Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: vittime

  • A Malta vittime abusi pronte per la protesta

    A Malta vittime abusi pronte per la protesta

    10/04/2010
    A Malta vittime abusi pronte per la protesta
    Papa Benedetto XVI sarà a Malta il prossimo 17-18 aprile e un gruppo di trentenni che subirono abusi stanno mobilitando l’opinione pubblica in cerca d’appoggio per richiamare l’attenzione del Pontefice sugli abusi che hanno subito per anni nelle mani di quattro religiosi in un orfanotrofio San Giuseppe di Santa Venera. Ieri i vescovi maltesi hanno espresso «dolore e pentimento» verso le vittime di abusi. «Hanno parlato così solo perché il Papa viene a Malta. Hanno capito che vogliamo alzare la nostra voce, e hanno cercato di minimizzare il danno», dice Lawrence Grech. «Chiediamo con fermezza che sia fatta giustizia», aggiunge Grech. (tratto da Il Messaggero)

  • Pedofilia, il vescovo di Bolzano apre sul celibato dei preti: “Non è un dogma”

    Pedofilia, il vescovo di Bolzano apre sul celibato dei preti: “Non è un dogma”

    Pedofilia, il vescovo di Bolzano apre sul celibato dei preti: “Non è un dogma”
    La posizione di Golser espressa in televisione nell’intervista con Lilli Gruber su La7. E sugli abusi sessuali ci sarà un vertice con il procuratore Rispoli
    di Gianfranco Piccoli
    BOLZANO. «Il celibato? Un grande valore e una grande disciplina, ma non è un dogma: se ne può parlare».
    Lo ha detto il vescovo di Bolzano-Bressanone Karl Golser, ospite su La 7 della giornalista altoatesina Lilli Gruber, conduttrice di Otto e mezzo. Secondo Golser, dunque, i tempi sono maturi per discutere il celibato sacerdotale. Quest’obbligo è dettato da una norma del Diritto Canonico che affonda le radici nell’XI secolo, ma non è un dogma di fede: in teoria può essere modificata. Infatti, lo stesso obbligo non è previsto per le chiese di rito orientale, che hanno una struttura normativa differente rispetto alle chiese latine.
    Il dibattito sul celibato sacerdotale è esploso con lo scandalo della pedofilia. E’ stato soprattutto il teologo svizzero Hans Kung, con una serie di riflessioni pubblicate anche su Repubblica, a spingere su questo tasto. Amico negli anni della gioventù di Ratzinger, Kung è stato successivamente allontanato dall’i nsegnamento della teologica cattolica proprio per le sue posizioni ritenute dalla Chiesa troppo «progressiste». L’accostamento tra pedofilia e celibato è un’equazione che è stata però respinta con forza dalla Chiesa («il problema nella società tocca indifferentemente celibi e sposati») e a metà marzo papa Benedetto XVI è intervenuto ribadendo la «sacralità» del celibato sacerdotale. Parole che qualcuno ha interpreato come una netta chiusura.
    Golser, che in passato ha collaborato con il Papa, non è nuovo ad interventi che si smarcano da quello che è comunemente ritenuto il pensiero dominante all’interno delle istituzioni ecclesiastiche. Aveva stupito, ad esempio, alla vigilia della nomina a capo della chiesa altoatesina, la sua apertura sulla tutela giuridica degli omosessuali, pur ribadendo un «no» deciso all’unione matrimoniale per i gay. Ora questa uscita sul celibato sacerdotale, che senz’a ltro farà discutere. Quella di Golser è una voce ascoltata: non va dimenticato che è presidente dell’Associazione dei teologi moralisti italiani. Da notare che un pensiero analogo a quello espresso ieri sera da Golser in tv è stato manifestato recentemente da Carlo Maria Martini, cardinale emerito di Milano e «pulpito» autorevole della Chiesa.

    Tornando alla pedofilia, alla Gruber Golser ha detto che «solo adesso la Chiesa Cattolica ha la conoscenza vera e propria che la pedofilia non può essere guarita. Prima si pensava che un sacerdote, se riconosceva di aver sbagliato ed era disposto a fare una terapia, potesse essere inserito in un’altra struttura pastorale. Oggi si sa che non è così e anche la Chiesa chiede la loro rimozione». Quanto ai casi dei sacerdoti omosessuali, Golser ha precisato: «Bisogna distinguere tra pedofilia e omosessualità, che invece non è una malattia. Per l’esercizio del sacerdozio, ciò che vale per eterosessuali vale anche per gli omosessuali, ovvero la capacità di vivere secondo le regole della Chiesa».
    Il vescovo ha anche annunciato che lunedì prossimo incontrerà il procuratore Capo della repubblica di Bolzano, Guido Rispoli. Un incontro che nasce dall’iniziativa avviata dalla Diocesi per raccogliere on-line le segnalazioni delle vittime (vere o presunte) di abusi sessuali da parte di rappresentanti della Chiesa cattolica in Alto Adige.
    La Procura ha apprezzato la scelta della Diocesi, ma anche ricordato che eventuali abusi vanno immediatamente segnalati alla magistratura, a meno che non ci si trovi di fronte ad episodi che palesemente sono caduti in prescrizione. «Fino ad ora ho riscontrato cinque-sei casi veri di abusi, su una cinquantina di segnalazioni pervenute sul nostro sito – ha detto il vescovo a La 7 – si tratta di vicende drammatiche risalenti a 30-40-50 anni fa, su cui le vittime oggi hanno bisogno di esprimersi». I tempi indicati da Golser, fanno ritenere che non ci saranno segnalazioni che potranno tradursi in inchieste.
    Rispoli ieri ha ribadito di apprezzare non poco l’atteggiamento di collaborazione della curia altoatesina: «Una volontà di dialogo che il vescovo Golser ha già dimostrato in passato», ha aggiunto il procuratore. I tempi del grande freddo scoppiato durante il caso don Carli sembrano davvero lontani
    (10 aprile 2010)

