Osservatorio della Rete L'ABUSO

Categoria: Calabria

  • Cosenza: prete indagato per abusi su bambino stava per diventare Monsignore

    Cosenza: prete indagato per abusi su bambino stava per diventare Monsignore

    Aggiornamento 6 novembre 2015 – Il sacerdote di Cosenza di mezza età indagato per abusi sessuali su un minore, di 11 anni, non 12 come trapelato inizialmente, stava per essere promosso Monsignore. Il prete, scrive il Quotidiano del Sud, insegna in una delle migliori scuole della capoluogo calabrese. Il sacerdote, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe toccato o tentato di toccare i genitali del bambino. Nel materiale informatico sequestrato al religioso sarebbero stati trovati filmati pornografici.

    Sacerdote accusato di abusi sessuali su 12enne

    5 novembre 2015

    Un sacerdote di Cosenza è accusato di violenza sessuale su un minorenne. Il religioso, secondo gli investigatori, avrebbe molestato un 12enne, palpeggiandolo. Le indagini erano partite dopo la denuncia dei genitori del minore.

    Questa mattina al prete è stato notificato l’avviso di garanzia, l’uomo è stato perquisito e anche la sua abitazione è stata passata al setaccio dagli agenti della squadra mobile di Cosenza. A coordinare le indagini è il pubblico ministero del capoluogo bruzio Antonio Tridico.

    Durante la perquisizione domiciliare al don è stato sequestrato del materiale informatico che adesso sarà esaminato da chi indaga.

    (in aggiornamento)

    http://www.crimeblog.it/post/189937/cosenza-sacerdote-indagato-per-violenza-sessuale-su-12enne

  • Il nome del sacerdote indagato rimane segreto come le vergogne della chiesa cosentina

    Il nome del sacerdote indagato rimane segreto come le vergogne della chiesa cosentina

    La procura della Repubblica di Cosenza e la polizia di stato hanno fatto prevalere la linea del riserbo rispetto alla scottante vicenda del sacerdote indagato per molestie su un ragazzino di 12 anni regolarmente denunciato dai genitori.

    La Gazzetta del Sud ci fa sapere che siamo davanti a un “pezzo grosso” della diocesi di Cosenza, un prete che probabilmente è già parroco di una parrocchia che conta e che addirittura, grazie all’intercessione di un alto prelato del Vaticano, era stato proposto per la nomina a vescovo di Cosenza.

    Ma il nome no, quello no. Deve rimanere segreto, chiuso tra le stanze della chiesa corrotta, della procura sempre più porto delle nebbie e dei giornalisti che si prestano a questo gioco sporco. I “pezzi” dei giornali di regime di oggi sono rivoltanti, fanno schifo nella loro squallida carità pelosa per il ragazzino e i suoi genitori e nella loro vergognosa deferenza verso questo sacerdote pieno di santi in paradiso.

    Oggi si prendono tutte le cautele del caso per il “pezzo grosso”, ieri un sacerdote onesto come Padre Fedele è stato buttato in pasto all’opinione pubblica ed è stato assolto con formula piena dopo dieci anni di sofferenze mentre un ladro conclamato come don Alfredo Luberto dice ancora messa nell’Episcopio di Como.

    La storia dell’Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello la conoscono tutti. Si tratta della casa di cura balzata agli onori della cronaca per i trattamenti disumani nei confronti degli ospiti, quasi tutti malati di mente. E per le ruberie del prete che lo dirigeva, don Alfredo Luberto, tali da creare un buco di proporzioni gigantesche.

    A settembre 2005 il Monaco visita per la prima volta il Papa Giovanni ma nel frattempo a Cosenza è arrivato monsignor Salvatore Nunnari. L’atmosfera era a dir poco molto tesa, con i dipendenti fuori dalla casa di cura a srotolare striscioni del tipo“Luberto vattene”, “Luberto sei un ladro”e così via.

    Padre Fedele chiede di entrare insieme a una troupe della Rai ma gli viene detto di contattare il ras ossia don Luberto, il quale esplode in un ruffianissimo “E come possiamo dire di no a Padre Fedele?”. Lo “spettacolo” che gli si presenterà davanti agli occhi non lo dimenticherà mai. Riceve una lavata di testa dal suo superiore (la Rai dal canto suo non manderà mai in onda quelle immagini) e subito dopo si precipita a Reggio da Nunnari.

    Il neoarcivescovo lo tranquillizza, gli dice che non ci sono problemi ma in cuor suo Padre Fedele realizza che sta succedendo qualcosa ma non per questo si arrende. E così, pochi giorni dopo, scrive una lettera aperta agli ospiti del Papa Giovanni intitolata semplicemente “Il lager della vergogna”.

    Il destino del Monaco è segnato. E si compie quando Nunnari, ovviamente avvertito da quel “rattuso” di don Luberto, incontra il Provinciale dei Cappuccini Rocco Timpano e gli preannuncia qualche mese prima l’arresto di Padre Fedele deciso a tavolino e reso possibile dal complotto tra chiesa, politici, magistratura e forze dell’ordine. Una gran porcata che nessuno ha ancora pagato.

    E Nunnari risiede ancora a Cosenza ad ammorbarci la vista e, probabilmente, a coprire i “pezzi grossi” che non possono essere toccati. Anche se c’è una denuncia dei genitori di un ragazzino che urla a tutta una città di essere stato molestato.

    E’ vero, ci sarebbe anche un arcivescovo “nuovo”, Francescantonio Nolè, insediatosi da poco. Ma figuratevi cosa può comandare uno che è arrivato solo da qualche mese in questa “jungla”. Si adegua alla bisogna e si schiera con i più forti.

    Ma prima o poi qualche persona onesta questo maledetto nome lo tirerà fuori e allora saranno guai per tutti.

