Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Calabria

  • LOCRIDE. DON FABIO, 32ENNE ADESCA RAGAZZI IN CHAT GAY, “HAI MAI FATTO SESSO CON PRETE, SONO GIÀ IN CHIESA, INCONTRIAMOCI LÌ”

    LOCRIDE. DON FABIO, 32ENNE ADESCA RAGAZZI IN CHAT GAY, “HAI MAI FATTO SESSO CON PRETE, SONO GIÀ IN CHIESA, INCONTRIAMOCI LÌ”

    Il dialogo tra un sacerdote della Locride e un giovane su un sito di incontri gay
    Don Fabio: «Passa che ci conosciamo di persona, dalle 16.30 in poi sono in chiesa»

    Su quel sito di incontri gay ci sta con nome e cognome, quasi come se fosse una comunissima persona. Invece Fabio – il nome è di fantasia – è un prete, che vive e confessa i fedeli della Locride. Nelle chat dove i giovani omosessuali si scambiano opinioni e organizzano incontri a sfondo sessuale dal vivo, don Fabio, 32 anni e un viso giovane, non nasconde la sua identità di prete. E anche lui, che da tempo celebra la messa in una frazione dell’entroterra locrideo, è lì per questo, contravvenendo a tutte le regole della Chiesa di cui si fa portavoce e spazzando via l’ipocrisia che rifiuta i legami sentimentali e, peggio ancora, ripudia l’omosessualità quasi come se fosse una malattia.

    «Cerco amicizia», esordisce il prete in chat parlando con Marco, un 25enne della zona, che lui considera «piccolo ancora» e che trova strana la richiesta d’amicizia proprio da parte di un sacerdote. «Non mi faccio pregiudizi sulle persone e sul loro stile di vita», spiega lui, cominciando a fare domande personali a Marco. «Vivi solo? Che fai nella vita?», per poi andare giù un po’ più pesante: «Hai mai fatto sesso con un prete? Semplice curiosità», chiede. Ma a Marco non è mai capitato e imbarazzato da una conversazione sempre meno logica tenta di abbandonare il campo. A contattare l’altro è sempre lui, don Fabio, che sembra quasi studiare il giovane. «Spero di conoscerti dal vivo», gli annuncia all’improvviso, invitandolo in canonica e chiedendogli informazioni sulla sua vita. Tipo quando ha scoperto di essere gay, domanda alla quale Marco risponde nel modo più semplice: «Da ragazzino». «E sei fidanzato?», tenta di approfondire don Fabio, «e i tuoi lo sanno? E i tuoi amici?», aggiunge, in un continuo di domande che mirano a conoscere la “pubblicità” del suo status di omosessuale.

    Marco vuole vederci chiaro: «Volevo capire solo come mai vuoi conoscermi dal vivo», chiede innocentemente, ma don Fabio minimizza: «Così, sempre se vuoi». Marco si dimostra disponibile e don Fabio, felice per il successo appena ottenuto, lo saluta con affetto. «Ciao cucciolo», dice, salutandolo con un bacio. Le escursioni sul web continuano, ma don Fabio non è soddisfatto dell’andazzo, dal momento che sui siti gay, così come su Facebook, si vedono sempre le stesse cose. «Che palle», si lascia sfuggire, augurando «buona caccia» a Marco, al quale chiede, ancora una volta, se vive da solo. La risposta è nuovamente affermativa e don Fabio si lascia scappare un «bene», chiedendo nuovamente un incontro dal vivo, nel paese in cui esercita le sue funzioni di parroco. «Passa che ci conosciamo di persona», insiste, «io dalle 16,30 in poi sono in chiesa». I giorni passano, don Fabio e Marco chattano da due mesi. Si discute un po’ di tutto, anche dell’allerta meteo che si è creata nella Locride a inizio dicembre. Ma i due non hanno paura e vogliono pensare a ben altro. «Ora mi metto a letto, comodo comodo», sottolinea don Fabio, con un fare didascalico che però non smuove più di tanto Marco.

