Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: vittime

  • Dopo la De Delictis Gravioribus, ecco le false “linee guida” del 2003

    Dopo la De Delictis Gravioribus, ecco le false “linee guida” del 2003

    Il documento che il vaticano ha reso noto, solo il 12 Aprile 2010 (!), attraverso il proprio sito, e non con un comunicato ufficiale (è come emanare una legge e non renderla pubblica), non riporta data, l’originale è in inglese e non in latino (coincidenza, l’accusa di “ostruzionismo alla giustizia” mossa nei confronti di ratzinger, risale al 2004 e arriva dal Texas) e, il ricorso all’autorità giudiziaria, resta un’opzione, perchè, prima di tutto, parla di processi canonici interni.

    Le vittime sono “comprese”…

    L’unico passo che sembra, finalmente, parlare di denuncia alle autorità giudiziarie è questo:

    “Si deve sempre seguire il diritto civile in materia di notifica di crimini alle autorità competenti. “

    Ma può sembrarlo ad un’occhio disattento e superficiale perchè la frase significa solo che IN CASO si notifichi (“in materia di notifica”) un crimine all’autorità competente (che è l’autorità giudiziaria NON la congregazione per la dottrina della fede), si deve seguire il diritto civile (peccato che sia il diritto PENALE quello di cui stiamo parlando!) ma non c’è un chiaro ORDINE di denuncia dei crimini, senza “se” e senza “ma”.

    Nonostante, questo documento, sia palesemente stato prodotto per gettare acqua sul fuoco delle critiche e sui processi a carico dei prelati (papa compreso, denunciato 2 volte all’Aja) sono riusciti a mantenere gli stessi principi torbidi e omertosi, dove l’unica cosa che si legge è la preoccupazione di salvare la faccia.

    Ci voleva tanto a scrivere “Si deve sempre notificare i crimini alle autorità competenti, seguendo il diritto penale“?

    Si, ci voleva tanto…

    Ecco il testo:

    “GUIDA PROCEDIMENTI CDF NEI CASI DI ABUSO SESSUALE”

    “A: Procedure preliminari.

    La diocesi locale indaga ogni accusa di abuso sessuale su un minore da parte di un chierico.

    Se l’accusa ha una parvenza di verità, il caso è rinviato alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Vescovo locale trasmette tutte le necessarie informazioni alla Congregazione per la Dottrina della Fede (nessuna denuncia alle autorità giudiziarie, solo “processi” interni – ndr).ed esprime il suo parere sulle procedure da seguire e le misure da adottare nel breve e lungo termine.

    Si deve sempre seguire il diritto civile in materia di notifica di crimini alle autorità competenti. (“In materia di notifica” ma l’ordine di notifica, dove stà? – ndr)

    Durante la fase preliminare e fino a quando il caso è concluso, il Vescovo può imporre misure cautelative per salvaguardare la comunità, comprese le vittime (“comprese”… GRAZIE! – ndr). Infatti, il Vescovo locale conserva sempre il potere di proteggere i bambini limitando le attività di un sacerdote nella sua diocesi (nella sua, ecco perchè li trasferiscono – ndr). Questo fa parte della sua autorità ordinaria, che egli è incoraggiato ad esercitare in qualunque misura necessaria per assicurare che i bambini non subiscano danno. Tale potere può essere esercitato a discrezione del Vescovo, prima, durante e dopo ogni procedimento canonico (nessuna denuncia alle autorità giudiziarie, solo “processi” interni – ndr).

    B: Procedura autorizzata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede

    La Congregazione per la Dottrina della Fede esamina il caso presentato dal Vescovo locale e chiede anche informazioni supplementari, se necessario.

    La Congregazione per la Dottrina della Fede ha un certo numero di opzioni:

    B1 Processi penali

    La Congregazione per la Dottrina della Fede può autorizzare il Vescovo locale a condurre un processo penale giudiziario dinanzi ad un tribunale della Chiesa locale (nessuna denuncia alle autorità giudiziarie, solo “processi” interni – ndr). I ricorsi in tal caso sono presentati ad un Tribunale della Congregazione per la Dottrina della Fede.

    La Congregazione per la Dottrina della Fede può autorizzare il Vescovo locale a procedere ad un processo penale amministrativo davanti ad un delegato del Vescovo locale (Idem sopra – ndr), assistito da due assistenti. Il sacerdote accusato è chiamato a rispondere alle accuse e al riesame delle prove. L’imputato ha il diritto di presentare ricorso alla Congregazione per la Dottrina della Fede contro un decreto di condanna ad una pena canonica (trasferimento, ritiro, preghiera e altre bazzecole: nessuna denuncia alle autorità giudiziarie- ndr). La decisione dei Cardinali membri della Congregazione per la Dottrina della Fede è definitiva.

    Se il chierico è giudicato colpevole, i processi penali giudiziari ed amministrativi possono condannare un chierico a una serie di pene canoniche, la più grave delle quali è la dimissione dallo stato clericale (spretato ma non denunciato – ndr). La questione del risarcimento dei danni può anche essere trattata direttamente durante questi procedimenti.

    Casi B2 presentati direttamente al Santo Padre

    In casi molto gravi in cui un processo civile penale ha trovato il chierico colpevole di abusi sessuali su minori o quando le prove sono schiaccianti (bisogna, però, denunciarlo, prima – ndr), la Congregazione per la Dottrina della Fede può scegliere di portare il caso direttamente al Santo Padre con la richiesta che il Papa emani un decreto “ex officio” di dimissione dallo stato clericale. Non vi è alcun rimedio canonico contro tale decreto papale.

    La Congregazione per la Dottrina della Fede porta anche al Santo Padre richieste da parte dei sacerdoti accusati che, consapevoli dei propri crimini, chiedono di essere dispensati dall’obbligo del sacerdozio e di tornare alla stato laicale. Il Santo Padre concede tali richieste per il bene della Chiesa (“Pro bono Ecclesiae”) (questa si commenta da sola – ndr).

