Osservatorio della Rete L'ABUSO

Autore: Redazione WebNews

  • Un prete e un imam coinvolti in una inchiesta sulla pedopornografia della polizia di Udine

    Un prete e un imam coinvolti in una inchiesta sulla pedopornografia della polizia di Udine

    25 ottobre 2008 Un prete e un imam coinvolti in una inchiesta sulla pedopornografia della polizia di Udine, che coinvolge 98 persone http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=87515

    Pedopornografia, tra gli indagati un segretario comunale e operatori di culto

    Novantotto persone indagate – fra le quali un segretario comunale e alcuni operatori di culto cattolico e musulmano – due arrestate in provincia di Trento e una quantita’ enorme di materiale sequestrato.

    Gli indagati hanno tra i 26 e i 59 anni

    Roma, 25-10-2008
    La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Udine ha eseguito un’importante operazione contro la pedopornografia in rete. Sono state compiute 98 perquisizioni, nei confronti di altrettanti indagati, in 37 province italiane.

    L’operazione, coordinata dalla Procura di Trieste, ha permesso di scoprire un sito dal quale era possibile scaricare video pedopornografici a pagamento, con bambini e bambine di varie etnie, di eta’ compresa tra i 2 e gli otto anni, coinvolti in atti sessuali con adulti.

    Novantotto persone indagate,  di eta’ compresa tra i 26 e i 59 anni, – fra le quali un segretario comunale e alcuni operatori di culto cattolico e musulmano – due arrestate in provincia di Trento e una quantita’ enorme di materiale sequestrato. I dettagli dell’operazione sono stati resi noti questa mattina a Udine.

    Le persone indagate  “rispecchiano – ha detto Romeo Tuliozzi, responsabile della Polposta di Udine – un po’ tutte le categorie sociali: dai professionisti agli studenti, dagli operai agli impiegati fino agli operatori di culto, sia cattolici sia musulmani”.
    Nell’operazione – cominciata agli inizi del 2007 – sono stati sequestrati 118 personal computer, 168 hard disk, 3.634 cd, 678 dvd, 579 videocassette e 49 pendriver.

    L’indagine e’ partita ‘monitorando’ un sito internet, per accedere al quale si doveva pagare 98 dollari, che pubblicizzava solamente materiale pedopornografico. Si e’ cosi’ potuto
    appurare che il server era negli Stati Uniti, mentre la societa’ che gestiva il traffico era di Mink (Bielorussia). Contatti con il Dipartimento dell’Immigrazione Usa e con il Dipartimento per
    i crimini informatici di Minsk hanno permesso di debellare la ‘banda’. Nella capitale bielorussa, in particolare, sono stati sequestrati quattro milioni di dollari provento degli acquisti
    on-line di materiale pedopornografico.

  • Violenza su minore don Marco dal gup

    Violenza su minore don Marco dal gup

    MARILÙ MUSTO – È stata fissata per il diciannove dicembre l’udienza preliminare nella quale il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere deciderà se ci sono sufficienti e idonei elementi di prova per sostenere in dibattimento l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di don Marco Cerullo, sorpreso in una campagna dai carabinieri di Casal Di Principe il diciannove dicembre del 2007 con un suo alunno in atteggiamenti intimi.

    Non si esclude che il difensore del sacerdote possa chiedere il rito abbreviato che permetterà a don Marco, arrestato a dicembre, di beneficiare dello sconto di pena di un terzo ammettendo, però, le colpe. In questo modo la pena da scontare potrebbe essere al di sotto dei sei anni di carcere o di domiciliari.

    Gli avvocati difensori della vittima di undici anni, Costantino Puocci e Sergio Cavaliere, chiederanno, per conto della famiglia del bambino, la costruzione di parte civile. In pratica reclameranno un risarcimento di danni morali e materiali subiti dal minore. Don Marco Cerullo, trentaquattro anni, insegnante di religione nella scuola media di Villa Literno e viceparroco nella chiesa del Santissimo Salvatore a Casal Di Principe, da un anno, è agli arresti domiciliari in una comunità religiosa del basso Lazio mai resa nota dalla curia. La diocesi di Aversa non ha mai commentato le accuse di pedofilia rivolte al giovane sacerdote colto in flagrante dai carabinieri. Alcune indiscrezioni fanno trapelare, ora, che don Marco non ha mai chiesto scusa alla famiglia del suo alunno, né è mai tornato a Casal Di Principe per prendere le sue cose dalla sua stanza in parrocchia.

    Dalle confessioni del ragazzo sarebbe emerso che le attenzioni dell’insegnante di religione erano rivolte non solo a lui, ma anche ad altri alunni che, però, non hanno mai denunciato l’accaduto. Non solo. In sede di incidente probatorio è emerso che con il pretesto di una pizza o di una visita al seminario vescovile di Aversa o in una festa di compleanno, il sacerdote avrebbe cercato di adescare l’alunno facendolo sentire privilegiato. La presunta inclinazione sessuale è venuta allo scoperto solo a dicembre scorso quando i ragazzi della scuola media ed elementare di Villa Literno erano intenti a preparare un progetto sul Natale.

    A don Marco servivano i pastelli per colorare un albero. Così pensò di andarli a comprare in una cartoleria vicina e di portare con sé il ragazzo di undici anni. Alla cartoleria, però, don Marco non arrivò mai. Si fermò in una strada sterrata tra Cancello Arnone e Casal Di Principe e, stando al racconto della vittima, abusò di lui. In caserma il sacerdote pianse davanti ai carabinieri che lo interrogarono ammettendo, probabilmente, il fatto. Solo in seguito pare abbia dichiarato che si trattava solo di un abbraccio affettuoso. Don Marco venne arrestato, ma uscì di prigione venti giorni dopo. Da allora il ragazzo ha intrapreso una terapia ed è stato aiutato dalla famiglia a superare il trauma.

    http://www.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20081017&ediz=CASERTA&npag=40&file=obj_3803.xml&type=STANDARD

  • Pulizie d’autunno

    Pulizie d’autunno

    Le prime denunce risalgono al 1992. Forse anche a prima. Alcuni provvedimenti erano già stati presi: recitare il salmo 51 tutti i giorni, o le litanie alla Madonna.

    Per più di dieci anni, don Lelio Cantini ha abusato dei ragazzini e delle ragazzine della sua parrocchia.

    Ne ha abusato fisicamente e psicologicamente. Ha plagiato i ragazzi per convincerli ad entrare in seminario, e diventare sacerdoti, ha plagiato le ragazzine per piegarle ai rapporti sessuali. E per questo si è servito anche di una “veggente”, una specie di perpetua che diceva di essere in quotidiano contatto con Dio e la Madonna. E la “veggente” aveva visto una nuova chiesa, fondata da don Cantini, ed un esercito di preti uscire dalla nuova chiesa, primo fra tutti Claudio Maniago, che sarebbe diventato vescovo.

    Ma non era ancora abbastanza. La nuova chiesa aveva bisogno di sostenersi, e per questo ai fedeli era richiesto un grande contributo: don Cantini spingeva le famiglie a donare appartamenti e denaro, in cambio della promessa che a loro e ai loro figli “avrebbe pensato Gesù”.

