Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • “Sono il primo ma sono convinto di non essere l’unico”, prete denuncia abusi subiti in Alto Adige da parte di un superiore

    “Sono il primo ma sono convinto di non essere l’unico”, prete denuncia abusi subiti in Alto Adige da parte di un superiore

    Per la prima volta in Austria un sacerdote ha dichiarato pubblicamente di essere stato vittima di abusi in ambito ecclesiale. Il caso riguarda Anno Schulte-Herbrüggen, oggi 60enne, prete della Diocesi di Innsbruck, che ha denunciato fatti risalenti a 40 anni fa, quando aveva 19 anni e si trovava presso l’Ordine Teutonico a Lana (Bolzano), in Alto Adige, agli inizi del suo percorso verso il sacerdozio.

    In un’intervista all’emittente pubblica Orf, Schulte-Herbrüggen ha affermato di aver deciso di parlare “per dare coraggio agli altri”. Ha spiegato che l’abuso avvenne nella sua stanza e che il superiore agì “in modo mirato”. Dopo essere tornato a casa, confidò l’accaduto a un confratello, ma la risposta ricevuta lo colpì duramente: gli fu detto che la colpa era sua e che le inclinazioni omofile e pedofile dell’aggressore erano note. A seguito di questa reazione, il giovane decise di tacere. Un trauma che subiscono moltissime vittime di violenza sessuale; quello di non essere credute o addirittura di essere incolpate per l’abuso subito.

    La denuncia pubblica arriva oggi, a distanza di quattro decenni. “Sono il primo sacerdote in Austria ad osare questo passo, ma sono convinto di non essere l’unico”, ha dichiarato. La Diocesi di Innsbruck ha espresso al sacerdote “rispetto e riconoscimento” per il suo “passo coraggioso”, definendo la scelta di rendere pubblica la sua storia “un forte segno di apertura e responsabilità”.

    L’Ordine Teutonico, con un comunicato, ha riconosciuto “il grave abuso subito dalla vittima”, affermando di sostenere il percorso di elaborazione e invitando eventuali altre vittime o persone informate a segnalare casi sospetti alle autorità competenti. La segnalazione di Schulte-Herbrüggen era pervenuta all’Ordine nel 2022 tramite il Centro di ascolto della Diocesi di Bolzano-Bressanone che ha pubblicato il primo dossier in Italia sugli abusi da parte di prete pedofili. Da allora l’Ordine ha coperto i costi della terapia e mantenuto i contatti con il sacerdote. Secondo dati riportati da Orf, la Commissione Indipendente austriaca per la tutela delle vittime ha gestito dal 2010 a oggi 3.600 segnalazioni di presunti abusi in ambito ecclesiale nel Paese.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/10/sono-il-primo-ma-sono-convinto-di-non-essere-lunico-sacerdote-denuncia-abusi-subiti-in-alto-adige-da-un-superiore/8223236/

  • Scandalo abusi scuote la Chiesa Anglicana, la neo arcivescovo Mullally sotto accusa

    Scandalo abusi scuote la Chiesa Anglicana, la neo arcivescovo Mullally sotto accusa

    Sarah Mullally, prima donna eletta alla guida della Chiesa anglicana con la carica di arcivescovo di Canterbury in risposta agli scandali sessuali di pedofilia e di accuse d’insabbiamenti che hanno investito nel Regno Unito non pochi presuli uomini, è finita sotto accusa per aver gestito in modo improprio un caso di abusi.

    La neo primate della Chiesa d’Inghilterra, che assumerà formalmente il suo nuovo incarico il 28 gennaio, deve rispondere di come ha affrontato una denuncia di abusi rivolta in passato da una vittima, definita solo come “Sopravvissuto N”, a un sacerdote di Londra, diocesi dove Mullally è stata vescovo dal 2018.

    La vicenda riguarda in particolare una possibile violazione del codice di condotta del Clergy Discipline Measure in quanto Mullally avrebbe inviato un’e-mail riservata sulle accuse di abusi direttamente al sacerdote interessato, al di fuori del procedimento disciplinare.

    In un comunicato la leader religiosa ha dichiarato che al Sopravvissuto N – il quale aveva rivolto un reclamo formale contro di lei nel 2020 senza ricevere risposta – non è stata garantita l’adeguata assistenza da parte della Chiesa d’Inghilterra.

    Il caso solleva imbarazzo rispetto all’istituzione che sta cercando di superare gli scandali delle molestie e degli insabbiamenti interni, a partire da quello che nel 2024 aveva costretto a dimettersi il precedente arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, per le coperture date a un avvocato legato alla Chiesa, John Smyth, promotore per anni di campi giovanili in Africa, svelato infine nei panni di predatore sessuale di almeno 130 ragazzi.

    https://www.rsi.ch/cultura/filosofia-e-religione/Scandalo-abusi-scuote-la-Chiesa-Anglicana-la-neo-arcivescovo-Mullally-sotto-accusa–3349811.html

  • Jorge Cardona Llorens: “Un bambino non smette di essere bambino solo perché attraversa un confine”

    Jorge Cardona Llorens: “Un bambino non smette di essere bambino solo perché attraversa un confine”

    Il professor Carlos Gil Gandía organizza questo martedì un seminario sulla migrazione (9 ore nella Sala dei Titoli della Facoltà di Giurisprudenza dell’UMU) che vedrà la presentazione inaugurale dell’ex membro del Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti del Bambino, Jorge Cardona (Valencia, 1957), sui minori stranieri non accompagnati, il gruppo vulnerabile più incisivo della Regione di Murcia negli ultimi anni. Avviso ai marinai: “Il termine ‘minerale‘ non dovrebbe essere usato perché è stigmatizzante.”

    Stiamo fallendo come paese quando non riusciamo a metterci d’accordo sulla distribuzione dei bambini senza genitori?

