdoti arresati per reati sessuali.

    La maggior parte degli arrestati sembra essere ossessionata da minori e bambini. Sono uno di loro, padre Graziano, è in carcere  per l’omicidio di una donna, Guerrina Piscaglia.

    I reati parlano di molestie consumate negli oratori, posti dove le famiglie mandano i loro bambini a fare catechismo e a giocare.

    La lista dei sacerdoti con l’ossessione del sesso non fa differenza geografica. Si va da Nord a Sud senza tralasciare le isole.

    Il 2 gennaio finisce agli arresti Alessandro De Rossi, sacerdote di 46 anni, adesso parroco di una chiesa ai Parioli, a Roma. L’accusa è di aver abusato sessualmente di alcuni minori quando era sacerdote in una parrocchia in Argentina.

    L’11 gennaio un sacerdote originario della provincia di Agrigento, Camillo Sessa, di 50 anni, è stato arrestato a Napoli dal nucleo tutela minori della polizia municipale per abuso sessuale su minore. Il prete sarebbe stato sorpreso in flagranza di reato con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi, a Napoli.

    Il 23 aprile ad Arezzo padre Graziano viene arrestato per l’omicidio di Guerrina Piscaglia.

    Il 24 aprile a Vercelli viene arrestato don Massimo Iuculano, sacerdote salesiano, accusato di violenza sessuale su minori.

    Sempre il 24 aprile a Foggia è finito in manette Giovanni Trotta. L‘ex sacerdote è stato arrestato per violenza sessuale aggravata e continuata commessa per induzione, abusando delle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima. L’uomo è anche accusato di produzione di materiale pornografico attraverso rappresentazioni di pornografia minorile e distribuzione, divulgazione, condivisione e pubblicizzazione di materiale pedopornografico ai danni del ragazzino.

    Il 6 maggio don Pascal Manca, parroco di Villamar (Sassari), è arrestato dai carabinieri con l’accusa di abusi sessuali su minori. A Brindisi il 20 maggio finisce in manette con l’accusa di violenza sessuale don Giampiero Peschiulli.

    Il 22 maggio scorso a Roma don Dino , al secolo Placido Greco, di 68 anni, viene arrestato per prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico minorile nell’ambito indagine della polfer di Roma Termini “Meeting Point”.  Nella stessa operazione è stato arrestato l’ex sacerdote, Luca Galleschi.

    Maria Letizia Riganelli

    Sacerdoti con l’ossessione del sesso…

  • “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

    “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

    Viterbo – “E’ venuto davanti al Mc Donald’s con la macchina, siamo andati a mangiare e dopo sono andato a casa con lui… ho lavato un po’ le mani, siamo andati a letto e sono andato via”.

    Parole di un ragazzino 17enne. Uno dei minorenni adescati da don Dino, sacerdote viterbese finito in manette nell’inchiesta “Meeting point”, sul giro di baby prostituti a Roma Termini. 

    Quella che riporta Il Messaggero di Roma è la cronaca fredda di un rapporto mordi e fuggi, consumato tra il minorenne e il religioso dopo l’incontro a Termini. Il quotidiano cita gli interrogatori dei due giovanissimi, che raccontano cose più grandi di loro con estrema naturalezza.

    “Mi piacevano le macchine, lui ha detto di averne tante, mi ha fatto fare un giro sulla sua”, dice ancora il 17enne su don Dino. Mentre a un altro baby-prostituto, di un anno più piccolo, il sacerdote avrebbe chiesto di andare in vacanza insieme. 

    Le immagini raccolte dalla polfer alla stazione Termini sarebbero nitide e inequivocabili: mostrano il parroco viterbese che sorride, l’aria bonaria, mentre invita i ragazzini a seguirlo. “E’ successo tre volte, a casa, una volta al bagno del treno sul binario 29, una volta al bagno del binario 16… mi dava 40 o 50 euro”. Dettagli precisi, quelli forniti dagli adolescenti che si vendevano anche per 10 euro. Ma padre Dino, “il bambino”, come si sarebbe fatto chiamare dalle sue vittime, era così generoso da offrire anche cinque volte tanto.

    Il parroco di Vallebona e Montecalvello, all’anagrafe Placido Greco, 68 anni, veniva a dire messa nelle due chiese del Viterbese solo nel weekend. 