  • Times. Primate di Inghilterra e Galles protesse prete pedofilo

    Times. Primate di Inghilterra e Galles protesse prete pedofilo

    David Pearce condannato a 8 anni di prigione
    L’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols ha presieduto un’istituzione cattolica attiva nell’assistenza di minori proprio mentre un prete pedofilo, David Pearce, era oggetto di indagini. L’ufficio che faceva capo a Nichols non e’ mai intervenuto.

    Londra, 10-04-2010

    Il capo della chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles e’ stato responsabile di un sistema per la protezione dei minori che ha permesso ad un prete pedofilo di continuare a commettere abusi nonostante ripetute segnalazioni da parte delle vittime. Lo sostiene il Times quale conclusione di un’inchiesta condotta dallo stesso quotidiano.

    L’arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, attuale primate della chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles, ha presieduto dal 2001 al 2008 un’istituzione cattolica attiva nell’assistenza di minori (Catholic Office for the Protection of Children and Vulnerable Adults – Copca) proprio mentre un prete pedofilo, David Pearce, era oggetto di indagini da parte della chiesa e della polizia. Ma l’ufficio che faceva capo a Nichols non e’ mai intervenuto, al punto che, nel 2006, nonostante l’Alta Corte avesse stabilito il risarcimento per danni ad una delle vittime di Pearce, il monaco benedettino mantenne la sua funzione alla Ealing Abbey, parrocchia dell’ovest di Londra, fino al 2008 quando fu arrestato.

    Pearce, 68 anni, ex preside della prestigiosa St. Benedict’s School (Ealing), e’ stato condannato a otto anni di prigione dopo aver ammesso una serie di reati a sfondo sessuale in abusi a studenti adolescenti durante i 35 anni alla Ealing Abbey.

    L’arcivescovo Nichols ha negato di essere stato al corrente del caso Pierce durante il periodo in cui era responsabile del Copca, scrive ancora il Times nella sua versione online. Fonti all’interno della Chiesa affermano che Nichols non fosse a conoscenza di tutti i dettagli della vicenda legata agli abusi prima di diventare primate d’Inghilterra lo scorso anno, sostituendo il cardinale Cormac Murphy-O’Connor a Westminster. Quest’ultimo, tuttavia, era a conoscenza delle accuse, secondo quanto afferma un suo portavoce.

  • LO SCANDALO PEDOFILIA

    LO SCANDALO PEDOFILIA

    10/4/2010 (7:54) – LO SCANDALO PEDOFILIA
    Nei palazzi vaticani l’incubo della talpa

    GIACOMO GALEAZZI
    CITTA’ DEL VATICANO
    L’incubo nei Sacri Palazzi si è materializzato ieri mattina sotto le spoglie miti e ben conosciute Oltretevere di Victor Simpson, capo della redazione romana dell’agenzia americana «Associated Press». Un foglio in mano e una sola richiesta al portavoce vaticano padre Federico Lombardi e cioè se sia di Joseph Ratzinger la firma apposta alla lettera che entro poche ore dilagherà sui mass media mondiali. Ricevuta risposta affermativa ma nessun commento ufficiale, il peggiore dei timori della Santa Sede si è realizzato e con esso l’amara impressione che tra gli ecclesiastici rimossi da Ratzinger qualcuno abbia deciso di fargliela pagare passando le carte ai mass media. Da lì inizia una frenetica corsa contro il tempo per neutralizzare l’effetto devastante della rivelazione. «Con accanimento continuano i tentativi di coinvolgere Joseph Ratzinger nello scandalo della pedofilia», reagiscono in Curia. E assicurano che l’allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede consigliò prudenza (in tutti i sensi, non tanto verso il sacerdote quanto per i bambini) al vescovo di Oakland, monsignor John Cummins, che prospettava la necessità che un sacerdote sospettato di essere pedofilo venisse ridotto allo stato laicale. Nella missiva del 1985, Ratzinger consigliava «di avere la massima cura paterna» non tanto per il prete «quanto per le vittime e per i bambini che mai più avrebbe dovuto poter avvicinare». Il cardinale Ratzinger definiva gli argomenti a favore della riduzione del sacerdote allo stato laicale di «grande significato», ma suggeriva prudenza al vescovo sottolineando di considerare «il bene della Chiesa universale» e il «danno che concedere la dispensa può provocare nella comunità dei credenti in Cristo, in particolare vista la giovane età» del religioso, poi ridotto allo stato laicale nel 1987, cioè solo due anni dopo la lettera. Quella invocata dal futuro Pontefice risulta dunque, secondo la Santa Sede, «nulla più che un normale invito alla prudenza per vedere chiaro nelle cose prospettate dalla diocesi».