    La responsabilità nei confronti dei bambini che arrivano nel nostro paese da soli è collettiva. Tuttavia, la solidarietà non si ottiene con l’imposizione, ma attraverso un impegno condiviso, e per questo la cosa importante è convincere e negoziare.

    Ci sono stati imperialisti in guerra con l’ONU e che rifiutano la cooperazione

    Sembra complicato negoziare in tempi di tanta polarizzazione.

    Beh, in tempi di tanta polarizzazione, quello che dobbiamo fare è non trasformare i bambini in danni collaterali. Non possiamo giustificarci sulla base del fatto che la società sia polarizzata e faccia tutto il male. Dobbiamo lavorare per depolarizzare la società, dialogare, dialogare, parlamentare.

    La protezione legale dei minori non accompagnati viene violata in Spagna?

    Un bambino, attraversando un confine, non cessa di essere un bambino. È sempre un bambino. La Convenzione sui diritti dell’infanzia afferma che i bambini sono soggetti a diritti ovunque si trovistano, qualunque sia la loro origine, che siano entrati in modo regolare o irregolare, che abbiano un orientamento sessuale o un altro, che abbiano o meno una disabilità. Inoltre, ognuno è un’individualità perché ha una storia propria dietro. Alcuni fuggono dalla violenza, altri fuggono dalla guerra, altri ancora fuggono dalla mancanza di opportunità. La loro protezione viene messa in discussione quando i Servizi di Protezione dell’Infanzia non dispongono delle risorse e della formazione necessarie. Alla fine, le istituzioni non esistono, ciò che esiste sono persone che devono essere pronte a prendersi cura dei minori.

    La solidarietà non si ottiene con l’imposizione, ma con l’impegno condiviso

    La Convenzione sui diritti del bambino è in pericolo? L’ONU è sempre più distratta.

    Ci sono stati in guerra con l’ONU, stati imperialisti ed egoisti che non vogliono cooperazione. Lo stanno attaccando riducendo le sue risorse non pagando la quota. Non sono solo gli Stati Uniti, è la Germania, la Francia, il Regno Unito, ci sono molti che non pagano o pagano molto tardi. Pertanto, non sono a rischio solo i diritti del bambino, ma anche i diritti umani. Se oggi siamo chiari sulle regole per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne, è grazie all’ONU. Se oggi abbiamo una convenzione sui diritti delle persone con disabilità affinché siano considerate suddite dei diritti su una base di parità rispetto agli altri, è grazie all’ONU. Quando le Nazioni Unite vengono attaccate, tutti i sistemi creati per proteggere i diritti delle persone in una situazione di maggiore vulnerabilità sociale vengono attaccati.

    Come sarebbe un mondo senza l’ONU?

    Il problema è che vogliono smantellare il sistema che abbiamo creato dopo la Seconda Guerra Mondiale senza prima costruirne uno nuovo. L’unica cosa certa è che finirà per colpire seriamente i più deboli: bambini, persone con disabilità e tutti coloro che si trovano in una situazione di vulnerabilità a causa di stereotipi sessisti, abilisti e centrati sugli adulti.

    I paesi di origine non garantiscono mai la protezione dei bambini se ritornano

    Sa che nella Regione di Murcia Vox sta ponendo molta attenzione sui minori migranti, arrivando persino a mobilitare i quartieri contro tutti i centri di protezione.

    È necessario spiegare la realtà. Ciò che spaventa di più è ciò che è sconosciuto. Quando una persona entra in contatto con quei bambini che arrivano e scopre la storia dietro ciascuno di essi, è incapace di pensare che debba essere cacciata, anche se vota per Vox. Questo partito gestisce un discorso all’interno dell’ignoranza e, inoltre, dell’uso della paura. Il problema nasce quando questi messaggi ricevono risposta con il silenzio invece che con parole per spiegare le cose. Dobbiamo trasferire tutte le storie magnifiche e di successo che sono state prodotte grazie a una buona integrazione di ragazzi e ragazze ricevute dalla nostra società. D’altra parte, da un punto di vista strettamente economico, sono il nostro futuro. Le famiglie spagnole non hanno figli e, come se non bastasse, sta avvenendo una società che invecchia. Molti dei giovani che arrivano sono quelli che accederanno al mercato di lavoro E garantiranno che possiamo continuare a mantenere le pensioni grazie ai loro contributi. Quindi, quello che dobbiamo fare è addestrarli bene, aiutarli e capire quale sia quella situazione.

    Non sembra che si fermeranno. Questo discorso dà voti.

    Perché mescolano molti concetti apposta. Ad esempio, nella situazione di disoccupazione O un impiego precario, invece di lavorare per garantire salari decenti per tutti, assicurano alle persone che se il loro stipendio è pessimo è perché c’è uno straniero che guadagna ancora meno ed è per questo che non vengono pagati di più. Inoltre, utilizzano formule semplicistiche, che mancano della minima base scientifica o di realtà. Capita anche che, molte volte, le persone non sentano voglia di pensare molto a causa dell’eccesso di informazioni e delle ‘fake news’ sui social network.

    I minori migranti stanno fuggendo, non vengono per via del teppismo

    La disinformazione scoraggia i cittadini?

    Abbiamo un serio problema di accesso a informazioni reali e autentiche. Dobbiamo pensare in modo ragionevole, sappire che con uno slogan o con un messaggio di 140 caratteri dal vecchio Twitter non si può costruire un discorso che valga la pena. È necessario che la società venga consapevole e abbia il sostegno delle istituzioni affinché ci sia un’istruzione solida nelle scuole. Gli studenti di oggi delle scuole primarie, secondarie e universitari sono i cittadini che costruiranno la società spagnola per i prossimi quarant’anni. Richiede anche la garanzia che i media combatteranno contro queste fake news e, perché no, imporranno sanzioni a chiunque diffonda anonimamente bugie e insulti dai social network. Finché si sentiranno impuniti, continueranno a farlo. Solo così creeremo una società coerente, di supporto e democratica.