  • COSENZA; SACERDOTE DI COSENZA INDAGATO PER VIOLENZA SESSUALE

    COSENZA; SACERDOTE DI COSENZA INDAGATO PER VIOLENZA SESSUALE

    Sequestrato materiale informatico ora al vaglio degli inquirenti.

    COSENZA – Stamattina gli agenti della squadra mobile di Cosenza hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione di un sacerdote di Cosenza, indagato per violenza sessuale. Nel corso della perquisizione è stato sequestrato materiale informatico, che con molta probabilità contiene immagini pornografiche/pedopornografiche verosimilmente oggetto d’indagine. Tutti i pc e i file acquisiti dalla Questura sono ora al vaglio degli investigatori. Il parroco ultraquarantenne pare sia stato denunciato dai genitori di un ragazzino di dodici anni al quale avrebbe rivolto le proprie ‘attenzioni’ palpeggiandolo. Le indagini che riguardano fatti avvenuti nelle settimane scorse saranno coordinate dal sostituto procuratore Antonio Tridico. In Gennaio, si ricorda, un sacerdote della Diocesi di Cosenza, don Camillo Sessa, era stato arrestato a Napoli sorpreso in flagranza di reato mentre stava consumando un rapporto sessuale a pagamento con un minorenne all’interno della cabina di un internet point di piazza Garibaldi.

    http://www.quicosenza.it/news/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza/cosenza/58875-sacerdote-di-cosenza-indagato-per-violenza-sessuale

  • Cosenza. Prete, insegnante, indagato per abusi su 11ennePoco più che 40enne, stava per diventare monsignore

    Cosenza. Prete, insegnante, indagato per abusi su 11ennePoco più che 40enne, stava per diventare monsignore

    A finire sotto inchiesta stavolta è un parroco di Cosenza, denunciato dai genitori di un dodicenne che avrebbe confidato loro di essere stato più volte oggetto di attenzioni da parte del sacerdote, tramite palpeggiamenti sui genitali. 
    La denuncia ha fatto così partire l’indagine da parte della squadra mobile di Cosenza, i cui agenti hanno bussato all’abitazione del parroco per effettuare una perquisizione,nell’ambito della quale sarebbe stato sequestrato del materiale informatico che sembrerebbe contenere immagine pedopornografiche.
    Tutto il materiale è ora al vaglio degli inquirenti cosentini coordinati dal sostituto procuratore Antonio Tridico. 
    Pare che le indagini della Procura siano incentrate principalmente su episodi recenti avvenuti nelle ultime settimane quando, come detto, il ragazzino in questione avrebbe riferito ai genitori delle morbose attenzioni del prete nei suoi confronti.
    Sulla vicenda però gli inquirenti mantengono il più assoluto riserbo data anche la delicatezza dell’indagine che coinvolge come vittima un minore.
    L’accusa a carico del parroco, poco più che quarantenne che insegna anche in un istituto di Cosenza è di violenza sessuale, ma al momento è davvero difficile poter stabilire come stanno le cose, né si può dare per assodata la colpevolezza del religioso.
    Certo, qualche risposa in più potrà venire dall’esame dei pc e dei file sequestrati nell’abitazione del sacerdote, e sarà da lì che probabilmente si capirà se ci può essere stato o meno un approccio nei confronti dell’adolescente.
    Un altro dure colpo dunque per la Diocesi di Cosenza già scossa nel gennaio scorso dall’arresto di un altro parroco, questo però beccato in flagranza di reato mentre stava consumando un rapporto sessuale a pagamento con un minorenne all’interno della cabina di un internet point di piazza Garibaldi.
     
    Quello di oggi è al momento soltanto indagato e ora avrà tutto il diritto di difendersi senza processi sommari né condanne preventive.
     
    Scandali che continuano a macchiare la Chiesa, nonostante i tanti sforzi messi in atto negli ultimi anni da Benedetto XVI prima e da Francesco poi per prevenire, e soprattutto punire a dovere gli abusi su minori ad opera di esponenti del clero.
    Sono state introdotte misure sempre più dure nei confronti dei preti pedofili ma ancora di più verso i vescovi che, nelle loro diocesi, anziché denunciare, coprono i comportamenti illeciti dei propri parroci.
    Un giro di vite senza precedenti che ha chiaramente dimostrato quanto la Chiesa sia sana e contraria ad ogni forma di violenza sui minori, ma che evidentemente non basta a scoraggiare chi continua a perseverare in certe indegne condotte.
  • Abusò di un minore: il parroco don Rutigliano ha scontato la condanna. Quale futuro per il suo sacerdozio?

    Abusò di un minore: il parroco don Rutigliano ha scontato la condanna. Quale futuro per il suo sacerdozio?

    di Antonio Baldari

    BIVONGI – “Con il presente Decreto, il Rev. Rutigliano è dichiarato colpevole del delitto di abuso di minore, con l’aggravante dell’abuso di dignità o ufficio”, commesso “nel periodo fra il 2006 e il 2008”. Era questa è la dicitura per esteso posta al capo a) del punto 4., dell’ultima pagina del documento, licenziato dal Palazzo del Sant’Uffizio in data 20 giugno 2011 con cui si portò a conclusione il processo a carico di don Francesco Rutigliano, ex parroco di Bivongi e Pazzano,  cittadine dell’Alto jonio calabrese ed insistenti nell’area ecclesiastico-giurisidizionale della diocesi di Locri-Gerace, nella provincia di Reggio Calabria; una sentenza di condanna per l’allora 36enne sacerdote, originario di Altamura, in provincia di Bari, di cui si venne a conoscenza quattro anni orsono, ottobre 2011, proprio nelle ore immediatamente precedenti la visita del Santo Padre, Benedetto XVI, in terra di Calabria. 