    Fermo restando che il sacerdote non veniva riammesso al lavoro pastorale, tema che comunque non era all’epoca di competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, che divenne competente su questi casi nel 2001. I tempi intercorsi si spiegano con la lentezza delle comunicazioni in quell’epoca. E non va confusa la rimozione di un sacerdote dall’incarico (all’epoca di competenza del vescovo locale) con la riduzione allo stato laicale che deve essere autorizzata dalla Santa Sede. Il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi «non crede necessario rispondere a ogni singolo documento preso fuori dal contesto a proposito di singole situazioni legali» ma afferma che «non è strano che ci siano singoli documenti che hanno la firma del cardinale Ratzinger». Ma la lettera di Ratzinger non è l’unico caso a rimbalzare da oltre oceano ed è l’intero impianto difensivo della Santa Sede a vacillare sotto colpi tremendi. Il «New York Times» svela che il prelato che negli Anni Novanta istruì e avviò il processo canonico contro il prete accusato di aver molestato sessualmente 200 bambini sordomuti in Wisconsin, ha ammesso che gli fu ordinato di fermare il processo nel 1998, dopo una richiesta del Vaticano. E dal Canada il quotidiano «The globe and mail» lancia nuove accuse, riportando che la Santa Sede coprì padre Bernard Prince (incriminato per aver compiuto abusi sessuali tra il 1964 e il 1983) e che divenne, durante la sua permanenza a Roma, amico di papa Wojtyla. Ma non poi di Ratzinger che l’anno scorso decise la riduzione allo stato laicale di Prince, arrestato nel frattempo. A mettere sul banco degli imputati la Santa Sede, in questo caso, è una lettera scritta da monsignor Joseph Windle, vescovo di Pemroke, la diocesi di Prince. Nella missiva, inviata nel febbraio 1993 al nunzio apostolico in Canada, Carlo Curis, si fanno chiari riferimenti alla necessità di insabbiare la storia perché lo scoppio dello scandalo avrebbe potuto «avere conseguenze disastrose non solo per la Chiesa canadese ma anche per tutta la Santa Sede».

    Dall’Europa, intanto, la Chiesa scende in campo con una serie di iniziative sulla linea della «tolleranza zero» varata dalla Santa Sede: in Germania il vescovo di Erfurt ha annunciato di aver denunciato alla magistratura ordinaria un sacerdote che aveva ammesso abusi. E anche il clero italiano prepara il contrattacco: il vescovo di Bolzano segnalerà alla magistratura una serie di casi in attesa di vedere se tra questi ce ne sia qualcuno non caduto in prescrizione e quindi da perseguire. «Ora tutta la Chiesa deve stringersi attorno al Papa, altrimenti saremo tutti travolti».

  • L’Economist: “il Vaticano grida troppo al complotto”

    L’Economist: “il Vaticano grida troppo al complotto”

    “La propensione al complotto non è di alcun aiuto per l’immagine del Vaticano”. L’ha scritto oggi l’Economist (1), che non ha risparmiato critiche anche all’Italia: “la ricerca di secondi fini da parte del Vaticano è in sintonia con la cultura politica italiana, con il suo amore per la dietrologia. Così come c’è la tendenza degli accusati, negli scandali, ad assumere il ruolo di vittima (il primo ministro Silvio Berlusconi ha usato con successo entrambe le tattiche). Nonostante le origini tedesche dell’attuale papa, molte caratteristiche del Vaticano riflettono ancora il paese in cui ha la sede”. Secondo il quotidiano inglese, l’irrituale intervento del card. Sodano prima della messa pasquale ha ricordato a tutti che il Vaticano “non è uno stato democratico o una società multinazionale, ma una sorta di monarchia assoluta”.

    Non accenna comunque a diminuire il flusso di segnalazioni di nuovi e vecchi abusi compiuti da sacerdoti. Il Fatto Quotidiano (2) ha dedicato oggi un articolo di Giorgio Mazzola alla vicenda di don Ilario Rolle, prete anti-pedofili condannato per pedofilia. Dal Brasile arriva invece la notizia dell’arresto di un sacerdote tedesco, Benedikt Lennartz, che sul web si fingeva un quattordicenne per adescare minorenni. Anche il vicario di Roma, il cardinale Agostino Vallini, è finito in mezzo alle polemiche: è stato accusato sul Messaggero da una delle presunte vittime di don Marco Agostini di non aver denunciato l’ex parroco di Pomezia (Roma), che fu invece trasferito ad Assisi, dove poté entrare in contatto con altri giovani. Vallini, come riporta il sito dell’Agenzia SIR (3), ha rivendicato il proprio rigore, pur non smentendo i fatti contestati.

    (1) http://www.economist.com/world/internation…e=hptextfeature
    (2) http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamwar…8&title=2468188
    (3) http://www.agensir.it/pls/sir/V2_S2DOC_B.q…qefjk&quantita=

    http://www.uaar.it/news/2010/04/08/economist-il-vaticano-grida-troppo-al-complotto/

  • Trovato padre Mario Pezzotti dopo 2 anni. E’ in Italia!