    Il governo regionale vuole promuovere accordi con paesi terzi per quella che chiamano riunificazione familiare dei minori stranieri non accompagnati. Stiamo affrontando una deportazione segreta?

    Ciò che è sconosciuto fa paura, quindi la verità sulla migrazione deve essere spiegata

    Senza coprirsi. La nostra legislazione prevede che quando un bambino arriva da solo in territorio spagnolo, i servizi di protezione debbano accoglierlo. Questi bambini possono essere restituiti quando i servizi sociali dei loro paesi garantiscono che torneranno in un ambiente sicuro. Quello che succede è che questo non accade. Se una ragazza è fuggita dal suo paese perché è stata violentata dal padre, non possiamo restituirla a quel padre. Se un bambino ha lasciato il proprio paese perché sta per essere reclutato da un gruppo armato, non possiamo restituirlo. Se una ragazza ha lasciato il suo paese perché è vittima di violenza, non possiamo riportarla indietro. E se un bambino è fuggito perché è l’unica via d’uscita dalla fame, non possiamo riportarlo a morire di fame. Poiché i servizi sociali dei paesi da cui fuggono i bambini non garantiscono mai che i loro diritti vengano rispettati, non vengono restituiti. Ricordo la crisi causata dal ministro Fernando Grande-Marlaska, quando si dedicò a Melilla a riportare i bambini in gruppi di 25 senza conoscere la situazione di ciascuno di loro. Fortunatamente, il Comitato per i Diritti del Bambino riuscì a fermarlo.

    Si sostiene spesso che sia meglio per loro stare con i genitori.

    Ogni caso deve essere studiato. Cerchiamo sempre di parlare dell’origine di ciascuno dei bambini, ma non dobbiamo dimenticare che sono persone vulnerabili che stanno fuggendo. Non vengono perché nessuno di loro ha inventato un teppismo.

    Intervista con Jorge Cardona Llorens | Jorge Cardona Llorens: “Un bambino non smette di essere bambino solo perché attraversa un confine”

  • Il racconto choc del prete: «Io violentato in convento in Alto Adige, ma dissero che era colpa mia»

    Il racconto choc del prete: «Io violentato in convento in Alto Adige, ma dissero che era colpa mia»

    Un nuovo caso scottante di violenza nella chiesa altoatesina scuote la Diocesi di Bolzano e Bressanone e segna una svolta nella difficile storia degli abusi in ambito ecclesiale: per la prima volta, un sacerdote si espone pubblicamente come vittima di violenza sessuale commessa in Alto Adige.

    La denuncia, che ha trovato eco nell’emittente austriaca Orf, arriva dal prete austriaco Anno Schulte-Herbrüggen, che ha raccontato l’abuso subito 40 anni fa nel convento dell’Ordine Teutonico a Lana.

    La denuncia
    La vittima, oggi 60enne, all’epoca dei fatti era un seminarista diciannovenne ospite dell’Ordine. Un contesto di «dipendenza formativa», una vulnerabilità che il referente diocesano per la tutela dei minori, Don Gottfried Ugolini, ha subito evidenziato: «C’è un legame particolare, come tra professore e studente: c’è un’altra responsabilità». L’aggressore è stato identificato in Padre Theo Neuking, un superiore dell’Ordine Teutonico, deceduto nel 2002. Il racconto di Schulte-Herbrüggen è drammatico.

    L’abuso da parte di un superiore avvenne nella sua stanza e fu «mirato». Tornato a casa, il futuro sacerdote si confidò con un confratello che, però, provocò una «seconda traumatizzazione» rispondendogli che «la colpa era sua e che le inclinazioni omofile e pedofile dell’aggressore erano note».

    Il sacerdote ha quindi taciuto per decenni, ma oggi ha deciso di denunciare pubblicamente «per dare coraggio agli altri». L’uomo è convinto di non essere l’unico, «ma sono il primo sacerdote in Austria a osare questo passo».

    La vicinanza della Diocesi di Innsbruck

    La Diocesi di Innsbruck ha espresso alla vittima «rispetto e riconoscimento» per il suo «passo coraggioso». Il fascicolo era noto alla Diocesi di Bolzano-Bressanone dal 2022, quando era stato comunicato dal centro di ascolto di Innsbruck. Un caso che si inserisce nel contesto già turbolento del «rapporto tsunami» pubblicato lo scorso gennaio che aveva rivelato 67 aggressioni sessuali e 59 vittime accertate nella sola diocesi altoatesina tra il 1964 e il 2023. L’Ordine Teutonico ha preso posizione, riconoscendo la «sofferenza e l’ingiustizia» inflitte al sacerdote e condannando «senza riserve gli abusi sessuali». Il priore, Padre Christian Stuefer, ha confermato che l’Ordine si è assunto i costi della terapia della vittima e che, pur essendo il caso archiviato a livello penale a causa della morte dell’abusante, il sostegno al processo di elaborazione prosegue. L’Ordine ha inoltre invitato a «segnalare immediatamente i casi sospetti» e si è impegnato a rafforzare la prevenzione.

    «Sicuramente non è il primo»

    La rottura del silenzio è confermata da Don Ugolini. «È il primo sacerdote che apre la bocca per dire di essere stato abusato da un religioso. È il primo nel nostro fascicolo: nessun altro prete o seminarista ha denunciato in Alto Adige e Schulte-Herbrüggen è il primo anche in Austria». Nonostante anni di campagne per la trasparenza promosse dal vescovo, il silenzio interno al clero è rimasto totale. Don Ugolini non si dice sorpreso: «Siamo consapevoli che sicuramente non è il primo a cui è accaduto, soprattutto in un ambito di seminario. Ci sono senz’altro molti casi sommersi: la commissione indipendente austriaca ha gestito dal 2010 a oggi 3.600 segnalazioni. Un’enormità. La reticenza è legata a una duplice vergogna: la paura è di essere poi stigmatizzato nel proprio ruolo e questo impedisce di far emergere la verità, perché non è il ruolo che è stato abusato, ma la persona».