    Oggi, a distanza di oltre mille giorni da quel provvedimento adottato dal tribunale apostolico, ci si chiede cosa farà la Chiesa in merito a quello che fu uno dei casi più eclatanti registrati in Italia e configurabili tra gli oltre trecento finiti sotto la lente di ingrandimento della commissione giudicante formata proprio per dirimere le controversie coinvolgenti tanti rappresentanti del clero ed ancor’oggi molto attiva grazie alla spinta propulsiva di papa Francesco nel voler fare chiarezza su tali vicende…

    Gli abusi ebbero inizio già intorno al 2004 prima dell’ordinazione diaconale… 

    Tra le quali quella relativa a don Rutigliano fu sin da subito destinata a segnare ulteriormente un limpido spartiacque nella lotta alla pedofilia per quanto riguarda il Vaticano, con quella sentenza il cui numero di protocollo è il 197 del 2009, recante l’intestazione ufficiale della “Congregatio Pro Doctrina Fidei”, e che prende l’abbrivio con il punto 1, capo a), con il quale si attesta che “Il Rev. Francesco Rutigliano, del Clero della Diocesi di Locri-Gerace, nato il 13 dicembre 1974 ed ordinato sacerdote il 30 settembre 2006, venne accusato davanti a questo tribunale per abuso di minore in data 12 giugno 2009” per fatti accaduti “nel periodo fra il 2006 e il 2008”. “Gli abusi avrebbero avuto inizio già intorno al 2004, prima dell’ordinazione diaconale dell’accusato”.

    Affermazioni forti sottoscritte dal delegato,  Carlo Dezzuto; Monsignor Robert Deeley, in qualità di assessore e Mons. Krzysztof Nykiel, anch’egli assessore, nel porre il caso de quo. Che poi comincia a sciorinarsi sostenendo che si è dato “luogo ad un processo amministrativo penale mediante la raccolta e l’esibizione di prove documentali e testimoniali, nonché con l’audizione diretta e il confronto fra presunta vittima e accusato – si apprende – nell’esame degli atti, anche senza considerare le testimonianze raccolte il denunciante è coerente e concorde nel descrivere in modo preciso i comportamenti del Rev. Rutigliano nei propri confronti, ribadendo particolari anche minuti”…

    Divieto assoluto ad esercitare qualunque ministero pubblico per il periodo di quattro anni… 

    Nel corso del processo sono risultati “Chiaramente dimostrate la fragilità e l’instabilità emotiva, psicologica ed esistenziale della presunta vittima, che attraversava una fase adolescenziale resa particolarmente delicata dal contesto famigliare e culturale in cui si collocava la sua esistenza – si asserisce al capo c) del punto 3. – che la difesa non smentisce ma anzi ne conferma la vulnerabilità, conferendo credibilità al quadro in cui gli abusi possono essersi verificati”.

    Da cui si è di riflesso addivenuti alla conclusione che “Si impone dunque al Rev. Rutigliano – sotto la diretta responsabilità del Vescovo diocesano – il divieto per anni quattro, a partire dalla notifica del presente Decreto, di esercitare qualunque ministero pubblico. Rimane unicamente consentita la celebrazione in forma privata della S. Messa – si prosegue – nello stesso periodo in cui egli si sottoponga ad un adeguato percorso psicologico di durata quadriennale, di cui verrà data tramite il Vescovo diocesano relazione annuale a questa Congregazione, mirante al consolidamento della maturità psico-affettiva e vocazionale del chierico”.

    Ma non solo, come per la famosa “legge del contrappasso” di dantesca memoria, nel paragrafo conclusivo del testo licenziato dalla Congregazione della Dottrina e della Fede, si dice ancora che “Egli è tenuto alla celebrazione di dodici S. Messe (con cadenza mensile, per un anno) a favore della vittima e della sua famiglia – si epiloga con il sopraccitato documento – in caso di inosservanza delle misure sopra indicate, al reo potranno essere inflitte pene più gravi, non esclusa la dimissione dallo stato clericale”.

    Quel 17 febbraio del 2010 quando lasciò per sempre Bivongi e Pazzano… 

    A margine della predetta sentenza di colpevolezza di don Francesco Rutigliano balzò particolarmente alla mente quel 17 febbraio 2010, giorno in cui il giovane prete lasciò per sempre le comunità dei fedeli di Bivongi e Pazzano: un addio nato nella mestizia, a fare da contraltare al giubilo di cinque anni prima, l’8 ottobre 2006, allorché ad una settimana dall’ordinazione sacerdotale venne intronizzato quale nuovo parroco dei due sodalizi socio-religiosi.

    Quel giorno di 5 anni e mezzo fa, ironia della sorte, era il “Mercoledì delle Ceneri” notoriamente rivolto alla conversione, ed al pentimento, invitando a “credere al vangelo”. Quel giorno, egli se ne andò nella più completa solitudine, senza che nessuno dei suoi superiori fosse presente. E senza che venisse indicato alla comunità il suo sostituto, don Enzo Chiodo, che arrivò “soltanto” nove mesi dopo. Cosa che, col senno di poi, fece riflettere, e non poco, sulla piega che l’amara vicenda stava nel frattempo prendendo…

  • Violenza sessuale, a giudizio sacerdote. Curia di Crotone responsabile civile

    Violenza sessuale, a giudizio sacerdote. Curia di Crotone responsabile civile

    Lo ha deciso il gup di Catanzaro che ha accolto la richiesta della Procura e delle parti civili, tra cui il Comune di Belcastro, che si sono costituite contro l’ex parrocco, don Roberto Mastro.

    È stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere abusato di una quindicina di ragazzi, tutti di età inferiore a 14 anni, che frequentavano la parrocchia di San Michele Arcangelo, a Belcastro, in Calabria.Lo ha deciso il gup di Catanzaro che ha accolto la richiesta della Procura e delle parti civili (tra cui il Comune di Belcastro) che si sono costituite contro l’ex parrocco, don Roberto Mastro.