    Trovato padre Mario Pezzotti dopo 2 anni. E’ in Italia!

    Vi ricordate di lui?

    Ne parlammo qualche tempo fa, dopo che grazie all’amico Bill” fummo in grado di scovare, beato e pacifico a Vicenza, don Tully, pardon, il sig. Tully, ex prete, ridotto allo stato laicale dopo la denuncia che ne scaturì.

    Tully infatti era un pedofilo, con lunghi anni di attività alle spalle e Bill, una delle sue vittime, sicuramente la più coraggiosa visto quanto ha fatto ed ha affrontato per riavere giustizia.

    Bill ci segnalò anche don Pezzotti, italiano, italianissimo (di Brescia….), pedofilo che anziché essere stato spostato, che ne so, in una casa di riposo, finì tra gli indios, in Brasile, in una tribù dove i bimbi vanno in giro nudi. E lui beato si faceva fotografare con loro, apparendo così sul bollettino pastorale della sua congregazione.

    Pezzotti è tornato in Italia. È a Parma, nella casa dei padri saveriani (stesso ordine di appartenenza di Tully) e si coccupa di adulti (“non ha contatti con bambini” rispondono dalla casa madre) ed ora che grazie a Bill e ad un giornalista della Associated Press, che hanno dedicato gli ultimi mesi a cercarlo, andando finanche in Brasile per raccogliere testimonianze, possiamo tornare a parlarne ed a chiedere ad alta voce che si intervenga su di lui, ridicendolo allo stato laicale.

    Nell’ottica di una pulizia assolutamente necessaria.
    Sia questa l’occasione per la Santa Sede per dimostrare, con i fatti, la sua voglia di pulizia, rinascita e vicinanza alle vere vittime……
    p.s. da oggi la notizia esploderà su tutti i media americani, che riporteranno queste foto!
    p.p.s.: l’investigazione della Associated Press non si è fermata a lui: ha scovato 30 preti scappati dagli Usa e rifugiati in posti che li mettessero a contatto con i bambini, spesso nelle missioni dove molti di loro son tornati ad abusare.

    Callander says he was 14 when he was raped three times and abused on other occasions in 1959 at the now-closed Xaverian Missionary Faith High School in Holliston, Mass. The Xaverians settled the case for $175,000 in 1993. At least two other accusations of sexual abuse were leveled against Pezzotti in the Boston area.

    In the meantime, from 1970 to 2003, Pezzotti was in Brazil, where he worked with the Kayapo Indians.

    In a handwritten note of apology to Callander in January 1993, Pezzotti said he had cured himself in the jungle.

    “I asked to leave Holliston and go to Brazil to change my life and begin a new life. Upon arrival in Brazil, confiding in God’s mercy, I owned up to the problem,” Pezzotti wrote. “With divine help, I overcame it.”

    There is no evidence that Pezzotti, now 75, abused children in Brazil, which has more Catholics than any other nation. Brazilian law enforcement officials said they were unaware of any complaints about him.

    The Rev. Robert Maloney, provincial of the Xaverians who worked closely on Callander’s settlement, said Pezzotti was allowed to stay in Brazil for another decade and work with children after a psychological evaluation. He added that a Xaverian investigation into Pezzotti and his work in Brazil turned up nothing.

    After Pezzotti returned to Italy in 2003, “he was constantly being asked for by Brazil and by the people he worked with,” Maloney added.

    In 2008, Pezzotti returned to Brazil. A few months later, Callander saw the photos of him on the Internet and complained to the church. The priest was quickly sent back to Italy.

    The Xaverian vicar general, Rev. Luigi Menegazzo, said Pezzotti works at Xaverian headquarters in Parma tending to sick and elderly priests. Asked if Pezzotti had any contact with children or public parish work, he said, “Absolutely in no way.”

    Reached by telephone, Pezzotti said only: “I don’t see why I have to talk about it. Everything was resolved and I don’t feel like talking.”

  • Members of national victims’ group ask for local bishop’s help in seeking accountability

    Members of national victims’ group ask for local bishop’s help in seeking accountability

    www.iobserve.org/rn0415a.html

    Members of national victims’ group ask for local bishop’s help in seeking accountability

    By Rebecca Drake

    SPRINGFIELD – Members of the national advocacy group SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) held an afternoon press conference today in front of the Springfield Diocese’s pastoral center on Elliot Street, here, seeking the assistance of Springfield Bishop Timothy A. McDonnell in addressing the worldwide issue of clergy abuse.

    William A. Nash, an Ashfield resident who has said he was molested by a former Xaverian priest, James Tully, in a Wisconsin seminary in the 1980s, stated that today’s event was organized in response to an April 14 Associated Press report about 30 Catholic priests who have been transferred to other countries after being accused of abusing minors.

    At the April 15 Springfield event, Nash spoke specifically about Xaverian Father Mario Pezzotti, who was featured in the AP article. After allegedly abusing a 14-year-old student, Joe Callander, at the Xaverians’ minor seminary in Holliston, Mass., in 1959, Father Pezzotti was later transferred to a remote area of Brazil where he worked with the Kyapo Indians and continued to have access to children.