    Per il resto della settimana, viveva nella sua casa a Fiumicino. E’ qui che gli agenti della polizia ferroviaria hanno scoperto un archivio di immagini di pornografia minorile: migliaia di foto che mostravano minorenni nudi, dai 13 anni in su, in chiari atteggiamenti sessuali.

    All’archivio a luci rosse del sacerdote si aggiungerebbero i romanzi porno che scriveva con lo pseudonimo di Gabriele Doni.

    Ora, il prete è a Regina Coeli, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

    17 gli indagati dell’inchiesta Meeting Point della procura di Roma, otto dei quali agli arresti, tra cui don Dino.

    “Sono andato a letto col prete… mi dava 50 euro”

  • Pedofilia: 6 sacerdoti arrestati in 5 mesi

    Pedofilia: 6 sacerdoti arrestati in 5 mesi

    L’operazione Meeting Point alla stazione Termini di Roma

    Sei sacerdoti in meno di 5 mesi. Un numero sconvolgente di preti sono finiti in carcere con l’accusa di pedofilia o di omicidio. Un numero impressionante, come impressionante è quello degli abusi che hanno commesso su decine di minorenni, bambini e adolescenti, che frequentavano l’oratorio o la parrocchia per la Prima Comunione e per la Cresima. Sacerdoti pedofili che si sono “spacciati” come esperti di massaggi sportivi per abusare di ingenui ragazzini in cambio di ricariche telefoniche oppure che hanno abusato di adolescenti ‘comprandoseli’ direttamente com’è accaduto alla stazione centrale della Capitale: sesso per 10 euro nei treni della stazione.

    Le vittime erano ragazzini rom tra i 13 e i 17 anni. I clienti dell’operazione Meeting point, erano uomini di mezza età, tra i 35 e gli 80 anni, quasi tutti viaggiatori di passaggio dalla Stazione Termini, lo scalo principale di Roma. Tra di loro, gli investigatori, hanno trovato un insospettabile professionista ma anche un prete 68enne di una parrocchia di Viterbo che non esitava ad abusare di ragazzini per pochi euro.

    In casa del religioso, arrestato assieme ad altre sette persone, durante una perquisizione della Polizia di Stato, è stato trovato un archivio di pedopornografia: foto, video, file di ragazzini ritratti in atteggiamenti inequivocabili. Ma il prete di Viterbo è, appunto, solo l’ultimo di una lunga ed impressionante lista di sacerdoti arresati per reati sessuali in poche settimane.

    Da Nord a Sud Italia, le forze dell’ordine sono riusciti ad individuare decine di abusi su ragazzi minorenni commessi da preti che da anni vivevano nelle zone interessate. Abusi su adolescenti, spesso conosciuti anche dalla Curia vescovile ma taciuti e nascosti. Solo in un caso, quello di Padre Grazianoarrestato poche settimane fa, il sacerdote è accusato dell’omicidio di una donna, Guerrina Piscaglia. Tutti gli altri casi riguardano religiosi e minori.

    http://www.panorama.it/news/cronaca/pedofilia-sacerdoti-arrestati/

  • Don Dino, l’orco di Roma Termini: parroco e scrittore pedopornografico

    Don Dino, l’orco di Roma Termini: parroco e scrittore pedopornografico

    ROMA – La domenica diceva messa nella parrocchia di Montecalvello, vicino Viterbo. Il resto della settimana, nel segreto di una stanza nella sua casa a Fiumicino, scriveva romanzi pedopornografici. Lui è padre Placido Greco, ma tutti lo conoscono col nome di Don Dino: è lui il parroco di 68 anni arrestato giovedì sera nell’ambito dell’inchiesta sul terrificante giro di prostituzione minorile alla stazione Termini di Roma. Ragazzini di 13 e 17 anni costretti a vendersi per una manciata di euro tra i binari, con orchi tra i 35 e gli 80 anni.

    Quando gli uomini della polizia ferroviaria si sono recati a casa di Don Dino per perquisirla hanno trovato l’impensabile. Da un lato la dimora di un uomo di chiesa, con decine di santini, sacre scritture e libri di teologia. Dall’altra una stanza a luci rosse con foto hard e gadget pornografici. Sul suo computer c’erano migliaia di foto pedopornografiche. E non erano certo immagini scaricate da internet, ma autoprodotte e meticolosamente schedate per nome, età e tipo di prestazione delle piccole vittime. A completare il quadro ci sono anche quei romanzi per adulti, pubblicati sotto lo pseudonimo di Gabriele Doni. 

