Osservatorio della Rete L'ABUSO

Tag: vittime

  • Chiesa e abusi sessuali, perché sarà difficile un’autentica riforma

    Chiesa e abusi sessuali, perché sarà difficile un’autentica riforma

    Qualche giorno fa il pontefice è tornato sul tema degli abusi sessuali commessi da membri del clero per ribadire e aggiornare il complesso di norme varato quasi quattro anni fa con il Motu Proprio “Vos Estis Lux Mundi”. Il documento conferma, rafforzandolo, l’intricato complesso di norme e istituti che dovrebbero scoraggiare la commissione di questo genere di “delitti” (per usare un’espressione del diritto canonico).

    L’impressione che si ricava da una sua prima e superficiale lettura è quella di una Chiesa Cattolica determinata a reprimere la diffusione degli abusi e a punire con la necessaria severità chi li compie. C’è naturalmente del vero in questa percezione: nel documento, il papa avverte implicitamente vescovi, sacerdoti e anche laici cattolici impegnati nelle attività pastorali che, nel caso si mettessero nei guai sul versante della sessualità con i minori, l’istituzione non interverrà più a proteggerli come ha sempre fatto, ma al contrario li punirà in modo rigoroso e fermo. È un messaggio che tutti i sacerdoti italiani hanno già colta già da qualche anno, da quando la CEI ha istituito dei centri di ascolto che raccolgono le denunce e avviato, in molte diocesi (non in tutte), una campagna di prevenzione di questi crimini, affidata essenzialmente a giuristi e psicologi.

    In questo approccio che definirei sommariamente “giustizialista” io vedo tre grandi limiti.
    Il primo riguarda l’impatto con la cultura organizzativa della Chiesa, impregnata da secoli di una strutturale tendenza alla copertura dei crimini commessi dai suoi funzionari. È legittimo chiedersi se un’istituzione del genere sarà in grado di ribaltare davvero il suo atteggiamento di fondo e di sanzionare la sua classe dirigente (perché questo rappresentano i sacerdoti) senza sconti quando sbaglia sul terreno del sesso con i minori? Quali garanzie ci sono che il dispositivo giudiziario architettato dai vertici vaticani si metta davvero in moto e che preti e vescovi smettano di insabbiare e occultare? Basta cambiare la legge perché cambino anche i comportamenti e si modifichino le prassi più diffuse?

    Il secondo limite attiene al rapporto con il passato e con la conoscenza scientifica del fenomeno. Sotto questo profilo la situazione è molto varia: ci sono conferenze episcopali, ad esempio quelle francese e tedesca, impegnate in una seria opera di accertamento della verità sugli ultimi decenni e di collaborazione con la comunità scientifica che studia il fenomeno e altre, tra le quali si distingue quella italiana, che da quest’orecchio non ci sentono proprio. L’elemento rivelatore della differenza risiede nella disponibilità a istituire e finanziare commissioni indipendenti di inchiesta, che consentano sia l’emersione di molte vicende di abusi consumatesi negli scorsi decenni e rimaste sino ad ora confinate nella sola memoria delle vittime sia la produzione di una rilevantissima mole di dati (non solo quantitativi) relativi al fenomeno in questione. Insomma le commissioni indipendenti rappresentano uno strumento insostituibile: alimentano moltissimo il dibattito pubblico e producono un grande avanzamento della conoscenza, premessa di interventi di riforma più oculati e puntuali.  Nel documento vaticano a questo tema non si fa cenno e non mi risulta che il papa su questo abbia una linea: ogni commissione episcopale fa quel che vuole, alcune non fanno nulla.

    Il terzo limite è il più serio di tutti e concerne l’adeguatezza della nuova strategia preventiva e repressiva rispetto alle cause reali del fenomeno. Per comprenderlo dobbiamo chiederci come mai quello degli abusi sessuali sia un problema così rilevante per i sacerdoti cattolici (non solo per loro è chiaro, ma soprattutto per loro). C’è qualcosa nel rapporto con la sessualità e l’affettività a cui la Chiesa vincola i sacerdoti che favorisce la commissione di abusi? In definitiva, c’è qualche legame tra il celibato obbligatorio e la castità imposta per legge al clero e gli abusi sessuali che alcuni di costoro mettono in atto? Se sì, come io penso e come ho cercato di dimostrare in altre sedi, è chiaro che tutto l’arzigogolato impianto repressivo disegnato dai vertici cattolici serve a poco. Se a commettere gli abusi non sono solo delle “mele marce” che saranno, auspicabilmente, d’ora in poi più facilmente assicurate alla giustizia canonica e poi punite ma è un sistema vivente di comportamenti e di atteggiamenti legati alla “cultura della castità obbligatoria” gli strumenti come quelli contenuti nel motu proprio sono destinati a rivelarsi scarsamente o per nulla efficaci. Il punto è che anche solo per porsi gli interrogativi che ho avanzato la Chiesa dovrebbe mettere in discussione se stessa, la sua costituzione materiale, la sua natura spirituale, ecclesiale e politica e non solo puntare il dito sui singoli funzionari infedeli. Quando ciò avverrà saremo i primi a parlare di rivoluzione.

    https://www.micromega.net/chiesa-e-abusi-sessuali-perche-sara-difficile-unautentica-riforma/

  • Abusi nella Chiesa: ancora non ci siamo

    Abusi nella Chiesa: ancora non ci siamo

    La tanto attesa revisione della legge chiave del papa contro gli abusi è una grande delusione. Papa Francesco ha perso l’opportunità di correggere i gravi difetti della Vos estis lux mundi che l’hanno resa inefficace. La revisione di oggi apporta alcuni modesti cambiamenti, alcuni dei quali sono benvenuti. È positivo che si chiarisca che l’abuso di adulti vulnerabili è un crimine secondo il diritto canonico e che anche i leader laici delle associazioni religiose possono essere soggetti a sanzioni. Ma questa politica aveva bisogno di un’ampia revisione, non di qualche ritocco.