    Il prete sarà processato dal Tribunale per violenza sessuale sui minori. La prima udienza è già fissata per il prossimo 10 aprile quando, in aula, dovrà comparire don Roberto, denunciato dai genitori dei bambini. Le indagini partirono in seguito alle segnalazioni dei parrocchiani poi riscontrate dai carabinieri. Nella fase delle indagini preliminari, si è svolto anche un incidente probatorio in occasione del quale sono state raccolte letestimonianze delle vittime.

    I ragazzini hanno raccontato ai carabinieri le attenzioni particolari ricevute dal parrocco e le violenze che avrebbero subito fino all’11 dicembre 2010 quando, di notte, don Roberto è scappato da Belcastro ufficialmente per una pausa di riflessione. In realtà, il parrocco del paesino calabrese ha avuto paura della reazione dei suoi stessi parrocchiani una volta che si è saputo dell’inchiesta. Dal giorno in cui don Roberto ha lasciato Belcastro non si hanno più sue notizie. Sembrerebbe che il sacerdote si sia chiuso in una struttura religiosa a Roma dove non avrebbe contatti con l’esterno. Questo, però, non lo esime dalla necessità di presentarsi in aula per difendersi dall’accusa di pedofilia.

    Il 15 dicembre scorso, il gup ha respinto la richiesta di costituirsiparte civile da parte della Curia che, in un primo momento, aveva garantito l’assistenza legale al parroco imputato. In aula, però, la Curia arcivescovile di Crotone-Santa Severina ci sarà lo stesso. È stata citata, infatti, come responsabile civile. Nel caso in cui don Roberto sarà condannato, in sostanza, sarà obbligata a risarcire i danni alle vittime.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/03/violenza-sessuale-giudizio-sacerdote-curia-responsabile-civile/1394733/

  • Pedofilia: prete nel catanzarese rinviato a giudizio per abusi su 15 ragazzi

    Pedofilia: prete nel catanzarese rinviato a giudizio per abusi su 15 ragazzi

    L’ex parroco di Belcastro don Roberto Mastro e’ stato rinviato a giudizio dal gup di Catanzaro con l’accusa di violenza sessuale su 15 ragazzi di eta’ inferiore ai 14 anni. Il giudice ha cosi’ accolto la richiesta della Procura della Repubblica e delle parti civili, tra le quali anche il Comune di Belcastro. Il processo iniziera’ il 10 aprile prossimo. Il sacerdote, che e’ libero, ha lasciato la Calabria nel dicembre 2010 quando furono pubblicate le prime notizie dell’indagine in corso nei suoi confronti. Adesso, secondo alcune voci, potrebbe trovarsi in una struttura religiosa a Roma.

    La Curia di Crotone-Santa Severina aveva chiesto di costituirsi parte civile, ma il gup ha respinto la richiesta e l’ha citata, invece, accogliendo le richieste delle parti, come responsabile civile per pagare in solido, in caso di condanna dell’imputato, eventuali risarcimenti di danni. Don Mastro, parroco di Belcastro dal 2007 al 2010, e’ accusato di abusi su 15 ragazzi. L’inchiesta della Procura di Catanzaro fu avviata dopo la denuncia presentata dai genitori di una delle presunte vittime.

    Successivamente i carabinieri hanno raccolto le dichiarazioni dei genitori di altri ragazzi che, secondo la loro versione, avrebbero subito gli abusi da parte del sacerdote. Durante le indagini preliminari si e’ svolto anche un incidente probatorio in occasione del quale sono state raccolte le testimonianze delle vittime.

    http://www.strettoweb.com/2015/02/pedofilia-prete-nel-catanzarese-rinviato-giudizio-per-abusi-15-ragazzi/241796/

  • Prescritto padre Aldo Mercurio per abusi sulla nipote di 3 anni, Catanzaro. Prete cappuccino di Montauro predica su facebook e vittima tenta il suicidio

    Prescritto padre Aldo Mercurio per abusi sulla nipote di 3 anni, Catanzaro. Prete cappuccino di Montauro predica su facebook e vittima tenta il suicidio

    Archivio . AdnAgenzia . 2001 . 10 . 09

    PEDOFILIA: CALABRIA, FRATE CAPPUCCINO ACCUSATO DI ATTI LIBIDINE
    DA ANNI ABUSAVA DELLA NIPOTINA CHE POI HA TENTATO IL SUICIDIO
    Catanzaro, 9 ott. – (Adnkronos) – La procura della Repubblica di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di un frate cappuccino, A.M. di 66 anni, che per anni avrebbe compiuto atti di libidine su una sua pronipote minorenne. Il frate, secondo la magistratura inquirente, avrebbe cominciato ad abusare della nipote gia’ dal 1995, quando questa aveva appena 11 anni. Gli abusi, di cui la madre della piccola era drammaticamente a conoscenza, sarebbero avvenuti fino a quando la bambina, ormai adolescente, non ha tentato di suicidarsi per la disperazione.

    Dalla indagini, infatti, e’ emerso che la bambina aveva raccontato degli abusi in un tema in classe e che l’insegnate ne aveva informato la madre. La signora, pero’, non volle denunciare l’accaduto ai carabinieri per paura di uno scandalo. Gli abusi sulla piccola si sono cosi’ protratti fino al tentato suicidio.

    Gli atti di libidine sarebbero stati perpetuati non solo nella casa della piccola, ma anche in casa di altri parenti.