    A Viterbo nessun sospetto, nessuna avvisaglia, raccontano all’indomani del suo arresto i religiosi della diocesi: “Lo conoscevamo ma lo vedevamo solo nel fine settimana. Fa parte della congregazione dei figli di Santa Maria Immacolata ed era sempre a Roma per assistere la mamma malata”. Una personalità doppia e tripla: nessuno poteva mai immaginare che Don Dino fosse uno degli 0rchi di Termini, lo scrittore perverso e anche il figlio amorevole sempre al capezzale della vecchia madre malata. Non lo immaginavano soprattutto le decine di madri e padri di Montecalvello che ora pregano che quei bambini finiti sul suo pc non siano i loro.

    http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/don-dino-orco-di-roma-termini-parroco-e-scrittore-pedopornografico-2191797/

  • Due miliardi di scandali

    Due miliardi di scandali

    Dare l’impressione di attuare una pulizia radicale, quando invece si è trattato di interventi mirati a salvare la reputazione e le casse della Chiesa, evitando ogni coinvolgimento del Vaticano e della Santa Sede. Di fronte agli scandali finanziari e alla mala gestione dei crimini pedofili di matrice clericale, è stata questa la strategia che ha viaggiato sotto traccia per tutto il pontificato di Benedetto XVI, sotto la sua “benedizione”. In sintesi, cambiare tutto perché nulla cambi, per preservare il potere del Vaticano e la propria influenza all’interno della Santa Sede. Formulando in latino l’intenzione di abdicare da pontefice, la “storica” mattina dell’11 febbraio scorso, Joseph Ratzinger, ha rinnovato questa prassi riuscendo in pochi secondi a cancellare dalla memoria collettiva otto anni di governo caratterizzati da un’azione radicale di restauro e difesa delle tradizioni e di arroccamento della Chiesa cattolica su posizioni intransigenti nel nome della cosiddetta neo-cristianità.

    Già perché in quel momento si è persa traccia, almeno qui in Italia, degli storici attriti dell’illustre teologo con le altre dottrine religiose monoteiste, dei suoi anatemi in difesa del celibato dei preti e contro il sacerdozio femminile, di papa Benedetto XVI che non più tardi di due mesi prima aveva affermato che aborto ed eutanasia, in quanto forme di «omicidio», sono contro la pace nel mondo. Ed è pure scomparso il cardinale Ratzinger che da prefetto della Congregazione per la dottrina della fede ha lasciato dissolvere nel nulla diversi crimini di pedofilia clericale pur di preservare l’immagine pubblica della Chiesa universale. In un attimo le sue inattese dimissioni, definite dai media italiani un gesto rivoluzionario, lo hanno tramutato agli occhi dell’opinione pubblica in un eroe dell’epoca moderna. E insieme agli otto anni di pontificato – segnati dalle sconfitte incassate dalla sua linea di governo nel confronto con quasi tutti i nodi della situazione ecclesiale ed evidenziate dal ruolo sempre più sfumato della Chiesa di Roma nella società contemporanea – sono scomparsi gli oltre quattro lustri dello zelante capo della Congregazione, che si erano conclusi nel momento in cui è diventato papa. Trenta anni vissuti da braccio armato della controriforma evaporati con un gesto che potrebbe cambiare il corso della storia della Chiesa, modificando l’immagine di Ratzinger in quella di un riformatore, e restituendo ai cattolici la fiducia nell’istituzione intaccata da una serie impressionante di scandali. Potrebbe.

    Con il Conclave alle porte, aumentano infatti le pressioni dei cardinali chiamati a eleggere il nuovo papa e l’attenzione della stampa internazionale riguardo la vicenda dei cosiddetti Vatileaks. La “Relatio” riservata sulla fuga di documenti e i veleni interni alla Curia romana, redatta dalla commissione dei cardinali incaricati da Benedetto XVI e solo a lui presentata nel dicembre scorso, il cui contenuto al momento è secretato, potrebbe, appunto, deflagrare da un momento all’altro con delle conseguenze non del tutto imprevedibili. Tutta l’operazione di pulizia dell’immagine della Chiesa, realizzata da Joseph Ratzinger e i suoi stretti collaboratori, durante la sua permanenza sul trono di Pietro, rischia seriamente di risultare vana. Dando anche tutto un altro significato alla sua abdicazione.

    «Già oggi le dimissioni di Benedetto XVI dimostrano il fallimento della sua politica e penso che ad esempio riguardo gli scandali finanziari e gli abusi pedofili la sua azione sia stata finalizzata più a una pulizia d’immagine che una pulizia interna della Chiesa» osserva Tommaso Dell’Era docente di Teorie e tecniche della propaganda politica all’Università della Tuscia di Viterbo.

    Vale la pena ricordare il caso della legge 127 antiriciclaggio emanata dal papa il 30 dicembre 2010 per attuare la Convenzione Monetaria tra il Vaticano e l’Unione europea. Dopo la pubblicazione nel 2012 di Sua Santità, il libro-inchiesta firmato da Gianluigi Nuzzi per Chierelettere basato in gran parte sugli stessi documenti vagliati dalla commissione cardinalizia, questa norma “concernente la prevenzione e il contrasto del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo”, che fu presentata e accolta come una vera e propria “rivoluzione” nella legislazione vaticana, si è rivelata solo un apparente impegno a rompere col passato. Quel passato che, nei 70 anni di vita dell’Istituto opere religiose, ha consegnato alla cronaca (nera) le scorribande “finanziarie” del cardinal Marcinkus, di Sindona, di Calvi, i “rapporti” delle gerarchie ecclesiastiche con la banda della Magliana e la mafia, nonché i trattamenti di favore a uomini di governo, politici, imprenditori e affaristi italiani.

    C’è poi un altro elemento che occorre considerare: i costi finanziari a carico della Chiesa per il danno d’immagine provocato dagli abusi clericali sui minori nel biennio 2010-2011. Sono stati calcolati nel 2012 dal National Catholic Risk Retention Group e presentati a un simposio mondiale sul tema organizzato dalla Santa Sede all’Università Gregoriana di Roma. Lo studio li ha quantificati in circa due miliardi di dollari mettendo in luce come ad incidere di più siano stati i costi non strettamente finanziari, vale a dire: investimenti mancati in opere di bene e danno alla missione evangelizzatrice. In poche parole: perdita di potere politico, fuga di fedeli e soprattutto di offerte. «Ratzinger – prosegue Dell’Era – da prefetto della Congregazione è personalmente coinvolto nella copertura di alcuni casi di abusi, su tutti quello del fondatore dei Legionari di Cristo, Marcial Maciel Degollado. Pertanto se anche da pontefice ha avuto intenzione di fare pulizia per bloccare questa emorragia non è potuto andare oltre un certo limite. Nel corso del suo pontificato invece di “tolleranza zero” contro la pedofilia, si è tenuta una condotta adattata ai singoli casi via via emergenti, per evitare il massimo delle perdite economiche e di immagine, con il minimo possibile impegno soprattutto pubblico. Basti ricordare le polemiche per la scarsa attenzione alle “vittime” nei suoi viaggi pastorali in Usa o Australia». Per non dire dei numerosi insabbiamenti, oscurità e resistenze specie in Italia. «Le resistenze ci sono, non però tra chi vuole tolleranza zero e chi invece vuole continuare a nascondere. Ma tra complici dello stesso livello che difendono interessi diversi (diocesi locali, episcopati nazionali versus curia romana, cordate cardinalizie varie).

    La gestione della pedofilia e degli abusi in questo momento è centrale e vitale per l’immagine della Chiesa ma è la cartina tornasole delle contraddizioni del neo papa emerito. Secondo Dell’Era questo è dimostrato dal fatto che il cardinal Roger Mahony, accusato negli Stati Uniti di aver “mal gestito” i casi di 122 sacerdoti pedofili evitando di segnalarli alla magistratura, «è stato chiamato dal Vaticano a partecipare al Conclave, mentre l’ex primate di Scozia, Keith O’Brien, accusato (e poi reo confesso) di abusi su quattro seminaristi, è stato escluso. In pratica, quando le violenze diventano pubbliche e non si può più impedire la fuga di notizie, la Santa Sede interviene facendo passare questa azione come se fosse una sua iniziativa. Contro chi invece ha coperto gli abusi non si agisce perché Ratzinger è il primo ad averli insabbiati. Ecco, lui dimettendosi si è lasciata una porta aperta. Una mossa abile. Da papa emerito rimane dentro il Vaticano, anche per motivi giuridici, mantiene un’influenza e può continuare a esercitare una forma di controllo. Però si è dovuto dimettere».

    Federico Tulli, Left n° 9 del 9 marzo 2013