    Quando le denunce giunsero al cardinale Antonelli, il reato era ormai caduto in prescrizione anche per il diritto canonico. Ma si decise comunque per un processo amministrativo. In una lettera pubblica, il cardinale scriveva: “Don Lelio Cantini è stato riconosciuto responsabile di delittuosi abusi sessuali su alcune ragazze negli anni che vanno dal 1973 al 1987, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze”, tuttavia, a motivo della sua età avanzata e dei tanti acciacchi di cui soffriva il sacerdote, si riteneva che la “pena” delle litanie alla madonna, della proibizione di confessare per cinque anni e di una offerta annuale ad una istituzione caritativa fosse una punizione sufficiente.

    E di fronte alle vittime, che trovavano la “pena” troppo all’acqua di rose, il cardinale ribadiva: “Comprendo le vittime, ma bisogna tenere presente che la Chiesa deve dare testimonianza alla divina Misericordia e mirare soprattuto al ravvedimento del peccatore e cercare di vincere il male con la forza della mitezza”.

    Poi, come un fulmine a ciel sereno, sabato 11 ottobre, arriva a don Lelio Cantini una comunicazione dal Vaticano: ridotto allo stato laicale. Una comunicazione durissima, un provvedimento preso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e decretata dal Papa il 19 settembre del 2008. Domenica 12 ne ha dato comunicazione ufficiale il cardinale Antonelli: «È giunto a conclusione il procedimento canonico a carico di don Lelio Cantini, protagonista di una dolorosa e scandalosa vicenda».

    Nella comunicazione di Antonelli si legge che la Congregazione ha constatato «che per lunghi anni don Lelio Cantini ha commesso il delitto di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, l’abuso nell’esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze» e che il Papa ha decretato «la pena espiatoria perpetua della dimissione dallo stato clericale con la dispensa dagli obblighi sacerdotali e ha imposto con severo precetto penale l’obbligo di dimora vigilata in spirito di preghiera e penitenza in una residenza stabilita dall’Ordinario di Firenze, sotto pena di scomunica in caso di disobbedienza».

    Un provvedimento che giunge al fotofinish, quello contro don Cantini, alla vigilia di un cambio al vertice: Antonelli, il 26 ottobre, lascerà ufficialmente la diocesi al nuovo arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori. E il Vaticano pare proprio gliela voglia affidare, questa diocesi, dando un colpo di scopa a tutte le magagne che ancora giacciono sul tappeto della curia. Ma non basta certo il provvedimento contro don Cantini, ormai divenuto il signor Cantini.

    C’è ancora molta giustizia e molta chiarezza, da fare. Possibile che, negli anni, nessuno abbia mai preso in considerazione le voci che circolavano sul conto dell’ormai ex sacerdote? Come mai il cardinale Antonelli affidò proprio a Claudio Maniago, pupillo del “priore”, il compito di indagare su quello che succedeva alla Regina della Pace? Perchè una “condanna” quasi ridicola nel 2007 e una ben più pesante adesso, con la minaccia di scomunica in caso di disobbedienza? Come mai un “caso caduto in prescrizione” è stato invece riesaminato e sanzionato dalla Congregazione e dal Pontefice? Ma soprattutto, a quanto ammonta il patrimonio, in soldi e in immobili, che i fedeli hanno “donato” nel corso degli anni sotto la spinta plagiante del “priore”?Dove sono finiti i soldi e gli appartamenti? Chi li ha amministrati e per quali finalità?

    Nella fretta di spazzare la diocesi, pare che il Vaticano si sia scordato di nuovo di tutta la polvere nascosta sotto il tappeto.

  • VERGOGNA!

    VERGOGNA!

    Continuiamo a seguire le vicende, oltre che di padre (?) Tully, anche del collega pedofilo padre (?) Mario Pezzotti. Ricordiamo che i suoi superiori “promisero” che “non avrebbe più avuto contatto con i bambini”.

    Bene, queste sono due nuove fotografie che lo ritraggono a contatto con gli stessi, fotografie tolte peraltro dal bollettino ufficiale del centro missionario bresciano (dove se no?!).

    Peraltro oggi chiediamo ufficialmente, e lo faremo anche in altri modi molto più efficaci se non ci ascolteranno, che venga immediatamente rimosso dal suo incarico e messo in condizione di NON avere più alcun contatto con i bambini.
    Ricordiamo agli stessi che se ne dovranno occupare le parole del Santo Padre:
    Questi misfatti che costituiscono un così grave tradimento della fiducia, devono essere condannati in modo inequivocabile. Essi hanno causato grande dolore e hanno danneggiato la testimonianza della Chiesa. Chiedo a tutti voi di assistere i vostri vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male. Le vittime devono ricevere compassione e cura, e i responsabili di questi misfatti devono essere portati davanti alla giustizia. E’ una priorità urgente quella di promuovere un ambiente più sicuro e sano, specialmente per i giovani”.
    Ed ancora:
    “Non c’è posto nella Chiesa per i preti pedofili!”.
    Via don, pardòn, il sig. Mario Pezzotti dalle Missioni!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    sabato, 11 ottobre 2008
    Preti pedofili

    Sul blog di Max Frassi, Presidente dell’Associazione Prometeo, Massimiliano Frassi c’è un post che riguarda la vicenda di don Mario Pezzotti, oltrchè del ben più noto Padre Tully.

    Vi sollecito ad andare nell’inferno degli angeli, perchè solo la conoscenza può rendere giustizia alle vittime della pedofilia.

    Mentre sulle vicende di padre Tully, molto si è scritto, sia sul blog di Max Frassi che in altri siti; ecco un esempio . Sulle vicende riguardanti padre Mario Pezzotti la ricerca appare più difficile, anche se è dato certo che in America è stato condannto per abusi ad un risarcimento di 175.000 dollari ad una vittima…leggi qua

    Ma girando su siti americani ecco cosa ho scovato: un’agghiacciante testimonianza di ragazze e donne molestate da preti, tra questi anche racconti c’è anche quello che riguarda Mario Pezzotti.

  • DON PETER GSCHNITZER DI CASTELBELLO CIARDES TRADITO DALLA MEMORIA DEL PROPRIO COMPUTER

    DON PETER GSCHNITZER DI CASTELBELLO CIARDES TRADITO DALLA MEMORIA DEL PROPRIO COMPUTER

    Bolzano. Ancora un sacerdote inquisito in Alto Adige per questioni legate alla sfera sessuale. Dopo il caso don Carli (che pende ancora in Cassazione) e quello relativo alla condanna in primo grado di Hansjörg Rigger di Bressanone, sono nuovamente le presunte inclinazioni pedofile ad inguaiare un religioso in provincia di Bolzano.

    Sul registro degli indagati della Procura della Repubblica è infatti stato iscritto il parroco di Castelbello Ciardes. Si tratta di Peter Gschnitzer di 56 anni.

    Nel suo computer i carabinieri della zona hanno rinvenuto una serie di fotografie pedopornografiche. La successiva perquisizione nell’appartamento del prete, in canonica, ha permesso di scoprire altre foto oscene con protagonisti minorenni.