    (Acz/Zn/Adnkronos)

    Ma se i preti predatori la fanno franca, a pagare sono spesso le vittime. Il trauma dell’abuso segna le loro vite di ragazzini o ragazzine e a volte non reggono al peso di non essere creduti. In Calabria, in un paese nei pressi di Soverato, mentre su un anziano frate sospettato di aver dedicato attenzioni morbose ad una sua pronipote dodicenne è calato il silenzio, la bambina abusata ha tentato il suicidio. Maria (il nome è di fantasia) si è tagliata le vene dei polsi. Per fortuna l’ha trovata in tempo sua madre e si è salvata.

    (26 aèrile 2002)

    www.repubblica.it/online/cronaca/pa…/mazzocchi.html

    Pedofilia. Prete di Catanzaro chiesti 6 anni di carcere, molestò più volte minorenne

    Pubblicato il 15 luglio 2010 17:58 | Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2010 18:32

    Una condanna a sei anni di reclusione è stata chiesta nei confronti di un sacerdote di 75 anni di Catanzaro accusato di aver molestato sessualmente una bambina minorenne di tredici anni. La richiesta di condanna è stata avanzata dal pubblico ministero, Carlo Villani, nel corso del processo in corso dinanzi ai giudici del tribunale di Catanzaro.
    Il processo è iniziato otto anni fa ma solamente ora, dopo che per sei volte è cambiato il collegio giudicante, è giunto alle battute finali. Il sacerdote, secondo l’accusa, svolgeva la sua attività in una parrocchia di un quartiere periferico di Catanzaro. Negli anni 1995-96 avrebbe abusato della minorenne in tre distinte circostanze.
    In particolare l’accusa contesta al sacerdote di aver compiuto atti sessuali con la minorenne. La vittima raccontò gli episodi ai genitori i quali denunciarono il sacerdote alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

    www.blitzquotidiano.it/cronaca-ital…norenne-471987/

    PEDOFILIA: CHIESTA CONDANNA PER PRETE CATANZARESE

    16:45 15 LUG 2010

    (AGI) – Catanzaro, 15 lug. – Sei anni di reclusione ha chiesto oggi il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani nei confronti di A. G. S. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia. Le accuse, per la precisione, parlano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato sotto processo. Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata ben sei volte. A questo punto, pero’, dopo la requisitoria di oggi del pm, e la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile, il giudizio parrebbe doversi concludere martedi’ prossimo, a seguito dell’arringa degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado. (AGI) Ros/Cli

    www.agi.it/catanzaro/notizie/201007…ete_catanzarese

    Atti di libidine su una minorenne Chiesti sei anni per un religioso

    Data: Venerdi, 16 Luglio 2010

    I fatti contestati sarebbero avvenuti a Soverato e, per la precisione, parlano di «atti di libidine violenta su una minorenne», che sarebbe stata baciata, toccata …

    Catanzaro Sei anni di reclusione. È stata questa la richiesta del pubblico ministero di Catanzaro, Carlo Villani, nei confronti di A. M., un religioso 75enne imputato di pedofilia. Ieri l’udienza davanti al tribunale del capoluogo in composizione collegiale (presidente Antonio Battaglia, a latere Emanuela Folino e Adriana Pezzo, cancelliere Alfonso Laborioso).
    Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante è mutata ben sei volte. A questo punto, però, dopo la requisitoria di ieri del pm, il giudizio dovrebbe concludersi il 12 ottobre, data del rinvio dell’udienza, dopo la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile (tramite i genitori della minore), e le arringhe degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado.
    I fatti contestati sarebbero avvenuti a Soverato e, per la precisione, parlano di «atti di libidine violenta su una minorenne», che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo è stato mandato sotto processo. Il religioso avrebbe non solo tentato di baciare la minorenne sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe persino alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per porla nelle sua parti intime. Ma non basta. L’uomo è anche accusato di aver ricambiato le morbose attenzioni. In particolare, in un’occasione, «approfittando del fatto che la minore si trovasse a letto, ammalata» le avrebbe infilato la mano sotto il pigiama e avrebbe toccato le parti intime.
    Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e altri quattro testimoni che, secondo quanto contenuto nel decreto che dispone il giudizio, avrebbero confermato le circostanze riferite dalla minore. Proprio per tutti questi motivi la Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto dal giudice per le udienze preliminari il rinvio a giudizio del religioso davanti al tribunale in composizione collegiale. Saranno proprio i tre giudici del Tribunale collegiale a dover stabilire l’eventuale penale responsabilità del sacerdote optando per la tesi accusatoria o, eventualmente, scegliendo la tesi difensiva proposta dai legali del religioso.
    La vicenda giunge al culmine proprio nel momento in cui la Chiesa ha previsto una stretta a tutto campo sugli abusi sessuali compiuti da religiosi. Le procedure aggiornate saranno contenute in un documento a firma del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale William Joseph Levada e, per approvazione, di Benedetto XVI. Rappresentando un sorta di “tagliando” al documento “Delicta graviora” che nel 2001, stabilendo quali siano i delitti più gravi contro la fede. (g.m. – gazzetta del sud)

    www.soveratoweb.com/modules.php?nam…=print&sid=9686

    Chiesti sei anni di reclusione per un prete accusato di pedofilia

    Catanzaro – Notizie

    pedofiloCatanzaro, 16 luglio 2010 – Il pm di Catanzaro, Carlo Villani, nella requisitoria ha chiesto 6 anni di reclusione per un prete accusato di pedofilia. Il processo è iniziato otto anni fa e ora dopo la requisitoria del Pubblico Ministero il procedimento sarà chiuso entro il 12 ottobre data del rinvio dell’udienza. L’incombere della prescrizione fa dubitare che si possa andare al di là della sentenza di primo grado. I fatti contestati sarebbe avvenuti a Soverato. Si parla nello specifico di “atti di libidine violenta su una minore” che sarebbe stata toccata, baciata e costretta a diversi altri atti sessuali in diverse occasioni tra il 1995 e il 1996. Il religioso non avrebbe solo baciato la piccola sulla bocca ma in un’occasione le avrebbe alzato la maglietta toccandole i seni oltre a prenderle la mano per portarla verso le sue parti intime. In un’altra occasione sempre il prete, essendo la bambina al letto ammalata, ha spostato le coperte e messo una mano sotto il suo pigiamino per toccarle le parti intime. Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e quattro testimoni. La vicenda giunge a soluzione nel momento in cui la Chiesa ha sancito norme severissime per i sacerdoti che si macchiano di questo aberrante crimine contro degli innocenti. I bambini vanno rispettati e protetti perché rappresentano il nostro futuro e non usati come dei giocattoli sessuali. (Chantal Concetta Castiglione)