    Vos estis rimane un’autopolitica confezionata come responsabilità. Mantiene il controllo dei vescovi nell’indagare e giudicare le accuse contro i colleghi vescovi. Omette qualsiasi obbligo di informare il pubblico. Dice ai vescovi che non sono tenuti a denunciare le molestie sui minori alle autorità civili, a meno che non siano obbligati a farlo dalla legge locale. E limita il coinvolgimento dei laici a ruoli frammentati e privi di potere. Nessuna di queste debolezze viene affrontata nella versione rilasciata oggi. Al popolo cattolico era stato promesso che Vos estis sarebbe stato “rivoluzionario”, un evento epocale per responsabilizzare i vescovi. Ma in quattro anni non abbiamo visto nessuna significativa pulizia della casa, nessun cambiamento drammatico. All’inizio di questo mese, un importante consigliere papale ha ammesso pubblicamente che la nuova politica del papa “non funziona”. Dei 5.600 vescovi viventi in tutto il mondo, BishopAccountability.org ha identificati solo una quarantina che sono stati indagati secondo il nuovo protocollo. Meno della metà di questi sono stati sanzionati, di solito con clemenza ().

    Prima della promulgazione di Vos estis, il papa ha fatto credere alle vittime e ai cattolici disperati che la sua risposta decisa ai crimini dell’ex cardinale Theodore McCarrick sarebbe stata un precedente per una nuova era di responsabilità e apertura. Ma il caso McCarrick si è rivelato un’anomalia, “una tantum”. Mentre diversi vescovi sono stati giudicati colpevoli di abusi o di insabbiamento dopo la laicizzazione di McCarrick, nessuno è stato privato del suo sacerdozio o addirittura del suo titolo. Chiediamo sinceramente a papa Francesco di apportare importanti cambiamenti alla Vos estis, iniziando con queste riforme fondamentali:

    1. Richiedere la piena divulgazione di accuse credibili al pubblico. Secondo la Vos estis, è lecito tenere il pubblico all’oscuro dall’inizio alla fine. Non prevede alcun obbligo di informare i fedeli. Bisogna cambiare questa situazione. Per citare l’arcivescovo Scicluna, «l’informazione è fondamentale se vogliamo davvero lavorare per la giustizia». È anche fondamentale per scoraggiare i crimini e gli insabbiamenti.

    2. Eliminare il fallimentare “modello metropolitano” e autorizzare invece i laici a supervisionare la segnalazione, le indagini e il giudizio dei casi contro vescovi e leader religiosi.

    3. Obbligare a denunciare alle autorità civili, indipendentemente dal fatto che la legge locale lo richieda o meno. Ovvero, istruire ogni sacerdote e religioso a notificare alle autorità civili i reati sessuali sospetti o noti, così come i sospetti di insabbiamento da parte di funzionari della Chiesa. Il papa potrebbe esentare il clero da questo obbligo in quelle poche giurisdizioni del mondo in cui ci sono buone ragioni per temere che tale denuncia metta a repentaglio la sicurezza degli accusatori e/o dei presunti colpevoli.

    Questi e altri cambiamenti devono avvenire se si vuole che le vittime vivano una guarigione e che i bambini siano più sicuri all’interno della Chiesa cattolica.

    BishopAccountability.org è un’organizzazione noprofit indipendente fondata nel 2003. Raccoglie e pubblica dati e documenti sulla crisi degli abusi nella Chiesa cattolica romana.

    Anne Barrett Doyle copresidente di BishopAccountability.Org, il più grande database di informazione al mondo sui casi di abusi del clero 

    https://www.adista.it/articolo/69786

    https://test.retelabuso.org/wp-content/uploads/2025/09/il-documentario-sugli-abusi-nelle-chiese-di-new-orleans-basato-su-un-reportage-del-guardian-vince-il-premio-piu-importante.webpwp-content/uploads/2025/12/3-3-di-preti-pedofili-grazie-alla-complicita-dello-stato-italiano-che-non-interviene-da-decenni-non-solo-sul-clero-video-integrale-della-conferenza-alla-stampa-estera.webpwp-content/uploads/2026/05/la-coppia-che-si-suicida-come-la-figlia-molestata-da-bambina-da-un-parente-lultima-intervista-al-papa-quelluomo-un-assassino.webpwp-content/uploads/2025/12/parte-da-savona-sabato-24-la-panchina-viola-liniziativa-italiana-di-sensibilizzazione-contro-gli-abusi-su-minori-e-persone-vulnerabili.webp2023/03/27/norme-anti-abusi-estese-anche-ai-laici-ma-quanto-sono-efficaci/

  • Hans Zollner lascia a Commissione Pontificia. La sua dichiarazione in favore della lotta contro gli abusi lo scorso 23 a Milano

    Hans Zollner lascia a Commissione Pontificia. La sua dichiarazione in favore della lotta contro gli abusi lo scorso 23 a Milano

    Una Commissione Pontificia travagliata sin dalla nascita e che vide dimettersi prima la vittima inglese Peter Sounders, poi quella irlandese Marie Collins. Entrambe accusarono le reticenze e le pressioni interne alla chiesa che nei fatti impedivano alla Commissione di essere realmente utile, ma meramente di facciata.