    Da parte della Curia altoatesina per il momento non c’è stata alcuna reazione ufficiale. Sino a ieri a tarda sera il sacerdote non risultava rintracciabile. La vicenda, comunque, risale ad una quindicina di giorni fa e per il momento il sacerdote è ancora al suo posto nella piccola parrocchia della val Venosta. E’ stato un guasto tecnico al computer personale del sacerdote a permettere agli inquirenti di scoprire le passioni segrete e maniacali, sotto il profilo sessuale, del sacerdote. In effetti sarebbe stato lo stesso prete a consegnare il proprio computer ad un tecnico per procedere ad una riparazione. Il religioso non aveva messo in preventivo che le foto inserire nella memoria potessero essere notate. In effetti sarebbe stato proprio il tecnico a segnalare ai carabinieri la presenza nella memoria elettronica dell’apparecchiatura di immagini di sesso con minorenni. La segnalazione ha indotto carabinieri e magistratura ad intervenire in tempi piuttosto rapidi. In effetti di lì a pochi giorni è scattato il blitz nella canonica e nell’abitazione privata del sacerdote.

    I sospetti avrebbero trovato piena conferma. Peter Gschnitzer è infatti stato trovato in possesso di altro materiale fotografico proibito. Si tratta di fotografie stampate, messe su carta e custodite in alcuni album personali del sacerdote. Anche in questo caso le immagini riguarderebbero situazioni pornografiche con il coinvolgimento di minorenni. Tutto il materiale è stato sequestrato ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procuratore Cuno Tarfusser ha già disposto una serie di accertamenti per cercare di stabilire se vi sia stata cessione o scambio con altri soggetti delle foto pedofile sequestrate. Un accertamento tecnico non certo fine a se stesso. Il codice penale, infatti, non solo punisce la detenzione di materiale pedopornografico (con pene previste sino a tre anni di reclusione) ma prevede conseguenze ancora più severe per chi fa commercio o cede anche a titolo gratuito a terzi immagini realizzate grazie allo sfruttamento sessuale di minorenni. Per il momento il sacerdote non è stato interrogato dalla Procura della Repubblica. Per una definizione più precisa del capo d’imputazione sarà in effetti importante attendere l’esito degli accertamenti sui contatti e collegamenti con altre persone via internet.

  • Padre Ivan – Prete sotto accusa per abusi su minore; condannato in sede civile.

    Padre Ivan – Prete sotto accusa per abusi su minore; condannato in sede civile.

    NAPOLI – Luca partirà per Reggio Emilia con in tasca un «indennizzo» di 40 mila euro, ché ormai di Napoli ne ha le scatole piene. Il prete che ha più volte abusato di lui, padre Ivan, prosciolto dalle accuse in sede penale perché incapace di intendere e di volere (ma solo al momento di commettere i fatti) continuerà a fare il cappellano all’ospedale Cardarelli di Napoli.

    La vicenda è quella che vide coinvolti nel ’99 un minorenne che denunciò abusi sessuali da parte di un prete che lavorava in una chiesa dei Quartieri Spagnoli, e nel 2005 la stessa vittima che citò in giudizio la Curia perché – sostenevano i suoi avvocati – i suoi vertici erano a conoscenza dei fatti e non fecero niente per impedire al viceparroco di nuocere al prossimo.

    Oggi, dopo la sentenza del tribunale penale che prosciolse il prete – e che divenne definitiva perché il pm accolse la richiesta di appello un giorno dopo i termini di scadenza – arriva quella del tribunale civile che da una parte stabilisce l’assenza di responsabilità da parte della Curia, e dall’altra condanna padre Ivan al versamento di un «indennizzo» di 40 mila euro alla giovane vittima, che all’epoca dei fatti era ben lontana dalla maggiore età. Luca subì violenze prima a Napoli, poi a Roma, nella struttura dei Padri missionari della Carità che ospita (normalmente) persone senza fissa dimora di sesso maschile. In quell’occasione, il prete coinvolse nel menage anche un gruppo di clochard.

    «Ma non erano proprio bambini…avevano almeno quattordici-quindici anni», rispose padre Ivan allo psichiatra Pannain che gli domandava perché rivolgesse le sue attenzioni ai bambini, nel corso di una perizia nel 2001. Lo psichatra che invece aveva in cura il prete, lo stesso dottor Poterzio che aveva sostenuto in sede penale di aver più volte avvisato il cardinale Giordano delle condizioni di padre Ivan, «consapevole che dato il ruolo che rivestiva, poteva essere pericoloso per gli altri», in sede civile ha ritrattato quasi del tutto le dichiarazioni rese, scaricando la Curia di ogni responsabilità.

    Allontanamento dalla scuola, inappetenza per molti mesi con senso di nausea, insonnia e frequenti incubi per oltre tre anni, crisi di pianto, comportamenti regressivi, tendenza all’isolamento: Luca viene «indennizzato» con 40 mila euro. Padre Ivan, fa il cappellano. Gli avvocati Giuseppe Aulino e Luciano Santoianni, che difendono la vittima, ora vogliono querelare per falsa testimonianza lo psichiatra Poterzio in base alla difformità delle due dichiarazioni rese. Poi, appelleranno la sentenza nella parte dove si esclude la responsabilità della Curia.
    Ste. Pie.

    Padre Ivan

  • Curie e Curiali La Chiesa polacca dice sì alla castrazione chimica. Anche sui preti pedofili

    Curie e Curiali La Chiesa polacca dice sì alla castrazione chimica. Anche sui preti pedofili

    di Andrea Bevilacqua 

    Questa è bella: la Chiesa polacca, quella del defunto Papa Giovanni Paolo II, ha preso nei giorni scorsi un’iniziativa davvero singolare. In sostanza, si è schierata a favore della castrazione chimica.

    Certo, non con un documento ufficiale, ma semplicemente con le dichiarazioni bomba di un importante suo rappresentante. Proprio così. Dopo i recenti casi di pedofilia e incesto che hanno sconvolto l’opinione pubblica – l’ultimo è stato scoperto tre settimane fa: una ragazza di 21 anni era stata tenuta segregata dal padre per sei anni e aveva messo al mondo due bambini – e di fronte alla proposta del governo di approvare una severa legge contro questo tipo di crimini, è stato l’arcivescovo polacco Tadeusz Goclowski a esprimersi a favore della castrazione chimica obbligatoria: «Deve essere intesa come una cura e non come un castigo – ha detto il prelato durante un intervento a Radio Zet – e il progetto del governo va nella direzione giusta».

    È stata la scorsa settimana che il governo polacco ha presentato un progetto di legge che prevede la castrazione chimica per i reati di pedofilia e incesto. Il premier Donald Tusk ha specificato che «il metodo può essere utilizzato con l’approvazione del paziente», ma gli ultimi sondaggi dimostrano che l’80 per cento dei polacchi sarebbe favorevole alla castrazione chimica obbligatoria. La dichiarazione di Tadeusz Goclowski suona come singolare non soltanto in Polonia ma anche all’interno delle mura vaticane. La Santa Sede, infatti, si è sempre dichiarata contraria al metodo della castrazione chimica.

    E anche nei confronti dei “propri” pedofili (ovvero dei tanti sacerdoti che in varie parti del mondo, soprattutto negli Stati Uniti, si sono macchiati di abusi sessuali perpetrati su minori) non ha mai portato avanti una politica particolarmente repressiva. È vero: da qualche anno, complici le direttive impartite da Ratzinger quando era prefetto dell’ex Sant’Uffizio, si è chiesto ai vari vescovi del mondo di non ammettere al sacerdozio nessuno che non mostri stabilità affettiva e una maturità psicologica, ma in generale la politica preventiva della Santa Sede non è mai arrivata a prevedere la castrazione chimica.