    www.calabriah24.it/201007166303/cat…-pedofilia.html

    PRETE MOLESTÒ MINORENNE. REATO PRESCRITTO

    12-10-2010 19:15

    I giudici del tribunale di Catanzaro hanno emesso una sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di un sacerdote di 75 anni accusato di aver molestato sessualmente una bambina di tre anni. Il pubblico ministero, Carlo Villani, ha chiesto la condanna dell’imputato a sei anni di reclusione. I difensori del sacerdote, gli avvocati Sergio Rotundo e Rosario Chiariano, hanno invece sostenuto la completa estraneità del loro assistito. Il processo è iniziato otto anni fa ma solamente ora, dopo che per sei volte è cambiato il collegio giudicante, è giunto a sentenza. Il sacerdote svolgeva la sua attività in una parrocchia di un quartiere periferico di Catanzaro. Negli anni 1995-96, secondo l’accusa, avrebbe compiuto atti di libidine (in base alla vecchia normativa sulla violenza sessuale) nei confronti della minorenne in tre distinte circostanze. La vittima raccontò gli episodi ai genitori i quali denunciarono il sacerdote alla Procura della Repubblica di Catanzaro.

    www.telereggiocalabria.it/news/1-cr…prescritto.html

    13/10/2010
    Soverato: Frate pedofilo? Reato prescritto
    Catanzaro – Si è concluso con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione il processo penale a carico di A.M., un religioso oggi 75enne imputato di pedofilia. Al termine della camera di consiglio la pronuncia è stata emessa ieri pomeriggio dal Tribunale collegiale di Catanzaro, al quale il pubblico ministero Carlo Villani – al termine della requisitoria del 15 luglio scorso – aveva chiesto una condanna a sei anni di galera. Aveva chiesto di affermare la penale responsabilità dell’imputato anche l’avvocato Salvatore Staiano, che rappresentava la parte offesa costituitasi parte civile, mentre A.M. era difeso dagli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo.
    I fatti oggetto del procedimento penale concluso con la sentenza di ieri sarebbero avvenuti a Soverato. Le accuse contestate all’imputato, per la precisione, parlavano di «atti di libidine violenta su una minorenne», nipote dello stesso religioso, che sarebbe stata baciata, toccata e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996.
    Il lungo e dettagliato capo d’imputazione formalizzato a carico di A.M. descriveva condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo è stato mandato al processo, iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante è mutata per sei volte. Gli anni sono dunque passati, le udienze si sono susseguite fino a giungere alla prescrizione dei reati ipotizzati a carico del frate.
    Ad accusare il religioso, oltre alla parte offesa, i genitori della minore e altri quattro testimoni che, secondo quanto contenuto nel decreto che disponeva il giudizio, avrebbero confermato le circostanze riferite dalla minore. Racconti e testimonianze dei quali la Procura della Repubblica si è avvalsa nel corso delle indagini preliminari, concluse poi con la richiesta di rinvio a giudizio; e sulla base delle stesse accuse, il giudice per le udienze preliminare ha disposto il rinvio a giudizio del religioso davanti al Tribunale in composizione collegiale.
    Ieri pomeriggio, dunque, è giunta la sentenza che ha messo la parola fine. Il collegio giudicante (presidente Antonio Battaglia, a latere Emanuela Folino e Adriana Pezzo, supportati dal cancelliere Alfonso Laborioso) si è preso 90 giorni per il deposito delle motivazioni della propria sentenza.
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    www.telejonio.com/soverato-frate-p…to-nId1516.html

    Catanzaro. Prete accusato di pedofilia: interviene la prescrizione

    Catanzaro. La lunghezza di un processo, tanto per cambiare, ha dato luogo ad una sentenza di non luogo a procedere. Questa volta non si conoscerà la verità in relazione ad un caso di pedofilia. Sul banco degli imputati il prete 75enne di una parrocchia dell’area periferica di Catanzaro, accusato di aver commesso in tre distinti episodi atti di libidine ai danni di una bimba di tre anni. Una vicenda che risale al periodo a cavallo tra il 1995 ed il 1996 ed il cui processo che ne è seguito, grazie alle continue interruzioni dovute all’avvicendamento dei giudici della Corte, si è protratto per otto anni. La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Carlo Villani aveva richiesto una pena pari a 6 anni di carcere. I legali del prete, gli avvocati Rosario Chiariano e Sergio Rotundo, hanno caldeggiato, al contrario la sua assoluta innocenza. Furono i genitori della piccola a presentarsi dai magistrati per denunciare il parroco.

    www.newz.it/2010/10/13/catanzaro-pr…crizione/67583/

    Catanzaro: accuse di pedofilia prescritte per sacerdote della provincia

    Martedì 12 Ottobre 2010

    Una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione e’ stata emessa oggi nei confronti di A. G. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia.
    La pronuncia e’ stata emessa dal tribunale collegiale di Catanzaro, cui il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani aveva chiesto una condanna a sei anni di galera. Aveva chiesto di affermare la penale responsabilita’ dell’imputato anche l’avvocato Salvatore Staiano, che rappresentava la parte offesa costituitasi parte civile, mentre A. G. M. era difeso da Rosario Chiriano e Sergio Rotundo. Le accuse contestate all’imputato, per la precisione, parlavano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia di Catanzaro, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descriveva condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato al processo, iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata per sei volte.
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    Catanzaro: prete accusato di pedofilia