    «Non sei salito poi», dice facendo il nome del paese in cui vive e di cui guida la comunità spirituale, completamente ignara dell’altra faccia di don Fabio. «Quando sali se ti va passa se ti fa piacere… e giochiamo», stuzzica, tentando poi di adulare Marco per convincerlo. «Alcuni tuoi post sono carini… bella anche la foto». E poi passa all’attacco, inviando a Marco link a siti che fanno circolare video e immagini relativi a incontri gay. L’ambiente, per quanto virtuale, si scalda, Marco sembra quasi disposto a cedere. È un invito, nemmeno troppo tra le righe. Don Fabio lancia la sfida e poi manda Marco a dormire, con un semplicissimo «buona notte». Il giovane è un po’ deluso: «Pensavo avessi voglia anche tu», replica un po’ seccato e il prete fa il prezioso. «Qualche volta», ammette candidamente. «E che fai in quei casi?», chiede Marco. «Cerco di trattenermi… ma non sempre ci riesco», confida il parroco, che poi chiede i particolari della vita sessuale del giovane. «Sei attivo o passivo?», tenta di informarsi, definendo sé stesso «attivo». Ma in un attimo di lucidità chiude la conversazione: «Non posso», afferma, salvo poi tornare dopo qualche giorno per dire ciò che pensa di Marco: «Sei carino». Ma la magia è sfumata, la sacralità della tonaca imbarazza Marco. E don Fabio, le cui foto invadono siti su siti confezionati per incontri a sfondo sessuale, si ritira senza batter ciglio. Nascondendosi, così come la chiesa impone, trascinando i suoi desideri e la sua sessualità sotto l’altare.

    Simona Musco

    http://portale.loradellacalabria.it/dettaglioarticolo.asp?id=14522

  • Clinica lager. Don Alfredo Luberto condannato in Cassazione a 5 anni e 10 mesi, Ordine di arresto. Ma lui è nascosto in Moldavia dalla diocesi

    Clinica lager. Don Alfredo Luberto condannato in Cassazione a 5 anni e 10 mesi, Ordine di arresto. Ma lui è nascosto in Moldavia dalla diocesi

     ISTITUTO LAGER, IN MANETTE SACERDOTE
    SERRA D’AIELLO (COSENZA) – L’ex presidente dell’Istituto di Assistenza Sociosanitaria Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, il sacerdote Alfredo Luberto, di 49 anni, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Insieme a Luberto è stato arrestato un ex componente del Consiglio di amministrazione dell’Istituto, Fausto Arcuri, di 40 anni. I due arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Paola Alfredo Cosenza, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Eugenio Facciolla, che da tempo conduce un’inchiesta sui presunti illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione dell’Istituto Giovanni XXIII. L’istituto Papa Giovanni è gestito da una Fondazione di proprietà della Curia Arcivescovile di Cosenza.

    Don Alfredo Luberto, Arcuri ed altri indagati, che nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Facciolla sono complessivamente 24, avrebbero costituito un comitato d’affari che si sarebbe appropriato di parte dei fondi destinati dalla Regione all’ Istituto Papa Giovanni, determinando una grave situazione di dissesto finanziario nella gestione dell’ente. Agli arrestati viene contestata anche l’appropriazione indebita. Gli illeciti nella gestione dell’istituto sarebbero andati avanti per anni consentendo, secondo quanto hanno riferito investigatori ed inquirenti, alle persone coinvolte nell’inchiesta e in particolare, a Don Alfredo Luberto ed Arcuri, di accumulare consistenti capitali.

    SEQUESTRATO ISTITUTO ASSISTENZA La Guardia di finanza sta eseguendo il sequestro preventivo dell’Istituto di assistenza socio-sanitaria Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello. I finanzieri stanno anche eseguendo il sequestro di un appartamento, definito “di lusso” da inquirenti ed investigatori, di proprietà di don Alfredo Luberto e ritenuto provento della presunta attività illecita svolta dal sacerdote nella gestione dell’istituto di assistenza. Agli arrestati viene anche contestato il reato di abbandono di incapace in relazione alle condizioni di degrado in cui sono stati costretti a vivere le persone ospitate nell’Istituto di assistenza.