    A parte qualche eccezione: stando infatti a riviste specialistiche come The Howard journal of criminal justice, la Chiesa cattolica approverebbe il trattamento farmacologico e centri come il Saint Luke Institute, in Usa, lo praticherebbero sui religiosi pedofili. Secondo uno studio del gesuita Curtis Bryant, «il maggior numero di preti pedofili è efebofilo, ossia è attratto da ragazzi nella fase post-puberale in età tra 15 e 17 anni». Nell’approccio al ragazzo di solito essi non ricorrono alla forza fisica, ma sono groomers, ricorrono cioè all’adescamento, alla persuasione e all’intrappolamento. Egli poi rileva che il 50 per cento dei preti curati presso il Saint Luke Institute a loro volta avevano subìto violenza sessuale quando erano bambini. In questi casi la percentuale è molto più alta di quella stimata per i maschi molestatori, la quale, secondo questo studio, si aggira sul 30 per cento.

    http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=1571810&codiciTestate=1&sez=giornali

  • “Avevamo denunciato quel prete pedofilo” Due famiglie accusano padre Cappelletto di avere taciuto

    “Avevamo denunciato quel prete pedofilo” Due famiglie accusano padre Cappelletto di avere taciuto

    MASSIMO NUMA e NICCOLO’ ZANCAN TORINO

    Lui sapeva. Così hanno denunciato due genitori. Così ha ripetuto diverse volte don Pier Angelo Bertagna, condannato dal gup di Arezzo per otto casi di pedofilia. Lui sapeva ma non avrebbe fatto niente. Così un’indagine partita da lontano deflagra a Torino.

    Perché lui è Gian Vittorio Cappelletto, 81 anni, gesuita, fondatore dei Ricostruttori nella Preghiera, gruppo storico con sede in via Cernaia e via Bardonecchia. Cinquemila fedeli in Italia, moltissimi simpatizzanti. Tutti, va detto subito, pronti a difendere e testimoniare l’onestà del loro padre spirituale. Ma per quanto ancora da verificare, le accuse sono precise. Drammatiche.

    Hanno messo in allarme gli investigatori torinesi che da anni tengono sotto osservazione il “fenomeno ricostruttori”. Mentre il pm di Arezzo Ersilia Spena, che dal 2005 indaga sui presunti casi di abusi sessuali nelle comunità aretine (trenta violenze confessate, otto accertate in primo grado), ha trasferito gli atti alla procura di Perugia. Perché lì risiedono i genitori di una delle vittime di Pierangelo Bertagna, quelli che hanno chiamato in causa il gesuita di Torino. Dopo aver raccolto le confidenze del figlio dodicenne sulle molestie subite, hanno messo a verbale: «Abbiamo informato padre Cappelletto. Il sacerdote era stupito e sorpreso della nostra narrazione, come se fosse accaduto realmente per la prima volta… Ci ha chiesto che intenzioni avessimo e noi, con l’assicurazione che lui ci dava di curare Pier Angelo, declinavamo l’idea di fare denuncia».

    Una famiglia di origine belga. «Quando abbiamo saputo di Bertagna, siamo subito andati ad avvisare padre Cappelletto e padre Lanfranco Rossi, quest’ultimo responsabile del movimento romano. In entrambi i casi ci è stato detto di “non farne parola con nessuno”. Abbiamo abbandonato il gruppo ma non è stato preso alcun provvedimento nei suoi confronti. L’hanno lasciato a contatto con i bambini, omettendo di avvisare i genitori sulle sue tendenze…». Ancora gli stessi genitori: «Ricordiamo di avere fatto delle confidenze anche a don Lanfranco dei Ricostruttori, dicendogli però che già tutto era stato detto a padre Cappelletto e questi non diceva nulla. Non si trattava di una confessione ma di una confidenza sommaria. A lui non spiegavamo i particolari precisi come a don Cappelletto».

    Sul ruolo dei superiori gerarchici di don Bertagna, difeso dall’avvocato Annalise Anania, ci sono i verbali dello stesso sacerdote reo-confesso. In sostanza, una conferma indiretta alle segnalazioni delle famiglie. Il pm lo incalza: «Ne ha parlato con il padre spirituale?». Risposta: «Sono confuso… Io ricordo di averne parlato con il padre, non so proprio se in questa occasione, però la mia difficoltà è che ne abbiamo parlato in un ambito di confessione, è quello che la Chiesa chiama il foro interno per cui mi diventa veramente difficile…». Comunque, osserva il pm, anche se in confessione, lei ne ha parlato? «Sì». Bertagna non ricorda in quale occasione ma, sia pure in modo vago, rammenta di essersi «confessato». Il pm: «Don Cappelletto oltre a essere il suo padre spirituale è anche il suo confessore abituale?». Bertagna: «In qual caso lì parlavo proprio di don Cappelletto».

    Poi il magistrato si informa sul carattere della segretezza della confessione, cioè quando si possono violare le norme teologiche, ma l’ex sacerdote non è in grado di stabilire un principio preciso. La domanda cruciale del pm: «Mai parlato con nessuno al di fuori del foro, cioè fuori dal segreto della confessione?». Riposta di Bertagna: «No, fuori dal segreto della confessione, no. Ho seguito le indicazioni del padre spirituale, non ricordo in quale confessione». In un altro serrato confronto, l’ex parroco di Farneta, è più preciso: «Ricordo di averne parlato con Cappelletto nell’ambito della segretezza della confessione». Infine, lo stesso concetto, è espresso in questo modo: «Ne ho parlato a lungo anche con altri confessori, ma solo nel segreto della confessione».
    Lui li chiama «toccamenti». Ma questo è il capo di imputazione: «Per aver compiuto su … e altri minori atti sessuali consistiti nel denudarli, palpeggiarli, masturbarli, farsi masturbare ed in alcuni casi aver anche rapporti orali attivi e passivi, con l’aggravante di aver commesso fatti con minori a lui affidati per ragioni di istruzione e vigilanza, alcuni dei quali non avevano ancora compiuto gli anni dieci».

    Bertagna spiega al pm l’incipit della sua malattia: «Sono stato fatto oggetto di reati simili all’età di 3,4 anni… Ho proprio perso me stesso, non so, non capisco chi sono… Vorrei che qualcuno mi aiutasse, vorrei proprio rimettere in ordine il passato, però credo di poter dare ancora qualcosa nel mio futuro».

    http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200809articoli/8179girata.asp

  • “Avevamo denunciato quel prete pedofilo”

    “Avevamo denunciato quel prete pedofilo”

    Padre Vittorio: don Pier non mi ha mai rivelato nulla – TORINO

    No. Non è vero. Sono tutte falsità. Don Bertagna ha perso completamente la testa. Credo che accusare me sia un modo per scaricare la sua coscienza, ha addirittura confessato trenta episodi di molestia, vuole liberarsi di un peso, evidentemente. Vuole tirare dentro tutti…».

    Padre Gian Vittorio Cappelletto, per i suoi fedeli semplicemente «il John», accetta di parlare per la prima volta. Aspetta sul portone di via Cernaia 44, davanti alla sede dei Ricostruttori nella Preghiera. Sandali neri e calze blu, lunga barba bianca da asceta. In ascensore schiaccia il bottone del terzo piano. «Sono giorni tremendi», mormora.

    Sa che nelle carte che condannano per pedofilia il suo sacerdote Pier Angelo Bertagna, lui ricorrere diverse volte. Non lo avrebbe allontanato pur sapendo. Quello che ancora Cappelletto non sa è che anche due genitori hanno firmato un verbale contro di lui. Entra nel suo ufficio, si siede dietro un quadro che raffigura Padre Pio. Ogni tanto si tiene ai braccioli della sedia.

    Padre Cappelletto, cosa sta succedendo?
    «Casco dal pero, sono stravolto, scioccato. Tutte queste accuse sono false, completamente inventate. I genitori non mi hanno mai messo al corrente delle violenze subite dai loro bambini, altrimenti sarei intervenuto subito. Ho saputo cosa faceva Bertagna quando ormai era troppo tardi».

    Quando, precisamente?
    «La notte prima del suo arresto. Eravamo all’abbazia di Farneta, ad Arezzo. Mi dice: “Questa donna mi denuncia”. “Per cosa?”, gli ho chiesto. Lui mi ha spiegato. Ha capito che era malato. Mi sembra di ricordare di aver cercato di parlare con quella donna. Forse le ho anche chiesto se poteva ritirare la denuncia».

    Voleva mettere tutto sotto silenzio?
    «Assolutamente no. Ho subito parlato con il Vescovo, anche lui è cascato dalle nuvole. Bertagna è stato immediatamente ridotto allo stato laicale».

    Ora dov’è?
    «Dopo la sentenza di primo grado, vive in una comunità di recupero per tossicodipendenti sul monte Amiata. Non l’ho più visto né sentito, mi hanno consigliato di comportarmi così».
    Padre Bertagna al pm: «Nella confessione ho detto tutto a padre Cappelletto». Cosa risponde?
    «Disgraziato. Non è vero, non me l’ha mai detto. Ripeto: mai. Se l’avessi saputo in quel contesto non avrei potuto denunciarlo. Ma mi sarei sicuramente fatto carico di una cosa così delicata. L’avrei rimosso, allontanato dai ragazzini, l’avrei fatto curare».

    I genitori?
    «Mentono. Non li ho mai visti».
    Cosa comporta questo inchiesta per i Ricostruttori?
    «È un danno enorme. Crediamo di essere una buona comunità, ci stanno tagliando le gambe».
    Come ricorda padre Bertagna?
    «Faceva la carità, coltivava fiori e li vendeva ai mercati. Era volenteroso, bravo, serio, un uomo grande e grosso, una bella persona: sono stato io a chiedergli di unirsi a noi. In seminario si è comportato perfettamente, ha ricevuto lodi da tutti. Ora si è autoaccusato di trenta casi di pedofilia. Sono sconvolto. Mi ha ingannato».

    Il segreto confessionale, anche quando si tratta di pedofilia, e quindi con il pericolo di reiterazione dei reati, può essere infranto?
    «Assolutamente no. Non ci sono dubbi. Però i sacerdoti devono consigliare o indurre le persone a lasciare gli incarichi e farsi curare».

    http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200809articoli/8185girata.asp

  • Altri commenti sul caso don Roberto Berti sul blog Mammadolce:

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    Commenti » quello di cui è accusato, Roberto Berti,che non merita di essere considerato un parroco,è solo una piccola parte ,di ciò che di grave ha veramente commesso. la curia lo ha coperto e protetto.

    lui nonostante che la curia sapesse come era, ha continuato a mettere nei sacchi a pelo nudi, ragazzi di san mauro.ha messo nel camper, nel suo letto ,ragazzi a dormire.

    ha picchiato bambini e ragazze,ha umiliato ragazzi e ragazze facendogli subire angherie di vario tipo,niente di strano, lo strano è che sono 3 anni che mi raccomando in curia di controllarlo,risultato?protezione silenzio. ha esercitato mobbing ad alcune persone alla casa famiglia da lui gestita ,ha licenziato senza giusta causa, ha subito processo, ha perso, ma ha licenziato ugualmente .ha plagiato un ragazzo e tutta la sua famiglia,ragazzo riconosciuto non in grado di intendere e volere.ha picchiato bambini di san mauro e ha creato una setta intorno a se,plagiando i deboli.Le persone intorno alla chiesa che vantano conoscenze in curia,sapevano benissimo che elemento e cosa facesse questo prete,sfido chi ha il coraggio di dirmi che non fossero a conoscenza di quello che faceva,che era omosessuale gliel’ho detto in faccia a lui alla curia e a tutti i difensori di san mauro.non pensavo fosse pedofilo.ma non è tutto,le cose veramente gravi le ha fatte alla mia famiglia,ma queste non contano.serviranno a gastigare questo essere immondo,quando calerà il buio su questa vicenda.già da oggi non ne parla più nessuno ,a san mauro da parte dei leccaculo della chiesa è gia partita la linea difensiva.la curia tapperà la bocca ai giornali,il falso prete lo manderanno in un altro posto, e continuerà a mettere nudi i ragazzi nel sacco a pelo in montagna, e a rovinare famiglie come ha fatto a san mauro.di tutto questo, devo fare i miei complimenti al cardinale Antonelli e al suo segretario don Alessandro Lombardi,loro sanno benissimo, che se negano quello che sapevano , vanno all’inferno.Avranno il coraggio di negare? Commento di ora basta | Giugno 29, 2008 Mi chiedo se chi condanna la gente così aspramente, sia un cristiano oppure no…a me hanno insegnato il perdono, e posso assicurare che se questo signore ha commesso dei reati così gravi, non lo avrà certo fatto in momenti di lucidità…perchè io l’ho conosciuto e so che può essere la persona più degna del mondo…purtroppo il suo animo deve esser stato turbato da qsa che lo ha spinto a sragionare..non