    Da qui l’accorato appello di Don Ugolini ai confratelli che portano il segreto di essere vittime. «Invito chiunque abbia subito una forma di abuso all’interno della chiesa, magari durante il periodo formativo, a essere sincero con se stesso e parlarne, segnalare e accettare il sostegno terapeutico per elaborare questa ferita. Il rischio è, per tenere a bada la propria storia, non saper ascoltare con attenzione quella degli altri».

    https://corrieredellaltoadige.corriere.it/notizie/cronaca/25_dicembre_11/il-racconto-choc-del-prete-io-violentato-in-convento-in-alto-adige-ma-dissero-che-era-colpa-mia-7c30029d-81ac-45bb-b24c-1ccec6fccxlk.shtml

  • Presunte molestie nel seminario di Ugento: il comunicato della Curia

    Presunte molestie nel seminario di Ugento: il comunicato della Curia

    Dopo le notizie apparse sulla testata nazionale La Repubblica, torna al centro dell’attenzione il caso delle presunte molestie avvenute all’interno del seminario di Ugento tra gli anni ’80 e ’90. La vicenda, già trapelata durante l’estate, continua a far discutere la comunità locale, riportando in evidenza un tema delicato che tocca l’intera diocesi.

    Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni giornalistiche, il protagonista della vicenda sarebbe un ex seminarista divenuto poi professore di religione, originario di Taurisano, che avrebbe avviato un’azione legale nei confronti della Curia, chiedendo un ingente risarcimento economico, nell’ordine del milione di Euro.

    Il caso, ancora in fase preliminare e privo al momento di un atto formale di notifica, continuerà verosimilmente a far discutere la comunità civile ed ecclesiale, in attesa di ulteriori sviluppi.

    Il testo del comunicato della Curia:

    A seguito di notizie apparse sulla stampa circa un’azione legale, che ancora non
    è stata notificata, la Curia di Ugento – Santa Maria di Leuca innanzitutto rinnova
    vicinanza e solidarietà a chiunque abbia subito abusi o molestie in ambito ecclesiale.
    Nel ricordare che ha agito nel rispetto di quanto previsto dall’ordinamento
    canonico e dalla CEI, la Curia resta a disposizione della Magistratura, assicurandole
    piena collaborazione.

    Presunte molestie nel seminario di Ugento: il comunicato della Curia

  • Caso seminario di Ugento: l’avvocato Ciullo replica alla Curia

    Caso seminario di Ugento: l’avvocato Ciullo replica alla Curia

    A poche ore dalla pubblicazione del comunicato ufficiale diffuso dalla Curia di Ugento – Santa Maria di Leuca, arriva la dura replica dell’avvocato Nicola Ciullo di Taurisano, legale dell’ex seminarista che denuncia di aver subito molestie all’interno del seminario ugentino oltre vent’anni fa.

    Secondo l’avvocato, la Curia “non avrebbe fatto nulla per andare incontro al proprio assistito”, respingendo – a suo dire – ogni tentativo di dialogo avanzato dall’uomo negli ultimi mesi. Una vicenda che, sempre secondo Ciullo, sarebbe stata “nota a molti da molto tempo”, mentre la diocesi sarebbe stata più impegnata a silenziare la questione che a cercare una soluzione condivisa.

    Il legale conferma ai nostri microfoni che il procedimento è già stato avviato e che verrà formalizzato nei prossimi giorni, smentendo l’ipotesi che si tratti di una causa destinata alla prescrizione. Ciullo cita infatti alcune sentenze della Cassazione, secondo cui il termine di prescrizione in casi analoghi può decorrere dal momento in cui la vittima acquisisce piena consapevolezza del reato subito.

    L’avvocato conferma anche la richiesta di un risarcimento da un milione di euro formulata nei confronti della Curia, definendo però l’azione legale come “una ricerca di verità dopo tanti anni, più che una battaglia economica”. La causa, come noto, si svilupperà in sede civile, ma secondo Ciullo non si possono escludere «scossoni» o sviluppi clamorosi nelle prossime fasi.

    Il legale ricostruisce inoltre il percorso psicologico del suo assistito, spiegando che l’uomo avrebbe attraversato una profonda crisi religiosa durante il periodo del Covid, fase in cui avrebbe maturato – per la prima volta in modo nitido – la consapevolezza delle presunte molestie subite da giovane. Proprio allora, sostiene Ciullo, l’ex seminarista avrebbe chiesto aiuto alla Curia, trovando però “le porte chiuse”.

    La vicenda si arricchisce dunque di nuovi elementi e di una crescente tensione fra le parti, mentre l’opinione pubblica resta in attesa degli sviluppi giudiziari e delle prossime mosse della diocesi.

  • PEDOFILIA E RICATTI, CONDANNA DEFINITIVA PER IL CAPO SCOUT DI TERRACINA

    PEDOFILIA E RICATTI, CONDANNA DEFINITIVA PER IL CAPO SCOUT DI TERRACINA

    Quando l’imputato non propone impugnazione contro la sentenza di condanna, la pena irrogata è ulteriormente ridotta nella misura di un sesto dal giudice dell’esecuzione. A disporlo è stata la legge Cartabia. È per tale ragione che il capo scout di Terracina, Simone Di Pinto, non avendo fatto ricorso in Appello, vedrà ridursi la sua pena di poco più di un anno rispetto a quella di sette anni comminatagli lo scorso 11 luglio dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Angela Gerardi. Il Gup aveva condannato il 20enne di Terracina, Di Pinto, anche alla multa di 26mila euro di multa, per i reati di pornografia minorile, stalking, estorsione, violenza sessuale e pornografia virtuale. Concesse le attenuanti generiche per reati aggravati dalla minore età delle vittime.

    Di Pinto era stato condannato a risarcire i quattro minorenni parti offese con 5mila euro ciascuno e con 2mila euro le altre associazioni parti civili. Il giudice aveva predisposto anche il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dai minori.

    I quattro minori parti civili sono difesi dall’avvocato Pasquale Lattari così come il Garante infanzia ed adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni e il Gruppo Agesci Terracina. Parti civili anche “Rete l’abuso” assistita dall’avvocato Caligiuri, “Insieme a Marianna” difesa dall’avvocato Felicia D’Amica e “No child abuse” difesa dall’avvocato Michele Di Stefano.

    A giugno scorso, il pubblico ministero Vittoria Bonfanti, al termine della sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a 8 anni di reclusione, più 60mila euro di multa, per Di Pinto, l’assistente capo scout di Terracina accusato di pedopornografia e arrestato il 2 agosto 2024. Il giovane, difeso dagli avvocati Ippolita Naso e Carmela Massaro, si trova tuttora agli arresti domiciliari con il permesso di poter frequentare l’Università. Le sue vittime sono quattro minorenni che vanno dai 10 ai 16 anni, tutti del gruppo Scouts Agesci Terracina 3, all’interno del quale operava l’imputato quale educatore, “profittando – si legge nel capo d’imputazione – del rapporto di fiducia con il bambino derivante dallo svolgere la funzione di aiuto capo nella branca dei lupetti”.

    Tra il materiale per la decisione del giudice, ci sono stati anche gli incidenti probatori di 3 ragazzi, oltreché alle chat con l’imputato, le foto acquisite dallo stesso e l’ingente materiale pedopornografico costituito da 292 filmati. A luglio 2024, l’assistente capo scout di Terracina è stato iscritto nel registro degli indagati, accusato di gravi reati legati agli abusi su minori. L’associazione coinvolta conta circa 140 bambini tra i suoi frequentatori abituali. Le attività estive dell’organizzazione furono interrotte dalla decisione dell’Agesci, generando preoccupazione tra le famiglie coinvolte. “Cari genitori, il parroco e la comunità Capi comunicano – aveva scritto l’Agesci ai genitori – che per motivi imprevisti e imprevedibili tutte le attività e i campi estivi sono sospesi”.

    Per la Procura di Roma, le persone offese dai reati commessi da Di Pinto sono due ragazzi di 16 anni, un ragazzo di 12 anni e un bambino di 10 anni. Si va dalla pornografia minorile agli atti persecutori fino al reato di estorsione ai danni di un sedicenne. L’accusa più grave è quella della violenza sessuale aggravata ai danni del bambino di dieci anni, all’epoca degli abusi di appena 9 anni. I fatti ricadono a giugno 2024. Di Pinto, che svolgeva il ruolo di aiuto capo dei lupetti del gruppo scout a Terracina, avrebbe invitato il bambino a fermarsi con lui nei locali della parrocchia. Rimasti da soli, con la scusa di aggiustargli i pantaloni, il 19enne avrebbe infilato le mani negli slip del bambino palpeggiandogli i genitali. Una circostanza resa ancora più grave, secondo la Procura, perché Di Pinto l’avrebbe commessa esercitando la sua autorità.

    L’intera vicenda ha origine da un ricatto tramite social media, che ha coinvolto i due minorenni di 12 e 16 anni manipolati attraverso un profilo fasullo su Instagram. Il 19enne assistente capo scout, secondo l’accusa, ha agito dietro le quinte, utilizzando il profilo falso, spacciandosi per una certa “Aurora” di 17 anni e chiedendo immagini compromettenti ai giovani, per poi minacciarli di diffonderle se non avessero pagato una somma in denaro. L’intervento della Polizia Postale di Latina ha portato, a luglio 2024, al sequestro dei dispositivi e all’avvio di un’approfondita inchiesta.

    In un caso, Di Pinto chiedeva al sedicenne di mostrargli il pene nelle immagini, poi lo contattava tramite Whastapp chiedendogli un video che lo ritraesse mentre si masturbava. Non solo: intimava al ragazzo, minacciando di rovinarlo nel caso contrario, di chiedere ai suoi amici altre immagini dello stesso tipo, come se fosse interessato a produrre materiale pedopornografico. Tra i reati contestati a Di Pinto, infatti, c’è quello di detenzione o accesso a materiale pornografico: sul suo cellulare sono stati trovati dalla Polizia Postale ben 292 filmati a carattere pedopornografico. Uno spaccato che può far pensare a una rete pedofila e al bisogno impellente non solo di detenere sempre più materiale.

    Il ragazzo di sedici anni a cui Di Pinto chiedeva le immagini e i video pedopornografici veniva minacciato: se non avesse prodotto il materiale, l’aiuto capo scout, con le false sembianze di “Aurora”, avrebbe fatto vedere i video e le immagini già inviate, che lo ritravano mentre si masturbava, a genitori, parenti e amici. Episodi di stalking andati avanti per quasi un anno dal 2023 fino al giugno 2024. E in una circostanza, sempre lo stesso sedicenne fu costretto a pagare “Aurora” 55 euro che furono consegnati materialmente a Di Pinto.

    Non solo ambienti di Chiesa e dell’area scout. In un caso, Di Pinto avrebbe contattato, tramite Instagram, sempre attraverso il falso nome di “Aurora”, anche un altro ragazzo di sedici anni, ora parte offesa, che non ha nulla a che vedere con quell’area di frequentazione. Al giovane le stesse richieste di materiale pedopornografico, con il 16enne nudo e in pose erotiche. Il ricatto era il medesimo: o produci altro materiale, o mostro quello che già ho a parenti e amici. Una volta arrestato ad agosto 2024, Di Pinto si è avvalso della facoltà di non rispondere.

    La parrocchia frequentata dal giovane imputato è quella della Chiesa San Domenico Savio di Terracina, la stessa frequentata in passato da Alessandro Frateschi, l’ex insegnante di religione condannato per violenza sessuale su cinque minori. L’indagine è partita dalla denuncia di due genitori che hanno sentito piangere il loro ragazzo adolescente, vittima del ricatto dell’assistente capo scout.

    Il giudice Gerardi, a distanza di tre mesi, ha deposito le motivazioni della sentenza, ripercorrendo minuziosamente i passi salienti dell’indagine della Polizia Postale e i fatti che hanno portato ad accusare Di Pinto di aver adescato i minori, spacciandosi per ragazza (chiedendo, tramite ricatto, foto e video intimi con riferimenti espliciti a alle vittime) e anche violentato un bambino, toccandogli le parti intime.

    La sentenza ripercorre tutte le fasi di turbamento di adolescenti e bambini, costretti al terrore di essere scoperti e ricattati dall’imputato. Un calvario psicologico e fisico, scandito dai “toni sempre più espliciti, incalzanti e poi intimidatori impiegati dall’imputato dietro la falsa identità di Aurora”.

    Secondo il giudice capitolino, “emerge lo sfruttamento sessuale” di tre minori da parte dell’imputato, “mediante l’induzione degli stessi alla produzione di rappresentazioni fotografiche a carattere pornografico, avvalendosi di una falsa identità e profittando del rapporto di fiducia esistente”.

    Il giudice mette in luce che una delle vittime, utilizzata per reperire materiale pedopornografico, si è sentito “in trappola”, non sapendo come uscire da un gioco e di “avere consegnato ad Aurora anche una somma di denaro tramite Pinto, pari alla paghetta settimanale”.

    Uno degli imputato si trova “in una situazione di trappola, con grande sofferenza e senso di colpa“. La sentenza lo dichiara esplicitamente che per Di Pinto “sussiste l’abitualità della condotta ossessiva, minacciosa, pressante e molesta, protrattasi per quasi un anno, con cadenza quotidiana, che ha determinato l’evento di danno rappresentato da uno stato protratto di profonda ansia del minore”. Sussiste anche la prova dell’estorsione effettuata da Di Pinto che si fa consegnare 45 euro da un minorenne.

    Sussiste anche la prova che Di Pinto si è procurato file di carattere pedopornografico ritraenti minori di età dai 5 ai 18 anni.

    “Le condotte poste in essere da Di Pinto – scrive il giudice – trovano fondamento nel rapporto fiduciario che lo stesso aveva instaurato con i minori nell’ambito della conoscenza che con gli stessi aveva intrattenuto in ragione del ruolo svolto all’interno del gruppo scout Terracina 3”. L’imputato, inoltre, risulta avere “piena consapevolezza delle condotte poste in essere e delle sofferenze psicologiche causate alle giovani vittime che a lui si rivolgevano per avere conforto“. Di Pinto, secondo la sentenza di primo grado, “ha strumentalizzato il ruolo occupato all’interno del gruppo scout proprio con modalità predatorie, scegliendo soggetti piccoli, quindi più indifesi per fragilità dovuta all’età e alla inesperienza, così tradendo la posizione di garanzia nei loro confronti per soddisfare le proprie esigenze sessuali“.

    PEDOFILIA E RICATTI, CONDANNA DEFINITIVA PER IL CAPO SCOUT DI TERRACINA

  • ULTIMA ORA: Scoperti altri libri “erotici” del cardinale Fernández, nascosti dal Vaticano

    ULTIMA ORA: Scoperti altri libri “erotici” del cardinale Fernández, nascosti dal Vaticano

    CITTÀ DEL VATICANO ( PerMariam ) — È scoppiata una nuova polemica attorno al cardinale Victor Manuel Fernández dopo che sono emersi altri testi “erotici” del suo passato, alcuni dei quali erano stati nascosti dal CV ufficiale fornito dal Vaticano nel 2023.

    Intitolato ” ¿Por qué no termino de sanarme? ” ovvero ” Perché non riesco a finire di guarire me stesso?”, il libro del 2002 dell’allora padre Fernández in Argentina sembra, almeno testualmente, essere un seguito della sua opera del 1995 “Guariscimi con la bocca: l’arte del bacio”. Il libro del 1995 suscitò immense polemiche a causa del suo contenuto ripetutamente sessualmente allusivo ed esplicito, e dell’inclusione di relazioni sessuali inequivocabilmente erotiche e spesso ambigue in cui il genere dei partecipanti non è specificato.

    Poi, nel gennaio 2024, è riemersa un’altra opera , questa volta del 1998 e intitolata ” Passione mistica: spiritualità e sensualità “. Basandosi su ” Guariscimi con la bocca: l’arte del bacio “, Fernández ha fornito dettagli sessualmente espliciti sugli orgasmi maschili e femminili, paragonandoli a una relazione con Dio. In seguito al diffuso clamore suscitato dall’opera, che era stata nascosta dal suo archivio, Fernández ha affermato che si trattava di “un libro per ragazzi” che “certamente non avrebbe scritto ora”. Il sesto capitolo del libro è stato motivo di particolare preoccupazione a causa della sua apparente rappresentazione di una presunta fantasia erotica di una ragazza di 16 anni, che ha raccontato i dettagli a Fernández.

    Nominato prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) da Papa Francesco nel luglio 2023, le azioni di Fernández sono state da allora sotto esame, in gran parte a causa dell’immenso caos e delle controversie che ha causato da quando ha accettato l’incarico.

    Ma ora altre opere sono state analizzate e riportate alla luce dal sito web cattolico argentino El Wanderer, che ha raccolto fonti attendibili, scoprendo temi inquietanti simili.

    “Perché non riesco a finire di guarire me stesso?” sembra essere un libro altrettanto controverso.

    Il libro si definisce più “incisivo e audace” rispetto alle opere precedenti di Fernández e “un libro che aiuta a vivere”.

    Una sezione all’inizio del libro intitolata “Quando la sensualità offusca il mio giudizio” recita così:

    Un corpo può fare colpo se indossato con gli abiti giusti, abiti che risvegliano la sensualità accentuando i tratti interessanti, a seconda della tipologia di corpo. La sensualità di spalle e braccia abbronzate è accentuata indossando una maglietta. L’eleganza è evidenziata nascondendo il grasso con un gilet nero e maniche bianche. Un collo scoperto è più sensuale se adornato con una collana, ecc. Se a questo aggiungiamo una dose di immaginazione da parte di chi osserva, e in un momento di insoddisfazione, quando ha bisogno di emozionarsi o di godersi qualcosa, allora un corpo può apparire come qualcosa di impressionante, meraviglioso, indispensabile.

    Ma poi, con la routine e scoprendo altri corpi diversi, si scopre che quella massa di carne non era niente di fuori dal mondo, che ha imperfezioni, mancanze e dolori come tutti i corpi, che si deteriora e perde il suo fascino con il passare del tempo.

    Un’opera successiva, intitolata ” Teología espiritual encarnada. Profundidad espiritual en acción “, (” Teologia spirituale incarnata. Profondità spirituale in azione “) è stata pubblicata nel 2005. Questa figura però figura nel curriculum ufficiale fornito dal Vaticano a Fernández.

    In una sezione intitolata “Pausa”, Fernández esprime la sua opinione su come aiutare il corpo a rilassarsi se gli esercizi di respirazione non sono sufficienti:

    Consiste nell’attraversare l’intero corpo, prestando la massima attenzione a un organo alla volta. È molto importante notare che non si tratta di “pensare” a quell’organo, immaginarlo o visualizzarlo. Si tratta più precisamente di “sentirlo”, di percepirlo con sensibilità. Si tratta di sperimentare le sensazioni di ogni organo con calma, senza giudicare se siano buone o cattive, ma cercando di rilassare e distendere quell’organo.

    È meglio procedere più o meno nel seguente ordine: mascella, zigomi, gola, naso, occhi, fronte (e tutti i piccoli muscoli del viso che possiamo percepire), cuoio capelluto, collo e nuca, spalle. Proseguire con il braccio destro, il polso e la mano destra; il braccio sinistro, il polso e la mano sinistra. Quindi passare alla schiena.

    Successivo: torace, stomaco, vita, fianchi, bacino, glutei, genitali, gamba destra, gamba sinistra, piede destro, piede sinistro.

    La chiave è fermarsi senza fretta in un punto alla volta, senza lasciare che l’immaginazione si disperda verso un altro organo o un’altra idea, finché non si sente che c’è lo stesso tono in tutto il corpo. Non c’è alcuna fretta.

    In qualsiasi punto del corpo dovremmo percepire una sensazione (di calore, bruciore, piacere). Nessuna parte della pelle è insensibile, anche se le sensazioni sono molto lievi.

    Infine, è importante cercare di comprendere l’organismo nella sua interezza, prendendo coscienza dell’intero corpo e sentendolo a lungo.

    La terza opera sulla spiritualità analizzata da El Wanderer è “Para liberarte de la ansiedad y de la impaciencia”, ovvero “Per liberarti dall’ansia e dall’impazienza”. Pubblicato nel 2009 in Argentina, questo libro è un altro che il Vaticano ha accuratamente omesso dal curriculum ufficiale di Fernández quando è stato nominato prefetto della CDF nel 2023.

    In una sezione intitolata “Imparare a fermarsi”, Fernández scrive:

    Mettendoci in profondo contatto con la realtà, apre prospettive luminose, offre orizzonti vasti e ricchi, semplificando al contempo la vita, liberandola dalle complicazioni e impedendole di impigliarsi in svolte e svolte che non portano da nessuna parte. Quando siamo capaci di fermarci e un oggetto o una persona occupano per un attimo tutto il nostro interesse, quell’istante è vissuto appieno. Quando tutto il nostro essere è unificato in un’unica direzione, allora realizziamo un vero incontro, una fusione, un’unione perfetta, anche se solo per pochi minuti.

    Non si tratta necessariamente di immobilità fisica, perché questa esperienza può verificarsi anche nel mezzo dell’eccitazione di un’attività molto intensa. Questo accade, ad esempio, in un orgasmo tra due persone che si amano. Ma ci sono molte altre forme di unione che la maggior parte delle persone sperimenta solo raramente nella propria vita.

    Le ultime rivelazioni sul passato di Fernández si aggiungono alla già controversa serie di scritti che il religioso ha scritto e che in diverse occasioni il Vaticano ha cercato di nascondere.

    Le proteste suscitate dai suoi precedenti libri sui baci e sugli orgasmi si sono rivelate immense quando sono usciti rispettivamente nel 2023 e nel 2024.

    Questa nuova analisi di altri libri di Fernández, compreso il fatto che ancora una volta il Vaticano ne ha nascosti due dal suo curriculum, non fa che ribadire le questioni confuse che circondano la sua posizione di prefetto della CDF.

    Nominato prefetto nel 2023, Fernández avrebbe tempo fino al 2028, qualora Leone XIV decidesse di mantenerlo in carica per la durata del suo mandato quinquennale. La decisione del Pontefice di mantenerlo in carica fino ad allora avrebbe ripercussioni di vasta portata sulla chiarezza dottrinale della Chiesa, già compromessa sotto la prefettura di Fernández.

    https://www.permariam.com/p/breaking-more-erotic-books-by-cdl

  • Sacerdote di Innsbruck denuncia abusi subiti 40 anni fa a Lana

    Sacerdote di Innsbruck denuncia abusi subiti 40 anni fa a Lana

    Un sacerdote della Diocesi di Innsbruck ha reso pubblica una denuncia per abusi subiti oltre quarant’anni fa durante un periodo di permanenza presso l’Ordine Teutonico a Lana, in Alto Adige. All’epoca dei fatti, il religioso – oggi sessantenne – aveva 19 anni ed era agli inizi del proprio cammino verso il sacerdozio.

    In un’intervista all’emittente pubblica ORF, ha spiegato di essere “il primo sacerdote in Austria ad avere il coraggio di compiere questo passo”, aggiungendo di essere certo di “non essere l’unico”. Secondo il suo racconto, l’autore dell’abuso sarebbe stato un superiore dell’ordine religioso, oggi deceduto. L’episodio sarebbe avvenuto nella stanza del giovane seminarista, con un comportamento che il sacerdote descrive come “mirato”.

    Una volta rientrato a casa, il futuro prete avrebbe confidato l’accaduto a un confratello, ma la reazione di quest’ultimo – che lo avrebbe ritenuto responsabile e avrebbe sostenuto che le tendenze dell’aggressore fossero note – avrebbe causato una seconda ferita, inducendolo al silenzio per decenni. La decisione di parlare pubblicamente oggi, spiega, nasce dal desiderio di “dare coraggio ad altri” che potrebbero aver vissuto esperienze simili. In un comunicato ufficiale, la Diocesi di Innsbruck ha espresso al sacerdote “rispetto e riconoscenza” per la sua scelta, definendola “un forte segno di apertura e responsabilità”.

    L’istituzione ha inoltre assicurato il proprio sostegno e accompagnamento. Secondo i dati citati da ORF, la Commissione Indipendente austriaca per la tutela delle vittime ha ricevuto dal 2010 a oggi circa 3.600 segnalazioni di presunti abusi riconducibili all’ambiente ecclesiale nel Paese.

    Intanto a fine anno don Gottfried Ugolini, sacerdote e psicologo, lascerà l’incarico di referente per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, oltre al posto nel gruppo direttivo del progetto “Il coraggio di guardare”, da cui è nato il Rapporto indipendente sugli abusi nella diocesi, affidato allo studio legale tedesco Westpfahl Spilker Wastl.

    Su mandato del vescovo Ivo Muser, don Ugolini assumerà ora la responsabilità della pastorale per i sopravvissuti ad abusi e violenze, offrendo sostegno diretto a chi ha subito – o è stato indirettamente coinvolto in – situazioni di abuso sessualizzato. “Sarò disponibile per colloqui e percorsi di accompagnamento”, ha spiegato, precisando che manterrà anche gli attuali incarichi nella pastorale giovanile e nel supporto al personale ecclesiale. Dopo quindici anni di attività ritenuta pionieristica nel campo della prevenzione, Ugolini parla di un “passaggio di consegne necessario”.

    Il progetto “Il coraggio di guardare” proseguirà fino al 2026, garantito dal gruppo direttivo che definirà nuovi obiettivi una volta nominata la nuova presidenza. Il sacerdote continuerà inoltre a collaborare nella formazione sui temi della prevenzione. Obiettivo del suo nuovo ruolo, sottolinea, sarà “sostenere chi porta sulle spalle il peso di traumi e violenze”, attraverso incontri, consulenze e momenti di ascolto dedicati.

    https://altoadigetv.it/news/sacerdote-di-innsbruck-denuncia-abusi-subiti-40-anni-fa-a-lana-4409

  • Germania: pubblicato studio su abusi nella diocesi di Passau. Mons. Oster: “Posso solo chiedere perdono”

    Germania: pubblicato studio su abusi nella diocesi di Passau. Mons. Oster: “Posso solo chiedere perdono”

    Mons. Stefan Oster, vescovo di Passau, ha parlato dello studio sugli abusi condotto per la sua diocesi, pubblicato l’8 dicembre: in un video ha definito i risultati scioccanti, ma non sorprendenti.

    “No, noi della diocesi di Passau non eravamo e non siamo migliori sotto questo aspetto”: almeno 700 bambini e adolescenti hanno subito abusi sessuali o fisici da parte di 154 membri del clero negli ultimi ottanta anni. Oster ha ringraziato lo storico Marc von Knorring e il suo team dell’Università di Passau, che in tre anni hanno prodotto un rapporto di circa 400 pagine.

    La loro ricerca si è basata su 2.400 fascicoli personali di sacerdoti, oltre alle interviste con 25 vittime e quasi 35 altri testimoni contemporanei. Lo studio è intitolato “Abusi sessuali e violenza fisica: aggressioni ai minori da parte del clero cattolico nella diocesi di Passau, 1945-2022”. Oster ha ammesso che, quando legge i singoli fascicoli negli archivi, dove alcuni reati sono descritti in modo più dettagliato rispetto allo studio, è spesso sopraffatto dalla rabbia e dal dolore per ciò che è accaduto e per ciò che è stato possibile: “Posso solo chiedere perdono a nome della Chiesa di Passau.

    I nostri tentativi di riconciliazione e riparazione non saranno mai sufficienti per alcune persone, date le conseguenze spesso permanenti che ne derivano”. Il vescovo ha ringraziato le vittime che hanno denunziato: “Grazie al loro coraggio, alla loro apertura e alla loro disponibilità a parlare, abbiamo davvero imparato molto”. Ha riconosciuto le carenze degli studi precedenti, e sottolineato che lo studio attuale mostra anche “ciò che abbiamo già imparato”.

    Afferma poi che l’indagine dimostra che le misure e gli sforzi avviati hanno avuto un effetto, con l’attenzione pubblica sulla questione che ha contribuito in modo significativo al cambiamento. “Come Chiesa, dobbiamo assolutamente attenerci a standard più elevati. Attraverso il nostro ministero, vogliamo testimoniare la presenza salvifica di Dio, non causare danni”, ha sottolineato Oster.

    Germania: pubblicato studio su abusi nella diocesi di Passau. Mons. Oster: “Posso solo chiedere perdono”