    Il Pubblico ministero ha chiesto sei anni di reclusione per l’imputato

    prete15 / 07 / 2010
    Sei anni di reclusione ha chiesto oggi il pubblico ministero di Catanzaro Carlo Villani nei confronti di A. G. S. M., un prete 75enne della provincia di Catanzaro imputato per pedofilia.
    Le accuse, per la precisione, parlano di “atti di libidine violenta su una minorenne”, anche lei della provincia, che sarebbe stata baciata, toccata, e costretta ad altri atti sessuali in diverse occasioni, avvenute in un periodo compreso tra il 1995 ed il 1996. Il lungo e dettagliato capo d’imputazione descrive condotte particolarmente gravi, per rispondere delle quali l’uomo e’ stato mandato sotto processo. Un processo iniziato otto anni fa, nell’ambito del quale la composizione della terna giudicante e’ mutata ben sei volte. A questo punto, pero’, dopo la requisitoria di oggi del pm, e la discussione dell’avvocato Salvatore Staiano, che rappresenta la parte offesa costituitasi parte civile, il giudizio parrebbe doversi concludere martedi’ prossimo, a seguito dell’arringa degli avvocati Rosario Chiriano e Sergio Rotundo, difensori dell’imputato. L’incombere della prescrizione, comunque, fa dubitare che si riesca ad andare oltre la sentenza di primo grado.

    (AGI)

    http://www.calabriaonline.com/articoli/catanzaro-prete-accusato-di-pedofilia_1691.htm

    www.diocesicatanzarosquillace.it/do…cesano_2012.pdf

    P. Aldo MERCURIO n. Montauro 19/11/1935 – ord. 15/07/1961. Confessore – Archivista – Bibliotecario

    www.amicifrancescani.it/cappuccinicatanzaro.htm
    Padre Aldo Mercurio,confessore e si dedica alla cultura.


    www.facebook.com/aldo.mercurio

    www.catanzaroinforma.it/pgn/newslettura.php?id=68096

    CRONACA / ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del Monte

    Con una mostra speciale si festeggia il santo nella chiesa del centro storico

    Mercoledì 11 Giugno 2014 – 14:34
    CatanzaroInforma.it: ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del MonteCatanzaroInforma.it: ‘Sant’Antonio per immagini’, la festa alla Chiesa del Monte
    Presso i Cappuccini della Chiesa del Monte di Catanzaro è stata inaugurata giorno 7 giugno la mostra “Sant’Antonio per immagini”, una interessante e preziosa esposizioni di santini d’epoca – dal 1600 al 1900 – dove viene evidenziato come la rappresentazione del Santo di Padova, si sia arricchita, nel corso dei secoli, del simbolismo legato al Santo (giglio, Bambin Gesù, libro, pane) e sia passata da manufatto essenziale, quello dei monasteri e delle clausure, a immagine sempre più curata nei particolari e nella fattura attraverso la stampa meccanica dei famosi merlettati. Oltre cento santini prescelti tra gli ottocento che costituiscono la collezione di Iannicelli che da molti anni oramai si dedica alla ricerca delle immagini di Sant’Antonio prodotte sia in Italia che all’estero. A parte il lato religioso, Antonio Iannicelli, curatore della mostra, si è intrattenuto con i visitatori sulla storia del santino nel corso dei secoli; sul materiale utilizzato, i procedimenti di stampa, le tecniche della produzione, l’iconografia, le retrostanti preghiere, gli incisori e gli editori, a volte vere e proprie famiglie di artisti impegnati nel campo. Una mostra davvero apprezzabile che durerà fino al 13 giugno. Nel pomeriggio di giorno 9, sempre presso i Cappuccini del Monte, alla presenza del Padre Provinciale dei Cappuccini, Giambattista Urso è stato presentato il libro “Sant’Antoniu miu binignu”, un excursus sulla devozione popolare calabrese al Santo di Padova: esercizi spirituali, orazioni, invocazioni e canti sono riportati nei svariati dialetti delle comunità calabresi attraverso le testimonianze rilevate in circa venti paesi presi a campione. Tutte le orazioni evidenziano una devozione sempre attuale al Santo, considerato la “panacea” per le afflizioni spirituali e materiali. L’incontro che ha fatto registrare pregevoli ed interessanti interventi di Cesare Mulè, Presidente emerito del Cenacolo dei Dieci, di Francesco Graceffa, storico e della docente Rita Pistoia, è stato moderato da padre Aldo Mercurio. Inusuale e sorprendente l’apertura dei lavori con un canto popolare a Sant’Antonio, eseguito con la chitarra battente da Andrea Bressi, appassionato etnomusicologo catanzarese. L’autore soffermandosi sulla devozione dei Catanzaresi a Sant’Antonio di Padova, definito un tempo santo forestiero, ha declamato la poesia di Patari “Sant’Antoni e San Franciscu” che – secondo il poeta – descriveva la “preferenza” dei Cappuccini del Monte per il loro beniamino a discapito degli altri Santi della chiesa; poi, soffermandosi sulle orazioni per la ricerca del buon marito, bellamente riportate nel libro, ha letto la poesia in vernacolo “A Mariannina” di Ettore Alvaro che evidenzia l’accanimento con il quale le giovanette di un tempo chiedevano la grazia al Santo per l’invio del buon marito. L’incontro si è arricchito con interventi del pubblico in sala. Testimonianze di Francesca Rizzari Gregorace, Tonino Barbato e Totò Benefico. A chiusura della serata, il sempre bravo Andrea Bressi ha eseguito un ulteriore canto popolare a Sant’Antonio, accompagnandosi, questa volta, con l’organetto diatonico. Grazie a padre Carlo Fotino, Superiore del Convento, a tutti i Cappuccini e ad Alberto Lorenzo, quest’ultimo perfetta macchina organizzatrice dell’evento i festeggiamenti sono stati aperti in forma solenne e continuano, sempre presso la Chiesa del Monte, con le Sante Messe agli orari previsti e con la benedizione dei pani, e dei bambini. Giorno 13 alle ore 18,00 è prevista la Santa Messa presieduta dal Vescovo Emerito Mons. Antonio Cantisani.