    According to the AP report, Pezzotti is presently serving as a priest in Parma, Italy.

    Although neither Nash’s nor Callander’s abusers have served in the Springfield Diocese, Nash told reporters that as “part of the institute of the hierarchy of this church,” Bishop McDonnell could help to present SNAP’s concerns and requests to the Vatican.

    Nash recalled that when he publicized his own abuse story in 2008, Bishop McDonnell did write to Vatican officials on Nash’s behalf and also wrote to Nash twice, saying he was moved by his story and had “written to the appropriate authority in Rome” concerning Nash’s case. Tully was voluntarily laicized in February of 2009.

    “I want the bishop to use his special phone to call over to the Vatican,” Nash told reporters. “I want Bishop McDonnell to help us…. This is an issue that affects all of us.”

    “I’d like somebody to take this a little more seriously than they have been,” Nash said. “Nothing is being done to stop these criminals from jet-setting around the world.”

    In a written statement given to reporters, Nash stated: “Again today, I am asking for accountability from the church. I am asking the Vatican to actually do something. Priests like Mario Pezzotti have been quietly moved around the globe to unsuspecting new communities. This is a global problem in the Catholic Church. The problem has been created in Rome and needs to be changed in Rome.”

    Prior to the Thursday afternoon press event in Springfield, SNAP issued a press release stating that its members “want Catholic officials to 1) publicly identify predators like Pezzotti and Tully as ‘credibly accused’ and ousted from ministry/the priesthood; 2) set up a public, international, online registry of predator priests across the globe; and 3) house predator priests in professionally-run facilities so that the offenders can get treatment and kids can be safer.”

    Speaking to a television reporter after the press conference, Springfield Diocese spokesman Mark E. Dupont said, “Bishop McDonnell and the people in the Springfield Diocese share the concerns of Bill Nash and the SNAP members.”

    Dupont said the local church’s efforts to address the issue of clergy abuse have been successful in recent years, but that all segments of society – churches, schools, victims groups and others – “need to partner together to stop all child abuse.”

    Asked about the possibility of an online registry of credibly accused priests, Dupont said that for the last 15 years the Springfield Diocese has publicized the names of all priests who were accused of abuse and removed from priestly ministry.

    Dupont also said that the child protection guidelines established by the U.S. bishops in their 2002 Charter for the Protection of Children and Young People should be adopted by other groups and other countries.
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    Traduzione

    I membri del ‘gruppo nazionale vittime di chiedere aiuto vescovo locale nella ricerca di responsabilità

    By Rebecca Drake Con Rebecca Drake

    SPRINGFIELD – Members of the national advocacy group SNAP (Survivors Network of those Abused by Priests) held an afternoon press conference today in front of the Springfield Diocese’s pastoral center on Elliot Street, here, seeking the assistance of Springfield Bishop Timothy A. McDonnell in addressing the worldwide issue of clergy abuse. SPRINGFIELD – I membri del gruppo nazionale difesa SNAP (Survivors Network di tali abusi da parte di sacerdoti) ha tenuto una conferenza stampa oggi pomeriggio davanti pastorale della diocesi di Springfield il centro di Elliot Street, qui, cercando l’aiuto di Springfield vescovo Timoteo A. McDonnell nell’affrontare il problema mondiale del clero abuso.

    William A. Nash, an Ashfield resident who has said he was molested by a former Xaverian priest, James Tully, in a Wisconsin seminary in the 1980s, stated that today’s event was organized in response to an April 14 Associated Press report about 30 Catholic priests who have been transferred to other countries after being accused of abusing minors. William A. Nash, un residente Ashfield che ha detto che era molestato da un prete ex Saveriani, James Tully, in un seminario Wisconsin nel 1980, ha dichiarato che l’evento di oggi è stata organizzata in risposta a un 14 aprile Associated Press relazione circa 30 sacerdoti cattolici che sono stati trasferiti ad altri paesi dopo essere stato accusato di aver abusato di minori.

    At the April 15 Springfield event, Nash spoke specifically about Xaverian Father Mario Pezzotti, who was featured in the AP article. A Springfield 15 evento aprile, Nash ha parlato specificamente saveriano padre Mario Pezzotti, che è stato descritto in questo articolo AP. After allegedly abusing a 14-year-old student, Joe Callander, at the Xaverians’ minor seminary in Holliston, Mass., in 1959, Father Pezzotti was later transferred to a remote area of Brazil where he worked with the Kyapo Indians and continued to have access to children. Dopo il presunto abuso di anni, studente di 14, Joe Callander, a ‘Saveriani il seminario minore di Holliston, nel Massachusetts, nel 1959, Padre Pezzotti è stato successivamente trasferito in una remota zona del Brasile dove ha lavorato con gli indiani Kyapo e ha continuato a hanno accesso ai bambini.

    According to the AP report, Pezzotti is presently serving as a priest in Parma, Italy. Secondo il rapporto AP, Pezzotti è attualmente funge da sacerdote a Parma, Italia.

    Although neither Nash’s nor Callander’s abusers have served in the Springfield Diocese, Nash told reporters that as “part of the institute of the hierarchy of this church,” Bishop McDonnell could help to present SNAP’s concerns and requests to the Vatican. Sebbene né Nash né Callander di tossicodipendenti hanno prestato servizio nella diocesi di Springfield, Nash ha detto ai giornalisti che, come “parte dell’istituto della gerarchia di questa chiesa”, il Vescovo McDonnell potrebbe contribuire a presentare SNAP le preoccupazioni e le richieste al Vaticano.

    Nash recalled that when he publicized his own abuse story in 2008, Bishop McDonnell did write to Vatican officials on Nash’s behalf and also wrote to Nash twice, saying he was moved by his story and had “written to the appropriate authority in Rome” concerning Nash’s case. Tully was voluntarily laicized in February of 2009. Nash ha ricordato che quando ha pubblicizzato il suo abuso di storia nel 2008, il Vescovo McDonnell ha fatto scrivere ai funzionari del Vaticano per il nome Nash e ha anche scritto a Nash due volte, dicendo che è stato spostato dalla sua storia e che “ha scritto alle autorità competenti di Roma” in materia di Nash caso. Tully è stato volontariamente laicizzato nel febbraio del 2009.

    “I want the bishop to use his special phone to call over to the Vatican,” Nash told reporters. “Voglio che il vescovo di usare il suo telefono speciale per chiamare verso il Vaticano,” Nash ha detto ai giornalisti. “I want Bishop McDonnell to help us…. “Voglio Vescovo McDonnell per aiutarci …. This is an issue that affects all of us.” Questo è un problema che riguarda tutti noi “.

    “I’d like somebody to take this a little more seriously than they have been,” Nash said. “Mi piacerebbe che qualcuno di prendere questo un po ‘più seriamente di quanto siano stati,” ha detto Nash. “Nothing is being done to stop these criminals from jet-setting around the world.” “Nulla è stato fatto per fermare questi criminali da jet-set in tutto il mondo”.

    In a written statement given to reporters, Nash stated: “Again today, I am asking for accountability from the church. In una dichiarazione scritta, rilasciata ai giornalisti, Nash ha dichiarato: “Ancora oggi mi chiedo per la responsabilità da parte della Chiesa. I am asking the Vatican to actually do something. Sto chiedendo al Vaticano di fare effettivamente qualcosa. Priests like Mario Pezzotti have been quietly moved around the globe to unsuspecting new communities. Sacerdoti come Mario Pezzotti sono stati spostati tranquillamente tutto il mondo di ignari nuove comunità. This is a global problem in the Catholic Church. Questo è un problema globale nella Chiesa cattolica. The problem has been created in Rome and needs to be changed in Rome.” Il problema è stato creato a Roma e deve essere cambiato a Roma “.

    Prior to the Thursday afternoon press event in Springfield, SNAP issued a press release stating that its members “want Catholic officials to 1) publicly identify predators like Pezzotti and Tully as ‘credibly accused’ and ousted from ministry/the priesthood; 2) set up a public, international, online registry of predator priests across the globe; and 3) house predator priests in professionally-run facilities so that the offenders can get treatment and kids can be safer.” Prima della conferenza stampa Giovedi pomeriggio a Springfield, SNAP ha emesso un comunicato stampa in cui dichiarava che i suoi membri “vogliono i funzionari cattolici a 1) identificare pubblicamente predatori come Pezzotti e Tully come ‘accusato credibile’ e cacciato dal ministero / sacerdozio, 2), istituito un pubblico, internazionale, registro online dei preti predatori in tutto il mondo, e 3) preti predatori casa in conduzione impianti professionalmente in modo che i trasgressori possono ottenere il trattamento e bambini possono essere più sicuri “.

    Speaking to a television reporter after the press conference, Springfield Diocese spokesman Mark E. Dupont said, “Bishop McDonnell and the people in the Springfield Diocese share the concerns of Bill Nash and the SNAP members.” Parlando ad un reporter televisivo dopo la conferenza stampa, diocesi di Springfield portavoce Mark E. Dupont ha detto: “Vescovo McDonnell e il popolo della diocesi di Springfield parti le preoccupazioni di Bill Nash e dei membri SNAP.”

    Dupont said the local church’s efforts to address the issue of clergy abuse have been successful in recent years, but that all segments of society – churches, schools, victims groups and others – “need to partner together to stop all child abuse.” Dupont ha detto locale chiesa sforzi per affrontare la questione del clero abusi hanno avuto successo negli ultimi anni, ma che tutti i segmenti della società – chiese, scuole, gruppi di vittime e gli altri – “hanno bisogno di collaborare insieme per fermare tutti gli abusi sui minori”.

    Asked about the possibility of an online registry of credibly accused priests, Dupont said that for the last 15 years the Springfield Diocese has publicized the names of all priests who were accused of abuse and removed from priestly ministry. Alla domanda sulla possibilità di un registro on-line di sacerdoti accusati credibile, Dupont ha detto che per gli ultimi 15 anni la diocesi di Springfield ha pubblicizzato i nomi di tutti i sacerdoti accusati di abusi e rimossi dal ministero sacerdotale.