    Restano nell’istituto i 363 degenti del Papa Giovanni XXIII. Il sostituto procuratore della Repubblica Eugenio Facciolla, titolare dell’inchiesta, ha infatti disposto l’affidamento in custodia giudiziale delle struttura, che continuerà così a svolgere la propria attività. “Sperando –
    ha detto Facciolla all’Ansa – che nel frattempo Regione Calabria, Azienda sanitaria e Curia arcivescovile di Cosenza si mettano finalmente d’accordo su chi deve mettere in atto gli interventi per migliorare le condizioni strutturali dell’istituto, risolvendo una grave questione che si trascina da anni a discapito dei degenti. Interventi che sono, tra l’altro, estremamente urgenti”.

    CASI DI SCABBIA TRA DEGENTI ISTITUTO Sono molti i casi di scabbia tra i 363 degenti dell’istituto di assistenza Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello, sequestrato dalla Guardia di finanza. La scabbia, secondo quanto è emerso dalle indagini, è stata provocata dalle condizioni di abbandono igienico e strutturale in cui si trova l’istituto malgrado la presenza di 900 dipendenti. La struttura versava da anni in una situazione di caos gestionale che rendeva molto precaria anche l’assistenza ai degenti, molti dei quali ospitati nell’istituto da anni.

    INDAGINI SU EX ARCIVESCOVO DI COSENZA La Procura della Repubblica di Paola sta svolgendo indagini sull’ex arcivescovo di Cosenza, mons. Giuseppe Agostino, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dell’Istituto di assistenza Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello. E’ quanto si è appreso da fonti giudiziarie. In particolare la Procura di Paola e la Guardia di finanza stanno verificando l’operato di mons. Agostino in relazione alla mancata rilevazione degli illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione dell’istituto, con particolare riferimento all’appropriazione di fondi e di beni di proprietà dell’istituto. Situazione che ha determinato il dissesto finanziario dell’ente, con conseguente degrado strutturale ed igienico dell’Istituto.

    www.ansa.it/opencms/export/site/vis…_151081576.html

  • Catanzaro, parroco accusato di abusi su minori. E’ fuggito all’improvviso tre anni fa

    Catanzaro, parroco accusato di abusi su minori. E’ fuggito all’improvviso tre anni fa

    di EMILIO GRIMALDI – La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per don Roberto Mastro, ex prete di Belcastro. E’ accusato di violenza sessuale. Avrebbe abusato di 17 ragazzini, tutti minori di 14 anni, nel periodo in cui ha svolto il suo mandato di parroco tra il 2007 e il 2010. E’ la conclusione di una indagine aperta tre anni fa dopo la denuncia di alcuni genitori. Poi, durante le indagini, le segnalazioni si sono moltiplicate coinvolgendo una parte dei piccoli di Belcastro, un paese con poco meno di mille abitanti.

    Durante l’incidente probatorio, seguito da un pool di periti non catanzaresi, sono stati dichiarati attendibili i racconti dei minori. Tutti avrebbero confermato di aver avuto “rapporti di natura sessuale” con il parroco. Soltanto uno dei ragazzini avrebbe negato categoricamente il resoconto dei compagni. Una deposizione, la sua, che non ha convinto né i pubblici ministeri che si sono succeduti, Alfredo Cianfarini, Emanuela Costa e Giovanni Bombardieri, e né il giudice per le udienze preliminari, Tiziana Macrì.

    Nominato presbitero della parrocchia di San Michele Arcangelo in Belcastro dall’arcivescovo della Diocesi di Crotone Santa Severina, Domenico Graziani, il 1 ottobre 2007, raccontano che don Roberto ha svolto il suo mandato con un impegno. Ha fondato un gruppo scout, ha favorito la formazione di una Confraternita della Misericordia gemellata con quella di Isola Capo Rizzuto e ha aperto un sito web informativo sulle attività della chiesa locale.

    Finché, la notte del 1 dicembre 2010, ha abbandonato in tutta fretta la casa canonica senza dare più notizia di sé. E la Diocesi di Crotone Santa Severina si è chiusa in un riserbo considerato sempre più imbarazzante dai fedeli del paese natale di San Tommaso d’Aquino rimasti senza spiegazioni. Sembra comunque si trovi in una località del Centro Italia.

