Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: vittime

  • Carpineto Romano, ordine di carcerazione per Padre Perez: è accusato di abusi su minori

    Carpineto Romano, ordine di carcerazione per Padre Perez: è accusato di abusi su minori

    Era stato arrestato con la pesante accusa di pedofilia, condannato a 7 anni e ora, padre Carlos Alberto Pérez, il missionario colombiano aggregato alla chiesa del Sacro cuore di Carpineto Romano, comune di 4 mila anime, andrà in carcere.

    Il Tribunale di Velletri lo aveva condannato a 8 anni,  dopo un’istruttoria lunga e complessa, basata su testimonianze e interrogatori protetti a minori. Poi la condanna era stata riformata a 7 in Corte di appello e il 17 luglio scorso è arrivato l’ordine di carcerazione. Per il sacerdote sudamericano, arrivato nel paesino incastonato nei Monti Lepini  assieme ad altri confratelli appartenenti alla congregazione dei padri eudisti, si sono aperte le porte del carcere di Velletri.

    I carabinieri della stazione di Carpineto lo hanno rintracciato nel pomeriggio del 17 luglio in una comunità di recupero di Alatri,  in provincia di Frosinone, dove il prete colombiano, finito nella rete della giustizia per atti sessuali su minori , stava scontando la pena ai domiciliari dopo l’arresto avvenuto il giorno di Venerdì Santo (15 aprile) del 2022.

    La vicenda

    Padre Perez, giunto a Carpineto poco prima del 2020, era già finito in carcere subito dopo l’arresto in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari di Velletri; successivamente, aveva ottenuto un beneficio nella pena ed era stato trasferito nella comunità del frusinate.

    Il prete, i cui atteggiamenti avevano sollevato dubbi e perplessità tra i residenti fin dal suo arrivo in paese, era stato denunciato nel dicembre 2021 dai genitori di due minorenni, avvicinati al di fuori della parrocchia, dove il sacerdote celebrava solo messe e funerali, così era stato chiarito dalla Diocesi Alatri – Anagni, «senza svolgere attività di catechismo», come a voler allontanare i dubbi sulla possibilità che potessero esserci altre vittime.

    Sulla torbida vicenda delle attenzioni sessuali rivolte ai due ragazzini erano intervenuti anche i carabineri del Ris, il Reparto Investigazioni Scientifiche, che avevano svolto accertamenti tecnici sui cellulari. Anche due minori erano stati ascoltati in presenza di psicologi. Gli investigatori avevano trovato, sui telefonini esaminati, messaggi inequivocabili spediti dal religioso straniero, che aveva anche inviato più di una offerta di denaro ai due giovanissimi di età inferiore ai 14 annu, a quanto pare accompagnata da richieste di incontri nel bosco e in paese, durante le quali c’erano allusioni sessuali e  “massaggi” sul corpo.

    Erano stati proprio questi messaggi a insospettire i genitori dei ragazzi, che senza esitare avevano deciso di sporgere denuncia ai carabinieri. Carpineto era stata sconvolta dall’arresto, lo scompiglio e l’allarme tra i parrocchiani era stato inevitabile, nonostante i tentativi di minimizzare, per evitare di infangare gli ambienti di chiesa nel loro complesso. Qualcuno in paese, dopo la diffusione dell’ordine di carcerazione del sacerdote, ha anche commentato «poverino, non si meritava tanto», precisando che padre Carlos era riuscito anche a farsi benvolere, con atteggiamenti miti e disponibili.

    https://www.ilmessaggero.it/roma/metropoli/padre_perez_carpineto_romano_abusi_sessuali_minori_carcere_ultime_notizie-8252638.html

  • Abusi sessuali sugli studenti, l’ex prof di religione Alessandro Frateschi condannato a 12 anni di carcere

    Abusi sessuali sugli studenti, l’ex prof di religione Alessandro Frateschi condannato a 12 anni di carcere

    Alessandro Frateschi, ex professore di religione e diacono, è stato condannato a 12 anni di reclusione per abusi sessuali su cinque ragazzi minorenni. È il verdetto emesso dalla giudice Laura Morselli, che ha optato per una pena superiore a quella richiesta dalla pubblica accusa, che aveva sollecitato 9 anni e 4 mesi di carcere.

    L’ex insegnante è stato riconosciuto colpevole di aver abusato dei ragazzi sfruttando la sua posizione di insegnante di religione. Il caso era nato dai racconti di alcuni studenti del liceo scientifico Majorana di Latina. «Quando sono arrivato ha spento la televisione e mi ha fatto spogliare. Io tentennavo e gli dicevo: sono troppo piccolo per queste cose.

    Ma lui mi diceva di stare tranquillo», aveva raccontato una delle vittime, 14enne. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’ex diacono agiva prima instaurando rapporti confidenziali, apparentemente innocui, con i suoi alunni per poi passare a messaggi inopportuni a sfondo sessuale sui social, utilizzando profili Instagram con nomi come «Orso73» e «Bartolomeo73», i quali facevano riferimento a temi biblici.