    Dupont also said that the child protection guidelines established by the US bishops in their 2002 Charter for the Protection of Children and Young People should be adopted by other groups and other countries. Dupont ha anche detto che la disciplina di protezione dei bambini stabilito dai vescovi degli Stati Uniti nella loro Carta 2002 per la protezione dei bambini e dei giovani devono essere adottate da altri gruppi e altri paesi.

  • La Santa Sede: abusi conseguenza della liberazione sessuale

    La Santa Sede: abusi conseguenza della liberazione sessuale

    La Santa Sede: abusi conseguenza della liberazione sessuale

    Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha dichiarato a Radio Vaticana (1) che “qualcuno ha osservato che la maggiore frequenza degli abusi si è verificata nel periodo più caldo della “rivoluzione sessuale” degli scorsi decenni. Nella formazione bisogna fare i conti anche con questo contesto e con quello più generale della secolarizzazione”. Lombardi ha anche sostenuto che Benedetto XVI è disponibile a nuovi incontri con le vittime degli abusi.
    Nel frattempo, dal Canada giunge notizia (2) che Raymond Lahey, il vescovo cattolico di Antigonish dimessosi dopo essere stato arrestato per possesso di materiale pedopornografico (cfr. Ultimissima dell’1 ottobre 2009) (3) è ora accusato di aver abusato negli anni Ottanta di un minorenne all’interno di un orfanotrofio.

    (1) www.oecumene.radiovaticana.org/it1/Articolo.asp?c=370882
    (2) http://www.thestar.com/news/canada/article…-the-1980s?bn=1
    (3) http://www.uaar.it/news/2009/10/01/canada-…escovo-dimette/

    http://www.uaar.it/news/2010/04/09/santa-sede-abusi-conseguenza-della-liberazione-sessuale/

  • 1985. Ratzinger si oppose a rimozione di prete pedofilo

    1985. Ratzinger si oppose a rimozione di prete pedofilo

    Una lettera del 1985, in possesso dell’Associated Press, dimostrerebbe che Joseph Ratzinger, l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, si oppose alla riduzione allo stato laicale di un prete pedofilo.

    L’Associated Press’ rende nota l’esistenza di una lettera firmata nel 1985 da Joseph Ratzinger nella quale l’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina
    della fede, oggi Papa, faceva resistenza alla riduzione allo stato laicale di un sacerdote pedofilo statunitense, padre Stephen Kiesle, spiegando che ciò avrebbe avuto conseguenze sul “bene della Chiesa universale”. La missiva, ottenuta dall’agenzia stampa statunitense, è parte della corrispondenza tra il Vaticano e la diocesi di Oakland.
    A quanto riferito dall’ Associated Press’, il Vaticano ha confermato la firma di Ratzinger sulla lettera ma ha rifiutato di commentarne il contenuto.

    CNRmedia 9/04/2010

    ” LETTERA SCOPERTA DA NOI, VATICANO
    PREOCCUPATO SOLO DELLO SCANDALO”

    Notizia del Giorno

    La lettera dell’85, che mostrerebbe come Ratzinger sapesse di un caso di abusi da parte di un prete statunitense, è stata trovata dall’avvocato Jeff Anderson. A CNRmedia il legale dice che il Vaticano era più preoccupato di coprire lo scandalo che di tutelare i bambini. Leggi la lettera.

    “Abbiamo fatto causa negli Stati Uniti contro la diocesi di Oakland e come risultato li abbiamo costretti a fornire alcuni documenti. Tra queste carte abbiamo trovato svariate lettere che il vescovo J.S. Cummins ha inviato al Cardinale Ratzinger e al Vaticano in cui spiegava che c’era un prete che abusava dei bambini”. Lo afferma a CNRmedia l’avvocato americano Jeff Anderson che difende vittime di abusi da parte di religiosi in tutti gli Stati Uniti. Sul sito del suo studio si può leggere la risposta di Ratzinger e l’intero scambio epistolare.

    “Il Vaticano ha continuato per ben 6 anni a non fare nulla, e quando hanno agito hanno deciso di non ridurre il prete allo stato laicale anche quando si trovava in carcere – aggiunge Anderson – perché erano molto più preoccupati dello scandalo e di proteggere la reputazione della Chiesa che della sicurezza dei bambini”.

    CNRmedia 9/04/2010

    La traduzione della lettera di Ratzinger in risposta alla diocesi di Oakland
    pubblicato il 9 aprile 2010 alle 23:09 dallo stesso autore 

    Pubblichiamo una parte della traduzione dal latino della lettera inviata da Joseph Ratzinger alla diocesi di Oakland (traduzione a cura di Milena Marinò)

    Eccellentissimo signore,

    dopo aver ricevuto la tua lettera del giorno 13 settembre, a proposito della causa di dispensa da tutti gli oneri sacerdotali che riguarda il reverendo Stephanum Miller Kiesle, di codesta diocesi, è mio dovere comunicarti quello che segue.

    Questo Dicastero, sebbene ritenga di estrema importanza gli argomenti addotti a favore della dispensa richiesta nel caso, tuttavia stima necessario considerare il bene della chiesa universale insieme a quello di colui che fa la richiesta e per questo motivo non può sottovalutare i danni che la concessione della dispensa può provocare nella comunità dei fedeli, considerata, soprattutto, l’età giovanile di chi fa la richiesta.