per questo io mi sentirei di etichettarlo come un mostro. Don Roberto è un umano come tutti noi…ricordatelo. Commento di Darkangel | Luglio 3, 2008 Mi dispiace deluderti,caro Darkangel,prova a metterti nei panni di chi ha subito le angherie di questo personaggio.Sai queste persone come sono felici ,dopo aver subito di tutto e di più,sentire parlare di cristianità e perdono.Questa persona era malata sin da ragazzo, e molto probabilmente si è fatto prete per sfuggire alle prese in giro dei suoi compagni di scuola.A lastra a signa i sui compagni di scuola ,lo chiamavano checchettina.Non ha avuto il coraggio di dichiararsi e si è nascosto dietro l’abito talare.lo sbaglio fatto dalla curia fiorentina è quello di voler a tutti costi nascondere e abbuiare le male fatte di questo personaggio,come di recente fatto con altri fatti successi nelle nostre zone.Non so se l’essere amico intimo di Maniago,abbia contribuito a dare la sicurezza di poter fare quello che gli è parso in questi anni.Ma una volta saltato Maniago è saltato anche lui,forse non c’è relazione di fatti,ma dubbi si.Visto che è un uomo,insomma..(per modo di dire)visto che è uno, e uno può anche sbagliare,anche se vestito da finto prete,se la curia lo avesse punito,non ora,ma quando ha saputo il macello che lui ha fatto,ne avrebbe guadagnato in credibilità,forse non lo sai,ma a firenze hanno fatto fuori tutti,arriverà un vescovo che farà ancor più pulito,e forse con il tempo,perchè ora ci vorrà tempo per riportare credibilità alla curia fiorentina,si potrà riparlare di preti davvero bravi che effettivamente ci sono,anche se pochi e si contano sulle dita di una mano,ma che esistono veramente.Se la curia avesse capito che non tutti i preti sono don roberto,forse qualche cristiano in più ci sarebbe stato.Per finire visto che non sai niente di niente,non dare giudizi,chi ha subito e sofferto ,patisce a sentire persone che non sanno niente difendere, non uno che ha sbagliato,ma la chiesa.state tranquilli,nessuno vuole accusare la vostra chiesa,ma per favore smettetela di proteggere questi elementi sbagliati. Commento di ora basta | Luglio 9, 2008 Trovo che il commento di Darkangel sia del tutto fuori luogo. Tutta la mia solidarietà alle vittime di questo ennesimo caso. Inoltre Darkangel non ti permettere più di insultare il genere umano definendo una persona autrice di simili atrocità “un umano come noi”. I mostri sono anche le persone come te, che con tanta freddezza ed indifferenza invocano perdono e parlano di cristianesimo… ma forse anche tu non l’hai fatto in un momento di lucidità, mi auguro. Commento di veronika70 | Luglio 15, 2008 Se a qualcuno può interessare,il finto prete di San Mauro, ha finalmente avuto il coraggio di spretarsi,(molto probabilmente obbligato,visto che, si sta avvicinando una grossa bufera).Ora non gli rimane altro che dichiarare la sua omosessualità,che se non fosse sfociata nella pedofilia,sarebbe stata per lui, e per tutta la popolazione, una liberazione. Devo fare i miei complimenti ai leccaculo che non demordono,che continuano a difendere questo essere immondo,lo difendono contrariamente alla posizione presa dalla curia,che finalmente a deciso di fermare questo non definibile elemento,e se la curia è arrivata a questo,potete star sicuri, che quello che siete venuti a sapere, è solo la punta di un iceberg.Un dubbio mi viene,non è che le difese sono portate avanti per paura che si venga a sapere di insospettabili che hanno dormito spesso nel letto di costui? In un articolo uscito su Metropoli,qualcuno ha dichiarato che il finto prete,non era ben visto,perchè ha fatto pulito alla casa famiglia ,della vecchia dirigenza.Tanto per chiarire,quello di cui è accusato,non ha niente a che vedere con la casa famiglia.Ha accusato diverse persone di aver rubato,per lui tutti quelli intorno alla parrocchia rubavano,da chi gestiva il bar a chi gestiva la casa famiglia a chi gestiva la misericordia,il risultato è stato che, di tutte le accuse che faceva,non ne è risultata vera nemmeno una.Quello che però tutti hanno notato è stato che,appena preso possesso dei beni di San Mauro,ha cambiato l’auto,si è comprato il camper nuovo per andare a giro con gli amici di merenda,con il contributo a fondo perduto del comune per la sistemazione della chiesa, si è ristrutturato il suo appartamento,con vasca idromassaggio,da lui tanto decantata e decantava anche il megagalattico acquario,magari con babini nudi a nuotare al posto dei pesci.Praticamente voglio dire che il vecchio Priore ,la generosità della popolazione di San Mauro,la elargiva ai poveri e bisognosi,la investiva donando introiti alla misericordia e alla casa famiglia,il finto prete,visto che erano tutti ladri,si elargiva le donazioni per fare la bella vita,altrimenti ci dovrebbe spiegare come ha potuto per se spendere tutti questi soldi in breve tempo,visto che lo stipendio che passa la chiesa è un po misero. Non pensate che con le dimissioni tutto sparisca,i fuochi sono partiti, preparatevi a sentire i botti finali. Per ultimo,per il Paese si sente voci di persone che dicono che alla messa la domenica, predicava bene. A loro rispondo con una lettera,non certo scritta da me,ma da uno che forse se ne intendeva: I MERCANTI DEL TEMPIO: I VERI DEMONI Messa 1 giugno 2008 – IX Domenica del Tempo Ordinario “Non tutti quelli che dicono: “Signo

    re , Signore!” entreranno nel regno di Dio. Vi entreranno soltanto quelli che fanno la volontà del Padre mio che è in cielo. Quando verrà il giorno del giudizio, molti mi diranno: “Signore, Signore! Tu sai che noi abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo scacciato demòni e abbiamo fatto molti miracoli”. “Ma allora io dirò: Non vi ho mai conosciuti. Andate via da me, gente malvagia!” Matteo 7:21-23 Commento di ora basta | Settembre 5, 2008 Benvenuto. Vero è che la chiesa passa stipendi miseri e che quindi non dovrebbero essere nella disponibilità dei preti certe ricchezze ma ho letto un libro molto interessante che parla proprio di questo e ne riparlerò volentieri. Ma le cose che dici sono molto dettagliate e non penso che siano state solo sotto i tuoi occhi. Mi piacerebbe che altri confermassero quanto dici e credo che anche gli inquirenti le stanno valutando. Comunque se hai notizie inseriscile pure. Grazie per il contributo. Commento di mammadolce | Settembre 6, 2008 le rispondo molto volentieri. Quel tipo che si metteva la tonaca ed il crocifisso quando lo chiamavano i carabinieri per delle delucidazioni,tutto e dico tutto quello che ha fatto, lo ha progettato con maniacale impegno. Io sono a conoscenza di tutti i suoi progetti e che con il tempo ho visto che li ha portati a termine. Molto forte con i deboli,ma debolissimo contro i forti. Elementi Falsi come questo,io non li ho mai conosciuti. Il problema che le persone che erano intorno a lui,a partire dai dipendenti, a chi gestiva i vari settori,il consiglio della struttura,erano terrorizzate da lui,si spaccano in due per far si di essere ben viste da lui. In riferimento all’articolo uscito ieri su IL FIRENZE, che parla della infermiera licenziata senza giusta causa,lei era una pedina,nel suo macchinoso progetto,da eliminare,tutti sanno che si è avvalso di false testimonianze,gestite da lui,cosa che nessuno dirà. Quello che è venuto fuori è stato che,precedentemente aveva in progetto di cambiare lo statuto interno della struttura,ha eliminato probabili votanti che non poteva gestire,ha formato lui il consiglio fedele,ed ha operato nella struttura agendo a nome del consiglio,ma spesso senza metterlo al corrente di quello che faceva,se non a cose già avvenute. Licenziare una persona ,nonostante la causa persa, perchè ha fatto si precedentemente che queste persone non fossero tutelate dall’articolo 18,in quanto socie lavoratrici,gli è servito a fare impaurire le altre lavoratrici,che stavano portando avanti una causa di mobbing contro di lui,chi è nelle sue grazie può fare le veci di un dottore,chi non sottostà a lui ,possono nascere dei problemi. è nata la gara a chi gli leccava il culo meglio. Lui ha brindato nella struttura per la vincita della causa di licenziamento,le dipendenti che nel frattempo avevano preso un mutuo per la casa,hanno bloccato la causa contro di lui,visto il risultato che ha avuto. Riconosciuto licenziamento senza giusta causa,obbligati a riassumerla, ma licenziata ugualmente. Ora io domando ai consiglieri della struttura,ma loro quando succedeva questo dove erano? erano informati dei fatti reali?sono al corrente che la vittoria personale di quell’elemento è costata circa 120mila euro alla struttura? sicuramente risponderanno di si,ma vi posso garantire che forse non sanno nemmeno che devono sborsare circa 120mila euro,bella gestione complimenti,è stato come il marito che per far dispetto alla moglie, si e evirato. Date retta a me,lui stava rischiando grosso li dentro, come stava rischiando un sindacalista da lui corrotto ed un medico del lavoro. I 120mila euro non certo sborsati da lui,visto che si è tolto una soddisfazione personale,gli sono serviti a far si che non uscisse fuori altro. Ma queste sono solo delle piccolezze, solo per far si ,che venga un pò conosciuto che elemento è. Ho letto anche che alla ginestra, chi ha il coraggio di dire la verità è guardato male, se capissero la sofferenza di chi ha subito questo elemento,non agirebbero così. Non abbiate paura a parlare, lo so che è una vergogna dichiarare che il proprio figlio è andato a letto con lui, se non avete il coraggio di parlare, domandatelo ai vostri figli se nelle gite organizzate c’era l’usanza di dormire nel letto del camper con lui e magari chi era il prescelto, è normale che sceglie i figli delle famiglie devote, le famiglie che la domenica sono intorno a lui, voi credete ciecamente a quello che fate, era lui il porco che si è sempre approfittato della vostra bella buona fede. Non merita di essere solo punito dalla chiesa, lui deve essere giudicato penalmente, perché tutto quello che ha fatto lo ha fatto coperto da un incarico,che come hanno fatto a farlo prete questo ,solo il dio lo sa. L’unica cosa di positivo è che nonostante la curia abbia fatto di tutto per nascondere ,visto quello che già aveva fatto alla Ginestra,non è riuscita nell’intento. Un augurio al nuovo cardinale di Firenze, che possa far si che tutti i preti seguano delle direttive ben precise dettate dall’alto,e non come è stato permesso in questi anni di fare quello che gli pareva a tutti.Spero che riesca a dare credibilità, che per ora a Firenze e dintorni è molto bassa. Commento di ora basta | Settembre 9, 2008 La dipendente licenziata ha una causa penale in corso per un presunto reato commesso all’interno della struttura. Dei soldi spesi per il licenziamento ne sono tutti a conoscenza, visto che i conti della Cooperativa vengono controllati annualmente da un Revisore del Ministero del Lavoro, da un Revisore ufficiale dei Conti eletto dai soci e da un comitato tecnico. Nessuno ha avuto a che ridire visto il comportamento della persona!!!! Il bridisi, se c’è mai stato, è stato per la liberazione dei dipendenti da un simile demone. Il livore con cui ora basta sputa fuori il suo veleno condendolo di falsità mi fa pensare che sia uno o una di quelli a cui Don Roberto aveva tolto la bistecca di bocca e ora gliela fanno pagare cara, come gli avevano pubblicamente giurato… Pensate che “il suo appartamento” con la vasca idromassaggio è la canonica, dove lui (se mai vi avesse traslocato) vi sarebbe stato solo qualche anno…. poi ci sarebbe stato qualche altro parroco. Pensate che per otto anni ha alloggiato in due stanze attigue alla Misericordia. E l’auto ed il camper sono stati pagati dai suoi parenti. Controllate i conti della Parrocchia, tornano!!!! Prima di giudicare aspettate le sentenze, state mettendo le persone alla pubblica gogna, senza un contraddittorio, senza garanzie…. e questa gogna mediatica è pubblicata in tutto il mondo! Spero che non vi capiti di avere sulla coscienza nessun innocente. Commento di innominato | Settembre 13, 2008 Inizierei sottolinenando la frase “presunto reato commesso”,che lascia molto spazio alla fantasia di quello che poi davvero è successo quel “famigerato giorno”visto che i processi per fortuna non si decidono in base alle presunzioni personali. Tutti sono capaci a fare affermazioni,molti sono anche piuttosto sicuri di quello che dicono,ma pochi,forsi pochissimi parlano con cognizione di causa. Quei pochi che parlano con cognizione di causa lo fanno nel bene e nel male perchè sono stati toccati da vicino da avvenimenti e fatti che hanno cambiato le loro vite. Ahimè davanti ad una “persona”quale Roberto Berti”è difficile che esse siano state toccate in bene. Tu “innominato”parli di una liberazione da “un simile demone”io direi piuttosto,il giorno del brindisi che ha segnato un vuoto che in molti hanno notato,forse tu no,ma non parlerei di demone licenziato,quanto più di demone che ha brindato. Un brindisi dovuto ad una sceneggiatura calcolata con cura ,un cast scelto con effimera convinzione di ottenere una liberazione da una scomoda figura sul palcoscenico,un palcoscenico che ormai Roberto Berti voleva tutto per se. Un brindisi dovuto alla felicità per la convinzione e la fermezza con cui è riuscito a muovere tutte le sue pedine,in particolare quella che poi ancora oggi stà recitando da oscar nelle aule dei tribunali penali,un brindisi che lo ha portato
    all a pazzia,una pazzia che deriva da molto prima. Parlano della sua Jacuzzi,parlano del suo camper,parlano di tante cose vere effettivamente,anche se io metterei l’accento su quella che era la sua vita,e su quella che invece “quale uomo di chiesa”avrebbe dovuto essere. Parlo di quel brindisi per liberarsi da un demone che ha sempre lavorato onestamente,infatti non ricordiamo solo il processo in corso,ma ricordiamo anche ciò che ormai è passato in giudicato,ovvero una sentenza di licenziamento illegittimo,non una liberazione,un licenziamento non conforme alle normative vigenti. Commento di Valencia | Settembre 13, 2008 Complimenti innominato, vedo che finalmente qualcuno che crede di sapere quello che lui, il vero indemoniato, gli abbia fatto credere, si fa avanti. Non perdo tempo a parlare con te. Ti dico soltanto di non dire chi sei, non ti merita. molto ma molto presto saresti sputtanato per tutto San Mauro. Siamo vicini alla svolta, poi, se quello che dici lo dici per dimostrare la tua fedeltà, per far vedere che non abbandoni la tua guida satanica, fallo pure, ma segui il mio consiglio che ti merita, non rivelare chi sei, faresti una figura di merda. Ti dimostro sicurezza perché solo chi sa, se lo può permettere, te non ti puoi permettere niente, perché te sei un suo oggetto messo lì ad eseguire solo e dico solo, quello che lui, il tuo santone, ti diceva di fare, hai mai provato a ragionare con il tuo di cervello?credo che anche tu sia uno di quelli che ha plagiato bene, studiano bene per far si che gli resti semplice plagiare i deboli come te, io credo di aver capito benissimo chi sei, e se non ho sbagliato, anche tu sei una creatura di don Roberto.Dimmi sei uno di quelli messi nel consiglio fatto ad personam da il tuo magico portatore di luce? Ti accorgerai presto che era meglio da parte vostra far calare il silenzio su questi fatti,invece di fare i paladini.Preparati la bomba e più imminente di quello che ti puoi aspettare. Ciao ci sentiamo molto ma molto presto. Commento di ora basta | Settembre 13, 2008 Caro innominato mi sono dimenticato di dirti che carta canta. Il che vuol dire che non è niente di presunto ma solo e semplice verità.11 aprile 2007 Atto esposto Tribunale ordinario del lavoro numero di sentenza 508 n.r.g.1830/06 n.cron.4549.condanna il rappresentante pro tempore Don Roberto Berti, te sai benissimo la verità, pensi di far credere alla gente che sia falsità, sono atti pubblici esposti che chiunque può leggerli, vergognati ad insinuare, sei pietoso, come fai ad avere il coraggio di affermare il falso. Invito tutti i lettori di questi commenti a verificare chi dice verità o falsità. Potete richiedere di leggere La sentenza, visto che è pubblica, con il riferimento dei numeri che io vi ho comunicato, poi chiederemo all’innominato il perché delle sue falsità. Avete brindato alla vittoria, cara la vittoria 120.000 euro più, visto che di vittoria si tratta 3000 euro tra diritti e onorari più le spese, iva, e cpa.e da quello da te dichiarato, affermando di essere tutti informati ,mi lascia allibito. Io spero che la popolazione di San Mauro, quando vi vede passare, vi chieda il perché, avete permesso di sperperare i soldi in questa maniera, solo per un capriccio personale del vostro portatore di luce?Circola voci che per pagare la quattordicesima ai dipendenti, sia stato chiesto un mutuo, non mi dirai mica che è vero? Perché se ipoteticamente fosse vero, dovresti essere commissariati e denunciati, sicuramente non è vero. Sono dati difficili per venirne facilmente in possesso, quelli facili sono gli atti pubblici esposti. Se non sei soddisfatto prova a stuzzicarmi, e poi ti accorgi che non spargo veleno ma solo e semplice verità. Comunque se prima avevo un piccolo dubbio, ora sono sicuro è stato facile riconoscerti. Commento di ora basta | Settembre 13, 2008 Anche per me è stato facile riconoscerti Commento di innominato | Settembre 15, 2008 Bravo,visto che sai chi sono,sai che a me le barzellette non le raccontate.Ciao a presto. Commento di ora basta | Settembre 15, 2008 Caro ora basta…. Hai scelto il nome giusto ORA BASTA di insinuare, provocare, odiare, sparlare, perche la verità e che hai sparlato troppo e che non hai niente di meglio da fare che stare a scrivere fesserie. Non so dove sta la verita, ma qualcuno mi ha insegnato al rispetto di certi momenti che sono difficili per tutti noi, e prima di giudicare e emettere sentenze aspettate di sapere e non basatevi solo su alcune illazioni. San Mauro vive di falsita, chiacchere chiacchere e chiacchere. Mi dispiace solo che sia finito tutto cosi, lui forse poteva cambiare le realtà parrocchiali dove tutte le persone vivevano le opere di carità come manie di protagonismo mettendo in primo luogo il proprio IO. Commento di Flowers | Settembre 16, 2008 Se tu Flowers, fossi stato a conoscenza del progetto di vostro signore crocefisso, perché dopo quello che è stato scritto su metropoli, è così che bisogna chiamarlo, ti saresti accorto di come e perché lui, (Gesù)voleva cambiare le realtà parrocchiali, coadiuvato da un altro santo, che ad una riunione di paese qualche anno fa, vi ha salutato con il gesto dell’ombrello. Ma ora basta,( come dici tu ed hai ragione), dice basta. Con quello che io dico, si è spostato l’attenzione da quello che penalmente è importante,cioè, mettersi qualcuno a dormire insieme. Chi ha dormito con lui, chi ci ha dormito e poi si allontanato dal giro, il ragazzo che dopo una notte con lui, la mattina imbarazzato, ha raccontato di essersi “bagnato”senza capire il motivo, quello che alla sua compagna gli chiedeva di supplicare il Berti,perché non voleva dormire con lui, perché non aveva il coraggio di comunicarlo, queste sono le persone che devono parlare e queste persone non sono della Ginestra, ma è il continuo comportamento effettuato da vostro signore Gesù cristo, Roberto Berti,dalla Ginestra a San Mauro .Ora basta non vi dice più niente, perché quando sento dire che come don Roberto, c’è stato solo uno prima di lui, ed è Gesù, mi vengono i brividi, non c’è peggio cieco di chi non vuol vedere e peggio sordo di chi non vuol sentire. Spero che qualcuno abbia il coraggio di parlare, tre di questi suoi compagni di letto, sono stati plagiati, confiderei in quello,che per primo è stato avvicinato e che ha avuto la forza di allontanarlo e non farlo più avvicinare, che possa parlare, ma la sua famiglia visto che è casa e chiesa glielo impedirebbe di sicuro, il che vuol dire che questo Gesù rischia di farla franca, come tanti altri come “Gesù” come lui. Ora aspetto che qualcuno parli in prima persona. Commento di ora basta | Settembre 16, 2008 Rischia di farla franca,come tanti altri “Gesù” come lui. Commento di ora basta | Settembre 16, 2008 @ora basta – Forse ti stai aspettando troppo, non credi? se ci sono delle persone che non stanno parlando chiudendosi in silenzio, ormai da tempo, non penso che lo faranno ora. La coscienza o ce l’hai o non te la compri. Il silenzio può essere di mille modi e non tutto può essere condannato ma se una testimonianza può essere cruciale per scoprire la verità forse bisognerebbe dirla anche a scapito del singolo ma a salvaguardia di molti. Hai risposto tu al commento di Darkangel e non credo che sia l’unico/unica che pensa e scriva certe farneticazioni: l’essere cristiano non c’entra niente col perdono e men che meno gli accadimenti che a volte ci avvelenano la vita perchè questo non giustifica comportamenti del genere o saremmo tutti dei matti violentatori, assassini e pedofili. Commento di mammadolce | Settembre 17, 2008 Grazie mammadolce di quello che mi dici,il tuo è un pensiero bello, ma leggo in questo tanta tua delusione,come quella che ho io. Io in questo momento parlo con te fingendo di essere in privato. Ho cercato di far venir fuori la parola, in prima persona,di chi ha subito le angherie di questo elemento. Rispondo a te solo per dirti di non preoccuparti,se con il passare del dempo ci fosse bisogno,io sono l’ultima carta,non voglio essere quella determinante perchè per quello che lui ha fatto a tante persone
    non ce ne era bisogno,ma in casi estremi,estremi rimedi. Commento di ora basta | Settembre 19, 2008 @ora basta – grazie invece a te che provi in ogni modo a smuovere le coscienze. Ricorda che in tanti lo facciamo, qui e altrove, e nessuno di noi è solo: noi possiamo contare su una solidarietà ed un altruismo che altri neanche sfiorano. Ritrovarsi da soli a fare i conti con i propri errori ed accorgersi che questi hanno provocato dolore ad altri è una condizione terribile: io sono dalla parte opposta e tenderò sempre la mia mano a chi ha bisogno di aiuto vero. Ricorda sempre di alimentare la tua forza, il tuo coraggio e non preoccuparti delle sciocche e vuote considerazioni di alcuni. Se vuoi aprire un discorso privato puoi scrivere alla mail che vedi sopra. Ti risponderò volentieri. Un caro saluto. Commento di mammadolce | Settembre 19, 2008 Vorrei fare un’appello a pincopallino. Visto che trovi facilmente i nomi di questi esseri,non è che per caso sai dove hanno nascosto “gesù” di san mauro? Spero che sia in una stanzetta senza finestre chiuso e controllato,e non come è uso solitamente trattarli,cioè in strutture da far invidia ad un 5 stelle. Comunque gli adepti di san mauro sanno dove è e qualcuno si è incontrato.Siccome si è sparsa la voce che qualcuno lo cerca,sarebbe bene far sapere dove è,in maniera che non dorma tanto tranquillo,come non ha fatto dormire tranquilli ,lui il “gesù” ,diverse persone. un grazie anticipato. Commento di ora basta | Settembre 21, 2008