    Hans Zollner è stato indubbiamente un ottimo ed onesto interlocutore che ha dimostrato di aver a cuore questa battaglia. Fu proprio Zollner ad ammettere pubblicamente che il dato di pedofili nel clero non era del 2%, – come sostenevano le fonti interne al Vaticano e lo stesso Papa Francesco – ma andava dal 4 al 6%, molto piu in linea con quanto da anni dichiaravano commissioni d’inchiesta e associazioni di vittime in tutto il mondo.

    Lo scorso 23, in occasione della conferenza di presentazione a Milano dell’iniziativa europea di Justice Initiative, aveva in un video messaggio confermato il suo impegno alla lotta, non solo all’interno della chiesa, ma in tutte le diverse circostanze.

    Il tutto accade l’indomani della pubblicazione del nuovo Motu proprio con una lettera che fa riflettere. Sicuramente ci mancherà malgrado le distanze, la sua onestà come interlocutore tra le vittime e l’istituzione ecclesiastica.

    “Da parte sua, in una dichiarazione personale, Hans Zollner S.I. ha dichiarato che la sua partenza è dovuta a questioni interne al funzionamento della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Tra le ragioni che gli hanno “impedito di continuare”, Zollner indica le questioni relative alle “aree di responsabilità, conformità, responsabilità e trasparenza” che, a suo avviso, non sono state adeguatamente sviluppate nella Commissione. Fa inoltre riferimento a questioni come la mancanza di comunicazione e di trasparenza in alcune decisioni della Commissione e la mancanza di chiarezza tra le competenze della Commissione e quelle del Dicastero per la Dottrina della Fede.“ FONTE

    Qui la lettera integrale e il commento di padre Hans Zollner

  • Vaticano: licenziamento di un membro influente della commissione per la protezione dei minori

    Vaticano: licenziamento di un membro influente della commissione per la protezione dei minori

    Il membro più influente della commissione vaticana per affrontare gli abusi sessuali del clero si è dimesso, ha detto mercoledì il suo leader, nell’ultimo colpo a un organo consultivo papale perseguitato dalle polemiche.

    Hans Zollner, il volto pubblico degli sforzi di Papa Francesco per affrontare lo scandalo globale della pedofilia, si è dimesso a causa di un pesante carico di lavoro, ha detto la Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori.

    “La commissione è stata informata che padre Hans Zollner ha chiesto di essere sollevato dal suo incarico di membro”, ha dichiarato in una nota il cardinale americano Sean O’Malley, capo della commissione.
    Zollner è stato l’ultimo membro fondatore rimasto del gruppo, istituito da Papa Francesco nel 2014 mentre si sforzava di liberare la Chiesa cattolica dal flagello degli abusi sessuali da parte dei religiosi.

    Ma la commissione ha subito un duro colpo nel 2017 quando Marie Collins, membro e sopravvissuta agli abusi, si è dimessa, dicendo che il corpo era a corto di risorse e ha affrontato una feroce resistenza all’interno dei gradini più alti della chiesa.

    Anche il membro e sopravvissuto Peter Saunders si dimise nello stesso anno.

    Francesco ha accettato la richiesta di Zollner di dimettersi “con i più profondi ringraziamenti per i suoi molti anni di servizio”, ha detto O’Malley.

    Il sacerdote gesuita tedesco e rinomato accademico è uno dei massimi esperti nella lotta contro gli abusi sui minori nella Chiesa cattolica.

    Franceso ha promesso una posizione di tolleranza zero nei confronti degli abusi e ha cambiato la legge in modo che i casi sospetti debbano essere denunciati, ma le associazioni delle vittime affermano che non è ancora andato abbastanza lontano.
    Francesco Zanardi, fondatore del gruppo di sopravvissuti italiani Rete L’Abuso (The Abuse Network), ha detto mercoledì all’AFP che Zollner era stato “molto onesto” riguardo al problema dei preti pedofili all’interno della Chiesa “e il Vaticano gliela sta facendo pagare”.

    Il papa ha recentemente cercato di rafforzare la commissione, originariamente limitata nel suo mandato, inserendola nell’ufficio vaticano che tratta i casi di abusi sessuali del clero.

    Lo ha anche incaricato di aiutare le chiese locali a creare centri per sopravvissuti, dove coloro che hanno subito abusi possono cercare aiuto e giustizia.

    Ma Zanardi ha detto che mentre Zollner era stato una rara voce contraddittoria, la stessa commissione era “assolutamente inutile”.
    cmk-ide/ar

  • Accuse di abusi sessuali da parte della Chiesa dettagliate nel rapporto della Georgia

    Accuse di abusi sessuali da parte della Chiesa dettagliate nel rapporto della Georgia

    Un’indagine a lungo attesa sugli abusi sessuali nella Chiesa cattolica romana in Georgia ha dettagliato gli abusi storici da parte del clero, ma la revisione non ha scoperto accuse in corso o attive di abusi sessuali che potrebbero essere perseguiti penalmente.

    Il rapporto del P rosecuting Attorneys’ Council of Georgia afferma che nessuno di quei sacerdoti potrebbe essere perseguito perché sono deceduti, sono già stati perseguiti o il termine di prescrizione è scaduto prima dell’avvio della revisione.

    La maggior parte delle vittime erano ragazzi ma c’erano anche ragazze.

    Il rapporto descrive in dettaglio le accuse contro sacerdoti, membri di ordini religiosi e altri, che a un certo punto hanno lavorato nell’arcidiocesi e nella diocesi, e le loro risoluzioni.

    La Chiesa negli Stati Uniti ha prestato poca attenzione alle vittime e prima del 2002 non esistevano politiche uniformi per la protezione dei bambini, secondo il rapporto. Quindi la Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti degli Stati Uniti ha adottato la ” Carta per la protezione dei bambini e dei giovani ” nazionale .

    “Quando si sono verificate accuse di abusi, la risposta comune della chiesa è stata quella di fornire terapia ai sacerdoti, di solito inviandoli a varie strutture”, afferma il rapporto.

    La Chiesa ora richiede che tutte le accuse di abuso sui minori siano segnalate ai funzionari statali del welfare.

    La rete dei sopravvissuti ritiene che il rapporto non sia all’altezza

    Nel rapporto sono stati dettagliati circa 70 sacerdoti, diaconi e coloro con ordini religiosi le cui accuse sono state ritenute credibili, tutti tranne 13 sono stati nominati.

    Il procuratore generale della Georgia Chris Carr nel 2019 ha chiesto al Consiglio dei procuratori dello stato con sede a Morrow di avviare le indagini.

    Il PAC ha condotto la revisione indipendente da parte di terzi di registri, fascicoli, documenti e rapporti relativi a casi sospetti di abusi sui minori in possesso dell’arcidiocesi di Atlanta e della diocesi di Savannah.

    Sia l’arcidiocesi di Atlanta che la diocesi di Savannah hanno collaborato con gli investigatori.

    Almeno uno dei presunti abusi risale agli anni ’40 con una vittima di soli 4 anni al momento del suo abuso. L’unico momento in cui non è stato possibile ottenere i file è stato nel 2020 e nel 2021 durante la pandemia di Covid-19, quando le strutture della chiesa non erano accessibili, secondo il PAC.

    Mons. Gregory J. Hartmayer, arcivescovo di Atlanta, ha definito “inaccettabili” gli abusi da parte di sacerdoti, fratelli o sorelle religiosi, volontari o dipendenti della Chiesa cattolica. Non possono e non saranno tollerati. non permettere loro di avere accesso alle nostre comunità”.

    Mentre le indagini secolari generalmente producono la maggior parte delle prove, “è evidente che questo rapporto è molto breve”, ha affermato Mike McDonnell, portavoce diAFFRETTATO(Rete dei sopravvissuti di coloro che sono stati abusati dai sacerdoti).

    Ha detto che era molto difficile credere “sapendo quanto siano meticolosi i funzionari della chiesa con la documentazione e il numero di cattolici serviti in entrambi i confini, che non ci siano casi di abuso più documentati”.

    Atlanta Atty. Darren W. Penn, che rappresenta diversi sopravvissuti ad abusi sessuali, è stato critico nei confronti del rapporto, sebbene fosse lieto che la questione degli abusi sessuali del clero fosse stata resa pubblica.

    “Il rapporto ha l’aria di ‘questo è tutto nel passato e lasciamocelo alle spalle adesso’. Quello che dovremmo fare è riconoscere i chiari fallimenti dell’Arcidiocesi e della Chiesa in generale e impegnarci a trovare soluzioni che impediranno che questo tipo di comportamento si ripeta”.

    L’indagine del 2019 è stata annunciata da Carr pochi mesi dopo che l’arcidiocesi di Atlanta ha reso noti i nomi di 15 sacerdoti, seminaristi e persone sotto l’autorità diretta di un ordine religioso che sono stati “credibilmente” accusati di abusi su minori.

    L’elenco è stato aggiornato l’ultima volta il 28 settembre 2022 ed è cresciuto fino a contenere circa 30 nomi. L’elenco risale all’istituzione dell’arcidiocesi nel 1956 ed è ancora disponibile sul sito dell’arcidiocesi.

    Anche la diocesi cattolica romana di Savannah ha un elenco sul suo sito web che contiene i nomi di 18 persone.

    Include Wayland Brown, che ha prestato servizio nella diocesi di Savannah dal 1977 al 1998, è stato successivamente condannato a 20 anni nella Carolina del Sud per molteplici accuse di violenza sessuale criminale con un minore ed è morto nel 2019, secondo la diocesi .

    La crisi degli abusi sessuali ha travolto la Chiesa cattolica romana negli Stati Uniti e nel mondo per decenni. Le molestie da parte di sacerdoti e altri nella Chiesa sono state oggetto di un’indagine del Boston Globe nel 2002 che ha scoperto che i sacerdoti accusati venivano spesso trasferiti in altre chiese o messi in congedo per malattia. Il rapporto raccontava come gli accusati raramente fossero ritenuti responsabili.

    A livello nazionale e internazionale, gli scandali in varie arcidiocesi e diocesi hanno messo alla prova la Chiesa.

    “La credibilità dei vescovi che insegnano in materia di moralità è diminuita e gravemente danneggiata dalla loro inazione quando hanno avuto informazioni sul clero che abusa e non hanno fatto nulla per evitare che ciò accadesse ancora e ancora”, ha detto Sandra Yocum, professore di fede e cultura all’Università di Dayton. “Il suo impatto sarà a lungo termine”.

    Parlando con l’Atlanta Journal-Constitution, Yocum ha affermato di riconoscere che è dovere dello stato indagare su tali accuse perché potrebbero essere stati commessi crimini.

    La denominazione ha quasi 62 milioni di cattolici nella nazione, secondo il censimento delle religioni degli Stati Uniti.

    La Georgia è tra le numerose indagini sui casi di abuso nella Chiesa cattolica romana lanciate dalle agenzie governative negli ultimi anni. Tali indagini significano che ci sarà responsabilità che va oltre i confini della Chiesa, ha detto Yocum.

    Ha aggiunto: “La Chiesa cattolica degli Stati Uniti dovrà cooperare con le indagini statali per il prossimo futuro”.

    I cattolici della Georgia in cifre:

    Arcidiocesi cattolica romana di Atlanta

    92 parrocchie

    9 missioni

    1,2 milioni di cattolici

    Diocesi cattolica romana di Savannah

    57 parrocchie

    21 missioni

    80.000 cattolici

    A livello nazionale:

    Ci sono quasi 62 milioni di cattolici negli Stati Uniti, gran parte della crescita è avvenuta nel sud.

    * Fonte : 2022 Official Catholic Directory, Roman Catholic Diocese of Savannah, US Religion Census, condotto ogni 10 anni dall’Association of Statisticians of American Religious Bodies

    Come segnalare un abuso:

    Savannah:  se sei vittima di abusi da parte del clero, di un dipendente o di un volontario nella diocesi di Savannah, o se conosci qualcuno che è stato vittima di tale cattiva condotta, contatta le autorità civili e la Diocese Abuse Reporting Line al numero 1 -888-357-5330.

    Atlanta:  se conosci o sospetti un caso di abuso sessuale, chiama la linea diretta per la segnalazione degli abusi dell’arcidiocesi 24 ore su 24 al numero 1-888-437-0764. Se l’accusa di abuso coinvolge qualsiasi membro del clero, dipendente o volontario dell’arcidiocesi di Atlanta, è necessario contattare l’Ufficio del procuratore distrettuale e l’Ufficio per la protezione dell’infanzia e della gioventù oltre al DFCS entro 24 ore, secondo il sito web .

    Altre risorse:

    SNAP (Rete dei sopravvissuti di coloro che sono stati abusati dai sacerdoti) https://snapnet.org

    Insieme guariamo a https://insieme-guariamo-org/

    Shelia lavora all’Atlanta Journal-Constitution da più di 30 anni. In precedenza, ha lavorato presso The Lexington Herald-Leader e The Louisville Defender. Il suo ritmo è un po’ un miscuglio che include religione e spiritualità, cultura e tendenze, razza e invecchiamento. Si è laureata allo Spelman College e alla Northwestern University.

    Questo articolo è originariamente apparso su Savannah Morning News:Le accuse di abusi sessuali della Chiesa cattolica di Atlanta Savannah sono dettagliate nel rapporto della Georgia

    https://news.yahoo.com/church-sex-abuse-allegations-detailed-204602567.html

  • NUOVA ZELANDA – Il gruppo di sopravvissuti agli abusi della Chiesa cattolica afferma che il Papa ha ignorato la loro lettera

    NUOVA ZELANDA – Il gruppo di sopravvissuti agli abusi della Chiesa cattolica afferma che il Papa ha ignorato la loro lettera

    Un gruppo di sostegno per i sopravvissuti agli abusi all’interno della Chiesa cattolica ha inviato una lettera aperta al papa rivendicando l’insabbiamento, la segretezza e la negazione degli abusi da parte della chiesa in questo paese.

    Il Survivors Network of those Abused by Priests, SNAP, ha affermato che il processo di riparazione della chiesa è stato riservato e ha negato il diritto di un sopravvissuto alla giustizia naturale.

    SNAP ha detto di aver scritto a Papa Francesco nel settembre dello scorso anno, ma non ha mai ricevuto risposta.

    “Vi abbiamo informato del continuo insabbiamento e della negazione di denunce credibili di abusi clericali e aggressioni sessuali su minori attraverso un segreto processo di riparazione di A Path to Healing – Te Houhanga Rongo”.

    ”Siamo delusi di non aver avuto la cortesia di una risposta o di un riscontro alla nostra lettera”.

    SNAP chiede al papa di incaricare i leader della chiesa in Nuova Zelanda di avviare un audit esterno urgente, indipendente e trasparente del suo sistema di riparazione e salvaguardia.

    ”Sebbene siamo lieti che questa verifica possa continuare, purtroppo nel frattempo la situazione è peggiorata a causa delle continue smentite di evidenti affermazioni da parte dei sopravvissuti a causa di un processo che rimane nel più stretto segreto.

    ”Di conseguenza, nella Chiesa cattolica neozelandese vittime e sopravvissuti rimangono senza giustizia e guarigione, i violentatori rimangono nel ministero, i bambini rimangono a rischio e la vostra chiesa continua a essere screditata da un sistema così ingiusto”.

    SNAP ha affermato che la sua lettera aperta è stata inviata nella speranza che il papa ascolti i sopravvissuti e costringa i leader della Chiesa cattolica in Nuova Zelanda a rispettare gli appelli del Papa all’apertura e alla trasparenza e a cambiare il sistema che consente abusi, insabbiamento, segretezza e negazione.

    Il direttore della Chiesa cattolica per l’Ufficio nazionale per gli standard professionali, Virginia Noonan, la scorsa settimana ha dichiarato che i nomi del comitato di valutazione dei reclami non sono attualmente pubblicati.

    “L’Ufficio nazionale per gli standard professionali nomina professionisti esterni indipendenti per indagare sulle denunce di abuso. Il comitato di valutazione dei reclami esamina le prove raccolte in tale processo. La decisione finale sull’accoglimento di una denuncia viene presa dall’autorità ecclesiastica competente, un vescovo o un leader della congregazione.”

    Ha affermato che molte denunce vengono accolte e che la Chiesa cattolica e l’Ufficio nazionale per gli standard professionali rivedono regolarmente i protocolli e le pratiche pertinenti.

    ”Le opinioni dei sopravvissuti e dei loro sostenitori sono ricercate attivamente in queste revisioni.”

    La chiesa ha rifiutato di rivelare quante lamentele aveva affrontato o quante erano state accolte.

    A gennaio, la Chiesa cattolica neozelandese ha emanato nuove linee guida sulla gestione delle denunce di abusi .

    https://www.rnz.co.nz/news/national/486814/catholic-church-abuse-survivors-group-says-pope-ignored-their-letter

  • MOTU PROPIO – Norme anti abusi estese anche ai laici, ma quanto sono efficaci ?

    MOTU PROPIO – Norme anti abusi estese anche ai laici, ma quanto sono efficaci ?

    Pochi giorni fa papa Francesco ha confermato le precedenti norme in materia di tutela di minori e persone vulnerabili, estendendole anche ai laici.

    Sicuramente utile, nel limite della norma naturalmente, che in quanto legge dello Stato del Vaticano ha unicamente applicazione in quello Stato, poi attraverso i concordati si estende anche alle sue gerarchie in terra straniera, ma nulla di piu.

    Resta il fatto importante, che disciplini internamente le proprie gerarchie, quelle che negli ultimi decenni si sono macchiate in tutto il mondo dei crimini più efferati a danno soprattutto di minori, insabbiando sistematicamente crimini, in sfregio alla vita e nel buon nome di un’istituzione irrispettosa dello stesso vangelo che predica.

    Quindi se pur non risolutiva per il problema mondiale e ancora colma di lacune ed incompatibilità con le leggi civili e le convenzioni internazionali, ma essendo destinata agli autori del problema stesso ed al suo indotto, la norma è certamente utile ed è discrezione della stessa chiesa la sua regolamentazione, che ricordiamo è basata sul Codice Canonico, mentre per noi è invece sulla Costituzione della Repubblica.

    Resta tuttavia, il problema di quale applicazione ne faranno poi concretamente le conferenze episcopali nei vari paesi, come sappiamo e vediamo, differenti nell’applicazione.

    Per quanto riguarda quella italiana ne vediamo la quasi totale disapplicazione, anche solo nella realizzazione dei c.d. sportelli diocesani, che a quattro anni dall’apertura non sono presenti ancora in molte diocesi italiane, circa il 25%, mentre nel 75% dei casi dove invece sono attivi, si limitano alla raccolta delle denunce e dei dati su vittime e abusanti (che va ricordato resteranno unicamente interni, senza alcuna trasmissione all’autorità giudiziaria).

    Mentre l’unico servizio (che va detto essere insufficiente) erogato alle vittime, è attivo secondo il report CEI, solo nel 12% degli sportelli di raccolta dati.

    Restando alle gerarchie italiane, è dovere della chiesa, della sua conferenza episcopale applicare il motu proprio del papa, anche sulle stesse gerarchie ma, purtroppo anche qui vediamo che questo non sta ancora avvenendo e le infrazioni delle stesse gerarchie, rimanere ancora impunite dalla chiesa italiana quanto quelle dei suoi preti pedofili.

    Nella nuova release il motu proprio è esteso anche ai laici, se pur come detto in precedenza utile internamente, anche per cui, pur essendo laici manca la denuncia alle autorità civili con le stesse insufficienze presenti per i preti.

    In questo caso si aggiunge a seguito della mancanza di autorità della chiesa su un civile la complicazione non da poco e la domanda che ne consegue è semplice, come sarà gestita la cosa?

    Al massimo con la scomunica, poi probabilmente come consuetudine, in virtù del buon nome della chiesa l’allontanamento nel silenzio, spostando puntualmente a danno dei minori, il problema per l’istituzione.

  • LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO

    LETTERA APERTA A PAPA FRANCESCO

    Santità, tēnā koe!
    Un caloroso saluto da Aotearoa Nuova Zelanda.

    Le abbiamo scritto il 2 settembre 2022 – copia della lettera allegata.

    Abbiamo espresso la nostra preoccupazione per il fatto che alle vittime e ai sopravvissuti di abusi sessuali su minori da parte di sacerdoti e religiosi nella Chiesa cattolica neozelandese venga negata la giustizia da parte dei vescovi e leader congregazionali della sua Chiesa.

    Le abbiamo reso noto del continuo insabbiamento e della negazione di denunce credibili di abusi clericali e aggressioni sessuali su minori attraverso un processo segreto di risarcimento ‘A Path to Healing / Te Houhanga Rongo.’

    Abbiamo chiesto se potrebbe istruire i suoi vescovi e leader delle congregazioni religiose in Nuova Zelanda per avviare un audit urgente, indipendente, trasparente ed esterno dal loro sistema di risarcimento e salvaguardia.
    Siamo dispiaciuti di non aver avuto la cortesia di una risposta o di un riscontro alla nostra lettera.

    Sebbene siamo contenti che tale audit possa procedere, purtroppo nel frattempo la situazione è peggiorata a causa delle continue smentite a queste denunce evidenti dei nostri sopravvissuti da parte di un processo che resta all’interno della massima segretezza. Pertanto, nella Chiesa cattolica neozelandese vittime e sopravvissuti rimangono senza giustizia e guarigione. Gli abusatori rimangono nel ministero. I bambini rimangono a rischio e la sua Chiesa continua a essere screditata da un sistema così ingiusto.

    Da qui la nostra Lettera Aperta nella speranza che ci possa ascoltare e costringere i leader della sua Chiesa in Nuova Zelanda a rispettare i suoi appelli all’apertura e alla trasparenza, e cambiare il loro sistema deplorevole che permette questo abuso, insabbiamento, segretezza e negazione.

    Cordiali saluti,
    SNAP Aotearoa
    Wellington, Nuova Zelanda
    il 27 marzo 2023

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  • “Ratzinger fu indagato”. L’indiscrezione della procura di Monaco

    “Ratzinger fu indagato”. L’indiscrezione della procura di Monaco

    Un Papa indagato, ma archiviato. È quanto emerso oggi su Joseph Ratzinger da fonti della procura di Monaco riportate da alcune testate tedesche e dall’agenzia stampa Deutsche Presse-Agentur. Al centro delle indagini, la presunta copertura dell’ex prete poi condannato per abusi, Peter Hullermann proveniente dalla diocesi di Essen e poi trasferito nell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga che fu guidata dal futuro Papa tra il 1977 ed il 1982.

    Archiviazione
    Dagli uffici della procura di Monaco si è venuto a sapere che tre importanti personalità della Chiesa bavarese “ancora in vita” erano stati “inseriti come sospetti” durante le indagini e che oltre a Benedetto XVI, vi erano finiti anche il cardinale Friedrich Wetter, suo successore, e monsignor Gerhard Gruber, suo vicario generale. Dall’ufficio del pubblico ministero, però, è emerso che le indagini “in ogni caso non hanno portato a sufficienti sospetti di atti criminali da parte dei responsabili del personale”. Per questo motivo è scattata l’archiviazione.

    L’indagine degli inquirenti si è concentrata sulla mole di documenti prodotta dallo studio legale Westpfahl Spilker Wastl che ha pubblicato il report sugli abusi avvenuti nell’arcidiocesi di Monaco-Frisinga tra il 1945 ed il 2019. Il mandato era stato loro affidato dai vertici dell’arcidiocesi stessa oggi guidata dal cardinale Reinhard Marx. Il lavoro dello studio legale, però, non ha portato a nuove incriminazioni perché, come ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore capo Hans Kornprobst, “questi dati sono stati di scarsa utilità per le forze dell’ordine. Non hanno portato a nuovi procedimenti penali, figuriamoci a una condanna”.

    L’altra causa
    Se la procura di Monaco ha ammesso di aver inserito Ratzinger nella lista degli indagati e di aver archiviato la sua posizione avendo appurato l’assenza di azioni criminose da lui commesse, sullo scandalo Hullermann c’è ancora un procedimento in ballo. Il tribunale regionale di Traunstein, infatti, dovrà decidere l’esito della causa civile intentata da una delle vittime dell’ex prete contro – tra gli altri – lo stesso Benedetto XVI. Essendo morto, però, la causa potrebbe continuare e a risponderne potrebbero essere i suoi successori legittimi, ovvero cinque cugini ancora viventi nel caso in cui accetteranno l’eredità del famoso parente. L’archiviazione decisa dalla procura di Monaco, tuttavia, dimostra l’estraneità di responsabilità penali nella condotta di Ratzinger ai tempi in cui rivestiva l’incarico di arcivescovo di Monaco e Frisinga.

    I cugini eredi e il futuro di Gänswein
    L’esistenza di una causa civile ha complicato l’eredità del primo Papa emerito della storia morto alla fine dello scorso anno. I cugini, infatti, accettando la sua eredità potranno entrare in possesso soltanto della sua disponibilità sul conto corrente a lui intestato e dovranno in ogni caso affrontare il procedimento che potrebbe prendere il via a Traunstein.

    Il primo a parlare dell’esistenza dei cinque cugini di Ratzinger è stato domenica scorsa il suo segretario particolare – nonchè esecutore testamentario – monsignor Georg Gänswein. Di lui si parla anche per ciò che riguarda il suo futuro. Nell’ultima udienza, Francesco gli ha comunicato di non aver ancora deciso il suo nuovo incarico dopo che negli ultimi anni, pur rimanendo formalmente prefetto della casa pontificia, l’arcivescovo tedesco si era dedicato esclusivamente all’assistenza di Benedetto XVI. Mentre sembra svanire la possibilità di un suo approdo in Germania alla guida di una diocesi, sembra farsi largo tra i bene informati lo scenario di un suo trasferimento lontano dall’Europa come nunzio apostolico. Questo ruolo veniva dato per certo subito dopo la morte di Benedetto XVI ma le polemiche relative al suo libro scritto con Saverio Gaeta sembravano aver riaperto i giochi. A confermare la voce che vorrebbe Gänswein inviato altrove come nunzio apostolico è anche il portale iberico Religion Digital che avrebbe appreso la notizia di una sua prossima designazione in Costa Rica.

    https://www.ilgiornale.it/news/vaticano/ratzinger-non-commise-alcun-reato-procura-indag-ed-archivi-2129349.html

  • Le vittime argentine chiedono all’UE una leadership contro gli abusi sessuali sui minori

    Le vittime argentine chiedono all’UE una leadership contro gli abusi sessuali sui minori

    Paula García-Ajofrín e Bruno Fortea Miras – Bruxelles, 24 marzo (EFE).- Gli attivisti argentini Silvia Piceda e Sebastián Cuattromo combattono da più di un decennio contro quello che considerano “il crimine più impunito sulla Terra”, gli abusi sessuali subiti durante l’infanzia, e come sopravvissuti chiedono all’Unione Europea assumere la “leadership politica” nella lotta globale contro questo flagello.

    Piceda e Cuattromo hanno fondato nel 2012 l’associazione civile “Adultxs por los derechos de la infancia” con lo scopo di rompere il silenzio che, a loro dire, “ha protetto” il problema degli abusi sessuali nel mondo nel corso degli anni.

    In un tour europeo, questa coppia di attivisti ha fatto tappa a Bruxelles per incontrare i membri delle istituzioni comunitarie e sollecitare l’UE, in quanto “attore politico internazionale di grande rilevanza”, a dare priorità a questa “causa dei diritti umani dell’infanzia” che è la lotta contro gli abusi sui minori.

    “L’UE potrebbe dare un contributo molto significativo se decidesse di portare avanti politiche e azioni in America Latina, dove vediamo grandi limiti materiali quando si tratta di espandere e moltiplicare tutta la nostra esperienza nella regione”, ha sottolineato Sebastián Cuattromo in un’intervista a Efe.

    Cuattromo è stato vittima di abusi sessuali all’età di 13 anni da parte di un insegnante e religioso della scuola cattolica di Buenos Aires dove studiava, mentre Silvia Piceda è stata abusata tra i 9 e gli 11 anni da persone vicine a casa sua. Ora sono una coppia sentimentale e condividono la stessa vocazione attivista.

    Entrambi hanno raccontato a Efe di aver affrontato un “sentimento di vulnerabilità” e una lunga “lotta per il risarcimento e la giustizia” per rompere il tabù sociale che ancora circonda la pedofilia: “Tutto ciò che ha fatto è perpetuare il crimine e riempirci di colpa, vergogna e molto dolore ai sopravvissuti”, dice Piceda.

    “Gli abusi che abbiamo subito nella nostra infanzia, i bambini oggi continuano a soffrire e continueranno a soffrire fino a quando non ci sarà una società adulta che attivamente e con tutte le sue risorse ponga fine agli abusi sui minori”, afferma.

    Per evitare che ciò continui ad accadere, ritiene fondamentale che la società adulta “sia formata, sveglia e attenta” ai segnali rilasciati da ragazzi e ragazze che hanno subito abusi, soprattutto quando mostrano un qualche cambiamento di atteggiamento.

    Per questo chiedono la formazione di insegnanti, psicologi, medici e magistrati, nonché di tutte le persone che sono a contatto con i minori, e sottolineano l’importanza di sviluppare protocolli di trattamento per i bambini maltrattati e gli adulti sopravvissuti.

    UN BAMBINO SU CINQUE HA SUBITO VIOLENZA SESSUALE

    Secondo il Consiglio d’Europa, un bambino su cinque è stato vittima di violenza sessuale, con pratiche che includono contatto, stupro, molestie sessuali, esibizionismo, ricatto sessuale e pornografia.

    Inoltre, tra il 70% e l’85% dei casi, i ragazzi e le ragazze maltrattati conoscono i loro aggressori: “È qualcuno che ami e in cui riponi il tuo bisogno di cure e la tua fiducia. e livello emotivo”, ha rimarcato Cuattromo.

    In genere gli abusatori sono persone che si trovano in situazioni di potere, come è avvenuto con preti, insegnanti, medici o genitori, spiega Piceda.

    Per Piceda e Cuattromo, un altro ostacolo che devono affrontare le vittime di abusi sessuali su minori è la presunta mancanza di collaborazione da parte dei giudici, che, secondo quanto affermano, spesso tentano di “provare che la denuncia è falsa” sostenendo che “non c’è è qualche adulto, il più delle volte la madre, che lo ha indotto a parlare”.

    Entrambi gli attivisti spiegano a Efe che meno del 10% degli abusi arriva all’attenzione della Giustizia e che, “all’interno di quell’universo limitato”, solo un abuso finisce con il processo e la condanna del suo autore o autore.

    “Quindi, si sostiene che su 1.000 abusi che si verificano, 999 rimangono impuniti”, afferma Cuattromo.

    INTERNET COME AMPLIFICATORE

    Nel 2021, le società Internet hanno segnalato 85 milioni di immagini e video di abusi sessuali su minori in tutto il mondo, secondo gli ultimi dati della Commissione europea, che avverte che si tratta di un pericolo in aumento.

    Le piattaforme online hanno amplificato le possibilità per i pedofili di contattare e ricattare i bambini, e poi condividere i crimini che commettono nella vita reale attraverso la sfera digitale, quindi Piceda ritiene che Internet sia diventato “una grande piattaforma che moltiplica e facilita i pedofili”. EFE

    https://www.swissinfo.ch/spa/abusos-infancia_v%C3%ADctimas-argentinas-piden-a-la-ue-liderazgo-contra-el-abuso-sexual-infantil/48390216