    B3 Provvedimenti Disciplinari

    Nei casi in cui il sacerdote accusato ha ammesso i suoi crimini e ha accettato di vivere una vita di preghiera e di penitenza (basta ammettere e non rischi nemmeno di essere spretato – ndr), la Congregazione per la Dottrina della Fede autorizza il Vescovo locale ad emettere un decreto che vieti o limiti il ministero pubblico di un tale sacerdote. Tali decreti sono imposti con un precetto penale che comporta una pena canonica (e te pareva – ndr)per la violazione delle condizioni del decreto, non esclusa la dimissione dallo stato clericale. Il ricorso amministrativo alla Congregazione per la Dottrina della Fede è possibile contro decreti del genere. La decisione della Congregazione per la Dottrina della Fede è definitiva.

    Revisione del Motu proprio

    Da qualche tempo la Congregazione per la Dottrina della Fede ha intrapreso una revisione di alcuni articoli del Motu proprio “Sacramentorum Sanctitatis Tutela”, al fine di aggiornare detto Motu Proprio del 2001, alla luce della facoltà speciali concesse alla Congregazione per la Dottrina della Fede dai Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Le modifiche proposte in discussione non cambieranno le modalità di cui sopra (A, B1-B3).”

    http://visnews-ita.blogspot.de/2010/04/guida-procedimenti-cdf-nei-casi-di.html

    Vi serve altro ?

  • PEDOFILIA: SACERDOTE BELGA, NESSUNA PUNIZIONE VESCOVI IN BEN 300 CASI

    PEDOFILIA: SACERDOTE BELGA, NESSUNA PUNIZIONE VESCOVI IN BEN 300 CASI

    12-04-10
    (ASCA-AFP) – Bruxelles, 12 apr – I vescovi del Belgio non hanno mai punito un sacerdote negli oltre 300 casi di pedofilia denunciati nel corso degli anni novanta. La denuncia viene da un sacerdote che in passato ha aiutato molte vittime, padre Rick Deville, il quale in un’intervista ai quotidiani De Standaard e Het Nieuwsblad, ha rivelato che fra il 1992 e il 1998 sono stati esaminati oltre 300 casi di pedofilia, ”ma solo 15 sono terminati con un’ammissione di colpevolezza. Un prete accusato al massimo veniva trasferito, ma mai punito”.

    Padre Deville, fondatore del gruppo ”Diritti umani nella Chiesa” per sostenere le vittime degli abusi, ha sottolineato inoltre la mancanza di sostegno da parte della gerarchia cattilica belga. ”Sono stati pochi i vescovi che ci hanno aiutato”, ha detto il sacerdote. ”In molti casi le vittime sono state addirittura accusate di diffamazione.

    Abbiamo avuto il caso di un prete accusato di tre episodi di pedofilia ed ogno volta veniva trafserito in una zona dove non era conosciuto e dove continuava i suoi abusi”.

    Il nuovo capo dei vescovi belgi, l’arcivescovo Andre Leonard, ha ammesso che quello degli abusi sessuali sui minori nel paese e’ un problema da tanti anni e nel suo sermone pasquale ha denunciato il ”colpevole silenzio” della Chiesa che ha ”malgestito” gli eventi.

    red-uda/cam/alf

    Preti pedofili. In Belgio su 300 denunce solo 15 sono accertate

    Rik Devillé

    Su 300 denunce in Belgio per abusi sessuali compiuti negli anni Novanta da religiosi su bambini, solo 15 sono state prese in seria considerazione e si sono concluse con una confessione di colpa. E’ quanto denuncia il prete belga in pensione Rik Devillé, promotore del gruppo di lavoro “Diritti dell’uomo nella Chiesa”, che ha accompagnato più di 300 bambini vittime di abusi tra il 1992 e il 1998.

    In un’intervista pubblicata oggi da due quotidiani fiamminghi – De Standaard e Het Nieuwsblad – il prete, oggi in pensione, afferma che i religiosi coinvolti negli abusi sono stati spesso messi a tacere, ma non rimossi. Rik Devillé ha parole tristi per quel periodo: “di tutte le denunce, sono 15 si sono concluse, appena il cinque per cento”, commenta infatti con amarezza.

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/preti-pedofili-in-belgio-su-300-denunce-solo-15-sono-accertate-322823/

  • Pedofilia, Santa Sede: “Non ostacolare le denunce”., E quando cominceranno a denunciare i peti criminali?

    Pedofilia, Santa Sede: “Non ostacolare le denunce”., E quando cominceranno a denunciare i peti criminali?

    Ma se la denuncia era obbligatoria dal 2001 perché in questi 9 anni nemmeno un prete è stato denunciato dai vescovi? Disubbidiscono al papa oppure semplicemente la legge applicata è diversa da quella scritta?


    In realtà la legge vaticana non obbliga affatto alla denuncia ma impone solo di “seguire la lgge ivile in materia di denuncia”. e in Italia non esiste alcun obbligo di denuncia

    Ma ora lo denunceranno davvero? Sovvertiranno la millenaria prassi di insabbiare i casi e soffocare lo scandalo? Per ora sono solo chiacchiere. Vedremo alla prova dei fatti.

    www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=371519

    12/04/2010 14.27.03

    Abusi su minori: sul sito vaticano la Guida alla comprensione delle procedure della Congregazione per la Dottrina della Fede

    E’ stata pubblicata oggi sul sito della Santa Sede (www.vatican.va, nell’apposito Focus dedicato alla risposta della Chiesa alla questione degli abusi sui minori) una Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf) relative alle accuse di abusi sessuali. Non si tratta di un nuovo documento ma di una scheda riassuntiva di procedure operative già definite che possa essere di aiuto per laici e non canonisti. Le procedure si rifanno al Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela (MP SST) del 30 aprile 2001 e al Codice di Diritto Canonico del 1983.