    E scatta l’inchiesta della Procura, condivisa con gli avvocati di parte civile delle famiglie coinvolte, nella quale sono state raccolte e messe a confronto centinaia di testimonianze di minori, genitori, parrocchiani e colleghi di don Roberto. Poi gli interrogatori dei bambini seguiti da psicologi ed esperti. Con la preoccupazione e la rabbia di un intero paese che chiede di non far scendere il silenzio su un caso così grave.

    http://www.repubblica.it/cronaca/2013/11/29/news/sacerdote_accusato_di_pedofilia_in_calabria-72287755/

  • Don Gelmini in Aspromonte a Ferragosto

    Don Gelmini in Aspromonte a Ferragosto

    Ma non doveva stare tanto male da sospendere il processo il prete ex galeotto?

    15 Agosto 2012 18:43 CRONACHE e POLITICA

    (ANSA) – PIANI DI ZERVO’ (REGGIO CALABR – Si e’ rinnovato anche quest’anno a Zervo’, in Aspromonte, l’appuntamento di Ferragosto alla comunita’ Incontro di don Gelmini. In migliaia hanno preso parte alla messa nella ”cattedrale del cielo” e alla festa nell’agora’. Presente anche il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti. ”Non sto molto bene – ha detto don Gelmini – ma ho voluto comunque essere qui. Non potevo non esserci. Non pregate la mia salute ma per il futuro della comunita”’.

  • Cosenza. Palpeggiò una studentessa su autobus: condannato sacerdote

    Cosenza. Palpeggiò una studentessa su autobus: condannato sacerdote

    Cosenza. Un prete 45enne di Terranova da Sibari, don Giuseppe Esposito, è stato condannato a 1 anno e due mesi di reclusione dal Tribunale di Cosenza. Sulla base di quanto accertato nel corso del processo, avrebbe toccato a fini sessuali una studentessa universitaria. L’episodio avvenne a bordo di un autobus che compie il percorso tra Cosenza e l’università della Calabria, ad Arcavata di Rende. Dopo aver palpeggiato la giovane, il sacerdote fuggì approfitando di una fermata.

    http://www.newz.it/2012/04/24/cosenza-palpeggio-una-studentessa-sullautobus-condannato-sacerdote/144358/

    Martedì 24 Aprile 2012 20:52

    Stamattina il Tribunale di Cosenza ha condannato a 1 anni e 2 mesi di reclusione don Giuseppe Esposito, 45 anni, sacerdote di Terranova da Sibari accusato d’avere cercato di violentare una studentessa universitaria su un autobus che collegava Cosenza con l’Universita’ della Calabria. Secondo la ricostruzione dell’accusa l’avrebbe palpeggiata prima di darsela a gambe levate quando il mezzo si blocco’ a una fermata.

  • Monnezza sotto casa del prete infoiato che riceveva nel confessionale del Grande… Pisello.

    Monnezza sotto casa del prete infoiato che riceveva nel confessionale del Grande… Pisello.

    CI VOLEVA UN SERVIZIO DE LE IENE PER SGAMARE IL PRETE DI MARANO SESSUALMENTE INFOIATO E MOLESTATORE DI GIOVANI BONAZZI SMARRITI? ERANO 23 ANNI CHE DON FRANCO DE VIVO ERA IL PRETE DI MARANO! LA CHIESA, ANCHE QUELLA NAPOLETANA, HA PERSO UN ALTRA OCCASIONE PER ONORARE IL SUO DATORE DI LAVORO.

    Italia Notizie scrive: “La spazzatura depositata fuori l’ abitazione e la Chiesa di Marano dove per 23 anni e fino a pochi giorni fa era nominato parroco Don Franco De Vivo – racconta il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli – ci fa capire il livello di sdegno popolare verso quest’ uomo che ha tradito la sua missione pastorale in un modo immondo da quanto si evince dal servizio messo in onda delle Iene in cui si evidenziano anche approcci sessuali scabrosi a minorenni.

    A tal proposito non è chiaro il perchè il video messo in onda pochi giorni fa sia sparito sia dal sito ufficiale delle Iene che da youtube. Ci auguriamo che non sia per motivi di censura. Infine crediamo che anche la Chiesa napoletana debba assumersi pienamente la responsabilità di questo scandalo di cui era informata da oltre un anno da una denuncia che proprio i Verdi Ecologisti consegnarono davanti a testimoni ad uno stretto collaboratore del Cardinale avendo piene assicurazioni di un intervento rapido e risolutore che invece non è avvenuto. Chi ha coperto questo sconcio deve spiegare alle autorità competenti il perchè di tali omissioni”.

    Prete pedofilo a Napoli a Le Iene Show
    4 aprile 2012 di Minnie Lascia un commento »

    “LE IENE SHOW” MARANO (NAPOLI): CASO SACERDOTE PROVOCA SCONCERTO TRA I FEDELI LA NUOVA IENA CINESE YANG INTERVISTA I POLITICI ITALIANI

    Domani, giovedì 5 aprile 2012 alle ore 21.10, su Italia 1 nuovo appuntamento con “Le Iene Show”. Grande clamore ha suscitato il servizio di Giulio Golia che, in provincia di Napoli, si è occupato di un sacerdote il quale, raggiunto da tre giovani complici de le Iene (di cui uno si era detto minorenne) aveva rivolto a tutti e tre attenzioni molto particolari. A distanza di pochi giorni dalla puntata, l’arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe, ha nominato l’amministratore parrocchiale che dovrà sostituire l’anziano religioso protagonista del servizio. Giulio Golia raggiunge il paese di Marano per raccogliere i commenti della popolazione e dei fedeli.

    Nonostante ci sia sconcerto e incredulità per l’intera vicenda, diverse persone ammettono come, da tempo, circolavano voci in merito alle presunte attenzioni del prete nei confronti di diversi ragazzi. La nuova Iena Yang si finge un giornalista di una televisione cinese per raccogliere dai politici italiani delle dichiarazioni in grado di far comprendere meglio la politica del nostro paese in estremo oriente. Tra plateali inchini, scoppi di ilarità, attacchi di narcolessia e folli traduzioni dei loro nomi, l’inviato intervista l’ex ministro Ignazio La Russa, l’On. Paola Binetti, il parlamentare Maurizio Paniz, l’ex ministro Livia Turco e l’On. Pierluigi Castagnetti.

    Diverse le reazioni degli Onorevoli: c’è chi la prende sul ridere, chi si allontana indispettito e chi, addirittura, si spaventa. Cosa succede se una persona emancipata come Mara Maionchi scopre che la figlia (a sua insaputa complice de le Iene) ha appena avuto una liaison con un perfetto sconosciuto? È questo il singolare “esperimento sociale” cui la discografica si è involontariamente sottoposta durante un viaggio in treno tra Roma e Milano. Quale sarà la sua reazione?

    FONTE: UFFICIO STAMPA

    www.tvglobo.it/prete-pedofilo-a-napoli-a-le-iene-show.html

     

  • Le Iene Show, 5/04/2012, prete molestatore: tutti sapevano ma nessuno ci credeva

    Le Iene Show, 5/04/2012, prete molestatore: tutti sapevano ma nessuno ci credeva

    Le Iene Show, Giulio Golia ha mostrato quello che è successo dopo il servizio della settimana scorsa sul parroco di Marano che molestava i fedeli. Si è visto che tutti erano a conoscenza delle voci sul prete molestatore, eppure nessuno ci credeva. L’ inviato del Le Iene Show si è recato a Marano il paese del napoletano in cui il prete da oltre trent’anni svolgeva la sua missione.

    Dopo il servizio delle iene che mostrava il prete molestatore fare avances sessuali anche ad un minorenne, si è scatenato un polverone, lo stesso cardinale Sepe ha parlato di una grande tragedia che si è abbattuta sulla Chiesa napoletana.

    La cosa sconcertante è come con grande candore i fedeli ammettevano che le voci sul prete giravano da molti anni, ma che nessuno credeva a questa cosa: perché? Giulio Golia ha così intervistato un ragazzo, di nome Simone che da anni ripeteva che Don Franco faceva cose brutte ai ragazzi che frequentavano la parrocchia. Ha fatto delle dichiarazioni shock che lasciano davvero basiti: “Alcuni miei amici stretti sono andati fino in fondo con il prete, lui li ha costretti. Addirittura ad uno dei miei amici è successo mentre andavano a Lourdes in pellegrinaggio: lo ha trascinato in bagno”.