    I messaggi ossessivi

    Dall’analisi delle chat è emerso che Frateschi, a cui è stata revocata l’idoneità all’insegnamento dopo le accuse, chiedeva ai ragazzi foto intime e mandava loro messaggi ossessivi, a volte bloccati dai ragazzi, ma che poi venivano ricontattati attraverso nuovi profili. Le violenze, in alcuni casi consumate e in altri tentate, venivano perpetrate sia virtualmente che fisicamente.

    Durante l’udienza del 28 giugno scorso, la pm Giorgia Orlando aveva dettagliato il lungo elenco di episodi di abuso contestati all’uomo. L’ex insegnante aveva chiesto il rito abbreviato, che prevede una riduzione di pena, ma è stato comunque condannato a una pena severa. In aula, alla lettura della sentenza, c’è stata grande commozione: alcune vittime di Frateschi, presenti all’udienza, si sono abbracciate scoppiando in un pianto liberatorio.

    https://www.open.online/2024/07/19/abusi-sessuali-minori-ex-prof-alessandro-frateschi-condannato/

  • L’Abbé Pierre è accusato da sette donne di molestie tra il 1970 e il 2005

    L’Abbé Pierre è accusato da sette donne di molestie tra il 1970 e il 2005

    PARIGI – L’Abbé Pierre (1912-2007), il sacerdote fondatore dell’associazione Emmaüs contro la povertà in aiuto in particolare dei senza tetto, è accusato da sette donne di gesti inappropriati tra il 1970 e il 2005, rivela il quotidiano cattolico francese La Croix. Secondo un rapporto pubblicato da Emmaüs e dalla Fondazione Abbé Pierre, alcune delle accuse potrebbero essere classificate dai tribunali come aggressioni sessuali, altre come commenti sessisti e avances sessuali.

    Nel giugno 2023 la prima donna ha contattato i funzionari di Emmaüs Francia, affermando di essere stata aggredita sessualmente dall’Abbé Pierre tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. All’epoca, i suoi genitori erano amici del sacerdote. Quando la donna era minorenne l’Abbé Pierre, di 50 anni più anziano di lei, le avrebbe toccato il seno in diverse occasioni quando era ospite nella casa di famiglia.

    La donna ha confidato di aver subito altre violenze sessuali quando era adulta. Al ritorno da un viaggio in Italia, l’Abbé Pierre «la baciò sulla bocca in modo brutale e del tutto inaspettato». Nel 2003, quattro anni prima della morte, l’uomo le chiese perdono in presenza del padre.

    Dopo questa prima testimonianza, Emmaüs International, Emmaüs France e la Fondation Abbé Pierre hanno incaricato Egaé, un’organizzazione indipendente che lotta contro la violenza sessista e sessuale, di condurre indagini più approfondite. Nel rapporto reso pubblico ieri, un totale di sette donne hanno parlato di violenze o comportamenti inappropriati da parte dell’uomo che per 16 volte è stato designato dai francesi come la «personalità preferita dell’anno».

    L’Abbé Pierre agiva di solito in una stanza d’albergo o in un ufficio. Gli episodi più antichi risalgono al 1970 e i più recenti al 2005, quando l’Abbé Pierre aveva 92 anni. Nell’ambito dell’inchiesta condotta da Egaé, associazione creata dall’attivista femminista Caroline de Haas, una donna ha rivelato di essere stata a conoscenza di altri episodi simili negli anni Cinquanta. Il rapporto afferma inoltre che almeno altre cinque persone, potenziali vittime, sono state identificate ma non sono ancora state ascoltate.

    Quando l’Abbé Pierre era in vita aveva confidato di aver infranto il suo voto di castità in un libro di interviste pubblicato nel 2005 da Frédéric Lenoir: «Ho sperimentato il desiderio sessuale e la sua rarissima soddisfazione». Nel 2005 aveva parlato di «una debolezza», «un incidente passeggero».

    Dopo la diffusione del report la Chiesa cattolica di Francia ha dichiarato su X di aver appreso «con dolore» delle testimonianze che accusano l’Abbé Pierre di aggressioni sessuali. La Conferenza dei vescovi di Francia ha aggunto che «tiene a garantire alle persone vittime della sua profonda compassione e vergogna che tali fatti possano essere stati perpetrati da un prete».

    https://www.corriere.it/esteri/24_luglio_17/abbe-pierre-accusato-sette-donne-molestie-c047e003-0e60-49e0-bb54-b63eaab17xlk.shtml

  • Francia – Pedofilo risarcito perché da piccolo subì violenza da un prete

    Francia – Pedofilo risarcito perché da piccolo subì violenza da un prete

    In un’inaspettata decisione, l’Organismo di Riparazione per le Vittime di pedocriminalità nella Chiesa (Inirr) ha annunciato di aver risarcito un uomo, Jean-Yves Schmitt, che è stato egli stesso condannato per pedocriminalità negli anni 2000. Schmitt ha ricevuto il risarcimento per aver subito violenza sessuale da parte di un prete quando era bambino.

    Jean-Yves Schmitt, oggi 73enne, è stato aggredito negli anni ’60 dal prete Félix Hutin mentre frequentava la scuola superiore a Bourg-en-Bresse, tra i 12 e i 15 anni. Da adulto, Schmitt è diventato a sua volta un aggressore, condannato più volte per violenza sessuale su minori durante il suo lavoro come custode di un edificio nella regione parigina.

    In una lettera del 16 maggio, l’Inirr ha scritto: “Le conseguenze delle violenze inflitte dal cappellano sono state gravi e durature. Questa violenza di cui sei stato vittima ha avuto un impatto psicologico sia nella tua vita intima che nelle tue relazioni familiari e nel tuo sviluppo professionale.” L’Inirr ha riconosciuto come il comportamento del sacerdote avesse creato una sorta di dipendenza in Schmitt, alterando il suo orientamento e esponendolo a desideri impossibili da accettare. Questo stato psicologico lo ha portato a compiere atti di violenza, infrangere divieti e subire pesanti sanzioni legali che hanno trasformato la sua vita professionale, personale e familiare.

    Schmitt, che ha richiesto l’intervento dell’Inirr, ha ricevuto un risarcimento economico di 60.000 euro. “Non mi restituirà gli anni perduti né i miei nipoti che non vedo da quando sono nati, ma è meglio di niente,” ha dichiarato Schmitt all’AFP.

    “Capisco che sia fonte di confusione l’idea di risarcire un molestatore di bambini,” ha ammesso Schmitt. “Ma dobbiamo capire che tutto nasce dal fatto che sono stato una vittima: se non fossi stato una vittima, non sarei stato un predatore.”

    Francia – Pedofilo risarcito perché da piccolo subì violenza da un prete

  • Le mura del silenzio: il sistema di copertura della Chiesa cattolica

    Le mura del silenzio: il sistema di copertura della Chiesa cattolica

    Non si placa lo scandalo degli abusi sessuali, emerso in tutta la sua ampiezza anche in Svizzera dopo lo studio pilotaCollegamento esterno voluto da Vescovi e condotto dall’Università di Zurigo: 1’002 i casi di abuso documentati dal 1950 e una cultura di copertura e insabbiamento che ha favorito il ripetersi del male.

    Oggi sono passati 9 mesi dalla pubblicazione della ricerca storica e nuove vittime si stanno facendo avanti, anche dal Ticino.

    La Diocesi di Lugano era emersa dal rapporto come un caso anomalo, pochi casi di abuso erano venuti alla luce, documenti dell’archivio diocesano riferiti a sacerdoti problematici erano stati distrutti.

    L’inchiesta del settimanale di approfondimento della RSI Falò:

    La parola liberata

    Oggi parlano donne e uomini che erano rimasti fuori dai radar e che per la prima volta dopo decenni fanno emergere il dolore rimasto nascosto nella loro memoria personale.

    “Mi ricordo proprio che piangevo, che avevo proprio quella sensazione di sentirmi sporca, mi chiedo come ho potuto lasciarlo fare e perché non ho fatto niente.”

    “Ho capito che c’era qualcosa di sbagliato. Però sapevo anche che se l’avessi raccontato nessuno mi avrebbe creduto. “

    Sono le parole di due donne, oggi adulte, che all’epoca degli abusi avevano 9 anni. Scoprono oggi di essere state abusate dallo stesso sacerdote a Novazzano e piangono. Piangono per dei sensi di colpa che ancora sentono su di loro e piangono scoprendo che il sacerdote responsabile era recidivo, era già stato condannato per atti sessuali su fanciulli e i vertici della Chiesa lo sapevano ma hanno taciuto. I loro racconti restituiscono la prospettiva delle vittime, che fino a tempi recenti mancava e permettono di fare luce sul sistema di potere ecclesiastico che ha favorito il ripetersi di abusi.

    Il sistema di copertura

    Il caso del sacerdote di Novazzano risale alla fine degli anni Settanta ed è paradigmatico per l’agire che ha avuto in quegli anni la Chiesa.

    Godeva di grande rispetto e venerazione, era musicista oltre che religioso, e godeva della protezione del vescovo Martinoli. A fine anni ‘60 una prima segnalazione in Curia aveva fatto emettere al vescovo una “proibizione assoluta di ricevere ragazzi per dare lezioni”. Senza successo; nei 5 anni successivi 6 famiglie si rivolsero alla giustizia: venne condannato, ma non andò in carcere, bensì in un ospedale psichiatrico. Ma la vicenda non era ancora conclusa perché dopo un anno soltanto, venne reintegrato come aiutante della parrocchia a Novazzano e ricominciare da capo con il benestare del prevosto di allora che gli doveva fare da tutore, e del vescovo stesso. Un sistema di insabbiamento e di copertura come sono ormai noti a livello mondiale. “Questo è molto grave”, ci ha detto il parroco di Genestrerio don Oliviero Bernasconi che ai tempi operava nel Mendrisiotto e pochi anni dopo divenne vicario generale: “Ho un po’ l’impressione che di questi casi non ne vedevano la gravità e la pericolosità”, aggiunge.

    Per anni comunque, anche in Svizzera, anche in Ticino, e anche in tempi più recenti la protezione dell’istituzione della Chiesa è stata messa davanti a quella delle vittime di abuso.

    Gli archivi distrutti

    E fa parte di questo sistema di insabbiamento anche la distruzione di documenti d’archivio.

    Nella Diocesi di Lugano questa è avvenuta “nel nome della misericordia”, un sacerdote bibliotecario del Vescovo Torti fece pulizia su 100 anni di documenti contenuti nell’archivio segreto e riguardanti sacerdoti che avevano commesso atti sconvenienti per la morale della Chiesa o, appunto, abusi. Cancellati i documenti e cancellati gli indici che si sarebbero dovuti tenere: “Un errore madornale” ci dice l’ex vicario Bernasconi.

    Per ricostruire i fatti le storiche e gli storici dell’Università di Zurigo devono ora appoggiarsi soprattutto alle testimonianze di chi è stato vittima o di chi era a conoscenza dei fatti. E fanno appello a donne e uomini a uscire dal silenzio a trovare il coraggio.(ricerca-abusi@hist.uzh.chCollegamento esterno)

    I cantieri della Chiesa

    Oggi i sopravvissuti agli abusi usciti allo scoperto chiedono alla Chiesa lo stesso coraggio che hanno avuto loro; chiedono fatti concreti che vadano a scardinare quel sistema di copertura che ha permesso il ripetersi di abusi spirituali e sessuali.

    E i vertici della Chiesa rispondono, puntano sulla trasparenza, parlano di risanamento delle fondamenta dell’istituzione. Hanno annunciato misure quali uno sportello indipendente per il sostegno alle vittime, un tribunale penale ecclesiastico nazionale, test psicologici per i nuovi sacerdoti.  Basteranno e quando arriveranno?  Ad attendere le risposte sempre più persone che alimentate dal dibattito pubblico stanno emergendo e chiedendo a gran voce di venire ascoltate e risarcite.

    Il servizio sul tema di Falò:

    https://www.tvsvizzera.it/tvs/qui-svizzera/le-mura-del-silenzio-il-sistema-di-copertura-della-chiesa-cattolica/83570869

  • La chiesa cattolica spagnola sostiene il piano per risarcire le vittime di abusi sessuali

    La chiesa cattolica spagnola sostiene il piano per risarcire le vittime di abusi sessuali

    MADRID: Martedì la Chiesa cattolica spagnola ha dichiarato di aver approvato un piano per risarcire le vittime di abusi sessuali su minori da parte del suo clero e ha espresso la speranza che diventi operativo entro pochi mesi.

    Il governo di sinistra spagnolo ha aumentato la pressione sulla Chiesa in merito agli abusi del clero, che solo di recente hanno preso piede in un Paese un tempo profondamente cattolico ma ora sempre più laico.

    Il documento, che delinea “le linee guida per l’azione della Chiesa in relazione agli abusi sessuali commessi su minori”, è stato approvato martedì dalla Conferenza episcopale della CEE, che raggruppa i principali vescovi spagnoli, ha affermato l’organismo in una nota.

    I vescovi hanno inoltre sostenuto la creazione di un comitato per valutare ogni caso e decidere l’entità specifica del risarcimento, che sarà “operativo il prima possibile, idealmente da settembre”, ha affermato in una conferenza stampa l’arcivescovo capo della CEE, Luis Arguello.

    “Questo è un giorno importante”, ha affermato, sottolineando che la Chiesa stava “aprendo la porta a un sistema di riparazioni globali”, e che “la maggior parte dei casi coinvolti risaliva a prima degli anni Novanta”.

    Interrogato sui casi in cui le diocesi non sono state in grado o non hanno voluto risarcire una vittima, Jesus Diaz Sariego, presidente della conferenza spagnola degli ordini religiosi, ha affermato che interverranno le autorità ecclesiastiche.

    “Se si verificasse un caso in cui una congregazione o una diocesi si rifiutasse di risarcire i danni, l’autorità ecclesiastica superiore interverrebbe per coprirli”, ha detto ai giornalisti.

    A marzo la CEE ha dichiarato di aver approvato un proprio piano completo di risarcimento per le vittime, ma non ha fornito dettagli su come o quando sarebbe stato attuato, né ha fornito cifre.

    I gruppi di vittime hanno denunciato l’opacità della Chiesa e la sua incapacità, finora, di offrire qualsiasi tipo di riparazione.

    I dati pubblicati in ottobre nel primo rapporto ufficiale sugli abusi sessuali sui minori all’interno della Chiesa stimano che più di 400.000 persone hanno subito abusi sessuali da parte del clero cattolico romano e di altri laici dal 1940.

    Si proponeva di istituire un fondo di risarcimento, ma la Chiesa ha escluso di prendervi parte se fosse stato destinato solo a risarcire le vittime di abusi pastorali e non quelle che avevano sofferto in qualsiasi altro contesto.

    Mettendo in dubbio la “dubbia affidabilità” delle cifre riportate, la CEE ha fatto riferimento a una verifica da lei commissionata, che ha rilevato che circa 2.056 minori sono stati abusati dal clero.

    Ad aprile il governo ha adottato un piano basato sulle raccomandazioni contenute nel rapporto di ottobre, redatto da esperti indipendenti che collaborano con il difensore civico spagnolo.

    Ciò includeva la creazione di un fondo statale di risarcimento per le vittime, un’idea sostenuta dal primo ministro Pedro Sanchez.–AFP

    https://www.nst.com.my/world/world/2024/07/1074441/spain-catholic-church-backs-plan-compensate-sex-abuse-victims

  • Abusi su bimbi all’asilo, maestro di religione condannato a 6 anni e 8 mesi

    Abusi su bimbi all’asilo, maestro di religione condannato a 6 anni e 8 mesi

    E’ stato condannato con rito abbreviato a sei anni e otto mesi di carcere per violenza sessuale aggravata il maestro di religione di 35 anni arrestato nel marzo 2023 per aver molestato sessualmente quattro bambini tra i 4 e i 5 anni in una scuola materna di Milano. Per l’insegnante la gup Angela Minerva ha stabilito anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la misura di sicurezza del divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati da minori e dell’obbligo di comunicare i suoi spostamenti e la sua residenza per due anni.

    La pm Rosaria Stagnaro aveva chiesto una pena di 9 anni per il 35enne, i cui abusi erano stati documentati grazie alle videocamere installate dal Nucleo tutela donne e minori della polizia locale di Milano, con la collaborazione delle altre maestre e dei Servizi educativi del Comune. Il risarcimento del danno sarà stabilito in sede civile, ma il giudice ha stabilito una provvisionale di 10mila euro per ciascuno dei genitori dei quattro bambini abusati.

    “La cosa importante” è che la sentenza riconosca “l’assoluta intangibilità del corpo delle bambine e dei bambini, ancor più in luoghi in cui sono affidati alle cure di terze persone”, commenta con soddisfazione l’avvocato Ilaria Boiano, legale che rappresenta le famiglie delle vittime insieme alle colleghe Maria Teresa Manente, Rossella Benedetti e Virginia Dascanio.

  • $ 104 milioni assegnati alle vittime di abusi sessuali di Mount Cashel e dei sacerdoti NL

    $ 104 milioni assegnati alle vittime di abusi sessuali di Mount Cashel e dei sacerdoti NL

    Un ente terzo incaricato del controllo delle insolvenze ha stanziato una somma di 104 milioni di dollari per risarcire le vittime di abusi sessuali da parte di religiosi di Terranova e Labrador, ma non è certo quanto denaro verrà effettivamente erogato alle centinaia di richiedenti. 

    Un documento di quattro pagine depositato presso la Corte suprema di Terranova e Labrador da George Kinsman, vicepresidente senior di Ernst & Young, stima l’importo netto del risarcimento a 104.074.667 dollari. 

    Delle 367 richieste presentate, 292 sono già state accettate, mentre 65 sono state respinte e 10 sono considerate pendenti. 

    Il documento afferma che il pagamento medio a un richiedente ammonta a $ 356.417. 

    Il documento, pubblicato venerdì, è l’ultimo passo di una saga iniziata nel 1987 con le accuse contro un sacerdote e che si sarebbe estesa a una serie di scandali che hanno portato alla chiusura dell’orfanotrofio di Mount Cashel a St. John’s e hanno recentemente costretto la Roman Catholic Episcopal Corp. a vendere chiese e altre proprietà per risolvere le controversie. 

    Ma la precedente fattura della chiesa era stata stimata in 50 milioni di dollari, nonostante i richiedenti fossero circa 100.

    La chiesa ha raccolto più di 40 milioni di dollari vendendo sistematicamente i propri beni nella penisola di Avalon, tra cui un accordo da 13 milioni di dollari con il governo di Terranova e Labrador per l’acquisto di proprietà di ex scuole cattoliche.

    “Penso che abbiano ragione”

    L’avvocato Geoff Budden, il cui studio rappresenta 189 delle richieste accettate, ha dichiarato alla CBC News di essere soddisfatto del calcolo effettuato dall’organismo di controllo terzo. 

    Ha notato che alcuni clienti potrebbero però sentirsi insoddisfatti. 

    “Ci sono individui che ritengono che i numeri siano forse un po’ bassi. Altri si sentono o sono piacevolmente sorpresi”, ha detto venerdì. 

    “Quindi potrebbero esserci individui che presentano ricorso, ma nel complesso, da quanto ne so, la legge… penso che abbiano ragione.”

    Budden ha affermato che diversi ricorrenti hanno avuto esperienze molto diverse nel corso degli anni. Alcuni hanno parlato alla polizia decenni fa, mentre altri si sono fatti avanti per abusi storici da parte del clero o dei Christian Brothers, l’ordine laico che gestiva Mount Cashel e diverse scuole, solo negli ultimi anni. 

    “Lo vediamo davvero, credo, non come un numero aggregato, ma come 200 numeri individuali”, ha detto. “Quindi sono 200 le conversazioni che dobbiamo avere con i clienti… In ogni caso, è una conversazione scatenante”. 

    Sebbene l’accordo da 104 milioni di dollari rappresenti più del doppio di quanto raccolto tramite la vendita dei terreni, Budden si aspetta comunque che tutti i suoi clienti ricevano quanto dovuto. 

    “Sono ottimista sul fatto che possiamo. Quindi sì, si può dire che sono fiducioso”, ha detto. 

    Le vendite immobiliari sono ancora in corso

    La chiesa sta ancora vendendo proprietà e Budden afferma che c’è potenzialmente un grande guadagno da due polizze assicurative. Entrambe le compagnie assicurative stanno combattendo una mossa del genere. 

    Ora, ha affermato Budden, spetta al governo di Terranova e Labrador concludere una questione che si trascina da decenni. 

    “Penso che lo scenario sia che il governo, che sta già affrontando una serie di cause legali, a un certo punto – e abbastanza presto – avvierà un dialogo costruttivo con il governo affinché quest’ultimo rispetti i propri obblighi legali”, ha affermato. 

    Lo scandalo di Mount Cashel esplose nel 1989 e includeva resoconti di come un’indagine della polizia del 1975 fu annullata dal Dipartimento di Giustizia provinciale. L’inchiesta Hughes, ordinata dal governo di Terranova e Labrador, trovò numerose carenze nel sistema di protezione dei minori. 

    Nel frattempo, la commissione Winter, istituita dall’arcidiocesi di St. John’s, ha descritto nei dettagli come i funzionari della Chiesa trasferissero frequentemente i sacerdoti accusati di abusi sessuali su minori in altre parrocchie. 

    Nel corso degli anni sono state presentate altre denunce: solo a Mount Cashel si sono verificate denunce di abusi che risalgono addirittura agli anni ’40. 

    Gli atti del tribunale rilevano che le rivendicazioni accettate includono i patrimoni dei ricorrenti defunti. 

    L’arcidiocesi è stata ritenuta responsabile per Mount Cashel nel 2020. L’anno successivo ha presentato istanza di insolvenza. 

    Il termine per presentare ricorso è di 45 giorni. 

    https://www.cbc.ca/news/canada/newfoundland-labrador/church-mount-cashel-settlement-1.7255755

  • “Bimbi abusati in parrocchia e foto intime sui social”. Indagato un capo scout: molestava e ricattava i lupetti

    “Bimbi abusati in parrocchia e foto intime sui social”. Indagato un capo scout: molestava e ricattava i lupetti

    Tutte le attività estive sospese all’improvviso. Nessuna notte sotto le stelle in tenda e niente cene attorno al fuoco per lupetti e coccinelle, come vengono chiamati i bambini nei gruppi scout, a Terracina. Uno stop quello deciso dall’Agesci che ha lasciato sconcertate le famiglie dei più piccoli.

    Ma lo sconcerto sta cedendo il passo all’angoscia man mano che nella città pontina si vanno diffondono le indiscrezioni sulle motivazioni di quella decisione. Un capo scout, un assistente per l’esattezza, è indagato con l’accusa di aver abusato dei bimbi e ogni papà e mamma dei circa 140 bambini che frequentano l’associazione teme che il proprio figlio possa aver subito abusi.

    L’ennesimo scossone nell’ambito della Chiesa pontina e del Lazio in generale, dopo quelli arrivati con l’arresto del diacono Alessandro Frateschi, anche lui di Terracina, e dell’ex dirigente di Azione Cattolica, Mirko Campoli, di Tivoli.

    Le indagini sono partite dopo un porno-ricatto subito da due ragazzini scout di 14 e 16 anni. Quest’ultimi si sarebbero visti chiedere su Instagram da quella che doveva essere una coetanea delle foto intime. A un tratto, però, sono partiti messaggi di altro tenore. Sono spuntate fuori tracce che dietro il profilo ragazzina in realtà si sarebbe celato un capo scout di 18 anni. E proprio quest’ultimo si sarebbe presentato dalle presunte vittime chiedendo loro soldi: “Conosco quella ragazza, datemi 100 euro e ci penso io. Altrimenti diffonde le vostre foto”.

    Sono partite le denunce e la polizia postale di Latina ha iniziato a indagare, sequestrando al sospettato, S.D.P. le sue iniziali, due smartphone e un tablet.

    Gli investigatori sembrano sospettare che fossero numerosi i falsi profili utilizzati dal 18enne di Terracina su Instagram e che non avrebbe contattato soltanto giovani conosciuti nel mondo scout o in parrocchia. Tanto che nella città balneare c’è inquietudine anche tra chi non frequenta l’associazione
    cattolica.

    Ma c’è di più. Ben presto è infatti emersa anche la storia di uno dei lupetti, un bambino di dieci anni, che ha raccontato nel dettaglio di aver subito abusi dal capo scout all’interno dei locali parrocchiali e gli inquirenti temono che non sia stato l’unico.

    Il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Vittoria Bonfanti, ha aperto un’inchiesta e gli investigatori da un lato stanno analizzando il materiale sequestrato all’indagato e dall’altro stanno raccogliendo testimonianze.

    L’indagato frequentava la stessa parrocchia di Frateschi, ma al momento non è ancora chiaro se vi fossero contatti tra i due

    https://roma.repubblica.it/cronaca/2024/07/05/news/abusi_scout_bambini_terracina-423365436/

  • Da La Plata a Roma.  Francesco ha assegnato a Tucho Fernández che nascondeva i pedofili, una posizione centrale in Vaticano

    Da La Plata a Roma. Francesco ha assegnato a Tucho Fernández che nascondeva i pedofili, una posizione centrale in Vaticano

    Il corrispondente italiano del quotidiano conservatore argentino La Nación l’ha definita una “notizia bomba” e un “appuntamento inaspettato ” . Probabilmente lo è per chi si allinea ai settori più reazionari, ultramedievali e più oscurantisti (lo sono insomma tutti) della curia romana. Ma considerando le mosse compiute da Jorge “Francisco” Bergoglio negli ultimi anni, la cosa non dovrebbe sorprendere troppo.

    La notizia in questione è che il Vaticano ha appena pubblicato nel suo Bollettino Ufficiale che l’arcivescovo di La Plata Víctor Manuel “Tucho” Fernández è stato scelto dal nuovo Papa “prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede ” , come riportato dal bollettino della cosiddetta Santa Sede. Fernández entrerà in carica a settembre, in sostituzione del cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer .

    Il Dicastero è il diretto successore della Sacra Romana e Inquisizione Universale creata nel 1542 da Paolo III e la cui eredità per l’umanità è stata quella di aver insanguinato parte del mondo con la sua caccia alle “streghe” , la tortura e l’umiliazione di “eretici” e altri metodi sanguinari per controllare la popolazione ribelle con la “dottrina apostolica e cattolica romana”. Tra le sue tappe fondamentali , l’Inquisizione processò e condannò Galileo Galilei per le sue teorie eretiche.

    Anche se i moderni inquisitori non mandano più i loro carnefici ad asportare confessioni sataniche sotto tortura o a bruciare donne nei falò allestiti nelle pubbliche piazze (questo viene fatto oggi dagli Stati e dai loro governi in modo più civile), è ancora il “ministero” della Il Vaticano che controlla , censura e sanziona tutto ciò che riguarda i “valori” del cattolicesimo ufficiale. Ciò include il piano sistematico per coprire migliaia e migliaia di stupri di ragazze, ragazzi e adolescenti nelle scuole, negli istituti e nelle parrocchie di tutto il pianeta.

    Proprio Tucho Fernández è uno specialista, tra l’altro, nel garantire questo insabbiamento sistematico , rilasciando dichiarazioni e omelie affannose in cui, come comanda Bergoglio , si condannano colpevolmente gli abusi commessi dai suoi dipendenti in talare. I pochi che riescono a rompere il silenzio delle mura ecclesiastiche e a balzare all’opinione pubblica, ovviamente.

    Compito molto prezioso

    La Gazzetta Ufficiale Vaticana pubblica una lettera che Francesco invia a Tucho . Lì dice di affidare loro un compito “molto prezioso”, come quello di “custodire l’insegnamento che scaturisce dalla fede per ‘dare ragione della nostra speranza, ma non come nemici che additano e condannano’”. Quasi a “chiarire”, il Papa riconosce che il Dicastero “in altri tempi usò metodi immorali” e che “quelli erano tempi in cui, più che promuovere la conoscenza teologica, si perseguitavano eventuali errori dottrinali ”. Quello che mi aspetto da te è senza dubbio qualcosa di molto diverso”, dice al suo fianco.

    Curiosamente, il monarca romano esplicita la sua intenzione di liberare il nuovo prefetto dal dover farsi carico di “attendere” alle denunce di abusi sessuali che giungono a Roma. «Dato che per le questioni disciplinari – legate soprattutto agli abusi sui minori – è stata recentemente creata una Sezione specifica con professionisti molto competenti, le chiedo come Prefetto di dedicare il suo personale impegno più direttamente allo scopo principale del Dicastero, che è ‘ mantieni la fede’”, ordina.

    A rigor di termini, questa nuova “sezione” di cui parla è un ufficio dedicato a ricevere quella manciata di denunce “ufficiali” contro vescovi, preti e suore che le diocesi di tutto il mondo ritengono che il Vaticano dovrebbe “indagare” e “decidere”. ”. Ma è un ufficio che risponde direttamente al Dicastero che Fernández presto guiderà. Storia pura.

    Chip in movimento

    La mossa del Papa sembra essere in linea con altre, negli ultimi anni, in cui il Sommo Pontefice argentino collocava in luoghi chiave del Vaticano uomini di sua fiducia che , inoltre, aderiscono alla sua “teologia del popolo” (un aspetto dottrinale che, facendo appello ai cliché populisti, prende le distanze esteticamente dai settori più ultraconservatori della Chiesa). Consapevole che la sua salute peggiora con il passare del tempo, il cosiddetto “papa peronista” sta già pianificando la sua successione riempiendo piazza San Pedro di un funzionario pubblico dipendente.

    Il caso più emblematico è quello dell’ex vescovo di Orano, Salta, Gustavo Zanchetta , uomo di estrema fiducia di Bergoglio . Tra il dicembre 2018, quando sono emerse le denunce contro di lui da parte di due seminaristi abusati (le vittime avrebbero potuto essere molte di più) e il marzo 2022, quando è stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere ; Il papa misericordioso cercò di “salvare” Zanchetta affidandogli l’ amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica .

    Meglio conosciuta come “l’agenzia immobiliare” del Vaticano , quell’ufficio gestisce più di cinquemila proprietà in tutto il mondo per un valore stimato di 3 miliardi di dollari . Infine Zanchetta dovette ritornare in Argentina per essere processato. Certo, oggi gode degli arresti domiciliari che sono negati a qualsiasi cristiano per reati molto meno gravi .

    Finora non si sa se Tucho Fernández abbia abusato direttamente di minori, seminaristi o studenti dell’Università Cattolica Argentina quando ne era rettore. Ciò che si sa è che negli ultimi anni era incaricato di insabbiare eventuali pecore smarrite denunciate per questi crimini , doppiamente aggravati dal fatto di essere rappresentanti di un culto religioso (con il livello di vulnerabilità della vittima che ciò implica).

    In un servizio speciale pubblicato da La Izquierda Diario lo scorso dicembre (realizzato insieme a Pulso Noticias ), vengono dettagliati undici dei casi finora denunciati a La Plata e nei quali, in vari modi, “ Tucho” ha svolto un chiaro ruolo di copertura cure. Un insabbiamento che va di pari passo con la disumanizzazione e il disprezzo per le vittime e i sopravvissuti .

    I casi sono quelli dell’ex cappellano generale del servizio penitenziario di Buenos Aires Eduardo Lorenzo (suicidato nel dicembre 2019 in una sede della Cáritas pochi minuti dopo essere stato arrestato), dell’ideatore della congregazione Miles Christi Roberto Yanuzzi (l’unico scomunicato dal papa , sia pure per divergenze dottrinali e non per abusi), Héctor Giménez (denunciato ma impunito), Rubén Marchioni (denunciato pubblicamente ma non giudizialmente), Maximiliano Di Virgilio (la famiglia della vittima ha ritirato denuncia penale), l’ex Gendarmeria cappellano delle Missioni di Raúl Sidders (con arresti domiciliari assurdi e vicini al processo orale) e cinque ex capi dell’Istituto Provolo di La Plata ( Nicola Corradi , Horacio Corbacho , Giuseppe Spinelli , Giovanni Granuzzo ed Eliseo Primati ) .

    Insieme a Fernández , in quasi tutti questi casi, ha avuto un ruolo centrale nei piani di insabbiamento il vescovo ausiliare di La Plata, Alberto Bochatey , servitore formato dall’ultra-reazionario Héctor Aguer , predecessore di “Tucho” . Sebbene non siano note lamentele nemmeno nei suoi confronti e nonostante l’“inimicizia” tra Bergoglio e Aguer , nel 2017 il papa ha nominato Bochatey “commissario apostolico” per indagare sulle accuse di abusi sessuali presso la sede dell’Istituto Provolo a Mendoza. Ovviamente non indagò nulla e tanto meno collaborò al caso giudiziario che finì per condannare Corradi e Corbacho a quasi cinquant’anni di carcere.

    “Tucho” e Bochatey , tra le altre aberrazioni, organizzarono la “messa in omaggio” (e con un corpo presente) al suicida Lorenzo nella stessa parrocchia di Gonnet in cui il sacerdote, per anni, abusò di adolescenti che corrompeva ed estorceva per soddisfare i loro desideri di oppressione.

    Non ci si poteva aspettare di meno dal Papa stesso. Oltre ad essere stato complice di diversi delitti dell’ultima dittatura civile-militare-ecclesiastica (quando già ricopriva un alto incarico nella Curia argentina), nel suo Paese ha protetto criminali come Julio Grassi , Zanchetta , Justo Illaraz. , Agustín Rosa Torino e decine di sacerdoti e vescovi con inchieste canoniche che hanno dato solo impunità. Ad eccezione del gangster Yanuzzi , nemmeno i pochi preti condannati penalmente furono espulsi dalla Chiesa.

    Piazza

    Un’altra caratteristica di Víctor Fernández è la sua vocazione a “mediare” nei conflitti sociali, quando minacciano il potere politico al potere. Ad esempio, nel 2018 corse in aiuto dell’allora governatrice María Eugenia Vidal quando centinaia di lavoratori uscirono dagli ingressi del Cantiere Río Santiago di Ensenada per occupare la sede del Ministero dell’Economia a La Plata in segno di ripudio dell’adeguamento e piani di consegna dell’azienda da parte della direzione di Cambiemos . Per fare questo, l’arcivescovo ha ideato una manovra di smobilitazione insieme a parte della direzione sindacale della regione che ha appoggiato (con azione o omissione) i piani di Vidal .

    Ora, dopo cinque anni di “pulizia” (a base di cosmetici liturgici e silenzi comprati a buon prezzo) nell’arcidiocesi di La Plata dai residui ultraconservatori che Aguer si era lasciato alle spalle , “Tucho” deve trasferire parte della sua esperienza al Vaticano .

    Certo, per occupare una posizione che intellettuali come Joseph Ratzinger hanno saputo mantenere , Fernández non manca di curriculum. Diventerà prefetto per la Dottrina della Fede dopo essere stato decano della Facoltà di Teologia di Buenos Aires , presidente della Società Teologica Argentina e della Commissione Fede e Cultura dell’Episcopato argentino. E prima di assumere l’arcivescovado di La Plata, fu rettore della Pontificia Università Cattolica dell’Argentina . Quanto detto è un quadro veritiero di tutte le necessità e le emergenze che ha il Vaticano nella sua particolare fase bergogliana.

    https://www.laizquierdadiario.com/Francisco-premio-a-Tucho-Fernandez-encubridor-de-pedofilos-con-un-cargo-central-en-el-Vaticano