Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: Viterbo

  • Abusa di una bimba dopo funzione religiosa, arrestato 46enne

    Abusa di una bimba dopo funzione religiosa, arrestato 46enne

     Nel Viterbese,uomo gia’ condannato in passato per episodi simili

    (ANSA) – VITERBO, 27 APR – Un uomo di 46 anni, residente in provincia di Viterbo, e’ stato arrestato dalla polizia on l’accusa di abusi sessuali su una bambina che non ha ancora compiuto 10 anni. L’uomo, secondo quanto si e’ appreso, in precedenza era stato indagato altre due volte per episodi analoghi. In un caso e’ stato anche condannato con sentenza definitiva. Secondo le prime informazioni, il 46enne avrebbe abusato della piccola al termine di una funzione di una congregazione religiosa.(ANSA).

  • Abusi su bimba di 7 anni in congregazione religiosa. Arrestato pedofilo recidivo, Il 46enne, già condannato, girava libero di violentare altri bimbi

    Abusi su bimba di 7 anni in congregazione religiosa. Arrestato pedofilo recidivo, Il 46enne, già condannato, girava libero di violentare altri bimbi

    Viterbo, abusi sessuali su bimba di 7 anni: 46enne arrestato dalla Squadra Mobile
    27 aprile, ore 11:25
    Viterbo – (Adnkronos) – E’ accaduto nel ritrovo di una congregazione religiosa frequentata dalla madre della bambina. Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione fatta dalla donna: le testimonianze di alcune persone della gruppo religioso hanno permesso di identificarlo

    Viterbo, 27 apr. – (Adnkronos) – Un romano di 46 anni, con precedenti specifici, e’ stato arrestato dalla Squadra Mobile di Viterbo, diretta da Fabio Zampaglione, con l’accusa di violenza sessuale aggravata dalla minore eta’ per abusi su una bimba di 7 anni. L’uomo e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari e sono in corso ulteriori accertamenti.

    Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione della mamma della piccola. La donna ha raccontato agli agenti alcune situazioni anomale e quanto riferitole dalla stessa bambina. La donna, dopo la separazione, si era avvicinata a una congregazione religiosa di un comune della provincia di Viterbo. Dopo uno degli incontri nel ritrovo della congregazione, avvenuto a gennaio scorso, la piccola aveva raccontato alla mamma di aver subito abusi sessuali da uno dei presenti mentre da sola in una stanza stava guardando la televisione. Su delega della procura di Viterbo gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato le indagini.

    Dopo la madre e’ stata sentita anche la bimba nel corso di un’audizione protetta. La sua versione e’ stata anche confermata da ulteriori riscontri con le testimonianze di alcune persone della congregazione presenti all’incontro, che hanno anche permesso di identificare il responsabile. Sulla base della dettagliata informativa di reato consegnata dalla polizia alla procura e’ stato emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari a carico del 46enne. L’uomo, risultava residente a Roma, ma e’ stato bloccato a Viterbo.

    Abusi sessuali su bimba dopo funzione religiosa
    Uomo arrestato dalla polizia di Viterbo

    La mamma della piccola si era avvicinata a una congregazione religiosa. Le turpi attenzioni sarebbero avvenute dopo una funzione. La mamma ha raccolto il racconto della figlioletta e ha fatto denuncia
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    Violenza sessuale su bambine (foto Germogli)
    Violenza sessuale su bambine (foto Germogli)

    Viterbo, 26 aprile 2012 – Un’altra brutta storia di abusi sessuali e pedofilia. Un uomo di 46 anni, residente in provincia di Viterbo, e’ stato arrestato dalla polizia con l’accusa di abusi sessuali su una bambina che non ha ancora compiuto 10 anni.

    L’uomo, secondo quanto si e’ appreso, in precedenza era stato indagato altre due volte per episodi analoghi. In un caso e’ stato anche condannato con sentenza definitiva. L’uomo e’ stato sottoposto agli arresti domiciliari . Le indagini sono scattate a febbraio dopo la segnalazione della mamma della piccola. La donna ha raccontato agli agenti alcune situazioni anomale e quanto riferitole dalla stessa bambina. La donna, dopo la separazione, si era avvicinata a una congregazione religiosa di un comune della provincia di Viterbo. Dopo una funzione religiosa nel ritrovo della congregazione, avvenuta a gennaio scorso, la piccola aveva raccontato alla mamma di aver subito abusi sessuali da uno dei presenti mentre da sola in una stanza stava guardando latelevisione. Su delega della procura di Viterbo gli agenti della Squadra Mobile hanno avviato le indagini.

    Dopo la madre e’ stata sentita anche la bimba nel corso di un’audizione protetta. La sua versione e’ stata anche confermata da ulteriori riscontri con le testimonianze di alcune persone della congregazione presenti all’incontro, che hanno anche permesso di identificare il responsabile. Sulla base della dettagliata informativa di reato consegnata dalla polizia alla procura e’ stato emesso il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari a carico del 46enne. L’uomo, risultava residente a Roma, ma e’ stato bloccato a Viterbo.

  • Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

    Chiesa cattolica – L’avvocato Marazzita annuncia che chiederà l’incriminazione di monsignor Reali per favoreggiamento

    Scandalo pedofilia, il vescovo di Tarquinia nella bufera
    Viterbo – 15 aprile 2010 – ore 5,30
    Monsignor Gino Reali
    – Scandalo pedofilia nella chiesa, l’avvocato Marazzita si scaglia contro il vescovo reggente della curia di Civitavecchia e Tarquinia Gino Reali.

    “Chiederò l’incriminazione per favoreggiamento del vescovo Gino Reali per aver coperto gli abusi di don Ruggero Conti. Quando monsignor Reali verrà in aula per testimoniare nel processo per pedofilia che vede imputato don Ruggero”. L’avvocato Nino Marazzita, che segue due delle sette presunte vittime dell’ex parroco del quartiere romano di Selva Candida sotto processo a Roma per pedofilia, non ha dubbi su ciò che va fatto.

    “Il vescovo Reali, responsabile della diocesi di Porto di Santa Rufina, nel suo interrogatorio in fase istruttoria davanti al pm Francesco Scavo Lombardo è stato imbarazzante nelle risposte – sottolinea l’avvocato -.
    Prima ha detto di non sapere nulla di quanto accadeva a Selva Candida, poi li ha definiti “pettegolezzi”.

    Ma la cosa più grave è che è arrivato ad allontanare dalla sua parrocchia un altro prete che si era lamentato di don Conti.

    Entro qualche settimana, Reali dovrà essere interrogato in aula e io ne chiederò l’incriminazione per favoreggiamento. La pedofilia all’interno della Chiesa è un tabù. Quando i vescovi tacciono, il prete pedofilo continua a commettere crimini e il silenzio diventa una forma molto grave di complicità”.

    Ma quello di don Ruggero Conti non è l’unico caso di pedofilia nell’ambito del quale compare il nome del vescovo di Tarquinia.

    Reali, secondo quanto riportato dal giornale spagnolo El Pais, avrebbe raccomandato con una lettera un prete accusato di abuso su quattro minori, definendolo in una lettera di accompagnamento una “brava persona”.

    Secondo El Pais, il vescovo avrebbe scritto una lettera di raccomandazione per il sacerdote spagnolo José Poveda Sanchez, che è stato incriminato nel 2005 per aver abusato sessualmente di quattro bambini sotto gli 11 anni nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima Aranova (Roma).

    Il sacerdote, si legge sulle colonne di El Pais, “è stato protetto e mandato in Spagna dal vescovo Gino Reali, a capo della diocesi di Porto Santa Ruffina. Reali ha dato al sacerdote una lettera di raccomandazione per il vescovo di Getafe (Madrid), nella quale definisce il prete accusato di pedofilia come una “brava persona” che voleva tornare in Spagna “per curare la madre malata””.

    Secondo il vescovado di Getafe in Spagna il sacerdote accusato di pedofilia non avrebbe dato vita ad episodi di abusi: “Grazie a Dio nulla è successo”.

    José Poveda Sanchez, che ora ha 50 anni, è stato parroco della chiesa di Nostra Signora di Fatima in Aranova per tre anni. Prima era stato a Cerveteri e Maccarese.

    “Nel 2005, alcune famiglie di Aranova – ricorda El Pais – hanno detto al sindaco che aveva abusato dei loro figli.

    Il sindaco lo ha riferito al vescovo, e questo lo mandò a Getafe.

    Le dichiarazioni delle vittime di Sánchez Poveda alla polizia sono agghiaccianti. Uno di loro ha detto: “Durante la visione di un film, Jose ha cominciato a toccare le mie parti intime, mi ha fatto abbassare i pantaloni, mi ha afferrato il pene e mi ha masturbato”.

    http://www.tusciaweb.it/notizie/2010/aprile/15_6vescovo_tarquinia.htm

  • Pedofilia. Don Massimiliano Crocetti condannato a 4 anni e 4 mesi. Il vescovo lo difende

    Pedofilia. Don Massimiliano Crocetti condannato a 4 anni e 4 mesi. Il vescovo lo difende

    Per l’ex parroco di Oriolo, accusato di tentata violenza sessuale, udienza preliminare rinviata a ottobre per difetto di notifica a una delle persone offese.

    In tribunale ieri il parroco non era presente, si troverebbe in un luogo isolato in Umbria, mentre non si conosce quale sarà la strategia difensiva da parte dei suoi avvocati.

    Tra le ipotesi, c’è quella di un rito alternativo, forse il patteggiamento.

    Si costituirà parte civile, invece, la famiglia del ragazzo di Oriolo su cui il parroco avrebbe concentrato le sue attenzioni.


    Viterbo- Oriolo Romano – Tenta violenza sessuale

    Arresto del parroco, emergono altri episodi

    25 agosto 2006 – ore 8,30

    -Ha quindici anni e non sarebbe di Oriolo.

    E’ il ragazzo su cui don Massimiliano Crocetti avrebbe concentrato quelle attenzioni che martedì lo hanno portato agli arresti domiciliari. Non ci sarebbero stati fino all’intervento della polizia, contatti significativi.

    Gli investigatori tengono da tempo il sacerdote sotto controllo.

    Nel frattempo un suo compagno di studi, al Messaggero parla di una sua lettera spedita all’epoca all’allora vescovo Fiorino Tagliaferri, in ui si segnalavano episodi particolari, tali da cheidere che don Massimiliano non fosse nominato parroco. E come lui, altri suoi compagni erano a conoscenza della situazione. Il fatto che in nove anni sia stato spostato più volte da una parrocchia all’altra ella provicnia, sarebbe il segnale che qualcosa non va. 



    Un suo compagno di studi: «Conoscevamo i suoi strani comportamenti e li segnalammo alla Curia»

    «Chiedemmo di rinviarne l’ordinamento»

    Oriolo: sul prete arrestato per violenza un passato di trasferimenti

    di SIMONE CANETTIERI

    «Sì, io – come altri sacerdoti – conoscevo da tempo certi strani comportamenti di don Massimiliano. Al punto che prima che venisse ordinato sacerdote nel ’97, quando ancora era vice rettore del seminario minore di Montefiascone, scrissi insieme a loro alla Curia, retta dal vescovo di allora Fiorino Tagliaferri, affinchè rinviasse l’atto. Portando in questa lettera esempi e fatti tangibili su certe situazioni che riguardavano don Massimiliano e che ci angosciavano. Ma da quella lettera fino all’altro giorno non abbiamo mai ottenuto una risposta da parte di nessuno». A parlare, rimanendo nel più stretto anonimato, è un sacerdote coetaneo di don Massimiliano, un suo vecchio compagno di studi, ora parroco di una chiesa della Tuscia.

    Una testimonianza che non vuole essere né una sentenza nei confronti del padre di Oriolo Romano don Massimiliano Crocetti (accusato di tentata violenza su un minore del paese e ora agli arresti domiciliari), né una prova per gli inquirenti, né tantomeno un’accusa nei confronti della curia vescovile del capoluogo. Ma solo una testimonianza di chi conosce da lontano il percorso spirituale dell’attuale capo spirituale della comunità di Oriolo, un paese che ha amato e ama il suo ”don Max” e che da tre giorni è caduto nel più profondo sconcerto. Incredulo per questo arresto e per le accuse da cui è scaurito.

    Racconta ancora il sacerdote viterbese: «Alla fine Massimiliano venne ugualmente ordinato dal vescovo Tagliaferri: fu proprio uno degli ultimi e inviato ad Acquapendente; dopo due anni venne di nuovo trasferito a Cura di Vetralla come vice-parroco. Anche qui, mi risulta, ci furono alcuni episodi anomali e voci equivoche che investirono don Massimiliano, se non addirittura una denuncia. Tant’è che dopo pochi anni venne di nuovo trasferito a Oriolo Romano. Non spetta a me giudicare, ma cambiare tre parrocchie in nove anni è quantomeno singolare. E a questo punto mi viene anche il legittimo dubbio che anche l’attuale vescovo Lorenzo Chiarinelli fosse all’oscuro di tutto. Come se intorno a lui ci fosse una sorta di filtro».

  • Roma.Violentò 2 bimbe in confessionale.

    Roma.Violentò 2 bimbe in confessionale.

    Pedofilia/ Abusi su due bimbe in confessione: arrestato sacerdote

    Abusi sessuali su due bambine di 10 anni anche durante la confessione. E’ l’accusa mossa dalla procura di Roma nei confronti di E.M., sacerdote di 48 anni; il pm Francesco Scavo ha chiuso l’inchiesta nei suoi confronti con il deposito degli atti, passo che prelude a una richiesta di rinvio a giudizio. Il magistrato ha ipotizzato a suo carico il reato di ‘atti sessuali con minorenne’ (articolo 609 quater del codice penale).

    Questo perché, “avvalendosi della qualità di padre spirituale delle bambine che frequentavano il corso di catechismo presso la parrocchia Santa Rosa da Viterbo ed approfittando pertanto dell’autorità che tale qualifica rappresentava, in ripetute e diverse circostanze (anche in occasione del rito della confessione), dopo averle condotte nei locali della sagrestia e dell’appartamento all’interno della parrocchia ed adibito a sua privata dimora, accarezzava loro in più occasioni il corpo cingendo loro le braccia intorno al collo, le stringeva a sé e le baciava sul viso e sulla bocca con la lingua”.

    All’indagato vengono contestate le aggravanti “di aver commesso il fatto su persone minori degli anni dieci affidate alle sue cure per ragioni educative, religiose e comunque di istruzione, nonché nei momenti in cui nei confronti delle stesse aveva un obbligo di custodia o comunque di vigilanza”. Secondo il magistrato, che ascolterà il sacerdote, il quale ha chiesto di essere interrogato, gli abusi si sarebbero prolungati, nella parrocchia, nella zona di Tor di Quinto, nella capitale, fino alla scorsa primavera.

    http://laici.forumcommunity.net/?t=15408852

  • In manette il parroco e il professore Hanno abusato di una sedicenne

    In manette il parroco e il professore Hanno abusato di una sedicenne

    VITERBO – All’ inizio erano soltanto increduli, poi sono rimasti senza parole alla notizia dell’ arresto del parroco.

    Poco dopo è arrivata anche quella del fermo del professore.

    Per tutta la giornata di ieri non si è parlato d’ altro a Vitorchiano, piccolo centro alle porte di Viterbo. Secondo le accuse, i due avrebbero abusato di una ragazzina di 16 anni.

    Il sacerdote è Giuliano Medori, 59 anni, esorcista. Il professore insegna scienze al liceo pedagogico di Viterbo e si chiama Massimo Sonno, ha 47 anni. Entrambi sono stati arrestati ieri mattina dalla squadra mobile su ordine del gip e richiesta del procuratore generale, Giancarlo Armati, e del sostituto, Donatella Ferranti.

    L’ accusa è violenza sessuale continuata ed aggravata su una minorenne. Dietro la vicenda “una storia d’ amore”, un rapporto tra il professor Sonno e la ragazzina. Durava da tre anni, da quando lei, appena tredicenne, aveva iniziato a frequentare il liceo pedagogico. I due sono riusciti a tenere nascosta a lungo la loro relazione. Ma qualche mese fa la storia è stata scoperta dalle compagne di banco della ragazza, che l’ hanno riferita ai professori. è quindi intervenuto il preside che, d’ intesa con la madre della giovane, ha avvertito il provveditore agli studi e affidato la ragazza alle cure di una sociologa- psicologa.

    Sarebbe stata quest’ ultima a denunciare la vicenda alla polizia determinando l’ avvio delle indagini. Benchè si trattasse di una relazione, per il docente è scattata l’ accusa di violenza così come prevede il codice penale per rapporti sessuali con persone così giovani. Per quanto riguarda invece don Giuliano Medori, l’ incontro con la giovane sarebbe avvenuto soltanto alcuni mesi fa quando la ragazza lo ha avvicinato per cercare conforto alla sua situzione. è stato in questo periodo che il sacerdote, secondo l’ accusa, avrebbe cercato di approfittare della ragazza.

    Da indiscrezioni, sembrerebbe che gli inquirenti abbiano fatto largamente uso di intercettazioni ambientali nei confronti del sacerdote, piazzando anche microtelecamere nella canonica. Medori e Sonno sono stati rinchiusi nel carcere di Mammagialla, dove saranno ascoltati dai magistrati. Per il sacerdote l’ ordine di custodia prevede anche un altro reato, quello di maltrattamento. “Siamo amareggiati ma sereni ed abbiamo piena fiducia nell’ operato della magistratura”, dice monsignore Pietro Concioli vicario generale della diocesi di Viterbo. “I reati contestati a don Giuliano sono assai gravi – prosegue – ma ugualmente sono tutti da verificare e fino a prova contraria nessuno può essere giudicato colpevole prima di una sentenza. Se don Giuliano ha sbagliato dovrà pagare”. La notizia dell’ arresto di don Medori, a sua volta insegnante di religione nella scuola media di Vitorchiano, è arrivata in Curia nella tarda mattinata mentre era in corso una riunione presieduta dal vescovo Lorenzo Chiarinelli. Lo sconcerto è stato totale.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/06/17/in-manette-il-parroco-il-professore-hanno.html

  • Violenze a una ragazzina, in cella parroco e professore del liceo

    Violenze a una ragazzina, in cella parroco e professore del liceo

    Microspie in canonica Violenze a una ragazzina, in cella parroco e professore del liceo DAL NOSTRO INVIATO VITERBO

    “Oggi Don Giuliano non riceve”, c’e’ scritto sul foglio di carta appiccicato sul portone della chiesa della Santissima Trinita’ a Vitorchiano, borgo medievale a sei chilometri di Viterbo.

    I parrocchiani di Don Giuliano Medori, 59 anni, non saranno ricevuti per un bel pezzo. Il sacerdote che per quasi trent’anni ha detto messa la domenica e ogni primavera partiva con tre pulmann di compaesani per festeggiare la “Pasqua degli sposi”, che ha battezzato i loro figli, li ha avuti come allievi di religione alla scuola media e li ha portati in campeggio d’estate, famoso nella zona come esorcista, e’ stato arrestato ieri mattina all’alba con un’accusa che ha fatto piangere qualche devota fedele: violenza sessuale continuata ed aggravata su una ragazza minorenne. Con la stessa motivazione, poche ore prima, gli agenti della squadra mobile diretti da Vincenzo Cianchella hanno arrestato Massimo Sonno, 47 anni, celibe, professore di scienze al liceo pedagogico “Santa Rosa” di Viterbo che con la ragazzina, graziosa, capelli castani, conosciuta tre anni fa tra i banchi di scuola quando lei non aveva nemmeno quattordici anni, ha intrecciato una storia d’amore non solo platonica.

    Quando la giovane, oggi diciassettenne, angosciata da questo legame proibito, qualche mese fa ha cercato conforto nel parroco che possedeva quel misterioso potere di scacciare il diavolo, non ne ha avuto. Ha trovato soltanto un altro adulto, che ha approfittato di lei sessualmente. Dopo due mesi di attente indagini – partite dalla confessione di una compagna di classe che ne aveva ricevuto le confidenze – complete di microcamere piazzate in canonica, gli investigatori non hanno avuto piu’ dubbi.

    Di qui l’ordine di custodia cautelare firmato dal gip presso il tribunale di Viterbo e richiesto dal procuratore generale Giancarlo Amati (“Siamo stati costretti per l’univocita’ delle prove”) nei confronti del sacerdote (accusato anche di maltrattamenti) e del professore. Ora si trovano nel carcere di Mammagialla dove saranno interrogati nelle prossime ore. Per Vitorchiano, borgo di 3000 anime attaccato a Viterbo, la Citta’ dei Papi, (qui fu girato l’Armata Brancaleone con Vittorio Gasmann) l’arresto di Don Giuliano, che vive con la sorella nubile in una villetta con box per la Tipo grigia e recinto per le galline, e’ stato un vero sconvolgimento. “Peggio di una coltellata al cuore”, racconta un vicino di casa.

    “Siamo amareggiati ma sereni e fiduciosi nell’operato della magistratura”, afferma monsignor Pietro Concioli, vicario generale della diocesi di Viterbo. “I reati contestati sono gravi ma tutti da verificare, nessuno puo’ essere giudicato colpevole prima di una sentenza. Se Don Giuliano ha sbagliato dovra’ pagare”. Eppure qui in paese c’e’ chi ricorda perche’ Don Giuliano, piccoletto e calvo, che con una cooperativa gestisce un ristorante e una falegnameria, arrivo’ in fretta e furia nel 1969. “Lo sanno tutti che fu cacciato da Bagnoregio perche’ gli piacevano le ragazzine”, racconta l’avventore di un fuori le mura e lascia intendere come anche a Vitorchiano qualche parrocchiana abbia subito il fascino dell’abito talare. Davanti alla chiesa una signora anziana scuote la testa: “Non ci credo, e’ una calunnia”. Passa un vecchietto, legge il cartello che annuncia l’assenza di Don Giuliano, sorride e commenta: “Le voleva troppo, troppo giovani…”

    Cavalli Giovanna

    http://archiviostorico.corriere.it/1998/giugno/17/Violenze_una_ragazzina_cella_parroco_co_0_98061713676.shtml