    Simone appare molto turbato, circondato dai suoi concittadini che sembrano davvero allibiti per tutto quello che è successo. In molti dicono di aver chiesto scusa al ragazzo per non averlo creduto. Eppure ci si domanda come possono stare adesso psicologicamente le vittime del prete molestatore. Simone alla domanda di Giulio Golia, inviato de Le Iene Show, su come stanno i suoi amici risponde: “ Uno si è ripreso, l’altro sta molto male ed è costretto a prendere degli psicofarmaci”.

    Rimangono gli interrogativi più pressanti: com’è possibile che la Chiesa nonostante le voci sul insistenti prete molestatore non abbia indagato in tutti questi anni? Per chi si è dovuti arrivare ad un servizio delle Iene per rimuovere il parroco?

    Una vicenda shock che ha travolto la Chiesa, mentre il Cardinale Sepe non ha voluto rilasciare dichiarazioni, delegando al suo portavoce un comunicato sulla vicenda. Ora il parroco è stato rimosso, a celebrare la messa un altro prete: ma rimane intatto il dolore di chi ha subito molestie e abusi.

  • Pedofilia, accuse choc dalle Iene si dimette il prete di Marano

    Pedofilia, accuse choc dalle Iene si dimette il prete di Marano

    di Ferdinando Bocchetti

    MARANO. Da ieri don Francesco De Vivo non è più il parroco della chiesa dello Spirito Santo. Il sacerdote, già da tempo al centro di una serie di scandali sessuali, si è dimesso infatti all’indomani della messa in onda del servizio preparato dalle “Iene”, la popolare trasmissione televisiva di Italia 1. Un servizio choc di cui è protagonista proprio don Francesco, per tutti don Franco, 63 anni, dal 1979 guida spirituale della comunità ecclesiastica di via Piave, ripreso mentre fa esplicite avance sessuali a tre ragazzi – tutti complici delle “Iene” e armati di telecamere nascoste – e a sollecitare risposte sui rispettivi particolari anatomici. Un prete col chiodo fisso del sesso, vittima – così come è stato definito dallo storico inviato della trasmissione televisiva Giulio Golia – di una vera e propria ossessione morbosa: quella di voler vedere gli organi genitali di alcuni fedeli.

    Le immagini andate in onda l’altra sera mostrano tre ragazzi che si recano separatamente in parrocchia per chiedere aiuto al sacerdote. Dei tre uno è addirittura minorenne. Il primo ragazzo riferisce al parroco di essere in grosse difficoltà economiche. Il prete, dopo un primo approccio di carattere religioso, inizia a parlare esplicitamente di sesso e lo invita a raccontargli dei propri particolari intimi. Un analogo comportamento viene adottato anche con un ragazzino di 17 anni, il quale racconta al parroco di avere dei problemi in famiglia. Anche in questo caso don Franco, dopo aver dato sfogo a un colorito mix di espressioni dialettali, volgarità e citazioni religiose, chiede al giovane se abbia mai avuto rapporti sessuali, quali pratiche sessuali abbia finora adottato, spingendosi finanche nel raccontare le sue performance erotiche giovanili, quando in pratica non era ancora sacerdote. Poi la richiesta di baci e abbracci, accompagnata dalla ulteriore richiesta di scambio (di bocca in bocca) di una gomma da masticare. Infine il terzo caso, il più eclatante, quello relativo al ragazzo che dichiara di essersi di recente separato dalla moglie. Il prete lo accompagna in sagrestia e subito dopo – con il crocifisso in evidenza alle sue spalle – si abbassa i pantaloni mostrandogli le sue parti intime.

    Don Franco, successivamente raggiunto dall’inviato delle “Iene”, ha negato tutto, minacciando di denunciare il programma. Ma intanto, in attesa degli eventuali sviluppi di carattere penale, non potrà più esercitare il suo ministero sacerdotale. La storia ha fatto immediatamente il giro della città, suscitando indignazione e scalpore non solo tra i fedeli della comunità della chiesa dello Spirito Santo, alcuni dei quali avevano nei giorni scorsi testimoniato la loro solidarietà al parroco in un incontro con il vicario dell’Arcivescovo, ma anche tra tutti residenti. Per molti un epilogo annunciato, visto che la Curia, nel corso degli ultimi anni, era già stata allertata più volte con numerose segnalazioni e che in passato, proprio per lo stesso motivo, c’erano stati screzi tra il parroco e un suo vecchio vice. Racconti molto dettagliati che avevano indotto i vertici della Chiesa partenopea, proprio lo scorso ottobre, a stilare un decreto di rimozione di don Franco. Un procedimento che non ha avuto effetti immediati, poiché il parroco finito nelle grinfie delle “Iene” aveva chiesto e ottenuto di continuare nel suo sacerdozio fino a giugno.
    Sabato 31 Marzo 2012 – 10:15 Ultimo aggiornamento: 10:16