    E’ quindi opportuno che questa Congregazione si accosti ad un esame alquanto accurato di un caso di tal natura, poiché richiederà necessariamente uno spazio di tempo piuttosto lungo.

    Nel frattempo sua eccellenza non tralasci di seguire con la cura paterna che può il richiedente manifestando, inoltre, convenientemente al medesimo la ragione del comportamento (modo di agire) di questo dicastero, che suole procedere

    Ottenuta questa occasione, ti attesto i miei forti sentimenti di stima, restando sempre il suo

    Joseph Ratzinger

    [orator in latino classico ha un altro significato, la sua traduzione più logica è “colui che chiede, richiede”]

    http://www.giornalettismo.com/archives/58653/traduzione-della-lettera-ratzinger/

  • Pedofilia: un avvocato pensa ad un’azione civile contro la Curia di Albano

    Pedofilia: un avvocato pensa ad un’azione civile contro la Curia di Albano

    Il legale delle presunte vittime vorrebbe scongiurare la prescrizione. Il processo è infatti cominciato 5 anni fa e due dei tre accusati sono già scomparsi

    Il vicariato smentisce il comportamento lassista nei confronti di Don Marco Agostini, morto suicida dopo essere stato sospeso “a divinis”, trasferito ad Assisi e arrestato

    Ilaria Proietti

    Pedofilia: un avvocato pensa ad un’azione civile contro la Curia di Albano

    (Albano Laziale – Cronaca) – Pedofilia e violenze sessuali continuate e aggravate: questa l’accusa per cui Don Marco Agostini, ex parroco di Pomezia, fu arrestato il 5 aprile del 2006 ad Assisi, dove era stato trasferito nel 2002. Ora, a diversi anni di distanza, la vicenda torna a galla per mano del legale delle sue presunte vittime, Alberto Romano, in quanto un mese fa il giudice del Tribunale di Velletri avrebbe rinunciato all’incarico rinviando l’udienza al prossimo mese di dicembre, per la nomina di un altro togato. Per timore che l’intera vicenda possa cadere nell’oblio, restando irrisolta a causa della prescrizione, sembra al momento che l’avvocato Romano stia valutando insieme ai suoi assistiti la possibilità di un’azione civile autonoma nei confronti della Curia di Albano, di cui, all’epoca dei fatti, era a capo Agostino Vallini, attuale Cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma.

    Sotto accusa il laissez-faire che la Curia di Albano avrebbe adottato, non avendo fatto nulla, secondo il legale e i suoi assistiti, per impedire gli abusi. «Fu solo trasferito in un ostello di Assisi, dove poteva vedere altri giovani – accusa una presunta vittima – ma non fu né denunciato alla polizia né interdetto dal sacerdozio». Immediata la replica del Cardinale Vallini che smentisce in toto affermando che il sacerdote in questione, non appartenente al clero diocesano, che svolgeva il ministero pastorale nella parrocchia di San Benedetto a Pomezia affidata all’Ordine degli Oblati di San Francesco di Sales, venne subito sospeso “a divinis”, ossia sospeso dai ministeri. Immediata inoltre la richiesta di trasferimento in un’altra sede, decisione che, come spiegato in una nota diffusa dal vicariato di Roma, «suscitò forti reazioni contro il Vescovo nella popolazione di Pomezia» perché il provvedimento adottato fu «ritenuto eccessivamente severo, ma Monsignor Vallini – prosegue la nota – mantenne la sua decisione. Tutto ciò testimonia il rigore espresso con immediatezza dall’autorità ecclesiastica prima ancora che fosse appurata la veridicità dei fatti».

    La smentita del vicariato è puntuale anche sui dettagli: a quanto si apprende dalla nota, Agostino Vallini non avrebbe mai sottovalutato la vicenda e, al contrario di quanto riferisce una presunta vittima, non avrebbe mai risposto ai ragazzi che gli avevano raccontato il tutto, che al momento si trattava solo di chiacchiere. Di più. Sul trasferimento del sacerdote ad Assisi, attribuito a Vallini, lo stesso smentisce di aver indicato una specifica sede in quanto quella non era una sua competenza. Ma alle famiglie, ai ragazzi e al loro legale tutto questo non basta. Vogliono che il processo sia portato fino in fondo, rifiutano l’idea della prescrizione e valutano la possibilità di un’azione nei confronti della Curia di Albano, azione giustificata dal fatto che, come ha spiegato l’avvocato Romano, il processo cominciato cinque anni fa rischia la prescrizione, soprattutto dopo la morte di due dei tre accusati: Don Marco, morto suicida nell’agosto del 2006 mentre era ai domiciliari, e l’ex parroco di San Benedetto a Pomezia, Germano Agostini, accusato di favoreggiamento. L’unico rimasto ancora in vita è Ennio Di Gianpasquale, parroco di San Benedetto Abate a Pomezia, anche quest’ultimo accusato di favoreggiamento.

    Pubblicato il: 09.04.2010

    www.castellinews.it/index.asp?id=10500&act=v&20100409