    Per quanto riguarda le procedure preliminari, la diocesi indaga su qualsiasi sospetto di abusi sessuali da parte di un religioso nei riguardi di un minore. Qualora il sospetto risulti verosimile, il caso viene deferito alla Cdf. Il vescovo locale trasmette ogni informazione necessaria alla Cdf ed esprime la propria opinione sulle procedure da seguire e le misure da adottare a breve e a lungo termine. Va sempre dato seguito alle disposizioni della legge civile per quanto riguarda la denuncia di tali crimini alle autorità civili. Nella fase preliminare e fino a quando il caso sia concluso, il vescovo può imporre misure precauzionali per la salvaguardia della comunità, comprese le vittime. In realtà, al vescovo locale è sempre conferito il potere di tutelare i bambini limitando le attività di qualsiasi sacerdote nella sua diocesi. Questo rientra nella sua autorità ordinaria, che è chiamato ad esercitare in qualsiasi misura necessaria per garantire che i bambini non ricevano danno, e questo potere può essere esercitato a discrezione del vescovo prima, durante e dopo qualsiasi procedimento canonico.

    Per quanto riguarda le procedure autorizzate dalla Cdf, il dicastero studia il caso presentato dal vescovo locale e, dove necessario, richiede informazioni supplementari. La Cdf può autorizzare il vescovo locale a istruire un processo penale giudiziario davanti a un Tribunale ecclesiale locale. Qualsiasi appello in casi simili dovrà essere eventualmente presentato ad un tribunale della Cdf. La Cdf può anche autorizzare il vescovo locale a istruire un processo penale amministrativo davanti ad un delegato del vescovo locale, assistito da due assessori. Il sacerdote accusato è chiamato a rispondere alle accuse e ha il diritto di presentare ricorso alla Cdf contro un decreto che lo condanni ad una pena canonica. La decisione dei cardinali membri della Cdf è definitiva. Qualora il sacerdote venga giudicato colpevole, i due procedimenti – giudiziario e amministrativo penale – possono condannarlo ad un certo numero di pene canoniche, fino alla dimissione dallo stato clericale. Anche la questione dei danni subiti può essere trattata direttamente durante queste procedure.

    In casi particolarmente gravi, in cui un religioso durante un processo è ritenuto colpevole di abusi sessuali su minori o in cui le prove siano schiaccianti, la Cdf può scegliere di portare questo caso direttamente al Santo Padre con la richiesta che il Papa emetta un decreto di dimissione dallo stato clericale “ex officio”. Non esiste ricorso canonico dopo un simile decreto papale. La Cdf porta al Santo Padre anche richieste di sacerdoti accusati che, consapevoli dei crimini commessi, chiedano di essere dispensati dagli obblighi del sacerdozio e chiedano di tornare allo stato laicale. Il Santo Padre concede tale richiesta per il bene della Chiesa (“pro bono Ecclesiae”).

    In quei casi in cui il sacerdote accusato abbia ammesso i propri crimini ed abbia accettato di vivere una vita di preghiera e penitenza, la Cdf autorizza il vescovo locale ad emettere un decreto che proibisce o limita il ministero pubblico di tale sacerdote. Nel caso di violazione delle condizioni del decreto, non è esclusa la dimissione dallo stato clericale. Contro questi decreti è possibile il ricorso alla Cdf. La decisione della Cdf è definitiva.

    Infine, la Guida ricorda che la Cdf ha in corso una revisione di alcuni articoli del Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela del 2001, al fine di aggiornarlo alla luce delle speciali facoltà riconosciute alla Cdf dai Pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Le modifiche proposte e sotto discussione non cambieranno le suddette procedure.

    www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-…atoria_dal_2oo1

    S. SEDE: PROCEDURA PRETI PEDOFILI, DENUNCIA OBBLIGATORIA DAL 2OO1

    (AGI) – CdV, 12 apr. – La Santa Sede h apubblicato oghgi sul suo sito internet – nell’apposito focus inaugurato il 19 marzo dalla Lettera del Papa ai cattolci dell’Irlanda – la Guida che deve essere seguita per le inchieste e i processi canonici nei casi di abusi sessuali commessi dai preti. La procedura in atto – sintetizzata nella Guida – prevede che l’obbligo di denunciare i crimini commessi dai sacerdoti alle autorita’ civili, seguendo le leggi in vigore nei diversi Paesi. “Non e’ un nuovo documento ma una guida applicativa delle norme del 2001, redatta nel 2003”, ha spiegato il vice direttore della Sala Stampa, padre Ciro Bendettini. La pubblicazione e’ stata decisa in nome dell’assoluta trasparenza imposta dal Papa .

    www.lastampa.it/redazione/cmsSezion…54048girata.asp

    Pedofilia, la Santa Sede: “Obbligo
    di denuncia alle autorità civili”

    On line dalla Santa Sede
    le procedure che saranno seguite
    “Nei casi più gravi il Papa
    spreterà senza processo”

    E’ on line la guida sulle procedure vaticane per quanto riguarda gli abusi sui minori, pubblicata oggi sul sito web della Santa Sede. Nei casi di abusi sessuali su minori da parte dei preti «si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità ». È la prima volta che viene scritto nero su bianco che il ricorso alle autorità civili è obbligatorio.

    La guida sulle procedure canoniche da seguire da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede riguarda il caso di “Delicta Graviora”, in pratica i reati più gravi, ed è pubblicata in relazione alla pedofilia. Le procedure prevedono che nei casi più gravi di preti pedofili, il Papa potrà direttamente “spretare” il sacerdote, ovvero ridurre il colpevole allo stato laicale senza passare per un processo canonico. La guida, in tutto un paio di pagine, è in inglese.

    www.repubblica.it/esteri/2010/04/12…civili-3288566/

    Pubblicate per la prima volta su internet le disposizioni in caso di abusi
    Le procedure risalgono al 2003: “Nei casi più gravi, il Papa può spretare senza processo”
    Vaticano, ecco la guida sulla pedofilia
    “Si denunci sempre ad autorità civili”

    CITTA’ DEL VATICANO – Nei casi di abusi sessuali su minori da parte dei preti “si deve sempre seguire la legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità “. E’ quanto recita la guida sulle procedure canoniche della Congregazione per la Dottrina della Fede, pubblicata sul sito della Santa Sede. Nei casi più gravi, continua il documento, il Papa potrà direttamente ridurre il colpevole allo stato laicale, senza passare per un processo canonico.

    E’ la prima volta che viene scritto nero su bianco che il ricorso alle autorità civili è obbligatorio. “In casi veramente gravi” si legge nel documento, “quando un tribunale civile ha condannato un prete colpevole di abusi sessuali su minori o quando ci sono prove evidenti, la Congregazione per la Dottrina della Fede può scegliere di portare il caso direttamente al Santo Padre con a richiesta che il Papa emetta un decreto “ex officio” per la riduzione allo stato laicale”. Tale decreto papale, specifica la guida, non può essere oggetto di ricorso canonico.

    Le linee guida pubblicate oggi, spiega la sala stampa vaticana, sono il riassunto di procedure operative risalenti al 2003, ma mai rese note al pubblico e relative al Motu proprio del 2001 sui “Delicta Graviora”.

    (12 aprile 2010) Tutti gli articoli di Esteri

    Le istruzuioni dal sito della Santa Sede

    www.vatican.va/resources/resources_…cedures_en.html

    Guide to Understanding Basic CDF Procedures
    concerning Sexual Abuse Allegations

    The applicable law is the Motu Proprio Sacramentorum sanctitatis tutela (MP SST) of 30 April 2001 together with the 1983 Code of Canon Law. This is an introductory guide which may be helpful to lay persons and non-canonists.

    A: Preliminary Procedures

    The local diocese investigates every allegation of sexual abuse of a minor by a cleric.

    If the allegation has a semblance of truth the case is referred to the CDF. The local bishop transmits all the necessary information to the CDF and expresses his opinion on the procedures to be followed and the measures to be adopted in the short and long term.

    Civil law concerning reporting of crimes to the appropriate authorities should always be followed.

    During the preliminary stage and until the case is concluded, the bishop may impose precautionary measures to safeguard the community, including the victims. Indeed, the local bishop always retains power to protect children by restricting the activities of any priest in his diocese. This is part of his ordinary authority, which he is encouraged to exercise to whatever extent is necessary to assure that children do not come to harm, and this power can be exercised at the bishop’s discretion before, during and after any canonical proceeding.

    B: Procedures authorized by the CDF

    The CDF studies the case presented by the local bishop and also asks for supplementary information where necessary.

    The CDF has a number of options:

    B1 Penal Processes

    The CDF may authorize the local bishop to conduct a judicial penal trial before a local Church tribunal. Any appeal in such cases would eventually be lodged to a tribunal of the CDF.

    The CDF may authorize the local bishop to conduct an administrative penal process before a delegate of the local bishop assisted by two assessors. The accused priest is called to respond to the accusations and to review the evidence. The accused has a right to present recourse to the CDF against a decree condemning him to a canonical penalty. The decision of the Cardinals members of the CDF is final.

    Should the cleric be judged guilty, both judicial and administrative penal processes can condemn a cleric to a number of canonical penalties, the most serious of which is dismissal from the clerical state. The question of damages can also be treated directly during these procedures.

    B2 Cases referred directly to the Holy Father

    In very grave cases where a civil criminal trial has found the cleric guilty of sexual abuse of minors or where the evidence is overwhelming, the CDF may choose to take the case directly to the Holy Father with the request that the Pope issue a decree of “ex officio” dismissal from the clerical state. There is no canonical remedy against such a papal decree.

    The CDF also brings to the Holy Father requests by accused priests who, cognizant of their crimes, ask to be dispensed from the obligation of the priesthood and want to return to the lay state. The Holy Father grants these requests for the good of the Church (“pro bono Ecclesiae”).

    B3 Disciplinary Measures

    In cases where the accused priest has admitted to his crimes and has accepted to live a life of prayer and penance, the CDF authorizes the local bishop to issue a decree prohibiting or restricting the public ministry of such a priest. Such decrees are imposed through a penal precept which would entail a canonical penalty for a violation of the conditions of the decree, not excluding dismissal from the clerical state. Administrative recourse to the CDF is possible against such decrees. The decision of the CDF is final.

    C. Revision of MP SST

    For some time the CDF has undertaken a revision of some of the articles of Motu Proprio Sacramentorum Sanctitatis tutela, in order to update the said Motu Proprio of 2001 in the light of special faculties granted to the CDF by Popes John Paul II and Benedict XVI. The proposed modifications under discussion will not change the above-mentioned procedures (A, B1-B3).

  • PRETI PEDOFILI, S. SEDE, DENUNCIA E’ OBBLIGATORIA DAL 2OO1

    PRETI PEDOFILI, S. SEDE, DENUNCIA E’ OBBLIGATORIA DAL 2OO1

    CdV – La Santa Sede ha pubblicato oggi sul suo sito internet – nell’apposito focus inaugurato il 19 marzo dalla Lettera del Papa ai cattolci dell’Irlanda – la Guida che deve essere seguita per le inchieste e i processi canonici nei casi di abusi sessuali commessi dai preti. La procedura in atto – sintetizzata nella Guida – prevede che l’obbligo di denunciare i crimini commessi dai sacerdoti alle autorita’ civili, seguendo le leggi in vigore nei diversi Paesi. “Non e’ un nuovo documento ma una guida applicativa delle norme del 2001”, ha spiegato il vice direttore della Sala Stampa, padre Ciro Bendettini. “La Guida messa on line oggi e’ quella redatta nel 2003”, ha aggiunto il vice direttore della Sala Stampa, sottolineando che “la pubblicazione e’ stata decisa in nome dell’assoluta trasparenza imposta dal Papa”. La procedura resa nota conferma tra l’altro che il Romano Pontefice ha la facolta’ di ridurre allo stato laicale un sacerdote colpevole di abusi senza passare per il processo canonico. Si tratta ovviamente di una procedura penale diversa da quella relativa alle richieste di dispensa dagli obblighi del sacerdozio, della quale i media di tutto il mondo si sono occupati nei giorni scorsi perche’ e’ stata seguita negli anni ’80 nel caso di padre Stephen Miller Kiesle che fu prima arrestato e condannato dallo Stato della California e solo dopo domando’ la riduzione allo stato laicale con l’intenzione di contrarre matrimonio. E questo con l’appoggio del vescovo locale che intendeva sottrarre la diocesi all’onere di istituire il previsto processo canonico contro il criminale. L’allora card. Ratzinger rispose al presule di comportarsi come un “padre” nel senso di proteggere i bambini dal rischio di nuovi abusi, seguendo le norme e le procedure previste che comportavano l’automatica sospensione a divinis del sacerdote che fu poi laicizzato due anni dopo al compimento dei 40 anni.

    http://www.agi.it/cronaca/notizie/201004121240-cro-rt10094-preti_pedofili_s_sede_denuncia_obbligatoria_dal_2oo1

    PRETI PEDOFILI: IL TESTO DELLE LINEE GUIDA PER I PROCESSI

    (AGI) – CdV, 12 apr. – Nei casi di abuso sessuale commesso da sacerdoti “il diritto applicabile e’ il Motu Proprio ‘Sacramentorum sanctitatis tutela’ del 30 aprile 2001, insieme con il codice di diritto canonico del 1983″. Lo afferma la Guida che la Santa Sede ha messo oggi on line sul suo sito internet. Si tratta di un testo, si precisa, “che puo’ essere utile per i laici e i non canonisti”.

    Al primo punto (capo A) sono spiegate le “procedure preliminari La diocesi locale indaga ogni accusa di abuso sessuale di un minore da parte un chierico”. “Se l’accusa ha una parvenza di verita’ il caso – si legge – viene deferito alla Congregazione della Dottrina della Fede. Il vescovo locale trasmette tutte le informazioni necessarie alla CDF ed esprime il suo parere in merito alle procedure da seguire e le misure da adottare a breve e lungo termine. La legge civile in materia di segnalazione di reati alle autorita’ competenti deve sempre essere seguita. Durante la fase preliminare e fino a quando il caso e’ concluso, il vescovo puo’ imporre misure precauzionali per proteggere la Comunita’, comprese le vittime. Infatti, il vescovo locale mantiene sempre il potere per proteggere i bambini, limitando le attivita’ di qualsiasi sacerdote nella sua diocesi. Questo fa parte della sua autorita’ ordinaria, che egli e’ incoraggiato a esercitare in qualsiasi misura sia necessaria per assicurare che i bambini non abbiano nocumento, e questo potere puo’ essere esercitato a discrezione del vescovo, prima, durante e dopo qualsiasi procedimento canonico”.

    Il capo B e’ dedicato alle “procedure autorizzate dalla CDF”. “La CDF – chiarisce la Guida – studia il caso presentato dal vescovo locale e chiede anche informazioni supplementari, se necessario”. Dopo di che, “la CDF ha diverse opzioni”, la prima delle quali (capo B comma 1) e’ quella dei “pocessi penali”: “la CDF – spiega il testo – puo’ autorizzare il vescovo locale a condurre un processo giudiziario penale dinanzi a un tribunale locale della Chiesa. Un eventuale ricorso in tal caso puo’ essere presentato alla CDF”. (AGI) Siz (Segue)

    http://www.diritto-oggi.it/archives/00048594.html

     

  • Shock a Foggia: così don Nicola ci molestava

    Shock a Foggia: così don Nicola ci molestava

    FOGGIA – E’ successo qualche cosa di particolare che ti ha turbato durante questa confessione con don Nicola? chiede il gip alla bambina.

    «Sì, mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre». Di questa situazione hai parlato con qualche amica, di questo fatto che era avvenuto con don Nicola?

    «Sì, con…» e la piccola fa un nome..

    E la tua amica ti ha raccontato qualcosa che era successo a lei?

    «Sì, la stessa cosa mia: il prete l’accarezzava e voleva andare giù, a lei faceva la stessa cosa che aveva fatto a me».

    È questo il segreto che si scambiavano le bambine su don Nicola, l’anziano prete della parrocchia del «Sacro Cuore», al rione Candelaro a Foggia. E sono proprio le dichiarazioni di quelle cinque bambine, tra presunte vittime e testimoni indiretti, la principale prova in mano alla Procura che ha chiesto il rinvio a giudizio di don Nicolangelo Rossi, 79 anni, originario di Benevento, accusato di molestie sessuali su quattro bambine, tutte avvenute secondo l’accusa nell’estate del 2006, quando prestava la sua opera spirituale presso il «Sacro cuore»: per questa vicenda il sacerdote fu arrestato l’11 maggio del 2007 e posto ai domiciliari, dove rimase sino al settembre successivo. Oggi come allora, don Nicola (che da tempo ha lasciato la chiesa del Sacro Cuore e Foggia) respinge con sdegno le accuse, che secondo il suo legale non sarebbero sorrette da prove certe

    È il 18 giugno del 2007 quando nel Tribunale di Foggia si ritrovano per l’incidente probatorio, che serve ad acquisire la prova prima del processo, da una parte le bambine e i loro genitori, e dall’altro il gip Rita Curci che conduce l’interrogatorio, insieme al pm, i difensori di parte civile e i legali del sacerdote che quel giorno rinunciò a presenziare all’udienza. Le bambine, una per volta, parlano dei giochi estivi organizzati dalla parrocchia «Sacro cuore» (in prima fila nel volontariato e nell’aiutare tanti giovani ad allontanarsi dalla strada in un quartiere a rischio come Candelaro), e poi delle confessioni con i sacerdoti, soprattutto con quello più anziano, che le minorenni chiamavano don Nicola.

    «Stavamo giocando, era pomeriggio e ci vennero a chiamare dei ragazzi perché dovevamo confessarci, a me mi mandarono da don Nicola», tetsimonia una delle presunte vittime del sacerdote.

    Dov’è avvenuta questa confessione? All’aperto, in una stanza? le domanda il gip Rita Curci.

    «In chiesa, all’interno del confessionale. Chiesi a don Nicola se dovevo mettermi in ginocchio o in piedi, lui disse in piedi. A metà confessione ha cominciato a toccarmi e non ho avuto il coraggio di andarmene perché mi teneva con una mano e con l’altra mi toccava. Poi abbiamo finito la confessione e me ne sono andata»

    Senti, tu con don Nicola non ti eri mai confessata prima di questa volta?

    «Con lui avevo fatto la mia prima confessione dieci giorni prima della comunione, ma non mi aveva fatto niente».

    C’è qualche altra bambina che ti ha fatto una confidenza di questo tipo?

    «Sì, è… Mi ha raccontato che il sacerdote l’aveva toccata da tutte le parti, era successo una sola volta. Quando me l’ha detto ancora non mi era successa questa cosa».

    Anche un’altra bambina quel giorno confermerà al giudice: «Una mia amica mi ha detto d’essere stata toccata da don Nicola. Come mi era sembrata? Stupita, non poteva immaginare che don Nicola potesse fare una cosa del genere».

    Altre due bambine confermarono durante l’incidente probatorio le «attenzioni» dell’anziano sacerdote («mi accarezzava e piano piano voleva andare giù, però io mi allontanavo sempre e ho interrotto la confessione» racconta una di loro). Ma c’è anche una minorenne che non vide nulla di lascivo in quelle carezze: «Don Nicola ci chiedeva i peccati, mi mise la mano sul fianco e mi dava le carezze qua sul viso».

    A te dava fastidio questa cosa, ti ha provocato turbamento? la domanda del gip.

    «No, non mi dava fastidio» ha risposto la bimba.

  • Abusi nel confessionale chiesto a Foggia il giudizio per un prete

    Abusi nel confessionale chiesto a Foggia il giudizio per un prete

    FOGGIA – A tre anni dall’arresto è stata fissata per il prossimo 19 maggio l’udienza preliminare nei confronti del prete accusato di atti sessuali su minorenni, per le presunte molestie avvenute nella chiesa del «Sacro Cuore»: mentre confessava 4 ragazzine il sacerdote le avrebbe toccate e si sarebbe toccato.

    La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di don Nicolangelo Rossi – 79 anni, originario di Benevento – che nell’estate 2006, epoca cui si riferiscono le accuse, era in servizio nella parrocchia del «Sacro Cuore» al rione Candelaro di Foggia.

    Il prete fu arrestato dalla Squadra mobile l’11 maggio 2007 (all’epoca del fermo viveva in un istituto salesiano del Tarantino), e posto ai domiciliari in un altro istituto salesiano di Castellammare di Stabia (Napoli) su ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice di Foggia.

    Quattro mesi dopo, il 24 settembre 2007, il Tribunale revocò gli arresti domiciliari e impose al sacerdote l’obbligo di dimora a Vico Equense, sempre in provincia di Napoli. Nel giugno 2008 anche questo obbligo fu revocato. Il sacerdote si dichiara innocente: al momento non è noto se i difensori, gli avvocati Franco Ventarola e Aldo Scippa, opteranno per il giudizio abbreviato quando tra un mese si svolgerà l’udienza preliminare davanti al giudice Antonio Diella.

    I familiari di una delle 4 presunte vittime si costituiranno parte civile con l’avvocato Michele Vaira che lamenta anche il presunto silenzio dei superiori dell’imputato.

  • Crimini contro l’umanità: “arrestare papa Ratzinger”

    Crimini contro l’umanità: “arrestare papa Ratzinger”

    domenica 11 aprile 2010
    Preti pedofili, nuove accuse a Papa Ratzinger: “Bisogna arrestarlo per crimini contro l’umanità”
    di Domenico Giampetruzzi

    Ogni giorno spuntano casi scioccanti di pedofilia coperti in passato dalla Chiesa Cattolica e in particolar modo dall’attuale Papa Ratzinger quando era il braccio destro di Papa Giovanni Paolo II. Lo scandalo dei preti pedofili cattolici, che hanno commesso reati in quasi ogni parte del mondo, sta avendo il giusto risalto sulla stampa americana e anglosassone anche perchè sono tantissimi i casi di religiosi che hanno seviziato e abusato sessualmente di bambini e bambine indifesi e innocenti. Casi scomodi e vergognosi che il più delle volte si sono risolti con un nulla di fatto oppure con un cospicuo pagamento del danno arrecato alle famiglie delle vittime. In altri casi le stesse famiglie di bambini abusati da preti pedofili sono state minacciate oppure consigliate a non sporgere minimamente denuncia presso le autorità competenti in quanto dovevano essere affidati questi casi alla misericordia di Dio. Cioè detto in poche parole doveva regnare l’omertà più assoluta come in una vera e propria organizzazione criminale mafiosa internazionale. Il principale indiziato della copertura di casi di pedofilia nella Chiesa Cattolica è Papa Benedetto XVI che alcuni anni fa firmò una lettera che di fatto dava delle precise indicazioni ai vescovi di tutto il mondo per coprire i gravi reati di pedofilia.

    Le gerarchie ecclesiastiche cattoliche accusano i media di aver montato un caso mediatico vergognoso contro la Chiesa Cattolica mentre il vescovo emerito di Grosseto mons. Giacomo Babini, come riporta il sito Pontifex, attacca gli ebrei: «Si tratta di un attacco sionista, vista la potenza e la raffinatezza: loro non vogliono la Chiesa, ne sono nemici naturali. In fondo, storicamente parlando, i giudei sono deicidi. La loro colpa – continua Babini – fu tanto grave che Cristo premonizzò quello che sarebbe accaduto loro con il non piangete su di me, ma sui vostri figli». Piuttosto di fare mea culpa e fare pulizia all’interno della Chiesa Cattolica eliminando quella parte marcia e criminale che la compone le gerarchie ecclesiastiche continuano a negare l’evidenza e la realtà dei fatti scaricando le proprie colpe su altri. Che schifo! D’altronde non è una novità la Storia dell’umanità ci insegna di quali e quanti peccati e reati si è macchiata la Chiesa Cattolica. Chi ha coperto questi gravi crimini contro l’umanità e cioè Papa Ratzinger dovrebbe avere un minimo di buon senso sia come religioso, sia come uomo di Stato che come persona e dimettersi dall’incarico.

    Il movimento ateo inglese, guidato da Richard Dawkins e Christopher Hitchens, ha espressamente chiesto di arrestare Papa Ratzinger quando si recherà in Inghilterra in visita a settembre (dal 16 al 19 settembre) per crimini contro l’umanità in quanto ha insabbiato i numerosissimi casi di preti pedofili. Hanno incaricato esperti di diritti umani per formulare le accuse e incriminare Papa Ratzinger che coprendo questi reati commessi da criminali religiosi ha favorito e non punito la pedofilia. «Stiamo parlando di un uomo – ha affermato Dawkins al Sunday Times – il cui primo impulso, quando i suoi preti vengono pizzicati con le braghe calate, è quello di coprire lo scandalo e condannare la giovane vittima al silenzio». «Quest’uomo – gli ha fatto eco Hitchens – non è nè al di sopra nè al di fuori della legge». Difficilmente ciò potrà accadere per via della potentissima casta della Chiesa Cattolica che ha appoggi e sostegno da ogni parte del mondo.

    http://www.liberalaico.com/2010/04/preti-p…ccuse-papa.html

  • Times. Primate di Inghilterra e Galles protesse prete pedofilo

    Times. Primate di Inghilterra e Galles protesse prete pedofilo

    David Pearce condannato a 8 anni di prigione
    L’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols ha presieduto un’istituzione cattolica attiva nell’assistenza di minori proprio mentre un prete pedofilo, David Pearce, era oggetto di indagini. L’ufficio che faceva capo a Nichols non e’ mai intervenuto.

    Londra, 10-04-2010

    Il capo della chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles e’ stato responsabile di un sistema per la protezione dei minori che ha permesso ad un prete pedofilo di continuare a commettere abusi nonostante ripetute segnalazioni da parte delle vittime. Lo sostiene il Times quale conclusione di un’inchiesta condotta dallo stesso quotidiano.

    L’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, attuale primate della chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles, ha presieduto dal 2001 al 2008 un’istituzione cattolica attiva nell’assistenza di minori (Catholic Office for the Protection of Children and Vulnerable Adults – Copca) proprio mentre un prete pedofilo, David Pearce, era oggetto di indagini da parte della chiesa e della polizia. Ma l’ufficio che faceva capo a Nichols non e’ mai intervenuto, al punto che, nel 2006, nonostante l’Alta Corte avesse stabilito il risarcimento per danni ad una delle vittime di Pearce, il monaco benedettino mantenne la sua funzione alla Ealing Abbey, parrocchia dell’ovest di Londra, fino al 2008 quando fu arrestato.

    Pearce, 68 anni, ex preside della prestigiosa St. Benedict’s School (Ealing), e’ stato condannato a otto anni di prigione dopo aver ammesso una serie di reati a sfondo sessuale in abusi a studenti adolescenti durante i 35 anni alla Ealing Abbey.

    L’arcivescovo Nichols ha negato di essere stato al corrente del caso Pierce durante il periodo in cui era responsabile del Copca, scrive ancora il Times nella sua versione online. Fonti all’interno della Chiesa affermano che Nichols non fosse a conoscenza di tutti i dettagli della vicenda legata agli abusi prima di diventare primate d’Inghilterra lo scorso anno, sostituendo il cardinale Cormac Murphy-O’Connor a Westminster. Quest’ultimo, tuttavia, era a conoscenza delle accuse, secondo quanto afferma un suo portavoce.

  • LO SCANDALO PEDOFILIA

    LO SCANDALO PEDOFILIA

    10/4/2010 (7:54) – LO SCANDALO PEDOFILIA
    Nei palazzi vaticani l’incubo della talpa

    GIACOMO GALEAZZI
    CITTA’ DEL VATICANO
    L’incubo nei Sacri Palazzi si è materializzato ieri mattina sotto le spoglie miti e ben conosciute Oltretevere di Victor Simpson, capo della redazione romana dell’agenzia americana «Associated Press». Un foglio in mano e una sola richiesta al portavoce vaticano padre Federico Lombardi e cioè se sia di Joseph Ratzinger la firma apposta alla lettera che entro poche ore dilagherà sui mass media mondiali. Ricevuta risposta affermativa ma nessun commento ufficiale, il peggiore dei timori della Santa Sede si è realizzato e con esso l’amara impressione che tra gli ecclesiastici rimossi da Ratzinger qualcuno abbia deciso di fargliela pagare passando le carte ai mass media. Da lì inizia una frenetica corsa contro il tempo per neutralizzare l’effetto devastante della rivelazione. «Con accanimento continuano i tentativi di coinvolgere Joseph Ratzinger nello scandalo della pedofilia», reagiscono in Curia. E assicurano che l’allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede consigliò prudenza (in tutti i sensi, non tanto verso il sacerdote quanto per i bambini) al vescovo di Oakland, monsignor John Cummins, che prospettava la necessità che un sacerdote sospettato di essere pedofilo venisse ridotto allo stato laicale. Nella missiva del 1985, Ratzinger consigliava «di avere la massima cura paterna» non tanto per il prete «quanto per le vittime e per i bambini che mai più avrebbe dovuto poter avvicinare». Il cardinale Ratzinger definiva gli argomenti a favore della riduzione del sacerdote allo stato laicale di «grande significato», ma suggeriva prudenza al vescovo sottolineando di considerare «il bene della Chiesa universale» e il «danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare vista la giovane età» del religioso, poi ridotto allo stato laicale nel 1987, cioè solo due anni dopo la lettera. Quella invocata dal futuro Pontefice risulta dunque, secondo la Santa Sede, «nulla più che un normale invito alla prudenza per vedere chiaro nelle cose prospettate dalla diocesi».

    Fermo restando che il sacerdote non veniva riammesso al lavoro pastorale, tema che comunque non era all’epoca di competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, che divenne competente su questi casi nel 2001. I tempi intercorsi si spiegano con la lentezza delle comunicazioni in quell’epoca. E non va confusa la rimozione di un sacerdote dall’incarico (all’epoca di competenza del vescovo locale) con la riduzione allo stato laicale che deve essere autorizzata dalla Santa Sede. Il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi «non crede necessario rispondere a ogni singolo documento preso fuori dal contesto a proposito di singole situazioni legali» ma afferma che «non è strano che ci siano singoli documenti che hanno la firma del cardinale Ratzinger». Ma la lettera di Ratzinger non è l’unico caso a rimbalzare da oltre oceano ed è l’intero impianto difensivo della Santa Sede a vacillare sotto colpi tremendi. Il «New York Times» svela che il prelato che negli Anni Novanta istruì e avviò il processo canonico contro il prete accusato di aver molestato sessualmente 200 bambini sordomuti in Wisconsin, ha ammesso che gli fu ordinato di fermare il processo nel 1998, dopo una richiesta del Vaticano. E dal Canada il quotidiano «The globe and mail» lancia nuove accuse, riportando che la Santa Sede coprì padre Bernard Prince (incriminato per aver compiuto abusi sessuali tra il 1964 e il 1983) e che divenne, durante la sua permanenza a Roma, amico di papa Wojtyla. Ma non poi di Ratzinger che l’anno scorso decise la riduzione allo stato laicale di Prince, arrestato nel frattempo. A mettere sul banco degli imputati la Santa Sede, in questo caso, è una lettera scritta da monsignor Joseph Windle, vescovo di Pemroke, la diocesi di Prince. Nella missiva, inviata nel febbraio 1993 al nunzio apostolico in Canada, Carlo Curis, si fanno chiari riferimenti alla necessità di insabbiare la storia perché lo scoppio dello scandalo avrebbe potuto «avere conseguenze disastrose non solo per la Chiesa canadese ma anche per tutta la Santa Sede».

    Dall’Europa, intanto, la Chiesa scende in campo con una serie di iniziative sulla linea della «tolleranza zero» varata dalla Santa Sede: in Germania il vescovo di Erfurt ha annunciato di aver denunciato alla magistratura ordinaria un sacerdote che aveva ammesso abusi. E anche il clero italiano prepara il contrattacco: il vescovo di Bolzano segnalerà alla magistratura una serie di casi in attesa di vedere se tra questi ce ne sia qualcuno non caduto in prescrizione e quindi da perseguire. «Ora tutta la Chiesa deve stringersi attorno al Papa, altrimenti saremo tutti travolti».

  • L’Economist: “il Vaticano grida troppo al complotto”

    L’Economist: “il Vaticano grida troppo al complotto”

    “La propensione al complotto non è di alcun aiuto per l’immagine del Vaticano”. L’ha scritto oggi l’Economist (1), che non ha risparmiato critiche anche all’Italia: “la ricerca di secondi fini da parte del Vaticano è in sintonia con la cultura politica italiana, con il suo amore per la dietrologia. Così come c’è la tendenza degli accusati, negli scandali, ad assumere il ruolo di vittima (il primo ministro Silvio Berlusconi ha usato con successo entrambe le tattiche). Nonostante le origini tedesche dell’attuale papa, molte caratteristiche del Vaticano riflettono ancora il paese in cui ha la sede”. Secondo il quotidiano inglese, l’irrituale intervento del card. Sodano prima della messa pasquale ha ricordato a tutti che il Vaticano “non è uno stato democratico o una società multinazionale, ma una sorta di monarchia assoluta”.

    Non accenna comunque a diminuire il flusso di segnalazioni di nuovi e vecchi abusi compiuti da sacerdoti. Il Fatto Quotidiano (2) ha dedicato oggi un articolo di Giorgio Mazzola alla vicenda di don Ilario Rolle, prete anti-pedofili condannato per pedofilia. Dal Brasile arriva invece la notizia dell’arresto di un sacerdote tedesco, Benedikt Lennartz, che sul web si fingeva un quattordicenne per adescare minorenni. Anche il vicario di Roma, il cardinale Agostino Vallini, è finito in mezzo alle polemiche: è stato accusato sul Messaggero da una delle presunte vittime di don Marco Agostini di non aver denunciato l’ex parroco di Pomezia (Roma), che fu invece trasferito ad Assisi, dove poté entrare in contatto con altri giovani. Vallini, come riporta il sito dell’Agenzia SIR (3), ha rivendicato il proprio rigore, pur non smentendo i fatti contestati.

    (1) http://www.economist.com/world/internation…e=hptextfeature
    (2) http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamwar…8&title=2468188
    (3) http://www.agensir.it/pls/sir/V2_S2DOC_B.q…qefjk&quantita=

    http://www.uaar.it/news/2010/04/08/economist-il-vaticano-grida-troppo-al-complotto/