  • Chiesa Santo Spirito, pedofilia e preti: ‘Le Iene’ a Marano

    Chiesa Santo Spirito, pedofilia e preti: ‘Le Iene’ a Marano

    30/03/2012
    Chiesa Santo Spirito, pedofilia e preti: ‘Le Iene’ a Marano
    Scalpore e sdegno tra i fedeli dopo la messa in onda del servizio
    di REDAZIONE

    MARANO. Ha fatto scalpore il video della trasmissione “Le Iene” in onda nella serata di ieri, girato nella chiesa Santo Spirito di via Piave alcuni giorni fa. Diversi ragazzi con le telecamere nascoste, complici delle ‘Iene’, si sono recati dal loro parroco, chiedendo aiuto e conforto. Ma tutt’altra la risposta del sacerdote che ha incalzato con proposte oscene e irripetibili. Sdegno e rabbia nei genitori dei ragazzini che partecipano alle attività parrocchiali e conoscono bene quel parroco. Decine di segnalazioni da alcuni mesi sono arrivate alla curia e decine di fedeli si sono recati dal vescovo per manifestare solidarietà al sacerdote, soprattutto dopo l’allarme bomba all’interno della chiesa, lanciato da ignoti domenica scorsa. Restano nella mente ora le immagini registrate di nascosto e le frasi pronunciate dal prete. Incredulità e sconcerto da parte di tutti, come del resto avviene in questi casi. «Non sapevo di queste voci che giravano anche perchè non sono prorpio del posto, ma conosco la parrocchia e il parroco e ieri quando ho visto il servizio delle Iene subito ho riconosciuto la voce del parroco, lo scorcio dell’altare della chiesa, la strada esterna alla chiesa. Allucinante!!!». Questo uno dei tanti commenti che stanno arrivando in redazione.

  • Il Prete di Marano e Le Iene

    Il Prete di Marano e Le Iene

    Ieri sera, 29/03/2012, la trasmissione Le Iene ha mandato in onda un servizio girato in una Chiesa di Marano di Napoli davvero sconcertante. Il parroco ha ricevuto a sua insaputa degli attori mandati da Le Iene con la conseuta telecamera nascosta e quello che hanno scoperto resterà nella memoria della popolazione in modo indelebile. I ragazzi si sono finti bisognosi di sostegno emotivo e il prete ne ha approfittato per fare domande indecenti: su quante volte al giorno erano soliti toccarsi, se con gli amici avevano l’abitudini di essere “intimi” durante una serata in casa trascorsa davanti alla tv, sulla lunghezza media del membro.. insomma irripetibile. Il tutto accompagnato da termini tipici adolescenziali, usati forse per entrare in contatto con i giovani. Ad ognuno di loro ha fissato un secondo incontro durante il quale ha proposto lo scambio di un chewing gum per assaggiare la saliva ed entrare così subito in intimità e lo scambio di favori sessuali. Nell’ultimo incontro ha insistito perchè il giovane lo accompagnasse nella Sacrestia (di lato all’altare della Chiesa) e lì si è denudato elogiando le sue parti intime e specificando che purtroppo adesso non è più prestante come in passato, perchè si sa, lui in gioventù era un toro!! E ha insistito molto perchè lo stesso facesse il giovane e quando questi ha detto di essere in imbarazzo perchè era in una Chiesa ha risposto che la morale danneggia l’essere umano. Naturalmente al giornalista de Le Iene che lo ha intervistato, ha negato tutto. Da tempo circolavano voci sulla sua presunta omosessualità e sul suo modo insistente di corteggiare i giovani ed ha sempre rifiutato la pensione anticipata. Da quanche giorno è sparito, forse è andato finalmente in pensione…