    www.amicifrancescani.it/programmatredicinaquattordici.htm

    1 giugno: Padre Aldo mercurio – Antonio: storia di una vocazione cristiana

    www.amicifrancescani.it/programmadefuntidue.htm

    HIESA DEL MONTE – FRATI MINORI CAPPUCCINI
    CATANZARO

    OTTAVARIO PER I DEFUNTI
    DALL’ 1 ALL’ 8 NOVEMBRE 2014

    PROGRAMMA

    SABATO 1 NOVEMBRE – SOLENNITA’ DI TUTTI I SANTI

    AL MATTINO SANTE MESSE ORE 9,30 – 11,30.
    17,15: SANTO ROSARIO E PREGHIERA DI INTERCESSIONE PER I FRATELLI DEFUNTI.
    18,00: S. MESSA. PRESIEDE PADRE ALDO MERCURIO.

    http://laici.forumcommunity.net/?t=57259604

  • Violenza sessuale su minore, arrestato Don Camillo Sessa

    Violenza sessuale su minore, arrestato Don Camillo Sessa

    L’accusa è pesantissima, ma certificata dalla flagranza del reato: don Camillo Sessa, sacerdote della Diocesi di Cosenza ma originario di Licata nell’agrigentino, è stato arrestato nei giorni scorsi a Napoli perché sorpreso mentre aveva un rapporto sessuale con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi, davanti alla stazione centrale del capoluogo.

    Già prima che entrasse alcuni vigili urbani avevano notato un uomo che si metteva d’accordo con il ragazzino e hanno iniziato a pedinarli. E quando il minorenne è entrato nell’internet poit, seguito a stretto giro dall’uomo, è partita la perquisizione: gli agenti hanno aperto una delle cabine dell’internet point e hanno scoperto il ragazzino con i pantaloni già abbassati mentre l’uomo lo toccava e guardava un filmato porno al pc. Così è arrivato immediato l’arresto, eseguito dagli agenti del Nucleo tutela minori della Polizia municipale. Il prete, cinquantenne, pare essere riuscito solo a dire che non voleva fosse informata sua madre.

    L’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari, si è raccolto in preghiera e subito dopo, come informa una nota “ha emesso il Decreto di sospensione a divinis ed esonero dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale informando parimenti le competenti Autorità ecclesiastiche e la Congregazione della Fede”. Ora la Diocesi fa sapere che il sacerdote in questione “dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio Nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno. Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in Diocesi, non rispondente ai suoi desiderata, è tornato in famiglia senza dare notizie di sé da qualche mese”.

    Quindi di lui si erano già perse le tracce e ora la curia cosentina “implora una preghiera unanime per la conversione dei cuori ed esprime fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione”.

    Violenza sessuale su minore, arrestato Don Camillo Sessa

  • Prete della Diocesi di Cosenza arrestato a Napoli  per sesso con minorenne, il vescovo Nunnari lo sospende

    Prete della Diocesi di Cosenza arrestato a Napoli per sesso con minorenne, il vescovo Nunnari lo sospende

    L’arcivescovo Nunnari ha subito disposto la sospensione del presule che, nei mesi scorsi, aveva rifiutato l’incarico che gli era stato attribuito

    di SAVERIO PUCCIO

    COSENZA – Un sacerdote della Diocesi di Cosenza, don Camillo Sessa, è stato arrestato a Napoli sorpreso in flagrante mentre aveva un rapporto sessuale con un minorenne all’interno di un internet point di piazza Garibaldi.

    L’arresto è stato eseguito dagli agenti del nucleo tutela minori della polizia municipale. I vigili hanno notato l’uomo che contrattava con il ragazzino e hanno iniziato a seguire i movimenti dei due. Quando il minorenne è entrato nell’internet poit, seguito dopo qualche minuto dal prete, è scattato il blitz.

    Gli agenti hanno aperto una delle cabine dell’internet point e hanno scoperto il ragazzino con i pantaloni già abbassati e l’uomo che lo toccava mentre guardava un filmato pornografico al computer. Quando è stato arrestato il presule cinquantenne ha implorato: «Non fatelo sapere a mia mamma».

    L’ALTRO CASO NELLA DIOCESI DI CROTONE: LEGGI

    Dura la reazione dell’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari che, appena appresa la notizia dell’arresto del sacerdote, «si è raccolto in preghiera e subito dopo ha emesso il Decreto di sospensione a divinis ed esonero dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale informando parimenti le competenti Autorità ecclesiastiche e la Congregazione della Fede».

    Il sacerdote, originario di Agrigento, «dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi – precisa la nota della Diocesi – ha ricoperto il ruolo di cappellano del mare coordinato dall’Ufficio Nazionale di Pastorale marittima che si è concluso da circa un anno».

    «Dopo aver rifiutato un nuovo impegno pastorale in diocesi, non rispondente ai suoi desiderata, è tornato in famiglia senza dare notizie di sè da qualche mese», si legge ancora nel comunicato. «L’Arcivescovo dinanzi a questo ulteriore dolore arrecato alla nostra Chiesa implora una preghiera unanime per la conversione dei cuori», conclude il comunicato. «Esprime fiducia nell’azione della magistratura attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione».