Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • Il matrimonio era stato celebrato a Bracciano nel 2005, ma il prete officiante aveva abusato di due minorenni. E la coppia si è rivolta alla Sacra Rota

    Il matrimonio era stato celebrato a Bracciano nel 2005, ma il prete officiante aveva abusato di due minorenni. E la coppia si è rivolta alla Sacra Rota

    ROMA – Tre anni di tranquillo matrimonio e poi la scoperta shock, che ha portato alla fine dell’unione: il sacerdote che li aveva sposati è stato condannato per pedofilia e la coppia non ha retto al colpo, chiedendo l’annullamento delle nozze alla Sacra Rota.

    Protagonisti della vicenda, raccontata dagli avvocati Giacinto Canzona e Anna Orecchioni, sono A.F., 32 anni, romana e L.B., 35 anni, di Oriolo Romano. La coppia era convolata a nozze nella chiesa di San Liberato di Bracciano. I due sposi – sottolineano gli avvocati – avevano prenotato la chiesa due anni prima della cerimonia ed avevano fatto il prescritto corso prematrimoniale quando, all’ultimo momento, il sacerdote che aveva seguito i giovani era stato costretto a dare forfait per motivi di salute.

    Fu per questo motivo che la coppia si rivolse a don Massimiliano Crocetti, parroco di Oriolo Romano, per la celebrazione del matrimonio che avvenne nel 2005. Dopo circa tre anni, all’indomani della condanna del sacerdote a quattro anni e quattro mesi di reclusione per aver abusato su due minorenni – uno di Oriolo l’altro di Vetralla – la coppia ha deciso di chiedere l’annullamento del matrimonio al tribunale ecclesiatico per “indegnità del celebrante”.

    (4 dicembre 2008)

  • PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    PEDOFILIA: BRESCIA, RIESAME CONFERMA DOMICILIARI PER SACERDOTE

    Brescia, 19 dic. – Il tribunale del riesame di Brescia ha confermato gli arresti domiciliari per Don Marco Baresi, il trentottenne vice rettore del seminario diocesano, arrestato il 27 novembre con l’accusa di aver abusato di un suo allievo, all’epoca dei fatti quattordicenne, e di detenzione di materiale pedopornografico.

    I giudici del tribunale della liberta’ hanno ribadito la necessita’ di custodia cautelare.

    http://www.agi.it/milano/notizie/200712191…mi1020-art.html

  • DON GELMINI: RICUSAZIONE RESPINTA

    DON GELMINI: RICUSAZIONE RESPINTA

    Udienza rinviata e ricorso in Cassazione
    La Corte d’Appello di Perugia ha respinto la richiesta di ricusazione avanzata dai legali di don Pierino Gelmini nei confronti del giudice per le udienze preliminari , Pierluigi Panariello.

    Don Gelmini è accusato di molestie sessuali nei confronti di 10 giovani all’epoca in cui erano ospiti della Comunità Incontro di Amelia mentre i suoi più stretti collaboratori devono rispondere dell’accusa di favoreggiamento.

    L’udineza prevista per giovedi 4 dicembre che prevedeva l’incidente probatorio fra gli accusatori e il religioso è stata rinviata. Proprio in riferimento all’ammissione di questo atto, sostenendo che così facendo il giudice avesse in qualche modo anticipato una valutazione sulle accuse, i legali di Don Gelmini avevano chiesto la ricusazione del giudice Panariello. Richiesta respinta.

    Ma gli avvocato Filippo Dinacci e Lanfranco Frezza, del collegio difensivo di don Pierino, hanno già annunciato che faranno ricorso in Cassazione.

    DON GELMINI: RITO ABBREVIATO RESPINTO

    4 Dicembre 2008 18.10 – di Adriano Lorenzoni – Fonte: Terni in rete – cod.159142

    La difesa: provvedimento abnorme
    E’ stata respinta la richiesta di rito abbreviato per Giampaolo Nicolasi , collaboratore di don Pierino Gelmini , accusato di favoreggiamento. Il giudice per le udienze preliminari, Pierluigi Panarello ha motivato la dua decisione con la necessità di svolgere un’integrazione probatoria. Secondo il difensore di Nicolasi , l’avvocato Manlio Morcella , si tratta di una decisione abnorme e annuncia ricorso in cassazione contro il provvedimento. L’udienza davanti al GUP è stata rinviata al 12 gennaio prossimo. Dello stesso reato di favoreggiamento devono rispondere un altro collaboratore di don Gelmini, Pierluigi La Rocca e la madre di uno degli ospiti della Comunità Incontro, Patrizia Guarino.

  • La vicenda scoperta dai carabinieri a fine 2007 Poi le accuse della vittima

    La vicenda scoperta dai carabinieri a fine 2007 Poi le accuse della vittima

    MARILÙ MUSTO Sei anni e otto mesi di carcere per don Marco Cerullo, il sacerdote di trentatré anni di Villa Literno processato per pedofilia.

    La condanna è arrivata ieri sera al termine dell’udienza preliminare definita con il rito abbreviato e a porte chiuse chiesta dalla difesa dell’insegnante di religione della scuola media liternese, accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di un suo alunno di dodici anni.

    La pena inflitta al sacerdote dal giudice Francesco Chiaromonte è superiore alla condanna di cinque anni di reclusione chiesta dal pm della Procura di Santa Maria Capua Vetere Rita De Selva. Le parti civili, Costantino Puocci e Giacomo Cassandra, dopo l’arringa del pubblico ministero, hanno reclamato una pena più severa, esemplare, perché «dagli atti sono emersi insistenti e duraturi ricatti morali che il prete perpetrava ai danni della vittima».

    Schiaccianti le prove raccolte a carico del sacerdote, viceparroco della chiesa Santissimo Salvatore trasferito dieci mesi fa in una comunità religiosa del basso Lazio, ma ancora a piede libero. Ieri mattina in udienza il difensore dell’imputato pare abbia accennato a un «interessamento» della diocesi aversana alla vicenda. Circostanza, questa, smentita, poi, dai legali della famiglia del bambino secondo i quali in un anno la diocesi «non ha mai chiesto scusa alla famiglia del dodicenne violentato dal sacerdote».

    Il rappresentante legale della madre del ragazzo, Puocci, ha chiesto un risarcimento danni morali e psicofisici di trecento mila euro che verrà discusso in sede civile. Per ora la richiesta è stata accordata in via provvisoria con il riconoscimento di cinquanta mila euro. Per don Marco, dunque, potrebbero spalancarsi di nuovo le porte del carcere se la sentenza diventerà esecutiva, ma è possibile che la difesa faccia ricorso in Appello. Il sacerdote ha già goduto dello sconto di un terzo della pena avendo chiesto il rito abbreviato.

    La storia della sua presunta perversione era venuta alla luce il 19 dicembre del 2007 quando una pattuglia dei carabinieri lo aveva colto in flagranza di reato mentre si trovava a bordo della sua auto in un viottolo di campagna in compagnia del dodicenne. Don Marco aveva cercato di fuggire, ma era stato arrestato subito dopo e davanti ai carabinieri della compagnia di Casale, in lacrime, ammise tutte le colpe.

    Il bambino, nel corso di incidente probatorio, aveva fornito un racconto chiaro degli abusi e aveva dichiarato che don Marco gli diceva sempre: «Se non lo facciamo io mi uccido». Il vescovo della diocesi di Aversa non ha mai voluto commentare il fatto né, secondo la difesa del ragazzo. Le indagini non hanno escluso che «l’interessamento» del sacerdote ai ragazzi poteva esserci stato molto prima della scoperta dei carabinieri.

    http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20081120&ediz=CASERTA&npag=42&file=obj_3389.xml&type=STANDARD

  • Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne

    Casal di Principe – Villa Literno: sacerdote condannato per rapporti con un 12enne

    E’ stato condannato a 6 anni 8 mesi don Marco Cerullo, il sacerdote di Villa Literno arrestato nel dicembre del 2007 con l’accusa di aver compiuto abusi sessuali ai danni di un ragazzino di 12 anni. Una pena che è andata oltre la richiesta del Pm di condannarlo a 5 anni.

    Il verdetto di primo grado è stato emesso dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere Chiaromonte, che ha disposto anche una provvisionale di 50mila euro, immediatamente esecutiva a carico del sacerdote.

    Cerullo, che ha chiesto il giudizio abbreviato, all’epoca dei fatti esercitava come vice parroco, nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal di Principe, e secondo fonti inquirenti fu sorpreso dai carabinieri in flagranza di reato. Un fatto grave che ha scosso le comunità di Casale e Villa Literno, ma sul quale la Diocesi di Aversa non ha mai voluto prendere posizione, chissà se lo farà adesso.

    L’arresto
    Il sacerdote fu arrestato in una zona di campagna tra Casal di Principe e Villa Literno, ad ammanettarlo furono i carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Casal di Principe: i militari notarono un’auto ferma in una stradina isolata, si sono avvicinati è secondo le accuse, contestate dal Pm Ricci, e secondo la tesi accusatoria notarono che il parroco stava costringendo il ragazzino a subire un atto orale. Cerullo, secondo fonti legali, vistosi scoperto avrebbe tanto di scappare: mise in moto l’auto costringendo i carabinieri ad un inseguimento, lo raggiunsero quando la sua macchina rimase bloccata in un punto in cui la strada campestre è diventata impercorribile.

    Il ragazzino
    Don Marco Cerullo, difeso dall’avvocato Carmine Uccisero, aveva contatti con il 12enne non solo perché era il suo insegnante di religione in un scuola media (secondaria di primo grado) di Villa Literno, poi essendo dello stesso comune di residenza del ragazzino era considerato dalla famiglia dell’adolescente una figura di riferimento.

    http://www.corrierediaversaegiugliano.it/index.php?option=com_content&task=view&id=7605&Itemid=66

  • Due anni di reclusione per tentata violenza sessuale ai danni di una bambina. Pena sospesa

    Due anni di reclusione per tentata violenza sessuale ai danni di una bambina. Pena sospesa

    di EUGENIO SPADAFORA – ACRI – Ora il verdetto è definitivo: padre Kevin Chukmwka è stato condannato a 2 anni di reclusione per il reato di tentata violenza sessuale nei confronti di una bambina. La parola fine alla nota vicenda giudiziaria è stata messa dalla III Sezione della Corte di Cassazione, che, rigettando il ricorso dell’imputato, ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Catanzaro il 14 dicembre del 2007, che poi ricalcava quanto statuito nel primo grado di giudizio dal Gup di Cosenza. Tuttavia il prete di origine nigeriana non dovrà scontare la condanna in carcere: la pena è infatti sospesa. Ma se il risvolto penale della vicenda è definitivamente chiuso, a breve dovrà cominciare un altro giudizio. Ovvero quello civile, dove si dovrà stabilire l’entità del danno che padre Kevin dovrà risarcire ai due genitori (che si sono costituiti nel processo come parte civile per mezzo degli avvocati Franz Caruso e Marina Pasqua) della bimba che fu oggetto delle attenzioni del prelato. In questo senso era già stata stabilita in primo grado una provvisionale di 10.000 euro.

    IL FATTO. 7 febbraio 2004, San Giacomo d’Acri. Questi i connotati spazio temporali della vicenda. Giornata di catechismo, per i più piccini, a lezione da padre Kevin presso l’abitazione parrocchiale. Una delle catechiste tornò a casa piangendo.

    Si trattava di S. M. all’epoca di 9 anni (ora ne ha 13). Ai genitori disse singhiozzando che padre Kevin aveva cercato di spogliarla e di toccarla. Seguì la denuncia ai carabinieri e la vasta cassa di risonanza che tutta la vicenda ebbe. Gli esami medici disposti dalla magistratura bruzia non riscontrarono violenze carnali. Padre Kevin Chukwuka fu comunque tratto in arresto in quanto il racconto reso dalla vittima e dai suoi genitori fu ritenuto attendibile. Dopo un po’gli furono concessi gli arresti domiciliari, prima presso l’Oasi di Sant’Antonio di Cerisano, poi presso il seminario arcivescovile di Rende.

    Nella fase delle indagini preliminari la piccola fu sottoposta a diversi test psicologici, coi periti che l’hanno ritenuta credibile. La piccola in fase di incidente probatorio, raccontò tutti i particolari ai magistrati. Da qui le due condanne, una in primo e una in secondo grado. E adesso il punto esclamativo messo dai giudici di Piazza Cavour, che non hanno fatto altro che confermare quanto già statuito nei precedenti gradi di giudizio. Il prete nigeriano, dal canto suo, si è sempre proclamato innocente, parlando «di una maledetta storia inventata, solo perché le ho negato (il riferimento è alla piccola vittima, ndr) la prima comunione».

    LE CONSEGUENZE. Subito dopo la sentenza della Corte d’Appello, Monsignor Nunnari sospese a divinis Padre Kevin. Ora per lui potrebbe profilarsi un provvedimento di allontanamento definitivo dalla Chiesa. Ma questa è ancora un’ipotesi e nulla più.

  • TERNI: PROCESSO A DON GELMINI, PRESENTATA ISTANZA PER RICUSAZIONE GUP

    TERNI: PROCESSO A DON GELMINI, PRESENTATA ISTANZA PER RICUSAZIONE GUP

    (ASCA) – Terni, 4 nov – Un’istanza di ricusazione nei confronti del del Gup di Terni Pierluigi Panariello e’ stata presentata dai difensori di Don Pierino Gelmini accusato di aver molestato sessualmente dieci ex ospiti della Comunta’ Incontro, cio’ in relazione all’ammissione di incidente probatorio che e’ stato gia’ programmato per il 4 di dicembre, per ascoltare proprio tutti soggetti accusatori.

    La richiesta di ricusazione farebbe riferimento alle dichiarazioni rilasciate al Pm Barbara Mazzullo (il 9 ottobre il Pm aveva avanzato richiesta di incidente probatorio per ascoltare i dieci giovani che accusavano l’ex sacerdote) da due ex ospiti, Michele Iacobbe e Giovanni Preziuso.

    Per i difensori del sacerdote Dinacci e Frezza, il Gup Panariello avrebbe anticipato, ammettendo le prime dichiarazioni dei due giovani, un giudizio, dando per scontato che i due siano stati indotti a ritrattare le accuse, dietro pagamento in denaro.

    Panariello aveva disposto l’incidente probatorio per sentire tutti gli accusatori di Don Pierino nel corso della fase preliminare, e contestualmente alla richiesta di rito abbreviato (a cui si attende risposta) per Gianpaolo Nicolasi e Pierluigi La Rocca, due collaboratori del sacerdote accusati di favoreggiamento. Per il 4 dicembre era stata fissata la deposizione di Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino e il confronto con Riccardo Bonetta, al quale l’ex ospite della Comunita’ Incontro avrebbe raccontato di aver inventato le accuse nei confronti del sacerdote. I difensori di don Gelmini hanno sempre sostenuto che gli ospiti della comunita’ avevano manifestato al sacerdote, testimonianza di affetto.

    red/mcc/rob

    http://www.askanews.it/moddettregione.php?id=333440&img=&idregione=&nome=&articolo=TERNI:%2520PROCESSO%2520A%2520DON%2520GELMINI,%2520PRESENTATA%2520ISTANZA%2520PER%2520RICUSAZIONE%2520GUP

  • Pedofilia, altro prete indagato sei bambini lo accusano

    Pedofilia, altro prete indagato sei bambini lo accusano

    di Marino Bisso e Rory Cappelli – Si allarga l´indagine sui preti pedofili. Dopo Don Ruggero Conti nel mirino della procura si trova ora un altro sacerdote, lo spagnolo José Poveda Sanchez, 48 anni, che non vive più in Italia: è stato iscritto nel registro degli indagati con l´accusa di violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico.

    Avrebbe abusato di almeno 6 bambini di 10-12 anni quando operava nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima di Aranova (Fiumicino).

    Nel corso della perquisizione in un´abitazione che don Josè utilizza quando viene in Italia, sono stati sequestrati un computer e sono state ritrovate alcune lettere, da cui gli inquirenti sono risaliti ad un ragazzo di 18 anni, che all´epoca delle violenze aveva 14 anni e che avrebbe, però, negato di essere stato molestato o violentato dal prete.

    Il religioso, nel novembre del 2005, a causa delle accuse, era stato poi trasferito, molto probabilmente da monsignore Gino Reali nella cui diocesi ricade la parrocchia di Aranova. Lo stesso monsignore che il pm Francesco Scavo sentirà nei prossimi giorni anche in relazione a don Ruggero Conti, che sarà invece interrogato entro metà novembre. Su don Ruggero, infatti, da anni – pare addirittura dagli anni Ottanta, quando faceva parte della diocesi di Legnano – giravano voci, se non accuse, circa le sue predilezioni pedofile. Perché – si domanda il pm – monsignor Reali non ha ascoltato queste accuse?

    Perché il prete è sempre rimasto in contatto con minori? Le indagini su Ruggero Conti – accusato di violenza sessuale aggravata e continuata, arrestato il 30 giugno e da metà settembre, su decisione del Gip Andrea Vardaro, nonostante il parere negativo del Tribunale del riesame, agli arresti domiciliari in attesa di essere interrogato – erano partite dalla denuncia di un altro prete della stessa parrocchia – quella della Natività di Santa Maria Santissima in via Selva Candida – a seguito della quale erano stati messi sotto controllo i telefoni e il computer del religioso.

    Tantissime le conferme che erano arrivate agli investigatori dagli sms, dalle telefonate e dalla navigazione in rete. Non solo. I carabinieri, perquisendo l´abitazione di don Ruggero, avevano trovato materiale pedopornografico e pornografico. Le accuse più pesanti, tuttavia, erano venute da una decina di ragazzi che all´epoca dei fatti avevano intorno ai 10-12 anni: tutti avevano testimoniato di aver subito dal parroco 55enne pesanti molestie sessuali.

    Il prete, inoltre, li avrebbe anche corrotti, offrendo denaro, vestiti, regali, li avrebbe obbligati a vedere con lui video pornografici per poi costringerli a rapporti sessuali, allontanandoli – come hanno tutti sottolineato nelle loro testimonianze – dalla chiesa. Le prove raccolte avevano portato gli inquirenti a indagare, dopo la denuncia di altri minori, sul periodo trascorso da Don Ruggero nella Chiesa della Beata Vergine Immacolata alla Giustiniana, dove – grazie ad alcune testimonianze – hanno scoperto anche i reati di don Josè.

    (01 novembre 2008)

    http://roma.repubblica.it/dettaglio/Pedofilia-prete-indagato%3CbR%3Esei-bambini-lo-accusano/1538195?ref=rephp

  • Fiumicino. Don José Poveda Sanchez indagato per pedofilia. Trasferito in Spagna

    Fiumicino. Don José Poveda Sanchez indagato per pedofilia. Trasferito in Spagna

    Nel mirino il sacerdote della chiesa di Fiumicino, trasferito nel 2005 in Spagna

    Avrebbe abusato di almeno quattro minorenni nella sua abitazione parrocchiale. Perciò è stato iscritto sul registro degli indagati J. P.V. già parroco della parrocchia di Nostra Signora di Fatima ad Aranova, comune di Fiumicino, fino al novembre 2005.

    Violenza sessuale aggravata e detenzione di materiale pedopornografico i reati contestati al prete dal pm Francesco Scavo, che già in passato si è occupato di casi analoghi. Questa inchiesta, infatti, ha preso spunto da alcune segnalazioni ricevute dagli investigatori nel corso delle indagini su un altro prete, don Ruggero Conti, già parroco della parrocchia Natività di Maria Santissima a Selva Candida.

    Accusato di violenza sessuale continuata e aggravata per aver ripetutamente abusato di giovani affidati alle sue cure, tra l’altro, nell’oratorio e ai campeggi estivi, il sacerdote nel giugno scorso per queste contestazioni fu anche arrestato. Don Ruggero dovrebbe essere sentito la prossima settimana dal magistrato, che poi dovrebbe procedere a chiudere le indagini nei suoi confronti.

    Recente invece l’iscrizione nel registro degli indagati del 48enne, cui si contesta di aver abusato di almeno quattro ragazzini che all’epoca avevano circa 11 anni e che adesso ne hanno circa 14. I fatti si sarebbero svolti in un arco temporale ancora da definire, ma che comunque si conclude nel novembre del 2005, quando il parroco venne trasferito in Spagna dal vescovo Gino Reali. I ragazzi avrebbero raccontato i dettagli di quegli incontri con il sacerdote. Oltre a questi c’è un altro ragazzo, oggi diciottene, che sarebbe stato oggetto delle attenzioni del prete quando aveva 14 anni. Sentito dagli investigatori, il giovane, cui sono state sequestrate alcune missive invitagli dal prete, avrebbe negato di aver avuto rapporti intimi.

    Circa due settimane fa è stato sequestrato un computer in una casa vicino ad Aranova, dove il prete è ospitato quando torna in Italia. L’apparecchio è ora all’attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo. Su entrambi i casi di presunta pedofilia il magistrato potrebbe sentire monsignor Reali: entrambe le parrocchie guidate dai due sacerdoti indagati rientravano nella diocesi di sua competenza.
    01/11/2008

  • Pedopornografia. Indagati un prete di Padova e un imam. Vittime bimbi da 2 a 8 anni

    Pedopornografia. Indagati un prete di Padova e un imam. Vittime bimbi da 2 a 8 anni

    Pedopornografia, tra gli indagati un segretario comunale e operatori di culto Gli indagati hanno tra i 26 e i 59 anni

    La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine ha eseguito un’importante operazione contro la pedopornografia in rete. Sono state compiute 98 perquisizioni, nei confronti di altrettanti indagati, in 37 province italiane.

    L’operazione, coordinata dalla Procura di Trieste, ha permesso di scoprire un sito dal quale era possibile scaricare video pedopornografici a pagamento, con bambini e bambine di varie etnie, di eta’ compresa tra i 2 e gli otto anni, coinvolti in atti sessuali con adulti.

    Novantotto persone indagate, di eta’ compresa tra i 26 e i 59 anni, – fra le quali un segretario comunale e alcuni operatori di culto cattolico e musulmano – due arrestate in provincia di Trento e una quantita’ enorme di materiale sequestrato. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questa mattina a Udine.

    Le persone indagate “rispecchiano – ha detto Romeo Tuliozzi, responsabile della Polposta di Udine – un po’ tutte le categorie sociali: dai professionisti agli studenti, dagli operai agli impiegati fino agli operatori di culto, sia cattolici sia musulmani”.
    Nell’operazione – cominciata agli inizi del 2007 – sono stati sequestrati 118 personal computer, 168 hard disk, 3.634 cd, 678 dvd, 579 videocassette e 49 pendriver.

    L’indagine e’ partita ‘monitorando’ un sito internet, per accedere al quale si doveva pagare 98 dollari, che pubblicizzava solamente materiale pedopornografico. Si e’ cosi’ potuto
    appurare che il server era negli Stati Uniti, mentre la societa’ che gestiva il traffico era di Mink (Bielorussia). Contatti con il Dipartimento dell’Immigrazione Usa e con il Dipartimento per
    i crimini informatici di Minsk hanno permesso di debellare la ‘banda’. Nella capitale bielorussa, in particolare, sono stati sequestrati quattro milioni di dollari provento degli acquisti
    on-line di materiale pedopornografico.

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=87515


    Pedofilia on line, indagati
    religiosi cattolici e musulmani
    25 ottobre 2008

    HOME > ITALIA E MONDO
    CONDIVIDI STAMPA INVIA COMMENTA Novantotto persone indagate – compreso un segretario comunale e alcuni operatori di culto cattolico e musulmano – due arrestate in provincia di Trento e una quantità enorme di materiale sequestrato: sono i dettagli di un’operazione contro la pedo-pornografia in Italia, condotta dalla polizia Postale di Udine.

    Le persone indagate sono di età compresa tra i 26 e 59 anni e «rispecchiano – secondo quanto dichiarato da Romeo Tuliozzi, responsabile della Polposta di Udine – un po’ tutte le categorie sociali: dai professionisti agli studenti, dagli operai agli impiegati, sino agli operatori di culto, sia cattolici sia musulmani».

    Nell’operazione – incominciata agli inizi del 2007 – sono stati sequestrati 118 computer, 168 hard disk, 3634 Cd, 678 Dvd, 579 videocassette e 49 pendrive (le classiche chiavette Usb dove immagazzinare dati).

    L’indagine è partita “monitorando” un sito – il cui accesso costava 98 dollari – che pubblicizzava solamente materiale pedo-pornografico; si è così potuto appurare che il server (il mega-computer dove si trovano le pagine visibili sui siti Web) era negli Stati Uniti, mentre la società che gestiva il traffico era di Minsk (in Bielorussia).

    Contatti con il dipartimento dell’Immigrazione Usa e il dipartimento per i Crimini informatici di Minsk hanno permesso di debellare la “banda”. Nella capitale bielorussa, in particolare, sono stati sequestrati quattro milioni di dollari, provento degli acquisti on-line di materiale pedo-pornografico.

    http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/2008/10/25/1101840196556-pedofilia-on-line-indagati-preti-imam.shtml


    Operazione della Polizia Postale di Udine: sequestrati pc e materiale informatico
    “Uno spaccato della società italiana: impiegati, operai, studenti, pèrofessionisti”
    Pedopornografia, 98 indagati
    Ci sono anche un prete e un imam

    UDINE – Un prete e un imam, professionisti e studenti, operai e impiegati: secondo la Polposta di Udine “c’è uno spaccato quasi completo della società italiana” nell’indagine sulla pedopornografia che ha portato ad arrestare due persone, indagarne un centinaio di persone (98 per la precisione) e a sequestrare 118 computer e un ingente quantità di materiale.

    L’operazione è stata denominata “I West”. Le persone indagate sono di età compresa tra i 26 e 59 anni “e rispecchiano – ha detto Romeo Tuliozzi, responsabile della Polposta di Udine – un po’ tutte le categorie sociali. Ci sono anche operatori di culto cattolici e musulmani”. Impressionanti i numeri degli oggetti sequestrati: oltre ai pc, 168 hard disk, 3.634 cd, 678 dvd, 579 videocassette e 49 pendriver.

    L’indagine è partita ‘monitorando’ un sito internet, per accedere al quale si doveva pagare 98 dollari, che pubblicizzava solamente materiale pedopornografico. Si è così potuto appurare che il server era negli Stati Uniti, mentre la società che gestiva il traffico era di Minsk (Bielorussia). Contatti con il Dipartimento dell’Immigrazione Usa e con il Dipartimento per i crimini informatici di Minsk hanno permesso di debellare la ‘banda’.

    Nella capitale bielorussa, in particolare, sono stati sequestrati quattro milioni di dollari provento degli acquisti on-line di materiale pedopornografico.

    In Trentino la Polizia postale ha arrestato Daniel Passigli, segretario comunale del comune di Tassullo dal 1998 ma residente a Gardolo, sobborgo a nord del capoluogo, e Armando Gabardi, operaio di Trento.
    Mercoledì erano state perquisite le loro abitazioni e, nel caso di Passigli, anche l’ufficio in Comune dove è stato sequestrato un computer. Poi i due arresti.

    L’operazione “IWest” segue di qualche giorno quella della polizia del Molise che aveva portato agli arresti domiciliari di altri due trentini: Stefano Soncini dipendente di un negozio di Trento e Riccardo Borgogno un operaio di Borgo Valsugana. A quest’ultimo sarebbero stati sequestrati una cinquantina di Cd e Dvd con migliaia di immagini proibite. Nell’abitazione di Trento la polizia aveva sequestrato due computer. Entrambe le persone coinvolte nell’inchiesta hanno negato di aver mai scambiato materiale pedopornografico.
    (25 ottobre 2008) »

    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/pedofilo-linciaggio/arresti-pedoporno/arresti-pedoporno.html


    Italia: pedopornografia, polposta Udine scopre traffico internet

    Bastava pagare 98 dollari e, una volta iscritti, si poteva accedere al sito internet e acquistare tutto il materiale pedopornografico desiderato: il traffico – tra Stati Uniti, dove aveva sede il provider, Italia, patria dei compratori, e Bielorussia, dove aveva sede l’organizzazione criminale – è stato stroncato dalla Polizia postale di Udine che ha speso due anni di lavoro per sgominare la banda e sequestrare personal computer, cd, dvd, pendriver, videocassette e altro materiale definito “raccapricciante” dagli inquirenti.

    Due persone – Daniel Passigli, segretario comunale di Tassullo (Trento), ma residente a Gardolo (Trento), e Armando Gabardi, operaio, di Trento – sono state arrestate; altre 98, tutte tra i 26 e i 59 anni, sono state indagate per l’ipotesi di reato di divulgazione e commercializzazione di materiale pedopornografico. Tra queste, secondo quanto reso noto oggi dalla Polposta di Udine, anche due religiosi, uno di fede cristiano-cattolica e l’altro di fede musulmana. “E poi persone ‘insospettabili’ rappresentanti di tutti i ceti sociali – ha ricordato Romeo Tuliozzi, dirigente di Polposta Udine -; da operai a studenti, da professionisti e insegnanti, da pensionati a dirigenti aziendali”.

    All’operazione – denominata “IWest” e partita agli inizi del 2007 – sono state interessate praticamente tutte le regioni italiane “a conferma che il fenomeno è esteso in tutto il territorio nazionale”. Le indagini sono partite dall’individuazione di un sito internet esclusivamente dedicato alla pedopornografia. “Ci siamo iscritti pagando i 98 dollari richiesti – ha spiegato Tuliozzi – e abbiamo cominciato a interagire. Da qui migliaia e migliaia di contatti e di dati raccolti. Ricostruendo tutti i passaggi siamo arrivati a identificare la rete e a sgominare la banda”.

    L’organizzazione aveva sede a Minsk, in Bielorussia, dove sono finiti in carcere gli organizzatori del “giro”, mentre quattro milioni di dollari provento del traffico sono stati sequestrati. In Italia sono stati invece sequestrati 118 personal computer, 168 ard disk, 3634 cd, 678 dvd, 576 videocassette e 49 pendriver.

    “Scoprire gli acquirenti del materiale – ha detto Tuliozzi – è stato molto difficile. C’era chi usava anche quattro carte di credito per fare acquisti e chi usava anche carte d’identità scadute. Uno dei due arrestati di Trento, ad esempio, in sei mesi ha speso oltre tremila euro per fare acquisti di materiali. È stato un lavoro certosino che è stato possibile portare a termine anche grazie alla collaborazione con il Dipartimento dell’Immigrazione degli Stati Uniti e il Dipartimento dei Crimini informatici della Bielorussia”.

    “Raccapriccianti” sono stati definiti da Tuliozzi le immagini divulgate sul sito e nel materiale sequestrato. Erano riprodotti filmati di violenze su bambini e bambine tra i due e gli otto anni, di etnie diverse. “Un traffico – ha concluso – che ora pensiamo almeno di aver interrotto”.

    http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=95060&rubrica=15


    Pedopornografia, nei guai anche un religioso padovano
    il mattino di Padova — 27 ottobre 2008 pagina 09 sezione: CRONACA

    Ci sono anche un prete e un imprenditore padovani fra le persone denunciate per pedopornografia e cadute nella rete pesa dalla polizia postale di Udine che ha speso due anni di lavoro per sgominare la banda e sequestrare personal computer, cd, dvd, pen driver, videocassette e altro materiale definito «raccapricciante» dagli inquirenti. Due persone – Daniel Passigli, segretario comunale di Tassullo (Trento), ma residente a Gardolo (Trento), e Armando Gabardi, operaio, di Trento – sono state arrestate; altre 98, tutte tra i 26 e i 59 anni, sono state indagate per l’ipotesi di reato di divulgazione e commercializzazione di materiale pedopornografico. Tra queste anche due religiosi: uno di fede cristiano-cattolica (il padovano, appunto) e l’altro di fede musulmana.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/mattinodipadova/2008/10/27/MC1PO_MC104.html


    Da Il Padova di oggi 27 ottobre 2008, pag. 20

    L’operazione. La Polposta arresta 2 trentini, 98 i denunciati
    Pedopornografia in rete prete padovano indagato

    ■ Un prete padovano è stato indagato nell’ambito dell’inchiesta della polizia postale di Udine che ha portato ad individuare un sito web che permetteva di scaricare video a pagamento con bambini tra i 2 e gli 8 anni. In manette un segretario comunale e un operaio trentini. Novantotto gli indagati in seguito a diversi controlli in 37 diverse province italiane. Quattro i milioni di dollari sequestrati.

    È il bilancio dell’operazione «IWest» contro la pedopornografia. Le persone, finite nel mirino degli investigatori, erano tutte di età compresa tra i 26 e 59 anni. Sono stati sequestrati 118 personal computer, 168 hard disk, 3.634 cd, 678 dvd, 579 videocassette e 49 pen driver. A quanto si apprende il religioso padovano non farebbe parte della diocesi di Padova.

    http://laici.forumcommunity.net/?t=20998769